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Articoli marcati con tag ‘progetti’

About il "caso" Noah Kalina

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it About il "caso" Noah Kalina
Stavolta parlo di uno sconosciuto che quasi sicuramente conoscete tutti: Noah Kalina. So che ne hanno già parlato in tantissimi, ecc. pazienza.
Fotografo newyorkese di 31 anni che per 6 anni si è scattato un autoritratto al giorno, raggruppano il lavoro nello slideshow che potete vedere cliccando qui sopra, accompagnato dalla stupenda musica di Carly Comando.

2356 giorni, corrispondenti a 2356 immagini. 18913119 visualizzazioni a questo momento. Centinaia di articoli in tutto il mondo, un sito internet, migliaia di commenti e di fan in tutti i social network, i Simpson lo hanno citato (consacrazione ultima). Un lavoro ancora in corso. C’è chi parla di “visione quasi metafisica”, chi nota la sua posizione immobile, da statua, davanti al passare degli anni (dai 20 ai 26 non è che proprio sia un cambiamento epocale…), chi lo definisce “genio” e buonanotte al secchio.

Io ho visto il video e sinceramente mi sono stupita quando, ricercandolo su Google, ho scoperto che è un professionista (qualunque cosa ciò significhi nel 2011), che fa pure dei servizi interessanti e ha una buona base culturale. Mi chiedo quanti siano andati a cercare notizie su di lui prima di definirlo “genio”, ma va bhe… Me ne sono stupita perché credevo di stare osservando il classico “buddy” con tendenze un po’ ossessive ed ego riferito che faceva un esperimento divertente e se ci fa pure su dei soldi – mi son detta – buon per lui! Ma se io prendo una singola di quelle fotografie, senza pensare a tutto il resto, cosa vedo? Un ragazzo che si è autoritratto con una macchina fotografica, intuisco la stagione dell’anno dal colletto della maglietta/maglione/camicia, lo sfondo di un ambiente lavorativo, piuttosto che casalingo. Nient’altro. Mi si risponde “Anna ma tu sbagli, ci sono progetti artistici che vanno valutati nella loro totalità, giudicarne una singola parte sarebbe come giudicare un romanzo leggendo una pagina a caso.”. Non concordo e non trovo calzante l’esempio: è vero non posso giudicare un libro da una pagina, come una foto da un pixel, ma posso tranquillamente dire se uno scrittore mi piace o meno leggendo una sola sua opera e non 15. E se quell’opera per “stare in piedi” ha bisogno delle altre 14, bhe c’è qualcosa che non va… Comunque, ammettiamo pure il ragionamento del guardare il progetto (che parola inflazionata però…) nell’intero, mi rimangono dei dubbi… Se io ogni giorno per 6 anni cucino e mangio il filetto al pepe verde, questo fa di me una grande cuoca o una grande gastronoma o esperta di carni? Se io ogni giorno annoto che tempo fa e descrivo le mie sensazioni rapportate alle condizioni meteo, questo fa di me una grande scrittrice? Adesso non vorrei metterla giù troppo spessa, ma tempo fa avevo scritto un articolo su una designer che faceva gioielli con il ghiaccio: incastonava cubetti in fili d’oro, naturalmente il ghiaccio si scioglieva in poco tempo e rimaneva il supporto. Ora, se io sono un fruitore d’arte mi aspetto da un gioiello che sia un gioiello, è quasi una questione di onestà ontologica (l’ho scritto veramente!), non che sia del ghiaccio che si scioglie e “mi riflettere su quanto sia effimera la vanità”; così da una foto mi aspetto che sia una foto non che qui hai la barba e nella foto dopo no. Niente a che vedere, per esempio, con il lavoro che fa Cristina Nuñez con l’autoritratto.
Poi è pure interessante riflettere sul fatto che quasi 20 milioni di persone l’abbiano guardato: fanno più impressione i suoi 6 anni di autoscatti di un minuto al giorno, che i 12 anni che ha impiegato Proust per scrivere la Ricerca del tempo perduto oppure le 3 ore che Stieglitz passò nel 1893 sotto una tempesta di neve nella Fifth Avenue per scattare la celeberrima Winter on Fifth Avenue.
La mia non vuole essere una provocazione (non sono provocatoria, sono diversamente ironica), vorrei davvero confrontarmi con voi su questo tema. Chi passa ogni tanto di qua sa che non amo la fotografia perfetta tecnicamente ma sterile, solo che sono ancora legata all’idea che l’artista non è uno che fa cose strane, tanto per farle, è… chi è l’artista? Scusate le tante parole e i tanti puntini…

2a55fb5e8052ca7c671e87b0f0bbe8d4 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Scenes
71080f8c32fab230a432cba89736fe11 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Scenes
c117cf3caf24cfd181fa19283b46d0c5 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Portraits

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Autore Articolo: Anna Mole
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ROMA CITTÀ DIALETTICA. ARCHITETTURA, PAESAGGIO, FOTOGRAFIA A CURA DI STEFANIA RÖSSI, MASSIMO SORDI

giovedì, 14 aprile 2011
listen it it ROMA CITTÀ DIALETTICA. ARCHITETTURA, PAESAGGIO, FOTOGRAFIA A CURA DI STEFANIA RÖSSI, MASSIMO SORDI

