Comandi di scatto per DSLR: Cavo, Wireless, Wi-Fi - fonte www.nital.it
Domenica, 27 Gennaio 2008Un corredo si può definire completo non solo per il numero di ottiche o di reflex offerto, ma anche e piuttosto dal numero di accessori che permettono di affrontare ogni esigenza di ripresa.
A cura di Valerio Pardi
| Il perché di uno scatto remoto | Quale scegliere |
Uno degli aspetti apparentemente banali, ma in realtà assolutamente importanti e indispensabili, riguarda la possibilità di azionare la fotocamera a distanza. A ben vedere questo aspetto potrebbe essere visto come un qualcosa di non strettamente necessario. Perché mai dovrei scattare senza tenere in mano la mia fotocamera e senza traguardare attraverso il mirino, pronto a scattare appena intuisco l’evolversi di una scena interessante davanti a me? Se la maggior parte delle immagini riprese viene effettuata nei modi canonici, ovvero impugnando saldamente la fotocamera in mano e scattando con la pressione del dito indice sul pulsante di scatto, è altrettanto vero che ci sono alcune situazioni che ciò non solo non è necessario, ma non è neppure possibile. Un esempio? Abbiamo posizionato la fotocamera nei pressi di un passaggio obbligato di un animale selvatico e grazie alla possibilità di azionare la fotocamera da una certa distanza, sarà possibile far avvicinare il soggetto senza che la presenza fisica dell’uomo lo infastidisca. Ma questo è solo uno delle infinite situazioni che si possono verificare.
Poter scattare a distanza è quindi utile ma ci sono modi e modi per poter scattare a distanza e Nikon offre la soluzione migliore per ogni esigenza. Osservando il catalogo accessori si può rimanere davvero colpiti dal numero elevato di referenze dedicate agli scatti remoti, si trovano modelli tradizionali, con timer, a infrarossi, wi-fi attraverso gli accessori wireless proposti sulle reflex di fascia alta e tutta una serie di altri accessori che permettono di risolvere qualsiasi situazione fotografica ci si presenti.
Il perché di uno scatto remoto
Abbiamo già visto una possibile soluzione, o meglio, necessità di uno scatto remoto con l’esempio della fotografia naturalistica. Ma i vantaggi non si esauriscono qui. Lo scatto remoto, come lascia intuire il suo stesso nome, grazie alla possibilità di azionare la fotocamera a distanza, permette di evitare qualsiasi movimento alla reflex durante lo scatto, anche le minime vibrazioni che la leggera pressione del dito sul pulsante di scatto, per quanto possa essere leggera, porta inevitabilmente. Eliminare le vibrazioni, soprattutto quando si scatta con tempi compresi tra 1/60s e un paio di secondi, è indispensabile per ottenere la massima qualità possibile offerta dagli obiettivi Nikkor. Ecco quindi che l’utilizzo di un robusto treppiede non è l’unico requisito importante per rendere stabile e granitica la fotocamera durante lo scatto; occorre poter evitare di toccare, e quindi introdurre vibrazioni, all’intero set-up di ripresa.
Uno scatto remoto consente proprio questo, attivare la fotocamera senza introdurre la seppur minima vibrazione. Lo scatto remoto potrà essere a filo, IR o comandato da computer attraverso il programma Nikon Camera Control Pro 2 per connessioni via cavo USB o wi-fi per i modelli DSLR che supportano l’accessorio WT-4 ma il risultato non cambierà. Vedremo poi che le due tipologie di scatti remoti avranno applicazioni differenti e complementari.
Gli esempi in cui lo scatto a distanza è necessario non sono certo esauriti; pensiamo alla fotografia notturna, per non parlare addirittura dell’astrofotografia, che necessitano di pose lunghe svariati minuti. In questa situazione sarebbe impensabile rimanere con il dito premuto sul pulsante di scatto per tutto il tempo della posa; lo scatto a distanza porta una soluzione a questo problema, assieme anche ad altre agevolazioni come la possibilità di “remotizzare” completamente tutta una serie di riprese, una possibilità offerta dal modello MC-36 che vedremo meglio e approfonditamente tra poco.






