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sabato, 21 maggio 2011

Il mitico trio newyorkese altezza strada di Felix Gladys and Rover, quel bacio rubato dallo specchietto ad un romantico paesaggio marino, le gioie della lettura di Marilyn Monroe o quelle scatenata all’ombra della Torre Eiffel, sono solo alcune delle perle colte dall’obiettivo errante di Elliott Erwitt.
Capolavori con i quali i grande fotografo ha arricchito l’immaginario condiviso e l’iconografia internazionale, e ai quali l’International Center of Photography (ICO) di New York dedica un’ampia retrospettiva ‘Personal Best’ di 100 immagini, con alcune stampe inedite dei suoi primi lavori, da oggi al 28 agosto 2011.
Più piccola, ma non meno preziosa, sarà la retrospettiva Elliott Erwitt Icons, ospitata nell’edificio della Cassa di Risparmio di Merano Arte, dal 24 giugno al 25 settembre 2011, e la selezione di 40 fotografie esposte nella retrospettiva italiana che potete sbirciare in questa gallery:
Elliott Erwitt. Icons

Elliott Erwitt, Usa. New York. 1974. Felix Gladys and Rover
Elliott Erwitt, Usa. California. 1955
Elliott Erwitt, Usa. North Carolina. 1950
Elliott Erwitt, France. Paris. 1989 Tour Eiffel 100th anniversary
Elliott Erwitt, Usa. New York. Us actress Marilyn Monroe. 1956
Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:07 di venerdì 20 maggio 2011.



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sabato, 7 maggio 2011
WORKSHOP STILL LIFE BASE
Relatore: Ludovico Fossà.
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=62029
IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Fase Uno – La Filosofia dello Still Life.
Approfondimento teorico e tecnico sul concetto di Still Life, con analisi ed esempi di foto realizzate per alcuni importanti clienti.
Descrizione dettagliata delle procedure di realizzazione e degli allestimenti del set.
Elenco, descrizione ed applicazione delle attrezzature necessarie, delle attrezzature utili e degli accessori con particolare attenzione al “fai da te”.
Fase Due – Dal Progetto alla “Masterizzazione”.
Realizzazione di una fotografia d’un oggetto, partendo dall’ideazione per poi seguire il completo flusso di lavoro, fino al totale completamento.
Sarà prestata particolare attenzione all’indispensabile complementarietà tra ripresa e post-produzione, ovvero la progettazione dell’una in funzione dell’altra.
In particolare sarà creata l’immagine dell’oggetto e della sua ombra d’appoggio che saranno successivamente inserite, dopo aver effettuato lo scontorno, su un fondo preesistente.
Si opererà utilizzando un banco ottico equipaggiato con un dorso digitale e un parco luci composto da flash da studio.
Una scelta che ha lo scopo di mostrare come si opera in ambito professionale, ma che non implica necessariamente che le procedure applicate non possano essere trasferite in una situazione più casalinga o amatoriale.
Fase Tre – L’Esercizio dei Partecipanti.
Infine sarà svolto dai partecipanti, sotto la mia supervisione, un esercizio finalizzato a prendere coscienza attiva delle procedure in precedenza descritte.
Per le date e tutte le informazioni …click…
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MINI-CORSO STILL LIFE DELLA DURATA DI TRE GIORNI
Relatore: Ludovico Fossà.
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=62030
Viene inoltre proposto un Mini-Corso che si svilupperà su 3 giorni, anche non consecutivi.
Le date saranno definite con gli stessi iscritti, compatibilmente con gli impegni professionale e familiari.
- La prima giornata sarà dedicata agli oggetti opachi. In sostanza si tratta della replica del Workshop Base appena descritto.
- La seconda giornata sarà dedicata alle trasparenze.
- La terza giornata sarà, infine, dedicata ai metalli.
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Oltre ai due eventi riguardanti lo Still Life, ho recentemente affiancato un paio di Workshop dedicati esclusivamente a Photoshop.
WORKSHOP PHOTOSHOP BASE
Relatori: Ludovico Fossà e Fabrizio Zambelli.
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=62031
Dedicato a chi vuole avvicinarsi al mondo della manipolazione delle immagini o a chi è interessato ad approfondire ed affinare le proprie nozioni base.
ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI
- Le caratteristiche peculiari delle diverse tipologie di files.
- L’interfaccia di Photoshop.
- La conoscenza dei principali strumenti.
- Il bilanciamento dei colori di un’immagine.
- Gli interventi selettivi sul colore.
- L’uso consapevole di Luminosità, Contrasto, Livelli (Levels) e Curve.
- Introduzione all’uso dei Livelli (Layers).
- Conoscenza ed uso dei filtri più utili.
- L’ottimizzazione del file per la stampa e per il Web.
- L’eliminazione o la correzione delle imperfezioni di un’immagine.
- La Maschera di Contrasto.
- La correzione delle Prospettive.
- La gestione del Testo.
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WORKSHOP PHOTOSHOP AVANZATO DELLA DURATA DI DUE GIORNI
Relatori: Ludovico Fossà e Fabrizio Zambelli.
http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=62032
Finalità del Corso è l’individuazione e la relativa soluzione, tramite esempi e descrizioni dettagliate, delle innumerevoli problematiche che vanno fronteggiate durante il normale flusso di lavoro.
Possibilità, a richiesta del singolo partecipante, d’iscriversi ad un’eventuale giornata supplementare di approfondimento.
ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI
- Le caratteristiche peculiari delle diverse tipologie di files.
- L’interfaccia di Photoshop.
- Conoscenza dei principali strumenti.
- Il bilanciamento dei colori di un’immagine.
- Gli interventi selettivi sul colore.
- L’uso consapevole di Luminosità, Contrasto, Livelli (Levels) e Curve.
- L’uso dei Livelli (Layers).
- Conoscenza ed uso dei filtri più utili.
- L’ottimizzazione del file per la stampa e per il Web.
- L’eliminazione o correzione delle imperfezioni di un’immagine.
- La Maschera di Contrasto.
- La correzione delle prospettive.
- Le Maschere di Livello.
- I principali Metodi di Fusione.
- Introduzione alle Curve di Bezier.
- Lo sviluppo del file raw.
- Il Make-up digitale.
- La gestione del Testo.
… Ed altro ancora …
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mercoledì, 30 marzo 2011