Strumento imprescindibile per la lettura del paesaggio urbano contemporaneo la fotografia è consente di misurarsi con le categorie del reale e riflettere intorno ad esse a partire da condizioni concrete. La conformazione delle città, la dimensione degli isolati, così come la singolarità degli edifici, costituiscono i frammenti di uno stesso insieme, i brani di un paesaggio disponibile a rinnovarsi, ogni giorno, attraverso le consuetudini dei suoi abitanti. La fotografia invita perciò a osservare il ritmo del quotidiano e a interpretare, superando la dimensione superficiale degli oggetti, le relazioni che intrinsecamente instauriamo con i luoghi. Piccoli o grandi interventi dell’uomo, progetti di riqualificazione o rigenerazione urbana, mostrano un costante mutare dei luoghi a cui si legano implicitamente identità sempre nuove.

Il workshop intende fornire gli strumenti utili all’acquisizione di una struttura metodologica finalizzata all’indagine fotografica. Il tema assunto come oggetto di studio è un brano della città di Roma, un microcosmo del quotidiano che mostri con evidenza i processi di trasformazione in atto. Alle lezioni teoriche, propedeutiche alla breve campagna fotografica, seguirà una discussione sui singoli lavori. Le considerazioni sulle immagini prodotte saranno orientate alla selezione di una sequenza fotografica compiuta e mirata alla costruzione di un progetto fotografico.

Programma

Venerdì 20 maggio

Ore 16:00 – 19:00

Incontro e presentazione degli autori e introduzione al lavoro

Sabato 21 maggio

Ore 10:00 / 13:00 e 15:30 18:00

Parte pratica su un percorso individuato dai Master

Domenica 22 maggio

10:00 / 13:00

Analisi e commento dei Master al lavoro selezionato dai partecipanti

Costi: 180,00

Partecipanti: Min. 8 Max. 15

Per informazioni e prenotazioni: of@officinefotografiche.org |www.officinefotografiche.org Tel. +39 065125019

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Nota Biografica

NOTA BIOGRAFICA

Massimo Sordi si è laureato in Architettura allo IUAV con il prof. Italo Zannier. Dal 2001 è professore a contratto dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena, dove insegna Storia e Tecnica della Fotografia e gestisce tutte le attività legate alla fotografia.  Coordinatore del Comitato Scientifico di SIFEST, Savignano Immagini Festival, per il quale ha curato importanti mostre monografiche e collettive e seguito progetti fotografici sul territorio e workshops.  Curatore insieme a Stefania Rössl del progetto sulla giovane fotografia internazionale Global Photography, presentato in molte città italiane con mostre e cataloghi nel 2009, 2010 e 2011.
Il suo lavoro fotografico, esposto presso gallerie e festival, è stato pubblicato su libri, riviste e cataloghi italiani ed internazionali. Nel 2008 è stato uno degli artisti scelti da Linea di Confine per una campagna territoriale nell’ambito della costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità TAV Milano-Bologna. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca ministeriali volti ad indagare la realtà del territorio italiano.
La sua prima monografia “Indian photographs” è stata pubblicata a settembre 2010.

Stefania Rössl (Liestal 1965) si laurea in Architettura allo IUAV. Frequenta il D.E.A. Projet architectural et urbain, presso l’École d’Architecture di Paris Belleville. Dal 2001 è ricercatore presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dove insegna Composizione Architettonica e Urbana, affianca all’attività didattica quella di responsabile scientifico del Laboratorio di Fotografia. Dal 2004 collabora con Fondazioni di Ricerca e Università indiane approfondendo il tema della trasformazione del paesaggio e della città. Ha ideato e organizzato il progetto Sguardi sul paesaggio italiano; in qualità di membro del comitato di Savignano immagini dal 2007, ha curato diversi progetti di ricerca e workshop. Coordinatrice del Comitato Scientifico di SIFEST assieme Massimo Sordi, ha affiancato all’elaborazione di progetti sul territorio la curatela di importanti mostre monografiche e collettive: Roger Ballen, Joakim Eskildsen, Simon Roberts, Marco Zanta, Andrew Phelps, Global Photography, etc.

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Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

4e30a5179745aeeb722addc764d6d03d Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

Hasselblad è un nome magico per chiunque si occupi di fotografia. Noi abbiamo avuto modo di tenere in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno, ma soprattutto di darla a qualcuno che la sapesse usare. E abbiamo scelto Nadia Moro, fotografa di moda già in passato apparsa su queste pagine.

Partiamo però introducendo la Hasselblad H4D 40: una medio formato con sensore CCD 33×44 da 40 megapixel – qui le specifiche – destinata a professionisti di alto livello, anche in virtù di un prezzo non certo per tutti, come ricordava Derfy nel febbraio scorso, 12mila euro + Iva, con obiettivo 80mm incluso.

