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giovedì, 19 maggio 2011

1) Registrare in alta definizione ed oltre
Quando è arrivata la prima reflex digitale in grado di registrare anche video, nel 2008 la Nikon D90, sono stati in molti a marchiare la novità come una cosa inutile. Ancora oggi c’è qualcuno pronto a criticare apertamente questa funzionalità anche se ormai è presente dalle compattine alle reflex di fascia più alta nei listini di tutti i produttori. Alcune aziende come Red stanno lavorando per passare anche oltre al 1080p ed arrivare a 4K o persino 5K ed oltre. Persino Canon che è un’azienda piuttosto conservativa nella scelta dei prodotti da lanciare sul mercato ha mostrato un prototipo di videocamera consumer con la possibilità di registrare video 4K.
Per il mercato fotografico questo cosa significa? La possibilità di avere una nuova e potenzialmente utile strada da seguire per incrementare i propri introiti.
2) La crescita del 3D
Alcune aziende come Panasonic e Fuji hanno iniziato a produrre sistemi 3D per i consumatori e gli hobbisti. L’effetto finale è interessante e probabilmente un giorno sarà presente ovunque, ma al momento è necessario acquistare una fotocamera particolare, un monitor o un televisore 3D e degli occhialini. Troppa attrezzatura per definire pronta per un uso di massa. Resta però l’interesse da parte dell’industria e dei consumatori. In futuro migliorerà sicuramente molto.
3) Wireless
Guardatevi attorno. Forse non ve ne accorgete ancora, ma ci sono una quantità incredibile di segnali radio dai cellulari fino alle reti WiFi che servono a trasferire informazioni da un computer ad un altro. Il vostro computer, il vostro smartphone e presto anche la vostra fotocamera, anche se qualcuna è predisposta già oggi.
La tecnologia wireless ci promette una vita sempre interconnessa, ma senza cavi che sono un grande limitazione. Siamo agli inizi di un’esplosione di connessioni wireless da ogni tipo di dispositivo che vedremo crescere nei prossimi anni a dismisura. Nonostante l’industria giapponese sia molto conservativa su questo punto vedrete che con il passare del tempo saranno sempre di più le funzionalità come questa a disposizione. I problemi principali sono la dissipazione del calore ed il consumo di corrente.
4) Sensori sempre più grandi
Lo sappiamo tutti che sensori sempre più grandi aiutano ad avere una maggior sensibilità alla luce ed una qualità maggiore. Qualche tempo fa Leica ha introdotto la sua medio formato in formato reflex. I produttori stanno cercando di aumentare la dimensione dei sensori senza eccedere con quella delle fotocamere. Canon ha mostrato dei prototipi di sensori molto grandi e che possono arrivare fino a 120 megapixel.
Chiaramente non sono ancora pronti per la messa in produzione, ma quanto manca? In ogni caso molti produttori cercano di mettere sensori medio-grandi in corpi macchina di dimensioni contenute. Tutte le attuali evil seguono questo principio. Vedremo cosa accadrà nei prossimi anni.
5) Interattività sociale
Quanti di voi hanno un account Facebook? Quanti di voi non lo hanno utilizzano magari qualche altra rete sociale? Che le usiate o meno l’uomo è un animale sociale e come tale cerca un contatto con i suoi simili e le nuove tecnologie semplificano questo attributo. Le reti sociali sono qui per rimanere, che piacciano o meno, e saranno sempre più integrate nelle nostre vite quanto nei prodotti in vendita.
Via | PDNOnline
5 tecnologie che cambieranno l’industria fotografica é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di mercoledì 18 maggio 2011.



