Abate, il fotografo delle nuove ricerche
martedì, 4 dicembre 2007
A Villa Medici le immagini dell’«erede» di Mulas
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Ha confessato a Mario Codognato: «Preferisco fotografare le opere d’arte, gli artisti si muovono, sono nervosi». Il bello è che le sue immagini sono nervosissime e le opere ci si muovono dentro, anzi, vivono ancora. Fremono nella luce spesso notturna. Ha «solarizzato» la sagoma di De Chirico, alla Man Ray, imprimendo la pellicola senza ausilio della macchina, poi ci ha messo sullo sfondo Gino De Dominicis, creando un’opera concettuale: un filo. Sì, perchè Claudio Abbate, fotografo dalla nascita è prima artista che testimone princeps di quel momento storico in cui l’Arte Povera si fa Installation & Performance art, come certifica il volume Photology. Ha preso in mano la «macchina» là dove l’aveva lasciata Mulas.












