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martedì, 6 settembre 2011

SCARICA LA PRESENTAZIONE DELL’ OPERA
Il volume La Fotografia. Le origini 1839–1890, così come i tre che seguiranno e completeranno la collana trattando il tema fino ai giorni nostri, propone una lettura inedita dello sviluppo storico della fotografia che tiene conto degli interrogativi suscitati da questo strumento e dalle sue molteplici storie.
Si è scelto di utilizzare una voce narrante costituita da brevi monografie, scritte da Francesco Zanot, incentrate su quello che può definirsi il destino pubblico della fotografia: testi dedicati a mostre, libri, eventi, protagonisti che hanno segnato profondamente il discorso fotografico nelle sue diverse incarnazioni, attraverso numerose e spesso sorprendenti immagini emblematiche e simboliche.
La lettura è completata da saggi affidati a tre noti studiosi internazionali: Quentin Bajac, che si concentra sulla percezione della fotografia alla sua nascita; Elizabeth Siegel, che affronta le vicende della pratica dell’album fotografico, e cioè di quella fotografia privata e apparentemente ‘senza storia’, e Walter Guadagnini – curatore dell’intera collana –, che colloca in una prospettiva storica uno degli usi più comuni del mezzo fotografico, quello del racconto di viaggio e dell’incontro con l’altro da sé, il diverso, il nuovo.
Descrizione: edizione italiana, inglese e tedesca 21 x 28 cm, 304 pagine, 240 colori, cartonato
Questa opera è suddivisa in quattro volumi ed è il grande racconto della fotografia mondiale. L’opera si contraddistingue per un taglio innovativo, che permette al lettore differenti percorsi di lettura al- l’interno di una struttura chiaramente definita.
Monografie
Sono la colonna portante dei singoli volumi: redat- te da un unico autore, Francesco Zanot, seguono l’e- volversi della storia della fotografia attraverso i li- bri e le mostre che ne hanno segnato le tappe prin- cipali. Si tratta di veri e propri saggi brevi, che si concentrano sull’autore della pubblicazione o sugli autori presenti nelle esposizioni, contestualizzan- doli nel periodo storico. Il volume o la mostra pre- si in considerazione non sono dunque isolati dal contesto, ma divengono i punti dai quali si dipana un’analisi più articolata del clima culturale all’interno del quale sono nati e sono stati presentati. Volumi e mostre sono stati individuati seguendo di volta in volta criteri di importanza storica, di esemplarità e di rappresentatività di un determinato utilizzo del- la fotografia. Per questo motivo sono legati ad ar- gomenti specifici, di carattere artistico, scientifico, storico, etnografico, seguendo ed evidenziando co- sì le differenti nature del mezzo fotografico. Ogni saggio si conclude con una bibliografia di riferi- mento relativa all’autore o agli autori presi in con- siderazione, destinata a chi voglia approfondire i temi trattati al suo interno.
Saggi I saggi costituiscono un secondo livello di lettura, che approfondisce alcune delle tematiche principali del periodo storico preso in esame. Affidati a specialisti internazionali della materia, affrontano argomenti che i saggi brevi accennano sinteticamente, oppure si concentrano su aspetti relativi a pratiche fotogra- fiche che non trovano espressione nei canali ufficia- li rappresentati dai volumi a stampa o dalle mostre. Per questa loro natura, coprono un arco di tempo piuttosto ampio, configurandosi come una storia al- l’interno della storia, e soprattutto come spazi di ri- flessione su alcuni dei concetti e delle pratiche che hanno segnato la storia della fotografia, le sue fun- zioni e le letture che ne sono state fornite.
Iconografia
In quest’opera le immagini ovviamente giocano un ruolo fondamentale non solamente come supporto e visualizzazione di affermazioni e analisi presenti nel testo, ma soprattutto come percorso autonomo di lettura. Le fotografie sono state scelte con il cri- terio di privilegiare opere poco viste e/o conosciu- te, ma importanti nell’economia generale del di- scorso, che si alternano alla presentazione di im- magini entrate definitivamente in un’ideale e condivisa galleria dei capolavori della fotografia. Gli accostamenti, i dettagli e le didascalie tecniche per- mettono al lettore di leggere visivamente le diver- sità e le similitudini, le influenze reciproche, le straor- dinarie novità tecnico-espressive insieme alle novità tematiche e al trasformarsi inesorabile dello stile.