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giovedì, 19 maggio 2011
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| L’unica frase su cui potrei essere d’accordo |
C’è questo post di Austin Kleon, artista, blogger, redattore, che da qualche giorno viene “rimpallato” da un blog all’altro, su Twitter, ecc. Una valanga di commenti e sicuramente di visualizzazioni. Eppure non mi convince.
Non mi convince innanzitutto, perché il suddetto nel post si riferisce a se stesso, 3-4 volte, chiamandosi “artista” – cosa che già mi fa stortare la canappia – ma soprattutto perché mi sembra un elenco di massime già dette, ridette, stradette. A parte che non capisco questa fissa di dover “decalogare” a destra e a sinistra: i 10 consigli per chi vuole fare il fotografo, le 10 cose da sapere prima di fare un servizio di matrimonio, le 10 regole del perfetto assistente, le 10 domande da evitare, tra un po’ ci sarà il decalogo dei decaloghi. Ma a parte ciò, mi pare che i concetti siano stati già espressi da altri, con qualche piccola variante sul tema, e che il suo post abbia drizzato le antenne a così tanti per due ragioni: 1) perché ha quel tono americanississimo da “Massì basta crederci e ce la puoi fare anche tu! Yes we can! Fa la cosa giusta e la cosa giusta si farà da sé!!” 2) perché usa una grafica e uno stile da tipo easy going che-ci-piace-un-sacco-a-noi-blogger, con le scritte minimaliste su fondo nero, i disegnini sul tovagliolo di carta, il quaderno con gli appunti (cagate) scritti fitti fitti.
“Artists aren’t magicians. There’s no penalty for revealing your secrets”. Ecco prova ad andare al pub e dirgli “Hey amico, ho letto il tuo blog, figo! posso farti vedere il mio album di disegni e mi dai qualche dritta?” Secondo me vi risponde con il corrispondente americano di “foera di ball”, ma sicuramente sono io malfidente e malfidata che lo penso… Voi no…
Nel 2011 c’era bisogno di Kleon che ci venisse a spiegare che per essere artisti occorre farsi il mazzo, amare ciò che si fa, scrivere il libro che si vorrebbe leggere, la musica che si vorrebbe ascoltare, essere determinati, nessuna idea è davvero originale ed è necessario imparare da tutti? Perché è questo il sunto. Poi tutta quella parte del “volemose bbene” sinceramente la trovo insopportabile: parlate bene dei colleghi, siate disponibili, siate “nice”… Io credo invece che per parlare di arte, ma anche in generale, bisogni rischiare di essere impopolari e dire a chiare lettere: “Devi accettare la possibilità che forse non sei così portato come pensi per un lavoro artistico e devi accettare la possibilità che, pur essendo magari un genio, non riuscirai a realizzare il tuo sogno o se non altro a vivere di quello. Ci sono dei talenti là fuori che fanno i vigili urbani ed altri che producono croste vendute da Sotheby,s”. Vorrei aggiungere tantissime parole, tantissimi concetti ed esempi personali, ma mi limito a citare due amici, due persone che reputo sagge. Il primo è Luca, che insegna all’università, e una volta mi ha detto, riferendosi agli studenti: “Se non studi, di sicuro non passi l’esame, ma il fatto che tu abbia studiato non ti dà la sicurezza di passare l’esame.”. Il secondo è Giovanni, il mio primo Art Director, la prima persona che ha creduto in me, che era solito ripetermi: “Nella vita è il caso che decide, per quanto sia la tua determinazione, il tuo impegno, se quello non è il tuo momento, non lo è; e lo stesso vale per quando invece lo è.”. Ecco credo che nel mezzo ci sia la giusta via.

Autore Articolo: Anna Mole
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sabato, 7 maggio 2011
Ormai conosciamo tutti Google Street View e lo scorso anno Big G aveva annunciato un servizio per entrare a fotografare all’interno dei negozi.
Ecco ora arrivare Google Business Photos il nuovo progetto che consente ai proprietari di attività aperte al pubblico di mostrare il proprio locale in modo da attirare nuovi clienti o promuovere il proprio lavoro. Al momento in alcuni stati è possibile iscriversi il programma ed un fotografo andrà direttamente a scattare l’interno del locale.
In Italia non c’è ancora la copertura del servizio, ma i proprietari dei locali possono caricare direttamente le foto su Google Places e quindi chi è in cerca di nuove idee lavorative in ambito fotografico potrebbe provare ad esplorare questo ambiente.
Via | ReadWriteWeb
Google Business Photos, un’opportunità per i fotografi é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di venerdì 06 maggio 2011.



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mercoledì, 30 marzo 2011
In questi ultimi tempi abbiamo visto una specie di ricorsa a distanza fra fotografia per chi realizza l’immagine più grande e normalmente il soggetto è un panorama cittadino.
Il fotografo Jeffrey Martin, fondatore di 360cities, ha utilizzato una Canon 550D ed un 200mm per realizzare un’enorme foto d’interni. 40 gigapixel di immagine che catturano ogni dettaglio della biblioteca barocca del monastero Strahov di Praga. Ci sono voluti 5 giorni con una testa motorizzata per realizzare i 2947 scatti che sono stati poi fusi per realizzare l’immagine finale.
L’elaborazione delle foto ha richiesto un giorno per la conversione, 111 ore per sovrapporle e poi 20 ore di Photoshop. Il risultato è un file da 283 gigabyte. In copertina potete dare un’occhiata al dettaglio a cui si può arrivare.
Via | Wired
40 gigapixel per una foto d’interni é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di mercoledì 30 marzo 2011.



