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Workshop fotografico in Engadina Marzo 2012

sabato, 14 gennaio 2012
listen it it Workshop fotografico in Engadina Marzo 2012

c11c10404289bb6db65b25bf79e10018 Workshop fotografico in Engadina Marzo 2012Una valle degna di un quadro dei più quotati pittori è cosi che si può interpretare la valle Engadina in inverno. Ci troviamo in Svizzera non lontano dal confine italiano, superati i tornanti del passo Maloja le montagne si aprono e appare la tipica vallata a “U” alpina.Costellata di laghi, grazioni paesini e alte montagne l’Engadina offre al fotografo il meglio del paesaggio alpino ma non solo. La fauna in questa valle è facilmente osservabile e non c’è da stupirsi se lungo la strada che costeggia il fiume si può incontrare il merlo acquaiolo. Il workshop è di base/avanzato . Il percorso è davvero facile e gli appostamenti sono abbastanza vicini da dove lasceremo le macchine.
Non è un ws difficile siamo in piena sicurezza, non è richiesta una  particolare preparazione fotografica, proprio per questo i docenti saranno 2 e potranno dividere il gruppo per i diversi gradi di preparazione fotografica. E’ possibile partecipare al workshop completo di 3 giorni (Quindi anche con la parte paesaggistica) oppure solo al weekend interamente dedicato alla fotografia delle cincie nel bosco

Focus del corso:

  • Rispasso su esposizione digitale (right-exposure)
  • Impostazioni base della macchina fotografica per la fotografia di soggetti in movimento
  • Come ottenere scatti “fermi” con i teleobiettivi
  • tecniche speciali con i teleobiettivi
  • fill in con i flash
  • Uso di accessori per il flash
  • Mokeup set di ripresa e appostamento con i tele

Difficoltà fotografiche: **
Difficoltà escursionistica: *

Programma del Workshop

Il programma completo sul nostro sito

INFO e ISCRIZIONI

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Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare

martedì, 24 maggio 2011
listen it it Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare

a30ea Within Shadows cover Susan Burnstine ed Charta Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare

La visione non riguarda solo gli occhi come sconfinare nell’invisibile può aiutare a vedere meglio, e le suggestioni oniriche che costellano le nostre esistenze sanno guidare lo sguardo anche senza l’interpretazione dei sogni freudiana.

Raccogliendo i labili e fugaci istanti tra sogno e realtà, immaginazione e desiderio, fotografati per anni in modo poco ortodosso ma funzionale e coinvolgente da Susan Burnstine, Within Shadows ne condensa visioni, emozioni, aspirazioni e traguardi, tutti da sfogliare.

La prima raccolta monografica della fotografa, edita dall’italianissima Charta, sarà in libreria solo in autunno, da giugno sarà già disponibile sul sito della Burnstine, in una edizione firmata che è possibile accompagnare ad una delle sue magnifiche stampe, a prezzi pronti a tentare anche chi ‘non ha i beni al sole’.

Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare é stato pubblicato su Clickblog.it alle 15:30 di martedì 24 maggio 2011.

 Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare
 Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare

 Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare  Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare

 Within Shadows di Susan Burnstine: tentazioni da sfogliare

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Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi

95fef SchededimemoriaSanDiskcontraffatte Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi

Un ingegnere di Sandisk ha rivelato che nel mondo circa un terzo, il 30%, dei supporti con il marchio dell’azienda sono falsi.

Un dato veramente eclatante che ci fa capire le vere dimensioni del problema e soprattutto consigliamo di acquistare supporti solo da rivenditori autorizzati, soprattutto quando si acquista online. Spesso si possono trovare dei supporti a prezzi decisamente allettanti, ma si tratta di esemplari di scarsa qualità e che molto spesso non riescono a funzionare correttamente.

Noi ci eravamo già occupati di questo problema più di 3 anni fa e da allora la situazione, purtroppo, non sembra minimamente migliorata. Per approfondire l’argomento potete leggere un’interessante ricerca sui supporti Kingstone.

Via | TheOnlinePhotographer

Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di lunedì 23 maggio 2011.

 Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi
 Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi

 Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi  Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi

 Un terzo dei supporti Sandisk sono falsi

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Venezia con un occhio solo …

domenica, 8 maggio 2011
listen it it Venezia con un occhio solo ...

Ciao a tutti, codivido con piacere la notizia della mia prima “esposizione” …
presso L’Ostricaro di Mirano (VE), per tutto il mese di Maggio.

