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Articoli marcati con tag ‘storia’

workschop fotografico: Il nudo

martedì, 2 novembre 2010
listen it it workschop fotografico: Il nudo

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA

IL NUDO.IL LINGUAGGIO DEL CORPO
Corso avanzato di fotografia.
Milano 21 novembre 2010

STUDIO FORCATO: via Ludovico il Moro 17 (www.studioforcato.it)

Relatore:Alfredo Bernasconi.(www.alfredobernasconi.com)

PROGRAMMA:
Ore 9,30-Piccolo breakfast con accoglienza e presentazione del corso.
Ore 10,00-Inizio attività,introduzione sulla storia del nudo,i marstri,gli
Stili,accenni sulle tecniche di ripresa.
Ore 10,30-Dimostrazione pratica con luce day-light e pannelli riflettenti
ed oscuranti,uso di diversi fondi e ottiche e loro significato,direzione della
luce e temperatura colore.
Ore 12,30-Breve riassunto dell’attività e approfondimenti.
Ore 13,00-Pausa pranzo.
Ore 14,00-Dimostrazione pratica con luce mista(neon,flashes,day-light).
Possibili valide alternative usando materiale non professionale.
Ore 16,00-Domande ed approfondimenti.Visione ed elaborazione di imma-
gini specifiche. Utilizzo di Photoshop, sviluppo del formato RAW.
Tecniche per il bianco e nero.
Ore 18,30-Conclusione lavori.
A disposizione dei partecipant:Presenza di una modella, fotocamere digitali
Professionali, ottiche, stazioni Mac con monitor calibrati, flashes professio-
nali, luci continue(neon). Per altre informazioni vedi sito Studio Forcato.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 150,00.
Numero massimo di partecipanti: 12
(L’organizzazione si riserva, in base al numero di adesioni,di cancellare o spostare la data del workshop)
INFORMAZIONI:info@studioforcato.it

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Scomode verità: multireportage di Raffaella Milandri

lunedì, 25 ottobre 2010
listen it it Scomode verità: multireportage di Raffaella Milandri

L’ultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri:

89579e7ede7df98da136255be2c22262 Scomode verità: multireportage di Raffaella Milandri

Raffaella Milandri

“Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

Si preannuncia un evento molto seguito il multireportage-conferenza “Scomode verità: solidarietà e riflessione sui popoli indigeni”, di Raffaella Milandri, che si terrà ad Ascoli Piceno il 31 ottobre.
“E’ un incredibile viaggio che tocca vari popoli indigeni e feroci discriminazioni dei diritti umani
nonchè veri e propri genocidi. Per chi partecipa sarà come essere testimone oculare delle mie esperienze in solitaria ” dice la Milandri

Questo incontro con la fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni
Raffaella Milandri è una piccola rassegna di scomode verità raccolte durante i suoi viaggi in solitaria nelle realtà tribali. Foto, filmati e interviste denunciano situazioni che sono state riportate anche al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU.

Attraverso mezzi di comunicazione e social network la Milandri lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui anche Sonia Gandhi.

L’appuntamento, organizzato dal Lions Club Ascoli Piceno Urbs Turrita e in particolare dal Presidente Marisa Cozza.è per il 31 ottobre 2010 ore 17,30 ad Ascoli Piceno, alla Sala Docens in Piazza Roma 6, nell’ occasione vi sarà la cerimonia per il conferimento della borsa di Studio “Simona Orlini”.

Dagli indiani d’America, agli aborigeni australiani, agli indios amazzonici, ai boscimani del Kalahari, agli adivasi dell’India e tante altre etnie, questi popoli indigeni sono fratelli nel condividere una storia tragicamente simile.

Culture antiche, radicate alle loro terre ancestrali, tradizioni e linguaggi unici patrimonio dell’Umanità. Ogniqualvolta in queste terre, tutt’oggi, viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa da sfruttare-petrolio, foreste- incomincia la distruzione, la cancellazione, la persecuzione per questi popoli , in nome del “Progresso” .

