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Articoli marcati con tag ‘orientamento’

Witness Journal

giovedì, 12 agosto 2010
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Questo numero di WitnessJournal è dedicato a molti temi. Si parte con le fabbriche di mattoni nel Malawi fino al microcredito nato in Italia con la curiosità dei conigli di una rotonda di Parigi.

Un sogno di fango – I mattoni del Malawi di Stefano Pesarelli
Le fabbriche di mattoni di fango sono una delle poche realtà di imprenditoria su base familiare in Malawi. Un lavoro pesante che coinvolge piccole comunità ma che rischia di costar caro in termini ambientali, aggravando ulteriormente il bilancio della crescente deforestazione.

Genova 24 ore di Peppino Longobardo
Un viaggio dentro Genova per raccontare con immagini l’immigrazione africana nell’arco di un giorno, 24 ore, attraverso una delle città più belle e difficili d’Italia. Tra carrugi tanto stretti che due persone non ci passano, reticoli, labirinti senza sole né orientamento. Girare, fermarsi, chiedere, parlare e nel caso correre.
Un reportage sull’immigrazione africana, formata perlopiù da persone che lavorano e riescono a vivere con serenità la città nei momenti di pausa.

Kapil e la Fabbrica dei Sogni di Jacob Balzani
La storia di un progetto di microcredito nato quasi spontaneamente dall’intuizione di un semplice cittadino e che oggi, dopo anni di successi rischia di scomparire per motivi “legali”.

Per studiare, dallo Shandong alla Toscana di Juri Ciani
Uno sguardo ravvicinato sulla comunità di studenti cinesi che hanno scelto le università italiane per completare la propria formazione. Un fenomeno “migratorio” poco conosciuto ma decisamente interessante anche perché profondamente diverso da quelli che finiscono spesso nelle prime pagine dei giornali.

Milano Clown Festival di Emanuele Cristallo
Fellini disse che il circo è come una mongolfiera: la sera prima non c’è e la mattina è la davanti a casa tua! Così, improvvisamente, una mattina del 2006, è partita la prima edizione del Milano Clown Festival.

Cuba espera di Francesco Chiorazzi
Una serie di scatti di Francesco Chiorazzi sulla quotidianità di Cuba. Tra attese di cambiamento del dopo Fidel, fiducia nello spirito della rivoluzione e contraddizioni economiche dovute alla doppia economia, quella reale e quella legata al turismo.

Les lapins de la Port Maillot di Stefano Borghi
Alle porte di Parigi, c’è un isola miracolosa: le Galapagos della capitale. Una rotonda che serve da arca di Noè a una folta colonia di conigli, che nel tempo ha trasformato il terrapieno centrale in un gigantesco terrario.

Pesca al Cianciolo di Francesco Tiralongo
Portopalo, Sicilia, siamo ospiti del “Fratelli Di Mercurio” un magnifico peschereccio allestito per la pesca al ‘cianciolo’, una grande rete di circuizione utilizzata per catturare il pesce azzurro, una rete maestosa che una volta calata in mare forma uno sbarramento invalicabile dalla superficie fino alla profondità di 50 metri

Via | WitnessJournal

Witness Journal é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di giovedì 12 agosto 2010.

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Una fotocamera ti salva la vita! Cronaca dalla Germania

venerdì, 12 febbraio 2010
listen it it Una fotocamera ti salva la vita! Cronaca dalla Germania

Curiosità

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Per ammirare il tramonto nel nord della Germania un uomo si è avventurato sul mare ghiacciato. Purtroppo al momento di rientrare non era più in grado di capire da che parte doveva andare avendo perso l’orientamento.

Per cercare di richiamare l’attenzione si è messo ad utilizzare il flash della propria fotocamera sperando che qualcuno lo notasse. Fortunatamente una donna nel sud della Germania stava proprio guardando quel paesaggio come tutti i giorni attraverso una webcam.

Sapendo che gli abitanti della zona sono consapevoli dei rischi dell’avventurarsi sul ghiaccio e della bellezza del tramonto che attira qualche visitatore ad allontanarsi dalla costa ha avvertito le autorità.

