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Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

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Pensare all’Australia senza evocare la spiaggia ed il fragore delle onde giganti amate dai surfisti è praticamente impossibile, per questo le Dickerson Gallery di Melbourne e Sydney hanno deciso di dedicare una panoramica storica all’inconfondibile Australian beach culture, affiancando due fotografi con due punti di vista molto diversi sull’argomento.

Da una parte le fotografie in bianco e nero di Max Dupain, che hanno contribuito ad identificare le spiaggia come un tratto distintivo della cultura australiana, quando negli anni ‘30 e ‘40, signore e signori frequentavano ancora il bagnasciuga con costumi castigati o addirittura vestiti.

Dall’altra la sub-cultura da spiaggia degli anni ‘60 e ‘70 ed i surfisti che hanno fatto la storia di questo stile di vita, fotografati dal surfista e fotografo australiano John Witzig, da un punto di vista decisamente inedito per quei tempi.

Max Dupain
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Un bel viaggio nell’evoluzione dell’identità australiana debitrice alla cultura della spiaggia, ospitato con Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture, dal 31 Marzo al 17 aprile 2010 alla galleria Dickerson Gallery di Melbourne, e dal 28 aprile al 15 maggio 2010 alla Dickerson Gallery di Sydney.

7b37929312e5082deb7c7094c662cd46 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 0ba7236cdb8f79ba8c295e9be9ffad80 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 2108528b999d9b9a154523ece281c3b1 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 1ec79c9d41d80f8698158cf9c3c63649 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
listen it it La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri  a favore della ILO 169
353e29203aea7c0f01afdfef119ff684 La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri  a favore della ILO 169

La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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“8° TRIESTEPHOTOFESTIVAL”

domenica, 9 agosto 2009
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78366d3f39d27a1624f8a1431471c950 8° TRIESTEPHOTOFESTIVAL“8° TRIESTEPHOTOFESTIVAL”

18,  19  e  20  Settembre  2009

«MOSTRA “INCERTE TESTIMONIANZE” di CLAUDIO PASTRONE»

«PREMIO CITTÀ DI TRIESTE AL REPORTAGE» (6a Edizione) a ULIANO LUCAS

«8° PORTFOLIO TRIESTE»

l  Venerdì 18 Settembre 2009, alle ore 18.30, presso la Sala Fenice del Circolo Fincantieri-Wärtsilä (Galleria Fenice, 2) inaugurazione della Mostra “Incerte testimonianze” di Claudio PASTRONE. La Rassegna rimarrà visitabile fino al 02 Ottobre 2009.

l  Sabato 19 Settembre 2009, alle ore 18.30, presso la Sala Oceania del Palazzo dei Congressi, in Stazione Marittima, consegna ufficiale del “Premio Città di Trieste al Reportage” a Uliano LUCAS.

Il Premio viene assegnato annualmente ad un grande Fotoreporter Italiano, appositamente prescelto da un’apposita Commissione Scientifica. Il bronzetto artistico fuso a cera persa è opera della Fonderia Asti di Feletto Umberto (Udine) su modello di Vincenzo Curcio e riproduce il primo bozzetto (realizzato dallo scultore triestino Giovanni Mayer) della Vittoria alata che si trova alla sommità del Faro della Vittoria a Trieste. Il Premio è nato nel 2004 per rendere omaggio a quei Fotografi che hanno scelto di percorrere la difficile e talvolta rischiosa strada dell’informazione. Almerigo Grilz, Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D’Angelo e Moran Hrovatin rappresentano l’altissimo e significativo tributo di vite che la Città di Trieste ha dovuto pagare per l’aspirazione ad una libera informazione fotografica. Il “Premio Città di Trieste al Reportage” è stato istituito per onorare la loro memoria e quella delle centinaia di Fotoreporter che sono caduti nell’espletamento della loro professione. Nel 2004 è stato consegnato a Francesco Cito, nel 2005 a Gianni Berengo Gardin, nel 2006 a Ferdinando Scianna, nel 2007 a Letizia Battaglia e nel 2008 a Francesco Zizola.

