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Articoli marcati con tag ‘scoperta’

OFFICINE FOTOGRAFICHE È PARTNER DI ARTPHOTOTOUR

martedì, 24 maggio 2011
listen it it OFFICINE FOTOGRAFICHE È PARTNER DI ARTPHOTOTOUR

02a206d4f16c424a6c37776320913494 OFFICINE FOTOGRAFICHE È PARTNER DI ARTPHOTOTOUR

I workshop fotografici si terranno in Sardegna nella meravigliosa costa Ogliastrina. I partecipanti verranno accolti in una casa vacanza nel centro di Tortolì, base operativa del nostro viaggio.

Ogni giornata fotografica sarà organizzata, a seconda del programma, con delle escursioni a bordo di un West Falia anni 60, che ci condurrà in diverse località della costa ogliastrina, e quindi in diversi setting fotografici in cui poter apprendere e scoprire, non solo l’arte fotografica, ma anche entrare in contatto con gli aspetti culturali ed etnici del popolo sardo.

Le settimane fotografiche che si susseguiranno da luglio a settembre, avranno un tema centrale scelto dal docente, che catalizzerà tutto il lavoro dei partecipanti. Ogni settimana sarà presente un diverso fotografo professionista che presenterà un programma in linea con i propri campi di interesse e di lavoro. Ciò è stato pensato per permettere ad ogni amante della fotografia, di seguire la propria passione ed attitudine verso la scoperta di quest’arte creativa, potendo scegliere in un vasto campo di proposte formative.

Il viaggio fotografico è concepito come una vacanza alternativa, da poter condividere con il proprio partner o con la propria famiglia, in cui unire la passione verso un arte creativa al bisogno di svago di avventura o di relax.
Per consentire ad ogni partecipante di godere a pieno le bellezze dell’isola il corso non sarà svolto durante tutta la settimana di permanenza, lasciando la possibilità ad ognuno di poter gestirsi la propria vacanza ed il tempo libero a seconda delle proprie esigenze.

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The Battle at F-Stop Ridge

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it The Battle at F Stop Ridge

La fotografia è passione, è scoperta è creatività e può essere anche dannatamente divertente.

Ecco che nel video qui sopra le fotocamere si trasformano in mitragliatrici di foto che sparano a raffica in un’ipotetica guerra fra due fronti che si sfidano all’ultimo scatto. Reflex che diventano mitra e tele che diventano armi pesanti. Geniale la granata finale e la mitragliatrice montata sulla steadycam.

Non possono citare due dei migliori commenti che si trovano su Reddit:

  • Arm the Canons
  • It’s aNikonic battle for Olympus

Via | Reddit

The Battle at F-Stop Ridge é stato pubblicato su Clickblog.it alle 13:00 di mercoledì 18 maggio 2011.

 The Battle at F Stop Ridge
 The Battle at F Stop Ridge

 The Battle at F Stop Ridge  The Battle at F Stop Ridge

 The Battle at F Stop Ridge

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Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography

sabato, 23 aprile 2011
listen it it Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography

4a208e1c6f425c683b205a0ca58f37c9 Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography

Se è di alchimie che avete bisogno e delle sorprendenti sensazioni che sa evocare una fotografia moderna ‘realizzata’ esplorando e lavorando con tecniche antiche e alternative di stampa, potete approfittare di Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography in mostra alla 23 Sandy Gallery di Portland, fino al 7 maggio 2011.

Una mostra ed un catalogo entusiasmanti, curati dalla stessa Laura Moya che curò Resurrection: A New Look at Old Processes ed è direttore di PhotoLucida, dal quale abbiamo già sbirciato i prodigi della fotoincisione di Fritz Liedtke sulle texture di superficie di Astra Velum.

Un concentrato di sperimentazioni senza tempo che sanno alterarne i ritmi, andando alla scoperta di processi di stampa storici e alternativi, lavorando con ferrotipi, dagherrotipi, emulsione su metalli, cianotipi, stampe ai sali d’argento ..

Nell’immagine tre esempi di quello che vi aspetta, scelti dalla giuria del Photo Alchemy e realizzati rispettivamente (partendo dalla vostra sinistra) da S. Gayle Stevens, Susan Weil & José Betancourt, e Bill Westheimer. Solo un piccolo assaggio ovviamente, lascio a voi scoprire il resto ..

Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography é stato pubblicato su Clickblog.it alle 10:17 di sabato 23 aprile 2011.

 Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography
 Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography

 Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography  Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography

 Photo Alchemy, An Exhibition of Alternative Process Photography

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Settimana Santa in Puglia con il Collettivo WSP

mercoledì, 16 marzo 2011
listen it it Settimana Santa in Puglia con il Collettivo WSP

I riti della Settimana Santa a Molfetta

L’Associazione Culturale Wide Shut Photography – WSP propone un viaggio fotografico alla scoperta degli antichi riti quaresimali di Molfetta, cittadina situata sull’incantevole costa adriatica dove, tra le suggestive architetture del centro storico, tutti gli anni la sacra liturgia rivive nelle tradizionali processioni della Settimana Santa.

Seguiremo le Processioni dei Misteri e della Pietà, nella notte del venerdì Santo e nella giornata del Sabato Santo, in un percorso di religiosità e misticismo, fede e ritualità, carico di emozioni, legato ad un patrimonio di tradizioni gelosamente conservato dalle confraternite locali: l’arciconfratenita della Morte o dal Sacco Nero e l’arciconfraternita di Santo Spirito o dal Sacco Rosso.

Programma degli eventi

Venerdì Santo. Nella notte del Venerdì Santo, la Processione dei Cinque Misteri della passione di Cristo Gesù parte alle tre, nel cuore della notte che per Cristo fu di passione. Le statue dei misteri si accompagnano per le vie cittadine fino alle ore tredici dello stesso giorno.

Sabato Santo. Durante il Sabato Santo, di silenzio e attesa, è la Processione della Pietà a dare rilievo all’ultimo giorno di Quaresima. La celebrazione religiosa ebbe origine nella seconda metà del XVIII secolo, quando per la prima volta la Confraternita della Morte portò in processione il simulacro della Pietà. La processione parte e termina dalla Chiesa del Purgatorio e mostra ai fedeli le sette statue dei Santi. Vengono portate in spalla per ricordare la passione e morte di Cristo. Si tratta dei sette santi che hanno assistito alla reposizione del corpo di Gesù nel sepolcro.

Maggiori info sulla Settimana Santa a Molfetta: www.settimanasantamolfetta.it

Organizzazione del viaggio

Accanto alla guida di Fausto Podavini, docente dei corsi organizzati dall’Associazione Wide Shut Photography e nominato fotografo FIOF dell’anno 2011, ci sarà il supporto dei fotografi del Collettivo WSP. Ci si ritroverà a Molfetta nel primo pomeriggio del 21 Aprile e saremo insieme fino alla mattinata di domenica 24.

Costi e modalità di partecipazione

Costo del viaggio: 300 euro – da versare in unica quota o rateizzabili. La quota comprende pernotto e prima colazione in b&b in camera doppia dal 21 al 24 Aprile, guida agli eventi fotografici, sessioni di editing in itinere delle foto realizzate, sessione di editing finale a Roma. La quota non comprende il vitto e i costi di trasporto per e da Molfetta.

Per info e prenotazioni: info@collettivowsp.org o 328/1795463
www.collettivowsp.org

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La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

mercoledì, 26 gennaio 2011
listen it it La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

cf00cfcf4898957be4ecda98ce930bc0 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

In passato Nikon ha fatto capire di voler progettare da sola tutti i suoi sensori. Al momento solo i sensori delle ammiraglie sono esclusiva Nikon gli altri dovrebbero essere dei normali sensori Sony.

Chipworks ha smontato pezzo per pezzo una Nikon D7000 ed ha scoperto che il sensore di questa reflex è il Sony IMX071, come potete vedere dalle foto di copertina. Scoperta che spiega ampiamente i risultati simili ottenuti dalla D7000 e dalla Sony A580 su DxOmark.

Ora non resta che vedere se qualcuno ha il coraggio di smontare una D3X o D3s per vedere se quanto affermato dall’azienda corrisponda a verità icon wink La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony . Se siete curiosi di vedere com’è fatta una D7000 all’interno non vi resta che andare a vedere la galleria su Chipworks.

Via | ChipWorks

La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 26 gennaio 2011.

