Articoli marcati con tag ‘scatto’
martedì, 24 maggio 2011

Casio ha annunciato la sua nuova compatta digitale: Casio EX-Z3000.
Si tratta di una fotocamera con sensore CCD da 16 megapixel e dotato di stabilizzatore, schermo touch screen LCD da 3,2 pollici ed obiettivo zoom 8x che grazie alla modalità macro può arrivare a fare foto a soli 2 cm dal soggetto. La EX-Z3000 può registrare video HD 720p, dispone di modalità automatiche per lo scatto ed è dotata anche di funzionalità HDR.
L’azienda nell’annuncio fa notare anche la velocità di messa a fuoco automatico che arriva a 0,14 secondi. Sarà disponibile in argento, rosa, marrone e rosso ad un prezzo non ancora comunicato.
Via | PhotographyBlog
Casio EX-Z3000 é stato pubblicato su Clickblog.it alle 15:00 di martedì 24 maggio 2011.



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lunedì, 23 maggio 2011

La foto che potete vedere qui sopra è stata realizzata da Steve Richards. Non ci vuole molta fantasia per intravedere le sembianze di un drago blu.
Uno scatto fatto durante un viaggio aereo da Cardiff a Faro e su Flickr ha già superato i 70.000 visitatori. L’autore assicura che l’immagine non è un falso ed i colori sono stati manipolati semplicemente usando Topaz Adjust 4.
Per chi volesse controllare l’effettiva esistenza di una zona simile non resta che fare un salto su Google Maps.
Via | PhotoWeeklyOnline
I draghi esistono davvero é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di lunedì 23 maggio 2011.



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sabato, 21 maggio 2011

Ecco a voi in copertina, la prima fotocamera in grado di sparare veramente! O è una pistola che fotografa?
Ognuno può avere il suo punto di vista, ma è sicuramente uno strano esperimento quello di unire una pistola ed una micro macchina fotografica. Si tratta di una Colt 38 che scatta automaticamente quando viene premuto il grilletto per fare fuoco. Realizzata nel 1938 potete notare sulla sinistra della copertina alcuni scatti.
L’altro giorno parlavamo della conseguenze del movimento dello specchio durante lo scatto. Immaginate il mosso durante uno sparo ed il movimento di pressione del grilletto. Probabilmente un’idea per documentare i colpi esplosi dalle forze dell’ordine olandesi.
Chi è sposato ora non sente una gran voglia di fare tante foto alla suocera?
Via | Photojojo
Una fotocamera che spara veramente! é stato pubblicato su Clickblog.it alle 13:59 di venerdì 20 maggio 2011.



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sabato, 21 maggio 2011
Guardare l’erba crescere non è certamente un’attività molto utile come conferma anche il famoso modo di dire.
Eppure in copertina potete vedere un bel video time lapse che ci regala un tocco di magia durante la nascita di alcune piantine che escono dal loro seme ed iniziano la loro vita in una corsa verso la luce prima di venir surclassate dalle compagne.
Gli orologi sullo sfondo ci permettono di tenere traccia del tempo che passa ed ogni 5 minuti è stato effettuato uno scatto.
Via | Photoxels
Garden Cress é stato pubblicato su Clickblog.it alle 13:00 di venerdì 20 maggio 2011.



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giovedì, 19 maggio 2011

In copertina potete vedere un’immagine un po’ particolare. A prima vista per i colori, i dettagli e le tonalità sembra un normale dipinto.
In realtà si tratta di una fotografia che ritrae alcuni alberi di Acacia erioloba in quel breve periodo in cui perdono le foglie. Lo scatto è stato realizzato nel parco nazionale di Namib-Naukluft nel deserto del Namib.
Il fotografo è Frans Lanting ed il fatto che viene definita come foto dal National Geographic fuga ogni dubbio.
Via | PetaPixel
Una foto che non sembra tale é stato pubblicato su Clickblog.it alle 09:00 di giovedì 19 maggio 2011.