Alla consegna del Riconoscimento seguirà una proiezione delle opere più significative di Uliano LUCAS.

l  Domenica 20 Settembre 2009, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00, presso la Sala Matrimoni del Comune di Trieste svolgimento dell’ottava edizione di Portfolio Trieste”, Selezione Fotografica Nazionale a lettura di Portfolio, Manifestazione Riconosciuta dalla FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, aperta a tutti i fotografi.

Nell’occasione fungeranno da Lettori:

Tullio FRAGIACOMO, Critico e Docente di Fotografia – Trieste;

Uliano LUCAS, Fotoreporter, Autore di libri fotografici e Curatore di Rassegne – Milano;

Cristina PAGLIONICO, Consigliera Nazionale FIAF, Docente del Dipartimento Attività Culturali FIAF – Forlì;

Claudio PASTRONE, Consigliere Nazionale FIAF, Direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore – Torino;

Fausto RASCHIATORE, Critico di Fotografia e Giornalista – Venezia Mestre.

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Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica

martedì, 2 giugno 2009
listen it it Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica

pubblicato da Cut-tv in: Concorsi e Premi Mostre e gallerie Interviste

3aefcffc31a39bee97f35e20833933a8 Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione SovieticaDavide Monteleone è il fotografo italiano che ha attraversato per anni i paesi dell’ex Unione Sovietica, respirandone le atmosfere, l’aura ruvida e le complesse sfumature, cogliendone i colori e quella dimensione ‘fuori dal tempo’ che è il cuore di “Dusha”, l’intenso reportage capace di farti guardare un paese che per anni abbiamo creduto di conoscere, con occhi completamente diversi.

Fotoreporter dal 1998, attento ai fatti di cronaca quanto alla dimensione sociale ed emotiva della realtà che inquadra in giro per il mondo, membro dell’Agenzia Contrasto dal 2001, i reportage di Davide Monteleone hanno ricevuto molti premi, fino a quello recente nella categoria General News Stories del 52° World Press Photo per il reportage realizzato in Abkhazia, in mostra contemporaneamente al Museo di Roma in Trastevere (fino al 28 maggio) e alla Galleria Carla Sozzani di Milano (fino al 7 giugno).

Un altro viaggio in quei paesi che hanno segnato il suo modo di guardare, sentire, fotografare, ma non l’ultimo … curiosi di sapere di più, ci siamo rivolti a Davide, che si è rivelato sincero e concreto, quanto le sue fotografie.

Davide Monteleone
67103bce9cf6bc9cccf5b43c21712276 Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica e65541813d11c9de2cd491a038121eba Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica 541014fc3b26b849a2b8251ad2fba6b5 Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica ea3ea84a1cac339a638dd5dbc79c8c8a Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica

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MokaWeb – Gian Piero Granieri: “EL METRO”

martedì, 19 maggio 2009
listen it it MokaWeb   Gian Piero Granieri: EL METRO

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Il lavoro fotografico è stato pensato come rappresentazione di un insieme di attimi vissuti nel cuore della vita sotterranea di Madrid. Lunghi e brevi corridoi, attese e cambi di direzione, momenti di interazione sociale, mescolanza inconsapevole di idee e di vite distinte. Ho voluto aprire una finestra su questo mondo  per dare uno sguardo su quei luoghi che vediamo ogni giorno di fretta e diventano talvolta spazi senza identità, senza una storia propria, relegati a linea di confine da attraversare per poter accedere al mondo reale.  
Gian Piero Granieri

per vedere le foto clicca qui

www.mokaweb.it
info@mokaweb.it

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“Cromosensazioni”