 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony
 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

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 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

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GIMP 2.6 for Photographers

mercoledì, 26 gennaio 2011
listen it it GIMP 2.6 for Photographers

4a6194c842b427556cc06f5f76ed48bc GIMP 2.6 for PhotographersGIMP 2.6 for Photographers è un nuovo libro di Klaus Goelker che prende in esame l’uso di Gimp per i fotografi.

Per chi non lo conoscesse si tratta di un programma di elaborazione grafica open source nato su Linux e disponibile per tutti i sistemi operativi, compresi, ovviamente, anche Mac Os X e Windows. Le sue capacità sono innegabili anche se ha un’interfaccia un po’ diversa dalle tradizionali applicazioni.

Questo libro vuole accompagnare il fotografo alla scoperta di ciò che si può realizzare con Gimp e come può essere utilizzato al posto di Photoshop. Il libro è in vendita a 39,95$.

Via | PhotographyBay

GIMP 2.6 for Photographers é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di martedì 25 gennaio 2011.

 GIMP 2.6 for Photographers
 GIMP 2.6 for Photographers

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 GIMP 2.6 for Photographers

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The Language of Water di John Grant

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it The Language of Water di John Grant

The Language of Water from John Grant on Vimeo.

Vernice, olio, inchiostro, tutto quello che viene in contatto con l’acqua senza mescolarsi con essa, genera paesaggi liquidi e forme meravigliose da guardare, intriganti da identificare, ipnotiche da contemplare.

È quello che è successo con l’ultimo esperimento di John Grant, fotografo americano appassionato di metafore ‘distillate’ da paesaggi botanici e naturali.

La colonna sonora che sfiora le corde dell’anima insieme a quelle del violino, il montaggio sincopato di mondi mutevoli e misteriosi, rendono The Language of Water di John Grant qualcosa da guardare, ancora, e ancora, per andare alla scoperta di immagini ed emozioni sempre nuove.

The Language of Water di John Grant é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di giovedì 02 dicembre 2010.

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Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs

lunedì, 15 novembre 2010
listen it it Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs

176ab6b500ad0bdba2dae261ca7effeb Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs

Tutti i giorni una piccola scoperta, qualche volta anche quella ‘della cosiddetta acqua calda’, ci rivela la conoscenza superficiale che abbiamo di cose più o meno complesse che diamo per scontate.

Ricordo ancora l’emozionante scoperta degli studi visivi sulla locomozione di Eadweard Muybridge come una sorprendente rivelazione per lo sguardo della bambina cresciuta con Instamatic, Polaroid, Cinema e Televisione.

Una rivelazione sotto tanti punti di vista, con la quale la retrospettiva ospitata alla Tate Britain fino al 16 Gennaio 2011, e un nuovo volume della Taschen consentono di misurarsi.

Per chi non più approfittare delle mostra londinese, Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs offre un’incursione minuziosa nella vita e nelle opere di questo grande pioniere, pagina dopo pagina, con una bella preview on line tutta da sfogliare, attraverso le 781 tavole del rivoluzionario Animal Locomotion (1887), ma anche la riproduzione per intero del raro The Attitudes of Animals in Motion (1881).

Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di lunedì 15 novembre 2010.

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Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

venerdì, 1 ottobre 2010
listen it it Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

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Scuola di Fotografia naturalistica e reportage www.photofarm.it

moz screenshot Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Organizza per il mese di Ottobre 2 corsi di fotografia in natura alla scoperta dei colori autunnali dei nostri boschi e uno esclusivo in grotta in Liguria.

Seguono i corsi e i link su programmi, costi e altre infomazioni.

Dal 23 al 24 Ottobre 2010 Workshop Parco Naturale dell’Aveto

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Nel Parco dell’Aveto alla scoperta dei segni lasciati dai ghiacciai. Quassù in questo angolo di entroterra ligure troviamo laghi dall’aspetto alpino attorniati da una ricca varietà di piante che colorano questo parco di tonalità molto calde. Il bosco di faggio è casa per molti animali, non è difficile osservare molti rapaci e anfibi. Le facili escursioni ci porteranno alla scoperta dell’Agoraie e il Monte Aiona, conosciuto per le sue particolari rocce. Un ambiente molto vario che passa dal bosco di latifoglie ai pascoli in quota da dove si può nelle belle giornate osservare buona parte dell’appennino Ligure. Il programma del corso prevede facili camminate per realizzare immagini di paesaggio il primo giorno e anfibi, funghi e sottobosco il secondo.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci

