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martedì, 6 settembre 2011

SCARICA LA PRESENTAZIONE DELL’ OPERA
Il volume La Fotografia. Le origini 1839–1890, così come i tre che seguiranno e completeranno la collana trattando il tema fino ai giorni nostri, propone una lettura inedita dello sviluppo storico della fotografia che tiene conto degli interrogativi suscitati da questo strumento e dalle sue molteplici storie.
Si è scelto di utilizzare una voce narrante costituita da brevi monografie, scritte da Francesco Zanot, incentrate su quello che può definirsi il destino pubblico della fotografia: testi dedicati a mostre, libri, eventi, protagonisti che hanno segnato profondamente il discorso fotografico nelle sue diverse incarnazioni, attraverso numerose e spesso sorprendenti immagini emblematiche e simboliche.
La lettura è completata da saggi affidati a tre noti studiosi internazionali: Quentin Bajac, che si concentra sulla percezione della fotografia alla sua nascita; Elizabeth Siegel, che affronta le vicende della pratica dell’album fotografico, e cioè di quella fotografia privata e apparentemente ‘senza storia’, e Walter Guadagnini – curatore dell’intera collana –, che colloca in una prospettiva storica uno degli usi più comuni del mezzo fotografico, quello del racconto di viaggio e dell’incontro con l’altro da sé, il diverso, il nuovo.
Descrizione: edizione italiana, inglese e tedesca 21 x 28 cm, 304 pagine, 240 colori, cartonato
Questa opera è suddivisa in quattro volumi ed è il grande racconto della fotografia mondiale. L’opera si contraddistingue per un taglio innovativo, che permette al lettore differenti percorsi di lettura al- l’interno di una struttura chiaramente definita.
Monografie
Sono la colonna portante dei singoli volumi: redat- te da un unico autore, Francesco Zanot, seguono l’e- volversi della storia della fotografia attraverso i li- bri e le mostre che ne hanno segnato le tappe prin- cipali. Si tratta di veri e propri saggi brevi, che si concentrano sull’autore della pubblicazione o sugli autori presenti nelle esposizioni, contestualizzan- doli nel periodo storico. Il volume o la mostra pre- si in considerazione non sono dunque isolati dal contesto, ma divengono i punti dai quali si dipana un’analisi più articolata del clima culturale all’interno del quale sono nati e sono stati presentati. Volumi e mostre sono stati individuati seguendo di volta in volta criteri di importanza storica, di esemplarità e di rappresentatività di un determinato utilizzo del- la fotografia. Per questo motivo sono legati ad ar- gomenti specifici, di carattere artistico, scientifico, storico, etnografico, seguendo ed evidenziando co- sì le differenti nature del mezzo fotografico. Ogni saggio si conclude con una bibliografia di riferi- mento relativa all’autore o agli autori presi in con- siderazione, destinata a chi voglia approfondire i temi trattati al suo interno.
Saggi I saggi costituiscono un secondo livello di lettura, che approfondisce alcune delle tematiche principali del periodo storico preso in esame. Affidati a specialisti internazionali della materia, affrontano argomenti che i saggi brevi accennano sinteticamente, oppure si concentrano su aspetti relativi a pratiche fotogra- fiche che non trovano espressione nei canali ufficia- li rappresentati dai volumi a stampa o dalle mostre. Per questa loro natura, coprono un arco di tempo piuttosto ampio, configurandosi come una storia al- l’interno della storia, e soprattutto come spazi di ri- flessione su alcuni dei concetti e delle pratiche che hanno segnato la storia della fotografia, le sue fun- zioni e le letture che ne sono state fornite.
Iconografia
In quest’opera le immagini ovviamente giocano un ruolo fondamentale non solamente come supporto e visualizzazione di affermazioni e analisi presenti nel testo, ma soprattutto come percorso autonomo di lettura. Le fotografie sono state scelte con il cri- terio di privilegiare opere poco viste e/o conosciu- te, ma importanti nell’economia generale del di- scorso, che si alternano alla presentazione di im- magini entrate definitivamente in un’ideale e condivisa galleria dei capolavori della fotografia. Gli accostamenti, i dettagli e le didascalie tecniche per- mettono al lettore di leggere visivamente le diver- sità e le similitudini, le influenze reciproche, le straor- dinarie novità tecnico-espressive insieme alle novità tematiche e al trasformarsi inesorabile dello stile.
Glossario
La storia della fotografia è indissolubilmente lega- ta a quella della tecnica, all’evoluzione degli stru- menti di ripresa e di stampa, dal dagherrotipo sino alla fotografia digitale. Per questo motivo, la foto- grafia si avvale di una terminologia estremamente specifica, che soprattutto nei primi anni di vita del mezzo vede susseguirsi tecniche particolari, talvol- ta fondamentali per comprendere la natura delle immagini che abbiamo davanti. Per questo si è ri- tenuto opportuno fornire un glossario di base, che aiuti il lettore a entrare all’interno di un mondo nel quale la dimensione tecnica ha un ruolo centrale.
Tavole sinottiche
In ogni storia le tavole sinottiche rivestono un ruo- lo fondamentale di supporto per il lettore nella ri- costruzione del contesto socio-culturale all’interno del quale si sviluppano gli eventi narrati nel testo. Nel caso della fotografia, queste tavole divengono anco- ra più importanti, proprio perché è nella natura di questo mezzo dialogare costantemente con tutte le manifestazioni del sapere, della storia, della vita quo- tidiana. A partire dalla nascita della fotografia, non c’è evento che non abbia avuto il suo resoconto fo- tografico, non c’è personaggio che non sia stato ri- tratto. Allo stesso tempo, i progressi della scienza si sono spesso riflessi in progressi della tecnica foto- grafica, che a loro volta hanno inciso profondamen- te sul linguaggio. Infine, il confronto tra la fotogra- fia e le arti cosiddette maggiori è stato uno dei temi fondamentali sollevati a partire dal 1839, e quindi an- che gli eventi artistici trovano un rapporto diretto con l’evoluzione del linguaggio fotografico.
Bibliografia
All’interno di questi volumi si trovano due biblio- grafie: la prima è quella che accompagna le mono- grafie e i saggi, destinata a chi voglia approfondire tematiche e autori trattati al loro interno; la secon- da è quella posta in chiusura del volume, che for- nisce una visione complessiva, seppure sintetica, della ricchissima bibliografia relativa all’intero pe- riodo preso in esame. È organizzata per grandi aree tematiche, che permettono al lettore di individuare facilmente i propri centri di interesse. In questa bi- bliografia generale si è scelto di non fornire volumi monografici dei singoli autori, per i quali si riman- da o alle bibliografie delle singole schede o a quel- le dei numerosi volumi citati.
Isbn (978): 8857207179
Maggiori Info cliccando qui: www.skira.net
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martedì, 24 maggio 2011
Milano – 15, 16, 17, 18 e 19 Giugno | Roma – 22, 23, 24, 25 e 26 Giugno

