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Articoli marcati con tag ‘vitt’

il vincitore del contest nazionale è…..

domenica, 21 novembre 2010
listen it it il vincitore del contest nazionale è.....

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Lavanda
Inviata da: NikonG il: Mar 1 2010, 12:25 PM
Visite: 717 · Commenti: 8
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© NikonG
Corpo Macchina: Nikon D90

NikonG Graziano Agolini

che vince una Nikon Coolpix P100!!

Caro NikonG complimenti per la vittoria, ti invito a mandarmi un MP dal seguente link per avere l’indirizzo dove spedire il premio:

http://www.nikonclubitalia.com/forum/compo….html&MID=1

Complimenti a tutti i partecipanti. 099dd219c7eda4276f487a7aa06de4b3 il vincitore del contest nazionale è.....

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14° Contest Fotografico SonyAlpha – UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

lunedì, 8 novembre 2010
listen it it 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

1° CLASSIFICATO

UNITI DALL’ENERGIA NATURALE DELLA VITA
Inviata da: stebboy il: Oct 20 2010, 11:38 AM
Visite: 18 · Commenti: 0
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STEFANOCASOTTO

gallery 24938 17 197100 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

Questo scatto presenta tutti gli elementi di una foto riuscita!

La comunicazione, senza leggerne il titolo chi la guarda può immaginarne comunque il messaggio!

La composizione, con i soggetti messi in un angolo nel pieno rispetto della
Sezione Aurea e la luce che scaturisce tra i loro sguardi.

La tecnica, con la luce a forma di stella e quella nota di flare che disegna una diagonale lungo il fotogramma in maniera quanto mai artistica.

L’emozione, che colpisce immediatamente chi la guarda.

Pertanto, risultando curata sotto i punti di vista ha superato in classifica tante altre belle foto e si è meritata la vittoria!

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2° CLASSIFICATO

gallery 21701 17 176513 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

Questo scatto risulta piacevole ed immediato nel suo messaggio, curato nella composizione, come nel bianco e nero azzeccatissimo al tipo di scatto.
Una foto da premiare per la sua freschezza dal grande contenuto emozionale!

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3° CLASSIFICATO

gallery 9569 17 50129 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

Quale immagine in natura rappresenta l’unione meglio di questa?
L’unione di due vite in un corpo solo!
Il taglio deciso impone una riflessione sono nel senso voluto, ovvero tra madre a figlio, e non distoglie l’attenzione come sarebbe invece successo se si fosse visto il viso della mamma.
Il bianco e nero è buono, la sottoesposizione ci sta bene in quanto rende comunque lo scatto più intimo.

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4° CLASSIFICATO

gallery 928 17 74226 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

Uno scatto quasi sperimentale, l’immagine è idealmente ripresa in una sorta di fusione dei soggetti, ottenuta per merito di un’esposizione prolungata.
Da premiare senz’altro per l’originalità !
La composizione è ottima!

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5° CLASSIFICATO

gallery 24745 17 184331 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE
Una vera e propria unione inossidabile!
La vera originalità che le dà quella marcia in più di un qualsiasi scatto di still-life, è data dal voler abbinare dei soggetti “irreali” con un paesaggio di sfondo che grazie allo sfocato sapiente, da “vita” ai “Soggetti”,
Complimenti!

stebboy vince quindi una Sony CyberShot DSC W180

post 1 1264235907 14° Contest Fotografico SonyAlpha   UNITI, PREMIAZIONE VINCITORE

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"L’Afganistan, la guerra" di Francesco Cocco

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

c8742719a90bbae9b124530eb115f902 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

Sono bambini quelli che guardano l’orizzonte di Kabul da una delle colline che dominano la città, una città piena di macerie vista dall’alto, dove le cicatrici e il paesaggio trivellato dalla guerra sembrano lontani.

L’orrore della guerra, le cicatrici delle sue vittime e un paesaggio abitato da sopravvissuti, sono i reali protagonisti del reportage realizzato da Francesco Cocco negli ospedali di Emergency in Afganistan, tra Burqa e Kalashnikov, e della mostra L’Afganistan, la Guerra ospitata al Museo Diocesano di Milano fino al 28 ottobre.

La mostra, realizzata in collaborazione con Contrasto, offre allo sguardo 24 immagini in bianco e nero, storie di vite spezzate, e un reportage sulla reale portata di oltre trent’anni di guerra su un paese allo stremo, forse troppo manipolato digitalmente per aggiudicarsi il XIII° Premio Internazionale di Fotografia Umanitaria Luis Valtueña, concesso e poi revocato, ma non per questo meno eloquente.

