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Articoli marcati con tag ‘progetto’

Pérez-van Gessel. Paesaggio delle cave: progetto e trasformazione

giovedì, 18 marzo 2010

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Milano, 12 -16 maggio 2010

L’attività estrattiva rappresenta una problematica diffusa ed articolata che nel paesaggio italiano viene percepita per lo più con un valore di segno negativo, un male necessario. D’altro canto si possono citare nella storia esempi di paesaggi eccezionali, monumenti immersi nella natura prodotti proprio dall’estrazione di materiali per l’edilizia con cui si sono costruite le nostre città, come ad esempio le cave di marmo di Carrara o quelle di tufo di Favignana. A fronte di una casistica piuttosto estesa di progetti “a posteriori”, per lo più legati al semplice ripristino ambientale e all’inserimento di nuove attività collettive, si vogliono sondare attraverso lo strumento del progetto le possibilità di trasformazione del paesaggio delle cave nel lungo periodo: dall’insediamento di un’attività estrattiva “ex novo”, alla messa a regime, fino alla sua dismissione. Un progetto che verifichi non solo la fattibilità sul piano economico ma che le possibilità di integrazione ambientale nelle varie fasi del processo lasciando a conclusione delle attività produttive non un residuo, una scoria, ma una vera e propria architettura nel paesaggio, arricchendolo.

 

ATTIVITA’/ PROGRAMMA

Il workshop contempla una serie di apporti teorici giornalieri (lezioni dell’autore attinenti il tema) e si svilupperà in tre fasi pratiche:conoscenza ed interpretazione del luogo (visione dei materiali e dell’area); elaborazione del progetto (singolarmente o in gruppo); dibattito e presentazione delle proposte.

 

ISCRIZIONI

Il workshop fa parte del programma di Master in Architettura del Paesaggio e di Formazione Permanente della UPC di Barcellona/ACMA Milano. Si configura come un corso intensivo di perfezionamento ed aggiornamento rivolto a: diplomati, studenti e laureati nelle discipline di carattere tecnico-scientifico legate alla gestione del territorio (architettura, architettura del paesaggio, ingegneria, scienze ambientali, scienze naturali, scienze agrarie e forestali, beni culturali, antropologia, sociologia, urbanistica, scienze e politica del territorio ecc.). In particolare è indicato al personale, ai collaboratori e ai consulenti dei parchi e delle soprintendenze, agli studi professionali che operano nelle progettazione ambientale. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.

  

Per informazioni:

ACMA Centro di Architettura
via Antonio Grossich 16, 20131 Milano
Tel. +39 02.70639293 Fax. +39 02.70639761
acma@acmaweb.comwww.acmaweb.com

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Razza Bastarda. Il calendario 2010 della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Oliviero Toscani

mercoledì, 6 gennaio 2010

pubblicato da Cut-tv in: Varie Curiosità

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nuovo, nuovo calendario. Razza Bastarda è il titolo del Calendario 2010 della Lega Nazionale per la Difesa del Cane e l’ultima provocazione firmata Oliviero Toscani per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno del randagismo.

O meglio, la campagna sociale contro il randagismo “Meglio soli che male accompagnati“ è stata promossa dai ragazzi del Progetto Terremoto dell’Assessorato alla Creatività di Salemi, che hanno fotografato i cani in giro per la Sicilia sotto la direzione artistica di Oliviero Toscani, in collaborazione con la Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Calendario 2010 Razza Bastarda
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CALENDARIO PER I PROFUGHI SAHRAWI

mercoledì, 21 ottobre 2009

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“Obiettivo Sahrawi”