Durante questo multireportage, tra gli altri popoli, si parlerà in particolare dei boscimani del Kalahari, allontanati con la forza dalle loro terre a causa di miniere di diamanti che, sulla base di un comunicato di ottobre 2010, hanno fatto registrare un surplus di 22 milioni di euro nelle casse del Botswana. ” I boscimani rischiano l’estinzione, gli interessi in gioco sono troppo rilevanti” dice la Milandri e aggiunge: “Questo multireportage sarà in programmazione in alcune città italiane e sono disponibile a ulteriori divulgazioni presso scuole e associazioni: come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

“Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , che è contenuto in un appello divulgato dalla fotografa .

Link ad un filmato su Raffaella Milandri :

http://www.youreporter.it/video_Il_lavoro_di_testimone_e_attivista_per_i_diritti_umani_1

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Seminario di fotografia stereoscopica con Carlo Pavia

mercoledì, 20 ottobre 2010
listen it it Seminario di fotografia stereoscopica con Carlo Pavia

Seminario Gratuito Fotografia Stereoscopica

Roma: Il Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma organizza presso la sua sede didattica sita in via Biagio Pallai, 12 un Seminario-Workshop gratuito sulla Fotografia Stereoscopica – 3D -
Il seminario si svolgerà sabato 6 Novembre 2010 dalle ore 17e30 alle 20e30 e sarà a tenuto dal docente Carlo Pavia, archeologo e speleologo, fotografo professionista, scrittore e documentarista.

La Fotografia Stereoscopica, nata nel 1838, ha avuto una costante rilevanza nel tempo trovando applicazione soprattutto nella cartografia e fotografia archeologica. Essa sfrutta la capacità del cervello di unire due immagini rilevate di una stessa scena in un’unica immagine di percezione tridimensionale.
La visione stereoscopica infatti suggerisce il rilievo di un oggetto, la sua tridimensionalità, pur avendo dello stesso oggetto una visione bioculare.

Carlo Pavia, fotografo professionista dal 1978, è laureato in Storia dell’Arte Antica con Specializzazione in Archeologia e Topografia Antica.
Le sue conferenze ed i suoi lavori lo hanno fatto apprezzare e stimare in tutto l’ambiente scientifico ed archeologico nazionale ed internazionale; autore di numerose opere e studi sui maggiori monumenti antichi di Roma, è autore anche di film e documentari.
Ricordiamo fra le sue ultime produzioni “Roma Antica in 3Dimensioni” e “Roma Antica, com’era”.
E’ collaboratore di programmi Rai e di molte fra le più importanti televisioni estere, fondatore e direttore della rivista di Archeologia FORMA URBIS, fondatore e Presidente del G.S.U. L.U.P.A. (gruppo di speleologia urbana) e attualmente curatore, nonché fondatore della rivista di archeologia “Roma e il suo Impero”.

Per informazioni
Centro Sperimentale di Fotografia – www.csfadams.it
Via Biagio Pallai , 12 Roma
tel. 06/5344428 – 338/5785977
e-mail: csfadams@tiscali.it

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Luxury Beauty a Catania il 6-7 Novembre

venerdì, 15 ottobre 2010
listen it it Luxury Beauty a Catania il 6 7 Novembre

6-7 Novembre – Catania

Un nuovo incontro fotografico alle pendici dell’Etna nella magnifica struttura alberghiera di Villa Itria, questa volta con il tema il lusso, l’eleganza e la classe magicamente interpretati dalla top model internazionale Dasa.

Avremo a disposizione l’intera struttura, il longue, il ristorante, la piscina interna, l’area wellness, il giardino e le suite.

Creeremo una foto storia di una turista straniera che scopre a poco a poco la bellezza di questo posto alle pendici dell’Etna.
sono previsti scatti in singolo e in gruppo di fashion, glamour e nudo artistico.

http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=51741

tutte le info e per le prenotazioni: www.eurossproject.com

ultimi posti disponibili!

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Blanco – Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010

martedì, 12 ottobre 2010
listen it it Blanco   Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010

348f366925086043d0ff15f36ff62b30 Blanco   Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010

Avete mai guardato qualcuno negli occhi per vederlo? Anche se spesso guardare non significa vedere, immaginate per un attimo di non poter disporre degli occhi e dello sguardo per esplorare lo spazio, e ancora di più l’intangibile che lo attraversa e riempie.