Ciao Nadia, abbiamo già scritto di te in passato, ma presentati lo stesso ai lettori di ClickBlog

Sono una fotografa, anche se i miei genitori non lo hanno ancora capito. Biologicamente ho 32 anni. Lavoro e vivo da 7 anni qui a Milano. Emotivamente adoro il mio lavoro. Siamo sinceri: è un gioco fatto di immagini e luce… Ma quando si diventa adulti è difficile continuare a “giocare”, per questo talvolta mi esaurisce. Ma anche questo fa parte del gioco.

fd1972d7ad17145eef4b08f260057d37 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro0562349f1b2e2715cfb55abd99c8fe9a Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro898222afd3dc541aa72a17bbff2da6c8 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro3a7082c5316dd5244e0c25dbaecae697 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

A che cosa stai lavorando in questo periodo?

Qui a Milano lavoro a progetti commerciali commissionati dai miei clienti, e lavoro periodicamente al mio portfolio personale scattando servizi redazionali per riviste nazionali e/o internazionali, o per progetti personali. Oltre a questo insegno all’Istituto Europeo di Design ad all’Istituto Marangoni: mi dà soddisfazione e mi diverte. Il settore in cui lavoro maggiormente ad oggi è la moda, oltre ad un immaginario di ricerca personale che scatto senza pressioni, liberamente e che rimane quindi mio malgrado nel cassetto.

Hai avuto in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno: raccontaci il primo impatto con la macchina, l’unboxing, le prime sensazioni

Ammetto di averla presa in mano con l’iniziale e sconsolato pregiudizio che dirigo solitamente verso tutte le fotocamere digitali con cui ho scattato fino ad ora. L’ho considerata da subito un “evoluto mezzo di lavoro tecnologicamente affidabile quanto sterile”. Mi sono ricreduta dopo poco, ed il rumore dello specchio è stato il primo elemento a farmi piacevolmente sorridere: mi riportò infatti al rumore dello specchio della mia fotocamera medio formato analogica. E la cosa diventò piacevole.

Immagino che per lavoro però tu scatterai solo in digitale

Per esigenze del mercato scatto in digitale, ma per le mie ricerche personali prediligo l’analogico.

Dove l’hai collaudata la Hasselblad H4D 40? Mi dicevi che in molti reagivano fotografando te e la macchina… roba da Sartorialist!

L’ho provata nel breve tempo che ho avuto a disposizione fotografando qualche “soggetto” da sfilata, durante la settimana moda donna qui a Milano a febbraio. L’ho fatto come faccio solitamente nelle mie immagini di ricerca analogiche: sfocando e ovattando la resa dell’immagine.

Scatti normalmente utilizzando Canon Eos 1 Mark II e/o Mark III, macchine straordinarie e professionali. Secondo te a che genere di professionista si può rivolgere una macchina come la H4D 40?

Ho trovato la H4D 40 più maneggevole del previsto, per questo ritengo si possa rivolgere a qualsiasi professionista che non abbia particolari esigenze di rapidità di scatto in sequenza, e di economia dello spazio fisico e digitale.

Prima al telefono mi spiegavi che è una macchina con un’anima “analogica”, che ti ha fatto ricordare i tuoi lavori personali in pellicola e medio formato. Raccontaci meglio…

Posso solo aggiungere che rispetto ad una reflex digitale piccolo formato di nuova generazione, mi sono sentita dentro il mondo della pellicola anche per l’economia dello scatto, o rispetto dello scatto (forse funziona di più come definizione): con una macchina simile mi sento di fare più attenzione al numero degli scatti realizzati per un singolo soggetto; di ragionare di più su quello che ho davanti ed evitare la raffiche di file. Nella pellicola lavoro con lo stesso principio: scatto un’immagine che rimarrà, e che non getterò. Dovrà quindi essere un’immagine dignitosa nella peggiore delle ipotesi, che rappresenta quello che stavo cercando nella migliore.

Quanto pesa l’angoscia di maneggiare uno strumento che costa come un’automobile nuova? Dopo quanto passa?

Mah, dipende da dove ti trovi e quante fotocamere ti sono state rubate prima… icon smile Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro Si impara a tenerla in mano in modo sicuro, a farsi vedere esperti della materia. In alcuni casi si inizia a ponderare l’ansia prima di uscire allo scoperto: non si esce nel caso la situazione dovesse risultare particolarmente scomoda…

Potendo, la compreresti?

Sì, ma soprattutto comprerei le ottiche fisse.

Secondo te vale la cifra per la quale è in vendita?

Li vale ora, ma purtroppo ne varrà molti meno in breve tempo. E con quella cifra hai “solo” la scatola, ma non hai il buco da cui far entrare la luce…

Pensi che sia un investimento ammortizzabile per che genere di fotografo?

Per un fotografo che lavora molto nel settore pubblicitario, commerciale in genere a buoni ritmi.

Grazie mille Nadia, ciao e a presto.

172576274323be6afdab5445d37f785c Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro2fdc520e4525e9928145dbafb8edce29 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro é stato pubblicato su clickblog alle 00:01 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro
 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

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 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

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Smithsonian, online l’archivio fotografico degli animali selvaggi

mercoledì, 16 marzo 2011
listen it it Smithsonian, online larchivio fotografico degli animali selvaggi

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Seguire gli animali nel loro ambiente naturale può essere molto complicato, soprattutto se si tratta di specie piuttosto rare o magari molto sospettose che quindi fuggono facilmente.