Glossario
La storia della fotografia è indissolubilmente lega- ta a quella della tecnica, all’evoluzione degli stru- menti di ripresa e di stampa, dal dagherrotipo sino alla fotografia digitale. Per questo motivo, la foto- grafia si avvale di una terminologia estremamente specifica, che soprattutto nei primi anni di vita del mezzo vede susseguirsi tecniche particolari, talvol- ta fondamentali per comprendere la natura delle immagini che abbiamo davanti. Per questo si è ri- tenuto opportuno fornire un glossario di base, che aiuti il lettore a entrare all’interno di un mondo nel quale la dimensione tecnica ha un ruolo centrale.
Tavole sinottiche
In ogni storia le tavole sinottiche rivestono un ruo- lo fondamentale di supporto per il lettore nella ri- costruzione del contesto socio-culturale all’interno del quale si sviluppano gli eventi narrati nel testo. Nel caso della fotografia, queste tavole divengono anco- ra più importanti, proprio perché è nella natura di questo mezzo dialogare costantemente con tutte le manifestazioni del sapere, della storia, della vita quo- tidiana. A partire dalla nascita della fotografia, non c’è evento che non abbia avuto il suo resoconto fo- tografico, non c’è personaggio che non sia stato ri- tratto. Allo stesso tempo, i progressi della scienza si sono spesso riflessi in progressi della tecnica foto- grafica, che a loro volta hanno inciso profondamen- te sul linguaggio. Infine, il confronto tra la fotogra- fia e le arti cosiddette maggiori è stato uno dei temi fondamentali sollevati a partire dal 1839, e quindi an- che gli eventi artistici trovano un rapporto diretto con l’evoluzione del linguaggio fotografico.
Bibliografia
All’interno di questi volumi si trovano due biblio- grafie: la prima è quella che accompagna le mono- grafie e i saggi, destinata a chi voglia approfondire tematiche e autori trattati al loro interno; la secon- da è quella posta in chiusura del volume, che for- nisce una visione complessiva, seppure sintetica, della ricchissima bibliografia relativa all’intero pe- riodo preso in esame. È organizzata per grandi aree tematiche, che permettono al lettore di individuare facilmente i propri centri di interesse. In questa bi- bliografia generale si è scelto di non fornire volumi monografici dei singoli autori, per i quali si riman- da o alle bibliografie delle singole schede o a quel- le dei numerosi volumi citati.
Isbn (978): 8857207179
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martedì, 24 maggio 2011
Letteratura e Fotografia – ciclo di seminari a cura di Diego Mormorio
“Nel 1987 ero impegnato nella realizzazione di un libro su “Gli intellettuali e la fotografia”, ma il consiglio di Leonordo Sciascia mi portò a restringere la ricerca all’ambito dei poeti e degli scrittori. Nacque così nel 1988 con gli Editori Riuniti l’antologia Gli scrittori e la fotografia, da me curata e introdotta, con una prefazione di Sciascia. Da allora non ho mai smesso di occuparmi del rapporto letteratura-fotografia, che si è trasformato per me quasi in ossessione, che, in un quarto di secolo, mi ha portato a diventare il maggiore conoscitore di questo tema“. Nel seminario di Officine Fotografiche Diego Mormorio tratterà questo tema a partire dai primissimi anni della della fotografia, per arrivare fino ai giorni nostri. Essendo un argomento vastissimo si soffermerà soprattutto sugli autori più famosi, come Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire, Nathanel Howthorne, Lewis Carroll, Luigi Pirandello, Milan Kundera, Michel Tournier, Marcel Proust, André Breton, Henry James, Jacques Prévert, Ezra Pound, Wislawa Szymborska, Tristan Tzara, Virginia Woolf, Giovanni Verga, Paul Verlaine, Arthur Conan Doyle, Franz Kafka …
Nell’economia dei tre giorni disponibili, cercherò anche di portare a conoscenza dei partecipanti al seminario esperienze più sconosciute, come quelle di Jorge Luis Borges, Varlam Salamov, Russel Banks, Mario Vargas Llosa, Orhan Pamuk, Joseph Brodsky.
Nota Biografica
Diego Mormorio si occupa in particolar modo dei rapporti tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria. Tra i suoi libri ricordiamo Gli scrittori e la fotografia (Editori Riuniti, 1988), Un’altra lontananza (Sellerio, 1997), Storia della fotografia (Newton Compton, 1996), Paeseggi italiani del 900 (Motta, 1966), Vestiti. Lo stile degli italiani in un secolo di fotografie (Laterza, 1999), Meditazione e fotografia (Contrasto, 2008). Come narratore ha pubblicato La lunga vacanza del barone Gloeden (Peliti, 2002), La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo Papa Re (Il Saggiatore, 2006) e W Garibaldo. Tre racconti garibaldini (Punctum, 2007). Nel 2011 ha pubblicato il saggio (con Postcart) Catturare Il Tempo. Lentezza e rapidità nella fotografia.
