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Articoli marcati con tag ‘memorie’

Memories, Miroir noir di Yann Orhan

martedì, 2 novembre 2010
listen it it Memories, Miroir noir di Yann Orhan

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Tra festeggiamenti più o meno goliardici, ricorrenze funeste e riflessioni su quello che perdiamo e ricordiamo, oggi potrebbe essere il giorno ideale per dare una sbirciata alle Memories, Miroir Noir di Yann Orhan, tra gatti neri, cani da accarezzare con cautela e atmosfere cupe.

Scatti in bianco e nero pieni di vuoti e ombre, atmosfere intime e ricordi, pronti a sfiorare o evocare i nostri, raccolti nelle pagine di una sorta di diario in edizione limita FPCF, firmata e numerata a mano dal fotografo francese, e in mostra a La Librairie Photographique parigina fino al 14 Novembre 2010.

Memories, Miroir noir di Yann Orhan é stato pubblicato su clickblog alle 08:15 di domenica 31 ottobre 2010.

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Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

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Appagando contemporaneamente le mie passioni per l’Africa, gli studi antropologici, la fotografia e le pubblicazioni fotografiche, oggi dedico una segnalazione ad Angela Fisher e Carol Beckwith, che da oltre trenta anni vivono a stretto contatto con le etnie indigene africane cercando di preservarne rituali e memorie che rischiano di scomparire.

Dopo tante foto e pubblicazioni straordinarie dedicate a quei riti e quelle tradizioni tribali millenarie, che la loro fondazione African Ceremonies Inc è impegnata a sostenere con i proventi di vendite e iniziative, alla pregevole collezione si aggiunge una nuova pubblicazione sui Dinka del Sudan Meridionale.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan, arricchire peraltro lo scaffale della Modernbook Editions, con immagini e i rituali di un popolo straordinario che ha prosperato con l’allevamento e il commercio di bestiame, fino a quando la guerra civile del Sudan ne ha messo a rischio usi e costumi. Immagini entusiasmanti in mostra alla Modernbook Gallery di San Francisco fino al 27 novembre, che grazie a loro potete sbirciare in questa gallery.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan
7402cceccbe50908cdd1c4ff5bfe3575 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan c6abee5a00047ab440cd53b21700c042 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan a30e8dcbbc1b6dbe1fc756a6b38e999e Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan af7684bc4e07930863c877ca53ac037d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Nelle immagini, un popolo con un profondo legame fisico e spirituale con la terra e gli animali, e una devozione per le loro mucche dalle grandi corna addirittura leggendaria.

Una tribù di pastori che per anni ha proliferato in un territorio esteso tra il Nilo Bianco e gli affluenti Bahr el Ghazal a occidente e il Sobat a oriente, fra i distretti di Wau e Bor, dormendo e vivendo in mezzo alla mandria, dando ai bambini il nome dell’animale preferito dal genitore, e soffiano nella vagina delle mucche per favorirne la fertilità.

Un popolo infinitamente bello, se mi concedete l’espressione, proprio in virtù dei suoi colori e tradizioni, e quella pelle tanto nera come l’ebano quanto ‘bianca’, da guadagnarsi il termine di “ghostly” (fantasma) tra i primi esploratori, perché cosparsa della cenere bianca di sterco bovino per preservarla da morsi di insetti e malaria (la stessa con la quale si puliscono i denti), suggestivamente in linea con termini come “jieng” e “mony-jang”, ovvero “men of men”, con i quali i Dinka si fanno chiamare. Il fatto che sia altissimi, flessuosi e belli come dei, ovviamente contribuisce.

eb89f0e5e4c1fd851b809493e3faca07 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 2e7626c83c43f4059b4acae2832054b7 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 50d37ae79bcb7e3a193efe73f341aa80 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan bf7b168126b6161cf27324e652321c21 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Il libro edito da Rizzoli Usa nello scorso settembre, con i resoconti delle due fotografe e l’introduzione di Francis Deng, attuale consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione del genocidio, e le copie da collezione disponibili da ottobre in cofanetti impreziositi da una stampa a scelta tra le cinque contemplate (nell’ultima immagine della gallery), sono un po’ costosi, ma se pensate che il ricavato andrà a sostenere queste stesse comunità e le preziose tradizioni che rischiano di perdere, i prezzi in rapporto a quelli di questo genere di pubblicazioni appaiono irrisori, oltre che ben spesi.

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Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan é stato pubblicato su clickblog alle 13:10 di lunedì 18 ottobre 2010.