Tornano i Photographers Days, un’opportunità formativa unica per professionisti e appassionati
Starring, agenzia web editrice di un variegato pool di siti dedicati alla fotografia, presenta la seconda edizione dei Photographers Days: a Milano il 15, 16, 17, 18 e 19 giugno e a Roma il 22, 23, 24, 25 e 26 giugno 2011.
I contenuti proposti spaziano da percorsi tematici a più voci a seminari di approfondimento, da workshop pratici a incontri, a video lezioni. Di altissimo livello tutti i relatori e i loro ospiti e collaboratori, tanto quanto le location che ospitano gli eventi, due punti di riferimento per la formazione nel settore fotografico: Istituto Italiano di Fotografia, nella sua nuova sede in zona Corvetto a Milano, e Officine Fotografiche, nella loro ormai storica sede a Roma.

Attenzione! Solo entro il 30 maggio un’offerta speciale per i lettori del Domiad Photo NetWork: uno sconto incondizionato sui tre Percorsi e sui Seminari del 20%!
Per ottenerlo ti basterà inserire nei form di registrazione il codice promozionale phdays2MR. Ricordati che funzionerà solo entro il 30 maggio e solo per i Percorsi e i Seminari!

Il Programma
Tre percorsi monotematici: Pasquale Diaferia cura quello sulla fotografia adv con interventi di direttori creativi e professionisti; Mariateresa Cerretelli racconta il mestiere del photo editor, attraverso consigli e testimonianze, assieme a colleghi del Grin; Gigliola Foschi firma quello su fotografia fine art con la partecipazione, tra gli altri, del creatore di Mia Fair.
10 seminari specialistici: due giorni dedicati al workflow Adobe a cura di Giovanna Griffo; due focus Photoshop con Marianna Santoni; un seminario sull’editoria digitale di Luca Pianigiani; lomography e stampa fine art con Erminio Annunzi; fotografia&design con Lorenzo Palmeri; fotorealismo con Martin Benes; web marketing con Angelo Cucchetto e Fabrizio Pivari; aggiornamento professionale con Roberto Tomesani.
2 workshop video con le reflex: due giornate di ripresa e montaggio a cura di Luca Pianigiani e Filippo Chiesa e un doppio workshop Fashion & Glamour con Tony Federico e Claudio Vignola.
E ancora occasioni speciali, come il completo lezionario di videocorsi offerto da Teacher-in-a-Box e il corso di due giorni sul fotogiornalismo curato da Obiettivo Reporter con tavola rotonda finale, a chiusura dell’intera manifestazione, a cui parteciperanno 4 photo editor di importanti testate nazionali!
E’ possibile scorrere nel dettaglio i programmi delle tappe di Milano e Roma alle rispettive pagine.
Per iscriversi agli eventi, tutti a numero chiuso, basta essersi registrati gratuitamente a www.photographers.it ed aver effettuato il login. Si ha così accesso ad un pratico form di prenotazione valido sia per i contenuti a pagamento sia per quelli gratuiti.


