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‘O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE

martedì, 14 dicembre 2010
listen it it O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE

3b27feb4a070c5b89d6e76bbe31797f3 O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE

I vicoli bui intorno ai Tribunali di Antonio Biasiucci ed i tetti multicolore dell’Agenzia Controluce, i corpi al silicone dei i “femminielli” di via Toledo, del Rettifilo, della Sanità di Luciano Ferrara e quelli marmorei di Luigi Spina, sono solo alcune delle antitesi che contribuiscono a caratterizzare una realtà e una città complessa e stratificata come Napoli.

Sono solo le mille sfumature della città partenopea capace di generare il dramma degli esclusi dell’ospedale psichiatrico di Nocera Inferiore di Michele Gandin, e la rabbia violenta degli ultras di Mario Spada, che si estende dal mare dei pescatori del Golfo tra Procida e Pozzuoli di Lucia Catalano ai paesaggi di “Munnezza” di Aniello Barone.

Napoli del resto sembra essere tutto questo e molto di più, incastrata tra le sfumature di ieri e di oggi, tra i vicoli antichi e le periferie postmoderne, tra la realtà e la finzione, e spesso talmente vera da sembrare improbabile negli obiettivi e gli sguardi in mostra al Museo MADRE di Napoli con ‘O Vero! Napoli nel mirino.

‘O Vero! Napoli nel mirino
41720ca1e00eef5001facb0d9ac98332 O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE 182b7b6cce0cbafbef1854a98d75920d O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE fa0f9cfe87873604e37de52571a4f051 O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE 5225ff6b0fbcf8d9b05aff56e2de3093 O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE

‘O Vero! come l’espressione dialettale usata per manifestare lo stupore per una realtà che appare incredibile, mentre l’immagine dello schieramento di polizia in difficoltà davanti ai fuochi d’artificio, è stata scelta come simbolo della mostra, in quanto prova di come la finzione possa avere ricadute sul reale.

Nella gallary un piccolo assaggio di altre sfumature in mostra, ma come al solito le fotografie da vicino hanno un altro ’sapore’, e se ne avete la possibilità tutte quelle esposte con ‘O Vero! Napoli nel mirino, a cura di Mario Codognato, Eduardo Cicelyn e Giovanni Fiorentino, resteranno ?al Museo Madre di Napoli fino al prossimo 10 gennaio. Se non altro per avere uno sguardo d’insieme o ‘altro’, sulla Napoli che affolla le pagine di cronaca, malcostume e malgoverno ..

f309043b5d0e1253aa89420c882a3d0b O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE 1a2955dfaa42a419e5eedcd3eab20a01 O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE 2a499be725dff7401013af01ecdf89fe O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE 5500752d855747942490699c8f1c2061 O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE

‘O Vero! Napoli nel mirino del Museo MADRE é stato pubblicato su clickblog alle 18:07 di martedì 14 dicembre 2010.

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STAGE DI FOTOGRAFIA

mercoledì, 1 dicembre 2010
listen it it STAGE DI FOTOGRAFIA

Certamente vi sono corsi per ogni tipo di fotografia in tutti i paesi e in tutte le città. Lo STAGE di FINEART PHOTOGROUP si distingue dagli altri per il livello dei docenti e per la vastità degli argomenti trattati. Lo stage avrà la durata di DIECI015a467b1de5cdf168fdbf98fd6fd9f8 STAGE DI FOTOGRAFIA LEZIONI con cadenza settimanale che si terranno ogni sabato pomeriggio dall’8 gennaio 2011. I temi trattati andranno dalle nozioni elementari alla postproduzione attraverso esperienze di foto in studio con luci flash professionali per ritratto, moda e glamour e still life, e in location per natura e paesaggio, la camera oscura e il trattamento dei file in postproduzione. Sede dello stage sarà Blow-Up Studio nelle immediate vicinanze di Bologna ma molto comodo anche a Modena e Ferrara. Lo stage si avvale della direzione artistica di Franco Franceschi un professionista della Moda con all’attivo decine di copertine e migliaia di pagine sulle più importanti testate del mondo che seguirà i partecipandi ad ogni sessione di lavoro.

