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OPD Opificio delle Pietre Dure              F.lli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
Corsi in
Gestione di Archivi Fotografici
Conservazione e Restauro della Fotografia 2009-2010
L’Opificio delle Pietre Dure
Istituto centrale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali finalizzato alla ricerca, alla operatività e alla formazione nel campo del restauro, l’Opificio ha origine nel 1588 come manifattura granducale, voluta da Ferdinando I de’ Medici e dedita alla lavorazione di opere d’arte realizzate in pietre dure.
Nel corso dell’Ottocento l’impegno produttivo venne gradualmente trasformandosi in attività di manutenzione e restauro dei manufatti legati alla plurisecolare storia dell’Istituto. In seguito le competenze si sono ampliate fino a raggiungere l’attuale articolazione in undici laboratori organizzati per materiali costitutivi e destinati a Mosaico e commesso in pietre dure, Materiali lapidei, Bronzi, Oreficerie, Terracotte, Arazzi, Dipinti su tela e tavola, Dipinti murali, Scultura lignea, Tessili e Carta. A questi si aggiungono i Laboratori scientifici, un servizio di Climatologia e Conservazione Preventiva, il Museo, l’Archivio, la Biblioteca e la Scuola di Alta Formazione. I Corsi sono tenuti presso la sede ospitata nella rinascimentale Fortezza da Basso in Viale Filippo Strozzi ma è prevista anche una visita ai laboratori ed al Museo collocati in quella storica di via degli Alfani.
SUTURA
UN FILO DI LUCE
personale di Giuseppe Mestrangelo
fino al 22 febbraio 2009
Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica
“L’uomo ha tagliato, scollegato, diviso e sezionato cercando di vedere oltre, cercando “la verità ” oltre l’apparenza. Il gesto che compie Mestrangelo con Sutura vuole essere un atto d’amore teso a proporre una nuova unione, un gesto apparentemente semplice ma che storicamente richiede una forte determinazione. La luce rischiara il buio, tutto torna alla visione, un gesto deciso senza remore, senza paura di sbagliare, ricollegare, suturare ferite millenarie con un filo di luce.” (G. Mestrangelo)
Titolo: Fratelli Alinari fotografi in Firenze. 150 anni che illustrarono il mondo. 1852/2002 Editore: Fratelli Alinari Pagine: 376 Fotografie: 250 Formato: 24×28 cm
Rilegato in tela Cod. VOL: 0472 Codice ISBN: 88-7292-426-X Prezzo (di copertina): 70,00 Euro
Il lungo periodo di tempo, 150 di storia, in cui la Fratelli Alinari di Firenze ha operato e continua ad operare senza soluzione di continuità nell’ambito della riproduzione fotografica delle opere d’arte, della documentazione del paesaggio e dei costumi, conferisce all’azienda un ruolo unico ed insostituibile nel panorama della fotografia italiana e mondiale. Il volume intende dunque ripercorrere 150 anni di storia, che a loro volta corrispondono alla storia della stessa fotografia, mettendo in rilievo e puntualizzando l’ingegno pionieristico degli Alinari, la loro grande impresa svoltasi con costanza e lungimiranza, l’avanguardia della loro imprenditorialità , le trasformazioni attuate per rimanere sempre coerenti e moderni con i tempi.
Un museo a cielo aperto tra le colline e il mare. Castelli, palazzi, musei, strade, opere d’arte: un patrimonio inestimabile, illustrato in duecentocinquanta schede di sintesi sapiente e un atlante iconografico ricchissimo.
Dieci percorsi calibrati per riproporre tremila anni di civiltà : Spaccanapoli (prima parte); Spaccanapoli (seconda parte); via Tribunali; l’Anticaglia; Materdei, Foria e i Vergini; Toledo e i Banchi Nuovi; dal Palazzo Reale al Carmine; il Vomero e i “Quartieriâ€; Pizzofalcone, Chiaia e Posillipo; il Liberty e il Novecento.
Uno strumento completo e aggiornato per orientare cittadini e turisti di buona intenzione, oltre la superficialità e il consumo affrettato dei luoghi comuni abusati.
Memorie del Grand Tour Il viaggio in Italia nella fotografie degli Archivi Alinari
e nelle collezioni d’arte della Regione Autonoma Valle d’Aosta
Editore: Alinari 24 ORE
Collana: Territorio
Testi di: A. Maggi, D. Jorioz, P. Framarin
Caratteristiche tecniche cm 24×28, 144 pagine, 96 fotografie. Rilegato in brossura. Testi in italiano e francese. Beni culturali e territorio costituiscono un binomio inscindibile e una ricchezza fondamentale per la Valle d’Aosta.