Un universo poco visibile, profondamente nero e oscuro per molti, bianco per il protagonista del romanzo “Cecità” di José Saramago, Blanco per il reportage di Stefano De Luigi, che in collaborazione con la ONG Christoffel Blindenmission International in 5 anni ha fotografato i centri oftalmici e le scuole per ciechi di 16 paesi in 4 diversi continenti.

Blanco – Visions of blindness raccoglie immagini di ragazzi senza bulbi oculari e bambine alle prese con le prime ombre dopo un trapianto di cornea, di occhi che non vedono, di mani che sentono e corpi che percepiscono lo spazio che li circonda, in Asia come in Africa, nell’Europa Orientale come in Sudamerica.

Blanco Vision of Blindness
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Immagini che ricordano a noi ‘ciechi per scelta’ tutto quello possiamo e non vogliamo vedere, insignite dall’Eugene Smith Fellowship Grant nel 2007, e raccolte nel volume Blanco come la copertina, edito da Trolley Books, con testi di Philippe Dagen, Giovanna Calvenzi ed estratti del Nobel per la letteratura José Saramag.

Immagini dalla forte valenza simbolica in mostra nello scorso aprile/maggio 2010 nella galleria della celebre agenzia VII di New York che rappresenta il fotografo, e da oggi 14 ottobre nella Giornata Mondiale della Vista, anche alla 10b Photography di Roma, dove saranno visitabili fino al 30 novembre, come uno dei preziosi frammenti di vite e mondi itineranti di fotoleggendo 2010.

Ricordo a tutti gli interessati che il fotografo sarà presente in galleria anche venerdì 15 ottobre alle 18.00 per un incontro, libero e gratuito con aperitivo, di presentazione del workshop Classici & outsider del fotogiornalismo e del viaggio attraverso la storia del reportage e dei suoi interpreti principali che De Luigi terrà in galleria sabato 16 e domenica 17 ottobre dalle 10.30 alle 18.30.

Blanco – Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010 é stato pubblicato su clickblog alle 09:30 di martedì 12 ottobre 2010.

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Ria van Dijk e la passione per il tiro a segno

martedì, 12 ottobre 2010
listen it it Ria van Dijk e la passione per il tiro a segno

5233523b4b1555447e6c628e51f3f817 Ria van Dijk e la passione per il tiro a segno

Ria van Dijk è una signora olandese con la passione del tiro a segno.

La storia della sua vita è stata raccolta in un libro, in “almost every picture #7“, e raccontata attraverso le foto automatiche scattate nel momento in cui centrava il bersaglio. La prima foto risale al 1936 quando appena sedicenne si trova al luna park con le amiche.

Da allora una volta ogni anno ha continuato a presentarsi puntuale davanti al tiro a segno. Gli unici anni che ha saltato sono stati quelli della Seconda Guerra Mondiale.

Questa curiosa galleria di immagini racconta la storia degli anni in cui è vissuta la protagonista consentendoci di spiare un po’ su com’era quel mondo che ormai no c’è più.

Via | BoingBoing

Ria van Dijk e la passione per il tiro a segno é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di martedì 12 ottobre 2010.

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Ieri in Lombardia: con Pepi Merisio negli anni sessanta

martedì, 5 ottobre 2010
listen it it Ieri in Lombardia: con Pepi Merisio negli anni sessanta

bbc0298588ed5d15ca5e351546f3abec Ieri in Lombardia: con Pepi Merisio negli anni sessanta

Sono ancora in Lombardia, una regione che non ho mai trovato congeniale alla mia indole e ai ritmi del mio Chakra, ma ho fatto un salto nel tempo, negli anni Sessanta inquadrati da Pepi Merisio, che invece i paesaggi, la gente e l’atmosfera di questi luoghi l’ha vissuta, guardata e amata molto.

L’unico modo per rafforzare o cambiare opinione su qualcosa è cominciare a guardarla con altri occhi e da altri punti di vista, magari proprio quando il paese si è messo in viaggio verso la modernità all’ombra del Grattacielo Pirelli, quel simbolo di modernità e cambiamento che non a caso dal 7 ottobre al 13 novembre 2010 ospiterà gli scatti in bianco e nero di Pepi Merisio con Ieri in Lombardia.