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Memories, Miroir noir di Yann Orhan

martedì, 2 novembre 2010
listen it it Memories, Miroir noir di Yann Orhan

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Tra festeggiamenti più o meno goliardici, ricorrenze funeste e riflessioni su quello che perdiamo e ricordiamo, oggi potrebbe essere il giorno ideale per dare una sbirciata alle Memories, Miroir Noir di Yann Orhan, tra gatti neri, cani da accarezzare con cautela e atmosfere cupe.

Scatti in bianco e nero pieni di vuoti e ombre, atmosfere intime e ricordi, pronti a sfiorare o evocare i nostri, raccolti nelle pagine di una sorta di diario in edizione limita FPCF, firmata e numerata a mano dal fotografo francese, e in mostra a La Librairie Photographique parigina fino al 14 Novembre 2010.

Memories, Miroir noir di Yann Orhan é stato pubblicato su clickblog alle 08:15 di domenica 31 ottobre 2010.

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Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni

venerdì, 15 ottobre 2010
listen it it Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni

b91b8a09b4cdd9c21cab192372d9e17f Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni

Jay Fine è un fotografo che durante i temporali esce con la sua reflex per immortalare i fulmini in location suggestive.

La foto di copertina è stata scattata la sera del 22 settembre dopo una ricerca che durava da 40 anni. Le previsioni del tempo annunciavano un temporale e lui come spesso accade si era appostato a Battery Park City da dove si ha una buona vista sulla baia e per oltre due ore è rimasto fermo sotto il diluvio con la sua Nikon D300s scattando più di ottanta foto usando come obiettivo un 60mm f/2,8.

Fotografare i fulmini non è semplice, perché bisogna iniziare lo scatto prima del fulmine vero e proprio sperando di avere un po’ di fortuna. Finalmente, dopo una caccia iniziata da giovane, un fulmine scende dal cielo lungo una traiettoria che sembra colpire la torcia della Statua della Libertà. L’immagine come potete vedere è veramente molto bella e pensate a quanta fatica e determinazione questo fotografo ha avuto.

057b879942c96d3e19659e524d9a1048 Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni74f3f0b047a7bc74a53edb64d1e37c7a Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 annie07f577f5010b8f16c0712178f36dd17 Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni2dd621279dc7205112c2ec568c15e2a2 Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni

Le impostazioni dello scatto sono f/10, esposizione di 5 secondi ed iso 200. Jay addirittura non si è accorto subito di aver ottenuto lo scatto che inseguiva da tanto, ma solo dopo ricontrollando gli scatti.

Ma quali sono le motivazioni dietro a questa passione per i fulmini? Jay è innamorato delle immagini vere che riescono a catturare lo sguardo delle persone e coglierle di sorpresa. I fulmini hanno questa grande capacità in situazioni simili. Si era addirittura trasferito nella Downtown Manhattan da 6 anni per riuscire a cogliere situazioni come queste. Quella che ha scattato è sicuramente una delle foto della sua vita e grazie ad un pizzico di fortuna tutti i suoi sforzi sono stati ripagati.

Questa non è, però, la prima volta che Jay attira l’attenzione dei media. Un anno e mezzo fa uscendo dal suo studio ha visto volteggiare sui cieli di New York l’Air Force One, l’aereo presidenziale, scortato da altri due aerei. Scattò una raffica di foto mentre molti dei suoi cittadini temevano un nuovo attacco terroristico. Una delle foto aveva sullo sfondo la Statua della Libertà e finì sulle prime pagine di tutti i giornali.

Proprio a causa di quegli scatti il presidente Barack Obama fu costretto a scusarsi per la grave leggerezza commessa da chi aveva consentito all’aereo di avvicinarsi così per scattare alcune foto. Ora non resta che attendere il prossimo scatto suggestivo anche se al prossimo temporale probabilmente sarà ancora sotto l’acqua alla ricerca dei fulmini.