Il libro si compone, di circa 60 fotografie, tra cui 40 provenienti dagli Archivi Alinari e altre 30 opere d’arte, tra disegni, acquerelli, stampe, incisioni e dipinti, conservati nelle raccolte regionali, aventi quale fil rouge il tema del viaggio in Italia, che nel passato vide i viaggiatori italiani e stranieri alla scoperta delle bellezze artistiche, archeologiche e paesaggistiche del nostro paese.
In questo itinerario ideale attraverso la penisola italiana, che si snoda da nord a sud, uno spazio privilegiato è occupato proprio dalla Valle d’Aosta, che entrò a far parte degli itinerari del Grand Tour solo tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.
Grazie alle testimonianze iconografiche presenti, il lettore si troverà a percorrere un viaggio artistico-culturale lungo tutta la penisola italiana, dalla Valle d’Aosta sino in Sicilia, con particolare riferimento al patrimonio archeologico e alla cultura del passato.
Nel corso di tale itinerario potrà rendersi conto che le occasioni per soffermarsi a contemplare alcuni degli straordinari monumenti presenti sul territorio italiano, documentati con qualità e perizia da artista, sono davvero molte. Scoprirà inoltre che alcuni dei monumenti più importanti e meglio conservati della romanità sono presenti proprio sul territorio valdostano tanto che fotografi di fama internazionale come l’Alinari hanno pensato bene di documentarli, riprendendo un’opera d’arte antica per realizzare con la propria fotografia un’opera d’arte moderna.
Partendo dalle fotografie tardo-ottocentesche dell’Arco d’Augusto, della Porta Prætoria e del Teatro Romano di Aosta conservate negli archivi Alinari, ecco riproposte le tappe principali del Grand Tour che dal Piemonte, alla Toscana, all’Umbria, giunge fino a Roma e alla Campania per concludersi con la scoperta delle superbe vestigia archeologiche della Magna Grecia.
Nella sezione dedicata alla Valle d’Aosta alcuni disegni della viaggiatrice inglese Henriette Ann Fortescue, le opere di James Cockburn, le stampe dei libri illustrati dell’Ottocento accompagnano alla scoperta di un passato ricco di fascino. Le antichità romane, i castelli, i pittoreschi paesaggi valdostani diventano così i protagonisti indiscussi del percorso espositivo.
Prezzo di copertina € 30,00                                  ISBN 978-88-6302-021-2 COD VOL0652
Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
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tel. +39-055-2395203
fax +39-055-2382857
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ALINARI 24 ORE http://www.alinari.it ================
La Biennale è promossa da: Comune di Brescia, Civici Musei d’arte e storia, Fondazione Brescia Musei; si terrà nei più prestigiosi spazi istituzionali: museo civico di santa Giulia, Piccolo e Grande Miglio in castello, ss Giacomo e Filippo, san Zenone all’Arco, museo Ken Damy ed in numerose gallerie private.
I MACCHIAIOLI
Capolavori della collezione Mario Taragoni Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Palazzo Cavalli Franchetti
8 marzo – 27 luglio 2008
—————————————————————————————————————————- Martedì 22 aprile 2008 ore 20.00 Proiezione “Le influenze della pittura dei Macchiaioli nel cinema italiano”
introdotta da:
Gian Piero Brunetta
Università degli Studi di Padova
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
La derivazione dalle opere d’arte figurative è stata, per alcuni registi, un importante laboratorio di ricerca che ha contribuito ad arricchire l’immagine cinematografica, conferendo al cinema italiano alcuni dei suoi caratteri identitari. In particolare la pittura dell’Ottocento contribuì all’elaborazione di un immaginario capace di determinare un’identità nazionale. L’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, in occasione della mostra I Macchiaioli. Capolavori dalla collezione Taragoni, propone un’antologia di film che hanno attinto alle fonti pittoriche ottocentesche a partire dal primo film italiano sulla presa di Roma per passare agli anni Trenta a Visconti di Senso e del Gattopardo, ai film di Bolognini, per terminare con un confronto con Renoir e l’omaggio agli impressionisti in Partie de campagne.
Mercoledì 23 aprile 2008 ore 16.00 Incontro pubblico “Per un panorama degli studi e dell’editoria di storia dell’arte nel Veneto” promosso dall’Istituto Veneto di Scienze,Lettere ed Arti e dalla Regione del Veneto.