L’Afganistan, la Guerra
83b62aabaf810748db26890cae0ff1d6 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco 228d8817269a8ae87835b701ece73c98 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco e697a5cdabcd156499e1ad200bb66e24 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco 52fa177bdf9c68ff78f616b96afcc135 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

“L’Afganistan, la guerra” di Francesco Cocco é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di sabato 09 ottobre 2010.

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UNFRAMED by JR

domenica, 19 settembre 2010
listen it it UNFRAMED by JR

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Dopo gli ultimi spostamenti di Women are Heroes che hanno finito per tappezzare le pareti e le superfici di mezzo mondo, e il santo nella foresta per l’istallazione del video di Ain’t Got No (I Got Life) di Patrice, il dinamico e instancabile JR cambia soggetto ma non stile e obiettivo .. decontestualizzare le immagini per aprirle a linguaggi, sguardi e punti di vista totalmente diversi.

Il suo ultimo progetto UNFRAMED, co-prodotto dal Musée de l’Elysée e dal Festival Images, prende in prestito alcune immagini per portarle fuori dal museo, sulle facciate dei palazzi, tra i tetti, e sotto lo sguardo di tutti, e parte dalla piccola città svizzera di Vevey per fare il giro del mondo e raccontare tante storie differenti.

Pensate forse che la foto di Gilles Caron scattata nel 1969 in Irlanda del Nord ad un uomo che nasconde una pietra nel pugno alle sue spalle, o quella di Robert Capa scattata ai tiratori franchi tedeschi durante l’assediamento di Leipzig, apparse sulle pareti di una piccola città svizzera otterranno lo stesso effetto sui muri di una città europea o musulmana?

UNFRAMED
3d7a8c72ccd7b20a2e59b213e38996d2 UNFRAMED by JR bbc895b8183700951ae46c535e39cd52 UNFRAMED by JR 2b47ad07b8dc3959829bca7cb2305de7 UNFRAMED by JR 58629bc3dcd2f45be42aafc7e5a233d1 UNFRAMED by JR

Stessa cosa per “i giovani sacerdoti” di Mario Giacomelli sulla facciata di una chiesa o la prostituta di Helen Levitt sulla parete di una prigione, la Donna con i capelli lunghi di Man Ray sulla Saint Jean Tower e in generale per le 14 affissioni ‘senza cornice’ di UNFRAMED esposte in una mostra a cielo aperto, la cui durata dipenderà dalle condizioni metereologiche quanto dalle buone intenzioni dei passanti.

La prossima tappa del progetto, in corso di svolgimento, ha in serbo altrettante storie a Grottaglie in concomitanza con il FameFestival, on line il primo assaggio.

UNFRAMED by JR é stato pubblicato su clickblog alle 11:11 di sabato 11 settembre 2010.

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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Heights of Observation: le vette di Vittorio Sella alla Panopticon Gallery

mercoledì, 11 agosto 2010
listen it it Heights of Observation: le vette di Vittorio Sella alla Panopticon Gallery

68a5b9bd8c4ae7dee81389122cb86e57 Heights of Observation: le vette di Vittorio Sella alla Panopticon Gallery

Scalando vette da brivido come alpinista e fotografo, Vittorio Sella ha lasciato in eredità un patrimonio iconografico, che Ansel Adams non ha esitato ad associare alla definizione di ‘sublime’ per la viscerale intensità delle emozioni che è in grado di suscitare, in grado ancora oggi di insegnare molto sia agli esperti di alpinismo che di paesaggi fotografici.

Spostandosi con destrezza dalle Alpi alla catena Ruwenzori ugandese, dall’Alaska alla spedizione sul K2 di Luigi Amedeo Savoia Duca degli Abruzzi nel 1909, Vittorio Sella è arrivato a cogliere picchi vertiginosi, pareti elettrizzanti, crepacci profondi e spaventosi come l’infinito, insieme alle dimensione emozionale delle atmosfere nebbiose e lo sfolgorio della luce sulla neve e i vari strati di roccia, raccolti da Summit.

L’archivio di lastre e panorami, fragile ma ben conservato dalla Fondazione Sella di Biella, grazie anche alla speciale zaino inventato dallo stesso Sella per il trasporto dell’attrezzatura in alta quota e in luoghi remoti, sarà in parte esposto alla Panopticon Gallery di Boston con Heights of Observation e la selezione di fotografie delle sue spedizioni a cura di Tony Decaneas, visitabili dal 9 settembre all’8 novembre 2010.

Heights of Observation
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Heights of Observation: le vette di Vittorio Sella alla Panopticon Gallery é stato pubblicato su clickblog alle 11:11 di mercoledì 11 agosto 2010.