INFORMAZIONI:
Il seminario si terrà Venerdì 3 – 10 – 17 giugno ore 19.00 – 21.00
Presso: Officine Fotografiche | Via G. Libetta, 1 00154 Roma | www.officinefotografiche.org | of@officinefotografiche.org
Tel. 065125019

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venerdì, 11 marzo 2011
Officine Fotografiche promuove, a partire dal mese di aprile, un ciclo intensivo di workshops.
Sette incontri con diversi fotografi professionisti i quali offriranno un’ampia panoramica per acquisire la consapevolezza e gli strumenti per affrontare la fotografia come professione. Il 1,2, 3 aprile si parte con il workshop a cura di Maurizio Cogliandro,fotografo Contrasto. Rivelazioni del reale” si concentrerà su un approccio molto personale della fotografia. L’obiettivo è guidare gli studenti alla scoperta di se stessi e della propria storia, portando in primo piano l’anima di quello che si vuole mostrare nelle immagini. Il workshop è totalmente concentrato sui contenuti e non sulla parte tecnica. Gli allievi saranno sollecitati ad esercitare la propria percezione dell’immagine. Fotografa di scena per varie compagnie e festival di teatro e danza, Lucia Baldini costruirà un percorso finalizzato all’approccio intellettuale e pratico per una adeguata relazione che si pone tra l’Artista e il Fotografo nell’ambito della Scena. Le lezioni, Il 9 e il 10 aprile, saranno improntate sulla narrazione legata alla corporalità della musica e della danza. La ripresa fotografica sarà in una prima parte coadiuvata da illuminazione con effetto teatrale, mentre una seconda con la sola illuminazione di candele. Il 16/17 aprile termina il ciclo, Sara Munari, docente di Storia della Fotografia presso l’Istituto Italiano di fotografia di Milano. Tema del workshop e la scoperta di sè stessi attraverso la fotografia di reportage. Nei due giorni Sara Munari accompagnerà gli studenti nell’esplorazione dei progetti presentati mirando a cogliere l’inaspettato e l’imprevedibile nella fotografia.
Informazioni e prenotazioni
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1| 00154 |ROMA
Telefono e Fax: +39 06.5125019
Email: info@officinefotografiche.org
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venerdì, 21 gennaio 2011

Avendo notevolmente apprezzato ogni scatto, stimolo compositivo, componente simbolica, frammento onirico e surreale raccolto nelle pagine di Boarding House, fremo al solo pensiero di intraprendere il percorso espositivo dedicato a Roger Ballen dall’ottava edizione di “Seravezza Fotografia”, che dal 29 gennaio al 3 aprile 2011, tornerà ad arricchire il cuore della Versilia Storica di sguardi e stimoli in arrivo da tutto il mondo.
Un viaggio sorprendente quanto il “Paesaggio interiore” dell’uomo e i cicli dell’esistenza immortalati da un fotografo visionario come Ballen, esposti nelle sale del Palazzo Mediceo con il meglio di “Outland” (2001), “Shadow Chamber” (2005), “Boarding House” (2009) e il recente “Asylum” (2010), ad inaugurare una rassegna ricca di mostre, workshop, corsi di fotografia, incontri di cultura fotografica e lettura dei portfolio, della quale Roger Ballen sarà ospite d’onore.
Roger Ballen a Seravezza Fotografia

Ballen sarà anche protagonista di incontri dedicati alla cultura fotografica che si spingono fino alla Casa della Creatività di Firenze (domenica 30 gennaio) e all’Accademia di Carrara (lunedì 31 gennaio), insieme a Giovanni Marrozzini, Giovanna Calvenzi, Gaetano Poccetti, Alex Maioli, il reporter di guerra Livio Senigalliesi presentato da Gianni Minà, e Adriano Altamira con la vera storia della “fotografia concettuale”.

Il viaggio varrà anche una bella visita alle Scuderie Granducali, che ospiteranno numerosi workshops come quelli di Ivo Balderi dedicati a stil life, il paesaggio, il ritratto, la foto glamour, fotografia di scena e l’arte di fotografare la musica jazz, ma anche le mostre “Dentro la città” di Ivano Bolondi (29 gennaio al 13 febbraio), “Buenos Aires cafè” di Lucia Baldini (19 febbraio – 6 marzo), una collettiva a cura di Micromosso (12 marzo – 3 aprile), e quattro esposizioni collaterali di Maria Riva Christensen, Nico Orlandi, di allievi Ws e del Circolo fotografico Altissimo. Buon viaggio !