Il tema dell’asposizione è Venezia, ripresa in notturno e al calar del sole …

se volete, e se ne avete l’occasione, potete passare a dare un occhio.

ciao e grazie.

Ettore Griffoni

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Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

f7e404ed14d89f54aa26ccd78b1e46a3 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di WindhoekOggi è il 3 maggio 2011, ventesimo World Press Freedom Day: è la giornata mondiale della libertà di stampa. Perché si festeggia proprio oggi? Perché risale al 3 maggio 1991 la Dichiarazione di Windhoek – la trovate sul sito Unesco – una carta destinata a delineare il futuro degli stati africani in tema di libertà di stampa.

A leggerla cosa ci troviamo? Troviamo molti punti ancora attuali: se pensate che tutto ciò fu pensato per l’Africa del 1991, un continente a pezzi forse ancora più di quanto lo è oggi, fa un discreto effetto notare come alcuni dei punti del manifesto siano perfettamente applicabili anche all’Italia del 2011, e non solo.

Naturalmente nella Dichiarazione di Windhoek manca qualcosa senza cui non leggereste questo post: internet. Le libertà digitali, le infinite possibilità che la rete offre alla libertà di espressione e di stampa erano chiaramente impensabili vent’anni fa in Europa, figuriamoci in Africa: proviamo ad approfondire dopo il salto.

Il primo punto riprende la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sostiene che la presenza di una stampa libera, indipendente e pluralistica sia essenziale allo sviluppo e al mantenimento della democrazia di una nazione – oltre che allo sviluppo economico.

Il secondo punto spiega cosa si intenda per stampa libera: una stampa indipendente da controllo governativo, politico, economico. Ecco: già a questo punto, qualche riflessione sull’Italia del 2011 inizierei a farla. Ma è al terzo punto della Dichiarazione che si descrive un Paese che conosciamo abbastanza bene: quello in cui viviamo.

Traduco “per stampa pluralistica, intendiamo la fine dei monopoli di ogni tipo, e l’affermazione del maggior numero possibile di quotidiani, magazine, e periodici che riflettano il raggio più ampio possibile di opinioni della comunità”. Ecco: sentire “fine dei monopoli” e pensare al sistema televisivo italiano…

Fa pensare un po’. Di fatto quello italiano non è un monopolio in senso stretto, ma non definirei esattamente Rai e Mediaset come concorrenti. È un amichevole oligopolio quello che si spartiscono, molto, molto amichevole. Ricordiamoci sempre: Dichiarazione Windhoek, Namibia 1991. Questo post: Milano, Italia 2011.

Ed è un oligopolio particolarmente problematico in quanto è tramite la televisione che la maggior parte degli italiani riceve informazioni e si forma un’opinione – Sartori aveva tratteggiato perfettamente in Homo Videns questa tendenza – Più della carta stampata, più naturalmente del web, territorio ancora relativamente libero. Libero davvero? Il web? Libero, più o meno.

Certo, la situazione italiana non è sicuramente quella che ci ha raccontato ieri Eleonora Bianchini – reduce dall’incontro MediEncounter ad Alicante – dove si sono ritrovati gli attivisti del Mediterraneo protagonisti delle rivoluzioni in Libia, Tunisia o Egitto. Rispetto a loro dovremmo stappare champagne: rispetto ad altri Paese europei, decisamente no.

Quanto si desideri chiudere un po’ il rubinetto della libertà sulla rete è evidente: pensate al Decreto Pisanu, per esempio. Decaduto? Magari: come potete leggere per esempio in questo pezzo di Guido Scorza su Wired del 31 gennaio 2011. Un decreto che potete immaginare così: come se ogni volta che salite in macchina, qualcuno vi controllasse la patente. L’impressione è che la tentazione di un giro di vite anche sul web sia forte.

Ma anche che quello stesso web conti ancora poco, e che sia più interessante mantenere il pallino del gioco in un altro campo, più facilmente gestibile: quel campo è la tv. Perché la carta stampata conta, sì – parlo dell’Italia – ma la partita del consenso vero si gioca in un altro campo, quello catodico. La bandierina meglio tenerla ancora lì.

Sono i dati usciti da Freedom House a metà aprile scorso – qui il pdf integrale – quelli in cui si descrive l’Italia come libera sul web – ecco il pdf – mentre la stessa organizzazione ci descriveva nel 2010 come “partly free” – qui pdf integrale 2010 – per quanto riguarda la libertà di stampa “tradizionale” a confermarlo indirettamente.

