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Archive for the ‘Hardaware e Tecnologia’ Category

L’angolo del fai da te: Scattiamo una foto quando si scatena un lampo

Mercoledì, Giugno 25th, 2008


In questo inizio d’estate l’Italia, soprattutto il nord, è spesso coperta da nubi, piogge e temporali, quale momento migliore per scattare qualche foto ai fulmini?

Il problema di questo genere di foto è che non è facile scattare al momento giusto ed un piccolo aiuto elettronico ci può aiutare a risolvere il problema e farci divertire un po’. La base su cui si lavorerà è la scheda di I/O Arduino, famosissima in rete per le sue potenzialità, il basso costo ed i molti hack disponibili, ma vi rimando al sito per una panoramica più dettagliata.

Basterà collegare la vostra Arduino ad un fotodiodo, un diodo in grado di trasformare la luce in impulso elettrico, ed alla presa per il telecomando sulla vostra macchina fotografica, se necessario usando una basetta millefori. Fatto questo non servirà altro che cercare il tempo di ritardo del vostro otturatore rispetto al segnale di scatto, reperibile in questa tabella, ed aggiornare il software da caricare su Arduino, se non disponete di una Canon 30D.

Quando il fulmine si sarà scatenato il diodo vedrà la luce, invierà un segnale alla scheda che farà scattare la fotocamera che finalmente farà la foto del fulmine che volete. Questa volta si parla di fai da te un po’ più elettronico, ma non per questo da disprezzare, ma anzi che può essere la base per aprirvi la via a nuovi ed interessanti progetti.

Via | Hobby Robotics

Fonte ClickBlog.it

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Bastano pochi pixel per riconoscere un volto

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

ricercamitBastano veramente pochi pixel per riconoscere un volto umano. Almeno questo è quanto sta scoprendo un gruppo di ricercatori del MIT.

Il laboratorio di Computer Science and Artificial Intelligence sta cercando qual è la quantità minima di informazione, derivata da una immagine, necessaria a descriverne il contenuto.

L’applicazione di questa ricerca è incredibilmente ampia e i risultati potrebbero essere rivoluzionari. L’aspetto generico è arrivare a riconoscere automaticamente il contenuto di una immagine (al momento l’unico modo è attraverso le descrizioni testuali e il tagging).

L’aspetto pratico va dalla possibilità di archiviare in modo più semplice e intuitivo le immagini (senza il tagging), alla possibilità che in futuro i computer o i robot decifrino i dati che ricevono dalle loro fotocamere o videocamere… agendo di conseguenza.

Attualmente la ricerca è in stadio avanzato, i risultati verranno presentati molto presto e dovrebbero dimostrare che bastano davvero poche informazioni per definire il contenuto di una immagine.

Recentemente vi parlavamo dei problemi di Google Street View: una tecnologia sviluppata con i risultati di questa ricerca potrebbe semplificare il riconoscimento dei volti umani permettendo successivamente di sfocarli, in modo da evitare i problemi di privacy menzionati nell’articolo.

Foto e fonte | ScienceDaily

Fonte ClickBlog.it

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Recensione Epson Stylus Photo R1900

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

Epson Stylus Photo R1900

PopPhoto ha presentato una recensione della stampante Epson Stylus Photo R1900, che va a sostituire la Stylus Photo R1800.

Questa nuova nata migliora il tempo di stampa rispetto al precedente modello, anche se non è ancora veloce come la Canon Pixma Pro9000, ma rispetto a quest’ultima ha il vantaggio di produrre delle foto con una maggiore durata nel tempo, fino a 200 anni contro i “soli” 100 della rivale.

È in grado di stampare su CD,DVD, carta fino al formato A3+ e rotoli senza lasciare bordi ed è equipaggiata da 8 cartucce, di cui una è dedicata al nero delle foto ed un altra per il rivestimento lucido. Grazie alle nuovi colori disponibili i volti stampati hanno una migliore resa cromatica, rendendola ideale per la stampa dei ritratti.