Roger Ballen a Seravezza Fotografia é stato pubblicato su clickblog alle 13:30 di giovedì 20 gennaio 2011.



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martedì, 21 dicembre 2010

Le statistiche possono darci la possibilità di trovare informazioni interessanti da dati che presi singolarmente non avrebbero molto senso.
Michael Zhang ha provato il nuovo servizio di Google, Books Ngram Viewer, che effettua una ricerca e consente di vedere come l’utilizzo di una parola è variato nel tempo. Cercando Photography, come vedete nell’immagine in copertina, si notano la crescita nel tempo ed alcuni picchi nel corso dell’ultimo secolo.
La salita degli anni ‘30 può essere dovuta all’arrivo delle 35mm nel mercato di massa e del primo fotogiornalismo, mentre per quella degli anni ‘60 il motivo potrebbe essere il pensiero diffuso della fotografia come arte. Se l’ultimo picco può essere spiegato con l’arrivo in tutte le famiglie delle compatte, cosa può aver causato il declino negli ultimi 10 anni?
Via | PetaPixel
La storia della fotografia nei libri é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 21 dicembre 2010.
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venerdì, 30 luglio 2010
Corsi base di fotografia analogica e digitale a Torino da phlibero
Il corso è rivolto a tutti coloro che intendono avvicinarsi in modo metodico e consapevole alla fotografia.
Sono previsti 17 incontri da 2 ore ciascuno con frequenza serale, una volta alla settimana.
Durante le lezioni si affronteranno i diversi aspetti della pratica fotografica
come la storia della fotografia, l’educazione all’immagine, la tecnica di ripresa, lo sviluppo e la stampa in b/n, la post-produzione e ottimizzazione delle immagini digitali e la realizzazione di un portfolio fotografico.
Le lezioni, teoriche e pratiche, vedranno impegnati nelle singole materie 5 docenti con specifiche competenze.
PROGRAMMA SOMMARIO
1 – Iscrizioni – Presentazione – Definizione data per le uscite – Controllo macchine fotografiche.
2 – Educazione all’immagine – LE RADICI – Luce e composizione dell’immagine nella pittura.
3 – Tempi, diaframmi, profondità di campo (iperfocale), obbiettivi, pellicole, corretta esposizione, utilizzo della propria macchina fotografica.
4 – Funzionamento dell’esposimetro e uso del flash come luce primaria e come fill in.
5 – Uso e caratteristiche generali delle fotocamere digitali
6Digitale – Approfondimenti sull’utilizzo delle fotocamere digitali e relativi obiettivi – il bilanciamento del bianco, formati e settaggi di base
7 – Reportage creativo urbano con pellicola diapositiva o fotocamera digitale (panning, zoooming, uso di tempi lunghi, etc.).
8 – Analisi tecnica delle immagini scattate durante il corso.
9 – Reportage in B/N.
10 – Educazione all’immagine – LA SCOPERTA -La nascita della fotografia di veduta e del ritratto fotografico.
11 – Educazione all’immagine – LA FOTOGRAFIA ARTISTICA -Trasformazione del linguaggio fotografico e avanguardie storiche.
12 – Educazione all’immagine – LA DOCUMENTAZIONE – L’identità della fotografia e il reportage.
6Analogico – Sviluppo del negativo, teoria e pratica. UMA FRANCHINI
13 – Educazione all’immagine – IL PERCORSO ESPOSITIVO – Visita ad una mostra fotografica
14 – Analogico – ore 18.00 – 20.00 – Camera oscura (provini a contatto).
14 – Digitale – Cenni di illuminazione e ripresa in studio
15 – Analogico – ore 18.00 – 20.00 – Camera oscura (ingrandimenti).
15 – Digitale – Post-produzione e ottimizzazione delle immagini digitali – analisi dell’istogramma con correzione di luminosità e contrasto, introduzione alle curve e ai livelli
16 – Analogico – Camera oscura (ingrandimenti).
16 – Digitale – Post-produzione e ottimizzazione delle immagini digitali: correzioni selettive, eliminazione delle linee cadenti e delle distorsioni .Preparazione per la stampa.
