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Giulia Carroll Casal, riccardo scibetta underground, giancarlo ceraudo fotografo

Articoli marcati con tag ‘officine fotografiche’

STATO D’ITALIA, fotografie di Emiliano Mancuso

giovedì, 3 novembre 2011
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Stato d’Italia è un viaggio lungo tre anni attraverso il Paese, quello dei nostri giorni, alla ricerca di storie, cronache e volti della crisi economica e sociale che stiamo vivendo: dagli sbarchi di Lampedusa alla vita nei palazzi della politica romana, passando per Rosarno e la rivolta dei braccianti africani, fino ai ragazzi di Taranto che vogliono rimanere lontani dai fumi delle acciaierie Ilva. Le fotografie di Emiliano Mancuso ripercorrono alcuni dei più importanti fatti di cronaca della recente storia italiana.

Inaugura l’8 novembre presso Officine fotografiche, la mostra Stato D’Italia fotografie di Emiliano Mancuso. La mostra, a cura di Renata Ferri, resterà aperta fino al 9 dicembre.

L’inaugurazione sarà accompagnata dagli interventi di Renata Ferri, photo editor, Emiliano Mancuso, fotografo, Laura Eduati, Andrea Milluzzi e Angela Mauro, autori dei testi di Stato d’Italia, Claudio Corrivetti, editore Postcart, Matteo Orfini, responsabile nazionale Cultura e Informazione del Partito Democratico.

« C’è un tempo perfetto per la fotografia documentaria, è quello del cambiamento: tensioni, stati di crisi, guerre, rivolte, migrazioni, diaspore, emergenze ambientali e umanitarie. Per i fotografi il mondo è sempre a portata di mano, non ci sono confini e ostacoli al desiderio di andare a vedere; solo la censura e la violenza, figlie dei regimi totalitari creati dagli uomini, possono impedire loro il movimento della curiosità.

A volte però non è necessario andare lontano, Emiliano Mancuso si è fermato qui, nel suo Paese, per guardare e cercare di capire. E la fotografia può aiutare, lui ne è consapevole. Strumento narrativo efficace, sa come farlo: immediata, personale, coinvolta e partecipe. Pone domande, induce al dubbio. Registra i cambiamenti. Punta al cuore, lo sappiamo. Il bianco e nero, della più alta tradizione documentaria, rafforza la visione delle difficoltà di questo tempo. Il fotografo filtra e sceglie, così come fanno gli autori dei testi. Il risultato è un lavoro corale, svolto come un compito necessario, guardando la realtà e scegliendone dei frammenti e selezionando storie.

Un viaggio lungo tre anni attraverso l’Italia.

Paesaggi struggenti e violati aprono alla visione del territorio, alternano storie di uomini e di donne e della loro vulnerabilità. Queste immagini scorrono con un movimento circolare nel tempo presente, dense di citazioni e di riferimenti alla fotografia neorealista italiana.

C’è davvero un Paese che va a due velocità: un’Italia antica con facce di ieri e problemi irrisolti e una che guarda altrove e cerca di assomigliare a chi non è. Le storie dei senzacasa, dei disoccupati, degli immigrati sono frutto di quell’ “occhio testimone” che la fotografia sa conservare così bene e che così romanticamente ci congiunge con la storia passata, recente o remota che sia: di questa, ora più che mai, abbiamo bisogno.

Questo libro è un tentativo di comprendere chi siamo stati, ma soprattutto chi saremo. Perché siamo in trasformazione: ricominciamo a dire o a urlare ciò che non ci va più bene, sovvertendo previsioni e ordini.

In questa mostra sono più che mai evidenti i contrasti in cui si consuma il nostro paese. Commuovono le piccole storie, sconcertano i luoghi, i volti e le notizie; l’autore segue un filo invisibile e soggettivo, noi sappiamo che tutto è qui e ora.

Le immagini parlano con urgenza e passione, non dobbiamo aggiungere altro »Renata Ferri

 

Stato d’Italia è anche un libro edito da Postcart, con la prefazione di Lucia Annunziata, a cura di Renata Ferri e testi di Laura Eduati, Andrea Milluzzi, Angela Mauro e Davide Varì.