Via | DailyMail

Jay Fine, cacciatore di fulmini da 40 anni é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di venerdì 15 ottobre 2010.

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VINCI TRE GIORNI A CORTINA. E ALTRO

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it VINCI TRE GIORNI A CORTINA. E ALTRO

Scatta una foto, originale, creativa, suggestiva e inviala. La più bella vince tre giorni in uno degli hotel più belli di Cortina in occasione di Eurocholate Ski.
Ma c’è anche un fine settimana in un castello medievale umbro e un fine settimana in hotel a Perugia.
Premi per i vincitori del concorso fotografico “Chococlick: uno scatto di dolcezza tra arte e golosità”, organizzato dal quotidiano Corriere dell’Umbria in collaborazione con Eurochocholate. Macchina fotografica e fantasia per questo scatto col cioccolato.
Basta inviare una fotografia a cioccolato@edib.it: sarà pubblicata sulle pagine delle edizioni del Corriere (Umbria, Siena, Grosseto, Arezzo, Viterbo e Rieti), sul sito web del gruppo (www.corr.it) e su www.eurochocolate.com.
Gli scatti saranno giudicati con occhio critico da esperti del mondo della comunicazione.
Si raccomanda di inviare gli scatti in formato jpeg e di dimensioni pari almeno a 1600 per 1200 pixel. Per info e regolamento www.corr.it.
Requisiti Le fotografie dovranno rappresentare situazioni, immagini, luoghi che abbiano come protagonista il cioccolato, dovranno essere inedite (mai pubblicate) e non dovranno essere state già premiate in altri concorsi.
I supporti Si accettano indifferentemente foto a colori o in bianco e nero. Non sono ammessi fotomontaggi, doppie esposizioni e ritocchi digitali, salvo lievi correzioni di colore, contrasto o esposizione.
Le uniche fotografie prese in considerazione ai fini del concorso saranno quelle arrivate all’indirizzo cioccolato@edib.it, escludendo eventuali fotografie stampate ed inviate a mezzo posta.

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New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross Ho al MoMA

bda3b068be15aaea00bb28485eed783d New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross Ho al MoMA

Da sempre parlare di fotografia contemporanea richiede un lessico dello sguardo adeguatamente aperto alla sperimentazione, contaminazione e manipolazione di forme e linguaggi diversi, del resto alla base di quello fotografico sin dalle origini.

Arte concettuale, cultura pop, fotografia, pubblicità e industria cinematografica si trovano da così tanto tempo a condividere e scambiare tecniche, soggetti e suggestioni, sulle pagine di una rivista, le pareti di una galleria o quelle di uno schermo, da arrivare anche a modificare i termini della riflessione tra fotografia e immagine.

Una riflessione alla quale il MoMA di New York è sensibile da tempo e continua a dedicare attenzione con la collettiva New Photography 2010 e il contributo iconografico di un gruppo di artisti che usano la fotografia come ingrediente di un linguaggio e un immaginario contemporaneo complesso e articolato.

Se è vero che nell’epoca della riproducibilità tecnica dopo l’Arte Pop di Andy Warhol non ha più senso parlare di originale, e Richard Prince già negli anni settanta ri-fotografava le immagini pubblicitarie per i suoi collage, un ulteriore spunto alla riflessione arriva dai protagonisti della mostra organizzata da Roxana Marcoci, Curatore del Dipartimento di Fotografia, e ospitata nella Edward Steichen Photography Galleries del MoMA, fino al 10 gennaio 2011.

Tra citazioni, recuperi, libere interpretazioni e l’uso di foto altrui, la riflessione beneficia delle riproduzioni concettuali e commerciali di Roe Ethridge, dalla immagini fisse in movimento di Elad Lassry (che evocano il flusso narrativo al contrario delle fotografie de La Jetée di Marker), dai lavori commerciali di Amanda Ross-Ho realizzati spesso con fotografie prese da Amazon, o dalle narrazioni filmiche di Alex Prager e del debutto di Despair del quale abbiamo già parlato.