domenica, 17 maggio 2009
listen it it Cromosensazioni
Mostra fotografica
“Cromosensazioni”
Inaugurazione: 22 maggio 2009 – ore 19
ROMA – Torretta Valadier – Ponte Milvio
dal 22 al 28 maggio 2009
ingresso gratuito
Una riflessione fenomenologica sulla percezione del colore a partire dalla Teoria delle Opponenze Cromatiche di Ewald Hering.
Ewald Hering (1834-1918) nel 1872 a seguito di lunghe ricerche psicofisiologiche e fenomenologiche sulla percezione del colore, delinea la teoria dei Processi Opposti o come è nota oggi, delle Opponenze Cromatiche.
Questa teoria completa con eleganza quella Tricromatica di Young-Helmoltz (1866) spiegando un secondo stadio del processo percettivo del colore.
L’ipotesi è che esistano tre coppie di colori antagonisti e complementari rosso-verde, blu-giallo, bianco-nero e che tali coppie si distribuiscano sulla retina in tre canali ad opponenza cromatica, tali da spiegare tre dei fenomeni chiave della visione umana: l’opponenza cromatica, il contrasto simultaneo, e la costanza dei colori, costanti che ci permettono di percepire il mondo circostante come siamo abituati a fare.
Questa mostra vorrebbe proporre al pubblico alcune delle opere nate da questa riflessione sulle dinamiche della percezione e della visione. Attraverso la personale elaborazione di ciascuna di noi, abbiamo dato vita ad immagini, esperienze fenomenologiche soggettive legate a quei sei colori (bianco-nero, rosso-verde, giallo-blu), alla luce ed alla loro influenza psico-fisiologica.
Le opere sono esposte su pareti opposte in modo da facilitarne la visone così come proposto da Hering in un processo che non vuole essere di contrasto, ma di reciproca definizione.
Foto di Barbara Gelso, Daniela Ortolani, Elisabeth D’Amico, Elly Murkett, Gabriella Carlei, Laura Lombardozzi, Lia Attanasio, Patrizia Urbinati, Rita Chiliberti, Stefania Mele, Verena Grottesi.
Email address: ritachi@libero.it
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18 aprile 2009 – opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito

lunedì, 13 aprile 2009
listen it it 18 aprile 2009   opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito

18 aprile 2009 – opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito
con preghiera di pubblicazione

63f9331c7cd52e958deff9768e0baa68 18 aprile 2009   opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito
Sabato 18 aprile 2009
apertura straordinaria dalle 12.00 alle 22.00

opening alla presenza degli artisti alle 19.00

primo piano

Marissa Morelli e Max Rommel
Case di cartone
un progetto WOM/workingonmemory; montaggio video e suono: CLaVie

dal 19 aprile al 15 maggio 2009

Il 9 ottobre 1963 si stacca dalla costa del monte Toc in Friuli, una frana lunga 3 chilometri, da oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. La frana arriva a valle, generando una scossa sismica e riempiendo il bacino artificiale. L’impatto con l’acqua causa due ondate: la prima si schianta contro la montagna, la seconda, scavalca la diga e, precipitando verso la valle, travolge Longarone e altri paesi limitrofi, causando la completa distruzione della città e la morte di quasi 2000 persone.
La comunità riprende subito a ricostruire il tessuto sociale distrutto, ma viene deciso di costruire anche alcuni paesi ex novo. Vengono così progettati da zero il comune di Vajont e altri centri più piccoli, come in provincia di Belluno, dove gli abitanti sfollati si insediano. Anche in provincia di Pordenone, a Claut, tra le montagne friulane, in seguito a quel disastro, vengono costruiti 50 alloggi prefabbricati per la sistemazione provvisoria delle famiglie “sfrattate” dal disastro. Il villaggio viene collocato poco fuori dall’abitato, su una radura pianeggiante e soleggiata. Alcune di quelle famiglie continueranno ad abitare in quelle case prefabbricate, per oltre 40 anni.
Marissa Morelli e Max Rommel hanno documentato, tra il 2005 e il 2008, ciò che rimaneva del villaggio confinato fuori Claut (PN). Le strutture precarie adibite ad abitazione hanno continuato ad esistere molto più a lungo di quanto era stato programmato, sfidando le leggi del tempo, trasformando il paesaggio, creando una memoria di quartiere, tracciando ed allargando confini. Nell’estate del 2008 il villaggio è stato demolito.
Il lavoro mostra ciò che rimane dell’identità di quei luoghi e della memoria privata e collettiva degli abitanti ed è stato raccolto in una prima mostra e in un libro (Case di cartone, Spilimbergo Fotografia 2008, a cura di Antonio Giusa e Case di cartone/Cardboard houses, Forum ed., Udine, 2008). Ad ASSAB ONE viene presentato un allestimento inedito che comprende due serie di fotografie, circa venticinque C-print, dodici digital print e due video.