Quota di partecipazione: 240 euro
Supp.Singola: 50,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 160,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Dal 30 al 31 Ottobre 2010 Workshop in grotta

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Siamo da sempre abituati a pensare alla fotografia in esterno, al più subacquea, ma esiste anche una fotografia degli inferi della terra. Le grotte possono sembrare un posto ostile e buio, ma anche qui la natura è riuscita a intervenire, con microrganismi, sopratutto alghe, piccoli insetti, ragni e vertebrati. Molti abitanti delle grotte presentano adattamenti assai marcati: la riduzione degli occhi, lo sviluppo di altri organi sensibili e la depigmentazione. All’ingresso delle grotte, troviamo invece, animali che vivono all’esterno come i pipistrelli. Esplorare questo mondo non è facile; ecco perchè abbiamo scelto un luogo messo in sicurezza, aperto al pubblico e gestito dalle guide. Un’occasione per imparare le tecniche di ripresa senza le difficoltà della speleologia, quindi con calma e senza la necessaria, esperienza che richiederebbero cunicoli e caverne in grotte non attrezzate. La grotta di Valdemino a Borgio Verezzi (in Liguria) è conosciuta come la grotta più colorata d’Italia, un paesaggio sotto il paesaggio terrestre, una cattedrale fiabesca costruita dal lento processo delle piogge e non da fiumi sotterranei. Un’itinerario di 800m con 30m di dislivello verso il basso, un‘atmosfera irreale, a volte nebbiosa, 16°c di temperatura e il 90% di umidità. Quest’ultime rientrano tra le difficoltà tecniche che verranno risolte nell’ambito del nostro corso, in aggiunta a quelle compositive e alla complessa illuminazione dei contorti paesaggi sotterranei.
Il nostro corso prevede due uscite mattutine di 4h dentro le grotte, riservato esclusivamente al nostro gruppo fotografico. Il pomeriggio, dopo la pausa pranzo, si  prevedono percorsi in auto o a piedi della parte superiore, lungo i paesaggi a macchia mediterranea della costa ligure. Fino a sera avremo modo di visitare i borghi medioevali, di cui è ricca questa regione. Nel dopocena del primo giorno si prevede la visione degli scatti effettuati in grotta la mattina, per risolvere gli errori e ripetere la sessione il giorno successivo.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 290 euro
Supp.Singola: 90,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 170,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – PRENOTA (MAIL)

Dal 5 al 7 Novembre 2010 Workshop Foreste Casentinesi

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Una foresta magica. Un santuario di alberi come il faggio, l’abete bianco, l’acero. Un luogo dal sapore antico, preservato nei secoli. Le foreste Casentinesi conosciute per la loro bellezza nei secoli, già Dante le citava nei suoi scritti, un fascino millenario di cui ancora oggi possiamo godere. L’autunno è il mese più opportuno per vivere l’atmosfera della foresta, le piante caducifoglie, si colorano con tinte pastello, il giallo, rosso, marrone. Per il fotografo non c’è momento migliore per dedicarsi alla realizzazione di immagini di paesaggio, in autunno oltre al colore, il clima cambia spesso e regala interessanti fenomeni come le nebbie che se osservate nella foresta portano la nostra mente a pensare ai folletti e gli gnomi.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 350,00 euro
Supp.Singola: 20,00 euro
Rid. 3° e 4° letto: 10,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Per altre informazioni visita il nostro sito.

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Corsi base di fotografia analogica e digitale a Torino da phlibero

venerdì, 30 luglio 2010
listen it it Corsi base di fotografia analogica e digitale a Torino da phlibero

Corsi base di fotografia analogica e digitale a Torino da phlibero

Il corso è rivolto a tutti coloro che intendono avvicinarsi in modo metodico e consapevole alla fotografia.
Sono previsti 17 incontri da 2 ore ciascuno con frequenza serale, una volta alla settimana.
Durante le lezioni si affronteranno i diversi aspetti della pratica fotografica
come la storia della fotografia, l’educazione all’immagine, la tecnica di ripresa, lo sviluppo e la stampa in b/n, la post-produzione e ottimizzazione delle immagini digitali e la realizzazione di un portfolio fotografico.