STATO D’ITALIA

Inaugurazione, martedì 8 novembre ore 18.30

dal 9 novembre al 9 dicembre 2011

Dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.00 | 15.00 – 19.301450b77dced77e7f6ac41b0d7cf652a7 STATO DITALIA, fotografie di Emiliano Mancuso

Ingresso gratuito

Officine Fotografiche via G. Libetta, 1 00154 – Roma Tel. 06 5124019

www.officinefotografiche.org

 

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JOHN G. MORRIS, Get the picture. Una storia personale del fotogiornalismo

mercoledì, 26 ottobre 2011
listen it it JOHN G. MORRIS, Get the picture. Una storia personale del fotogiornalismo

 

JOHN G. MORRIS

autore di
Get the picture

Una storia personale del fotogiornalismo
sarà a Officine Fotografiche, nell’ambito di FotoLeggendo 2011, per presentare la sua autobiografiab0299d086b488bf6a03bbd90a8ff088b JOHN G. MORRIS, Get the picture. Una storia personale del fotogiornalismo

Il 26 ottobre, alle ore 18.30, Officine Fotografiche presenta, in collaborazione con Contrasto, il libro GET THE PICTURE, di John Morris il più grande photoeditor del XX secolo. Saranno presenti, John Morris e Alessandra Mauro, direttore editoriale Contrasto. Nel corso della serata, alcuni brani saranno narrati dalle Persone libro dell’Associazione Donne di Carta.

Get the Picture è lo straordinario racconto di una delle figure più interessanti del fotogiornalismo del ventesimo secolo, John Morris. È lui il photo editor che ha documentato i momenti più significativi della storia moderna e che ha stretto un rapporto privilegiato con il mondo della fotografia e con i grandi fotografi del secolo scorso. Morris ha commissionato, redatto e pubblicato le foto che hanno contribuito definire la storia recente, ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi fotografi del secolo scorso come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e W. Eugene Smith. L’autore rivela le storie che stanno dietro a dozzine di immagini famose, ci offre un ritratto intimo degli uomoni e delle donne che le hanno scattate e racconta innumerevoli e rocamboleschi aneddoti personali dei suoi incontri con celebrities tra cui Alfred Hitchcock, il generale Patton, Marlene Ditetrich, Ernest Hemingway, Lee Miller, Andrei Sakarov e molti altri. Get the Picture è il resoconto appassionato e avvincente di una vita vissuta a pieno, quella di John Morris, ancora oggi uno dei principali portavoce di un giornalismo che opera in nome della verità.

Officine Fotografiche
26 ottobre ore 18.30 | via G. Libetta, 1 – Roma

www.fotoleggendo.it

www.officinefotografiche.org

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ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12

mercoledì, 7 settembre 2011
listen it it ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12

Sono aperte le iscrizioni ai corsi all’anno accademico 2011/12.
A partire da quest’anno saranno attivati anche percorsi di alta formazione: Master, completi e articolati, che consentiranno una comprensione a 360 gradi delle tecniche e dei materiali fotografici.

L’ampio ventaglio dei corsi serali 914aaf938685e0a747e3a3644f5ef336 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12si divide in Fotografia Base Fotografia Base |  Fotografia Intermedio |  Fotografia Urbana e di Paesaggio 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |  Fotografia di Architettura Base 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |  Fotografia Avanzata |  Fotografia di Moda 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |  Fotografia di Ritratto 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |  Illuminazione Base |  Illuminazione Avanzata |  Reportage Base |  Reportage Avanzato |  Analisi Critica |  Photoediting 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |  Camera Oscura |  Stampa B/N |  Antiche Tecniche di Stampa |  Illustrator 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |  Fotoritocco Digitale |  Photoshop |  Lightroom 2194dd1382ed94863e66631ead805c96 ISCRIZIONI AI CORSI OFFICINE FOTOGRAFICHE 2011/12 |
Tutte le lezioni, seguite da professionisti del settore, sono a numero chiuso. Le iscrizioni proseguiranno fino ad esaurimento posti.

Per informazioni, iscrizioni e colloqui informativi, contattare la segreteria di Officine Fotografiche dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 19:00, al numero 06-5125019 oppure all’indirizzo email of@officinefotografiche.org.

