Il calendario di attività del Museo Civico di Maccagno, dopo alcune mostre tematiche e collettive, riprende il percorso espositivo monografico rivolto a personalità artistiche del nostro tempo e nel territorio dedicando una mostra personale a Paolo Schiavocampo.
Nato nel 1924 a Palermo, Schiavocampo dapprima studia Architettura a Roma e a Milano, poi, preferito l’indirizzo d’Arte, si forma all’Accademia di Venezia, alla Scuola di Pittura di Guido Cadorin, e, allievo di Manzù, all’Accademia di Brera a Milano. L’esordio risale al 1950 a Roma alla Mostra Nazionale della Giovane Pittura Italiana. Inizia da allora un percorso lungo e intenso in campo internazionale e istituzionale con lunghi soggiorni all’estero a New York nel 1964 e in Germania a fine Anni ’90. Il percorso in pittura evolve dall’adesione poetica al Realismo Esistenziale degli Anni ’50 sino all’espressione informale, nell’assenza figurativa e nell’immediatezza di gesto e segno. Al sodalizio artistico con Salvatore Scarpitta e Giuseppe Spagnulo, coniuga anche una forte partecipazione intellettuale al fermento innovatore degli Anni ’60 e ’70, maturando sempre più i caratteri di una personalità nitida che, dagli Anni ’80 si rende isolata nella riservatezza del lavoro.
A cura di Claudio Rizzi, con coordinamento Ad Acta e Patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Varese, la mostra propone al pubblico una selezione di opere dipinte, circa quaranta, partendo da alcune citazioni degli Anni ’80 per proseguire poi nella coerenza di continuità degli ultimi anni. Un catalogo appositamente edito da Silvia Editrice, dotato di ampi apparati e completa documentazione delle opere esposte, illustra la figura e l’opera dell’artista.
INAUGURAZIONE: Sabato 25 luglio 2009 ore 18
Maccagno (VA)
Civico Museo Parisi-Valle
Via Leopoldo Giampaolo, 1
Apertura al pubblico:
26 luglio – 20 settembre 2009 Orari:
giovedì, venerdì, sabato,
domenica e festivi 10-12 / 15-19
ORARI                                    Martedì-Sabato 10/13 – 15.30/19.30
PaciArte contemporary è lieta di presentare, in esclusiva italiana, l’eclettica coppia di artisti francesi che fondono scenografia e fotografia in opere che evocano la solitudine e l’immobilità del tempo.
Nelle loro creazioni un momento di vita privata viene cristallizzato dallo scatto, congelando il soggetto. Come durante la visione di un film, in cui qualcuno improvvisamente blocca la pellicola.
In ambientazioni dense di malinconia  e di atmosfere incantate è come se i personaggi fossero fermi in una pausa meditativa.
In occasione dell’ inaugurazione nella nuova sede, alla quale presenzieranno gli artisti, verrà presentato il catalogo, con testo critico a cura di Gigliola Foschi.
L’evento farà parte della Notte Bianca dell’Arte di Brescia.
Miriam Tognazzi
Immagine in alto: sans titre n.8, 2009
PaciArte contemporary has pleasure in inviting you to the show:
Clark & Pougnaud
C’Est La Vie
SHOW                                       CLARK & POUGNAUD – C’EST LA VIE
ARTISTÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â CLARK & POUGNAUD
INAUGURATIONÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Saturday October 3rd 2009 at re 18.00/24.00 hrs.
PERIOD                                     October 3rd  2009- December 13th 2009
CATALOGUEÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Edition PaciArte contemporary text by Gigliola Foschi
SEDE                                        48 Via Trieste – 25121 Brescia – Italy
HOURS                                     Tuesday to Saturday 10 am /1 pm – 3.30/7.30 pm
PaciArte contemporary is pleased to present, in exclusivity for Italy, the French artists eclectic couple, who mould scenography and photography into art works reminiscent of solitude and time stillness.
In their creations a moment of private life is crystallized by the snap, freezing the subject. Just as when someone would suddenly stop the viewing of a film.
It is as if people where standing still in a pensive pause while in environments dense with melancholy and enchanted surroundings.
The catalogue with Gigliola Foschi’s critique will be presented on the occasion of the inauguration of the new venue which will be attended by artists as well.
The event will be part of the Brescia’s Art White Night.