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World Wide Artists Gallery

domenica, 17 maggio 2009
listen it it World Wide Artists Gallery

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World Wide Artists Gallery

23 maggio — 2 giugno 2009
Tempio di Adriano -Piazza di Pietra -Roma
Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l’uomo e la tecnologia

Roma. Oltre 40 milioni di ore di lavoro, più di 5 anni di lavoro, oltre 4.000 blocchi di svariate tonnellate tagliati e riposizionati 65 metri più in alto ed oltre 200 metri lateralmente,
2000 operai, quasi tutti locali, 150 tecnici provenienti da tutto il mondo, 50 famiglie, 20 bambini, oltre 40 milioni di ore di lavoro senza neanche un incidente mortale. Questi alcuni numeri di una grande vittoria dell’uomo che, dal 1964 al 1968, riuscì a salvare i Templi di Abu Simbel, in Egitto, destinati alla definitiva scomparsa in seguito alla costruzione del El

Saad El Aali, la grande diga di Aswan. Promotore di questo progetto fu l’U.N.E.S.C.O., a cui parteciparono 119 nazioni per salvare gran parte dei monumenti della Nubia, e che nel 1979 riconobbe Abu Simbel come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il complesso archeologico è composto da due grandi Templi scavati nella roccia, nel fianco della montagna, fatti erigere dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C. lungo il Nilo. Tra i molti monumenti eretti dal Faraone il Grande Tempio è generalmente considerato il più imponente ed il più bello. Sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri. (continua…)

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I CANTIERI DI FIRENZE

sabato, 7 marzo 2009
listen it it I CANTIERI DI FIRENZE

Editore: Alinari 24 ORE
Collana: Firenze e fotografia

A cura di Francesco Carnevale e David Pieralli. Autori Vari.

Caratteristiche tecniche cm 21×28, 128 pagine, 120 fotografie. Rilegato in brossura.

“Scorrendo queste fotografie, si rimane un po’ sorpresi. La Firenze che vediamo non è poi così distante da quella che conosciamo, ma un leggero senso di spaesamento ci viene da questa serie di immagini che la ritraggono in una sua dimensione quotidiana, banale e un po’ dimessa, costantemente percorsa da lavori, restauri, riparazioni. Sembra un po’ uno sguardo che si muove dietro le quinte, quasi come vedere un attore che in camerino prepara con abili localizzati ritocchi la figura che poi presenterà al pubblico.
Questo leggero disorientamento dipende dal fatto che il lettore tende immediatamente a leggere e a riconoscere nelle immagini la realtà che gli è ben nota, quella del tessuto urbano, monumentale e architettonico fiorentino, mentre l’obiettivo primo del fotografo è diretto altrove, verso i ponteggi, le gru, le impalcature, le reti di protezione, i macchinari e i lavoratori.
Sappiamo che uno dei caratteri della fotografia è quello di farci vedere sempre o quasi sempre anche qualcos’altro, oltre a quello che era nell’originaria intenzione del fotografo. Oppure quello di farci guardare una stessa immagine ora come un documento dotato di un chiaro valore denotativo, di una informazione relativa al referente rappresentato, ora invece come una rappresentazione dotata di forti elementi connotativi, che suscitano emozioni, che rivestono un valore estetico o possono ambire ad una qualità artistica.
Non si tratta di casi limite o isolati: gli esempi di fotografie nate come fotografie documentarie, addirittura scientifiche o strumentali e tecniche, di servizio, e poi divenute oggetti esteticamente significativi, con una attribuzione esplicita di artisticità, sono frequenti: dalle fotografie dei fotografi paesaggisti statunitensi della seconda metà dell’Ottocento, estratte dai loro album documentari e separati dalle lunghe didascalie tecniche ed esplicative, per essere esposti al MOMA di New York come oggetti artistici.
Non voglio dire che le foto qui esposte abbiamo già compiuto un analogo percorso e si possano oggi leggere, allo stesso modo delle foto sopra ricordate, per il loro valore estetico ed artistico.
Tuttavia contengono anch’esse una ambivalenza dello stesso tipo. Sono foto di servizio, erborate nel corso del lavoro quotidiano degli operatori. Il che significa che sono concepite come pura registrazione tecnica di eventi, dove la forma non conta. Non è così però nella pratica: in realtà gli operatori filtrano, come si può facilmente osservare, le situazioni da loro fotografate attraverso una propria cultura fotografica media, dove la dimensione estetica è ben presente.…” Luigi Tomassini

Prezzo di copertina € 25,00                                               ISBN 978-88-6302-024-3 COD VOL0654

Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
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Nikon D60 – fonte www.nital.it

martedì, 29 gennaio 2008
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Nikon ha il piacere di annunciare la Nikon D60, una reflex digitale progettata per gli utenti che desiderano avere, racchiuse in una unica fotocamera, tecnologia all’avanguardia, semplicità di utilizzo e funzioni creative. La Nikon D60 è dotata di una risoluzione da 10,2 megapixel effettivi, dell’esclusivo sistema di elaborazione delle immagini digitali Nikon EXPEED, di diverse funzioni di modifica incorporate e di un sistema di autofocus a 3 aree di messa a fuoco.
La fotocamera offre inoltre la ripresa in sequenza a 3 fps, l’accensione praticamente istantanea in soli 0,19 secondi e la possibilità di scattare a sensibilità ISO elevate: il tutto in un compatto e leggero corpo camera compatto dal design ergonomico.

La Nikon D60, in virtù della sua semplicità d’uso, permette al fotografo di concentrarsi maggiormente sullo scatto e sulla composizione dello stesso. Sempre in quest’ottica, il design delle fotocamera, semplice e funzionale, prevede un numero ridotto di pulsanti.e l
La combinazione di monitor e display per la visualizzazione dei dati di ripresa permette al fotografo di avere sempre tutto sotto controllo.
Le informazioni vengono visualizzate su uno schermo LCD da 2,5 pollici mediante una intuitiva interfaccia grafica (personalizzabile in tre diversi stili), per soddisfare le esigenze di tutti gli utenti. I simboli e i numeri sul display possono ruotare di 90 gradi, in modo da presentare le informazioni nel corretto orientamento in base alla posizione in cui viene tenuta la fotocamera al momento dello scatto. La D60 include inoltre una nuova funzione che consente lo spegnimento automatico del monitor LCD quando viene utilizzato il mirino, ottimizzando così il consumo della batteria.
La fotocamera utilizza l’esclusiva tecnologia Nikon EXPEED, che permette di ottimizzare la qualità delle immagini e di ottenere la massima velocità di elaborazione. Dispone, inoltre, di funzioni creative progettate per consentire il miglioramento e la regolazione degli scatti realizzati, senza ricorrere all’utilizzo del computer. L’ottimizzazione delle immagini viene ottenuta grazie a funzioni quali il D-Lighting attivo (che compensa le ombre più decise) e la correzione automatica dell’effettoocchi-rossi” (causato dall’utilizzo del flash incorporato). Tra le funzioni creative sono inoltre incluse la creazione automatica di file stop-motion, cioè animazioni basate sulla riproduzione di immagini fisse, ed effetti che simulano i filtri ottici, per produrre sfumature di colore e condizioni di alte-luci.

(continua…)

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Nikon D60, la nuova reflex consumer – fonte www.fotoup.net

martedì, 29 gennaio 2008
listen it it Nikon D60, la nuova reflex consumer   fonte www.fotoup.net

Come era facile prevedere Nikon non è restata a guardare e a pochi giorni dal lancio della Canon EOS 450D, puntuale arriva la risposta. Si chiama D60, offre un sensore da 10,2 megapixel, il processore di immagine EXPEED, integra una serie di strumenti per l’editing diretto delle immagini e un nuovo sistema autofocus. All’interno di un corpo macchina leggero e che rappresenta un’evoluzione diretta di quello della D40, la nuova reflex garantisce anche una raffica da 3 fps (in JPG), un’elevata sensibilità ISO e un sistema che le consente di essere pronta allo scatto soltanto 0,19 secondi dopo l’accensione.

l’articolo continua qui…

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Facile per foto migliori

La filosofia alla base della nuova reflex Nikon è chiara: semplificare al massimo l’uso della macchina per far sì che i fotografi si possano concentrare soprattutto sull’inquadratura e più in generale sulle fotografie. Lo si capisce chiaramente guardando il corpo macchina, decisamente semplificato in quanto a numero di pulsanti e controlli, ma anche dalla presenza di un menu grafico, disponibile in tre differenti modalità proprio per venire incontro alle esigenze di tutti, soprattutto dei meno esperti. Come la EOS 450D e le Sony, dunque anche la Nikon D60 utilizza il display da 2,5 pollici per visualizzare le impostazioni di scatto, ma lo fa in modo da semplificare la vita ai meno esperti attraverso una serie di piccoli accorgimenti come per esempio il sistema che ruota automaticamente l’orientamento delle informazioni al passaggio da inquadrature panoramiche a portrait (verticali), piuttosto che spegnendolo automaticamente quando viene rilevato l’utilizzo del mirino (migliorando il risparmio energetico).

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