Chi ricorda ancora il principale nome delle reflex italiane? Forse nessuno. Eppure alcune di queste fotocamere erano dei veri capolavori di meccanica con molti meccanismi basati su rubini e rifiniture di primissimo livello. Oltre a questo la Rectaflex vanta anche dei primati tecnici come il fatto di essere stata la prima reflex equipaggiata con pentaprisma ad arrivare sul mercato. In effetti, la Contax S arrivo` poco dopo (sebbene il brevetto fosse anteriore).
Oggi una nota azienda di orologi di lusso italiani sembra intenzionata a riproporre questo mito del made in italy basandosi pero` sul digitale e su una baionetta mutuata dai piu` popolari prodotti giapponesi per poter fare affidamento su un’ampia gamma di obbiettivi. Le indiscrezioni parlano di baionetta Pentax ma pare che anche la baionetta Nikon F sia al vaglio.
Ma veniamo alle vere novita` di questo prodotto.
Per inserirsi in un mercato cosi` competitivo, la nuova Rectaflex puntera` sulla grande qualita` delle rifiniture ma anche su una tecnologia di nuovissima introduzione. La grande esperienza nel mondo degli orologi di lusso infatti ha permesso di mettere a punto un sistema di alimentazione dei principali servomeccanismi basato interamente su molle regolate da meccanismi ad orologeria. Oltre quindi all’otturatore meccanico (manuale o automatico con priorita` sui tempi anziche` diaframmi) vedremo, e questa e` la vera novita`, l’autofocus interamente meccanico! Naturalmente funzionera` con gli obbiettivi che non integrano il motore, tuttavia questa caratteristica sembra di assoluto rilievo. Tuttavia non sara` certo la sola perche` anche il motore di trascinamento sara` basato su meccanismi a molla: stavolta non si tratta di una vera novita` dato che anche sulle leggendarie Leica a vite si trovavano dei trascinatori di questo tipo, ma erano ingombranti e comunque andavano acquistati separatamente rispetto alla macchina mentre stavolta la promessa e` quella di avere un motore compatto e totalmente integrato nel corpo macchina.
Considerando che le principali “utenze energetiche” che consumano batterie sono alimentate in questo modo, si capisce come ci siano tutte le premesse per avere una macchina virtualmente priva di batterie. Ed e` in quest’ottica che si colloca, ciliegina sulla torta, la scelta di alimentare tutta l’elettronica di bordo della macchina (esposimetro, display informativi nel mirino, sensore CMOS da 12 MPixel) mediante celle a energia solare. La cosa ha comportato anche delle rinunce (non ci sara` l’abituale display a colori sul dorso della macchina proprio per problemi di consumo) ma la possibilita` di avere una macchina fotografica digitale priva di batterie fara` gola a molti, in particolare a tutti coloro che, proprio per il limite delle batterie, fanno ancora uso di vecchie reflex meccaniche a pellicola.
Certo resta il dubbio di come alimentare la macchina di notte ma intanto ci sono tutte le premesse per un grande successo commerciale!
Fonte ClickBlog.it