L’iniziativa offre un’occasione per dare uno sguardo ai ritmi delle tradizioni e delle processioni propiziatorie, alla preistoria della Stazione Centrale e alle chiatte lungo i navigli, ai rituali della fede e ai mercati del bestiame, a un’epoca lasciata lungo il cammino ma mai scomparsa del tutto dalla memoria dei luoghi, e forse neanche dalla mentalità di chi li vive.

Ieri in Lombardia
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Ieri in Lombardia: con Pepi Merisio negli anni sessanta é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di domenica 03 ottobre 2010.

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NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910

lunedì, 4 ottobre 2010
listen it it NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860 1910

8fb90bac3d515a4c640d94d45de6ab70 NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860 1910

Se le ragioni per invidiare la Svizzera sono tante, oltre a quelle sapientemente e ironicamente visualizzate dalla Switzerland vs the World edita da Riverboom, annovero la prossima stagione espositiva dedicata al Sol Levante.

Geishe e samurai, l’arte dell’amore e quella della guerra, rituali e tradizioni, dal 23 ottobre al 27 febbraio 2011 animeranno Lugano con la rassegna NIPPON. Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol levante, insieme a mostre, spettacoli live e corsi pratici per esplorare segreti e misteri di questa cultura millenaria capace di sedurre linguaggi e pratiche moderne, insieme alle arti marziali e quelle della vestizione, quella dell’origami e del bonsai…

Un lungo viaggio che parte da lontano, dipinge il tempo e lo spazio attraverso le vicende del movimento artistico Gutai al Museo Cantonale d’Arte e nel Parco di Villa Ciani, sfiora Arte ed Eros del periodo Edo con le “immagini della primavera” Shunga (??) al Museo delle Culture, Heleneum, ed esplora la storia iconografica del Giappone di ieri e di oggi attraverso due mostre fotografiche decisamente interessanti.

Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910
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Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910 a Villa Ciani e Araki Love and Death al Museo d’Arte, due mostre agli antipodi, che mettono a fuoco la visione di un paese e di una cultura controversa, che mixa sapientemente antico e moderno, millenario e contemporaneo.

Prima ancora di giungere però a dare uno sguardo all’iconografia contemporanea e alla mostra di Nobuyoshi Araki, questa gallery fornisce un assaggio delle 200 stampe in mostra a Villa Ciani, provenienti da una delle più grandi raccolte di fotografi della seconda metà dell’Ottocento.

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Parliamo perlopiù di colorate stampe all’albumina acquerellate a mano, che svelano la natura “educata” dalla cultura, il profondo legame della fotografia giapponese con le stampe del ukiyo-e, un gusto evidente per l’esotismo come per le numerose espressioni della femminilità, da quella casalinga a quella di piacere … insomma di una ‘ghiottoneria’ per palati sedotti da filosofie e culture orientali, quanto da setosi kimono e ciabattine infradito.

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NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910 é stato pubblicato su clickblog alle 15:46 di lunedì 04 ottobre 2010.

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La fotografia unisce due cuori

domenica, 5 settembre 2010
listen it it La fotografia unisce due cuori

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La fotografia per molti di noi è un hobby o magari un lavoro, ma per Andy e Kayla è qualcosa di più.

Qualche giorno fa Andy le ha chiesto di diventare sua moglie nascondendo l’anello all’interno del suo lensbaby. Il culmine di una storia che è nata attraverso internet grazie alla fotografia.

I due ragazzi vivevano ad oltre 3600 km di distanza e si sono conosciuti online attraverso le pagine di Flickr. Lentamente sono diventati amici sempre più intimi fino a diventare una vera e propria coppia. La fotografia vi hai mai fatto trovare l’anima gemella come è successo per Andy e Kayla?

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Via | PetaPixel

La fotografia unisce due cuori é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di mercoledì 01 settembre 2010.

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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Witness Journal

giovedì, 12 agosto 2010
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Questo numero di WitnessJournal è dedicato a molti temi. Si parte con le fabbriche di mattoni nel Malawi fino al microcredito nato in Italia con la curiosità dei conigli di una rotonda di Parigi.