Miriam Tognazzi
Top images : untitled (sans titre) n.8, 2009
Siamo lieti di annunciare la mostra antologica “Sandy Skoglund. The Artificial Mirrorâ€
Palazzo Giovanelli, Santa Croce 1681/ Venezia in concomitanza con la 53° Biennale di Venezia, 5 giugno – 13 settembre 2009
S’inaugura Venerdì 1 Maggio alle ore 19, nei suggestivi spazi di San Salvi a Firenze, la mostra fotografica San Salvi: Luogo della MemoriaLa mostra presenta un reportage realizzato dai fotografi dello Staff Deaphoto negli ambienti e nel Parco dell’ex cittadella psichiatrica fiorentina. Le tipiche architetture dei “luoghi chiusiâ€, il fascino silenzioso, tragico e desolante, degli spazi vuoti e abbandonati, le tracce e i segni di un passato fatto di solitudine, di segregazione e di sofferenza, sono state fotografate dagli otto fotografi con immagini in grado di evocare l’idea del tempo e della memoria, ma anche di ipotizzare quella di una possibile riqualificazione dello spazio, che tenga conto, negli interventi e nelle nuove attribuzioni funzionali, del suo recente passato.
Deaphoto Staff costituisce il Laboratorio Permanente d’Indagine Visiva sul Paesaggio Contemporaneo dell’Associazione Culturale Deaphoto, ed è impegnato nel rilevamento e nell’interpretazione critica del Territorio nelle sue complesse strutturazioni e articolazioni.Un’attenzione particolare è riservata all’ambiente urbano, soprattutto a quello periferico, ai luoghi dismessi e quelli oggetto di progetti di riqualificazione urbana: spazi in cui più evidentemente sono visibili i segni economici, sociali e culturali della rapida trasformazione della società postindustriale.
Comune di Firenze – Consiglio di Quartiere 2 – Deaphoto Expo – Chille de la Balanza
San Salvi: luogo della Memoria
A cura di Deaphoto Staff
filippo brinati > giovanni de leo > Lorenzo Rugiati>martin rance
Michelangelo Chiaramida > paolo contaldo > sandro bini > sara severini > simone cecchi
1 – 15 Maggio 2009
SAN SALVI città aperta - Luogo delle differenze Centro Culturale Paolo Paoli – Chille de la Balanza – Centro Antonin Artaud
Via di San Salvi 12 – FIRENZE – chille_@libero.itTel e Fax +39 055 6236195.
Lunedì 9-13 / 21-23 – Martedì 9–13 /15-19 – Mercoledì   9-13 / 15-19 / 21-23
Giovedì  9-13,00 / 15-19 – Venerdì  9-13
Il fascino desolante, dell’ex cittadella psichiatrica fiorentina
nelle immagini dei fotografi del Deaphoto Staff.
S’inaugura Venerdì 1 Maggio alle ore 19, nei suggestivi spazi di San Salvi a Firenze, la mostra fotografica San Salvi: Luogo della Memoria La mostra presenta un reportage realizzato dai fotografi dello Staff Deaphoto negli ambienti e nel Parco dell’ex cittadella psichiatrica fiorentina. Le tipiche architetture dei “luoghi chiusi”, il fascino silenzioso, tragico e desolante, degli spazi vuoti e abbandonati, le tracce e i segni di un passato fatto di solitudine, di segregazione e di sofferenza, sono state fotografate dagli otto fotografi con immagini in grado di evocare l’idea del tempo e della memoria, ma anche di ipotizzare quella di una possibile riqualificazione dello spazio, che tenga conto, negli interventi e nelle nuove attribuzioni funzionali, del suo recente passato.
Nel corso della cerimonia sarà conferito il Premio Solidarietà Vittorio Bachelet,
al fotografo Francesco Zizola,
con queste motivazioni che ci sono state offerte da Luca Pagni,
fotografo e critico della fotografia, promotore del C.P.F.
“Comitato per la promozione della fotografiaâ€:
“Francesco Zizola, con il suo sguardo attento e solidale, mette a fuoco e denuncia al mondo le situazioni di solitudine umana e di crudeltà del mondo civile le cui prime vittime innocenti sono i bambini, molti dei quali hanno imparato che la vita è un gioco di vita o di morte. Zizola ha infatti fotografato le maggiori crisi ed i conflitti che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, e le sue immagini fotografiche portano i segni della catastrofe di ogni giorno, ma anche il segno della speranza. Negli occhi dei bambini che sfilano nei suoi libri e nelle sue mostre fotografiche si evidenziano delle scintille di speranza, come se la vita fosse un gioco che spesso finisce male, anche per la poca solidarietà e per il profondo egoismo di molti . Anche per questo Francesco Zizola ha collaborato attivamente con molti enti ed istituzioni solidali tra i quali evidenziamo la Comunità Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, l’Unicef, Amnesty International e Medici Senza Frontiere, che il Premio di Solidarietà Vittorio Bachelet ha visto protagonisti nelle sue passate edizioni. Il nostro auspicio è che le foto di Francesco Zizola possano far sì che qualcuno tolga la mano dal fucile per porla sul cuore.â€
Siamo in attesa di ricevere i Patrocini di
F.i.a.f., Presidenza del Consiglio della Regione Lazio e Provincia di Roma.