La gamma dei colori stampabili da questa stampante è eccellente, riuscendo a riprodurre colori e sfumature non presenti nella spazio colore Adobe RGB, ma che esistono in altri profili come ProPhoto RGB e questo è utile maggiormente per chi lavora con i RAW. Epson ha anche migliorato il driver che grazie alla tecnologia Radiance è in grado di massimizzare l’accuratezza e la saturazione delle singole gocce di inchiostro.

Completano la dotazione due connessioni USB e la possibilità di stampare senza usare il computer. La recensione conclude con una promozione a pieni voti in cui l’unica cosa non eccellente è la velocità di stampa.

Fonte ClickBlog.it

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L’angolo del fai-da-te: Costruiamoci una macchina stenopeica a pellicola

Mercoledì, Giugno 25th, 2008


Al giorno d’oggi ci sono macchine fotografiche sempre più complesse, automatizzate ed equipaggiate di tantissime caratteristiche, ma quanti “ricordano” che per scattare una foto basta veramente poco?

Tutto l’occorrente è costituito da una scatola vuota con le pareti nere, un piccolo foro e del materiale fotosensibile ed è la base della fotografia stenopeica, il cui principio è noto fin dall’antichità. Dal sito Corbis Readymech Cameras è possibile scaricare i modelli per realizzare diversi modelli molto colorati come quello che vedete in copertina.

Per costruire i vari modelli proposti, è sufficiente stampare il pdf, ritagliare ed incollare gli angoli per costruire la camera vera e propria. La cura maggiore va posta nella creazione del buco con l’ago, perché andrà a modificare direttamente la nostra apertura.

Oltre al divertimento di costruirsi qualcosa da zero, altri buoni motivi per realizzare una di queste macchine sono la messa a fuoco da zero ad infinito e lo stile che, anche se non sempre perfettamente nitido, è molto particolare. Gli svantaggi sono la lunga durata di ogni esposizione e quindi l’impossibilità di scattare a mano libera.

Se qualcuno decidesse di provare a costruirne una ci mandi una foto, magari delle proprie vacanze.

Fonte ClickBlog.it

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Un CMOS al contrario ridurrà il rumore

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

ominvisionOmniVision Technologies, il più grande produttore di sensori CMOS al Mondo, ha lanciato oggi l’architettura OmniBSITM per sensori. Questa nuova tipologia di sensore sostanzialmente ribalta la tecnologia precedente, permettendo una miniaturizzazione ancora maggiore dei componenti.

L’attuale “malcostume” di mettere sempre più pixel ha portato ad avere sensori (soprattutto nelle compatte) con 10-12 megapixel che danno immagini piene di rumore, soprattutto a ISO alti. La soluzione, secondo OmniVision, è illuminare da dietro. Il sensore CameraChip, infatti, appare come “ribaltato”, e ora acquista luce da quello che solitamente è il lato posteriore dei sensori: lo strato di silicio.

La tecnologia BSI (Back Side Illumination) massimizza la raccolta dei fotoni evitando che il metallo e gli strati di isolamento nella parte superiore blocchino parte della luce. Il risultato è un migliore assorbimento della luce, dimensioni ancora più ridotte e maggiore sensibilità.

Il BSI in realtà non è una novità, ma OmniVision è la prima compagnia a portare questa tecnologia alla produzione di massa. La sua prima applicazione pratica sarà un sensore da 8 megapixel per una fotocamera per cellulari, che verrà presentata a giugno.

Via: DCViews

Fonte ClickBlog.it

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Canon lavora alle pile a combustibile

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

mti microUn brevetto registrato da Canon sembra prospettare un futuro per le pile a combustibile sulle reflex e non solo. È possibile leggerlo sul sito dell’ufficio registrazione brevetti con il numero 20080081236.