Programma:
Apertura dei lavori
Leopoldo Mazzarolli
Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Franco Miracco
Regione del Veneto
Coordina
Giuseppe Pavanello
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Università degli Studi di Trieste Interventi di Carlo Pirovano
Storico dell’arte. Responsabile scientifico di Mondadori Electa, Milano
“Uno sguardo sull’editoria di storia dell’arte oggi in Italia” Maria Flora Giubilei
Direttore della GAM-Galleria d’Arte Moderna di Genova
“Recenti iniziative editoriali della Regione Veneto” Sergio Frigo
Il Gazzettino, Redazione Cultura, Venezia
“Gli studi, le riviste, le case editrici” Enrico Tantucci
La Nuova Venezia, Redazione di Venezia
“Le mostre” Sara D’Ascenzo
Redazione del Corriere del Veneto
“L’informazione”
—————————————————————————————————————————- L’ingresso agli eventi è gratuito
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Per Informazioni
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
San Marco 2945 – 30124 Venezia
telefono +39 0412407711 / fax +39 0415210598
ivsla@istitutoveneto.it www.istitutoveneto.it
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Cartella stampa e immagini di tutte le mostre ARTHEMISIA scaricabili dal sito www.arthemisia.it
(registrati in area press) —————————————————————————————————————————-
Ufficio Stampa Arthemisia Piazza Matteotti 2 – 61100 Pesaro
T + 39 0721 370956 F +39 0721 377105 e-mail: press@arthemisia.it
Alessandra Zanchi M +39 349 5691710 e-mail: az@arthemisia.it
Ilaria Bolognesi M +39 393 9673674 e-mail:Â ib@arthemisia.it
Caratteristiche tecniche: formato album cm 30×23, 114 pagine, 72 fotografie.
Rilegato in brossura. Testi in italiano e inglese
Daniele Duca è nato ad Ancona, nel 1967.
È copywriter e fotografo professionista. In passato ha esposto in varie località italiane, tra cui presso l’Università di Camerino, Ferrara e con il Museo Comunale d’Arte Moderna di Senigallia. È stato invitato a Los Angeles e New York dall’Istituto Italiano di Cultura per presentare una rassegna itinerante.
Nel 2003 ha vinto la 22a Biennale Internazionale dell’Umorismo in Comunicazione di Tolentino, nella sezione affissione e stampa.
La caratteristica dell’obiettivo di Daniele Duca non è solo quella di rendere vivi gli oggetti comuni di ogni giorno, ma di renderli immortali trasformandoli in opere d’arte.
Con la sensibilità dell’artista il fotografo vede oltre a quello che può comunicarci una tazzina di caffè, una penna, o un bottone.
Con la spiccata fantasia di un bambino un anello rappresenta la fede e una rosa è un labirinto di petali. Così i soggetti vengono analizzati quasi al microscopio reinvetandone la percezione e l’utilizzo; diventando unici e sublimi, ma allo stesso tempo restando comuni e semplici. Nel bianco/nero pulito e lineare della stampa fotografica due spazzolini vicini rappresentano l’amore esaltando le loro forme e trovando una nuova dimensione con lo spazio che gli circonda.
Sembra quasi che le fotografie non vogliano farsi semplicemente interpretare in modo personale dai lettori, ma abbiano una vera e propria storia da raccontare, con un linguaggio scherzoso, ma con uno stile serio. Prezzo di copertina €uro 30,00
“In un clima sociopolitico globale come quello attuale dove le contrapposte dottrine religiose continuano prepotentemente e in maniera distruttiva a fraintendersi, il criterio di valutazione buddista nei confronti dell’arte sacra assume, rispetto al mondo occidentale, una valenza più universale che individuale. L’impegno e lo sforzo richiesti nel considerare l’arte buddista come arte sacra – corrispondente alla visione del buddismo – possono essere d’aiuto ad avvicinare culture e popoli.
Questa bella mostra fa luce sui criteri teorici e pratici di valutazione dell’arte sacra. Nella pratica religiosa, chi osserva un oggetto di culto va oltre la bellezza esteriore fino a coglierne la visione sacra riflessa al suo interno. E’ certamente vero che le opere di Shinjo Ito possono essere ammirate per il talento artistico e la loro armonia, ma l’artista le ha realizzate anche allo scopo di diffondere e ispirare meditazione e contemplazione. La visione e l’arte di Shinjo Ito è corredata da moltissime immagini che rispecchiano la bellezza universale nelle sue svariate e ricche forme e non possono fare a meno di rimandare al pacifico atteggiamento compassionevole buddista.”
Margaret R. Miles, Professore Emerito The Graduate Theological Union, Berkeley
Per la prima volta dopo 197 anni, la Pala di Arcevia ritorna nella propria città .
Per iniziativa del Comune di Arcevia e con la collaborazione della Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico delle Marche, un capolavoro assoluto del Signorelli, commissionato nella città , ritorna alla fruibilità dei cittadini e dei turisti. La mostra, organizzata da Arthemisia, consente di ammirare l’opera in una speciale teca a clima controllato. Voluta da Giacomo di Simone Filippini, un maggiorente della allora Roccacontrada, la tavola destinata alla cappella gentilizia della famiglia nella chiesa di San Francesco, raffigura la Vergine del latte con quattro Santi. Una pala che è fra le opere più schiette del pittore per l’attenuarsi dei contrasti luminosi e cromatici in una tenue luce diffusa. All’interno della Collegiata di San Medardo si riscoprono inoltre mirabili opere d’arte ivi permanentemente conservate.