piano terra

Andrea Mastrovito
Enciclopedia dei fiori da giardino
in collaborazione con Galleria 1000 eVENTI nell’ambito della mostra 5 + 1: FROM A BIG CRASH TO A NEW DEAL (per informazioni http://www.1000eventigallery.it)

dal 19 al 30 aprile 2009

Andrea Mastrovito torna ad esporre negli spazi dell’ex Gea Grafiche Editoriali Ambrosiane, a cinque anni di distanza dalla sua partecipazione alla mostra Assab One 2004, in cui aveva presentato un’installazione ambientale in cui silohuettes cartacee invadevano lo spazio, come fuggite da un libro pop-up gigante e inseguite dai protagonisti del racconto I Musicanti di Brema dei fratelli Grimm.
Con Enciclopedia dei fiori da giardino, l’artista prende di nuovo spunto dai libri – e quindi dai materiali prodotti dai macchinari dell’ex stabilimento industriale – ma capovolge il meccanismo di produzione della carta, facendo rifiorire migliaia di fiori e piante da giardino da centinaia di libri disposti al suolo. Enciclopedia dei fiori da giardino è infatti una grande installazione composta da 500 volumi dell’omonimo dizionario, pubblicato nel 2008 da Mondadori. Ogni volume è diviso in tre parti, ritagliato e presentato al pubblico adagiato al suolo, aperto in corrispondenza delle pagine che l’artista e una schiera di assistenti hanno parzialmente ritagliato e sollevato in modo da ottenere l’effetto visivo di una vera e propria aiuola di carta fiorita.
Il lavoro prende spunto dalle riflessioni di Magritte e Kosuth sulla natura degli oggetti che ci circondano e sulla loro immagine, su come questa immagine viene percepita dall’osservatore e quanto dell’oggetto originario fa davvero parte della sua riproduzione. I fiori, stampati sulle pagine dei libri illustrati, tornano a fiorire dalle pagine, simulando l’immagine che rappresentano e da cui sono stati ricavati: un libro è fatto di carta, la carta è ottenuta dal legno degli alberi. E, come ricorda Mastrovito citando Sergio Endrigo,“per fare un albero, ci vuole un fiore…”.
Il progetto è itinerante e dopo la sua prima presentazione negli spazi di ASSAB ONE verrà esposto in più sedi pubbliche in Italia e all’estero.

Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00 e su appuntamento

In allegato: il comunicato stampa delle due mostre e due immagini a bassa risoluzione:

case_di_cartone.jpg = Marissa Morelli e Max Rommel, Case di cartone, C-print, 2005-2008

andrea_mastrovito.jpg = Andrea Mastrovito, Enciclopedia dei fiori da giardino, 2009

Sono disponibili immagini ad alta risoluzione



ASSAB ONE associazione promozione arte contemporanea
Via Assab, 1 – 20132  Milano
tel +39 02 2828546 – mob +39 348 2925085 – fax +39 02 26111752
info@assab-one.org
http://www.assab-one.org
Per accedere ad Assab One è richiesta l’adesione all’associazione omonima. Contributo per la tessera, valida un anno: 5 euro

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Mostra Fotografica Personale di Virgilio Giuricin di Rovigno (Croazia) dal titolo “Il tramonto di un’epoca” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

domenica, 5 aprile 2009
listen it it Mostra Fotografica Personale di Virgilio Giuricin di Rovigno (Croazia) dal titolo Il tramonto di unepoca presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

0a63ac0657296219058ad56f0666fa66 Mostra Fotografica Personale di Virgilio Giuricin di Rovigno (Croazia) dal titolo Il tramonto di unepoca presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

Venerdì 17 Aprile 2009 alle ore 20,00 sarà inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Virgilio Giuricin di Rovigno (Croazia) dal titolo “Il tramonto di un’epoca” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).

La mostra sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF) e da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino all’11 Maggio 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.

Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it

Di seguito il testo a cura di Tullio Vorano

il tramonto di un’ epoca

OMAGGIO AI MINATORI PERITI NELLA MINIERA DI ALBONA (ISTRIA)

(continua…)

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Renato D’Agostin – “Metropolis”

sabato, 14 marzo 2009
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adc984222aeffced371d5652eb2e91d9 Renato DAgostin   Metropolis

Renato D’Agostin – “Metropolis”

Inaugurazione: giovedì 12 marzo 2009 dalle ore 18.00 alle ore 21.00

Periodo: 13 marzo 2009 – 19 aprile 2009

Sedi: VISION QUEST, Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova

Tel.: +39 339 7534993, +39 010 265629

Orario: dal mercoledì al sabato ore 15.30 – 19.30

e su appuntamento (tel. +39 3397534993)

Sito web: www.visionquest.it

Informazioni e-mail: info@visionquest.it

In collaborazione con MC2 Gallery

VISION QUEST Contemporary Photography è lieta di presentare la mostra personale di Renato D’Agostin “Metropolis”

(continua…)

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ROBERTA LOTTO – “I custodi del mito del combattimento”

sabato, 7 marzo 2009
listen it it ROBERTA LOTTO   I custodi del mito del combattimento

669adf70638ab606bb3cd3ec169b84b6 ROBERTA LOTTO   I custodi del mito del combattimento

COMUNE DI PADOVA – QUARTIERE 1 PADOVA CENTRO -

COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ – CONTROLUCE

Presentano una mostra Fotografica di

ROBERTA LOTTO – “I custodi del mito del combattimento”

Presso la Galleria “Rinascente”

Piazza Garibaldi – PADOVA

Inaugurazione Giovedì 5 Marzo 2009 ore 18.00

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Vision Quest Contemporay Photography presenta “Metropolis” di Renato D’Agostin

giovedì, 5 marzo 2009
listen it it Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

b5c447e536f62ee5205c3880dc51f1a6 Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

 Il vortice frenetico che avviluppa normalmente le nostre esistenze impedisce l’attenzione di soffermarsi sul mondo in cui viviamo causando un pericoloso deficit di riflessioni indispensabili per una vita serena e costruttiva.
Atomi di cosmo impazzito, rimbalziamo senza una ragione plausibile perdendo di vista la bellezza di quei particolare che quotidianamente  si presentano innanzi ai nostri occhi e con i quali potremmo arricchire il tesoro dell’anima. Fino a quando qualcuno, con calma e purezza, questo compito lo svolge in nostra vece regalandoci immagini che riportano i sensi in quella realtà spesso inafferrabile.
Renato D’Agostin è il demiurgo di questa apparentemente nuova esistenza e, con il silenzio della fotografia, recupera la nostra attenzione ammantandola di pace e serenità. Infatti, non è soltanto la bellezza di queste opere a stupirci: con la stessa intensità, il messaggio in esse contenuto, diventa immediatamente un invito a riprendere l’autentico controllo dell’esistenza. Scatti che da un’anima provengono e a tante altre si rivolgono, arricchendole con il garbo, la raffinatezza e l’esperienza e l’esperienza che, nonostante la giovane età, il nostro artista ha già accumulato riscuotendo successo e gratificazioni degne di chi, oltre che con la testa, lavora con il cuore.
Fabrizio Boggiano

“Anestetizzato dal tempo che mi rende costantemente cosciente del momento reale delle cose, ascolto il silenzio che mi porta lontano dalle forme come scontate cornici degli oggetti, dai momenti come scontati attimi di una successione reale, dalla sintonia degli elementi che caratterizzano tutto ciò che mi circonda. Attimi di silenzio lineare e costante mi spingono ad indagare su qualcosa che ho visto altre volte, in altre prospettive, ma non ancora in quella, non ancora da quel punto di vista che mi emoziona, che suscita stupore per il non conosciuto, non vissuto, o non visto.
Escludo elementi che possano datare le due dimensioni dell’immagine, che possano far riferimento a quel luogo e momento, comprendendone altri che ne sintetizzano la forma.
Percezioni provenienti dalla strada e rielaborate in termini di spazio, forma, tonalità.
Percezioni dal mondo dove la realtà oggettiva, fisica dei luoghi perde i suoi contorni allineandosi ad all’altro mondo dai contorni sfocati dove vi è la ricerca di uno spazio immaginario, dove corpi mossi meccanicamente oscillano o ruotano, descrivendo figure per via cinetica.
E tutto rimane ovattato nello stesso silenzio.”
Renato D’Agostin