Nonostante l’energia stoccata in questa forma permetta una più lunga durata, ci sono alcuni problemi che devono essere affrontati e risolti prima che diventi una realtà. Si possono usare sistemi diversi per la realizzazione di queste batterie con diversi pregi e difetti, ma la variazione della corrente è una delle sfide più serie per gli ingegneri. Canon afferma di essere riuscita a superare questo ostacolo all’adozione delle pile a combustibile e di riuscire a compensare le fluttuazioni.

Non ci sono immagini di come sarà integrato il sistema come, per esempio, nel brevetto per il nuovo mirino Nikon, quindi un’ipotesi plausibile sarebbe vedere un battery grip dedicato a questa tecnologia, come nell’immagine di MTI Micro in copertina.

A questo proposito MTI Micro ha annunciato, ad inizio mese, una collaborazione con un non meglio identificato costruttore di macchine fotografiche giapponese. Sotto questo accordo si potrebbe celare proprio Canon, o magari un altro produttore e questo potrebbe significare un’adozione su vasta scala di questa tecnologia.

Via | TechRadar

Fonte ClickBlog.it

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Lightscoop, per chi non vuole un flash esterno

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

LightscoopQuando utilizziamo il flash integrato nelle reflex conosciamo i problemi causati da una forte luce frontale sul soggetto, appiattimento e zone molto luminose contrapposte a zone molto buie. La soluzione è usare un diffusore o far rimbalzare la luce su una parete, magari con un flash esterno.

Un flash esterno può essere costoso o semplicemente ingombrante ed è per risolvere questi problemi, in maniera economica, che si candida Lightscoop. Uno strumento molto semplice da collocare sul flash interno e che riflette la luce verso l’alto.

Non sarà uno strumento indispensabile, ma pratico ed utile per apprendere i primi rudimenti con la luce di rimbalzo, anche se bisogna ricordare che utilizzando questo sistema si perde luminosità. Sul sito sono disponibili le istruzioni per i vari modelli.

Il prezzo è di 34,95$ ed è disponibile anche una versione che produce luce più calda. Le macchine compatibili con questo strumento sono Canon, Fuji FinePix Pro, Nikon, Pentax e Sigma SD14.

Fonte ClickBlog.it

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Camerapedia

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

Camerapedia è un’enciclopedia libera, in quanto rilasciata sotto licenza GNU FDL, dedicata a raccogliere informazioni sulle macchine fotografiche, dalle più recenti a quelle più vecchie.

Lanciato alla fine del 2004, ora è veramente una raccolta impressionante degli strumenti che hanno accompagnato l’uomo moderno. All’interno è possibile cercare per nome, per produttore o per tipo, dalle antiche box camera alle più recenti reflex digitali. Oppure andare alla scoperta di qualche modello curioso.

Se non sapete cosa sia quella vecchia macchina fotografica che avete in soffitta o semplicemente vi interessa conoscerne la storia che l’ha portata fino in casa vostra e che magari è stata tanto usata da qualche vostro parente, camerapedia ha probabilmente le nozioni che cercate.

Fonte ClickBlog.it

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Zeiss Planar 50mm f/0,7 un ottica spaziale

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

Zeiss Planar 50mm

Quando si confronta un obiettivo ci si chiede se la luminosità di quella lente è abbastanza per l’utilizzo che abbiamo in mente. Lo Zeiss Planar 50mm f/0,7 è un’ottica che probabilmente chiunque vorrebbe poter provare almeno una volta.

Nato alla NASA per la missione di allunaggio dell’Apollo negli anni ‘60 per fotografie in situazione di luce ridotta. Come ispirazione del progetto furono utilizzati gli obiettivi superluminosi UR (Ultrarotstrahlung = infrared) realizzati dai nazisti ai tempi della seconda guerra mondiale ed applicati a vari sistemi d’arma.