Informazioni sui corsi sono su www.officinefotografiche.org

Seguiteci anche sulla nostra pagina facebook Officine Fotografiche

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Letteratura e Fotografia – Ciclo di seminari tenuti da Diego Mormorio

martedì, 24 maggio 2011
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Letteratura e Fotografia – ciclo di seminari a cura di Diego Mormorio

Nel 1987 ero impegnato nella realizzazione di un libro su “Gli intellettuali e la fotografia”, ma il consiglio di Leonordo Sciascia mi portò a restringere la ricerca all’ambito dei poeti e degli scrittori. Nacque così nel 1988 con gli Editori Riuniti l’antologia Gli scrittori e la fotografia, da me curata e introdotta, con una prefazione di Sciascia. Da allora non ho mai smesso di occuparmi del rapporto letteratura-fotografia, che si è trasformato per me quasi in ossessione, che, in un quarto di secolo, mi ha portato a diventare il maggiore conoscitore di questo tema“. Nel seminario di Officine Fotografiche Diego Mormorio tratterà questo tema a partire dai primissimi anni della della fotografia, per arrivare fino ai giorni nostri. Essendo un argomento vastissimo si soffermerà soprattutto sugli autori più famosi, come Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire, Nathanel Howthorne, Lewis Carroll, Luigi Pirandello, Milan Kundera, Michel Tournier, Marcel Proust, André Breton, Henry James, Jacques Prévert, Ezra Pound, Wislawa Szymborska, Tristan Tzara, Virginia Woolf, Giovanni Verga, Paul Verlaine, Arthur Conan Doyle, Franz Kafka …
Nell’economia dei tre giorni disponibili, cercherò anche di portare a conoscenza dei partecipanti al seminario esperienze più sconosciute, come quelle di Jorge Luis Borges, Varlam Salamov, Russel Banks, Mario Vargas Llosa, Orhan Pamuk, Joseph Brodsky.

Nota Biografica

Diego Mormorio si occupa in particolar modo dei rapporti tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria. Tra i suoi libri ricordiamo Gli scrittori e la fotografia (Editori Riuniti, 1988), Un’altra lontananza (Sellerio, 1997), Storia della fotografia (Newton Compton, 1996), Paeseggi italiani del 900 (Motta, 1966), Vestiti. Lo stile degli italiani in un secolo di fotografie (Laterza, 1999), Meditazione e fotografia (Contrasto, 2008). Come narratore ha pubblicato La lunga vacanza del barone Gloeden (Peliti, 2002), La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo Papa Re (Il Saggiatore, 2006) e W Garibaldo. Tre racconti garibaldini (Punctum, 2007). Nel 2011 ha pubblicato il saggio (con Postcart) Catturare Il Tempo. Lentezza e rapidità nella fotografia.

INFORMAZIONI:

Il seminario si terrà Venerdì 3 – 10 – 17 giugno ore 19.00 – 21.00

Presso: Officine Fotografiche | Via G. Libetta, 1 00154 Roma |  www.officinefotografiche.org | of@officinefotografiche.org
Tel. 065125019

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PIÚ FALSO DEL VERO

venerdì, 11 marzo 2011
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Fotografie di Tommaso Bonaventura, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa, Angelo R. Turetta

29 marzo – 23 aprile 2011

Officine fotografiche

Inaugura martedì 29 marzo alle 18:30 presso la sede di Officine fotografiche a Roma la mostra Più falso del vero. Fotografie di Tommaso Bonaventura, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa, Angelo R. Turetta. La mostra, a cura di Alessandra Mauro, è organizzata da Soluzioni Arte in collaborazione con Contrasto. 7c36574d70aa32fb6d95cbf025a7cf7e PIÚ FALSO DEL VERO

Le diciotto immagini esposte propongono una serie di progetti visivi che giocano con la sottile linea di confine tra la verità e l’illusione.

Siamo portati a credere che la fotografia sia rappresentazione fedele della realtà, quando invece il confine fra inganno e finzione, vero e autentico, è molto più labile e si nasconde dietro le lenti dell’obiettivo e nelle scelte delle inquadrature. È invece necessario superare l’idea che la fotografia riproduca l’oggetto della sua indagine così com’è poiché, come dice Michele Smargiassi, questo linguaggio “non è in grado di mentire negando il vero” ma più spesso lo fa affermando il falso, creando delle visioni che se per certi aspetti restano fedeli al reale, per altri sono terribilmente infedeli.

In mostra ci sono i bagnanti di Cicconi Massi, che fluttuano per le spiagge dell’Adriatico in una luce tanto abbagliante da renderli forme visibili, quasi senza dimensione fisica; le ville e i giardini di Massimo Siragusa, sempre in bilico tra rappresentazioni oniriche e visioni della realtà.

Del resto, i sosia di Mao ritratti da Tommaso Bonaventura sono certamente veri, come veri sono gli edifici che Stefano Cerio ha ripreso nelle periferie delle nostre città ma che risultano talmente falsi da finire per esserlo veramente.

