Il Museo di Storia Naturale di Venezia e ARPAV tra ricerca scientifica e comunicazione ambientale.
Attività , risultati, progetti e nuovi materiali per vivere la spiaggia in un altro modo scoprendo il mondo sott’acqua.
Sabato 23 maggio 2009, ore 10
INCONTRO e PRESENTAZIONE STAMPA
Sabato 23 maggio 2009, alle ore 10, il Museo di Storia Naturale di Venezia e l’Osservatorio Alto Adriatico dell’ARPAV non solo presentano i risultati e progetti della loro pluriennale collaborazione, ma anche propongono ai numerosi frequentatori delle spiagge e dei nostri mari, alla vigilia dell’apertura della stagione, nuove stimolanti proposte, idee e materiali innovativi per conoscere meglio questo ambiente e viverlo in modo attivo.
Durante l’incontro, sono previsti, per bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni, laboratori gratuiti sul tema del mare: un gioco interattivo corredato di sagome magnetiche e schede informative e per i più piccoli il racconto di una storia fantastica ambientata in una città sommersa. I laboratori sono da prenotare, fino esaurimento dei posti, allo 0412750206.
A tutti i partecipanti verrà distribuito un kit dei nuovi materiali belli e utili.
La collaborazione tra Museo di Storia Naturale e Arpav è un esempio virtuoso di sinergia e di integrazione tra rigore scientifico e comunicazione: dallo studio delle tegnùe, straordinarie aree rocciose sommerse che si trovano al largo dei nostri litorali, alla promozione della conoscenza dell’ambiente marino, costiero e lagunare; dai laboratori didattici in spiaggia e in museo, alle pubblicazioni rigorose ma accattivanti e riccamente illustrate, fino all’ideazione e realizzazione di materiali innovativi per trasformare una passeggiate in spiaggia, un’escursione in barca, un’immersione in una vera esperienza naturalistica.
Tutto questo sarà oggetto dell’incontro di sabato in cui, mentre agli adulti e alla stampa saranno presentati attività , risultati, progetti e materiali – distribuiti in anteprima -, i ragazzi potranno osservare, anche con l’ausilio di microscopi, la molteplicità di forme e adattamenti degli organismi che incontreranno in mare e nelle spiagge durante l’estate.
Tra i materiali in distribuzione , per facilitare l’identificazione delle specie marine, tre poster e un set di tavolette plastificate con indicata la probabilità di incontro in immersione e l’eventuale grado di “pericolosità †delle specie.
Interventi:
Giandomenico Romanelli, Direttore Fondazione Musei Civici di Venezia
Andrea Drago, Direttore Generale ARPAV
Saluto istituzionale
Luca Mizzan, Direttore Museo di Storia Naturale di Venezia
Marina Vazzoler, responsabile del Servizio Acque Marino Costiere di ARPAV
La collaborazione tra il museo e l’ARPAV:attività in corso e progetti
Luca Mizzan
Didattica e divulgazione: il progetto “sottAcqua†e i nuovi materiali
Simultaneamente, si svolgeranno i laboratori per i ragazzi, condotti dagli operatori naturalisti della Cooperativa Limosa.
Tra i materiali in distribuzione anche i poster la cui immagine è in attachment
Informazioni per la stampa:
Fondazione Musei Civici di Venezia, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei con Riccardo Bon tel. +39 0412747607/08/14/18 fax /04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.itwww.museiciviciveneziani.it
Alessandro Martinelli è nato nel 1970 a Montagnana, Padova, e vive a Roma. L’amore e l’intima nostalgia dei luoghi di provenienza ispirano molte immagini del suo repertorio. Tra le mostre personali: Profondamente Veneto (Navona 42, Roma 2007 – catalogo Gangemi); Aprire gli occhi, liberare la mente (Complesso Monumentale S. Paolo, Monselice – PD 2007); Ma la morte mai (FotoLeggendo, Roma 2007 ; CIFA, Bibbiena 2008; Biblioteca Angelica, FotoGrafia – Roma 2008, a cura di Galleria Navona 42 Art Communication Space).