Ne vennero prodotti solo 10 esemplari, di cui uno rimase al produttore, 6 furono comprati dalla NASA e gli ultimi 3 furono comprati dal famoso regista Stanley Kubrick. L’obiettivo, da 1,85 Kg, era fornito di un otturatore con tempi da 1″ a 1/200″ che fungeva anche da diaframma e che venne rimosso durante l’adattamento alle riprese con la cinepresa.

Kubrick comprò quegli obiettivi perché voleva realizzare un film utilizzando la sola luce naturale ed aveva necessità, quindi, di una grande luminosità. Quando iniziò le riprese del film Barry Lindon aveva a disposizione un 50mm, un 36,5mm ed un 24mm tutti luminosissimi. La sua idea era riuscire a riprendere le scene all’interno di vecchi castelli inglesi illuminate solo da candele, perché riteneva che la luce artificiale avrebbe reso fasulla la scena e non comunicato alla perfezione la visione del regista. Per gustare l’atmosfera di quelle scene vi rimando alla visione del film.

Come potete notare in questo articolo le immagini hanno uno sfocato di sfondo veramente stupendo e comunica veramente l’atmosfera di quei luoghi.

La storia di questa luminosissima e “mitica” lente vale veramente la pena di essere letta.

Fonte ClickBlog.it

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Controllo completo del flash: PRESSlite Vertex

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

PRESSlite Vertex

Tutti sapranno, probabilmente, che utilizzare un flash direttamente sul soggetto appiattisce la foto. Il consiglio più famoso è tentare di evitare questo inconveniente cercando di diffondere la luce del flash o di indirizzarla indirettamente.

I possessori di compatte sono quelli che hanno più inconvenienti nel cercare di seguire questi consiglio, mentre sulle reflex, se si dispone di un flash esterno, è molto più semplice, perché basta far rimbalzare la luce su una parete o sul soffitto.

Ai semplici diffusori di varie forme e dimensione ora si sta per aggiungere un nuovo prodotto, PRESSlite Vertex, che promette di aprire nuovi fronti sui giochi di luce.

Il funzionamento è molto semplice, due specchietti orientabili montati sul flash, permettono di scegliere come redirigere parte della luce. Nella galleria interattiva, potete notare come le possibilità d’espressione possano aumentare e la sua semplicità d’uso. Per esempio, si può illuminare in parte il soggetto ed in parte far rimbalzare la luce sul muro.

Manipolare la luce fa parte della composizione della foto e permette di dare un’impronta personale ad ogni scatto. Gli strobist sono probabilmente le persone che saranno più incuriositi da questo strumento, voi cosa ne pensate?

Fonte ClickBlog.it

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Recensione della Pentax K20D

Mercoledì, Giugno 25th, 2008

Cameralabs ha recensito la nuova Pentax K20D, già annunciata all’inizio dell’anno.

Questa nuova reflex è dotata di un sensore da 14,6 megapixel e va a prendere il posto della K10D. Le caratteristiche comprendono uno stabilizzatore d’immagine integrato nel corpo macchina, una miglior resistenza a polvere ed agenti atmosferici, nuove modalità espositive e la possibilità di salvare le foto anche in DNG, il formato aperto di Adobe.

Il display è stato portato a 2,7 pollici, con l’aggiunta del Live View, che unito alla possibilità di essere ruotato può aiutare in quelle situazioni scomode in cui a volte ci si trova a fotografare. Grazie al nuovo sensore sviluppato in collaborazione con Samsung il valore massimo di iso disponibile è 6400, mantenendo sotto controllo il rumore visibile in tutte le situazioni.

Lo stabilizzatore d’immagine integrato permette di essere utilizzato con qualsiasi tipo di lente e la pentax afferma un miglioramento da 2,5 a 4 stop. Una funzione dedicata permette di espandere la gamma tonale risultante nelle foto che permette di non bruciare i bianchi e di avere ottimi colori.