E se siamo disposti a riconoscere come finzione la messa in scena dei set cinematografici di Angelo Turetta, possiamo dichiarare veramente false anche le immagini di Daniele Dainelli, che riprendono scene bucoliche incollate in grandi poster metropolitani, lungo i muri di una città caotica come Pechino.

Ognuno a suo modo, i sei diversi autori hanno cercato di raccontare l’ambiguità ma anche la meraviglia che l’illusione della realtà può creare davanti all’obiettivo fotografico per la gioia dei nostri sensi, pronti a lasciarsi consapevolmente ingannare dalla fotografia. “Vi chiedo di non credere più ciecamente alle fotografie, vi chiedo però di credere ancora nelle fotografie”

Inaugurazione 29 Marzo ore 18,30

OFFICINE FOTOGRAFICHE

Via Libetta 1, Roma. Ingresso gratuito

INFO: 06.5125019

www.officinefotografiche.org


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Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

0db8cf85e2c36248b45d8c1f8c3e7eb8 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

Come premesso, le Officine Fotografiche di Roma inaugurano il 2011 con una gallery di sguardi e affinità illuminanti, che contemplano anche il premio Pulitzer Rick Loomis e diversi vincitori del World Press Photo come Pietro Masturzo e il medaglia d’oro “Robert Capa” Ashley Gilbertson, tra i protagonisti della collettiva “Gli Scatti della crisi, da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon”, e testimoni di cause ed effetti di questa crisi globale che ha radici profonde e derive lontane.

Un caleidoscopio di sguardi rivolti al nuovo millennio, che contempla vittime e protagonisti, conflitti e disastri, antitesi e similitudini, i funerali di un giovane militante della jihad islamica e la liberazione di Aung San Suu Kyi, cortei finiti nel sangue e clochard che dormono in letti di cartone, le nubi color ruggine delle miniere indiane e i rifiuti di Scampia.

Dal 21 gennaio al 21 febbraio, la sede delle Officine Fotografiche di via G. Limetta 1, ospiterà 19 testimoni del nostro tempo e una ‘cartografia della crisi’ alla quale non sfuggono conseguenze e trasformazioni, analisi e riflessioni, approfondite da dibattiti e incontri che partono dalla crisi globale per arrivare a quella del giornalismo e della fotografia.

Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon
25dd75eaaa96d39effc9ca5e2ce2d107 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma d39f2732d1ff831b78edbcd174eecb84 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma 25e58bb7c13194c51872566bb09e2b23 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma 4c9704838cc99ea838322347220d0f5f Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

La collettiva organizzata dalla rivista Loop con il contributo della Provincia di Roma, si aprirà venerdì 21 gennaio con il vernissage inaugurato dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il consigliere provinciale Gianluca Peciola e il direttore di Loop Luciano Ummarino.

42d3e38756c2ba590bac728e51e30c78 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma f6aacbfdf101277fa755b1d6e63d305a Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma ca37811c61e0e7facbaca2ace6deae28 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma 8e7bae075cee0facc1373b8b01f5272e Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

Un’occasione ideale per contemplare da vicino il minatore che emerge dalla polvere delle miniere indiane di Marco Bulgarelli, o i sostenitori del sindaco Andry Rajoelina che fuggono dai gas lacrimogeni durante un corteo degenerato in scontri tra polizia e dimostranti di Walter Astrada, insieme ai contributi di Giancarlo Ceraudo, Giampiero Codogni, Paolo Contursi, Alfredo Covino, Ashley Gilbertson, Rick Loomis, Myriam Meloni, Pietro Masturzo, Sara Prestianni, Alessandra Quadri, Andrea Star Reese, Reza, Riccardo Scibetta, Aldo Soligno, Mario Spada, Riccardo Venturi, Maria Zorzon.

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Ad arricchire di stimoli “Gli Scatti della crisi” anche una performance teatrale (4 febbraio), la presentazione del nuovo numero di Loop dedicato al declino dell’era berlusconiana con un dibattito sulle mafie cui prenderà parte Francesco Forgiane (11 febbraio), fino alla tavola rotonda su “Crisi dell’editoria, fotografia e citizen journalism” (18 febbraio).

Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma é stato pubblicato su clickblog alle 09:30 di mercoledì 19 gennaio 2011.