Ingresso gratuito con orario:
dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30
sabato 10.00 – 13.00
Un evento organizzato da
Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019
www.officinefotografiche.org
Ufficio Stampa
Elena Giorgieri
press@officinefotografiche.org
18 aprile 2009 – opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito con preghiera di pubblicazione
Sabato 18 aprile 2009
apertura straordinaria dalle 12.00 alle 22.00
opening alla presenza degli artisti alle 19.00
primo piano
Marissa Morelli e Max Rommel Case di cartone un progetto WOM/workingonmemory; montaggio video e suono: CLaVie
dal 19 aprile al 15 maggio 2009
Il 9 ottobre 1963 si stacca dalla costa del monte Toc in Friuli, una frana lunga 3 chilometri, da oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. La frana arriva a valle, generando una scossa sismica e riempiendo il bacino artificiale. L’impatto con l’acqua causa due ondate: la prima si schianta contro la montagna, la seconda, scavalca la diga e, precipitando verso la valle, travolge Longarone e altri paesi limitrofi, causando la completa distruzione della città e la morte di quasi 2000 persone.
La comunità riprende subito a ricostruire il tessuto sociale distrutto, ma viene deciso di costruire anche alcuni paesi ex novo. Vengono così progettati da zero il comune di Vajont e altri centri più piccoli, come in provincia di Belluno, dove gli abitanti sfollati si insediano. Anche in provincia di Pordenone, a Claut, tra le montagne friulane, in seguito a quel disastro, vengono costruiti 50 alloggi prefabbricati per la sistemazione provvisoria delle famiglie “sfrattate†dal disastro. Il villaggio viene collocato poco fuori dall’abitato, su una radura pianeggiante e soleggiata. Alcune di quelle famiglie continueranno ad abitare in quelle case prefabbricate, per oltre 40 anni. Marissa Morelli e Max Rommel hanno documentato, tra il 2005 e il 2008, ciò che rimaneva del villaggio confinato fuori Claut (PN). Le strutture precarie adibite ad abitazione hanno continuato ad esistere molto più a lungo di quanto era stato programmato, sfidando le leggi del tempo, trasformando il paesaggio, creando una memoria di quartiere, tracciando ed allargando confini. Nell’estate del 2008 il villaggio è stato demolito.
Il lavoro mostra ciò che rimane dell’identità di quei luoghi e della memoria privata e collettiva degli abitanti ed è stato raccolto in una prima mostra e in un libro (Case di cartone, Spilimbergo Fotografia 2008, a cura di Antonio Giusa e Case di cartone/Cardboard houses, Forum ed., Udine, 2008). Ad ASSAB ONE viene presentato un allestimento inedito che comprende due serie di fotografie, circa venticinque C-print, dodici digital print e due video.
piano terra
Andrea Mastrovito Enciclopedia dei fiori da giardino in collaborazione con Galleria 1000 eVENTI nell’ambito della mostra5 + 1: FROM A BIG CRASH TO A NEW DEAL (per informazioni http://www.1000eventigallery.it)
dal 19 al 30 aprile 2009
Andrea Mastrovito torna ad esporre negli spazi dell’ex Gea Grafiche Editoriali Ambrosiane, a cinque anni di distanza dalla sua partecipazione alla mostra Assab One 2004, in cui aveva presentato un’installazione ambientale in cui silohuettes cartacee invadevano lo spazio, come fuggite da un libro pop-up gigante e inseguite dai protagonisti del racconto I Musicanti di Brema dei fratelli Grimm.
Con Enciclopedia dei fiori da giardino, l’artista prende di nuovo spunto dai libri – e quindi dai materiali prodotti dai macchinari dell’ex stabilimento industriale – ma capovolge il meccanismo di produzione della carta, facendo rifiorire migliaia di fiori e piante da giardino da centinaia di libri disposti al suolo. Enciclopedia dei fiori da giardino è infatti una grande installazione composta da 500 volumi dell’omonimo dizionario, pubblicato nel 2008 da Mondadori. Ogni volume è diviso in tre parti, ritagliato e presentato al pubblico adagiato al suolo, aperto in corrispondenza delle pagine che l’artista e una schiera di assistenti hanno parzialmente ritagliato e sollevato in modo da ottenere l’effetto visivo di una vera e propria aiuola di carta fiorita.