Il verdetto finale è positivo per quanto riguarda il sensore, la riduzione del rumore e le migliorie del menu o del bracketing. Aspetti meno positivi sono lo stabilizzatore che non riesce sempre a fornire prestazioni simili a quelle della concorrenza o il Live View ancora molto basilare, non mostrando neanche un istogramma live. Per concludere anche se è un’ottima DSLR il prezzo è un po’ alto rispetto ai modelli degli altri operatori.

Fonte ClickBlog.it

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Bastano pochi pixel per riconoscere un volto

Venerdì, Giugno 6th, 2008

ricercamitBastano veramente pochi pixel per riconoscere un volto umano. Almeno questo è quanto sta scoprendo un gruppo di ricercatori del MIT.

Il laboratorio di Computer Science and Artificial Intelligence sta cercando qual è la quantità minima di informazione, derivata da una immagine, necessaria a descriverne il contenuto.

L’applicazione di questa ricerca è incredibilmente ampia e i risultati potrebbero essere rivoluzionari. L’aspetto generico è arrivare a riconoscere automaticamente il contenuto di una immagine (al momento l’unico modo è attraverso le descrizioni testuali e il tagging).

L’aspetto pratico va dalla possibilità di archiviare in modo più semplice e intuitivo le immagini (senza il tagging), alla possibilità che in futuro i computer o i robot decifrino i dati che ricevono dalle loro fotocamere o videocamere… agendo di conseguenza.

Attualmente la ricerca è in stadio avanzato, i risultati verranno presentati molto presto e dovrebbero dimostrare che bastano davvero poche informazioni per definire il contenuto di una immagine.

Recentemente vi parlavamo dei problemi di Google Street View: una tecnologia sviluppata con i risultati di questa ricerca potrebbe semplificare il riconoscimento dei volti umani permettendo successivamente di sfocarli, in modo da evitare i problemi di privacy menzionati nell’articolo.

Foto e fonte | ScienceDaily

Fonte ClickBlog.it

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Recensione Epson Stylus Photo R1900

Venerdì, Giugno 6th, 2008

Epson Stylus Photo R1900

PopPhoto ha presentato una recensione della stampante Epson Stylus Photo R1900, che va a sostituire la Stylus Photo R1800.

Questa nuova nata migliora il tempo di stampa rispetto al precedente modello, anche se non è ancora veloce come la Canon Pixma Pro9000, ma rispetto a quest’ultima ha il vantaggio di produrre delle foto con una maggiore durata nel tempo, fino a 200 anni contro i “soli” 100 della rivale.

È in grado di stampare su CD,DVD, carta fino al formato A3+ e rotoli senza lasciare bordi ed è equipaggiata da 8 cartucce, di cui una è dedicata al nero delle foto ed un altra per il rivestimento lucido. Grazie alle nuovi colori disponibili i volti stampati hanno una migliore resa cromatica, rendendola ideale per la stampa dei ritratti.

La gamma dei colori stampabili da questa stampante è eccellente, riuscendo a riprodurre colori e sfumature non presenti nella spazio colore Adobe RGB, ma che esistono in altri profili come ProPhoto RGB e questo è utile maggiormente per chi lavora con i RAW. Epson ha anche migliorato il driver che grazie alla tecnologia Radiance è in grado di massimizzare l’accuratezza e la saturazione delle singole gocce di inchiostro.

Completano la dotazione due connessioni USB e la possibilità di stampare senza usare il computer. La recensione conclude con una promozione a pieni voti in cui l’unica cosa non eccellente è la velocità di stampa.

Fonte ClickBlog.it

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L’angolo del fai-da-te: Costruiamoci una macchina stenopeica a pellicola

Venerdì, Giugno 6th, 2008


Al giorno d’oggi ci sono macchine fotografiche sempre più complesse, automatizzate ed equipaggiate di tantissime caratteristiche, ma quanti “ricordano” che per scattare una foto basta veramente poco?