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martedì, 1 marzo 2011
Nel 1999 l’agenzia Corbis comprò per 20 milioni di dollari Sygma una storica agenzia fotografia che all’epoca vantava il più grande repertorio mondiale. Dopo guai finanziari Corbis diventò Corbis Sygma e lo scorso fine anno ha dichiarato il fallimento con perdite di circa 73 milioni di euro.
Fino a qui nulla di male, sono cose che possono capitare a molte aziende, ma il problema è quale sarà il destino di alcune foto del vasto archivio fotografico. Il liquidatore finanziario ha dichiarato che ha intenzione di distruggere ben 12 milioni di foto dopo il fallimento dell’asta che si è tenuta lo scorso 8 febbraio. Sì, avete letto bene, ha intenzione di distruggerle.
L’archivio completo è composto da 50 milioni di immagini delle quali il 75% è composto da foto di fotografi che hanno un contratto con Corbis, mentre il restante 25% sono sotto la diretta gestione del liquidatore poiché non hanno un contratto con Corbis Corporation.
12 milioni di immagini senza la possibilità di sapere a chi appartengono potrebbero quindi essere distrutte. Non ci sarebbero problemi a restituirle ai proprietari, ma non ci sono le risorse per individuarli. Quindi se voi o qualcuno che conoscete aveva delle immagini nell’archio Sygma potete contattare:
Maître Stéphane Gorrias SCP BTSG 1 place Boieldieu 75002 Paris – France
Foto | dovima_is_devine_II
Via | MelcherSystem
12 milioni di immagini a rischio di essere distrutte per sempre é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 28 febbraio 2011.



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venerdì, 5 novembre 2010
Dialoghi visivi con il cinema
di Michelangelo Antonioni
A CURA DI PUNTO DI SVISTA
Inaugurazione
sabato 20 novembre 2010, ore 18.00
A Seguire l’incontro con l’autrice, ore 19.00.
INTERVENGONO:
Sandro Bernardi, Docente di Storia e Critica del Cinema, Università di Firenze
Valentina Trisolino, Storica della Fotografia, curatrice
MODERA:
Maurizio G. De Bonis, direttore CultFrame – Arti Visive e presidente di Punto di Svista
Da diversi anni Orith Youdovich dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Nell’ambito di questa ricerca l’autrice ha individuato nella condizione di crisi esistenziale soggettiva e nel decadimento della relazione interiore tra individuo e società, i due elementi di sofferenza della realtà sociale. Il paesaggio diviene così non solo contenitore ovvio di questo disagio ma anche vero e proprio personaggio della rappresentazione della crisi individuale e della conseguente deriva collettiva. Era dunque inevitabile che, effettuando questo suo percorso autonomo, Orith Youdovich incontrasse l’opera filmica e la poetica di Michelangelo Antonioni, cineasta dalla chiara impostazione visuale che con assoluta determinazione affrontò le questioni relative alla psicologia umana, all’incomunicabiltà, alla devastante crisi dei rapporti interpersonali.
Come devo vivere è un’esperienza visiva composta da trenta immagini fotografiche di diverso formato che rappresentano l’incontro, sia a livello tematico che espressivo, tra la visione dolorosa, quanto rigorosa, di Orith Youdovich e la lucida e tragica analisi dell’universo umano effettuata da Michelangelo Antonioni.
Il paesaggio diviene in Come devo vivere luogo “altro” della riflessione sull’esistenza, spazio psicologico e apertura severa, dunque priva di qualsiasi tendenza estetizzante, verso quell’abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo, abisso che la moderna società dei consumi ha totalmente rimosso.
Orith Youdovich, nata a Tel Aviv, vive e lavora a Roma. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF,1992). Ha esposto in varie mostre personali: “Interno-Esterno” (Roma); “Mistery Train” (Roma); “Il Pigneto” (Roma); “Cortili e chiostri – angoli di vita nascosti della città” (Roma) e in mostre collettive: “Moravia – sulle orme dello scrittore in Ciociaria” (Sarajevo, Latina); “I centri storici della Calabria” (Scalea – CS); Immagini sul tema dell’incontro di culture diverse nei paesi della Calabria (Roma). Ha vinto il primo premio della sezione bianco e nero al concorso “Chia – Passato e presente” (1993). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale. Nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma ha curato la mostra “Fotografia Israeliana Contemporanea”, allestita presso il Museo Andersen della Galleria d’Arte Moderna di Roma (2005), e ha co-curato la mostra “Cronache del quotidiano. David Perlov – Fotografie e Film” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Palazzo delle Esposizioni (2008). Ha co-curato le mostre “Terra sospesa – Fotografie di Alfredo Covino” presso Officine Fotografiche (2009) e “Testamento geometrico – Fotografie di Andrea Papi” (FotoLeggendo 2010). Ha curato il libro “Fotografia Israeliana Contemporanea” edito da FPM Edizioni (2005). Giornalista, nel 2000 ha co-fondato la testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive di cui è caporedattore. Dal 2009 è direttore responsabile della testata giornalistica Punto di Svista – Arti visive in Italia, organo dell’Associazione culturale Punto di Svista.
INFORMAZIONI TECNICHE:
Inaugurazione: Sabato, 20 novembre 2010, ore 18:00
La mostra di Orith Youdovich prosegue:
Dal 20 novembre al 10 dicembre 2010
Giorni: Dal lunedì al venerdì
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20
Presso:
Officine Fotografiche, via G. Libetta, 1 00154 – Roma
Tel. + 39 06 512 5019
Ingresso libero
CONTATTI:
Punto di Svista – www.puntodisvista.net
Email: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche – www.officinefotografiche.org
Comunicazione e Ufficio Stampa Officine Fotografiche
Renata De Renzo
Mobile: +39.3804356552
Email: press@officinefotografiche.org