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mercoledì, 16 febbraio 2011

Negli scorsi anni tutti i settori dell’economia sono stati colpiti da una grave crisi che ha impoverito la popolazione e distrutto molte aziende.
Anche nel settore fotografico le cose non andavano bene anche se il segmento delle reflex è quello che ha tenuto meglio di altri. Ieri sono stati pubblicati i dati aggiornati Cipa, Camera & Imaging Products Association, che mostrano una bella inversione di tendenza.
Nel 2010 il mercato delle fotocamere digitale è cresciuto del 14,7% dopo una contrazione dell’11,6% avvenuta nel 2009. Le vendite di compatte sono aumentate del 13,2% rispetto all’anno precedente superando di gran lunga la timida previsione del CIPA che prevedeva solo un 3% di incremento.
Se poi andiamo al settore delle reflex, Evil e di tutte le fotocamere ad obiettivo intercambiabile vediamo un gran salto con un 30% di crescita rispetto alla previsioni che parlavano di un già buono 11,1%. Ottimo incremento anche per il settore degli obiettivi che arriva ad aumentare del 34,8%.
Per il 2011 le crescita complessiva di tutto il mercato è prevista da CIPA attorno al 7,8%. A prescindere dal dato finale si preannuncia sicuramente un’annata che porterà quindi novità per gli acquirenti di prodotti nuovi e buoni affari per chi cerca nel mercato dell’usato.
Via | PhotographyBlog
Il mercato fotografico riprende a crescere é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di mercoledì 16 febbraio 2011.



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venerdì, 4 febbraio 2011

Sembra proprio che i nuovi modelli di Leica siano stati ben recepiti dai potenziali clienti.
Secondo un resoconto preliminare, il fatturato di Leica Camera Group è salito del 73% negli ultimi nove mesi spinto soprattutto dalla grande domanda per la Leica M9 e la S2. Le vendite sono salite a 186,4 milioni di euro negli ultimi 3 trimestri del 2010, mentre nel medesimo periodo del 2009 si erano fermate a 107,6 milioni di euro.
I profitti dell’ultimo trimestre, che dovranno essere ancora tassati, ammontano, quindi, a 28,9 milioni di euro. Il quadro complessivo viene definito da Leica come il miglior momento dal 1996.
Via | AmateurPhotographer
Fatturato Leica, mai così alto dal 1996 é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di giovedì 03 febbraio 2011.



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venerdì, 4 febbraio 2011

Queste ultime settimane sono state momenti campali in molti stati che si affacciano sul mar Mediterraneo.
I venti della rivoluzione si sono accesi per primi in Tunisia per poi passare anche all’Egitto. In Egitto si è versato molto sangue per contenere le rivolte di piazza attraverso le quali la popolazione vuole liberarsi del presidente Hosni Mubarak in carica da oltre 30 anni.
La tensione è altissima ed anche oggi ci sono stati scontri fra i sostenitori e gli oppositori al regime. BigPicture ci racconta attraverso una galleria di immagini il dramma che si consuma in quel paese alla ricerca della sua nuova identità.
Via | BigPicture
Gli scontri in egitto é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 03 febbraio 2011.



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sabato, 29 gennaio 2011

Nel grafico che vedete qui sopra potete osservare l’andamento del titolo Kodak in borsa dagli anni ‘70 ai giorni nostri.
Dal picco degli anni novanta è arrivato il ciclone del digitale che ha spazzato via i profitti dell’azienda portandola ai minimi storici. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno gli utili sono stati di “soli” 22 milioni contro i 422 milioni dell’anno precedente. La causa di questa grande differenza è da cercare nella decrescita delle vendite e l’aumento del costo delle materie prime. Con il passare del tempo la situazione diventerà sempre più critica perché non ci sono prodotti all’orizzonte che sembrano poter invertire questa tendenza.
Già da tempo di parla di un possibile acquisto da parte di qualche gigante e già lo scorso dicembre la borsa si era eccitata quando si erano sparse le prime voci. Dopo aver visto questi dati sarà molto semplice per qualche altra azienda comprarsi Kodak a prezzi stracciati. Chi potrebbe essere veramente interessato ad un simile acquisto?
Via | PetaPixel
Kodak, in svendita? é stato pubblicato su clickblog alle 10:30 di venerdì 28 gennaio 2011.



