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Pulsioni performative nell’arte contemporanea

sabato, 5 settembre 2009
listen it it Pulsioni performative nellarte contemporanea

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Pulsioni performative nell’arte contemporanea a cura di Giacomo Zaza   26 Settembre 2009 ore 19.00 – Torrione Passari Molfetta Bari Kader Attia, John Bock, Rui Chafes, Wang Du, Mona Hatoum, Joseph Kosuth, Susanne Kutter, H.H. Lim, Carsten Nicolai, Vibeke Tandberg.

Il progetto espositivo  ”Pulsioni performative nell’arte contemporanea“,

pensato per gli spazi del Torrione Passari, promosso dall’Assesorato alla Cultura della Provincia di Bari e dal Comune di Molfetta con il Patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali e della Regione Puglia, comprenderà un corpo di opere riferito ad alcuni artisti stranieri attivi sulla scena internazionale, cercando di individuare su pochi autori alcune tappe importanti dell’arte contemporanea degli ultimi anni.

Questo evento si caratterizza per una insolita messa in relazione, ovvero la veicolazione di uno scambio con le variegate espressioni dell’arte attuale, all’interno degli spazi del Torrione – importante luogo per il contemporaneo in Puglia, nei suoi ambienti “austeri” e di grande impatto visivo.

Mobilità, defezioni sinuose e sensoriali, afflusso pulsionale e contaminazioni tra sfere culturali eterogenee, si proiettano, lungo il percorso del Torrione Passari, in un itinerario performativo, possibile di alterazioni, dove l’arte sembra basarsi sulla instabilità delle sostanze e delle identità. Intervento ambientale, “contesto concettuale” e ulteriori media finiscono, oltre che ad amplificare l’orizzonte artistico, anche a scuotere la scena culturale sempre più monolitica della società iper-consumistica, attraverso l’impulso, la spinta verso una imprevedibile processualità dei materiali, dei corpi, dei significati, dei rimandi all’immaginario e all’impensato. L’evento espositivo da estetico può diventare etico, autoriflessivo, nonché acquistare consapevolezza politica, vedere e rivendicare i valori della diversità dai quali prendere le mosse. La scena dell’arte può apparire come “situazionale” ed “esecutiva”.

Pulsioni performative è simile ad un percorso in prospettiva.

Crea un ponte verso il monitoraggio delle ricerche “dall’estero”, al di fuori di una asettica animazione culturale rivolta in esclusiva ad artisti locali. Intende partire da artisti che segnano la sperimentazione e lo sconfinamento linguistico: Joseph Kosuth, Carsten Nicolai, Mona Hatoum. E proseguire con un nucleo di autori attivi attraverso l’utilizzo di vari media, come H.H. Lim, Susanne Kutter e Vibeke Tandberg. Inoltre, allarga lo sguardo a personalità protagoniste, quali Rui Chafes, Wang Du, Kader Attia, John Bock.

Arricchendo e problematizzando la visione del mondo, il progetto esplora ed analizza ambiti diversi, impegnato ad avanzare la possibilità di attitudini comportamentali critiche, emancipate dalla comunicazione massificata. Forme analitiche, contesti fisici, esperienze percettive, indagano la complessa realtà di oggi, all’interno e all’esterno delle stratificate aree geo-culturali d’appartenenza.

Questa idea di breve ricognizione su ciò che avviene oltre i confini nazionali, giustifica le differenti tappe della mostra Pulsioni performative, una mostra pensata in conformità a tutte le sale del Torrione Passari di Molfetta. Il progetto si orienta nella presentazione di lavori mai esposti nel territorio pugliese (quelli di Mona Hatoum, Susanne Kutter, Vibeke Tandberg, John Bock, Joseph Kosuth), insieme ad opere realizzate per l’occasione: una grande scultura in ferro, alta più di tre metri, di Rui Chafes in dialogo con una installazione “sinestetica”,  incentrata sul suono, di Carsten Nicolai nella sala circolare del Torrione, inoltre un’installazione ambientale realizzata con 100kg di Cous Cous da Kader Attia, e un inedito pannello ligneo di H.H. Lim; infine, con la collaborazione esclusiva di Wang Du, l’affissione di un manifesto d’artista per le strade della città di Molfetta, dal titolo “I’m the reality”.

