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Articoli marcati con tag ‘spiega’

Nasa, pubblicate nuove foto dallo spazio

venerdì, 9 luglio 2010
listen it it Nasa, pubblicate nuove foto dallo spazio

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Nikon in collaborazione con la Nasa ha pubblicato alcune delle foto che gli astronauti hanno scattato dalla stazione spaziale internazionale.

Come vi avevamo spiegato qualche mese gli abitanti della stazione hanno a disposizione un vero e proprio arsenale fotografico composto da una Nikon D3s, 8 D2Xs, 36 obiettivi Nikkor, 7 flash SB-800, 3 moltiplicatori ed accessori vari. Il materiale non è stato modificato in alcun modo prima della spedizione nello spazio.

Potete vedere tutte le foto pubblicate sul sito Nikon.

Via | NikonRumors

Nasa, pubblicate nuove foto dallo spazio é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di venerdì 09 luglio 2010.

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Astronomy Picture of the Day

lunedì, 17 maggio 2010
listen it it Astronomy Picture of the Day

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Siete appassionati di astronomia, fotografia astronomica o semplicemente amate l’immensità dell’universo?

Se la risposta è affermativa allora Astronomy Picture of the Day è il sito che fa per voi. Gestito dalla Nasa ogni giorno pubblica una bellissima foto dello spazio.

Ogni immagini è corredata da una didascalia scritta da un astronomo professionista che vi spiega i dettagli del corpo celeste immortalato.

Via | Nasa

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World Press Photo 2010, qualche immagine dell’inaugurazione

martedì, 11 maggio 2010
listen it it World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

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Consueto bagno di folla ieri alla Galleria Sozzani in Corso Como 10 per l’inaugurazione della mostra del World Press Photo 2010. Tra “vip” del mondo della fotografia e dell’editoria milanese, addetti ai lavori, giovani e curiosi c’ero anche io e ho colto l’occasione per scattare qualche foto che rendesse l’idea del notevole afflusso registrato (le trovate dopo il salto).

Come capita spesso, proprio per via dell’affollamento, le inaugurazioni non sono il momento migliore per godersi una esposizione; questo per dire che se non siete riusciti a presenziare ieri non disperate, anzi. Io stesso credo che tornerò uno dei prossimi giorni per godermi le immagini con maggiore tranquillità. Qualche impressione sulla mostra sono comunque riuscito a ricavarla. Il World Press Photo è, come sempre, garanzia di grande qualità e anche questa edizione non si smentisce.

Una panoramica per immagini a 360 gradi dei nostri tempi e dell’anno appena trascorso: dalla guerra in Afghanistan al fenomeno Obama, dal dramma dei veterani americani alle sommosse nei paesi in via di sviluppo, dalla situazione iraniana alla causa animalista, ma non solo; c’è spazio anche per la fotografia etnografica, il ritratto e il “colore” legato alla cultura, alla musica, allo sport. La qualità è quindi molto alta e l’allestimento le rende onore.

22f9d6c575b1d2d61fa93d7a6e1d3656 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazioneac5514168cfaa1923d181c0d23abbeec World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione2359d549920d7f0fd3b74ec4e76e874d World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazionee691ab709aa6364f39695b76d5088066 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

Per l’occasione, Galleria Sozzani ha sostituito il tradizionale bianco dei muri con pannelli di diversi colori, in linea con le tematiche e i cromatismi delle immagini che presentano. Una scelta che dà una sensazione di maggiore ampiezza agli spazi, non certo estesissimi, della galleria e che aiuta l’osservatore nella delineazione di un ideale percorso tra le immagini. Alcune foto sono molto crude ma la mostra è assolutamente per tutti (purché armati di una certa consapevolezza che il mondo non è il paese dei balocchi) tanto che ieri erano presenti anche alcuni bambini in compagnia dei loro genitori.