Con Ida Kar la nostra gallery di sguardi femminili fa un bel salto nel tempo, arricchendosi dell’obiettivo di una donna di origini armene che ha saputo conquistare la fiducia dei critici più scettici, imponendosi come una delle figure chiave della ritrattistica del XX secolo.
Con un patrimonio di oltre 800 stampe originali, diecimila negativi, lettere e un portfolio di immagini realizzate nel 1954 agli atelier degli amici parigini, dall’esposizione alla Whitechapel Art Gallery di Londra nel 1960, Ida Kar torna protagonista di una nuova retrospettiva ospitata dalla National Portrait Gallery.
Fino al 19 giugno 2011, Ida Kar: bohemian photographer, 1908-74, porta in mostra ritratti di volti celebri e sconosciuti, spesso inediti, scattati direttamente negli atelier dove il fermento artistico e culturale della Londra degli anni Cinquanta e Sessanta ha preso vita.
Ida Kar Bohemian Photographer 1908-74

Scrittori, scultori, pittori, attori e fotografi al lavoro, o solo nei loro ambienti di ispirazione e creazione più congeniali, da Barbara Hepworth intenta a domare una grande struttura metallica, a Jean-Paul Sartre all’ombra della sua torre di libri, passando per la collezione d’arte africana di André Breton, l’atelier di Helena Rubinstein, Le Corbusier al tavolo da architetto e Dmitri Shostakovich al pianoforte, i quadri di Marc Chagall e Gina Lollobrigida in posa con il busto realizzato da Sir Jacob Epstein .. tutti visti attraverso lo sguardo attento, e l’obiettivo acuto, di questa pioniera della ritrattistica Bohemian.

Ida Kar: Bohemian Photographer, 1908-74 é stato pubblicato su clickblog alle 09:22 di mercoledì 30 marzo 2011.