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giovedì, 19 maggio 2011
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| J. Gospel Quaggia, dalla serie Notturno |
Perché fotografare un frigo di notte? La risposta è: perché no?
Non lo conosco personalmente ma da come realizza i suoi servizi, credo sia una persona che legge molto. Riprendere i luoghi di villeggiatura in inverno, i lampioni come fossero mezzi di comunicazione tra noi e lo spazio (o l’ultraspazio); immortalare un torrente di ricordi e di fantasmi citando la salute nietzschiana, fotografare fotografie sono tutti momenti di riflessione, di ricerca, di pensiero originale (nel senso di puro, non copiato). Sono tutti pensieri che spesso attraversano la mente di chi fa arte, ma a volte si traducono in qualcosa di confuso, non leggibile se non attraverso una didascalia: qui invece ci sono foto che stanno in piedi da sole e testo che sta in piedi da solo, oltre a una pulizia e un equilibrio che regalano, a mio parere, un che di poetico a ogni scatto.
Se è vero – ed è vero – che il reportage è un racconto attraverso immagini, questo è il caso. Che sia così è confermato anche dal fatto che tra i vincitori del World Press Photo 2010 c’è Wolfram Hahn, con il lavoro dal titolo “Self-portraits for social networks”, non credo servano spiegazioni. Uliano Lucas, riconosciuto come uno dei più grandi fotoreporter italiani, diceva: “Potete fare reportage anche stando in camera vostra”. Ma ciò che davvero conta, forse l’elemento più importante in questo contesto, è che io – e non succede così spesso – non mi sono annoiata a guardare e riguardare queste foto e – cosa ancor più rara – neppure a leggere i testi.
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| J. Gospel Quaggia, dalla serie Fuori stagione |
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| J. Gospel Quaggia, dalla serie Puoi sentirmi |
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| J. Gospel Quaggia, dalla serie Fantasmi |
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| J. Gospel Quaggia, dalla serie Punto zero |
Piccola postilla dovuta agli eventi/commenti di qualche giorno fa: i commenti sul mio blog non sono moderati, tuttavia io non sono uno di quei blogger che permette che venga scritto qualunque cosa senza intervenire, della serie “parlatene anche male, basta che se ne parli”. Ho conosciuto persone davvero interessanti grazie a questo spazio virtuale, prima di tutto a livello umano, poi in senso artistico, e sono comunque disponibilissima ad accettare critiche e opinioni negative, purché sensate. Per questo motivo ho tolto la possibilità di inserire commenti anonimi: se volete dire qualcosa ma non avete le palle di rendervi rintracciabili, allora NON LEGGETE questo blog.
Autore Articolo: Anna Mole
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mercoledì, 6 aprile 2011

Hasselblad è un nome magico per chiunque si occupi di fotografia. Noi abbiamo avuto modo di tenere in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno, ma soprattutto di darla a qualcuno che la sapesse usare. E abbiamo scelto Nadia Moro, fotografa di moda già in passato apparsa su queste pagine.
Partiamo però introducendo la Hasselblad H4D 40: una medio formato con sensore CCD 33×44 da 40 megapixel – qui le specifiche – destinata a professionisti di alto livello, anche in virtù di un prezzo non certo per tutti, come ricordava Derfy nel febbraio scorso, 12mila euro + Iva, con obiettivo 80mm incluso.
Ciao Nadia, abbiamo già scritto di te in passato, ma presentati lo stesso ai lettori di ClickBlog
Sono una fotografa, anche se i miei genitori non lo hanno ancora capito. Biologicamente ho 32 anni. Lavoro e vivo da 7 anni qui a Milano. Emotivamente adoro il mio lavoro. Siamo sinceri: è un gioco fatto di immagini e luce… Ma quando si diventa adulti è difficile continuare a “giocare”, per questo talvolta mi esaurisce. Ma anche questo fa parte del gioco.