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Mondiali di Calcio 2010

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it Mondiali di Calcio 2010

a821ddc4d815afcce7a0a677f0c99aa5 Mondiali di Calcio 2010

Ormai ci siamo al giro di boa di questi mondiali di calcio che ci hanno visto uscire con disonore come ultimi nel girone.

Sono rimaste solo sedici squadre che inizieranno a darsi battaglia negli ottavi di finale che iniziano oggi. Il tifo si fa più acceso poiché la posta in gioco sarà sempre più alta fino alla vittoria della squadra migliore.

Oltre ai report dal Malawi di Stefano Pesarelli potete anche vedere una galleria dei tifosi da tutto il mondo ed azioni realizzata da BigPicture.

Via | BigPicture

Mondiali di Calcio 2010 é stato pubblicato su clickblog alle 13:30 di sabato 26 giugno 2010.

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Relics of the Cold War di Martin Roemers

domenica, 6 giugno 2010
listen it it Relics of the Cold War di Martin Roemers

2025c068f92e663d31db64bf039cc1d8 Relics of the Cold War di Martin Roemers

Ogni guerra e conflitto lascia tracce indelebili e macerie più o meno visibili, anche la cosiddetta guerra fredda, che pur senza sfociare mai in un vero conflitto armato, per un quarantennio ha diviso la storia, la cultura e i destini dell’est da quelli dell’ovest.

Con la caduta del muro di Berlino, a partire dal 1989 le reliquie della guerra fredda hanno cominciato ad acquisire un valore differente, prezioso per un futuro che cerca di ricostruire per la pace, anche grazie a progetti come Relics of the Cold War di Martin Roemers, edito da Hatje Cantz.

Il libro raccoglie 73 fotografie di queste “tracce”, realizzate dal fotografo olandese in entrambi i lati della cortina di ferro, dalle caserme agli aerodromi, dai campi di addestramento ai ripari di incursione aerea, dai rifugi anti atomici ai siti per i missili nucleari.

Relics of the Cold War by Martin Roemers
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Fotografie davvero eloquenti raccolte da Martin Roemers per oltre un decennio ad est e ovest della cortina, dalla Germania all’Inghilterra, dai Paesi Bassi al Belgio, dalla Polonia alla Repubblica ceca, dall’Ucraina alla Russia, dalla Lituania alla Latria.

Un libro davvero interessante e immagini esposte al Krasnoyarsk Museum Center russo fino al 15 settembre 2010 con “P.S. Distress” dedicato 65 ° Anniversario della fine della II Guerra Mondiale e della vittoria sovietica sulla Germania nazista, alle quali Daylight Magazine ha dedicato un video, e in definita qualcosa di rilevante sul quale riflettere.

Relics of the Cold War di Martin Roemers é stato pubblicato su clickblog alle 14:00 di domenica 06 giugno 2010.

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Viaggio in solitaria…in 1000 su Facebook

sabato, 15 maggio 2010
listen it it Viaggio in solitaria...in 1000 su Facebook

Dopo Australia, Alaska, Botswana, Nepal, Tibet, Giappone etc
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa umanitaria,
parte il 17 maggio per l’ennesimo viaggio in solitaria,
questa volta in Orissa, nell’est dell’India.
In questa zona esiste un popolo indigeno che ha una
collina sacra (come in Avatar) piena di bauxite , ed è in pericolo di sopravvivenza.
La Milandri si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come
strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di
problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra in particolare sui popoli indigeni,
vittime di un inesorabile processo di estinzione laddove le risorse delle
loro terre ancestrali scatena gli appetiti dei potenti.
Recentemente ha proposto un filmato “Tra la perduta Gente” in solidarietà
ai Boscimani del Kalahari. Dice l’autrice:
“Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”
-VIAGGI MEDIATICI
Ha già viaggiato su Facebook in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, da
Tibet, Nepal e Botswana ,
con molto seguito di pubblico, curioso dei vari aspetti: donna sola in
viaggio, cultura, foto e filmati dei luoghi.
Questo nuovo viaggio, in compagnia virtuale di circa 1000 persone, è su
Facebook a questo link

http://www.facebook.com/event.php?eid=112992125406221&ref=mf

Durante il viaggio ci saranno collegamenti in Italia
sia webcam che radiofonici dalla viaggiatrice.

