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Articoli marcati con tag ‘storia’

workshop “Reportage a Milano Off Limits” di Luca Mosconi

martedì, 28 giugno 2011
listen it it workshop Reportage a Milano Off Limits di Luca Mosconi

Sabato 9 Luglio

Un nuovo appuntamento con il fotografo professionista Luca Mosconi, che ci porterà in giro per Milano a creare un reportage fotografico con la modella Eliana Lance in diurna e notturna

Come affrontare gli imprevisti dei luoghi pubblici? Che attrezzatura occorre? Come creare una storia?

A queste ed altre domande risponderemo durante questo workshop fotografico in città, diviso in due parti, quella diurna e quella notturna intervallate da un’apericena tutti insieme.

Creeremo situazioni dove la mano deve essere più veloce del pensiero, dove dovremo prevedere quello che accadrà e portare a nostro vantaggio anche quello che sembra essere di disturbo.
Inventeremo situazioni per abituarci ad essere pronti anche quando non possiamo gestire direttamente la modella; una storia dove lei sarà protagonista e noi dovremo raccontarla al meglio.

 

Impareremo a gestire l’appostamento e l’attesa ma metteremo anche a dura prova la nostra prontezza e la capacità di vedere in anticipo la ‘bella foto’.
Insomma, ci inventeremo… ‘reporter fashion’ per un giorno

per info e prenotazioni: http://www.eurossproject.com/

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Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith

domenica, 1 maggio 2011
listen it it Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith

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Dopo Chernobyl per venticinque anni, il Fukushima giapponese per chissà quanto tempo .. l’immaginario evocato da brutte ricorrenze che sembrano destinate a ripetersi è pronto ad un viaggio nella città ucraina di Pripyat, vicino al confine Bielorusso, evacuata trentasei ore dopo il più grave incidente nucleare della storia.

Non una vacanza come quelle organizzate per anni dai tour operator nel perimetro a più alta contaminazione, anche dopo 25 anni dal disastro della centrale nucleare di Cernobyl, ma un viaggio nella città fantasma con gli scatti dell’impavido Jan Smith e le testimonianze di chi è stato costretto ad abbandonarla.

Un progetto che guarda a Pripyat e ai suoi spazi abbandonati, vuoti da venticinque anni, in modo inconsueto, per scorgerne quella bellezza rimasta nel cuore di chi l’ha abitata e amata, che sarebbe un errore dimenticare, come si sta rivelando un grosso errore non evitare che ciò si ripeta.

Pripyat – Atom’s Wake
2993d251eb0ba4c45e08539ed3e464aa Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith d2db54928fbe27abe63f045abacc8673 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith 49fca66be70012c4e7981557a44ff509 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith 11412820d4bfec54e35653b7f5750f48 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith

In questa gallery potete scorgere qualche scatto del progetto, che consiglio di guardare sul blog del fotografo, con immagini in alta risoluzione, arricchite da riferimenti e testimonianze che forniscono una lettura ulteriore ed ‘intima’ di ogni immagine .. ma non vi allontanate troppo, perché c’è un’altra storia di Pripyat che voglio raccontarvi con l’aiuto di Jan Smith.

3dd9c61527da6806e84763a3ebe583c6 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith 99da26e351c986749cee89c2e5920c22 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith bd6fdf6780a68d493f8ff43da93a77a8 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith 45504c9d89c35695d18c2836d49e955d Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith

Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith é stato pubblicato su Clickblog.it alle 08:00 di sabato 30 aprile 2011.

 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith
 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith

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 Pripyat – Atom’s Wake di Jan Smith

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Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

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Oggi voglio raccontarvi una storia che mostra un lampante esempio di scarsa lungimiranza da parte di alcune aziende.

Nel corso del 1988 al MacWorld show il team d Nikon fu avvicinato da due fratelli che cercavano un accordo con il quale avrebbero fornito all’azienda la possibilità di distribuire il loro software di elaborazione grafica. Questi due ragazzi erano Thomas e John Knoll e l’applicazione era niente meno che Photoshop. Nonostante il grande entusiasmo mostrato sia dalla sezione europea sia da quella statunitense il management nipponico scelse di non portare avanti l’accordo perché Nikon “non era un’azienda di software” e quindi non ne intuivano il potenziale mercato.

