terza edizione della Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia
siamo lieti di presentarVi la terza edizione della Biennale
Internazionale di Fotografia di Brescia
e di segnalarVi la sua presenza a MiArt 2008 (Milano, 4-7 aprile)
presso lo stand A6 del padiglione 2.
comune di brescia
bresciatourism
civici musei d’arte e storia
fondazione brescia musei
museo ken damy
III edizione 2008
in qualche parte del mondo
direttore artistico ken damy
La Biennale è promossa dal Comune di Brescia, Civici Musei d’arte e
storia, Fondazione Brescia Musei, Bresciatourism e organizzata dal
Museo Ken Damy, con il contributo di: Fondazione CAB, Banco di
Brescia, Fondazione ASM.
Direttore artistico Prof. Ken Damy.
“In qualche parte del mondo” è il tema programmatico scelto per
l’edizione della biennale di fotografia che si terrà a Brescia dal
12 giugno al 14 settembre 2008 in prestigiosi spazi pubblici: museo
di santa Giulia, piccolo e grande Miglio in castello, ss Filippo e
Giacomo; negli spazi privati: museo Ken Damy, spazio Clerici per
l’arte contemporanea e con la importante partecipazione di numerose
gallerie private e spazi alternativi.
Una indagine a tutto campo su un tema affascinante e difficile allo
stesso tempo.
L’esclusione della fotografia di reportage, una scelta voluta e
sofferta allo stesso tempo, per la vastità delle proposte sul
mercato, impone al sottoscritto, e ai numerosi commissari che mi
affiancheranno in questa avventura, alcune riflessioni che ritengo
fondamentali.
Prima fra tutte la globalizzazione della comunicazione visiva.
Dagli esordi della fotografia, circa 160 anni fa ai giorni nostri,
con l’invenzione della televisione e di internet, la visione del
mondo è cambiata in maniera radicale.
Nel bene e nel male.
Nel bene perché il viaggio è democraticamente alla portata di quasi
tutti, nel male perché molti viaggiano malamente e in maniera
distratta.
“Dieci giorni otto notti tutto compreso” e un paese vasto come gli
Stati Uniti o la Cina diventano una mostra o, peggio ancora, un libro
che numerose persone in seguito vedono e che per ignoranza
fotografica apprezzano: la curiosità è più forte della qualità.
Un tema che la Biennale di fotografia di Brescia, per il ruolo
“autoriale” ( termine da me coniato non presente in dizionario)
delle proposte nelle passate edizioni, deve affrontare in maniera del
tutto diversa.
Autori storici e autoctoni di paesi lontani a confronto con validi
autori contemporanei.
Una visione artistica, privata e, perché no, settoriale ma di grande
impatto visivo.
Con più di mille opere esposte, alcune di grande formato come è in
uso tra gli autori contemporanei, l’organizzazione non è semplice
ma, a 3 mesi dall’inaugurazione posso già segnalare le mostre che
sicuramente potremo vedere dal 12 giugno.
In santa Giulia un’ampia sezione sarà dedicata alla storia della
fotografia dell’800 con rare immagini all’albumina di città e
luoghi simbolici dei primi viaggiatori fotografi: cito ad esempio il
Cairo, Gerusalemme, Algeri di Lenher & Landrock, di Henry Bechard, di
Felix Bonfils, di Antonio Beato ma anche la Cina e il Giappone, con
splendide albumine colorate a mano di Felice Beato e della scuola di
Fukasawa; l’India di Francis Frith and Co. E Samuel Bourne; fino a
San Francisco, New Orleans e New York di Loeffler e Taber.
La parte storica dedicata a Venezia, città simbolo di questa edizione
della Biennale, con tutti i maggiori fotografi del periodo, sarà
presentata assieme ad opere di autori contemporanei tra cui Marco
Zanta, Jean Janssis, Giovanni Chiaramonte e Maurizio Galimberti nelle
grandi sale di ss Filippo e Giacomo, a cura di Mario Trevisan in
collaborazione con la galleria Bugno di Venezia che da anni porta
avanti un interessante progetto sulla città più fotografata del
mondo. Per il giorno dell’inaugurazione ci potrebbe essere una
gradita ed inedita sorpresa, visto che uno dei maggiori fotografi
conosciuto a livello internazionale sta lavorando, tempo permettendo,
a questo progetto.
Sempre in santa Giulia verranno presentate 140 piccole albumine, che
inizialmente dovevano essere esposte nel salone Vanvitelliano, chiuso
per restauri nel periodo della
Biennale, del premiato stabilimento Ganzini di Milano: la serie
completa dei “Costumi delle diverse regioni d’Italia” raccolti
per cura della Commissione Delegata dal Comitato Esecutivo
all’ordinamento della classe 50°- gruppo VIII dell’ Esposizione
Industriale Italiana in Milano 1881, come recita pomposamente il
cartoncino di presentazione.