Una classifica quest’ultima nella quale ci troviamo in maniera imbarazzante indietro, ultimi tra i Paesi dell’area Euro insieme alla Turchia: per un quadro più completo, Fabio Chiusi scrisse questo ottimo post a riguardo. Buon 3 maggio a tutti.

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:26 di martedì 03 maggio 2011.

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek
 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek  Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

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La storia di Robert Capa durante il D Day

mercoledì, 27 aprile 2011
listen it it La storia di Robert Capa durante il D Day

58dadd373330f74d429abf2e8c245805 La storia di Robert Capa durante il D Day

Durante lo sbarco degli Alleati in Normandia il 6 giugno del 1944 il fotografo Robert Capa era fra i soldati ed anche lui sfidò la morte per arrivare sulla spiaggia. Non era però la prima volta per Capa che era sempre in prima linea anche in altri conflitti come nella guerra civile spagnola dove ha scattato la famosa e controversa fotografia del nazionalista colpito a morte.

Una volta arrivato sulla erra ferma si è fermato e dopo aver tolto la protezione dalla sua fotocamera si è messo a scattare quello che accadeva attorno a lui. Dopo istanti che potevano sembrare un’eternità si è allontanato dalla spiaggia e dai combattimenti verso un veicolo da sbarco.

Il suo bottino ammontava a 106 immagini su 3 diversi rullini. Purtroppo il tecnico della camera oscura era così ansioso di vedere le immagini dell’invasione che distrusse ben 96 di quelle preziose foto. Purtroppo solo 10 rimangono di quei tragici momenti.

Via | SkyLighters

La storia di Robert Capa durante il D Day é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di mercoledì 27 aprile 2011.

 La storia di Robert Capa durante il D Day
 La storia di Robert Capa durante il D Day

 La storia di Robert Capa durante il D Day  La storia di Robert Capa durante il D Day

 La storia di Robert Capa durante il D Day

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Problemi con batterie Ni – MH

mercoledì, 27 aprile 2011
listen it it Problemi con batterie Ni   MH

forse potete risolvere un problema, oppure segnalarmi dove inviare la mia richiesta.

Spett.le NCI Community

forse potete risolvere un problema, oppure segnalarmi dove inviare la mia richiesta.

Salve! Sono in possesso di una Nikon che apparentemente sembra funzionare perfettamente. Il problema consiste nel voler impostare il controllo batteria in modalità NI-mH. Il mod. è Colpix L18. Non riconosce la modalità in batterie ricaricabili e dà batteria scarica a 1,25 volt! Evidentemente ha un problema di software. Come risolvere? Praticamente “legge” solo batterie stilo a 1,5V e non quelle ricaricabili da 1,2V.

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Conciatori (metafisico46@gmail.com)

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Come pulire correttamente il vostro obiettivo

domenica, 17 aprile 2011
listen it it Come pulire correttamente il vostro obiettivo

Come pulire l’obiettivo della vostra fotocamera? Sicuramente avrà il suo sistema, ma quello presentato nel video qui sopra rappresenta l’approccio più corretto per eliminare ogni residuo di grasso e polvere senza rovinare il vostro prezioso vetro.

Tutto quello che vi serve è un soffietto, una boccetta di alcool isopropilico, un pennellino sintetico e due straccetti in microfibra. Partite dal pulire prima a fondo il copriobiettivo e solo dopo passate all’elemento frontale dell’obiettivo. Soffiate via tutti i residui, poi passata ad asportare con il pennello quelli più ostinati e come ultimo passaggio usate l’alcool per sgrassare a fondo, ma senza mai premere troppo.

Da notare che l’alcool isopropilico è poco aggressivo e, quindi, compatibile con il rivestimento sopra alle lenti. Non danneggia la vostra attrezzatura, ma non usate assolutamente l’alcool comune che è troppo aggressivo e potrebbe rovinare l’obiettivo.

Via | LifeHacker

Come pulire correttamente il vostro obiettivo é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di venerdì 15 aprile 2011.

 Come pulire correttamente il vostro obiettivo
 Come pulire correttamente il vostro obiettivo

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 Come pulire correttamente il vostro obiettivo

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Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

82def646d62bedc54b32b73e5259619f Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

Oggi voglio raccontarvi una storia che mostra un lampante esempio di scarsa lungimiranza da parte di alcune aziende.

Nel corso del 1988 al MacWorld show il team d Nikon fu avvicinato da due fratelli che cercavano un accordo con il quale avrebbero fornito all’azienda la possibilità di distribuire il loro software di elaborazione grafica. Questi due ragazzi erano Thomas e John Knoll e l’applicazione era niente meno che Photoshop. Nonostante il grande entusiasmo mostrato sia dalla sezione europea sia da quella statunitense il management nipponico scelse di non portare avanti l’accordo perché Nikon “non era un’azienda di software” e quindi non ne intuivano il potenziale mercato.