Il lavoro prende spunto dalle riflessioni di Magritte e Kosuth sulla natura degli oggetti che ci circondano e sulla loro immagine, su come questa immagine viene percepita dall’osservatore e quanto dell’oggetto originario fa davvero parte della sua riproduzione. I fiori, stampati sulle pagine dei libri illustrati, tornano a fiorire dalle pagine, simulando l’immagine che rappresentano e da cui sono stati ricavati: un libro è fatto di carta, la carta è ottenuta dal legno degli alberi. E, come ricorda Mastrovito citando Sergio Endrigo,“per fare un albero, ci vuole un fiore…â€.
Il progetto è itinerante e dopo la sua prima presentazione negli spazi di ASSAB ONE verrà esposto in più sedi pubbliche in Italia e all’estero.
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00 e su appuntamento
In allegato: il comunicato stampa delle due mostre e due immagini a bassa risoluzione:
case_di_cartone.jpg = Marissa Morelli e Max Rommel, Case di cartone, C-print, 2005-2008 andrea_mastrovito.jpg = Andrea Mastrovito, Enciclopedia dei fiori da giardino, 2009
Sono disponibili immagini ad alta risoluzione
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ASSAB ONE associazione promozione arte contemporanea
Via Assab, 1 – 20132 Â Milano
tel +39 02 2828546 – mob +39 348 2925085 – fax +39 02 26111752 info@assab-one.org http://www.assab-one.org Per accedere ad Assab One è richiesta l’adesione all’associazione omonima. Contributo per la tessera, valida un anno: 5 euro
Venerdì 17 Aprile 2009 alle ore 20,00 sarà inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Virgilio Giuricin di Rovigno (Croazia) dal titolo “Il tramonto di un’epoca” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).
La mostra sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF) e da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino all’11 Maggio 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.
Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it
Di seguito il testo a cura di Tullio Vorano
il tramonto di un’ epoca
OMAGGIO AI MINATORI PERITI NELLA MINIERA DI ALBONA (ISTRIA)
Buongiorno, sono Donatella Bellucci di Assopiù Editore di Firenze. Vorrei segnalarvi, con preghiera di diffusione, la seconda Edizione del Premio Nazionale di Narrativa e Fotografia Io Racconto, con i patrocinii del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Tutte le informazioni sul sito www.ioracconto.it.
Il premio è aperto a tutti, ad iscrizione gratuita, con pubblicazione delle opere su catalogo fotografico e una settimana di mostra aperta al pubblico al prestigioso Palagio di Parte Guelfa di Firenze. Cerimonia di premiazione il 21 novembre p.v., scadenza improrogabile invio elaborati il 30 settembre 2009.
Sono a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti
Dal 28 marzo al 9 aprile 2009 Officine Fotografiche ospita l’ultima mostra del programma di Obbiettivo Donna, la rassegna annuale dedicata interamente alle donne fotografo. Il lavoro di Viola Lorenza Savarese, Tracce.
Ad inaugurare la mostra, sabato 28 marzo, ore 18.30, un incontro con l’autrice e Maurizio Cappai, fotografo di archeologia industriale.
L’intento del lavoro della Savarese è duplice: quello di conservare, racchiudendolo dentro ad uno scatto, l’immenso patrimonio archeologico, industriale e urbano, che l’Italia possiede, prima che il tempo e le cause economiche, politiche e sociali riescano a spazzarlo via. Ma anche quello di divulgare visivamente la bellezza insita in uno stato di declino e decadenza che solitamente si tende a non vedere, cercando di trasmettere l’ostinata volontà di continuare ad esistere di certi luoghi, e la pazienza di osservare oltre polvere e rovine riscoprendo quell’eredità fragilissima di luoghi un tempo vivi.
Lorenza Savarese nasce nel 1972; vive tra Modena e Firenze. Compra la sua prima digitale nel 2006, iniziando timidamente a “congelare attimiâ€. Ama il reportage, la street photography, il ritratto come racconto di storie, anche inventate. Da qualche tempo il suo lavoro è dedicato alla “fotografia dell’abbandono”, dell’archeologia industriale e urbana.