E proprio di un padre é stata la frase più bella che mi sono portato via dal World Press Photo ieri pomeriggio: “vedi – spiegava al figlio di fronte alla foto di una sommossa – quei signori sono molto arrabbiati uno con l’altro. Tu dovrai stare molto attento che qui non capiti mai”.

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Come scegliete un obiettivo?

lunedì, 3 maggio 2010
listen it it Come scegliete un obiettivo?

8f585b983d43b2fe1bba78b052a82547 Come scegliete un obiettivo?

Quando avete intenzione di comprare un nuovo obiettivo ed avete deciso il genere (grandangolo, tele, ecc.), le funzionalità accessorie ed il budget di spesa come vi comportante nel caso ci siano due o più obiettivi simili che rientrano fra i vostri parametri?

Ci sono 6 caratteristiche da valutare per decidere quale obiettivo si comporta meglio degli altri:

  • Aberrazione cromatica
  • Distorsione
  • Vignettatura
  • Nitidezza
  • Bokeh
  • Flare

Alcune caratteristiche sono banalmente correggibili via software, mentre altri, come la nitidezza, sono di primaria importanza.

Thom Hogan ha provato a dare una spiegazione della sua personale classifica:

  1. Nitidezza
  2. Vignettatura
  3. Flare
  4. Distorsione
  5. Aberrazione cromatica
  6. Bokeh

Siete concordi o voi scrivere questa classifica in maniera diversa?

Via | ByThom

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Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

mercoledì, 28 aprile 2010
listen it it Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

90bdb7a021353791d9c2e83d8de112a7 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya MandayamAditya Mandayam abita a Fabrica, programmatore, matematico e prima ha lavorato anche come lucidatore di bare.

Sta diventando molto famoso in rete grazie ali suoi Laptopogram. In pratica realizza delle stampe fotografiche partendo da foto mostrate sullo schermo del proprio computer. Abbiamo avuto l’opportunità di fargli un’intervista che vi proponiamo in esclusiva (nel seguito del post un aggiornamento esteso, in inglese).

Come ti è venuto in mente l’idea del laptopogram?
Sono molto pigro ed ero sdraiato al sole quando mi è venuta quest’idea.

Puoi spiegarci come funziona il sistema?
La carta fotografica è sensibile ad ogni tipo di luce. Il tempo ed il tipo di luce che colpisce la carta determina il tipo di immagine.

Un laptopogram si realizza tenendo la carta fotografica contro il monitor ed accendendo lo schermo per qualche secondo. Dopo si sviluppa la stampa nella maniera classica.

Ovviamente non è necessario un portatile. Potete usare una televisione o, per esempio, un iPhone. Qualsiasi tipo di schermo.

a1b75f81872e636a7d674fea51c3f87c Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam8f75e8340bbaa1869cabae2ede102509 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam59f2daaad62cca89ac37e30853011d7f Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayamde6b7c92c929db12837e113907a6d4d7 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

Quali sono i vantaggi di un laptopogram?
Questa tecnica permette di fare velocemente delle stampe a partire da qualsiasi immagine digitale: foto, grafica o persino filmati.

Inoltre il tempo per realizzare una stampa è poco.

E viene bene.

Come provare a realizzare un laptopogram in casa (regolazioni monitor, tempi di esposizione, ecc..)?
Il minimo che vi serve sono i reagenti chimici, la carta fotografica ed una stanza buia.

Tutto il resto è variabile.

Ha usato una padella del mio forno per lo sviluppo, una lampadina rossa della mia bicicletta per vedere al buio ed a volte utilizzo il caffè per fare stampe.

Quali consigli daresti per chi ha voglia di provare a realizzare un laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

Come prevedi di migliorare la tecnica del laptogram?
Con la pratica.

Risposte in inglese.

How did the idea came to you?
I’m terribly lazy and was lying down in the sun and the idea just came into my head.