Non fu solo Nikon, però, a rigettare l’offerta, ma anche altri grandi del settore come Kodak. Adobe acquisì le licenze per la distribuzione di Photoshop nel settembre del 1988 e Photoshop 1.0 per Macintosh fu rilasciato nel 1990.

Ora è facile dire che fu una miopia, ma non si può certamente sapere se il programma avrebbe avuto il medesimo sviluppo e successo all’interno di un’altra azienda.

Via | NikonWeb

Nikon rifiutò Photoshop nel 1988 é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988
 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988  Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

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Un film sulla Kodachrome

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Un film sulla Kodachrome

Lo scorso anno abbiamo assistito alla fine della Kodachrome, una delle più apprezzate pellicole mai prodotte da Kodak.

C’è chi ha speso 15.798$ per lo sviluppo di 1580 rullini, chi ha sviluppato l’ultimo rullino e Steve McCurry, l’onore di usare l’ultimo rullino prodotto. Nonostante tutto ci sono ancora molti fan di questa pellicola in giro per il mondo ed è per questo motivo che la DreamWorks ha annunciato che produrrà un nuovo film dedicato alla storia e fine della Kodachrome.

Lo script della storia sarà scritta da Jonathan Tropper che ha portato l’idea alla DreamWorks lo scorso dicembre. Da quello che è trapelato sembra che si parlerà del viaggio di un padre ed un figlio che partono per arrivare nell’ultimo negozio che sviluppa ancora queste pellicole. Il regista potrebbe essere Shawn Levy, lo stesso di una notte al museo ed una notte folle a Manhattan.

Via | SilberStudios

Un film sulla Kodachrome é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Un film sulla Kodachrome
 Un film sulla Kodachrome

 Un film sulla Kodachrome  Un film sulla Kodachrome

 Un film sulla Kodachrome

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Flicrk ripristina l’account di Mirco Wilhelm

venerdì, 4 febbraio 2011
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Ieri vi abbiamo raccontato della storia di Mirco Wilhelm a cui è stato cancellato l’account su Flickr per sbaglio.

Oggi vi possiamo raccontare che lo staff di Flickr ha recuperato dal backup tutte le foto ed i dati di Mirko ripristinandolo del tutto. Per scusarsi è stato offerto l’account Pro gratuitamente per i prossimi 25 anni. Un lieto fine a cui si è giunti anche grazie al tam tam che si sparso per la rete.

Se a questo aggiungiamo che su Flickr si sta implementando un sistema per evitare di cancellare gli account senza possibilità di ripristino possiamo proprio dire che qualcosa sta cambiando in meglio.

Via | [Segnalazione]

Flicrk ripristina l’account di Mirco Wilhelm é stato pubblicato su clickblog alle 16:00 di giovedì 03 febbraio 2011.

 Flicrk ripristina laccount di Mirco Wilhelm
 Flicrk ripristina laccount di Mirco Wilhelm

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The Ice Book

mercoledì, 2 febbraio 2011
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Qui sopra potete vedere un bellissimo video che mischia molti generi artistici fra loro per raccontare una storia piuttosto semplice nella quale una misteriosa principessa invoglia un ragazzo a seguirla nel suo mondo magico per riuscire a scogliere il suo cuore di ghiaccio.

Realizzato solo con della carta, delle normali luci ed una Canon 5D mark II è un ottimo esempio di cosa si possa realizzare quando si possiede creatività ed inventiva. Gli autori sono Davy e Kristin McGuire.

Se siete interessati a vedere come hanno realizzato le varie sequenze potete sfogliare PhilipBloom dove sono presenti molte immagini sul dietro le quinte come il video che trovate dopo il salto.

Via | PhilipBloom

The Ice Book é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di mercoledì 02 febbraio 2011.

 The Ice Book
 The Ice Book

 The Ice Book  The Ice Book

 The Ice Book

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La storia della fotografia nei libri

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it La storia della fotografia nei libri

ad6d1549e4fb1601701e6e5d7b2bf216 La storia della fotografia nei libri

Le statistiche possono darci la possibilità di trovare informazioni interessanti da dati che presi singolarmente non avrebbero molto senso.