Un sogno di fango – I mattoni del Malawi di Stefano Pesarelli
Le fabbriche di mattoni di fango sono una delle poche realtà di imprenditoria su base familiare in Malawi. Un lavoro pesante che coinvolge piccole comunità ma che rischia di costar caro in termini ambientali, aggravando ulteriormente il bilancio della crescente deforestazione.

Genova 24 ore di Peppino Longobardo
Un viaggio dentro Genova per raccontare con immagini l’immigrazione africana nell’arco di un giorno, 24 ore, attraverso una delle città più belle e difficili d’Italia. Tra carrugi tanto stretti che due persone non ci passano, reticoli, labirinti senza sole né orientamento. Girare, fermarsi, chiedere, parlare e nel caso correre.
Un reportage sull’immigrazione africana, formata perlopiù da persone che lavorano e riescono a vivere con serenità la città nei momenti di pausa.

Kapil e la Fabbrica dei Sogni di Jacob Balzani
La storia di un progetto di microcredito nato quasi spontaneamente dall’intuizione di un semplice cittadino e che oggi, dopo anni di successi rischia di scomparire per motivi “legali”.

Per studiare, dallo Shandong alla Toscana di Juri Ciani
Uno sguardo ravvicinato sulla comunità di studenti cinesi che hanno scelto le università italiane per completare la propria formazione. Un fenomeno “migratorio” poco conosciuto ma decisamente interessante anche perché profondamente diverso da quelli che finiscono spesso nelle prime pagine dei giornali.

Milano Clown Festival di Emanuele Cristallo
Fellini disse che il circo è come una mongolfiera: la sera prima non c’è e la mattina è la davanti a casa tua! Così, improvvisamente, una mattina del 2006, è partita la prima edizione del Milano Clown Festival.

Cuba espera di Francesco Chiorazzi
Una serie di scatti di Francesco Chiorazzi sulla quotidianità di Cuba. Tra attese di cambiamento del dopo Fidel, fiducia nello spirito della rivoluzione e contraddizioni economiche dovute alla doppia economia, quella reale e quella legata al turismo.

Les lapins de la Port Maillot di Stefano Borghi
Alle porte di Parigi, c’è un isola miracolosa: le Galapagos della capitale. Una rotonda che serve da arca di Noè a una folta colonia di conigli, che nel tempo ha trasformato il terrapieno centrale in un gigantesco terrario.

Pesca al Cianciolo di Francesco Tiralongo
Portopalo, Sicilia, siamo ospiti del “Fratelli Di Mercurio” un magnifico peschereccio allestito per la pesca al ‘cianciolo’, una grande rete di circuizione utilizzata per catturare il pesce azzurro, una rete maestosa che una volta calata in mare forma uno sbarramento invalicabile dalla superficie fino alla profondità di 50 metri

Via | WitnessJournal

Witness Journal é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di giovedì 12 agosto 2010.

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Forse svelato il mistero dietro alle foto inedite di Ansel Adams

sabato, 31 luglio 2010
listen it it Forse svelato il mistero dietro alle foto inedite di Ansel Adams

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Durante questa settimana vi abbiamo raccontato la storia di alcuni negativi comprati per pochi dollari, ma che potrebbero valere milioni di dollari se venisse confermato che l’autore dietro alla fotocamera fosse Ansel Adams.

Gli eredi del fotografo non credono che si tratta di originali ed il racconto di Mariam l. Walton sembra suffragare quest’ipotesi. La signora ha letto la notizia quando ha notato che alcune delle foto assomigliavano fin troppo bene a quelle di suoi zio Earl.

Questo zio Earl viveva a Fresno, dove sono stati acquistati i negativi, e fotografava spesso nella zona del Yosemite. Dopo il salto potete trovare la sovrapposizione delle due foto.

Il confronto non è semplice da fare con queste immagini a bassa risoluzione, ma come potete vedere soggetto ed inquadratura fanno pensare a due scatti ravvicinati nel tempo e senza muovere la fotocamera. Cosa ne pensate?

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Via | PetaPixel

Forse svelato il mistero dietro alle foto inedite di Ansel Adams é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di sabato 31 luglio 2010.

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