Can you explain how the system works?
Photopaper is sensitive to any kind of light. The amount and quality of light, and the time for which you shine light on the paper determine the image.

Laptograms are made by taking a sheet of photo paper, pressing it against the monitor of a computer, and turning on the screen for a little while. After exposing you develop the print in a standard manner.

You dont need a laptop, of course. You can use a television, or an iPhone for example. You can use any kind of screen.

What are the advantages of a laptopogram?
This technique allows me to quickly make prints from any digital image: either photo, or graphics, even movies.

Plus the time period to make a print is smaller.

And it looks good.

How can somebody do a laptopogram at home (screen, calibration, exposure time, etc)?
The minimum you will need is chemicals (for developing and fixing) and photopaper and a dark space.

Everything else is variable.

I used a tray from my forno for developer, red light from my bicicletta for seeing in the dark, sometimes I use coffee to make prints.

What advice would you give to those who want to try out a laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

How do you plan to improve the technique of laptogram?
By practice.

UPDATE: EXTENDED INTERVIEW FOLLOWS

1. What is your history as a photographer?

I remember taking one photo when I was eight or nine. I was in the lounge of our home and my mother sat in front of the fireplace. This photo is perhaps from the same period as well. I found the scratched up negative two years ago when I went home.

A few years ago I stopped making darkroom prints. I scanned all my negatives on drumbeds and emailed myself the files. Laptopograms are the exact inverse; I take photos digitally and print them analogue. Its good to start again.

I started digital photography fairly recently. I now use my camera as a notebook of sorts, taking photos of everything. I put CHDK on it. Now my thoughts are distorted by this camera. Its like having memory you can grep.

2 – Can you tell you more about your previous experiments?

I like thinking of certain kinds of photography-as-performances.

Once I made casein prints and put them on little pieces of bread. The negatives had been developed with mint. Someone told me horse urine was the best toner but I didn’t find any horses in Helsinki so I used my own. I then walked around offering these foto-biscotti to people. Some people ate them. Some saw them for a little while, and then ate
them. Potassium bichromate is not good for you. Please don’t eat it.

At the PKBB in Jakarta I found an old Xerox machine. Now Bahasa Indonesia is quite fun; ‘foto’ means ‘photo’ ‘kopi’ is ‘coffee’, and ’susu’ is ‘milk’. ‘fotokopi’ is ‘photocopy’ and ‘kopisusu’ is ‘coffee with milk’.

My performance was called ‘fotokopisusu’. I developed some negatives in caffenol (which is coffee with washing soda) and made casein prints (casein extracted from milk). The audience was given the use of the Xerox machine. Some people made photocopies of the kopisusu prints. Some took my prints and left xeroxes behind.

In school I did a piece called ‘Aha! Oho!’ by asking people to imagine photographs. I would do this by placing an imaginary camera at a certain spot and asking people what they thought of the results. Sometimes I’d place the camera right atop our heads or in my shoe. Sometimes behind imaginary walls or in my mouth. I remember talking to Valentino Braitenberg about imaginary cameras and it was most jolly. He gave me those glasses you see in the picture. They have polarised lenses.

I would like to repeat these performances someday.

Here are two other pieces i did: here on Vimeo. The latter involves a rather lovely pianola roll given to me by Andy Cameron.

3. What are the techniques you enjoyed the most and appreciated in master’s works.

The Ungaro-Serbian photographer Andrea Palasti showed me Moholy-Nagy’s device. I liked it. The interwar period was good.

I make prints in my bathroom. And since my laptop is my lightsource I had internet in my darkroom. It was new.

4. What is the philosophy behind Laptograms, is ther anything behind it or is it just an impromptu discovery? Similarities and genealogic links with the history of photo printing?

Memory is funny. I usually have a backlog of film to be developed in a bag. Its all mixed. I developed some photos last week that I took two years ago. Its funny seeing old film that you shot. It triggers all these memories and sensations. Sometimes you do not remember taking this photo and this alters your memory of the past. Sometimes you go ‘Ah! so.’ Its like dental floss.