come devo vivere
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mercoledì, 13 ottobre 2010
WorkShop Fotografico “Vintage Postcards”
30 Ottobre 2010 – Ferrara
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=51698
Torniamo indietro nel tempo fino all’inizio del secolo scorso per spedire delle cartoline dagli anni ’30!
Questo è il workshop diretto da Aldo Stefanni con la splendida modella ungherese Gaby, che EuRossProject in collaborazione con Project Studio di Ferrara presenta per chiudere in bellezza il 2010. Un workshop per imparare e realizzare scatti d’autore.
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=51699
Le sessioni saranno introdotte dalla presentazione storica del periodo, l’illustrazione delle cartoline degli anni ’30 e la spiegazione delle tecniche di illuminazione dell’epoca.
Aldo Stefanni è un maestro di fotografia a Milano, docente di corsi di esperienza decennale, già direttore del workshop sul Fetish e Burlesque a Ferrara la scorsa estate.
La sessione di scatti da parte dei partecipanti sarà effettuata in singolo e in piccoli gruppi e prevede il nudo artistico ambientato negli anni ’30
tutte le info e le iscrizioni: www.EuRossProject.com
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=51700
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domenica, 19 settembre 2010

Torno a parlare di Félix Nadar e del ritratto, perché approfittando della mostra romana «Lunga vista sul ritratto», ospitata dalla 10b Photography Gallery fino al 3 ottobre, martedì 14 settembre alle ore 19.00 si potrà anche partecipare ala presentazione del libro catalogo Félix Nadar & Co, edito da Postcart.
Presentazione alla quale interverranno il direttore della Postcart Edizioni Claudio Corrivetti, il direttore del 10b Photography Gallery Francesco Zizola, e la curatrice delle mostre romane Renata Tartufoli.
Oltre ai ritratti di Nadar e le immagini dei fotografi contemporanei che li affiancano, il catalogo redatto in italiano, francese e inglese, riunisce anche i testi del critico e curatore di mostre Gabriel Bauret, della storica e critica d’arte Angela Madesani ..
.. dei responsabili della Médiathèque de l’Architecture et du Patrimoine Marie Robert e Bruno Martin, del direttore scientifico del Centre National de la Recherche Scientifique Jean-Pierre Ternaux, del direttore del Festival della Creatività di Firenze Daniele Lauria, e ovviamente quelli di Renata Tartufoli.
Félix Nadar & Co: la presentazione del libro-catalogo alla 10b Photography Gallery é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 13 settembre 2010.
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lunedì, 24 maggio 2010