17 – Educazione all’immagine – ANALISI CRITICA DEI LAVORI – lettura del portfolio dei partecipanti.
| Docenti: |
Mara Granzotto, Uma Franchini, Davide Bellomi, Mathew Molchen e Ugo Ricciardi |
| settembre 2010 |
| Durata |
4 mesi |
| Iscrizioni |
si |
| Nr.Posti |
14 |
| Frequenza |
si, una sera a settimana |
| Orario |
dalle 19.30 alle 21.30 |
| Attestato |
attestato di frequenza |
| Costo: |
290,00 € |
Per informazioni: Maria Barletta 338 4114264
011 19505351 – corsi@phlibero.it – www.phlibero.it
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mercoledì, 5 maggio 2010

Se passate in quel di Parigi fate un salto in… Comune. Non è uno scherzo. Gerard Uferas espone lì le sue foto dal prossimo week-end. Splendidi frammenti tratti da innumerevoli matrimoni parigini scattati in tanti anni di attività dal fotografo che, anche se non è un matrimonialista di mestiere, si è spesso dedicato a questo genere di scatti.
Quelli ritratti da Duferas sono matrimoni strani, vitali, multiculturali e romantici come solo quelli che si celebrano nella Ville-Lumière possono essere. La mostra non a caso si intitola Paris D’Amour e, come immagine della locandina, sceglie una foto che ricorda un po’ il bacio più famoso della storia della fotografia.
Quella scattata (anche se poi si seppe che era tutto… molto poco spontaneo) da Robert Doisneau. E sapete dove? Proprio davanti all’Hotel de La Ville (ovvero, il Municipio) di Parigi, il luogo in cui si svolgerà la mostra di Duferas, a partire dall’8 maggio.




Location scelta non per caso visto che è lì che si sono celebrati la maggioranza dei matrimoni civili ritratti. L’ingresso alla mostra è gratuito e l’esposizione terminerà il 31 luglio. Insomma se da qui a fine luglio siete a Parigi, magari in compagnia della vostra anima gemella, fare un visita è quasi d’obbligo. Del resto cosa c’è di meglio di essere innamorati a Parigi?
Paris d’Amour from Gerard Uferas on Vimeo.
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lunedì, 3 maggio 2010

Eadweard Muybridge è stato un pioniere della fotografia, soprattutto della fotodinamica. Alle sue ricerche, condotte nella seconda metà dell’800, sui soggetti in movimento la storia della fotografia deve ancora moltissimo. Persino l’anatomia gli è in parte debitrice visto che è solo grazie ai suoi studi fotografici sui cavalli al galoppo che si è scoperto che per un brevissimo istante tutte e quattro le zampe del cavallo non toccano il suolo durante la corsa.
Eppure, anche per via di una storia personale piuttosto travagliata e dell’aver lavorato e vissuto perlopiù negli Stati Uniti, il suo paese d’origine, l’Inghilterra, non gli aveva mai dedicato una mostra davvero completa. Rimedierà nel prossimo autunno la Tate Britain con un’esibizione dei suoi lavori che si promette monumentale e pressoché completa. Oltre 150 i lavori esposti, molti dei quali mai visti in precedenza dal pubblico europeo.
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mercoledì, 16 settembre 2009
QUELL’INSTABILE OGGETTO DEL DESIDERIO
L’IMMAGINARIO DEL SENO FEMMINILE NELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE
Edito da: Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia
Distribuito da: Alinari 24 ORE
Collana: la fotografia racconta
A cura di: A. Pluchinotta
Testi di: A. Pluchinotta, U. Veronesi, J. Taal, M. Yalom
Caratteristiche tecniche: formato cm 24×29, 160 pagine, 118 fotografie.
Rilegato in brossura. Testi in italiano e inglese
Tra i miti della società contemporanea quello del seno femminile è uno dei più discutibili e di fatto discussi. Considerazioni individuali e sociali, rese complesse da componenti emotive e psicologiche diverse, naufragano in una miriade di luoghi comuni condizionati da motivazioni morali ed estetiche, e di recente anche commerciali.
Organo della femminilità che non può né deve essere disgiunto dal corpo cui appartiene, il seno è un argomento topico che sconfina oltre i limiti della sua originaria funzione di allattamento e della sua peculiare carica estetica. Tra realtà e immaginario, quest’ultimo rimane comunque predominante e solo apparentemente arduo da trattare con la fotografia. La fotografia è realtà ma al tempo stesso anche inventiva, documento oggettivo capace di divenire soggettivo laddove essa suggerisce e lascia spazio all’immaginazione.
Fra le immagini del catalogo vi sono fotografie savie, ma anche fotografie pazze e provocatorie che stimolano lo spirito di osservazione e favoriscono la riflessione. Fotografie comunque coinvolgenti, che ci insegnano a vedere ciò che guardiamo.