Il calendario è stato realizzato con l’intento di raccogliere fondi per riattivare l’arena cinematografica e per completare il laboratorio di digitale; entrambi situati nel campo di El Ayoun. La realizzazione di questi due progetti rientra nell’ambito delle nuove forme di cooperazione che l’Arcs, negli ultimi , sta cercando di portare avanti con il popolo Sahrawi, promuovendo “progetti di formazione” rivolti soprattutto ai giovani e destinati alla conoscenza e alla crescita nei settori delle visuali e della musica. Dalla volontà di realizzare un luogo di aggregazione e di far conoscere una forma di visuale ignota alla gran parte dei Sahrawi che vivono nella regione di Tindouf, nel 2004 è nata l’idea progettuale di costruire, nella zona adiacente al centro culturale della Wilaya di El Ayoun, un’arena cinematografica rivolta a tutta la popolazione. L’arena, finanziata dall’Arci e dalla provincia di Roma, è stata realizzata nell’estate del 2005 ed è dedicata alla memoria di Tom Benetollo e Otello Urso. Il successo di questo “cinema nel deserto” è stato immediato: un grande schermo diventato la finestra sul mondo per centinaia di sahrawi, giovani e adulti. A seguito di violenti temporali e all’usura inevitabilmente prodotta dalle difficili condizioni ambientali, il muro che fungeva da schermo si è deteriorato in maniera definitiva e il progetto si è purtroppo interrotto. Vista l’importanza che riveste per la popolazione saharawi, l’Unione Circoli Cinematografici Arci ha deciso di destinare un contributo significativo per rimettere in piedi l’arena cinematografica. L’altro progetto, legato alla e denominato “Deserto Rosa”, è nato da una collaborazione tra il fotografo Giulio Di Meo e l’Arcs, ed è stato avviato nell’Aprile 2009. Questo progetto prevedeva non solo la fornitura dell’attrezzatura utile a realizzare un laboratorio di stampa all’interno del centro di cultura Olof Palme, nella wilaya di El Ayoun, ma anche un breve corso rivolto ad un gruppo di donne degli accampamenti. L’intento era duplice: quello di dare ad un gruppo di ragazze sahrawi uno strumento per raccontare e denunciare le difficili realtà di vita nei campi profughi e nello stesso dare la possibilità agli abitanti della wilaya di stampare le formato-tessera necessarie per i loro documenti, evitando di percorrere chilometri di deserto. Nei villaggi non ci sono infatti studi fotografici e l’unica soluzione rimane quella di recarsi nella città più vicina (il necessario può variare da una a tre ore). Ciò comporta costi tali (taxi, stampa delle ) che anche una banale rappresenta un problema diventando quasi un miraggio irraggiungibile. I fondi raccolti con la vendita del calendario saranno utilizzati per il completamento dei due progetti. Questo è il nostro intento, questo è il nostro “Obiettivo Sahrawi”.
Ventina Roversi – Di Meo Giulio

01 gennaio 2010

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Berlino: città senza confini – workshop di reportage con Marco Vacca

venerdì, 2 ottobre 2009

In occasione del 20 anniversario della caduta del muro di Berlino phlibero propone un’indagine fotografica sui luoghi simbolo dell’unificazione tra Germania Est ed Ovest: Checkpoint Charlie,  Alexanderplatz, il quartiere Mitte, Potsdamer Platz. Uno sguardo al passato per cogliere il senso della trasformazione avvenuta in questi vent’ e aprire un finestra sul presente.

Il workshop si svolgerà a cavallo del Festival of Freedom culmine di un di eventi commemorativi http://www.mauerfall09.de/en/home  tra cui la grande in Potsdammerplatz Peaceful Revolution 1989/90  (700 fotografie e documenti che per ricordare le proteste della primavera dell’89 organizzate dagli attivisti per i diritti civili, che portarono alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre ‘89 e alla riunificazione della Germania nell’autunno del ‘90) e Perspectives – 20 Years of Changing Berlin (un info box itinerante che focalizza l’attenzione sui luoghi emblematici dei cambiamenti della capitale dalla caduta del muro).

Il 9 novembre nel contesto del Festival si svolgerà Domino Action, l’abbattimento di un simbolico muro, di 2 km sito tra il Palazzo del Reichstag e Potsdamer Plaz, composto da oltre 1000 tessere del domino alte 2,5 metri l’una e decorate da giovani berlinesi.

In questa frizzante atmosfera di festa e di commemorazione, sotto l’esperta guida di Marco Vacca i partecipanti avranno modo di sviluppare un progetto fotografico sulla mutazione del simbolo di un cambiamento epocale per tutto il Vecchio Continente.

Berlino raccontata attraverso i suoi protagonisti: la città, la sua gente, la Storia.

L’impianto generale del workshop è basato sulla proiezione e discussione quotidiana del materiale prodotto da ogni studente per la verifica e la comprensione delle regole di composizione e narrative della . 

Verranno svolte esercitazioni necessarie allo sviluppo della capacità di editing fotografico fondamentali per la comprensione e l’omogeneità del lavoro.  

Vista la struttura dinamica delle lezioni e degli argomenti è richiesto l’uso di apparecchiatura fotografica digitale ed è caldamente consigliato l’uso di un pc portatile.

Marco Vacca è nato a Roma, è laureato in Filosofia e Storia e vive a Milano

Fotoreporter dal 1990 dopo aver lavorato in altri ambiti della professionale, ha prodotto storie su Israele, Iraq, Medio oriente, Rwanda, Kosovo, Sud Sudan, Darfur, Ciad, 9/11, Ghana, Japan, Dubai e molto altro ancora.