 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma
 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma  Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

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GLOBAL PHOTOGRAPHY “FROM TRUE STORIES”

venerdì, 10 dicembre 2010
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Progetto sulla fotografia contemporanea a cura di Massimo Sordi e Stefania Rössl.

AUTORI: Melania Comoretto (ITA) Women in Prison | Christine Fenzl (GER) Street Football | Marcello Galvani (ITA) Fotografie | Verena Hanschke – Floriana Gavriel (GER) The Vidarbha Cotton Widows | Zoltán Jókay (GER) Portraits | Mårten Lange (SVE) Anomalies | Dana Lixenberg (NL) The Last Days of Shishmaref | Geoffroy Mathieu (FRA) Dos a La Mer | Rafal Milach – Andrzej Sidor (POL) Life After Death | Muge (CHINA) Go Home | Karin Apollonia Müller (GER) On Edge | Lydia Panas (USA) The Mark of Abel | Dorothée Smith (FRA) Löyly | Tomoyuki Sakaguchi (JAP) Home | Igor Starkov (RUS) Pure Vision | Amy Stein (USA) Domesticated | Donald Weber (CAN) Into the half-life -Chernobyl Stalker.
From True Stories è il sottotitolo della collettiva Global Photography.  Si tratta di un progetto espositivo ideato e proposto da Stefania Rössl e Massimo Sordi, una sorta di ampio osservatorio sulla scena fotografica internazionale che si è tradotto in una collettiva di autori provenienti da ogni parte del mondo. Nel 1986 David Byrne, storico leader dei Talking Heads dirige il film True Stories. Direttore della fotografia era il teorico del banale quotidiano, William Eggleston. La mostra collettiva Global Photography riprende il titolo e i temi del film di Byrne ed Eggleston, ossia il racconto per immagini di storie che si muovono sul limite della realtà e della finzione. Come spiegano i curatori nel testo introduttivo al catalogo: «questa non è una citazione casuale. Tutt’altro. E’ un riferimento che definisce lo spirito del progetto espositivo, in bilico tra storie vere e una visione di pura invenzione». In altre parole, storie vere o storie inventate, ma sempre tratte dal mondo reale. I curatori scrivono: «Di fronte alla proliferazione di immagini che costantemente ci vengono proposte come lettura dei principali fatti che accadono intorno a noi, questo progetto prende le mosse dalla consapevolezza che spesso gli insignificanti frammenti possiedono la capacità di rivelarci le esperienze più profonde».

Le fotografie sono racconti ripresi dalla realtà, soprattutto da quei piccoli insignificanti dettagli che assumono nuovi e differenti significati a seconda del punto di vista.

La mostra raccoglie diciotto autori che, con le loro immagini costruiscono percorsi culturali compositi. La dimensione intima del privato, così come la natura plurale della vita collettiva, realizzano un terreno comune, dove si confrontano, ciascuno attraverso una peculiare identità, i diversi immaginari fotografici presentati.

Accanto alla sezione fotografica Global Photography, la mostra propone Global in video, una proiezione di filmati e di slideshows che, utilizzando il linguaggio del video, amplia l’esposizione suggerendo un ulteriore approfondimento dei temi illustrati. Un progetto di grande valore, non ultimo per la possibilità di vedere lavori di autori certamente noti, ma ancora poco esposti in Italia.

Produzione: Savignano Immagini

Prima

Inaugurazione: SIFEST (www.sifest.eu) Festival di Fotografia di Savignano 10 settembre 2010

INFORMAZIONI TECNICHE:

Vernissage: venerdì 17 dicembre ore 18.00

Intervengono i curatori, Massimo Sordi e Stefania Rössl.

La mostra Global Photography “From True Stories” prosegue:

Dal 19 dicembre fino al 15 gennaio 2011

Giorni: Dal lunedì al venerdì

Orari: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.30

Presso:

Officine Fotografiche

Via G. Libetta, 1 00154 Roma

Metro B Garbatella

www.officinefotografiche.org

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COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

venerdì, 5 novembre 2010
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Dialoghi visivi con il cinema
di Michelangelo Antonioni

A CURA DI PUNTO DI SVISTA
Inaugurazione
sabato 20 novembre 2010, ore 18.00

A Seguire l’incontro con l’autrice, ore 19.00.