Considerando che molte fotografie sul seno indugiano volentieri sul nudo estetico, questo volume si sofferma invece sul seno velato, che maggiormente stimola l’immaginazione.
Il seno non si presta a facili semplificazioni. Anche quando si vogliono analizzare singolarmente i suoi principali elementi distintivi (forma, funzione, simbolo, …) ci si imbatte in rinvii sia sociali (etnici, culturali, …) che individuali (morali, intellettuali, …).
Per quanto le fotografie proposte siano nell’insieme singolari, talora sorprendenti e dotate di un loro linguaggio autonomo, alcune di esse sono state accostate alla letteratura e alla saggistica. Una scelta soggettiva nella convinzione che l’alleanza tra arte e pensiero facilitino una visione d’insieme.
Nel corpo della donna, che l’uomo desidera impulsivamente con lo spirito non meno che con i sensi, si manifesta l’amarezza dell’inappagato, di ciò che sembra raggiunto e si rivela irraggiungibile, di ciò che è attuale proprio perché trascorso o solo intravisto.
Prezzo di copertina €uro 40,00                            ISBN 978-88-95849-07-2 COD. EDV0062
Giorgio de Polo
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sabato, 1 agosto 2009
pubblicato da Cut-tv in: Grandi fotografi Mostre e gallerie

Nippon KÅbŠè il nome di uno dei primi gruppi di fotografia giapponese, nato nel 1933 per osservare da tanti punti di vista diversi, le mille sfumature del loro paese. Un nome simbolico preso in prestito per una mostra che oggi porta al Forma di Milano tredici differenti sguardi sul Paese del Sol Levante.
“Nippon KÅbÅ. Sguardi sul Giappone†espone gli sguardi, gli stili e le diverse interpretazioni della complessa realtà , cultura e società giapponese, in totale ma singolare trasformazione dagli anni Cinquanta ad oggi.
Sguardi di fotografi che in patria e nel resto del mondo, hanno contribuito a scrivere la storia della fotografia, quali Nobuyoshi Araki, Naoya Hatakeyama, Eikoh Hosoe, Miyako Ishiuchi, Ihei Kimura, Taiji Matsue, Ryuji Miyamoto, DaidÅ Moriyama, Ikko Narahara, Hiroshi Sugimoto, ShÅmei TÅmatsu, Shoji Ueda, Hiroshi Yamakaki.
Nippon Kobo. Sguardi sul Giappone

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sabato, 25 luglio 2009
MAN DI NUORO
immagine_0907211720431
La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana
Dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010
Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net
Comunicato Stampa
Anni Settanta, anni fatidici: eredi di un decennio tra i più rivoluzionari del dopoguerra e momento di incubazione di ciò che connoterà il poi e che disegna l’oggi.
Il MAN di Nuoro, diretto da Cristiana Collu, li “racconta” attraverso un mezzo, la fotografia, che in quel decennio si trovò a vivere un momento del tutto particolare, così come particolare è ciò che l’obiettivo ha inteso catturare: la quotidianità , lembi di vita reale e proprio per questo straordinaria testimonianza.
Fotografia e quotidianità sono termini il cui legame con gli anni ’70 è del tutto specifico. È stato in quel decennio, infatti, che la vita quotidiana irrompeva nella fotografia e, mentre si andava componendo la dicotomia arte/fotografia, nascevano nuove relazioni tra fotografia e arte contemporanea, superando divisioni prima marcate e trasformandole in contaminazioni e commistioni.
“La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana”, grazie ad una co-produzione internazionale che ha unito il polo espositivo sardo a La Fabrica/ PhotoEspaña 2009 e al Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia, propone dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010 uno sguardo retrospettivo su un gruppo di opere e di autori che contribuirono a definire gli anni Settanta come i più importanti e fecondi della storia recente della fotografia. Uno degli aspetti più singolari di questo periodo è il privilegio di cui la fotografia gode e che rende possibile una convergenza, non consueta in quel momento, tra l’ambito più specifico della fotografia e quello più vasto delle arti plastiche, testimoniato anche dal notevole numero di artisti. Prova ne sia il fatto che alla fotografia faranno ricorso tutti indistintamente. È importante sottolineare che questo rinnovato interesse per la fotografia passa soprattutto per la valorizzazione dell’idea di documento e dello stile documentale, come modello privilegiato e legittimo per la rappresentazione della quotidianità in combinazione tra la sfera pubblica e quella privata.