New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 11 ottobre 2010.

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"Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it "Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena

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Testa sostenuta dal finestrino della metropolitana Tokyo-Kamakura e dal paesaggio che scorre lungo i binari, sguardo celato dalle lenti scure dei Raiban, monocromatismi resi ancora più intensi dal bianco e nero del ritratto, rendono Hippie Crime e il bel tenebroso Naoki Mori, l’icona perfetta per le Visioni del mondo di Daid? Moriyama, protagoniste della prima grande retrospettiva italiana del fotografo giapponese.

La mostra allestita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’Ex Ospedale Sant’Agostino, fino al 14 novembre 2010, raccoglie oltre 450 frammenti di “quell’esperienza parziale e permanente” della realtà che questo fotografo on the road, libero da limiti e convenzioni, ha immortalato per anni in un numero impressionante di scatti.

Scatti randagi e ‘dannati’, volutamente graffiati o sfocati, sovraesposti o sgranati, come lo sguardo di Stray Dog scattato a Misawa nel 1971 e battuto all’asta della newyorkese Christie’s per 10/15 mila dollari nell’aprile scorso, o le 37 stampe di Farewell Photography pubblicate nel ‘68 da Provoke, la rivista innovativa e trasgressiva portavoce del malessere giovanile dell’epoca e in aperta contestazione con l’ipocrisia del sistema sociale e politico.

Daido Moriyama. Visioni del mondo
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La mostra a cura di Filippo Maggia, proposta nell’ambito del progetto Fondazione Fotografia, e inserita nell’ambito del festivalfilosofia dedicato alla ‘fortuna’, della quale Moriyama fornisce una personale interpretazione con 32 immagini, è anche arricchita dalle 448 pagine del volume omonimo edito da Skira, che affianca a molte delle opere in mostra, anche un’intervista a cura di Filippo Maggia (della quale potete leggere un estratto on line), un testo critico di Akira Hasegawa e una biografia approfondita redatta da Francesca Lazzarini.

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Per rendere lo sguardo modenese sul Giappone e sulla fotografia contemporanea ancora più ricco, soprattutto se avete perso Nippon K?b? al Forma di Milano, contemporaneamente a Daido Moriyama – Visioni del Mondo il Fotomuseo Giuseppe Panini ospiterà con Japan Contemporary fotografie e video di Nobuyoshi Araki, Maiko Haruki, Ryuji Miyamoto, Daido Moriyama, Hiroshi Sugimoto, Risaku Suzuki e Miwa Yanagi.

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Nella gallery:

01.
Daido Moriyama
Tokyo, 1978
fotografia b/n, courtesy l’artista

02.
Daido Moriyama
On the Bed I, Tokyo, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

03.
Daido Moriyama
Silent Theater, 1965
fotografia b/n, courtesy l’artista

04.
Daido Moriyama
Shonan, 1967
fotografia b/n, courtesy l’artista

05.
Daido Moriyama
Hippie Crime, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

06.
Daido Moriyama
Hippie Crime, 1970
fotografia b/n, courtesy l’artista

07.
Daido Moriyama
Shinjuku, 2002
fotografia b/n, courtesy l’artista

08.
Daido Moriyama
Nippontheater, 1968
fotografia b/n, courtesy l’artista

09.
Daido Moriyama
After School, Ishikawa, Japan, 1971
fotografia b/n, courtesy l’artista

10.
Daido Moriyama
Tokyo, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

11.
Daido Moriyama
Highway, Shizuoka, Japan, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

12.
Daido Moriyama
Daido. Hysteric N.6, 1994
fotografia b/n, courtesy l’artista

“Daido Moriyama. Visioni del mondo” & Japan Contemporary: il Giappone a Modena é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 22 settembre 2010.