INTERVENGONO:
Sandro Bernardi, Docente di Storia e Critica del Cinema, Università di Firenze
Valentina Trisolino, Storica della Fotografia, curatrice

MODERA:
Maurizio G. De Bonis, direttore CultFrame – Arti Visive e presidente di Punto di Svista

Da diversi anni Orith Youdovich dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Nell’ambito di questa ricerca l’autrice ha individuato nella condizione di crisi esistenziale soggettiva e nel decadimento della relazione interiore tra individuo e società, i due elementi di sofferenza della realtà sociale. Il paesaggio diviene così non solo contenitore ovvio di questo disagio ma anche vero e proprio personaggio della rappresentazione della crisi individuale e della conseguente deriva collettiva. Era dunque inevitabile che, effettuando questo suo percorso autonomo, Orith Youdovich incontrasse l’opera filmica e la poetica di Michelangelo Antonioni, cineasta dalla chiara impostazione visuale che con assoluta determinazione affrontò le questioni relative alla psicologia umana, all’incomunicabiltà, alla devastante crisi dei rapporti interpersonali.

Come devo vivere è un’esperienza visiva composta da trenta immagini fotografiche di diverso formato che rappresentano l’incontro, sia a livello tematico che espressivo, tra la visione dolorosa, quanto rigorosa, di Orith Youdovich e la lucida e tragica analisi dell’universo umano effettuata da Michelangelo Antonioni.
Il paesaggio diviene in Come devo vivere luogo “altro” della riflessione sull’esistenza, spazio psicologico e apertura severa, dunque priva di qualsiasi tendenza estetizzante, verso quell’abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo, abisso che la moderna società dei consumi ha totalmente rimosso.

Orith Youdovich, nata a Tel Aviv, vive e lavora a Roma. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF,1992). Ha esposto in varie mostre personali: “Interno-Esterno” (Roma); “Mistery Train” (Roma); “Il Pigneto” (Roma); “Cortili e chiostri – angoli di vita nascosti della città” (Roma) e in mostre collettive: “Moravia – sulle orme dello scrittore in Ciociaria” (Sarajevo, Latina); “I centri storici della Calabria” (Scalea – CS); Immagini sul tema dell’incontro di culture diverse nei paesi della Calabria (Roma). Ha vinto il primo premio della sezione bianco e nero al concorso “Chia – Passato e presente” (1993). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale. Nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma ha curato la mostra “Fotografia Israeliana Contemporanea”, allestita presso il Museo Andersen della Galleria d’Arte Moderna di Roma (2005), e ha co-curato la mostra “Cronache del quotidiano. David Perlov – Fotografie e Film” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Palazzo delle Esposizioni (2008). Ha co-curato le mostre “Terra sospesa – Fotografie di Alfredo Covino” presso Officine Fotografiche (2009) e “Testamento geometrico – Fotografie di Andrea Papi” (FotoLeggendo 2010). Ha curato il libro “Fotografia Israeliana Contemporanea” edito da FPM Edizioni (2005). Giornalista, nel 2000 ha co-fondato la testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive di cui è caporedattore. Dal 2009 è direttore responsabile della testata giornalistica Punto di Svista – Arti visive in Italia, organo dell’Associazione culturale Punto di Svista.

INFORMAZIONI TECNICHE:

Inaugurazione: Sabato, 20 novembre 2010, ore 18:00
La mostra di Orith Youdovich prosegue:

Dal 20 novembre al 10 dicembre 2010
Giorni: Dal lunedì al venerdì
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20
Presso:
Officine Fotografiche, via G. Libetta, 1 00154 – Roma
Tel. + 39 06 512 5019
Ingresso libero
CONTATTI:
Punto di Svista – www.puntodisvista.net
Email: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche – www.officinefotografiche.org

Comunicazione e Ufficio Stampa Officine Fotografiche
Renata De Renzo
Mobile: +39.3804356552
Email: press@officinefotografiche.org

1e555085aac1dd238295f1d83345ff67 COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

come devo vivere

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Beauty Photography: A New Kind of Beauty & The Full Beauty Project

martedì, 12 ottobre 2010
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I canoni estetici imperanti dettano le mode, ma ai margini si annidano spesso riflessioni interessanti sul nostro modo di percepire e adeguare corpi e sguardi a quello che ci sembra più o meno desiderabile. Essere & Sentirsi belli sono due cose diverse?

A New Kind of Beauty di Phillip Toledano & The Full Beauty Project di Yossi Loloi, si incontrano nella terra di mezzo degli eccessi o dei rischi? Della bellezza o della sua antitesi?