Non fu solo Nikon, però, a rigettare l’offerta, ma anche altri grandi del settore come Kodak. Adobe acquisì le licenze per la distribuzione di Photoshop nel settembre del 1988 e Photoshop 1.0 per Macintosh fu rilasciato nel 1990.

Ora è facile dire che fu una miopia, ma non si può certamente sapere se il programma avrebbe avuto il medesimo sviluppo e successo all’interno di un’altra azienda.

Via | NikonWeb

Nikon rifiutò Photoshop nel 1988 é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988
 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988  Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

 Nikon rifiutò Photoshop nel 1988

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Una relazione raccontata attraverso le foto insieme

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Una relazione raccontata attraverso le foto insieme

Qui sopra potete vedere Thrush, un bellissimo video realizzato da Gabriel Bisset-Smith e Graham Turner.

Se avete accesso a qualsiasi rete sociale avrete visto quante centinaia e migliaia di scatti vengono caricati che documentano in maniera più o meno precisa tutti gli ambiti della propria vita personale. Feste, gite, risvegli e foto private solo per citare qualche esempio dei più comuni.

Nel filmato qui sopra viene sfruttata questa idea per raccontare una storia, quella di un amore che nasce, cresce, si sviluppa e poi finisce. Il tutto con la voce narrante che spiega quello che si vede nelle immagini. Foto che potrebbero essere quelle che si trovano in molti account Facebook.

Via | BoingBoing

Una relazione raccontata attraverso le foto insieme é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Una relazione raccontata attraverso le foto insieme
 Una relazione raccontata attraverso le foto insieme

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Lo strano caso della foto a Chopin

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Lo strano caso della foto a Chopin

303c4 PH2011031003040 Lo strano caso della foto a ChopinUn collezionista polacco ha annunciato di aver trovato un dagherrotipo che dovrebbe ritrarre il compositore e pianista Frederic Chopin subito dopo la sua morte avvenuta nel 1849.

Il dagherrotipo è originale e sarebbe anche il solo che raffigura Chopin, mentre le altre immagini che ci sono arrivate del compositore sarebbe solo delle copie di cui si sono persi gli originali. Il collezionista avrebbe acquistato questa immagine in Scopia e poi fatta restaurare a Londra. Sembrerebbe che a fotografare Chopin sia stato Louis-Auguste Bisson un famoso fotografo dell’epoca che aveva già scattato altre immagini del compositore.

Probabilmente il luogo in cui si trovava il corpo al momento dello scatto la chiesa Madeleine a Parigi dove fu trasportato dopo la morte prima di essere sepolto nel cimitero Pere-Lachaise. La foto potrebbe essere stata ordinata da Jane Sterling, ammiratrice scozzese e pupilla di Chopin.

Nonostante la foto sia un’autentica immagine del 19° secolo qualche esperto rimane dubbioso sull’effettiva persona raffigurata. Gli studiosi affermano che il fotografo Bisson non era solito firmare le sue immagini come in questo caso.

Via | Google

Lo strano caso della foto a Chopin é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Lo strano caso della foto a Chopin
 Lo strano caso della foto a Chopin

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 Lo strano caso della foto a Chopin

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Otturatore e diaframma allo slow motion

venerdì, 18 marzo 2011
listen it it Otturatore e diaframma allo slow motion

Nel video che vedete qui sopra potete apprezzare il movimento del diaframma e dell’otturatore di una Nikon D3 con un Nikkor 50mm f/1,4 durante una raffica di scatti a 1/4000s. La videocamera che riprendere l’azione registra a 5000 fps. Un video slow motion di grande effetto.

È particolarmente interessante notare l’effetto della velocità sui materiali dell’otturatore e sul posizionamento delle lamelle del diaframma. Per chi fosse meno pratico il sensore è visibile solo per pochissimo tempo e solo per una piccola fetta perché la prima e la seconda tendina viaggiano una dietro l’altra alla medesima velocità.

Via | PetaPixel

Otturatore e diaframma allo slow motion é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di giovedì 17 marzo 2011.

 Otturatore e diaframma allo slow motion
 Otturatore e diaframma allo slow motion

 Otturatore e diaframma allo slow motion  Otturatore e diaframma allo slow motion

 Otturatore e diaframma allo slow motion

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