Per riuscire ad immortalare questi animali allora si utilizzano delle trappole fotografiche, ovvero delle fotocamere posizionati in luoghi in cui si pensa passeranno gli animali e che scattano in maniera automatica al passaggio. Il fotografo dovrà solo scegliere il posto più adatto e poi tornare a raccogliere le foto scattate.

Lo Smithsonian ha pubblicato online più di 202.000 immagini di animali selvaggi catturate nel corso di sette progetti da fotografi e ricercatori. Tutti noi ora possiamo vedere accedere alle stesse immagini che gli scienziati utilizzano nelle loro ricerche dal giaguaro del Perù, che vedete in copertina, al Panda gigante della Cina.

Se è vero che tutte le foto sono scientificamente ed etologicamente rilevanti non è detto che siano tutte esteticamente apprezzabili, ma in mezzo a tanta varietà è possibile trovare scatti interessanti nonostante siano realizzati attraverso procedure automatizzate.

Via | NewsDesk

Smithsonian, online l’archivio fotografico degli animali selvaggi é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di mercoledì 16 marzo 2011.

 Smithsonian, online larchivio fotografico degli animali selvaggi
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 Smithsonian, online larchivio fotografico degli animali selvaggi

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Ciclo di workshop con Maurizio Cogliandro, Lucia Baldini e Sara Munari

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Ciclo di workshop con Maurizio Cogliandro, Lucia Baldini e Sara Munari

Officine Fotografiche promuove, a partire dal mese di  aprile, un ciclo intensivo di workshops.

Sette incontri con diversi fotografi professionisti i quali offriranno un’ampia panoramica per acquisire la consapevolezza e gli strumenti per affrontare la fotografia come professione.  Il 1,2, 3 aprile si parte con il workshop a cura di Maurizio Cogliandro,fotografo Contrasto. Rivelazioni del reale” si concentrerà su un approccio molto personale della fotografia. L’obiettivo è guidare gli studenti alla scoperta di se stessi e della propria storia, portando in primo piano l’anima di quello che si vuole mostrare nelle immagini. Il workshop è totalmente concentrato sui contenuti e non sulla parte tecnica. Gli allievi saranno sollecitati ad esercitare la propria percezione dell’immagine. Fotografa di scena per varie compagnie e festival di teatro e danza, Lucia Baldini costruirà un percorso finalizzato all’approccio intellettuale e pratico per una adeguata relazione che si pone tra l’Artista e il Fotografo nell’ambito della Scena. Le lezioni, Il 9 e il 10 aprile, saranno improntate sulla narrazione legata alla corporalità della musica e della danza. La ripresa fotografica sarà in una prima parte coadiuvata da illuminazione con effetto teatrale, mentre una seconda con la sola illuminazione di candele. Il 16/17 aprile termina il ciclo, Sara Munari, docente di Storia della Fotografia presso l’Istituto Italiano di fotografia di Milano. Tema del workshop e la scoperta di sè stessi attraverso la fotografia di reportage. Nei due giorni Sara Munari accompagnerà gli studenti nell’esplorazione dei progetti presentati mirando a cogliere l’inaspettato e l’imprevedibile nella fotografia.

Informazioni e prenotazioni

Officine Fotografiche

Via Giuseppe Libetta, 1| 00154 |ROMA
Telefono e Fax: +39 06.5125019

Email: info@officinefotografiche.org
www.officinefotografiche.org

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JR The Wrinkles of the City in Los Angeles

martedì, 1 marzo 2011
listen it it JR The Wrinkles of the City in Los Angeles

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Le città in continua trasformazione sotto gli occhi di chi le vive, le abita e le guarda cambiare, sono da tempo oggetto di uno dei progetti in progress dello Street Artist JR, che dopo Los Surcos de la Ciudad di Cartagena nel 2008, e Wrinkles of the City ???? a Shanghai nel 2010, ha scelto di portare le “rughe urbane” a Los Angeles nel 2011, come terza tappa del suo viaggio nelle città.

Non una città qualsiasi quindi, una ma botox valley allevata nel mito di Hollywood, dove la chirurgia plastica è diventata uno stile di vita, e gli sviluppi urbani sono considerati da pianificatori e geografi un modello ed un esempio per lo sviluppo delle metropoli americane.

JR ha scelto la città che cancella le rughe a colpi di bisturi e punturine di botox, per incollare le rughe e gli sguardi dell’uomo della strada, e dei suoi abitanti più anziani, non più su edifici in rovina o in costruzione, ma sulle superfici di una delle gallery a cielo aperto più ‘postmoderne’, segnalate, installazione dopo installazione, da una Google map. Ma gli sguardi sono ancora tanti quanti le città, e il viaggio di JR continua, fino alla prossima tappa.

JR The Wrinkles of the City in Los Angeles
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JR The Wrinkles of the City in Los Angeles é stato pubblicato su clickblog alle 11:10 di lunedì 28 febbraio 2011.