Ha al suo attivo una ricerca sulla passione degli italiani per il fitness da cui sono scaturiti una ed un libro dal titolo Body in Italy. Ha pubblicato Refugees: un lavoro sulla condizione delle popolazioni del Darfur esposto ai musei del Vittoriano a Roma e successivamente in diverse altre città d’.

Nel 1999 il suo lavoro sulla carestia in Sud Sudan è stato premiato nel WORLD PRESS PHOTO.

E’ presidente di &Informazione, un’associazione nata per lo sviluppo e la diffusione della cultura giornalistica in .

Dal 6 al 10 novembre 2009 – max 12 partecipanti – costo € 460.

Il costo non include le spese di pernottamento, i pasti, i trasporti e il viaggio.

È consigliabile formalizzare l’iscrizione quanto prima per poter usufruire di tariffe vantaggiose su voli aerei e pernottamento.

Lezioni tecniche e pernottamento (a partire da 12 € a notte) presso l’ostello Pfefferbett – http://www.pfefferbett.de/en/

Linee aeree:

www.airberlin.com da Milano – Roma – Venezia – Napoli – Catania – Lamezia Terme

www.lufthansa.it da Torino – Milano

www.ryanair.com da Bergamo

www.easyjet.com da Milano – Roma – Venezia

 

Per info: phlibero a.p.s. -  corsi@phlibero.itwww.phlibero.it – 011 19505351 -  via Principessa Clotilde, 85 – Torino

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Corso di Fotografia di Giulio di Meo

mercoledì, 30 settembre 2009

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Corso di reportage fotografico Saharawi di Giulio di Meo
Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’ la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. La quota di partecipazione è di 1.500 euro e comprende viaggio, vitto e alloggio, assicurazione e spostamenti interni e ogni altro costo riferito alla realizzazione del corso in loco (sono esclusi i materiali dei singoli partecipanti mentre sono compresi tutti i materiali di gruppo). Al rientro in , i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.

Progetto “Deserto Rosa”
Una parte della quota sarà utilizzata per la seconda parte del progetto “Deserto Rosa”, con il completamento del laboratorio di digitale nella Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun.
Contenuti del Corso:
Lezioni Teoriche (2 lezioni di due ore):
o Introduzione al reportage; definizione e distinzione delle forme in cui si sviluppa il reportage, cenni di storia del reportage, sviluppo della documentaria in Europa e in USA;
o Il reportage del quotidiano, il “fattore umano”, la di strada, il reportage delle piccole cose, il fotografo delle situazioni “normali” della gente “normale”;
o Il comportamento del fotografo, il rispetto di chi si fotografa, il dialogo e la socializzazione con i soggetti, la spontaneità dei soggetti;
o La costruzione della storia, la soggettività sociale e politica, l’oggettività;

Editing (4 lezioni di due ore):
• Sedute di critica e selezione.
Lezione Pratiche:
Uscite fotografiche giornaliere dalla mattina al tramonto.

Periodo: 26 Dicembre 2009- 03 Gennaio 2010
(date da confermare)

Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it

campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

biglietto 6

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una sul lavoro minorile in India e di una con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’ alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’ è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’ nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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Dalla Fotografia d’Arte all’Arte della Fotografia

giovedì, 10 settembre 2009
Dalla d’ all’ della

Editore: Alinari 24 ORE
Collana: monografie

A cura di: Fabio Castelli

Caratteristiche tecniche: cofanetto formato cm 21×30, 140 pagine, 136 fotografie.
Testi in italiano e inglese

Il Progetto “Dalla d’ all’ della ” è la straordinaria occasione per presentare nel 170° anniversario dell’invenzione della un’evoluzione unica dell’attività di Alinari: dalle prime fotografie d’ all’opera d’ che oggi i fotografi riescono con questo mezzo a creare.
L’operazione presuppone che gli artisti si rivolgano al passato come punto di partenza per un processo poetico-artistico che approda alla creazione d’ contemporanea.
Alinari, custode di un patrimonio che rappresenta ampiamente tutte le forme di , attraverso l’opera dei maestri offre l’opportunità ad un gruppo di fotografi e di collezionisti, di immergersi in questo mondo di alla ricerca di spunti di riflessione metalinguistica suggestivi e stimolanti: la diviene materia di cui appropriarsi, per restituire un prodotto nuovo che è esso stesso ed opera d’. Il percorso dalla all’ è quindi un cerchio che si chiude, e la storia continua…