Early photography is interesting. You see it being used as an anthropometric tool, as an instrument. It becomes artistic later on.

A laptopogram is a mnemonic, as some photos are. It is a sign to remember the quotidian.

5. Where do you see Laptograms evolving in a year? Is there any specific subject where they might find anatural habitat and offer unique experience to the enthusiast?

Hmm. Laptopograms with Polaroid film is top on my list. You dont need any chemicals. You simply need a dark space.

Laptopograms of websites, of computer interfaces, of email inboxes, of internet porn – of these spaces we inhabit for eight hours a day.

Perhaps prints from movies; by playing cinema instead of displaying a static image.

I got hold of an iPhone yesterday. Its fun to use it like a stamp. Its a perverted scanner.

There are some websites which describe the shell script I used as a ‘virtual shutter’ or a ’shutter’. This is a flawed analogy. The script simply turns on the monitor. It is a timer. The nature of this technique is to ‘fold down’ the negative and the light source into a single object.

6. What were your feelings while watching this phenomenon grow like wildfire on the web in 36 hours?

Bemusement. Fabrizio Urettini and Alexandre Saumier-Demers were with me while this happened and we laughed.

7. What are you doing now?

I’m doing a series of prints for Fabrica. They are prints of the desktop screenshots of resident Fabricanti. I wrote to some of them and asked them to email me screenshots. Some responded immediately; some were shy; some rearranged things on their desktop; some said it was unfair because their desktops were not cool. It’s
been fun.

I might do something with Fabrizio’s gallery XYZ. A public darkroom perhaps,a circus sideshow.

8. Anything else?

Some people thought arachide+coriandolo=good was a chemical formula for developer. I meant to say that I like peanuts with coriander, its tasty.

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Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle arti

sabato, 25 luglio 2009
listen it it Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle arti

PARADOSSI E DISARMONIE NELLE SCIENZE E NELLE ARTI
A cura di: Mimma Bresciani Califano
Editore: Olschki
Collana: Fondazione Carlo Marchi – Quaderni, vol. 35
Pagine: X – 204
Illustrazioni: 33 figure nel testo
Formato: 17 × 24 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5750-5
Prezzo (di copertina): 22,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lfcalifano.htm
Dal paradosso del mentitore al paradosso di Russell fino al paradosso EPR al quale si lega l’enigmatico mondo dei quanti. Dall’importanza della simmetria nella struttura degli oggetti del mondo naturale al problema della rottura della simmetria e ai rapporti tra materia e antimateria. La modernità linguistica e paradossale di Queneau e una lettura filosofica della Meditazione milanese di Gadda. I fenomeni artistici, una contraddittoria analisi intellettuale. Il comico e il tragico in filosofia. Aspetti contraddittori nello studio dell’identità personale.
SOMMARIO
Mimma Bresciani Califano, Introduzione. Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle arti
Sergio Bernini, Paradossi logici
Maria Luisa Dalla Chiara, Roberto Giuntini, Giuliano Toraldo Di Francia, Paradossi e enigmi nel mondo dei quanti
Salvatore Califano, Simmetrie e asimmetrie nel mondo fisico
Piero Tani, Alcuni paradossi nella teoria delle decisioni
Mimma Bresciani, Raymond Queneau e il gusto del paradosso
Manlio Iofrida, Le disarmonie di Gadda: una lettura della meditazione milanese
Roberto Casati, Che cosa spiega una teoria dell’arte?
Alessandro Pagnini, Il filosofo e il comico
Arnaldo Ballerini, I paradossi della identità personale
Elena Esposito, I paradossi della moda
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lfcalifano.htm

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“Sognare di Donne”

sabato, 25 luglio 2009
listen it it “Sognare di Donne”

La Galleria Fotografica

“Luigi Ghirri”

di Caltagirone (CT)