 JR The Wrinkles of the City in Los Angeles
 JR The Wrinkles of the City in Los Angeles

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 JR The Wrinkles of the City in Los Angeles

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Atlante del restauro architettonico. Due volumi

domenica, 9 gennaio 2011
listen it it Atlante del restauro architettonico. Due volumi

IN ESCLUSIVA ARCHIMAGAZINE SCONTATO DEL 10% + SPESE DI SPEDIZIONE GRATIS

ATLANTE DEL RESTAURO ARCHITETTONICO. DUE VOLUMI
Autori: Giovanni Carbonara
Editore: Utet Scienze Tecniche – Gruppo WKI
Pagine: 1100
Anno: 2009
Codice: 65006122
Codice ISBN: 978-88-0206120-7
Prezzo di copertina: 220,00 Euro
Prezzo archimagazine (sconto del 10%): 198,00 Euro

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lrcarbonara.htm

ESCLUSIVA ARCHIMAGAZINE SCONTATO DEL 10%: 198,00 Euro anziche’ 220,00 Euro

Il ricchissimo apparato iconografico (oltre 6.000 immagini, in gran parte a colori), le oltre 500 schede tecniche (con dettagli, dati e informazioni, casi di studio) e i circa 35 progetti italiani e internazionali, completi di particolari costruttivi, e il sistema di rinvii ai contenuti del Trattato di restauro architettonico (ogni scheda tecnica rimanda a un paragrafo specifico dei volumi precedenti del Trattato) rendono i due volumi dell’Atlante di Restauro un sistema completo di contenuti unici in Italia e in Europa sul tema del restauro e del recupero.

PIANO DELL’OPERA
Sez. A – Premesse teoriche e di metodo
Sez. B – La materia degli antichi edifici
Sez. C – Gli elementi costruttivi tradizionali
Sez. D – Rilievo manuale e strumentale
Sez. E – L’invecchiamento e il degrado
Sez. F – Lettura strutturale dell’edificio
Sez. G – Interventi sugli elementi costruttivi
Sez. H – Conservazione di materiali e superfici
Sez. I – Risanamento, adeguamento e sicurezza
Sezione II – 35 progetti di restauro e recupero italiani e internazionali

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lrcarbonara.htm

ESCLUSIVA ARCHIMAGAZINE SCONTATO DEL 10%: 198,00 Euro anziche’ 220,00 Euro

ESCLUSIVAMENTE PER L?ACQUISTO DI LIBRI DEL GRUPPO WKI (UTET SCIENZE TECNICHE, UTET GIURIDICA, CEDAM, IPSOA, MEMENTO, IL FISCO):
- PER ACQUISTI SUPERIORI A 60,00 EURO, SPESE DI SPEDIZIONE GRATIS
- PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO O BONIFICO BANCARIO: DOPO AVER EFFETTUATO L?ORDINE, LE VERRANNO FORNITE TUTTE LE INDICAZIONI PER IL PAGAMENTO
- SPEDIZIONE CON CORRIERE ESPRESSO

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SE VUOI SEGNALARE NELLA NEWSLETTER DI ARCHIMAGAZINE UN EVENTO, UN CORSO, UN MASTER, UNA MOSTRA, SCRIVI A redazione@archimagazine.com
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Con i nostri migliori saluti.
La redazione di archimagazine

Questa newsletter, gratuita ed aperta a tutti gli utenti che ne fanno richiesta, ? distribuita, via e-mail, con frequenza quotidiana e contiene le segnalazioni degli aggiornamenti e delle iniziative del sito www.archimagazine.com .

In riferimento al D. Lgs. 196/2003, i Suoi dati saranno trattati da archimagazine al solo fine dell’invio della newsletter, con estrema riservatezza, e non verranno divulgati. La newsletter ? inviata individualmente ai singoli interessati anche se trattata con l’ausilio di spedizioni collettive.

In ogni momento, sar? possibile essere rimossi dall’elenco dei destinatari rispondendo a questa mail con scritto “CANCELLAMI” nella casella dell’oggetto.

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Laboratorio di fotografia – Roma

mercoledì, 5 gennaio 2011
listen it it Laboratorio di fotografia   Roma

L’Associazione Culturale Wide Shut Photography – WSP

presenta

Laboratorio di Fotografia
II edizione

23 febbraio 2010 – 18 lezioni
docente: Fausto Podavini

Laboratorio di fotografia

Il Collettivo WSP presenta la Seconda edizione del Laboratorio Fotografico che partirà mercoledì 23 febbraio alle ore 19, della durata di 18 lezioni.