Al MAN saranno presenti circa 200 sceltissime opere di una ventina di artisti che realmente hanno fatto la differenza nel campo delle arti visive di questo periodo, offrendo un ampio e diversificato ventaglio di immagini paradigmatiche e nello stesso tempo di attitudini estetiche e concettuali.
Tra loro, nomi di rilievo internazionale come David Goldblatt, Christian Boltanski, Anders Petersen, Cindy Sherman, insieme ad altri che, come Robert Adams, Laurie Anderson, Claudia Andújar, Victor Burgin, Sophie Calle, William Eggleston, Hans Peter Feldman, Alberto GarcÃa-Alix, Karen Knorr, VÃctor Kolár, Ana Mendieta, Fina Miralles, Gabriele & Helmut Nothhelfer, J.D. Okhai Ojeikere, Carlos Pazos, Eugene Richards, Allan Sekula, Malick Sidibé, Ed van der Elsken, Kohei Yoshiyuki, hanno percorso strade del tutto personali, di interesse assoluto. Ad uno solo di loro, Goldblatt, la mostra offre due diverse “isole”: nella prima l’artista si misura con il tema dell’apartheid, nella seconda conduce una ricerca sulle mani come altro viso di una persona.
La selezione di autori per questa mostra è “esemplare”, nell’accezione del termine “esempio”: sarebbe potuta essere qualunque altra, privilegiando però solo i “grandi”, coloro che hanno lasciato un’impronta nella storia della fotografia del decennio, lungo un percorso che prende idealmente inizio dalla serie di Eugene Richards Giorni di Rochester per concludersi con VÃctor Burgin e le sue proposte di una vita differente.
Tutte ed ognuna delle immagini raccontano una storia “quotidiana”: la quotidiana monotonia dell’uscita degli operai da una fabbrica (Allan Sekula), oppure l’indagine sulle abitudini sociali, come fa il nigeriano Ojeikere con il rito della pettinatura; o la manifestazione dell’indifferenza sociale davanti ai problemi degli altri, come la serie di persone che guardano il sangue che esce sotto la porta di una casa, di Ana Mendieta. Sguardi sulle infinite quotidianità di un tempo che già mentre veniva catturato diventava passato.
MAN, Nuoro, via Satta 27, 08100 Nuoro
Orario: 10:00/13:00 – 16:30/20:30 dal martedì alla domenica.
Ingresso gratuito. Servizio gratuito di visita guidata (attivo dal martedì al sabato dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30 e le ultime domeniche del mese).
Catalogo: Silvana editoriale
Informazioni e prenotazioni: MAN tel. & fax +39 0784 252110 info@museoman.it
Ufficio Stampa
MANUAL comunicazione informazione immaginazione / Paola Marino, tel. +39 3393449512 paola.manual@gmail.com
Studio ESSECI / Sergio Campagnolo, tel. +39 049 663499 / www.studioesseci.net / info@studioesseci.net
STUDIO ESSECI
Via San Mattia, 16
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sabato, 25 luglio 2009
III ° Corso di Conservazione e Restauro della Fotografia ALINARI-OPD
Saranno affrontate le problematiche legate alla conservazione e al restauro dei materiali fotografici dalle prime tecniche dagherrotipiche fino ai supporti fotografici contemporanei, con particolare attenzione riservata alla pratica in laboratorio.
Il corso, diviso in 160 ore di lezioni complessive, è articolato in cinque settimane, distribuite tra novembre 2009 e aprile 2010. Esperti del settore esporranno le diverse metodologie di intervento idonee ad una corretta manipolazione e gestione sia dei materiali fotografici che dei cosiddetti elementi aggiuntivi, come album e montaggi particolari, in cui il supporto cartaceo è particolarmente importante, con approfondimenti mirati al riconoscimento delle tecniche, all’archiviazione, alla catalogazione e all’esposizione. Verranno inoltre illustrate le nuove tecnologie sulla diagnostica e sul restauro della Fotografia, sull’acquisizione digitale e la conservazione di memorie digitali.
Allo stesso tempo, ampio spazio verrà dato alla preparazione storico- fotografica necessaria per decodificare i valori intrinseci all’oggetto fotografico di cui sarà possibile consultare tutte le tipologie in originale, dal calotipo all’autocromia, dall’album fotografico ai negativi al collodio, etc. conservate nelle Raccolte Museali Alinari. Le lezioni saranno quindi sia teoriche che pratiche, coadiuvate con esperienze dirette nei laboratori di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure e della Fratelli Alinari.