Le lezioni, teoriche e pratiche, vedranno impegnati nelle singole materie 5 docenti con specifiche competenze.

PROGRAMMA SOMMARIO

1 – Iscrizioni – Presentazione – Definizione data per le uscite – Controllo macchine fotografiche.

2 – Educazione all’immagine – LE RADICI – Luce e composizione dell’immagine nella pittura.

3 – Tempi, diaframmi, profondità di campo (iperfocale), obbiettivi, pellicole, corretta esposizione, utilizzo della propria macchina fotografica.

4 – Funzionamento dell’esposimetro e uso del flash come luce primaria e come fill in.

5 – Uso e caratteristiche generali delle fotocamere digitali

6Digitale – Approfondimenti sull’utilizzo delle fotocamere digitali e relativi obiettivi – il bilanciamento del bianco, formati e settaggi di base

7 – Reportage creativo urbano con pellicola diapositiva o fotocamera digitale (panning, zoooming, uso di tempi lunghi, etc.).

8 – Analisi tecnica delle immagini scattate durante il corso.

9 – Reportage in B/N.

10 – Educazione all’immagine – LA SCOPERTA -La nascita della fotografia di veduta e del ritratto fotografico.

11 – Educazione all’immagine – LA FOTOGRAFIA ARTISTICA -Trasformazione del linguaggio fotografico e avanguardie storiche.

12 – Educazione all’immagine – LA DOCUMENTAZIONE – L’identità della fotografia e il reportage.

6Analogico – Sviluppo del negativo, teoria e pratica. UMA FRANCHINI

13 – Educazione all’immagine – IL PERCORSO ESPOSITIVO – Visita ad una mostra fotografica

14 – Analogico – ore 18.00 – 20.00 – Camera oscura (provini a contatto).
14 – Digitale – Cenni di illuminazione e ripresa in studio

15 – Analogico – ore 18.00 – 20.00 – Camera oscura (ingrandimenti).
15 – Digitale – Post-produzione e ottimizzazione delle immagini digitali – analisi dell’istogramma con correzione di luminosità e contrasto, introduzione alle curve e ai livelli

16 – Analogico – Camera oscura (ingrandimenti).
16 – Digitale – Post-produzione e ottimizzazione delle immagini digitali: correzioni selettive, eliminazione delle linee cadenti e delle distorsioni .Preparazione per la stampa.

17 – Educazione all’immagine – ANALISI CRITICA DEI LAVORI – lettura del portfolio dei partecipanti.

Docenti:   Mara Granzotto, Uma Franchini, Davide Bellomi, Mathew Molchen e Ugo Ricciardi
settembre 2010
Durata  4 mesi
Iscrizioni  si
Nr.Posti  14
Frequenza  si, una sera a settimana
Orario  dalle 19.30 alle 21.30
Attestato  attestato di frequenza
Costo:  290,00 €

Per informazioni: Maria Barletta 338 4114264
011 19505351 – corsi@phlibero.it – www.phlibero.it

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Workshop safari macrofotografia al parco della Bessa

domenica, 11 luglio 2010
listen it it Workshop safari macrofotografia al parco della Bessa

Dal 17 al 18 Luglio 2010 – Macrosafari al parco regionale bessa baragge

Ultimi posti rimasti, prenotazioni entro giovedi 15 Luglio 2010

 Workshop safari macrofotografia al parco della Bessa

Alla scoperta dell’universo del piccolo, un workshop unico in campo tendato sotto l’egida del parco. Il programma prevede un corso specifico sulla fotografia macro e la conoscenza del mondo degli insetti, ragni, flora. Il parco è un luogo unico, una specie di savana tutta italiana, dove la mattina presto e la notte potremo scoprire e imparare la macro fotografia. Il corso prevede l’uso del flash di obbiettivi macro. Si vivrà a stretto contatto con la natura in tenda, ci si muoverà alla scoperta dei piccoli esseri che popolano la terra di notte. Si vivrà come in un reportage a stretto contatto con l’ambiente che ci circonda uno stralcio di vita del fotografo naturalista professionista.

Con Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci

Per informazioni e iscrizioni segui i links

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLIGALLERYPRENOTA

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

1IMG 9922 300x200  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

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