Michael Zhang ha provato il nuovo servizio di Google, Books Ngram Viewer, che effettua una ricerca e consente di vedere come l’utilizzo di una parola è variato nel tempo. Cercando Photography, come vedete nell’immagine in copertina, si notano la crescita nel tempo ed alcuni picchi nel corso dell’ultimo secolo.

La salita degli anni ‘30 può essere dovuta all’arrivo delle 35mm nel mercato di massa e del primo fotogiornalismo, mentre per quella degli anni ‘60 il motivo potrebbe essere il pensiero diffuso della fotografia come arte. Se l’ultimo picco può essere spiegato con l’arrivo in tutte le famiglie delle compatte, cosa può aver causato il declino negli ultimi 10 anni?

Via | PetaPixel

La storia della fotografia nei libri é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 21 dicembre 2010.

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Denver Post, un anno di immagini

sabato, 18 dicembre 2010
listen it it Denver Post, un anno di immagini

 Denver Post, un anno di immagini

Dopo la galleria di immagini, divisa in tre parti, di BigPicture vogliamo proporvi anche la raccolta del Denver Post.

Anche qui si ripercorre un anno intero di eventi attraverso le fotografie più significative che ci consentono di toccare quasi con mano quel che accade. Alcune delle foto le avrete già viste, ma ci sono molte immagini che meritano di essere viste per la loro bellezza o per il racconto condensato della storia che ci trasmettono.

Via | DenverPost

Denver Post, un anno di immagini é stato pubblicato su clickblog alle 16:00 di sabato 18 dicembre 2010.

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Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, seconda parte

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, seconda parte

3da1d7c8dd71834dbd50d7d3621f9a82 Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, seconda parte

Ieri abbiamo iniziato a mostrarvi le migliori foto del 2010 così come sono state raccolte da BigPicture.

Oggi viene proposta la seconda delle tre parti di un’antologia che dovrebbe aiutarci a ripercorrere tutto quello che è successo negli ultimi 12 mesi proponendo le migliori fotografie disponibili. Si parte quindi dal vulcano Eyjafjallajokul che ha tenuto sotto scacco i trasporti aerei europei e si continua con le proteste contro il G20, gli incendi in Russia. Una menzione d’onore è stata dedicata anche al recentemente defunto polpo Paul.

Molte delle foto rappresentano una singola storia. Vi consigliamo di sfogliare anche la prima parte.

Via | BigPicture

Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, seconda parte é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 16 dicembre 2010.

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ART IN-BOX

sabato, 20 novembre 2010
listen it it ART IN BOX

Titolo Evento: ART IN-BOX
Autore: susanna h.
Data Evento: 13 Dicembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

ART IN-BOX
mostra collettiva italo ceca
nell’ambito del ciclo di incontri Marginalíe
presso la Casa dell’Arte della cittá di Brno / Dům Umění města Brna

Curatrici: Susanna Horvatovičová – Tereza Rullerová

Inaugurazione della mostra: lunedí 13. dicembre 2010 – ore 18:00
presso la Casa dei signori di Kunstát / Dům pánů z Kunštátu
Dominikánská 9, Brno

15. 12. 2010 – 30. 01. 2011

Il progetto artistico ART IN-BOX è nato da un’idea di Susanna Horvatovičová come un’iniziativa espositiva destinata a viaggiare per il mondo. La prima mostra collettiva italo ceca ART IN-BOX è stata organizzata dalle curatrici Susanna Horvatovičová e Tereza Rullerová nell’ambito del ciclo di incontri dedicati all’arte Marginalie, in occasione del centenario della Casa dell’Arte della cittá di Brno nella Repubblica Ceca.
L’inaugurazione della mostra si aprirà presso il Dům pánů z Kunštátu (la Casa dei signori di Kunstát, una delle sedi della Casa dell’Arte di Brno) lunedí 13 novembre 2010 alle ore 18:00 con le performances degli artisti cechi Darina Alster a Milan Salak.

BOX MADE IN CZ: Darina Alster, Michal Cab, Jiří David, Jaro Dufek, Petr Krátký, Radim Labuda, Milan Salák, Lucie Skřivánková, Dagmar Šubrtová, Klára Vystrčilová. Filip Nerad, Anna Balážová, Ondřej Homola, Jan Šrámek, Tereza Rullerová & Vít Musil.