Le materie
Il corso si articola nelle seguenti lezioni:
Teoria:
·        Storia della fotografia: dalle origini al contemporaneo
·        Le tecniche fotografiche e fotomeccaniche
·        Principi del restauro
·        Storia della carta
·        Storia dell’album fotografico
·        Chimica del degrado e deterioramento chimico-fisico
·        Il problema degli inquinanti
·        Attacchi microbiologici
·        Aspetti microclimatici e conservazione preventiva
·        Conservazione ed esposizione
·        Procedure per la fotografia in esposizione
·        Digitalizzazione e gestione su web di materiali fotografici
·        Archiviazione e stoccaggio
Pratica:
·        Storia delle tecniche fotografiche: esercitazioni in laboratorio
·        Il restauro cartaceo
·        Diagnostica nel restauro e conservazione della fotografia
·        Identificazione, caratteristiche chimico-fisiche, fattori di degrado, conservazione e restauro di:
Oggetti in astuccio (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi)
Primi procedimenti su carta (carte salate, calotipi, albumine)
Procedimenti del periodo della gelatina (stampe ai sali d’argento,
platinotipie, carboni, gomme…)
Negativi fotografici
Fotografie a colori (autocromie e stampe moderne)
Album fotografico
·        Fotografie digitali: digitalizzazione e ritocco fotografico; software di gestione del restauro
·        La documentazione fotografica e la scheda di restauro
·        Interventi di restauro
Obiettivi e destinatari
Il corso intende affrontare le problematiche legate alla conservazione e al restauro dei materiali fotografici nella prospettiva di un aggiornamento professionale, presentando recenti progetti tecnologici su restauro e conservazione. E’ indirizzato a coloro che hanno già una preparazione di base di storia della fotografia o che in ogni caso nel loro Curriculum Vitae si siano già trovati ad affrontare le problematiche riferite alla conservazione e restauro di archivi, raccolte e materiali fotografici in genere.
Il programma formativo si rivolge a: restauratori, archivisti, conservatori e operatori nel campo della conservazione dei beni artistici.
Struttura e orario
Il corso è strutturato in 160 ore suddivise in cinque settimane, una per mese tra novembre 2009 e aprile 2010, a partire dal pomeriggio di lunedì alle ore 14,00 e con termine il venerdì alle ore 13,00, per complessive 32 ore settimanali.
Modalità di iscrizione
Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 12 partecipanti, con una selezione delle domande di partecipazione da parte del Comitato Scientifico in base alla valutazione dei Curriculum Vitae inviati con la domanda.
Le domande dovranno essere inviate alla Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia entro e non oltre la scadenza del 30 settembre 2009.
Verrà data conferma dell’accettazione della domanda entro 15 giorni dal termine della scadenza.
La quota di partecipazione al corso è di € 3.200,00 (esente IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72) che dovrà essere versata al momento della conferma dell’iscrizione tramite Bonifico Bancario o tramite Assegno Circolare.
Comitato Scientifico
·        Isabella Lapi Ballerini
Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
·        Letizia Montalbano
Direttore della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre
Dure di Firenze
·        Alessandra Griffo
Vice Direttore della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
·        Claudio de Polo
Presidente della Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze
·        Emanuela Sesti
Dirigente Responsabile Corsi di Formazione e AIM-Alinari Images Museum Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze
·        Luigi Tomassini
Università degli Studi di Bologna
Docenza
La didattica è affidata a:
·        Docenti Universitari
·        Docenti della Scuola di Alta Formazione dell’OPD
·        Funzionari del Ministero dei Beni Culturali
·        Tecnici specializzati nel restauro del Laboratorio della Fratelli Alinari
·        Esperti del settore
Le sedi
I Corsi di Gestione di Archivi Fotografici e di Conservazione e Restauro della Fotografia si svolgeranno nelle sedi delle due prestigiose e storiche istituzioni fiorentine, l’Opificio delle Pietre Dure, nelle sue sedi di via degli Alfani 78 e della Fortezza da Basso, viale Strozzi 1, e la Fratelli Alinari nella sua sede in Largo Alinari 15 e al MNAF-Museo Nazionale Alinari di Fotografia in piazza Santa Maria Novella 14a.
Attestato di partecipazione
Alla fine dei corsi verrà rilasciato dai due Istituti promotori un attestato di partecipazione.
Per ulteriori informazioni sul corso rivolgersi a:
Vincenzo Circosta,
Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia,
Largo Alinari 15, 50123 Firenze
tel. 055.216310 – fax. 055.2646990
circosta@alinari.it oppure fondazione@alinari.it
www.alinarifondazione.it
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