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martedì, 16 novembre 2010

Il fascino intramontabile delle istantanee Polaroid, della superficie che si impressiona lentamente sotto lo sguardo, questa volta in grande formato, colorate a mano ed in parte inedite, si rinnova con le Polaroids di Julian Schnabel, tra luoghi familiari e abbracci intimi con colleghi e amici.
Un viaggio suggestivo negli studi del pittore e fuori dal set del regista (Basquiat, Prima che sia notte, Lo scafandro e la farfalla, Miral), con Lou Reed e Mickey Rourke, Takashi Muratami e Christopher Walken, l’appena scomparso Dennis Hopper e l’amato cane, tra self volutamente sfocati e ritratti quasi spettrali, come quello di Plácido Domingo nei panni di Simon Boccanegra.
Polaroid gigantesche che si spingono in una dimensione lontana dalle coordinate spazio-temporali più convenzionali, anche se sono state realizzate in pieno giorno con una vecchia e ingombrante macchina fotografica fatta a mano, nello studio newyorkese di Palazzo Chupi, progettato e decorato dall’artista stesso. Nel video a seguire.
Polaroids

Immagini delle quali potete avere un assaggio in questa gallery (Julian Schnabel / Courtesy Bernheimer Fine Art Photography, 20 x 24 ins Polaroid Camera), raccolte in una edizione Prestel tutta da sfogliare, ed in mostra ancora per qualche giorno con Polaroids: Beyond Infinity and Grandview alla galleria Colnaghi di Londra.

Polaroid: colorate a mano e in formato gigante con Julian Schnabel é stato pubblicato su clickblog alle 13:39 di mercoledì 10 novembre 2010.
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martedì, 5 ottobre 2010

Sono ancora in Lombardia, una regione che non ho mai trovato congeniale alla mia indole e ai ritmi del mio Chakra, ma ho fatto un salto nel tempo, negli anni Sessanta inquadrati da Pepi Merisio, che invece i paesaggi, la gente e l’atmosfera di questi luoghi l’ha vissuta, guardata e amata molto.
L’unico modo per rafforzare o cambiare opinione su qualcosa è cominciare a guardarla con altri occhi e da altri punti di vista, magari proprio quando il paese si è messo in viaggio verso la modernità all’ombra del Grattacielo Pirelli, quel simbolo di modernità e cambiamento che non a caso dal 7 ottobre al 13 novembre 2010 ospiterà gli scatti in bianco e nero di Pepi Merisio con Ieri in Lombardia.
L’iniziativa offre un’occasione per dare uno sguardo ai ritmi delle tradizioni e delle processioni propiziatorie, alla preistoria della Stazione Centrale e alle chiatte lungo i navigli, ai rituali della fede e ai mercati del bestiame, a un’epoca lasciata lungo il cammino ma mai scomparsa del tutto dalla memoria dei luoghi, e forse neanche dalla mentalità di chi li vive.
Ieri in Lombardia


Ieri in Lombardia: con Pepi Merisio negli anni sessanta é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di domenica 03 ottobre 2010.
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domenica, 19 settembre 2010

L’obiettivo che vedete in copertina è Kilfitt Zoomatar 250mm f/1,3 per le medio formato Hasselblad.
Al momento viene venduto su Ebay al non proprio economico prezzo di 33.751$. In copertina a sinistra è disponibile la foto frontale, mentre a destra si vede il paragone con la medio formato a cui è agganciato. Ora fatevi un rapporto sulle dimensioni
Sicuramente non è un obiettivo per tutti, ma sarebbe sicuramente interessante poterlo provare dal vivo.
Via | PetaPixel
Kilfitt Zoomatar 250mm f/1.3, un fisso ingombrante é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 16 settembre 2010.
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martedì, 6 luglio 2010

Quella che vedete in copertina è una protezione per le reflex durante le giornate di pioggia.
Nonostante sia stata realizzata per occupare poco spazio e quindi essere trasportabile nelle tasche dei pantaloni sembra un po’ troppo ingombrante senza considerare la nitidezza delle foto scattate attraverso quello strato di plastica.
Il design è giapponese e questo potrebbe far pensare che si tratti di un semplice Chind?gu.
Via | PetaPixel
Protezione per la pioggia o sacchetto porta rifiuti? é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di domenica 04 luglio 2010.
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giovedì, 29 aprile 2010