La Galleria MOdenArte inaugura il nuovo anno nel nome della fotografia. E dal 7 marzo, nei suoi locali di Modena, presenta la mostra del giovane fotografo Paolo Novelli L’essenziale (1997 – 2007): quarantotto opere in b/n, una selezione della sua produzione degli ultimi 10 anni, suddivisa in quattro sezioni con opere appartenenti ad altrettanti progetti sin qui pubblicati dall’autore.
Oltre ai primi lavori dei progetti Persona e Niente più del necessario, la mostra modenese propone immagini tratte dalla Trilogia della decadenza: una personale ricercalegata metaforicamente all’uomo contemporaneo, stigmatizzato in tre dei suoi aspetti, ognuno diventato tema di un ciclo: la fragilità , la solitudine interiore e l’essere nascosto. La trilogia, iniziata nel 2002 con Vita brevis, Ars Longa, prosegue nel 2004/2006 con Grigio notte e termina nel 2007 con unciclo di opereancora inedito.
L’esposizione, a cura di Melania Gazzotti, evidenzia in particolare l’ampiezza qualitativa e la natura eclettica del percorso artistico dell’autore: ogni progetto si concentra, infatti, su un ambito differente della fotografia. Si passa dalla sarcastica ed ambigua fotografia di strada in presa diretta di Persona, alle immagini razionali di interni di Niente più del necessario ed ancora, dagli eloquenti ed intensi ritratti di sculture funerarie di Vita brevis, Ars Longa alle enigmatiche vedute notturne della nebbia padana di Grigio notte.
Le immagini di Novelli, da sempre realizzate con mezzo analogico e accuratamente stampate a mano, sono caratterizzate da una singolare ricerca estetica, frutto dell’incontro tra essenzialità , sintesi, minimalismo ed evocazione poetica.
Nel corso di questi dieci anni, Novelli è riuscito a distinguersi nel panorama giovanile italiano, attraverso un’attenta ed impegnativa realizzazione tecnica delle immagini, finalizzata ad ottenere inusuali risultati estetici, lontani dalla comune documentazione fotografica, ma al contrario legati alla volontà d’imporre una fotografia soggettiva e intimista, guidata unicamente dal personale punto di vista del fotografo.
Novelli ha saputo proporre singolari ritratti di statue, concentrandosi sullo studio della luce naturale, sul chiaro/scuro e la sfocatura del soggetto; ha intrapreso difficili tentativi di rappresentare la dinamicità della nebbia notturna e la scala dei grigi da essa prodotta; ha abbracciato “il momento decisivo†della fotografia istantanea, rubata al quotidiano, senza fare del reportage; si è soffermato infine sulla riduzione del contenuto dell’immagine, per ottenere una fotografia statica e minimalista, dalla “lettura aperta†ed emblematica (serie Never beyond – 2006).
La galleria Modenarte, oltre a confermare il proprio vivo interesse per la fotografia contemporanea, dopo le mostre personali tematiche di Novelli nella sua sede di Iseo, è lieta oggi di presentare in modo più esteso ed articolato questo giovane e promettente autore; un autore che, all’interno della classicità della fotografia in b/n, è riuscito a ritagliarsi un interessante ed apprezzatocampo d’azione.
Paolo Novelli
Paolo Novelli, nato nel 1976, ha pubblicato ad oggi quattro monografie, presentate tra gli altri da Lanfranco Colombo (pionere della fotografia d’arte in Europa con la celebre galleria “Il Diaframma†di Milano) e da Melania Gazzotti (curatrice indipendente e collaboratrice del Museo MART di Rovereto e della Fondazione Berardelli di Poesia Visiva di Brescia); nel 1999 inoltre è invitato da Fabrica (agenzia di giovani creativi di Benetton, allora diretta da Oliviero Toscani) ad periodo di collaborazione per il progetto “Prayerâ€.
Diverse le mostre personali: tra le altre, le importanti esposizioni a Palazzo d’Accursio di Bologna (2006), a Palazzo Comunale di Cremona (2005), alla Rocca di San Giorgio di Orzinuovi (2006), oltre alle mostre collettive in spazi pubblici e privati, tra cui le più recenti “Prima Rassegna d’Arti Visive†di Orzinuovi (2008) e “DIECI per CENTO – Dieci artisti contemporanei a Cento†(2008).