Quando hai tutto ma ti sembra di aver perduto le cose importanti, è il momento di guardare altrove, lontano, o forse solo con più attenzione quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, alla quotidianità che non mente mai sulla nostra natura, sui bisogni imprescindibili che ci fanno percorrere tutti i giorni la strada giusta o quella sbagliata.
Questo bisogno di arricchire il proprio sguardo di quotidianità e punti di vista diversi può condurre ovunque, dal marciapiede sotto casa al villaggio aborigeno, ma puntare lo sguardo sul profondo legame che abbiamo con la terra, il territorio e quelle pratiche millenarie che hanno attraversato le soglie del tempo e resistito alle derive del progresso, ha il potere di mostrare l’essenziale, quello di cui abbiamo sempre avuto bisogno e dovremmo riscoprire o non dimenticare.
Un legame che la sensibilità di alcuni fotografi individua meglio di altri, e alle volte finisce per caratterizzarne lo sguardo e gli obiettivi, come nel caso dell’ingegnere e fotografo trentino Christian Cristoforetti, Mountain Forum Global Prize 2007 “ICIMOD”, che collaborando con istituti di ricerca etnografica e sociale e case editrici nazionali ed internazionali, ha ritratto tradizioni artigianali ed esistenze profondamente legate alla terra e ai suoi frutti, ha seguito le tracce dei grandi greggi transumanti dell’arco alpino, e raccontato la quotidianità dell’Africa rurale nel progetto in progress “PENTH-MI. Piazza della parola”.
PENTH-MI

Dopo un ampio lavoro di indagine condotto tra i pastori “nomadi” dell’arco alpino nel quadro del progetto Alpinet Gheep, raccolto nel volume edito da Giunti “PASTORI NELLE ALPI. Storia e testimonianze” e in mostra al 57° Trento Film Festival, Christian Cristoforetti è partito per l’Africa, con l’obiettivo di condividere con il mondo intero le immagini, i ritmi e i rituali di un paese profondamente legato alla madre terra, sicuramente in antitesi con quello occidentale, ma forse proprio per questo da salvaguardare.

Mentre una parte del mondo muore per far vivere a pochi un vita effimera, e l’Africa si impoverisce a causa di politiche economiche e sociali votate al profitto di paesi che contraccambiano con briciole e rifiuti, PENTH-MI, in lingua wolof (o Uolof) “piazza della parola” e nome della storica radio che nel corso degli anni settanta ha dato voce ai contadini del sud del Senegal, si propone di mostrare da una prospettiva diversa modelli di esistenza alternativi a quelli occidentali.

Nel progetto rivolto alle comunità senegalesi che orbitano attorno al villaggio di Burukundà, nella fascia semi-desertica del Sahel, dove i villaggi rurali sorgono attorno al pozzo comune dell’acqua, e la comunità di agricoltori, pastori, pescatori, lavoratori stagionali e piccoli artigiani di popolazioni indigene provvede ad ogni bisogno, lontana anni luce da asfalto, illuminazione, criminalità e discriminazione, la fotografia in bianco e nero di Christian Cristoforetti, scelta per riproporre toni e atmosfere dei villaggi rurali africani di oggi come nelle immagini di inizio secolo, mostra le emozioni e i ritmi della quotidianità, rafforzata da interviste, leggende, proverbi e canzoni locali, nel tentativo di salvaguardarne una cultura tradizionale esclusivamente orale.

Un grande progetto con l’obiettivo di “distribuire farmaci e vestiario di prima necessità, favorire la scolarizzazione di base, sviluppare un percorso di mediazione culturale, avviare un progetto di indipendenza alimentare che punta sullo sviluppo dell’allevamento e dell’agricoltura sostenibile, la realizzazione un nuovo pozzo comunitario per i villaggi, la costruzione di un piccolo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti comuni dell’agricoltura, e la fornitura di bestiame e sementi per sanare la situazione di insufficienza alimentare, che interessa l’intera regione sin dalla siccità degli anni Settanta”.

Un progetto in progress che beneficia del sostegno dell’associazione rurale Box Suxali Sunu Gox, partner locale del progetto “KOM – KOM”, promosso dalla Onlus di volontariato “La Savana”, che opera in Senegal con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza.

Una selezione di immagini del reportage di “PENTH-MI”, è stata recentemente esposta nell’ambito della manifestazione di arte e giornalismo “Rintracciarti CARTA BIANCA: il diritto di sapere, il dovere di informare”, presso il Palazzo della Ragione di Mantova.
Dal 3 al 18 giugno, il Festival ECONOMIA di Trento ospiterà 37 stampe fine art (Epson Professional bianco nero, 50×70 cm) montate su lastra composita di alluminio (dibond) e 7 gigantografie su tela pittorica (180×180 cm) del reportage di Christian Cristoforetti negli spazi di palazzo Saracini Cresseri, ma le immagini itineranti a caccia di spazi pronti ad accoglierle e occhi desiderosi di guardare, potrebbero anche essere presto raccolte in un libro.