Le identità costruite a colpi di bisturi di Mr Toledano in mostra fino al 13 novembre alle Officine Fotografiche di Roma con Fotoleggendo 2010, e il culto della forme audacemente solide, delle pieghe carnose e delle onde sinuose di Yossi Loloi, in mostra dal 28 ottobre allo Studio Barbieri di Milano, parlano ancora di bellezza o dei rischi che può causare la rappresentazione della stessa?

Beauty Photography: A New Kind of Beauty & The Full Beauty Project é stato pubblicato su clickblog alle 12:30 di martedì 12 ottobre 2010.

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IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

venerdì, 28 maggio 2010
listen it it IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

La prima edizione della Festa dell’Architettura, Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo è un evento che celebra lo spazio, la progettazione e la costruzione degli edifici. La rassegna che si svolge dal 9 al 12 giugno 2010, propone una lettura della città e dell’architettura contemporanea. Un fitto programma di appuntamenti fatto di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti, sarà presentato alla stampa venerdì 4 giugno 2010, alle ore 12.00, in Campidoglio.

I luoghi della Festa sono quattro: la casa dell’architettura – acquario romano, l’auditorium parco della musica, il maxxi museo nazionale delle arti del XXI secolo e il macro testaccio cui si aggiungono oltre cinquanta eventi collaterali.  Tra questi anche Officine Fotografiche con un gruppo di fotografi i quali attraverso sequenze di immagini hanno ripercorso e interpretato il territorio metropolitano dell’Eur, un quartiere della Capitale che tanto ha ispirato architetti, registi, artisti e fotografi.

L’EUR è un acronimo che ricorda che il quartiere fu ideato in occasione dell’esposizione universale di Roma. Nel quartiere Europa, così come indicato nella toponomastica del Comune di Roma, l’uomo è stato sempre figura di secondo piano rispetto agli elementi architettonici del paesaggio monumentale. IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA è un’indagine volta a fermare un periodo storico significativo del cambiamento in atto. Il rumore delle idrovore che pescano acqua dal fondo degli scavi, le sirene delle gru, il ferro che batte contro il ferro, il ruggito dei camion che entrano ed escono dai cantieri, il vociare lontano degli operai, rompono oggi quel silenzio assordante del passato proiettando il nuovo E2010 verso il futuro. La maestosità delle opere contemporanee si andrà a confrontare con un’idea del passato, frutto della volontà di grandezza di un regime, al pari di un avvenente modello che entra nella stessa vetrina dove un altro, un po’ datato, fa bella mostra di sé. La Nuvola di Fuksas, la Torre Giardino di Renzo Piano, l’Europarco, l’Acquarium virtuale Mare Nostrum, la Città dell’Acqua, sono gli ambiziosi progetti che segneranno la fine dell’epoca dei colletti bianchi rinchiusi nei loro cubi di travertino di vetro e ferro; del Velodromo Olimpico e del Parco Luneur, che hanno fatto gioire tanti giovani della seconda metà del secolo scorso. La mostra scaturita da questo impegno è l’insieme delle idee di dodici fotografi che hanno affidato ad articolate sequenze di tre fotogrammi, anziché a singoli scatti, sintesi documentarie, narrative e creative dei diversi stati d’animo che un quartiere come l’EUR è in grado di suscitare.

L‘evento promosso dall‘Associazione Culturale Officine Fotografiche è patrocinato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

MOSTRA FOTOGRAFICA COLLETTIVA:

Partecipanti:

Massimo Bottarelli; Maurice Carucci; Luisa Cobianchi; Giuseppe D’Amico; Fulvia Delfino; Milka Gangemi; Luca Guerri; Daniele Loi; Giorgio Mazzacurati; Ernesto Notarantonio;  Alberto Placidoli; Angela Villari; Fabio Viscardi.

Curatori: Alberto Placidoli

Informazioni tecniche:

Dal 12 al 25 giugno  2010 – Dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle 20

Ingresso libero

Presso la sala espositiva di Officine Fotografiche

Via casale de Merode 17/A, 00147 –Roma

Tel/Fax 06 5125019

of@officinefotografiche.org

www.officinefotografiche.org

Tutte le informazioni sono anche sul sito internet ufficiale della Festa dell’Architettura di Roma www.indexurbis.it