Inaugura

Sabato 5 Settembre 2009 ore 18,30

Una mostra fotografica di

MIGNON

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“Sognare di Donne”
Fotografie di:
Fatima Abbadi
Ferdinando Fasolo
Roberta Lotto
Mauro Minotto
Giorgio Pandolfo
Giampaolo Romagnosi
Angelo Tassitano
Marco Turetta
Giovanni Umicini
Intervengono:

Francesco Pignataro
Sindaco del comune di Caltagirone

Giuseppe Pappalardo
Storico e critico della fotografia

Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino
Curatori mostre della Galleria Fotografica “Luigi Ghirri”

Presentazione mostra e Libro fotografico “Mignon – Sognare di Donne”
(POLYORAMA EDITORE – GENTE DI FOTOGRAFIA)

Dal 5 Settembre al 4 Ottobre 2009

(continua…)

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MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA

sabato, 4 luglio 2009
listen it it MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA

d385e8d74061d00c1ba4b05bd3eab40d MEDITAZIONE E FOTOGRAFIAMIGNON

e

IL CONSIGLIO DI QUARTIERE 3 – EST
Sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro:

“MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA”

Di

DIEGO MORMORIO
Presenterà l’autore il Prof. Angelo Maggi

interverranno Sara Munari (Stazione Fotografica – Lecco) e Giampaolo Romagnosi (Mignon)
Giovedi 2 Luglio 2009, ore 21

SALA CONSILIARE “FORCELLINI”

ingresso libero
Giovedì 2 Luglio: “MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA”. Diego Mormorio presenterà a Padova presso la sala Consiliare “Forcellini”, il suo recente saggio incentrato sulla proposta di relazione tra la meditazione e la fotografia.

Il libro è nato da un’idea suggerita da un suo grande maestro tibetano, ora tornato in India, con il quale l’autore ha studiato e praticato meditazione per anni, proprio questo maestro lo ha indotto a riflettere sulla contiguità tra la fotografia e la meditazione. Il timore iniziale, secondo la spiegazione dell’autore, era da una parte quello di sfigurare con una delle persone più importanti della sua vita, e dall’altra la difficoltà di trattare una tematica così particolare. Il dubbio si è stemperato nella volontà di trasmissione di ciò che gli è stato donato dai suoi stessi maestri. Pertanto Diego Mormorio definisce questo libro “un dono che dona”.

L’autore che si occupa di fotografia da circa trent’anni spiega che lo stimolo per la scrittura di questo libro è di dimostrare come la fotografia, che nasce dalla cultura materialistica, possa essere trasformata in uno strumento spirituale. Ecco dunque la necessità di coniugare fotografia e meditazione.

“Non è necessario fotografare molto”, esorta l’autore, “non dobbiamo cadere nel consumismo del fare tutto in grande quantità”. Secondo la sua riflessione occorre imparare a osservare e a condensare l’essenza in pochi scatti.

“Noi vediamo la luce perché esiste l’atmosfera, il pulviscolo atmosferico. Quando raggiunge questi piccoli corpi la luce di diffonde, altrimenti vedremmo i corpi illuminati, ma intorno ci sarebbe buio. Senza le piccole cose le grandi non esistono: tutto è interdipendente”.

Il saggio di Diego Mormorio offre un punto di vista singolare che può essere oggetto stesso di meditazione, e numerose sollecitazioni e riferimenti per chi voglia approfondire le tante tematiche affrontate.
Diego Mormorio è nato a Caracas da genitori siciliani. Il suo lavoro è dedicato soprattutto al rapporto tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria. Da tempo si interessa in modo particolare al tema della rappresentazione della bellezza, della natura, del paesaggio. Tra le sue pubblicazioni citiamo “Gli scrittori e la fotografia” (1988), “Storia della fotografia” (1996), “L`isola dei siciliani” (1995), “Vestiti. Lo stile degli italiani in un secolo di fotografie” (1999), “La lunga vacanza del barone Gloeden” (2002), “La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo Papa Re” (2006), “W Garibaldo. Tre racconti garibaldini” (2007).