Le fotografie raccontano l’arrivo nel villaggio di Burukundà e i ritmi della comunità nei giorni immediatamente successivi, e in un certo senso sono anche un omaggio a Mamadou, presidente della onlus “La Savana”, un tempo pastore peul del sud del Senegal, che la siccità ha spinto ad affrontare un viaggio clandestino attraverso l’Algeria, la Libia, la Grecia e infine l’Italia, e dopo quasi quaranta anni può far ritorno al suo villaggio portando con se un fotografo (Christian Cristoforetti), tanti progetti e un nuovo pozzo …

CORPI MACCHINA:
Nikon D2X e D200
OBIETTIVI:
Nikon 10.5/2.8; 12-24/4; 18-200/3.5 – 5.6 VRII; 50/1.2; 300/2.8
LAMPEGGIATORI:
Flash Nikon SB900 e SB600
“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 24 maggio 2010.
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giovedì, 29 aprile 2010

Spesso risulta complicato capire quando è stata scattata una fotografia e può capitare anche a voi se ne avete di vecchie appartenute ai vostri nonni o altri antenati.
La foto di copertina è stata analizzata per determinare quando è stata scattata conoscendo solamente il luogo immortalato. Dall’osservazione della direzione in cui vanno le ombre, Colleen Fitzpatrick e Andrew Yeiser hanno capito che si trattava di uno dei due equinozi.
Osservando gli abiti delle persone ritratti si capisce che è settembre escludendo marzo. Calcolando la lunghezza dell’ombra è stato piuttosto semplice determinare anche l’orario. La foto è stata scattata il 24 settembre 1871 alle 16:30.
Via | DvaFoto
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lunedì, 19 aprile 2010

Pensare all’Australia senza evocare la spiaggia ed il fragore delle onde giganti amate dai surfisti è praticamente impossibile, per questo le Dickerson Gallery di Melbourne e Sydney hanno deciso di dedicare una panoramica storica all’inconfondibile Australian beach culture, affiancando due fotografi con due punti di vista molto diversi sull’argomento.
Da una parte le fotografie in bianco e nero di Max Dupain, che hanno contribuito ad identificare le spiaggia come un tratto distintivo della cultura australiana, quando negli anni ‘30 e ‘40, signore e signori frequentavano ancora il bagnasciuga con costumi castigati o addirittura vestiti.
Dall’altra la sub-cultura da spiaggia degli anni ‘60 e ‘70 ed i surfisti che hanno fatto la storia di questo stile di vita, fotografati dal surfista e fotografo australiano John Witzig, da un punto di vista decisamente inedito per quei tempi.
Max Dupain

Un bel viaggio nell’evoluzione dell’identità australiana debitrice alla cultura della spiaggia, ospitato con Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture, dal 31 Marzo al 17 aprile 2010 alla galleria Dickerson Gallery di Melbourne, e dal 28 aprile al 15 maggio 2010 alla Dickerson Gallery di Sydney.

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lunedì, 19 aprile 2010

Dopo il viaggio nel ‘tempo sospeso tra ieri e oggi’ compiuto da Sergei Larenkov a Leningrado, ibridando le immagini del passato con quelle del presente, inserendo gli orrori e la distruzione della città dei primi anni quaranta nell’atmosfera metropolitana moderna, torno a segnalarvi un esperimento altrettanto suggestivo.
Mi riferisco a Then & Now, old photos and today’s location della consulente storica Jo Hedwig Teeuwisse, che ha effettuato un esperimento del genere nelle strade di Amsterdam, fornendo una lettura interessante del presente alla luce del passato.
L’esperimento nato per caso trovando vecchi negativi in un mercatino delle pulci, scannerizzati, messi on line e successivamente inseriti in fotografie recenti scattate agli stessi posti, ha dato esiti stimolanti.
Then & Now

Il risultato, accurato e suggestivo, riporta nell’Amsterdam di oggi i giovani operai in posa, il corteo della liberazione del 29 giugno 1945, l’SS Recruiting Office in Dam Squame durante l’occupazione, le immagini di Piazza Dam due giorni dopo la resa tedesca, i volti alle finestre e il sangue sull’asfalto.
Then & Now mostra flashback temporali attraverso presenze in bianco e nero, tracce emerse da un passato indelebile, presenze quasi fantasmatiche che vagano in eterno nei luoghi dove qualcuno li ha resi immortali.

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giovedì, 10 settembre 2009
Il 25 settembre 2009 in occasione dell’apertura collettiva delle gallerie d’arte torinesi associate alla TAG, AV Art Gallerie di Fondazione Artevision inaugurerà la mostra “SURFANTAâ€.