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Henri Cartier-Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

domenica, 19 settembre 2010
listen it it Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

eb52b664be62e5d27226aa0a5c284abb Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

“Mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio” non è cosa da poco, tanto meno da tutti, ma gli “attimi decisivi” colti da Henri Cartier-Bresson fanno venire voglia di provarci, soprattutto quando sono accompagnati da commenti autorevoli che arrivano da Balthus e Kundera, Jarmusch o Scianna.

Ampliando la selezione di immagini commentate nel 1988 per gli ottant’anni di Henri Cartier-Bresson, in occasione della seconda edizione di Bianco&Nero l’udinese Galleria del Progetto di Palazzo Morpurgo ospita fino al 19 settembre ben 44 Immagini e parole di e per Henri Cartier-Bresson, in collaborazione con Contrasto, Magnum e Fondation Henri Cartier-Bresson.

Una panoramica sintetica ed emozionante del mondo in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, accompagnata dalle 160 pagine di immagini e parole del volume omonimo edito da Contrasto, ricco di contributi tanto diversi quanti interessanti che contemplano tra gli altri, G. Aulenti, F. Bacon, Balthus, A. Baricco, P. Boulez, E.M. Cioran, R. Delpire, R. Doisneau, M. Giacomelli, E.H. Gombrich, J. Jarmusch, M. Kundera, A. Miller, F. Scianna, L. Sciascia, S. Steinberg, A. Varda, A. Tabucchi ..

Nella gallery un piccolo assaggio delle immagini esposte:

Henri Cartier Bresson Immagini e parole
0a8bbbff0dd28ef12dfc32f71dbdd7d3 Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero cf67c40df505ac2512802a21e51734fb Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero 50804d808c14d403ca5bf292702ca13f Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero 6ace41e6ac35f1f9d84bae01f8bb80b0 Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

Henri Cartier-Bresson, INDIA. Kashmir. Srinagar, 1948 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto,

Henri Cartier-Bresson, France. Paris. Gare Saint-Lazare, 1932 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto,

Henri Cartier-Bresson Mexico, 1934 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto,

Henri Cartier-Bresson SPAIN. Barcelona, 1933 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto

Henri Cartier-Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 09 settembre 2010.

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La fotografia unisce due cuori

domenica, 5 settembre 2010
listen it it La fotografia unisce due cuori

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La fotografia per molti di noi è un hobby o magari un lavoro, ma per Andy e Kayla è qualcosa di più.

Qualche giorno fa Andy le ha chiesto di diventare sua moglie nascondendo l’anello all’interno del suo lensbaby. Il culmine di una storia che è nata attraverso internet grazie alla fotografia.

I due ragazzi vivevano ad oltre 3600 km di distanza e si sono conosciuti online attraverso le pagine di Flickr. Lentamente sono diventati amici sempre più intimi fino a diventare una vera e propria coppia. La fotografia vi hai mai fatto trovare l’anima gemella come è successo per Andy e Kayla?

f9dd17e024d0cacf4ff015fd69112f5c La fotografia unisce due cuori

Via | PetaPixel

La fotografia unisce due cuori é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di mercoledì 01 settembre 2010.

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Witness Journal

giovedì, 12 agosto 2010
listen it it Witness Journal

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Questo numero di WitnessJournal è dedicato a molti temi. Si parte con le fabbriche di mattoni nel Malawi fino al microcredito nato in Italia con la curiosità dei conigli di una rotonda di Parigi.

Un sogno di fango – I mattoni del Malawi di Stefano Pesarelli
Le fabbriche di mattoni di fango sono una delle poche realtà di imprenditoria su base familiare in Malawi. Un lavoro pesante che coinvolge piccole comunità ma che rischia di costar caro in termini ambientali, aggravando ulteriormente il bilancio della crescente deforestazione.