Tratto da www.contrasto.it

Angelo Maggi è nato a Hitchin (Gran Bretagna) nel 1968, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca (Ph.D.) presso la Herriot-Watt University di Edimburgo. Ha maturato esperienze a livello internazionale nell’ideazione e organizzazione di mostre fotografiche, stringendo rapporti di collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura in Gran Bretagna, con le National Galleries of Scotland di Edimburgo, e con il Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari a Firenze. Dal 1999 al 2002 ha insegnato Storia della Fotografia e Storia dell’Architettura presso l’Edimburg College of Art – Heriot-Watt University. Attualmente insegna Storia della Fotografia presso la Facoltà di Architettura dell’Università Iuav di Venezia, e presso le Facoltà di Lettere e Filosofia delle Università degli Studi di Trento e Venezia. Vive e lavora a Padova.

Per qualsiasi informazioni inerenti al gruppo Mignon, alle iniziative dello stesso o alla “Street Photography”, scrivere a: info@mignon.it

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“Ventodarte a Ballarò” ­- Personale di Kino Mistral – VENTODARTE, KINO MISTRAL

sabato, 4 luglio 2009
listen it it Ventodarte a Ballarò ­  Personale di Kino Mistral    VENTODARTE, KINO MISTRAL

3632fa0d3aa82ba12c16579a9c133cad Ventodarte a Ballarò ­  Personale di Kino Mistral    VENTODARTE, KINO MISTRAL

Mostre – Vernissage

Palermo, 28\06\2009 – h 18,30 – palazzo Tarallo – via delle pergole,74

“Ventodarte a Ballarò” ­- Personale di Kino Mistral

Info: Artem galleria – 091\346945- 3472446638 info@artemgalleria.it

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VENTODARTE, KINO MISTRAL

28 giugno – 18 luglio – palazzo Tarallo – PALERMO

Domenica 28 giugno 2009 alle ore 18,30 verrà inaugurata presso le sale di palazzo Tarallo a Ballarò “Ventodarte”, la mostra personale di Kino Mistral, artista milanese che esporrà così nella sua città d’elezione . L’esposizione sarà visitabile dal 28 giugno al 18 luglio.

Il 28 giugno alle ore 18,30 si terrà un vernissage durante il quale sarà offerto agli ospiti dai partners dell’evento una litografia 30×20 dell’Artista, una borsa in tela di Pandolfo con il rinfresco di Pizzo&Pizzo e con i vini Tenuta Mariano, etichetta vinicola siciliana vicina all’Arte e alla cultura. Durante l’evento verrà inoltre distribuita una copia omaggio del volume di Andrea Camilleri “Maruzza Musumeci” edito da Sellerio, la storia di un giovane e ricco pittore, alla ricerca di un amore autentico.

Ventodarte vuole rivivere l’intera esperienza artistica di Kino Mistral in un percorso scandito da quaranta dipinti che delineano lo stile acquisito dal maestro negli anni vissuti lontano da Milano. Nelle opere sono rintracciabili le influenze della Pop Art e quelle dell’ Espressionismo Astratto, frutto del soggiorno a New York e dell’incontro con Andy Warhol e Robert Rauschenberg, il tutto filtrato dal profondo amore per i costumi e i vividi colori siciliani della “sua” Palermo e dalla sua attività di architetto. Queste ultime due esperienze spiegano perfettamente, come afferma il critico Aurelio Pes, l’attrazione per le «fluorescenze artificiali e intense» l’attribuzione di un «risalto talora metallico e fortemente incisivo ai tratti umani, agli oggetti, ai paesaggi urbani, alle dure torsioni delle strutture meccaniche ed architettoniche».