Il laboratorio di fotografia è dedicato in particolare a tutti i fotografi che hanno già acquisito una conoscenza delle tecniche base e desiderano affinare le proprie conoscenze attraverso un approccio maggiormente pratico e sul campo, volto alla realizzazione di un progetto fotografico completo. Il tema del Laboratorio Fotografico è quello del racconto per immagini. La finalità è quella di portare il partecipante a leggere la fotografia intesa non solo come singolo scatto ma come un insieme di fotogrammi. Il laboratorio, pertanto, è incentrato sulla realizzazione di un racconto fotografico, o di un portfolio in maniera graduale, affiancando alla teoria la pratica: sia mediante uscite fotografiche sia realizzando progetti comuni e/o individuali. Particolare attenzione sarà rivolta all’editing di tutte le foto che verranno prodotte durante il laboratorio fotografico. E’ durante l’editing che saranno, inoltre, affrontate alcune elementari tecniche di sviluppo del file Raw, così da poter curare il proprio lavoro non solo durante la progettualità e lo scatto ma anche successivamente mediante software di sviluppo (Lightroom – Photoshop). Per partecipare al laboratorio fotografico, è richiesta una conoscenza base. Al fine di acquisire quante più nozioni, si richiede un impegno minimo necessario a realizzare almeno uno dei due progetti previsti.

Programma

* Raccontare per immagini.
* Cos’è un portfolio
* Analisi e discussione di lavori conclusi o in lavorazione di alcuni fotografi emergenti
* Primo progetto individuale: è suddiviso in tre/quattro applicazioni pratiche che ogni partecipante dovrà realizzare nel corso del Laboratorio. Tra una sezione e l’altra, verrà dedicato particolare attenzione all’editing e alla selezione delle immagini
* Prima uscita fotografica
* Secondo progetto individuale: la produzione del materiale avverrà in maniera continuativa, senza step da rispettare. A seguito dell’editing il partecipante verrà orientato nella realizzazione del lavoro là dove necessiterà maggiore attenzione.
* Seconda uscita fotografica
* Sviluppo del Raw
* Lavorazione e stampa dei progetti realizzati

Durante il Laboratorio è prevista la visioni di libri fotografici e documentari.

Costi e Durata
Il corso ha la durata di 18 lezioni (circa 36 ore) comprensive di due uscite fotografiche che verranno concordate con il docente.

Inizio del corso: mercoledì 23 febbraio 2011 dalle ore 19 alle ore 21. Il corso si svolgerà presso i locali de “La Villetta”, Via degli Armatori 3 – Garbatella ogni mercoledì dalle 19 alle 21. Costo: 250 euro.
Numero minimo di iscritti per avviare il corso: 5 – Numero massimo di iscritti:12

È necessario prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org
Per informazioni sulle modalità e i tempi di pagamento contattaci telefonicamente o mandando una mail a info@collettivowsp.org o +39 328.17.95.463
www.collettivowsp.org

Docente del Laboratorio Fotografico: Fausto Podavini – www.faustopodavini.eu

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ART IN-BOX

sabato, 20 novembre 2010
listen it it ART IN BOX

Titolo Evento: ART IN-BOX
Autore: susanna h.
Data Evento: 13 Dicembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

ART IN-BOX
mostra collettiva italo ceca
nell’ambito del ciclo di incontri Marginalíe
presso la Casa dell’Arte della cittá di Brno / Dům Umění města Brna

Curatrici: Susanna Horvatovičová – Tereza Rullerová

Inaugurazione della mostra: lunedí 13. dicembre 2010 – ore 18:00
presso la Casa dei signori di Kunstát / Dům pánů z Kunštátu
Dominikánská 9, Brno

15. 12. 2010 – 30. 01. 2011

Il progetto artistico ART IN-BOX è nato da un’idea di Susanna Horvatovičová come un’iniziativa espositiva destinata a viaggiare per il mondo. La prima mostra collettiva italo ceca ART IN-BOX è stata organizzata dalle curatrici Susanna Horvatovičová e Tereza Rullerová nell’ambito del ciclo di incontri dedicati all’arte Marginalie, in occasione del centenario della Casa dell’Arte della cittá di Brno nella Repubblica Ceca.
L’inaugurazione della mostra si aprirà presso il Dům pánů z Kunštátu (la Casa dei signori di Kunstát, una delle sedi della Casa dell’Arte di Brno) lunedí 13 novembre 2010 alle ore 18:00 con le performances degli artisti cechi Darina Alster a Milan Salak.

BOX MADE IN CZ: Darina Alster, Michal Cab, Jiří David, Jaro Dufek, Petr Krátký, Radim Labuda, Milan Salák, Lucie Skřivánková, Dagmar Šubrtová, Klára Vystrčilová. Filip Nerad, Anna Balážová, Ondřej Homola, Jan Šrámek, Tereza Rullerová & Vít Musil.

La mostra italo ceca ART IN-BOX è concepita come un’unica installazione composta da diverse scatole create come un lavoro di postproduzione. L’installazione vuole essere uno spazio misterioso, simbolo dell’identità tra la forma, il contenuto e la funzione dell’opera, ma anche il metro di misura dello sviluppo dell’arte e dell’architettura al giorno d’oggi. Il tema principale del progetto è dedicato alle relazioni che intercorrono tra la città e la natura. Gioca inoltre sulla misura esatta della scatola: 20x20x20 come.
ART IN-BOX presuppone, infatti, il gioco bivalente che si può instaurare tra la scatola e il suo contenuto, ed anche quello tra la grandezza reale della sala espositiva ed i singoli lavori realizzati in miniatura.