A che cosa stai lavorando in questo periodo?
Qui a Milano lavoro a progetti commerciali commissionati dai miei clienti, e lavoro periodicamente al mio portfolio personale scattando servizi redazionali per riviste nazionali e/o internazionali, o per progetti personali. Oltre a questo insegno all’Istituto Europeo di Design ad all’Istituto Marangoni: mi dà soddisfazione e mi diverte. Il settore in cui lavoro maggiormente ad oggi è la moda, oltre ad un immaginario di ricerca personale che scatto senza pressioni, liberamente e che rimane quindi mio malgrado nel cassetto.
Hai avuto in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno: raccontaci il primo impatto con la macchina, l’unboxing, le prime sensazioni
Ammetto di averla presa in mano con l’iniziale e sconsolato pregiudizio che dirigo solitamente verso tutte le fotocamere digitali con cui ho scattato fino ad ora. L’ho considerata da subito un “evoluto mezzo di lavoro tecnologicamente affidabile quanto sterile”. Mi sono ricreduta dopo poco, ed il rumore dello specchio è stato il primo elemento a farmi piacevolmente sorridere: mi riportò infatti al rumore dello specchio della mia fotocamera medio formato analogica. E la cosa diventò piacevole.
Immagino che per lavoro però tu scatterai solo in digitale
Per esigenze del mercato scatto in digitale, ma per le mie ricerche personali prediligo l’analogico.
Dove l’hai collaudata la Hasselblad H4D 40? Mi dicevi che in molti reagivano fotografando te e la macchina… roba da Sartorialist!
L’ho provata nel breve tempo che ho avuto a disposizione fotografando qualche “soggetto” da sfilata, durante la settimana moda donna qui a Milano a febbraio. L’ho fatto come faccio solitamente nelle mie immagini di ricerca analogiche: sfocando e ovattando la resa dell’immagine.
Scatti normalmente utilizzando Canon Eos 1 Mark II e/o Mark III, macchine straordinarie e professionali. Secondo te a che genere di professionista si può rivolgere una macchina come la H4D 40?
Ho trovato la H4D 40 più maneggevole del previsto, per questo ritengo si possa rivolgere a qualsiasi professionista che non abbia particolari esigenze di rapidità di scatto in sequenza, e di economia dello spazio fisico e digitale.
Prima al telefono mi spiegavi che è una macchina con un’anima “analogica”, che ti ha fatto ricordare i tuoi lavori personali in pellicola e medio formato. Raccontaci meglio…
Posso solo aggiungere che rispetto ad una reflex digitale piccolo formato di nuova generazione, mi sono sentita dentro il mondo della pellicola anche per l’economia dello scatto, o rispetto dello scatto (forse funziona di più come definizione): con una macchina simile mi sento di fare più attenzione al numero degli scatti realizzati per un singolo soggetto; di ragionare di più su quello che ho davanti ed evitare la raffiche di file. Nella pellicola lavoro con lo stesso principio: scatto un’immagine che rimarrà, e che non getterò. Dovrà quindi essere un’immagine dignitosa nella peggiore delle ipotesi, che rappresenta quello che stavo cercando nella migliore.
Quanto pesa l’angoscia di maneggiare uno strumento che costa come un’automobile nuova? Dopo quanto passa?
Mah, dipende da dove ti trovi e quante fotocamere ti sono state rubate prima…
Si impara a tenerla in mano in modo sicuro, a farsi vedere esperti della materia. In alcuni casi si inizia a ponderare l’ansia prima di uscire allo scoperto: non si esce nel caso la situazione dovesse risultare particolarmente scomoda…
Potendo, la compreresti?
Sì, ma soprattutto comprerei le ottiche fisse.
Secondo te vale la cifra per la quale è in vendita?
Li vale ora, ma purtroppo ne varrà molti meno in breve tempo. E con quella cifra hai “solo” la scatola, ma non hai il buco da cui far entrare la luce…
Pensi che sia un investimento ammortizzabile per che genere di fotografo?
Per un fotografo che lavora molto nel settore pubblicitario, commerciale in genere a buoni ritmi.
Grazie mille Nadia, ciao e a presto.


Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro é stato pubblicato su clickblog alle 00:01 di mercoledì 06 aprile 2011.