Spesso risulta complicato capire quando è stata scattata una fotografia e può capitare anche a voi se ne avete di vecchie appartenute ai vostri nonni o altri antenati.
La foto di copertina è stata analizzata per determinare quando è stata scattata conoscendo solamente il luogo immortalato. Dall’osservazione della direzione in cui vanno le ombre, Colleen Fitzpatrick e Andrew Yeiser hanno capito che si trattava di uno dei due equinozi.
Osservando gli abiti delle persone ritratti si capisce che è settembre escludendo marzo. Calcolando la lunghezza dell’ombra è stato piuttosto semplice determinare anche l’orario. La foto è stata scattata il 24 settembre 1871 alle 16:30.
Via | DvaFoto
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giovedì, 22 aprile 2010

Lo sviluppo della fotografia nei cellulari è sotto gli occhi di tutti e ieri il Nokia Executive Vice President Anssi Vanjoki ha detto che si aspetta un futuro senza reflex e che non ci sarà più la necessità di portarsi dietro quegli obiettivi ingombranti.
Ovviamente per quanto possa essere entusiasta del miglioramento della tecnologia è ovvio che si parlava degli amatori e non dei professionisti. I primi, secondo Anssi, troveranno presto più che sufficiente la qualità delle fotocamere di cui sono dotati i cellulari.
Sebbene ci sia una corsa verso la riduzione del peso delle reflex come nei sistemi Evil la fusione fra fotocamera e cellulare è ancora piuttosto lontana, figuriamoci con il mercato reflex amatoriale.
Via | Engadget
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giovedì, 18 febbraio 2010
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Ho sempre trovato intrigante il modo nel quale le ombre proiettano, distorcono e mostrano di ogni cosa, quello che sembra tanto distante o estraneo, anche quando un piccolo intervento ‘digitale’ le rende surreali e poetiche, come nel caso di Shadows of past del bulgaro Lyubomir Bukov.
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domenica, 22 novembre 2009
“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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sabato, 5 settembre 2009
ezio turus
responsabile mostre Sala Fenice
Luci del Nord’
Terre | Sogni è un “viaggio per immagini” in terre vicine e lontane, proprio
laddove la natura ha saputo creare scenari così straordinari da sembrare
parte di un mondo onirico e fiabesco.
Il progetto, inaugurato dal fotografo friulano Daniele Indrigo nel 2008, è
pensato come un “work-in-progress” con opere che intendono accompagnare il
visitatore attraverso paesaggi, dettagli ed attimi di pura poesia, spiati
dall’occhio attento di un fotografo che rivendica per il proprio lavoro una
forte inclinazione per l’arte e una grande passione per la natura.
Per la prossima esposizione triestina, l’autore ha deciso di scegliere, dal
repertorio di immagini di questo ideale catalogo del mondo, alcuni scatti
realizzati nelle “Terre del Nord”, misteriose, leggendarie e abitate da
segrete inquietudini.
Dalle distese magmatiche e primordiali della lontana Islanda alle atmosfere
sospese delle terre celtiche di Irlanda, Galles, Inghilterra o Bretagna,
dalle enigmatiche brughiere scozzesi alle antiche coste normanne, l’obiettivo
insegue gli orizzonti marini di baie e scogliere mozzafiato, il fragore
cristallino di alte cascate, i misteri di boschi incantati o di laghi
cristallini rapiti da scorci impetuosi di venti e nuvole.
Ma è soprattutto la ricerca paziente dell’autore, che insieme alla resa
quasi tattile della tecnica di stampa fine-art in bianco e nero ai pigmenti
di carbone, riesce a fornire un esito ricco di effetti nuovi, inimmaginabili
da parte di chi sia abituato alla mera rappresentazione della realtà .
Con un lavoro paragonabile al bulino di un incisore, l’artista può
concentrarsi sulla resa plastica dei particolari e dei tagli di luce ed
ombra sottolineando gli elementi costituitivi della composizione, per
restituire la scena iniziale con il valore aggiunto di sensazioni forti e
reali, come tranquillità , dispersione e a volte disorientamento.
Una natura madre e maestra, spiata e raffigurata più vera del vero, ma del
tutto falsificata, come solo la Fotografia sa fare.
Nato nel 1965, Daniele Indrigo si è avvicinato alla seduzione dell’arte
fotografica solo nel 1996, incoraggiato da un amico, lui stesso fotografo, e
spinto dalla sua giovanile e mai sopita passione per le “belle arti”, ora
coniugata con uno spiccato interesse per le nuove tecnologie. Quando non è
in viaggio alla scoperta del mondo, vive e lavora in Friuli.
Tags:
atmosfere,
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