Il concetto della mostra è ispirato al noto ready-made di Marcel Duchamp e ai successivi Fluxus Boxes. Nel corso della storia da M. Duchamp a J. Cornell il motivo della scatola ha assunto numerose forme, dal montaggio al collage fino al ready-made. La scatola, più tardi, è anche diventata un elemento mutifunzionale nell’ambito della pubblicità e del design. Per esempio, nel ciclo dei Fluxus Boxes sono state inserite le cose più disparate, dagli oggetti al rebus e alle lettere fino alla pubblicità, dai ricordi personali fino a beni di consumo quotidiano.

Secondo la Teoria del sistema degli oggetti di Jean Baudrillard e il fenomeno artistico odierno legato alla Teoria della postproduzione del critico Nicolas Bourriaud, la nostra società “è posseduta“ dagli oggetti, così come al contrario gli oggetti sono manipolati dalla società. In questo senso, ART IN-BOX gioca sull’ambiguità tra l’opera concettuale e l’oggetto concreta, combina la tecnica tradizionale con media sperimentali, come il video ed i lavori di postproduzione. La mostra italo ceca mette in moto un processo e un fenomeno artistico e mette in relazione le sue singole parti: la scatola diviene, in questa maniera, un contenitore virtuale di installazioni multimediali, ma anche un pacco postale o uno scrigno di ricordi personali.

ART IN-BOX non è un progetto espositivo Fluxus, nè una tradizionale mostra di pittura e di scultura. Mette semplicemente in mostra quella mutevole “magica scatola“, che si può trovare ad ogni angolo della strada, come nei progetti di urbanistica e nelle gallerie. E’ solo un magico gioco di combinazioni tra caso e necessità, che utilizziamo quotidianamente: Post Box – Mailbox – Artbox – Eco Box – Kits Box – White Box – Box In Box – Art In Box …

Dům pánů z Kunštátu
Dominikánská 9, 602 00, Brno
martedì – domenica 10–18, 
ingresso 60 Kč (2,5 EUR), ridotto 30 Kč (1,5 EUR)
www.dum-umeni.cz

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Workshop fotografico "L’autunno"

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Workshop fotografico "Lautunno"

Titolo Evento: Workshop fotografico “L’autunno”
Autore: Nimahel
Data Evento: 13 Novembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

[INCONTRO] Fotografiamo l’autunno – Oriolo Romano, 13 novembre

L’Associazione culturale Prospettiva 8 propone “Le nostre stagioni”, un ciclo di quattro workshop fotografici con la fotografa Paola Casali al fine di riprendere il paesaggio che costantemente muta intorno a noi, così come mutano le atmosfere, i colori, la luce.
Dal tiepido autunno che prepara al rigido freddo dell’ inverno, al dolce risveglio della primavera che preannuncia l’esplosione di vita dell’estate; ogni stagione è in grado di suscitare in noi grandi emozioni.

Obiettivo di ciascun workshop è di osservare lo spettacolo variegato che la natura ci offre e di raccontare attraverso la fotocamera le molteplici sensazioni che proviamo davanti allo scenario che si presenta ai nostri occhi: malinconia, gioia, vitalità, meraviglia.
Per partecipare ai workshop è necessario possedere una
fotocamera reflex ed una preparazione tecnica almeno di base.

L’autunno

Il primo appuntamento del ciclo “ Le nostre stagioni” è dedicato alle calde tonalità autunnali con un workshop fotografico alla faggeta e al borgo di Oriolo Romano.
Nulla più di un magico bosco di faggi ci può immergere nell’incanto dell’autunno: gli alti fusti lisci e chiari del faggio e le folte chiome gialle che spiccano contro il cielo, il manto di foglie rossastre a fare da morbido tappeto, i primi venti che lasciano ondulare le foglie a terra, il silenzio… la pace di un piccolo borgo lontano dalla frenesia della città.

Quando: Sabato 13 Novembre 2010
Dove: Oriolo Romano
Obiettivo: Documentare il luogo, l’atmosfera, le emozioni suscitate dal trionfo dei colori autunnali in un paesaggio affascinante e integro a pochi chilometri da Roma.

Programma

- h 8.30 Incontro con i partecipanti ad Oriolo Romano.
Introduzione e breve cenno su tecniche e attrezzature che si
possono utilizzare.

- h 9:30 Scatti in faggeta

- h 12:30 Ritorno nel borgo di Oriolo romano. Pausa pranzo.
Confronto tra partecipanti e docente

- h 13:30 Scatti liberi tra i vicoli del borgo.

- h 15:30 Saluti

Ciascun partecipante potrà successivamente inviare una selezione di 3/4 foto alla docente per un’analisi valutativa.
Per chi partecipa all’intero ciclo è previsto un incontro per selezionare le migliori immagini scattate durante i workshop al fine di valutare/progettare una mostra collettiva.