Quindi un aggiornamento internazionale che ci immette in un più largo progetto di rivendicazione dell’espressione come oggetto di conoscenza, accompagnato dall’invasione-veicolazione di spazi non solo fisici ma anche mentali, che parlano di figurazione e di visioni, di transiti tra organico e inorganico, di sperimentazioni e di linguaggi mai formalistici o dediti all’effimero.

Un progetto che “importa” la passione quanto l’immaginazione, la fantasia primitiva quanto le metamorfosi del vivere, esaltandone la componente iconica e intellettiva. La mostra si pone quale mimesi mentale ed emotiva del mondo, immedesimazione “totale” nella linfa magmatica dell’essere, come risposta a quell’esistenza intaccata dagli apparati sterili del sistema economico/pubblicitario, prima ancora che sociale, propagato dalla “global company”.       Luogo espositivo: Torrione Passari Via Sant’Orsola 7, Molfetta (Ba) Inaugurazione: 26 Settembre – ore 19.00 Periodo espositivo: 26 settembre – 25 ottobre 2009 Orari apertura: dalle10.00 alle 13.00 -  dalle 17.00 alle 21.00

Ideazione e Progetto: Giacomo Zaza

Segreteria: Associazione Culturale @rtistika 340 4849912 • m.casavolacomunicazione@gmail.com, michelacasavola@yahoo.it skype: michelacasavola leo.mezzina@libero.it Organizzazione e Comunicazione: Michela Casavola Tel: 347 4823583 e-mail: www.torrionepassari.it info@torrionepassari.it

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fino al 22 marzo – Padova “Sguardi interiori”

venerdì, 22 febbraio 2008
listen it it fino al 22 marzo   Padova Sguardi interiori

1e81cb3af57df4a8ecbd9a96740fd7b7 fino al 22 marzo   Padova Sguardi interiori Si inaugura Venerdì 8 febbraio alle 19.00, nella Galleria Sottopasso della Stua di Largo Europa, la mostra “Sguardi interiori” con fotografie di Marina Abramovich, Vanessa Beecroft, Isabella Bona, Giulia Caira, Silvia Camporesi, Tea Giobbio, Nan Goldin, Mona Hatoum, Barbara La Ragione, Mara Mayer, Shirin Neshat, Pipilotti Rist e Cindy Sherman
La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia, curata da Enrico Gusella, si inserisce nella serie “Racconti di donne” e presenta i lavori di un gruppo di artiste che indagano dinamiche e vicende di una quotidianità legata tanto alla corporeità quanto alle relazioni interpersonali.
La mostra scandaglia così un universo femminile che, in questi ultimi anni, è balzato agli occhi della critica e del pubblico grazie alla produzione di opere in grado di stimolare, cogliere e rappresentare una dimensione esistenziale, oltre che personale e individuale, filtrata attraverso l’esperienza del femmineo. La rassegna si propone quindi come una riflessione sullo sviluppo crescente di motivi generati e sondati dalla percezione femminile che ha influenzato considerevolmente lo scenario dell’arte contemporanea, contribuendo per altro alla redistribuzione dei ruoli in contesto artistico.
Nelle immagini in mostra, la figura femminile diventa protagonista privilegiata. Le artiste selezionate, ognuna a suo modo, sondano la realtà, tentano di carpire, indagare e restituire la loro relazione con essa attraverso un approccio ed un’estetica estremamente personali e decisi. Chi insistendo sul ritratto, utilizzando il mezzo fotografico come strumento di penetrazione dell’individualità e di comprensione dell’umano; chi sul corpo, accostandosi alle dinamiche della body art, dell’azionismo e della performance, attingendo quindi ad una dimensione “teatrale” per tracciare una personalità in fieri; chi sul concetto di tempo e spazio, scardinando le leggi del “qui ora”, riportando l’esistente ad una condizione di alterità e generando mondi possibili. Fra i lavori in mostra spicca in particolare il ricorso frequente al travestimento, alla metamorfosi e all’ibridazione come strumenti di riattivazione e rigenerazione della memoria e della conoscenza. Le figure si trovano al limite della riconoscibilità, i loro contorni si fanno ambigui, la personalità caotica e opaca. Attraverso il meccanismo della contaminazione, il corpo dell’artista viene sottoposto ad una traslazione che si declina talvolta in armonia, talvolta in straniamento, talvolta in inconciliabilità. Ciò che risulta in ogni caso evidente e costante è la straordinaria capacità generativa che scaturisce dalle immagini.
Padova, Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa)
INFO: tel. 0039 051269267 info@studiopesci.it

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