La mostra italo ceca ART IN-BOX è concepita come un’unica installazione composta da diverse scatole create come un lavoro di postproduzione. L’installazione vuole essere uno spazio misterioso, simbolo dell’identità tra la forma, il contenuto e la funzione dell’opera, ma anche il metro di misura dello sviluppo dell’arte e dell’architettura al giorno d’oggi. Il tema principale del progetto è dedicato alle relazioni che intercorrono tra la città e la natura. Gioca inoltre sulla misura esatta della scatola: 20x20x20 come.
ART IN-BOX presuppone, infatti, il gioco bivalente che si può instaurare tra la scatola e il suo contenuto, ed anche quello tra la grandezza reale della sala espositiva ed i singoli lavori realizzati in miniatura.

Il concetto della mostra è ispirato al noto ready-made di Marcel Duchamp e ai successivi Fluxus Boxes. Nel corso della storia da M. Duchamp a J. Cornell il motivo della scatola ha assunto numerose forme, dal montaggio al collage fino al ready-made. La scatola, più tardi, è anche diventata un elemento mutifunzionale nell’ambito della pubblicità e del design. Per esempio, nel ciclo dei Fluxus Boxes sono state inserite le cose più disparate, dagli oggetti al rebus e alle lettere fino alla pubblicità, dai ricordi personali fino a beni di consumo quotidiano.

Secondo la Teoria del sistema degli oggetti di Jean Baudrillard e il fenomeno artistico odierno legato alla Teoria della postproduzione del critico Nicolas Bourriaud, la nostra società “è posseduta“ dagli oggetti, così come al contrario gli oggetti sono manipolati dalla società. In questo senso, ART IN-BOX gioca sull’ambiguità tra l’opera concettuale e l’oggetto concreta, combina la tecnica tradizionale con media sperimentali, come il video ed i lavori di postproduzione. La mostra italo ceca mette in moto un processo e un fenomeno artistico e mette in relazione le sue singole parti: la scatola diviene, in questa maniera, un contenitore virtuale di installazioni multimediali, ma anche un pacco postale o uno scrigno di ricordi personali.

ART IN-BOX non è un progetto espositivo Fluxus, nè una tradizionale mostra di pittura e di scultura. Mette semplicemente in mostra quella mutevole “magica scatola“, che si può trovare ad ogni angolo della strada, come nei progetti di urbanistica e nelle gallerie. E’ solo un magico gioco di combinazioni tra caso e necessità, che utilizziamo quotidianamente: Post Box – Mailbox – Artbox – Eco Box – Kits Box – White Box – Box In Box – Art In Box …

Dům pánů z Kunštátu
Dominikánská 9, 602 00, Brno
martedì – domenica 10–18, 
ingresso 60 Kč (2,5 EUR), ridotto 30 Kč (1,5 EUR)
www.dum-umeni.cz

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

Dialoghi visivi con il cinema
di Michelangelo Antonioni

A CURA DI PUNTO DI SVISTA
Inaugurazione
sabato 20 novembre 2010, ore 18.00

A Seguire l’incontro con l’autrice, ore 19.00.

INTERVENGONO:
Sandro Bernardi, Docente di Storia e Critica del Cinema, Università di Firenze
Valentina Trisolino, Storica della Fotografia, curatrice

MODERA:
Maurizio G. De Bonis, direttore CultFrame – Arti Visive e presidente di Punto di Svista

Da diversi anni Orith Youdovich dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Nell’ambito di questa ricerca l’autrice ha individuato nella condizione di crisi esistenziale soggettiva e nel decadimento della relazione interiore tra individuo e società, i due elementi di sofferenza della realtà sociale. Il paesaggio diviene così non solo contenitore ovvio di questo disagio ma anche vero e proprio personaggio della rappresentazione della crisi individuale e della conseguente deriva collettiva. Era dunque inevitabile che, effettuando questo suo percorso autonomo, Orith Youdovich incontrasse l’opera filmica e la poetica di Michelangelo Antonioni, cineasta dalla chiara impostazione visuale che con assoluta determinazione affrontò le questioni relative alla psicologia umana, all’incomunicabiltà, alla devastante crisi dei rapporti interpersonali.