Genova 24 ore di Peppino Longobardo
Un viaggio dentro Genova per raccontare con immagini l’immigrazione africana nell’arco di un giorno, 24 ore, attraverso una delle città più belle e difficili d’Italia. Tra carrugi tanto stretti che due persone non ci passano, reticoli, labirinti senza sole né orientamento. Girare, fermarsi, chiedere, parlare e nel caso correre.
Un reportage sull’immigrazione africana, formata perlopiù da persone che lavorano e riescono a vivere con serenità la città nei momenti di pausa.

Kapil e la Fabbrica dei Sogni di Jacob Balzani
La storia di un progetto di microcredito nato quasi spontaneamente dall’intuizione di un semplice cittadino e che oggi, dopo anni di successi rischia di scomparire per motivi “legali”.

Per studiare, dallo Shandong alla Toscana di Juri Ciani
Uno sguardo ravvicinato sulla comunità di studenti cinesi che hanno scelto le università italiane per completare la propria formazione. Un fenomeno “migratorio” poco conosciuto ma decisamente interessante anche perché profondamente diverso da quelli che finiscono spesso nelle prime pagine dei giornali.

Milano Clown Festival di Emanuele Cristallo
Fellini disse che il circo è come una mongolfiera: la sera prima non c’è e la mattina è la davanti a casa tua! Così, improvvisamente, una mattina del 2006, è partita la prima edizione del Milano Clown Festival.

Cuba espera di Francesco Chiorazzi
Una serie di scatti di Francesco Chiorazzi sulla quotidianità di Cuba. Tra attese di cambiamento del dopo Fidel, fiducia nello spirito della rivoluzione e contraddizioni economiche dovute alla doppia economia, quella reale e quella legata al turismo.

Les lapins de la Port Maillot di Stefano Borghi
Alle porte di Parigi, c’è un isola miracolosa: le Galapagos della capitale. Una rotonda che serve da arca di Noè a una folta colonia di conigli, che nel tempo ha trasformato il terrapieno centrale in un gigantesco terrario.

Pesca al Cianciolo di Francesco Tiralongo
Portopalo, Sicilia, siamo ospiti del “Fratelli Di Mercurio” un magnifico peschereccio allestito per la pesca al ‘cianciolo’, una grande rete di circuizione utilizzata per catturare il pesce azzurro, una rete maestosa che una volta calata in mare forma uno sbarramento invalicabile dalla superficie fino alla profondità di 50 metri

Via | WitnessJournal

Witness Journal é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di giovedì 12 agosto 2010.

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La Guerra di Corea, 60 anni fa

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it La Guerra di Corea, 60 anni fa

d6112b03dfdb3ab5279776f23b3090ae La Guerra di Corea, 60 anni fa

Oggi è il 60° anniversario dell’inizio del conflitto fra le due Coree, una delle pagine più buie della guerra fredda che ci ha portati ad un passo dalla guerra atomica.

Tre anni di guerra culminati non con una pace, ma con un armistizio che mantiene i due stati in assetto di guerra costante pronti a ribattere le mosse dell’avversario. Una guerra dimenticata.

Per capire meglio quali furono gli eventi principali di questa guerra vi lascio alla Wikipedia, mentre su BigPicture potete sfogliare una galleria con più di quaranta foto che raccontano le vicende di quei tristi giorni.

Via | BigPicture

La Guerra di Corea, 60 anni fa é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di venerdì 25 giugno 2010.

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Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, un libro e una mostra sulla "precarietà" dell’America

lunedì, 17 maggio 2010
listen it it Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, un libro e una mostra sulla "precarietà" dellAmerica

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L’America più instabile e precaria, quella in rovina, degli edifici vuoti e abbandonati, devastati da un’economia fragile e corrotta, da vandalismi e incuria, dalla forza della naturale che tende a prevalere, abita le pagine di Detroit Disassembled, edito da Damiani.

Un ritratto di Detroit che le fotografie di Andrew Moore porteranno in mostra all’Akron Art Museum con Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, dal 5 giugno al 10 0ttobre 2010.

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