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mercoledì, 26 gennaio 2011
La Costa d’Avorio, nome corretto République de Côte d’Ivoire, ha attualmente in stallo fra Alassane Ouattara e Laurent Gbagbo che si definiscono entrambi presidenti.
Gbagbo è il presidente che negli ultimi anni è rimasto in carica nonostante la scadenza del suo mandato e che ha rimandato la data delle elezioni per molti anni fino allo scorso novembre. Il suo sfidante, Ouattara, avrebbe vinto con il 54% dei voti, ma affermando che ci sono stati brogli molte schede sono state annullate portando Gbagbo al 51%. Il risultato è una guerra civile in cui entrambi si sono dichiarati presidenti.
La diplomazia internazionale che ha vigilato su queste aree afferma che i voti sono legittimi e sono molti gli stati che appoggiano chiaramente le pretese di Ouattara, ma Gbagbo forte del suo controllo sull’esercito non molla il potere. Ouattara ha recentemente deciso di bloccare l’export di caffé e cacao per cercare di tagliare i fondi di Gbagbo, ma non sarà facile trasformare in fatti questa risoluzione.
Nel frattempo BigPicture ha realizzato una galleria di immagini che ci raccontano la situazione del paese durante la campagna elettorale ed i fatti che ne sono seguiti.
Via | BigPicture
Costa d’Avorio, uno stato paralizzato é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 25 gennaio 2011.



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martedì, 25 gennaio 2011
The Last Iceberg from Camille Seaman on Vimeo.
Continuando a tenere un occhio sulle trasformazioni del paesaggio e sugli sguardi che le monitorano, mentre la stagione invernale estende la sue gelida coltre dove un tempo non sarebbe mai arrivata, e il Surriscaldamento Terrestre continua a sciogliere i ghiacciai, la Corden Potts Gallery si prepara ad ospitare The Last Iceberg di Camille Seaman.
Isole di ghiaccio e orizzonti di zaffiro, scolpiti dal tempo e dagli elementi, che hanno intrapreso un lungo viaggio, forse l’ultimo, prima di scontrarsi con la costa o le acque impetuose, fotografate dalla Seaman in Groenlandia, Antartide e nella regione artica delle Svalbard.
Gli scatti di Last Iceberg sono solo una piccola parte del più ampio “Melting Away”, intrapreso dalla fotografa americana per documentare ogni aspetto delle regioni polari del nostro pianeta, ma un ottimo esempio della bellezza di questi paesaggi premiata con il TED Fellows 2011, scatti che dopo essere stati esposti e raccolti in una monografia, saranno in mostra alla Corden Potts Gallery di San Francisco dal 3 febbraio al 2 aprile 2011.
The Last Iceberg

Camille Seaman: The Last Iceberg é stato pubblicato su clickblog alle 17:00 di lunedì 24 gennaio 2011.



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venerdì, 21 gennaio 2011

Cosa fareste con una vecchia nave della marina statunitense nata durante la seconda guerra mondiale?
A parte qualche servizio fotografico a bordo un bestione (159 metri) di questo genere rappresenta un grosso corpo inquinante che va smaltito. Il governo degli Stati Uniti ha deciso di bonificarla, eliminando tutti i possibili componenti inquinanti e l’ha poi fatta affondare, quasi due anni fa, al largo delle sue coste.
Non si tratta del primo vascello affondato in questo modo e lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo di una barriera corallina per offrire un rifugio ad alcune specie di pesci. Il National Geographic ha mandato una spedizione a controllare la formazione della barriera e non si può non rimanere impressionati da come la natura marina è riuscita a trasformare un semplice ammasso di ruggine in una vera e propria opera d’arte.
Via | NationalGeographic
Barriere coralline artificiali é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 20 gennaio 2011.



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martedì, 21 dicembre 2010

Le statistiche possono darci la possibilità di trovare informazioni interessanti da dati che presi singolarmente non avrebbero molto senso.
Michael Zhang ha provato il nuovo servizio di Google, Books Ngram Viewer, che effettua una ricerca e consente di vedere come l’utilizzo di una parola è variato nel tempo. Cercando Photography, come vedete nell’immagine in copertina, si notano la crescita nel tempo ed alcuni picchi nel corso dell’ultimo secolo.
La salita degli anni ‘30 può essere dovuta all’arrivo delle 35mm nel mercato di massa e del primo fotogiornalismo, mentre per quella degli anni ‘60 il motivo potrebbe essere il pensiero diffuso della fotografia come arte. Se l’ultimo picco può essere spiegato con l’arrivo in tutte le famiglie delle compatte, cosa può aver causato il declino negli ultimi 10 anni?
Via | PetaPixel
La storia della fotografia nei libri é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 21 dicembre 2010.
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