Elenco fotografi:

Giampietro Agostini, Nunzio Battaglia, Francesca De Pieri, Paola Di Bello, Luigi Erba, Mauro Fiorese, Frances Lansing, Lelli e Masotti, Giorgio Majno, Tono Mucchi, Cristina Omenetto, Francesco Radino, Sara Rossi, Edward Rozzo, Pio Tarantini, Roberto Toja,
Alessandro Vicario

Cofanetto morbido €uro 35,00                              ISBN 978-88-6302-026-7 COD SET0102
Cofanetto rigido €uro 60,00                                   ISBN 978-88-6302-027-4 COD SET0101

Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
ALINARI 24 ORE
——————————-
tel. +39-055-2395203
fax +39-055-2382857
www.alinari.it

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“Sognare di Donne”

sabato, 5 settembre 2009
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La  Galleria Fotografica
“Luigi  Ghirri”
di  Caltagirone (CT)
Inaugura
Sabato 5 Settembre 2009 ore 18,30
Una  fotografica  di
MIGNON
“Sognare di  Donne”
Presenta:
Giuseppe Pappalardo
Fotografie di:
Fatima  Abbadi
Ferdinando  Fasolo
Roberta  Lotto
Mauro  Minotto
Giorgio  Pandolfo
Giampaolo  Romagnosi
Angelo  Tassitano
Marco  Turetta
Giovanni  Umicini
Presentazione   e Libro fotografico “Mignon - Sognare di  Donne”  (POLYORAMA EDITORE – GENTE DI )

(continua…)

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Maurizio Marcato – “NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY”

sabato, 5 settembre 2009

bassa ©Maurizio Marcato- Namibia

Maurizio Marcato - “NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY”

03 – 26 / 09 / 2009

Opening:  03 / 09 / 2009

h. 19.00

Giovedì 3  Settembre  2009  wavephotogallery inaugura alle ore 19,00 presso la sua sede di via Trieste 32/a,  la del fotografo  Maurizio Marcato:  ”NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY”.

Maurizio Marcato presenta il suo nuovo progetto “NAMIBIA: One African Photoway”. Una fotografica suggestiva e coinvolgente, un reportage di viaggio realizzato in collaborazione con il consolato della Namibia in , grazie al quale è stato  realizzato un libro dallo stesso titolo. Un omaggio ad una terra affascinante, misteriosa e magica.

Namibia, un paese affascinante, dagli scorci mozzafiato, dai contrasti accesi, è raccontato attraverso l’obiettivo del fotografo Maurizio Marcato. suggestive ed emozionanti che diverranno un libro, un vero racconto di viaggio che vuole trasmettere al grande pubblico la magia di questo meraviglioso luogo nel cuore dell’Africa.

L’evento è in collaborazione con il Consolato della Namibia in e il Mima International Image Distric di Verona.

Per ulteriori informazioni:

Ilenia Zane -  Ufficio stampa


WAVE PHOTOGALLERY
Via Trieste 32,a
25121 Brescia
Tel. +39 030 2943711
info@wavephotogallery.com
www.wavephotogallery.com

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Uprooted. La Cina sommersa di Yang Yi

sabato, 1 agosto 2009

pubblicato da Cut-tv in: Mostre e gallerie Photobucket

Uprooted-01_Yang Yi_2007_Sleeping Buddha Road_fruit company-s dormitory

Oggi facciamo un salto in Cina con Uprooted di Yang Yi, nella visione creativa e apocalittica delle città cinesi, ma niente affatto lontana dalla realtà di una Cina Moderna che il nome del progresso si lascia dietro macerie di città e cultura.

I panorami poetici e surreali delle città sommerse di Uprooted, evocano una sorta di Atlantide in macerie, fotografata e immaginata dall’artista cinese poco prima che l’ultima fase del progetto Tre Gole per la costruzione dell’enorme diga sul fiume Chang Jiang nella provincia del Hubei, sommergesse effettivamente 116 città, 1300 siti archeologici e costringesse a sfollare un milione e mezzo di persone.

Questo enorme progetto che ha sepolto per sempre luoghi, ricordi, tradizioni, oltre alle città ormai ridotte in macerie, compresa quella di nascita del fotografo, ha ispirato le del futuro subacqueo di Uprooted .

La Cina sommersa di Uprooted
Uprooted-03,_Yang Yi_2007_Neixi Street_bank-s building Uprooted-11_Yang Yi_2007_East River bank Uprooted-12_Yang Yi_2007_Ring Road_unknown name dormitory Uprooted-22_Yang Yi_2008_South Street

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