Modalità di iscrizione

Costi:
25 € per gli iscritti all’associazione Culturale Prospettiva 8
Per i non iscritti : 25 € + 30 € costo tessera associativa

Partecipanti:
Min: 6 – Max: 12

Docente: Paola Casali
Referenti: Valentina Ruco, Isabella Blasi

Per l’iscrizione al Workshop è necessario segnalare in questo post l’adesione, compilare la scheda di
iscrizione che trovate qui:

http://www.prospettivaotto.it/public/news/…38831681205.pdf

e trasmetterla a workshop@prospettivaotto.it, unitamente alla ricevuta del versamento di 25 € che dovrà essere effettuato entro e non oltre il 5 novembre 2010 sul conto intestato:

Associazione Culturale Prospettiva 8
IBAN: IT69W0300205119000401392715
(causale: WS del 13 novembre 2010)

Verranno accettate le iscrizioni in rigoroso ordine di arrivo della scheda e della ricevuta del bonifico

L’associazione culturale “Prospettiva 8″

Prospettiva 8 è un’associazione culturale con sede a Roma nata con l’intento di indagare e promuovere l’arte contemporanea nelle sue variegate espressioni con particolare attenzione al mondo della fotografia.

L’associazione culturale Prospettiva 8:

* organizza corsi di fotografia individuali e collettivi sia in autonomia sia in collaborazione con Enti pubblici e privati. Sono inoltre previsti workshop, seminari, dibattiti;

* organizza eventi espositivi (personali e collettivi) di autori affermati e/o emergenti offrendo un servizio professionale (selezione delle opere, individuazione e scelta di spazi espositivi, allestimento e presentazione critica del lavoro da parte di un nostro esperto). Il servizio prevede inoltre la realizzazione di materiale informativo e la sua diffusione (tramite newsletter, redazione e invio di comunicati stampa a giornali, a riviste e a siti specializzati), compilazione di un testo di presentazione critica del lavoro;

* promuove progetti fotografici finalizzati alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico con l’obiettivo di creare, altresì, un organico archivio fotografico che documenti e interpreti le trasformazioni del paesaggio urbano ed extraurbano.

A questo fine, l’Associazione ha costituito al proprio interno uno Staff operativo composto da fotografe, architetti, docenti di discipline artistiche e fotografiche che hanno maturato una profonda esperienza nel settore dell’arte e nella fotografia artistica.

http://www.prospettivaotto.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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La rete festeggia il 10/10/10

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it La rete festeggia il 10/10/10

0d2ba506c5eacb3e7a001b8d7e2516a0 La rete festeggia il 10/10/10

Oggi è il 10/10/10 e in giro per la rete sono partiti molti progetti fotografici per “festeggiare” questa particolare data. A combinazioni come questa l’uomo ha sempre cercato di dare significati particolari e questa volta capita anche che sia la “risposta alla vita, l’universo e tutto quanto“.

Se avete voglia di partecipare ecco un elenco dei progetti che sono stati lanciati per documentare con immagini questa giornata:

Foto | woodleywonderworks
Via | 1001NoisyCameras

La rete festeggia il 10/10/10 é stato pubblicato su clickblog alle 10:10 di domenica 10 ottobre 2010.

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"Switzerland vs. The World" by Riverboom: guide anticonvenzionali per viaggiatori senza limiti

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it "Switzerland vs. The World" by Riverboom: guide anticonvenzionali per viaggiatori senza limiti

23581558e251aa6ba1c76882aa110c5d "Switzerland vs. The World" by Riverboom: guide anticonvenzionali per viaggiatori senza limiti

Se Switzerland vs the World vi suona un tantino anticonvenzionale per la nuova guida della Svizzera edita dalla casa editrice Riverboom, evidentemente non vi siete ancora imbattuti in quella dell’Afghanistan che non lesina carri armati, o in quella del freddo Polo Nord, alla quale non manca ironia, trofei e paesaggi mozzafiato.

Quello che rende singolari e apprezzabili queste guide delle Edizioni Riverboom, ovvero Claude Baechtold, Paolo Woods, Serge Michel, Edoardo Delille e Gabriele Galimberti, e il ‘campionario’ di luoghi e cliché che mettono insieme, è proprio il modo nel quale evocano l’anima di un luogo e di chi lo vive e caratterizza, giocando con le piccole contraddizioni del mondo e gli stessi stereotipi ai quali ci hanno tristemente abituati (non tutti, molti).

Con un pizzico di ironia che diverte e ‘alleggerisce’, questa ultima guida inquadra e fotografa la Svizzera contro il resto del mondo che ne brama tranquillità e prosperità, in un match visivo che non lascia scampo: accatastamenti edilizi contro casette delle favole o un assortimento di cataste ordinate, nerboruti texani contro nani da giardino, barbe del Hindu-Kush contro quelle alpine, passeggiate in burka contro quelle in visone …

Concluso il tour milanese di presentazione dello scorso fine settimana, con la mostra alla Galleria Bel Vedere, la presentazione di nuovi progetti alla libreria Micamera, con tappa al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, se non avete mai sentito parlare di questa casa editrice e delle sue singolari guide consiglio una bella sbirciata, magari direttamente il libreria.

“Switzerland vs. The World” by Riverboom: guide anticonvenzionali per viaggiatori senza limiti é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 27 settembre 2010.

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