La mostra è frutto dell’unione di intenti, della Fondazione Artevision e della Pinacoteca Lorenzo Alessandri, di celebrare una delle eccellenze artistiche piemontesi, come il gruppo SURFANTA, e di comunicarne il valore al grande pubblico italiano.
Nel 2011 sarà l’anniversario dei 10 anni dalla scomparsa di due dei maggiori rappresentanti di questo movimento, Lorenzo Alessandri e Mario Molinari e questo allestimento vuole essere, tra le altre cose, un momento celebrativo.
L’esposizione ha lo scopo di documentare un aspetto importante dell’arte moderna, notevole anche per l’ampiezza,  per la partecipazione degli artisti e per originalità di temi, e rappresenta inoltre una riflessione storica sul percorso culturale di una città poliedrica ed eclettica come Torino, aperta a molteplici esperienze.
Negli anni ‘60 si sviluppa a Torino il movimento artistico “SURFANTA†(in principio acronimo di SURrealismo e FANTAsia ed in seguito di Subconscia Reale FANTastica Arte), che vede coinvolti artisti come Abacuc, Camerini, Lorenzo Alessandri, Colombotto Rosso, Macciotta, Molinari e Ponte Corvo e pensatori del calibro di Marianini, Ambesi e Kolosimo. La nascita del periodico omonimo permise al gruppo la pubblicazione degli scritti e, soprattutto, delle opere grafiche degli artisti coinvolti. In questo periodo, inoltre vengono organizzate esposizioni degli artisti del gruppo in Europa e negli Stati Uniti come testimonianza di una maggiore apertura verso le esperienze surreali e fantastiche europee, con artisti olandesi, francesi e dell’Europa orientale.
Nell’esposizione “SURFANTAâ€, allestita presso gli spazi AV Art Gallerie in Via Santa Giulia 14 a Torino, verranno presentate opere di grande valore di Lorenzo Alessandri, Mario Molinari,  Colombotto Rosso, Abacuc, Lamberto Camerini, Giovanni Macciotta e Raffaele Pontecorvo.
Nel dettaglio:
12 opere di Lorenzo Alessandri
5 opere di Abacuc
5 arazzi di Colombotto Rosso
8 opere di Lamberto Camerini
6 opere di Mario Molinari
2 opere di Giovanni Macciotta
2 opere di Raffaele Pontecorvo
La sede espositiva di Via Mazzini 50 sarà riservata a Davide De Agostini, valido rappresentante contemporaneo dell’inquietudine artistica torinese e italiana, con la personale “Nostalgia di un incuboâ€.
AV Art Gallerie – Via Santa Giulia 14 – Torino
con il Patrocinio della Città di Torino
“SURFANTAâ€
Opere di: Abacuc, Lorenzo Alessandri, Lamberto Camerini, Macciotta, Mario Molinari, Pontecorvo e Colombotto Rosso.
Dal 25 settembre al 30 novembre
Orario visita: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.00 – sabato e domenica su appuntamento
CURATORE: Telemaco Rendine
DIREZIONE ORGANIZZATIVA: Roberto Cera – Carlotta Occhiena
PROGETTO GRAFICO: Antonio Attini
UFFICIO STAMPA: Fondazione Artevision – Pinacoteca Lorenzo Alessandri
STAMPA CATALOGO: Edizioni Attini
AV Art Gallerie – Via Mazzini 50 – Torino
“NOSTALGIA DI UN INCUBOâ€
Opere di: Davide De Agostini
Dal 25 settembre al 30 novembre
Orario visita: qualunque giorno su appuntamento
Per informazioni:
Fondazione Artevision – AV Art Gallerie
Via Santa Giulia 14 – 10124 Torino
Tel. 011 8115112
info@artevision.it
www.artevision.it
Pinacoteca Lorenzo Alessandri
Via Legnano 15 – Torino
a.attini@expoart.it
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sabato, 5 settembre 2009