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sabato, 2 aprile 2011
Viktor Takacs è sempre stato affascinato dalle foto dei fulmini, ma non ha mai avuto molto successo nel tentativo di fotografarli.
Per ovviare al problema ha deciso di costruirsi un trigger in grado di far scattare la sua reflex al momento più opportuno al suo posto. Ha così realizzato un piccolo circuito collegato alla fotocamera e dotato di un fotodiodo in grado di rilevare il lampo.
Una volta acceso si può impostare la sensibilità in modo da adattare il comportamento del sistema a qualsiasi condizione ambientale. Una volta calibrato qualsiasi cambiamento della luminosità determina lo scatto della reflex come potete vedere nel video qui sopra.
Sul sito di Viktor potete trovare lo schema elettrico del circuito per la sua realizzazione ed i contatti per chiedere il codice del progetto. Una realizzazione particolarmente interessante e con un look abbastanza professionale.
Via | VikTak
Un trigger per fotografare i fulmini é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di venerdì 01 aprile 2011.



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venerdì, 11 marzo 2011
Max Giorgetta e Andrea Scardigli
Organizzano: Domenica 10 Aprile 2011 A Fiumicino (Roma)
Workshop indoor in Residenza Storica
La donna dei primi del 900
Progetto: luci H. Newton e il bianco e nero nel glamour
L’evento è rivolto a tutti i fotoamatori ed appassionati di fotografia, è richiesta la massima serietà da parte dei partecipanti ed è richiesta la maggiore età.
Per garantire la massima serietà non saranno ammessi accompagnatori o visitatori.
L’organizzazione si riserva il diritto di variazioni a causa di problematiche tecniche, o non da noi dipendenti. I partecipanti saranno a numero chiuso, max 10 fotografi a sessione saranno formati 2 gruppi di 5 e seguiti da 1 docente.
L’evento consisterà in 1 sessioni di scatto dedicati allo shooting estemporaneo in un contesto ambientato in una residenza storica con 1 modella professionista e sotto la guida di 2 fotografi esperti
Il progetto prevede 3 location con la modella e rispettivi cambi di trucco, lingerie ed accessori.
Inizio lavori alle ore 9,00 con Blondie modella professionista, che poserà per voi, nel contesto scenografico dei locali storici, il tutto illuminato con luce continua a 3200° K, potenza complessiva 8000w, e fine lavori alle 15,00 per chi vuole finire velocemente oppure alle 14,00 per chi vorrà restare per completare i lavori della giornata.
Generi: Portrait, glamour, topless
Location Hotel Chopin : a Fiumicino – sito: http://www.chopinaeroportofiumicino.com/
Per chi volesse, possibilità di pernottare in loco, c/o B&B a partire da 60 – maggiori info e foto della location e modella: www.maxgiorgetta.it/workshopb.htm
1 sessioni di scatto di 4 ore
Il Make-up e air stylist: sarà curato da MUA professionista, Roberta Carella.
Programma:
dalle 9,00 alle 9,15: Arrivo partecipanti, registrazione e presentazione e fasi preliminari, raggrupamento fotografi
dalle 9,15 alle 10,00: sarà possibile fotografare durante il Make-up inoltre daremo nozioni sulla gestione della luce in interno, per capire, interpretare e portare a proprio vantaggio i continui cambiamenti della luce …e delle ombre, introduzione alle location e modalità di scatto;
dalle ore 10,00 alle 14,00 – 1° sessione shooting Glamour, lingerie, portrait, topless e durante lo shooting affronteremo il tema dal punto di vista interpretativo mettendo la tecnica al servizio della creatività, verranno allestiti 3 set fotografici;
dalle 14,00 alle 14,30 Buffet – e cambio makeup
dalle 14,30 alle 15,30 lezione di fotoritocco con Photoshop cs5- verrà dimostrato come intervenire sulle immagini in post produzione – docente Max Giorgetta
alle 15,30 fine lavori e saluti
Costo: € 150,00 una sessione
Obbligo versamento del 50% alla prenotazione, per essere sicuri del posto, non saranno effettuate prenotazioni senza acconto. Le modalità del versamento vi verranno comunicate all’atto della prenotazione. Viene rilasciata liberatoria per scopi non commerciali
Per prenotazioni e info:info@maxgiorgetta.it oppure 388 5873872 Max
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sabato, 5 marzo 2011
Ormai la stragrande maggioranza delle foto che scattiamo finiscono online su qualche per consentire una visione condivisa o privata. Quante volte però qualcuno vi ha chiesto di cancellare un’immagine in cui si è reso conto di non essere venuto al meglio? Magari una banalissima foto ricordo in qualche luogo.
Panasonic con l’arrivo del suo nuovo modello Panasonic FX77, svelato a fine gennaio, sta precorrendo i tempi nell’aprire un nuovo filone di mercato. La FX77 consente agli utenti di modificare alcuni dettagli del viso delle persone ritratte come potete vedere nel video di copertina.
Le operazioni permesse sono quelle più semplici come lo sbiancamento dei denti, la ripulitura delle pelle o l’aggiunta di trucco come, ad esempio, il rossetto. Il Giappone ha dimostrato di gradire questa novità e probabilmente non passerà molto tempo prima che questo tipo di funzionalità diventino qualcosa di comune per ogni produttore.
Anzi, con l’arrivo di processori sempre più potenti ed economici sarà sempre più facile consentire agli utenti di “giocare” con le foto direttamente nella fotocamera. Prima è arrivato il riconoscimento dei volti per la messa a fuoco, poi lo scatto quando si inquadrano delle facce sorridenti ed ora siamo al primo stadio di fotoritocco al viso.
Non siamo molto lontani dalla fusione fra la fotocamera compatta ed il cellulare. La strada che hanno intrapreso i vari produttori porta proprio nella direzione di un’interattività sempre più spinta. Il passo finale lo avremo quando qualche produttore deciderà di fare il grande salto e balzare sulla carrozza di Android.
Via | Reuters
Panasonic FX77, può persino rifare il trucco é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di venerdì 04 marzo 2011.