Comunicazione e Ufficio Stampa

Ass. ne Culturale Officine Fotografiche

Renata De Renzo

Cell. +39 380 4356552

press@officinefotografiche.org

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Il lavoro di Simcha Shirman presentato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich – Venerdì 12 giugno 2009 alle ore 18.30 – Officine Fotografiche

lunedì, 8 giugno 2009
listen it it Il lavoro di Simcha Shirman presentato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich   Venerdì 12 giugno 2009 alle ore 18.30   Officine Fotografiche
f86997d22814b4bea885fec51d79ad60 Il lavoro di Simcha Shirman presentato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich   Venerdì 12 giugno 2009 alle ore 18.30   Officine Fotografiche

Simcha Shirman, White Horse, Acre, 1981

In anteprima sull’edizione 2009 di FotoLeggendo, il 12 giugno alle 18.30 Officine Fotografiche e Punto di Svista hanno organizzato una lezione su uno dei fotografi israeliani contemporanei più importanti: Simcha Shirman, che è stato invitato a ottobre a FotoLeggendo per condurre uno dei workshop in programma.
A presentare il suo lavoro saranno il critico fotografico e giornalista Maurizio G. De Bonis e la fotografa e curatrice Orith Youdovich, esperti di fotografia israeliana contemporanea.
Una lezione fondamentale per conoscere un artista complesso e anticonvenzionale come Simcha Shirman, uomo dalla personalità magnetica e raffinato fotografo, lontano dalle mode e dalla mondanità.

Artista e fotografo israeliano attivo dagli anni settanta, Simcha Shirman ha esposto in mostre personali a New York, Johannesburg, San Francisco, Tel Aviv, Berlino e Roma. Nel 1999 è stato chiamato ad allestire, con un proprio progetto site specific, il Padiglione israeliano nell’ambito della Biennale di Venezia, mentre nel 1995 aveva già rappresentato il suo paese nella Biennale di Arte Contemporanea di Johannesburg. Le sue immagini sono state selezionate per prestigiose collettive a Parigi, Tokio, Roma, Gerusalemme, Milano, Haifa e New York.

Per ulteriori informazioni e per le modalità di iscrizione al workshop di Shirman di ottobre, si possono contattare le Associazioni Officine Fotografiche e Punto di Svista: info@fotoleggendo.it, tel. + 39 06 5125019 (Officine Fotografiche) e puntodisvista@gmail.com, tel. +39 334.8511811 (Punto di Svista).

Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019
www.officinefotografiche.org

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Impronte sull’acqua, di Pietro Millenotti – Officine Fotografiche, dal 4 al 19 giugno 2009

giovedì, 28 maggio 2009
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Brede

In occasione della VIII edizione di FotoGrafia – festival internazionale di Roma, Officine Fotografiche ospita nei suoi spazi la mostra del fotografo reggiano Pietro Millenotti, dal titolo “Impronte sull’acqua”. Inaugurazione il 4 giugno 2009 alle 19, alla presenza dell’autore.
Il lavoro è il risultato della indagine fotografica, lunga un anno, condotta da Pietro Millenotti sul territorio che va dalla provincia di Piacenza a quella di Ferrara, seguendo il tracciato del fiume Po. Il progetto è stato completamente realizzato sfruttando un punto d’osservazione privilegiato, quello degli argini maestri che, come mura naturali, separano un naturale da un contaminato. Il fotografo si è mosso su di essi, alla ricerca di simbologie, iconografie, tracce della presenza umana e delle sue attività, e di come queste hanno modificato e trasformato il paesaggio. Da qui ha preso corpo quello che è diventato il tema dominante del progetto: indagare luoghi della memoria, dove presente e passato, primigenio e acquisito coesistono e coabitano, in una sovrapposizione infinita.
Queste immagini si propongono come documentazione di un territorio con profondi bisogni e mancanze, su cui tutti si devono interrogare; fotografia che si pone come testimone che non giudica, ma permette di giudicare.

Pietro Millenotti è nato a Reggiolo (RE) nel 1973. Fotografo non-professionista, nel 2000 ha frequentato il Corso biennale di Regia presso l’Accademia Nazionale Arti Cinematografiche di Bologna. Nel 2007 è stato selezionato per esporre al MUSAE – Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente (Fidenza – collettiva). Nel 2008 ha esposto alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea del MuVi – Musei di Viadana ed a Fotografia Europea – Reggio Emilia 2008.

Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019
www.officinefotografiche.org

inaugurazione giovedì 4 giugno ore 19
dal 5 al 19 giugno 2009 ingresso gratuito con orario
dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30
sabato 10.00 – 13.00

Ufficio Stampa
Elena Giorgieri
press@officinefotografiche.org

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