140 piccole albumine originali dell’epoca che verranno presentate
anche in versione audiovisiva, a cura dello “studio dierre”. In
grande formato si potranno gustare i dettagli dei vestiti realizzati
appositamente per i manichini originali in seguito fotografati da
Ganzini.
In una piccola sezione si potranno vedere in tre D, con 4
apparecchiature d’epoca, oltre 100 immagini, sempre di fine 800. Una
piccola enciclopedia visiva ( ma è stata pubblicata negli Stati Uniti
e in Inghilterra come una vera e propria enciclopedia, raccolta in
contenitori a forma di libro cartonato ) con il fascino delle
immagini tridimensionali: dagli indiani d’America agli animali
esotici del Brasile e, per restare in tema, anche i pellerossa di
Edwar Sheriff Curtis, uno dei primi fotografi di ricerca
antropologica che ha lavorato per lunghi anni con i nativi Americani,
avranno il loro spazio adeguato.
Siamo nel 900 e la fotografia è ormai matura anche sotto l’aspetto
tecnico; mai un’arte ha avuto così importanti sviluppi estetici
dovuti ad un affinamento della tecnica oltre a nuove scoperte chimico-
ottiche.
Tra gli autori storici del 900 il “peruano” Martin Chambi avrà
ampio spazio con circa 100 immagini di cui molti vintage print.
Fenomeno pressoché unico nel panorama mondiale l’indios Chambi ci
ha lasciato una raccolta incredibile di immagini della sua città
natale, la straordinaria Cuzco, e del sito archeologico del Macchu
Picchu. Non solo indios con i loro riti arcaici ma anche ritratti di
una borghesia ricca e opulenta dagli anni 20 agli anni 40.
E ancora un settore ritratti di grande formato con i maharajia
indiani interamente dipinti al punto da lasciare molti sospetti sul
fatto che siano vere fotografie.
Il ritratto contemporaneo ma classico, oserei dire antico nello
spessore emotivo, avrà un suo spazio in santa Giulia e una
installazione nella chiesa di san Zenone con immagini di Luis
Gonzales Palma , del sottoscritto (accetto il rischio e le critiche,
non sono solo un critico ma un fotografo) e di altri validi autori
che sto contattando. Per molti fotografi sarà una sorpresa: troppi
credono che il ritratto sia un’istantanea. Il ritratto avrà anche
una introduzione storica con immagini vintage del più importante
ritrattista del mondo: il mitico Nadar (in altra sede da definire),
anche in questo caso vista la piccola dimensione ci sarà una sezione
audiovisiva.
Per chiudere con i contemporanei dirò che hanno già aderito:
Gabriele Basilico con Beirut; Simon Norfolk con Kabul e Philippe
Chancel con Pyong Yang, la capitale della Corea del Nord. Tutte
immagini a colori di grande formato. Il nostro Franco Fontana ci
mostrerà una selezione del suo lavoro sulla mitica Route 66, la
“Strada”della Beat Generation, simbolo del viaggio anche interiore
che rimane uno dei temi dominanti di questa Biennale.
Gli USA avranno una intera grande sala con opere di Jeff Dunas, Mario
Vidor, Wim Wenders e altri autori come introduzione al “paesaggio
desertico” non solo americano.
Altri autori saranno presenti ovviamente ma ne riferirò quando avrò
la certezza della loro adesione.
Una nota importante: a tutti “i viaggiatori fotografi” chiedo di
partecipare con le loro immagini sul tema del Deserto: immagini da
spedire via internet al ns laboratorio che le stamperà tutte nello
stesso formato per comporre un grande affresco. Gli usi e costumi
sono cambiati e molto; l’architettura in parte; il deserto è
rimasto uguale da migliaia di anni e la fotografia è stata inventata
da soli 160 anni.
Internet sarà studiato nel suo fenomeno “grande fratello” con una
curiosa mostra dal titolo Big sister.
Gli “sciamani” o “gli uomini sacri” ritratti da Elisabeth
Sunday in varie parti del mondo in b/n di grande formato verranno
presentati nello spazio della galleria Reartuno, spazio magico che fu
per un lungo periodo lo studio del “Moretto” uno dei più famosi
pittori bresciani; e la scelta non è casuale.
Ken Damy gennaio 2008
Per info: info@museokendamy.com
Tel 030 3758370 dalle ore 15,30 alle 19,30 dal martedì al sabato