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venerdì, 18 febbraio 2011

Non serve essere gnomi e condividerne gioie e dolori per apprezzare la poetica errante di Gnome Life, e gli appunti di vissuto quotidiano del protagonista degli scatti, che aggiornano il blog come un diario di viaggio, dal giardino a New York.
Dallo scatto di qualche tempo fa in attesa dell’inverno, al più recente che fa capolino dalla New York Fashion Week, immagini e parole restituiscono un universo di emozioni ed esperienze vissute da chi sa tenersi in equilibrio tra vita reale e dimensioni più oniriche e fiabesche, adeguando il look alle circostanze ma non la maschera sul volto.
Uno snometto accattivante che adegua il passo all’età e ai centimetri di neve, prende il bus, fa snowboard, cavalca la bestia, sa dove sei, come sa concedersi i piaceri della vita, soprattutto quando sono saporiti e tagliati a fette sottili, e probabilmente non farà fatica a trovare compagni di gioco nel 2011.
Foto | Gnome Life
Gnome Life: on the road con lo gnomo é stato pubblicato su clickblog alle 13:42 di giovedì 17 febbraio 2011.



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sabato, 29 gennaio 2011

Qui sopra potete vedere una stupenda foto panoramica sferica realizzata da Chris Kotsiopoulos che già abbiamo conosciuto per la furia di Zeus.
L’immagine è la composizione di molti scatti realizzati nell’arco delle 24 ore. 500 stelle, 35 immagini del sole e 25 paesaggi, il tutto elabora in 12 ore. Chris ha iniziato a fotografare con la reflex posizionata in direzione est e seguendo la corsa del sole nel cielo è arrivato ad ovest. Quando il sole si è trovato nel suo punto più alto ha rimosso il filtro per ottenere uno scatto più espressivo.
Durante gli scatti notturni si è mosso da ovest verso est con esposizioni più lunghe per immortalare il movimento delle stelle. Un lavoro piuttosto lungo e meticoloso, ma il risultato parla da solo. Voi cosa ne pensate?
Via | Gizmodo
Una foto panoramica lunga 24 ore é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 28 gennaio 2011.



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