Al vernissage sarà presentata la rivista Zero91, nuovo mensile Siciliano.

Partner fondamentale della galleria Artem di Palermo per la promozione di Kino Mistral è Pietro Barbaro Group, da sempre vicino all’attività del pittore.

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Dorothy Hong – “Introductions”

sabato, 30 maggio 2009
listen it it Dorothy Hong   Introductions

Mostra Personale

Dorothy Hong - ”Introductions”

04daf3cbd303f0736e758e4b84fc5f9d Dorothy Hong   Introductions

Inaugurazione: giovedì 4 giugno 2009 dalle ore 18.00 alle ore 21.00

Periodo: 5 giugno 2009 – 1 agosto 2009

Sedi: VISION QUEST Contemporary Photography

Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova

tel.: +39 339 7534993, +39 010 265629

Orario: dal mercoledì al sabato ore 15.30 – 19.30

e su appuntamento (tel. +39 3397534993)

Sito web: www.visionquest.it

Informazioni e-mail: info@visionquest.it

(continua…)

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Maestri della fotografia a Bologna: Fontana, Berengo Gardin, Scianna

sabato, 30 maggio 2009
listen it it Maestri della fotografia a Bologna: Fontana, Berengo Gardin, Scianna

FONTANA, BERENGO GARDIN, SCIANNA:

I MAESTRI DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA A BOLOGNA

Alla Cineteca di Bologna l’anteprima delle proiezioni integrali dei documentari dedicati a Franco Fontana, Mimmo Jodice, Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Ferdinando Scianna

Il 29, 30 e 31 maggio al Cinema Lumière,

alla presenza di Fontana, Berengo Gardin, Scianna

(continua…)

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“Cromosensazioni”

domenica, 17 maggio 2009
listen it it Cromosensazioni
Mostra fotografica
“Cromosensazioni”
Inaugurazione: 22 maggio 2009 – ore 19
ROMA – Torretta Valadier – Ponte Milvio
dal 22 al 28 maggio 2009
ingresso gratuito
Una riflessione fenomenologica sulla percezione del colore a partire dalla Teoria delle Opponenze Cromatiche di Ewald Hering.
Ewald Hering (1834-1918) nel 1872 a seguito di lunghe ricerche psicofisiologiche e fenomenologiche sulla percezione del colore, delinea la teoria dei Processi Opposti o come è nota oggi, delle Opponenze Cromatiche.
Questa teoria completa con eleganza quella Tricromatica di Young-Helmoltz (1866) spiegando un secondo stadio del processo percettivo del colore.
L’ipotesi è che esistano tre coppie di colori antagonisti e complementari rosso-verde, blu-giallo, bianco-nero e che tali coppie si distribuiscano sulla retina in tre canali ad opponenza cromatica, tali da spiegare tre dei fenomeni chiave della visione umana: l’opponenza cromatica, il contrasto simultaneo, e la costanza dei colori, costanti che ci permettono di percepire il mondo circostante come siamo abituati a fare.
Questa mostra vorrebbe proporre al pubblico alcune delle opere nate da questa riflessione sulle dinamiche della percezione e della visione. Attraverso la personale elaborazione di ciascuna di noi, abbiamo dato vita ad immagini, esperienze fenomenologiche soggettive legate a quei sei colori (bianco-nero, rosso-verde, giallo-blu), alla luce ed alla loro influenza psico-fisiologica.
Le opere sono esposte su pareti opposte in modo da facilitarne la visone così come proposto da Hering in un processo che non vuole essere di contrasto, ma di reciproca definizione.
Foto di Barbara Gelso, Daniela Ortolani, Elisabeth D’Amico, Elly Murkett, Gabriella Carlei, Laura Lombardozzi, Lia Attanasio, Patrizia Urbinati, Rita Chiliberti, Stefania Mele, Verena Grottesi.
Email address: ritachi@libero.it
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