Come devo vivere è un’esperienza visiva composta da trenta immagini fotografiche di diverso formato che rappresentano l’incontro, sia a livello tematico che espressivo, tra la visione dolorosa, quanto rigorosa, di Orith Youdovich e la lucida e tragica analisi dell’universo umano effettuata da Michelangelo Antonioni.
Il paesaggio diviene in Come devo vivere luogo “altro” della riflessione sull’esistenza, spazio psicologico e apertura severa, dunque priva di qualsiasi tendenza estetizzante, verso quell’abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo, abisso che la moderna società dei consumi ha totalmente rimosso.

Orith Youdovich, nata a Tel Aviv, vive e lavora a Roma. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF,1992). Ha esposto in varie mostre personali: “Interno-Esterno” (Roma); “Mistery Train” (Roma); “Il Pigneto” (Roma); “Cortili e chiostri – angoli di vita nascosti della città” (Roma) e in mostre collettive: “Moravia – sulle orme dello scrittore in Ciociaria” (Sarajevo, Latina); “I centri storici della Calabria” (Scalea – CS); Immagini sul tema dell’incontro di culture diverse nei paesi della Calabria (Roma). Ha vinto il primo premio della sezione bianco e nero al concorso “Chia – Passato e presente” (1993). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale. Nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma ha curato la mostra “Fotografia Israeliana Contemporanea”, allestita presso il Museo Andersen della Galleria d’Arte Moderna di Roma (2005), e ha co-curato la mostra “Cronache del quotidiano. David Perlov – Fotografie e Film” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Palazzo delle Esposizioni (2008). Ha co-curato le mostre “Terra sospesa – Fotografie di Alfredo Covino” presso Officine Fotografiche (2009) e “Testamento geometrico – Fotografie di Andrea Papi” (FotoLeggendo 2010). Ha curato il libro “Fotografia Israeliana Contemporanea” edito da FPM Edizioni (2005). Giornalista, nel 2000 ha co-fondato la testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive di cui è caporedattore. Dal 2009 è direttore responsabile della testata giornalistica Punto di Svista – Arti visive in Italia, organo dell’Associazione culturale Punto di Svista.

INFORMAZIONI TECNICHE:

Inaugurazione: Sabato, 20 novembre 2010, ore 18:00
La mostra di Orith Youdovich prosegue:

Dal 20 novembre al 10 dicembre 2010
Giorni: Dal lunedì al venerdì
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20
Presso:
Officine Fotografiche, via G. Libetta, 1 00154 – Roma
Tel. + 39 06 512 5019
Ingresso libero
CONTATTI:
Punto di Svista – www.puntodisvista.net
Email: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche – www.officinefotografiche.org

Comunicazione e Ufficio Stampa Officine Fotografiche
Renata De Renzo
Mobile: +39.3804356552
Email: press@officinefotografiche.org

1e555085aac1dd238295f1d83345ff67 COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

come devo vivere

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Lost Worlds: tra rovine e archeologie del paesaggio con Arthur Drooke

mercoledì, 3 novembre 2010
listen it it Lost Worlds: tra rovine e archeologie del paesaggio con Arthur Drooke

40e052f0507c9a1a83a4af2d4ef4565c Lost Worlds: tra rovine e archeologie del paesaggio con Arthur Drooke

Io adoro i vecchi edifici, pieni di storia, crepe, ombre, misteri, e assenze che riempiono i vuoti, come quelli protagonisti da anni degli scatti quasi ultraterreni di Arthur Drooke.

Scatti realizzati con una fotocamera equipaggiata per fotografare ad infrarossi, in grado di cogliere l’alone quasi etereo di edifici fatiscenti e abbandonati quanto l’atmosfera suggestiva che affiora dalle superfici screpolate, vetuste e dimenticate.

Fotografie di antichi edifici e storie americane, archeologie del paesaggio e visioni suggestive, protagoniste dell’acclamato American Ruins nel 2007, e di Lost Worlds – Ruins of the Americas nel 2011, che potete intanto sbirciare on line o nelle 50 stampe in mostra al Virgina Center for Architecture fino al 28 novembre, perfette per un bel viaggio nella storia, geografia e architettura di un paese pieno di rovine e città fantasma, da Santo Domingo a Panama.

Lost Worlds: tra rovine e archeologie del paesaggio con Arthur Drooke é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di mercoledì 03 novembre 2010.

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