Renato D’Agostin nasce nel 1983 a San Donà di Piave (Ve) e inizia la carriera di fotografo a Venezia nel 2001. L’atmosfera della città alimenta e accresce la sua curiosità nel catturare situazioni al limite del reale. Con lo stesso occhio fotografico nel 2002 compie un viaggio attraverso le capitali dell’Europa occidentale e rimane affascinato dalla città di Parigi. Tornato in Italia frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e inizia a collaborare con lo studio di produzione Maison Sabbatini. Nel 2005 frequenta il corso di Fine Print all’International Center of Photography di New York e nel 2006 è assistente di Ralph Gibson. Nel 2007 Renato D’Agostin presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. In Metropolis le cognizioni spaziali e temporali della città si trasfigurano, liberando immagini surreali e oniriche legate alle viscere emotive del nostro inconscio collettivo, spazio che Renato ha saputo cogliere e indagare con estrema acutezza. La purezza dei particolari sottolinea con forza aspetti che sfuggono alla visione comune, dimostrando come il bello risieda ovunque; anche nei luoghi inaspettati. Questa è la sua prima personale in Italia.

Inaugurazione giovedì 12 marzo dalle 18.00 alle 21.00
dal 13 marzo al 19 marzo 2009,  dal mercoledì al sabato  15.30 - 19.30 e su appuntamento
VISION QUEST Contemporary Photography
Piazza Invrea 4r, 16123 Genova
Tel. 010 265629 – 3397534993  
www.visionquest.it    info@visionquest.it

 

 

 

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On line il nuovo sito per la stampa di fotografie QuiFoto.it:

giovedì, 19 febbraio 2009
listen it it On line il nuovo sito per la stampa di fotografie QuiFoto.it:

Febbraio 2009 – On line da poco di due mesi, il nuovo sito web per la stampa di fotografie QuiFoto.it, ha già ottenuto un buon successo tra gli utenti della rete.
Pensato sia per un target utente privato che per uso professionale, QuiFoto.it si caratterizza come un’area web che unisce a tutte le funzionalità di un portale per la stampa di fotografie, una serie di prodotti e applicazioni uniche.

Uno tra i prodotti più interessanti da realizzare attraverso Quifoto.it è senz’altro il fotolibro: in Italia solo QuiFoto.it è in grado di stamparlo in 6 colori e con verniciatura lucida, per una qualità davvero distintiva. Attraverso il download gratuito dell’esclusivo programma QuiDesigner, si possono realizzare fotolibri (ma anche ordinare foto in quantitativo superiore alle 50 unità) in modo semplice e veloce. Il fotolibro può contare fino a 168 pagine, prevede una copertina personalizzabile, vera rilegatura artigianale e stampa a margine libero.

Anche per la stampa di ingrandimenti QuiFoto permette ai privati di realizzare da soli quei prodotti che di solito sono richiesti ad un professionista e all’operatore di settore di avvalersi di un partner che garantisce un’altissima qualità. Stampa di maxi-foto non solo su carta e tela ma anche su forex, Alu Dibond e plexiglass, per creare immagini che siano veri e propri oggetti di arredo, in totale autonomia. Proprio per l’ordine di maxi-foto è online un programma dedicato che consente la visualizzazione dell’immagine sui diversi formati e materiali e la successiva ottimizzazione in base alle scelte.

L’offerta (in continuo ampliamento) comprende anche i calendari personalizzati, per i quali sarà presto on line un programma ad hoc per una realizzazione semplice e impeccabile.

Dedicato a webmaster e operatori di settore è infine il programma di affiliazione QuiPartner che prevede listini speciali per la vendita off line e la personalizzazione dei prodotti acquistabili dai webmaster con i loro brand.

QuiCompany è il dipartimento del Gruppo Athesia, leader sul mercato del Triveneto con più di 20 pubblicazioni di quotidiani e mensili, che si occupa della produzione e commercializzazione di un vasto assortimento di prodotti fotografici in Italia, attraverso il sito Quifoto.it

Ufficio stampa
d&f comunicazione
Eva Zarri
T. 051 6414705
M. 347 5502022
eva.zarri@def.it

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