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Creare un fotolibro in soli 3 minuti. Ora è possibile grazie a PhotoPress, un nuovo sistema dell’azienda americana Powis distribuito da Oblò Multimedia, che permette di creare in poco tempo dei fotolibri professionali di grande qualità che uniscono i plus delle stampe da minilab alla semplicità d’uso. È proprio quest’ultima caratteristica che consente ai fotonegozianti di offrire un servizio completo perché in soli quattro step è possibile arrivare ad un risultato raffinato, elegante e di grande prestigio: si selezionano le foto preferite con il Software Book in dotazione, si stampano le pagine del fotolibro tramite il minilab, si assembla il fotolibro utilizzando i fogli adesivi brevettati Powis e il processo di rilegatura applica la copertina rigida utilizzando l’apposita guida. È importante sapere che tutti i processi per la creazione del prodotto si avvalgono di tecniche che mantengono le fotografie in uno stato ottimale. Ad esempio, in fase di rilegatura, l’innovativa tecnologia di PhotoPress permette di mantenere inalterata la qualità delle stampe fotografiche poiché non viene utilizzato il calore, bensì la pressione. Il sistema di rilegatura è brevettato e si avvale di speciali fogli a fibra di cotone le cui proprietà adesive vengono attivate solo in seguito al processo di pressatura. PhotoPress è stata presentata con successo al Pma Milano, alla tappa di Caserta del Roadshow Oblò e presso l’Hotel Leon d’Oro di Verona. Per chi si fosse perso queste date, ci saranno altre tre tappe del Roadshow di PhotoPress e precisamente a Firenze, presso la sede di Tecias Assistenza Tecnica Foto-Cine in data 5 novembre, alla manifestazione Castel Gandolfo Fotografia, dal 7 all’11 novembre e al Taormina PhotoDigital dal 24 al 26 novembre.
Quando parliamo di lenti e di filtri per la fotografia, parliamo di un argomento centrale che ha conseguenze cruciali per qualsiasi professionista. Le lenti costituiscono lo strumento principe per guardare la realtà su cui il fotografo lavora, dalla loro qualità dipende la buona riuscita di un atto che vale per il risultato che ha, molto più che per l’impegno che richiede. Tuttavia, da sole, le lenti non bastano. Perché la luce richiede una sensibilità tale che soltanto l’aiuto di ottimi filtri può garantire che non vi siano alterazioni cromatiche, ma realismo e nitidezza appropriate. I filtri Rodenstock, (distribuiti da Mafer) risultano quanto mai interessanti per chi si occupa professionalmente di fotografia. In particolare segnaliamo la recente gamma di filtri digitali, veri e propri “strumenti di precisione” per la fotografia digitale. Si tratta di un nuovo programma che si basa su di una condizione: le informazioni che non sono presenti nell’immagine non possono essere ricostruite successivamente attraverso il computer. Stante ciò, un filtro di qualità davanti all’obiettivo preserva proprio i dettagli e la brillantezza di luce che altrimenti verrebbero persi, e in modo irrimediabile. Anche il miglior programma di controllo dell’immagine, infatti, non li renderebbe visibili.
Come utilizzare le maschere predisposte da Armando Studio? Per rispondere a questa e alle altre eventuali domande Armando ha avviato un servizio di consulenza telefonica: il fotografo può telefonare allo Studio e usufruire della consulenza proprio mentre sta utilizzando le maschere. Potrà in questo modo risolvere gli eventuali problemi e trarre il maggior profitto dall’acquisto fatto. Intanto, per favorire i fotografi, ha studiato una promozione che prevede uno sconto del 30% a chi acquista, tutti inseme, tre pacchetti di cd diversi.