Paolo Novelli
L’essenziale 1997 – 2007
7 marzo – 9 maggio 2009
Modena, Galleria MOdenArte, via Toscanini 26
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.30, il sabato dalle 11 alle 18.30, la domenica e i festivi chiusa. Ingresso gratuito
Titolo: Il pane e le rose. Donne del Lazio nelle Collezioni Alinari Testi di: M. I. Macioti Editore: Fratelli Alinari Pagine: 176 Fotografie: 220
Rilegato in brossura Formato: 24 x 28 cm Prezzo (di copertina): 40,00 Euro
Titolo: Memorie del Grand Tour nelle fotografie delle collezioni Alinari Testi di: V. Jolivet Editore: Fratelli Alinari Prefazione di: C. H. Favrod Pagine: 158 Fotografie: 168 fotografie in quadricromia
Rilegato in tela con sovracoperta Formato: 28×24 cm Codice ISBN: 88-7292-500-2 Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
Con l’invenzione della fotografia le vedute dei monumenti si moltiplicano molto velocemente ed i siti archeologici italiani, frequentati da due secoli dai viaggiatori del “Grand Tourâ€, diventano motivo di predilezione dei fotografi, in particolare dei Fratelli Alinari.
Il volume ripercorre alcune fra le tappe principali del “Grand Tourâ€: dal nord al sud dell’Italia, da Susa a Segesta, fa scoprire al lettore l’immenso anfiteatro di Verona, Roma, mille volte glorificata, tra Palatino, Foro, Colosseo, Villa Adriana, il Tempio della Sibilla di Tivoli, le vestigia di Ercolano e soprattutto Pompei, che svela la sua immensità , i suoi interni decorati e anche i suoi morti, fissati nell’eternità , ma anche Paestum ed i suoi templi immersi nella solitudine o i siti della Sicilia ancora più selvaggi. Immagini singolari, portatrici allo stesso tempo di informazioni ed emozioni, tra lo scenario antico “autentico†ed il quadro pittoresco del XIX secolo, che sono le prime rappresentazioni di questi luoghi, che oggi percorriamo da turisti agiati, guide e macchine fotografiche alla mano, assai raramente da soli.
“Dire racconto è dire cadenza, ricerca di ritmo, di simmetrie. Un giro di eventi che, più che altro, sono scansioni ed atmosfere. Il compito sta nell’afferrare, nel costruire quegli eventi secondo un ritmo intellettuale che li trasformi in simboli di una data realtà ” così nel 1943 Cesare Pavese definiva il racconto. Come avviene per il linguaggio letterario anche nel linguaggio visivo (fotografico) troviamo una sintassi che, invece di parole e frasi, collega tra loro le immagini allo scopo di esprimere. Il modo stesso di raccontare per immagini è in grado di determinare lo stile dell’autore. Se è risaputo che la comunicazione non verbale può agire in modo indipendente dalla parola ebbene, questo caso, lo fanno egregiamente le immagini di Iolanda Maccarrone. Queste immagini possono entrare a pieno diritto nei “ mini-racconti †capaci di narrare il quotidiano vissuto: a volte in solitudine (la ricamatrice), nel silenzio creativo ed affettivo (la restauratrice), nell’ambiente pubblico (la postina), e nell’assistenza sanitaria (la dentista) dove la donna, tramite la sua particolare manualità , si rende protagonista nel valorizzare le proprie capacità espressive e la propria identità . Ed è soprattutto attraverso le espressioni delle mani, sapientemente cercate e rappresentate, attraverso l’indagine in alcuni aspetti del lavoro femminile e degli strumenti utilizzati, che Iolanda Maccarrone entra osmosi con i soggetti scelti. Ci deve essere un qualche meccanismo nascosto che ci permette di ricaricare la nostra capacità di condivisione con gli altri. Basterebbe ricordarsi, almeno ogni tanto, che la persona più importante al mondo siamo noi e che il resto viene di conseguenza. Chi sceglie di rispondere ad una necessità introspettiva, all’urgenza di ricostruire impressioni, eventi emozioni secondo un ordine che non sia quello lineare cronologico, ma che invece riflette il continuo divenire di un mondo interiore, accresce di potenza comunicativa la sua umanità . Scrivere, con le immagini, ha allora il significato di salvare le parole da una consistenza momentanea assegnare loro maggiore persistenza, vuol dire saper trarre dal proprio mondo interiore quelle schegge umanità che ci inviano oltre i confini del dominio in cui si dispiega la nostra volontà . L’autrice, con questa scrittura per immagini, riesce ad esprimere i suoi sentimenti, riesce a fornirci informazioni certe sulla nostra risposta emozionale nei confronti delle persone e delle azioni fotografate. La cura femminile nel fare le cose, nel crearle, nel portarle a compimento sono atteggiamenti rari nel nostro tempo. Iolanda Maccarrone le vede, le sente, le fotografa. Le sue immagini riescono a trasmettere (cosa non facile) piccole-grandi realtà quotidiane e, nel loro insieme, a raccontare.