“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi
immergo “incontaminata”
nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale
ideale per la mia ricerca.
Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale.
Ho un profondo rispetto per le diverse religioni e culture in tutte le
loro esternazioni.
Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad
esempio oltre
il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un
fiume, rischiando l’ipotermia”

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Yushu, 13 giorni dopo il terremoto

giovedì, 29 aprile 2010
listen it it Yushu, 13 giorni dopo il terremoto

95a7864738f8e20c07f08de194d2df36 Yushu, 13 giorni dopo il terremoto

Due settimane un terremoto di magnitudo 6,9 ha colpito la regione Yushu della Cina causando molti danni e vittime.

Le operazioni di soccorso non sono state rese semplici né dalla geografia del territorio né dalle condizioni meteorologiche. Operazioni che sono state anche condizionate dalla politica poiché la regione è di etnia tibetana.

I corpi dei defunti sono stati cremati anziché essere lasciati all’aperto per gli avvoltoi come da tradizione per i buddisti.

Foto | SFTHQ
Via | BigPicture

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Corso di Reportage-Brasile 2010 di Giulio Di Meo

venerdì, 23 aprile 2010
listen it it Corso di Reportage Brasile 2010 di Giulio Di Meo

01a3598d276166f1e09c583604090fbc Corso di Reportage Brasile 2010 di Giulio Di Meo Giunto al suo quarto anno di vita, questo workshop rappresenta un esperienza di scambio, ormai consolidata, tra l’Arci e il Movimento dei Sem Terra e il fotografo Di Meo. Il corso, come sempre, avrà come protagonisti gli accampamenti del MST, i visi dei contadini, i ritmi delle giornate di lavoro scandite dal sole e dal caldo, in uno splendido scenario naturale nel nord del Brasile nello stato del Maranhao.
Il programma prevede la vista di diversi accampamenti e assientamentos del MST ospiti delle famiglie di agricoltori in modo da avere una visione globale, ma ravvicinata, di questo grande movimento sociale. MST è partner dell’Arci nel cammino verso un mondo migliore.
Ogni giorno si andrà in giro all’interno degli accampamenti e assientamentos dell’area prescelta per catturare “istantanee” della vita quotidiana dei Senza Terra. Solo camminando, solo entrando in case e baracche possiamo stabilire un rapporto con loro, che poi cercheremo di imprimere sulla pellicola fotografica. Tutte le sere invece si farà l’editing del lavoro degli studenti, con discussione e confronto tra le varie foto. Ogni giorno verranno quindi selezionate immagini significative su cui poi si baserà la selezione finale. Ogni studente alla fine del corso dovrà raccontare, con un gruppo d’immagini, la sua esperienza, il suo “reportage sociale” sul MST.

La quota di partecipazione è di 2.500 euro e comprende viaggio, vitto e alloggio, assicurazione e spostamenti interni e ogni altro costo riferito alla realizzazione del corso in loco (sono esclusi i materiali dei singoli partecipanti mentre sono compresi tutti i materiali di gruppo). La quota comprende inoltre un contributo al nostro partner locale Movimento Sem Terra.
Lezioni Teoriche (2 lezioni di due ore):
o Introduzione al reportage; definizione e distinzione delle forme in cui si sviluppa il reportage, cenni di storia del reportage, sviluppo della fotografia documentaria in Europa e in USA;
o Il reportage del quotidiano, il “fattore umano”, la fotografia di strada, il reportage delle piccole cose, il fotografo delle situazioni “normali” della gente “normale”;
o Il comportamento del fotografo, il rispetto di chi si fotografa, il dialogo e la socializzazione con i soggetti, la spontaneità dei soggetti;
o La costruzione della storia, la soggettività sociale e politica, l’oggettività;

Editing (5 lezioni di due ore):
• Sedute di critica e selezione.
Lezione Pratiche:
Uscite fotografiche giornaliere di 6 ore.

Priodo: 16-29 Luglio 2010
Per qualsiasi informazione potete scrivere a:
campidilavoro@arci.it
giuliodimeo@yahoo.it
workshop@giuliodimeo.it

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L’Aquila 1 anno dopo… di Daniele Lanci

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it LAquila 1 anno dopo... di Daniele Lanci

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Come ci aveva annunciato Daniele Lanci è tornato a L’Aquila un anno dopo il sisma, e queste sono alcune delle immagini scattate nella notte tra il 5 e il 6 Aprile 2010.

On line trovate un video con l’audio live e le immagini della fiaccolata, insieme ai violini e le campane che alle 3:32 hanno ricordato le 308 vittime del terremoto.

Un punto di vista per chi non c’era, per chi vuole ricordare, per chi si domanda cosa è cambiato in un anno e cosa c’è ancora da fare …

L’Aquila 1 anno dopo di Daniele Lanci
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