Tutto l’occorrente è costituito da una scatola vuota con le pareti nere, un piccolo foro e del materiale fotosensibile ed è la base della fotografia stenopeica, il cui principio è noto fin dall’antichità. Dal sito Corbis Readymech Cameras è possibile scaricare i modelli per realizzare diversi modelli molto colorati come quello che vedete in copertina.

Per costruire i vari modelli proposti, è sufficiente stampare il pdf, ritagliare ed incollare gli angoli per costruire la camera vera e propria. La cura maggiore va posta nella creazione del buco con l’ago, perché andrà a modificare direttamente la nostra apertura.

Oltre al divertimento di costruirsi qualcosa da zero, altri buoni motivi per realizzare una di queste macchine sono la messa a fuoco da zero ad infinito e lo stile che, anche se non sempre perfettamente nitido, è molto particolare. Gli svantaggi sono la lunga durata di ogni esposizione e quindi l’impossibilità di scattare a mano libera.

Se qualcuno decidesse di provare a costruirne una ci mandi una foto, magari delle proprie vacanze.

Fonte ClickBlog.it

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Un CMOS al contrario ridurrà il rumore

Venerdì, Giugno 6th, 2008

ominvisionOmniVision Technologies, il più grande produttore di sensori CMOS al Mondo, ha lanciato oggi l’architettura OmniBSITM per sensori. Questa nuova tipologia di sensore sostanzialmente ribalta la tecnologia precedente, permettendo una miniaturizzazione ancora maggiore dei componenti.

L’attuale “malcostume” di mettere sempre più pixel ha portato ad avere sensori (soprattutto nelle compatte) con 10-12 megapixel che danno immagini piene di rumore, soprattutto a ISO alti. La soluzione, secondo OmniVision, è illuminare da dietro. Il sensore CameraChip, infatti, appare come “ribaltato”, e ora acquista luce da quello che solitamente è il lato posteriore dei sensori: lo strato di silicio.

La tecnologia BSI (Back Side Illumination) massimizza la raccolta dei fotoni evitando che il metallo e gli strati di isolamento nella parte superiore blocchino parte della luce. Il risultato è un migliore assorbimento della luce, dimensioni ancora più ridotte e maggiore sensibilità.

Il BSI in realtà non è una novità, ma OmniVision è la prima compagnia a portare questa tecnologia alla produzione di massa. La sua prima applicazione pratica sarà un sensore da 8 megapixel per una fotocamera per cellulari, che verrà presentata a giugno.

Via: DCViews

Fonte ClickBlog.it

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Canon lavora alle pile a combustibile

Venerdì, Giugno 6th, 2008

mti microUn brevetto registrato da Canon sembra prospettare un futuro per le pile a combustibile sulle reflex e non solo. È possibile leggerlo sul sito dell’ufficio registrazione brevetti con il numero 20080081236.

Nonostante l’energia stoccata in questa forma permetta una più lunga durata, ci sono alcuni problemi che devono essere affrontati e risolti prima che diventi una realtà. Si possono usare sistemi diversi per la realizzazione di queste batterie con diversi pregi e difetti, ma la variazione della corrente è una delle sfide più serie per gli ingegneri. Canon afferma di essere riuscita a superare questo ostacolo all’adozione delle pile a combustibile e di riuscire a compensare le fluttuazioni.

Non ci sono immagini di come sarà integrato il sistema come, per esempio, nel brevetto per il nuovo mirino Nikon, quindi un’ipotesi plausibile sarebbe vedere un battery grip dedicato a questa tecnologia, come nell’immagine di MTI Micro in copertina.

A questo proposito MTI Micro ha annunciato, ad inizio mese, una collaborazione con un non meglio identificato costruttore di macchine fotografiche giapponese. Sotto questo accordo si potrebbe celare proprio Canon, o magari un altro produttore e questo potrebbe significare un’adozione su vasta scala di questa tecnologia.

Via | TechRadar

Fonte ClickBlog.it