12 settembre_a partire dalle ore 15.00
Riprende un ambitissimo appuntamento. Una volta al mese, tre photoeditor delle più prestigiose testate nazionali, aderenti al GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) saranno disponibili per la lettura dei portfolii fotografici. Un’occasione da non perdere per incontrare i professionisti del settore e ricevere un commento ai propri progetti. Le letture sono sempre gratuite, ma è possibile accedere solo su appuntamento (scrivere a info@micamera.com).
In questa prima occasione, le lettrici saranno:
Paola Brivio di Geo
Chiara Spat di Grazia
Tiziana Jelo di Gioia
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11,12 e 13 settembre
SI FEST 09
MiCamera torna a Savignano con un banco per la vendita dei libri fotografici. Ricordatevi che è sempre possibile ordinare via email un libro e ritirarlo a Savignano, oppure esprimere desideri particolari su titoli che vorreste vedere e che solo noi abbiamo…
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giovedì 17 settembre 2009_ore 19.00
Presentazione del libro di BrunoDi Marino: Pose in movimento. Fotografia e cinema. Ne discuteranno con l’autore Roberta Valtorta (storica della fotografia, Museo di Fotografia Contemporanea) e Paolo Rosa (artista, Studio Azzurro,  Accademia di Belle Arti di Brera)
seguirà una selezione di video sull’argomento
Mettere a confronto fotografia e cinema può sembrare un esercizio quasi scontato, dal momento che si tratta di due arti strettamente legate tra loro. Un film rimane pur sempre un insieme di fotografie (24 al secondo) che, proiettate nel tempo, producono nell’occhio dello spettatore l’illusione del movimento.
Pose in movimento è forse la prima sistematica analisi sul complesso e articolato rapporto che si instaura tra la fotografia, il fotogramma e il film nonché – più in generale – sull’interferenza tra immagine fissa e immagine in movimento. Dalla cronofotografia di Marey e Muybridge fino al digitale, dagli esperimenti dell’avanguardia ai film composti unicamente di istantanee, dal fermo immagine alla foto di scena e di set, dalla fotografia narrativa alla rappresentazione dell’atto fotografico sul grande schermo, questo saggio tenta di mettere sinteticamente a fuoco i nodi teorici, estetici e tecnologici di un’affascinante e infinita relazione che ha inizio prima ancora della nascita del cinema.
Ma il volume – che consta di circa 200 pagine ed è articolato in 9 capitoli – è anche un testo ricco di approfondimenti su fotografi/cineasti e artisti che lavorano con la fotografia narrativa. Tra gli autori analizzati: William Klein, Chris Marker, Agnès Varda, Raymond Depardon, Stanley Kubrick, Henri Cartier-Bresson, Paolo Gioli, Pierre Coulibeuf, Wim Wenders, Abbas Kiarostami, Larry Clark, Richard Kern, Robert Frank, Joahn van der Keuken, Gregory Crewdson, Cindy Sherman, Duane Michaels e molti altri.
Bruno Di Marino, studioso dell’immagine in movimento, da vent’anni si occupa in particolare di sperimentazione audiovisiva. Tra i volumi da lui scritti o curati ricordiamo: Animania – 100 anni di esperimenti nel cinema d’animazione (Il Castoro, Milano 1998); Sguardo inconscio azione. Il cinema sperimentale e underground a Roma (1965-1975)(Lithos, Roma 1999); Clip! – 20 anni di musica in video (1981-2001) (Castelvecchi, Roma 2001); L’ultimo fotogramma. I finali del cinema (Editori Riuniti, Roma 2001); Interferenze dello sguardo. La sperimentazione audiovisiva tra analogico e digitale (Bulzoni, Roma 2002); Studio Azzurro – Tracce, sguardi e altri pensieri (Feltrinelli, Milano 2007).
Bruno Di Marino
Pose in movimento. Fotografia e cinema
ed. Bollati e Boringhieri, 2009, collana “Nuova Cultura”
€ 18,00, 208 pp con 12 tavole fuori testo
prezzo speciale per la presentazione € 15,00
_____________________________
martedì 29 settembre_ ore 19.00
Immaginare New York. Fotografie dalla collezione del MoMA
di Sarah Hermanson Meister
Presentano il volume il critico e giornalista Roberto Mutti ed Eric Ghysels, fondatore della casa editrice 5 Continents, accompagnati dalla proiezione delle immagini.
Un’antologia di fotografie dalla straordinaria collezione del MoMA che rivela la città di New York in tutta la sua vitalità , ambizione e bellezza.
Nel 1939 Berenice Abbott si chiedeva come rappresentare il flusso dell’attività della metropoli di New York, l’interazione fra gli esseri umani che la abitano e le sue solide architetture, in una foto in bianco e nero, bidimensionale per definizione.
In questo volume sono raccolte una miriade di immagini che rispondono a questo problema dal 1893 ai nostri giorni. Più di un centinaio di scatti, riprese particolari, inquadrature speciali catturano la città icona dell’immaginario collettivo. Scattate dagli artisti per commesse di lavoro o per propria curiosità , le opere rivelano una profonda relazione di simbiosi tra il fotografo e New York.
La selezione comprende immagini celebri di fotografi famosi, Berenice Abbott, Harry Callahan, Henri Cartier-Bresson, Walzer Evans, Helen Levitt, Irving Penn, Alfred Stieglitz, Weegee, e, come è tradizione per la collezione del museo, sconosciuti creativi. Le foto sono accompagnate da evocative citazioni su New York tratte dai capolavori della letteratura americana.
Sarah Hermanson Meisterè curatrice del Dipartimento di Fotografia del MoMA e autrice di numerose pubblicazioni.
Immaginare New York è attualmente in mostra press il MART – Museo di Arte contemporanea di Rovereto fino al 4 ottobre.
Immaginare New York. Fotografie dalla collezione del MoMA
di Sarah Hermanson Meister
5 Continents Editions, 2009
152 pagine, 150 illustrazioni in bicromia, cartonato
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Tutti gli appuntamenti – ad eccezione del SI FEST, naturalmente –
si terranno presso
MiCamera – photography and lens-based arts,
via Medardo Rosso, 19 | 20159 Milano
MM2 Garibaldi – uscita Via Pepe | MM3 Zara | tram 1, 11, 7
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