Adobe Photoshop Lightroom - fonte www.zmphoto.it

Introduzione
“Il modo di fare fotografia è cambiato con l’avvento del digitale”. Una frase che abbiamo sentito dire tante volte in questi ultimi anni. Insieme a questa frase abbiamo anche sentito elencare molto spesso una serie di difficoltà che hanno accompagnato questo cambiamento radicale nel modo di fare fotografia. Difficoltà che hanno coinvolto tutti i fotografi, professionisti o semplici amatori, che si sono trovati a combattere con qualcosa che fino a quel momento c’entrava poco con la fotografia: si sono trovati a dover conoscere l’informatica.
I più giovani hanno dovuto semplicemente coniugare due passioni che forse già coltivavano, ma anche per loro i cambiamenti sono stati molti: il digitale ha portato ad aumentare sensibilmente la quantità di scatti per ogni sessione oltre alla ricerca della “perfezione” in ogni foto. Proprio l’aumento del numero di scatti ha portato ad un’invasione di file nei nostri hard disk. File molto spesso simili tra loro, magari catturati a raffica, in cui trovare delle differenze sembra impossibile e tra i quali dover scegliere lo scatto migliore spesso porta via molto tempo. File che devono passare obbligatoriamente da un programma di fotoritocco se si vuole raggiungere quella perfezione in ogni scatto che il digitale ha “costretto a ricercare”. Ma le difficoltà non si fermano qui. Con il digitale si pretende la velocità dei fotografi nel portare a termine il loro lavoro, in breve tempo si devono scegliere le foto, elaborarle, creare dei provini da inviare via mail o da inserire sul web. Altro momento fondamentale rimane la catalogazione delle fotografie: non si può rischiare di non riuscire più a trovare un buono scatto e non si può neanche rischiare che il file venga danneggiato o che una nostra manipolazione lo renda irrimediabilmente compromesso.

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