Ingresso mostra gratuito con orari:
dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30
sabato 10.00 – 13.00
Obbiettivo Donna è ideato e prodotto da
Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
www.officinefotografiche.org; of@officinefotografiche.org
Con il patrocinio di
Regione Lazio; Provincia di Roma; Assessorato alle Politiche Culturali e Pari Opportunità del Municipio XI del Comune di Roma
Media partner
Noi Donne; DonnaTv; Il Paese delle donne
Roma > Museo Fondazione Roma > 17 marzo > 7 giugno 2009
a cura di Gian Carlo Calza
per la prima volta in Italia 200 opere di uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo
Per bambini e ragazzi >
in viaggio con Hiroshige
alla scoperta della cultura del Giappone
Un percorso ludico e sensoriale, tra gli animali, le piante e i paesaggi del Sol Levante. Per avvicinare le famiglie e i bambini alla rassegna “Hiroshige. Il maestro della natura”, la Fondazione Roma e Arthemisia hanno voluto introdurre un percorso indirizzato ai più piccoli per trasformare la visita in una fantastica esperienza di “viaggio” nella cultura del Giappone. Un viaggio divertente e accattivante che stimola la curiosità dei ragazzi e li invoglia a partecipare attivamente alla mostra arricchendo la loro cultura.
Le opere di Hiroshige come le illustrazioni di una fiaba, possono essere lette a metà tra mondo reale e mondo immaginato: magnifiche immagini della natura, dei paesaggi e delle città giapponesi interpretati e tradotti dall’artista con i colori della poesia.
Una vita avventurosa e poetica, quella di Hiroshige, samurai che diventa uno dei pittori più importanti del XIX secolo in Giappone. Nelle sue stampe si ritrovano i simboli, i gesti e i comportamenti tipici della cultura nipponica e della vita quotidiana: il cibo, i vestiti, le acconciature, gli oggetti e le architetture.
Nella prima sezione della mostra, i ragazzi incontreranno fiori e animali a cui i giapponesi, fortemente legati al mondo della natura, associano significati religiosi e propiziatori (come nell’oroscopo cinese). Dopo gli animali, i ragazzi attraverseranno i paesaggi, le scene di viaggio e infine la vita nella capitale, immergendosi così totalmente in un fantastico mondo esotico. (continua…)
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Una monografia complessiva sull’opera di Pirandello, di taglio saggistico e di impostazione ermeneutica, posta al confine fra letteratura, filosofia e teologia, in una diacronia intimamente tesa al racconto, alla scrittura rigorosa ma costantemente attenta al lettore comune e appassionato. Un libro che mira a dire una parola libera e nuova su Pirandello, discepolo della grande tradizione occidentale ma soprattutto autore di un’opera immensa, centrata e come ‘generata’ dall’icona del Cristo sofferente, tipica della tradizione popolare siciliana.
Nel pur ricchissimo panorama della critica pirandelliana mancava da tempo una monografia complessiva sull’opera dello scrittore agrigentino. Questo volume rappresenta in tal senso un tentativo inatteso e coraggioso, per la sua natura di saggio teso non alla sistematizzazione manualistica, bensì alla restituzione critica del testo come totalità ermeneutica, sulla scia di Gadamer e, ancor più originariamente, di Pascal. Collocato al confine fra letteratura, filosofia e teologia (con un apporto decisivo della psicoterapia gestaltica e della linguistica lessicografica), questo libro – scritto non solo per gli studiosi, ma per tutti gli ‘appassionati’ di Pirandello – ripercorre diacronicamente la produzione creativa dell’agrigentino, scegliendo la forma del ‘racconto’, quasi a condurre per mano il lettore ad un contatto nuovo coi testi intesi come fonti di bellezza e di senso.
Ne viene fuori un ritratto pirandelliano complesso e affascinante, sospeso fra tradizione e modernità , segnato dalla lezione della Scrittura e dei Padri, di Pascal e di Montaigne, di Dostoevskij (e Tolstoj) e di Nietzsche. Soprattutto, ne emerge un Pirandello libero da chiavi di lettura precodificate, segretamente (e gelosamente) ‘aggrappato’ a un nucleo semantico semplice e sorgivo, centrato sulla memoria infantile del “Cristo alla colonna”, l’Ecce Homo della tradizione popolare siciliana.
Antonio Sichera insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lingue dell’Università di Catania. Formatosi al confine fra ermeneutica, lessicografia concordanziale e Gestalt, ha scritto su questioni di teoria letteraria, clinica e filosofica oltre che su Foscolo, Pirandello, Montale, Pasolini e Pavese. È docente di Epistemologia ermeneutica nella Scuola di specializzazione post-universitaria dell’Istituto di Gestalt H.C.C. di Ragusa, ufficialmente riconosciuta dal Ministero dell’Università (sedi di Siracusa, Palermo, Roma e Venezia).