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Le Memorie di Bruno Cattani

giovedì, 1 luglio 2010
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Per ognuno di noi in modo diverso, oggetti e luoghi apparentemente insignificanti e banali sanno diventare il catalizzatore di storie passate, emozioni consumate, ricordi lontanissimi, avviluppati dalle brume del tempo e da memorie frammentarie.

Memorie rimosse e pronte a saltare fuori in modo sorprendente da recessi insospettabili, frammenti volubili, evocati dalle luci di una giostra nella notte, che hanno il sapore della polvere di un strada calpestata, il calore di una giornata d’estate, il gelo di emozioni dolorose o il languore nostalgico della vita che scorre.

Reminiscenze e frammenti molto personali capaci di trasformarsi in patrimonio iconografico della memoria collettiva, come quelle che caratterizzano le ricerche fotografiche di Bruno Cattani e le Memorie esposte a Palazzo Ducale di Castelnovo ne’ Monti (RE) e nel foyer del Teatro Bismantova, dal 17 luglio al 26 settembre 2010.

Memorie di Bruno Cattani
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Foto ingiallite, altalene solitarie, nebbiosi paesaggi padani, giochi e giocattoli, interni spogli pieni di presenze … abitano circa 90 fotografie, frutto di un lungo percorso di ricerca, capaci di evocare un ventaglio molto ampio di ricordi ed emozioni, dagli eventi unici a quelli quotidiani ripetuti milioni di volte, dalla malinconia al sottile piacere. Una mostra che raccogliendo i ricordi di qualcun altro ci permette di rimettere in gioco quelli che ognuno custodisce gelosamente nella propria memoria.

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Le Memorie di Bruno Cattani é stato pubblicato su clickblog alle 12:43 di giovedì 01 luglio 2010.

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Wander & Wonder di Jeremy Blincoe

giovedì, 13 maggio 2010
listen it it Wander & Wonder di Jeremy Blincoe

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La foto di un bambino intenerisce sempre, scava nella memoria, stuzzica desideri e ricordi sopiti o gelosamente custoditi, ma quella di un bambino alle prese con la misteriosa forza della natura incontaminata spalanca l’immaginazione su un mondo di storie che emergono dalla memoria più fervida, quella che ha galoppato con gli unicorni e sfidato draghi alati, attraversato sentieri magici e scalato vette di altri mondi.

Con Wander & Wonder Jeremy Blincoe ha realizzato per un anno ben 12 di questi viaggi fantastici e misteriosi, che la Lindberg Contemporary Art di Melbourne esporrà dal 14 maggio al 3 giugno 2010, e trovate in alta risoluzione, ricchi di particolari e suggestione, on line nella sua gallery.

Ogni scatto realizzato dal fotografo neozelandese mette in gioco fantasie infantili, memorie di giochi inventati, rocambolesche storie emerse da libri, simbologia e catarsi … tante storie capaci di donare un tocco di magia anche alla quotidianità di un adulto.

Wander & Wonder
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In ogni scatto Jeremy Blincoe lascia ad ognuno il piacere di inventare la propria storia perché:

“Our world can seem so technical and cold. All of us need.. stories to warm our souls.”
Elfriede Kleinhans on Grimms’ Fairy Tales

Come dargli torto …

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Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

mercoledì, 28 aprile 2010
listen it it Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

90bdb7a021353791d9c2e83d8de112a7 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya MandayamAditya Mandayam abita a Fabrica, programmatore, matematico e prima ha lavorato anche come lucidatore di bare.

Sta diventando molto famoso in rete grazie ali suoi Laptopogram. In pratica realizza delle stampe fotografiche partendo da foto mostrate sullo schermo del proprio computer. Abbiamo avuto l’opportunità di fargli un’intervista che vi proponiamo in esclusiva (nel seguito del post un aggiornamento esteso, in inglese).

Come ti è venuto in mente l’idea del laptopogram?
Sono molto pigro ed ero sdraiato al sole quando mi è venuta quest’idea.

Puoi spiegarci come funziona il sistema?
La carta fotografica è sensibile ad ogni tipo di luce. Il tempo ed il tipo di luce che colpisce la carta determina il tipo di immagine.

Un laptopogram si realizza tenendo la carta fotografica contro il monitor ed accendendo lo schermo per qualche secondo. Dopo si sviluppa la stampa nella maniera classica.

Ovviamente non è necessario un portatile. Potete usare una televisione o, per esempio, un iPhone. Qualsiasi tipo di schermo.

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Quali sono i vantaggi di un laptopogram?
Questa tecnica permette di fare velocemente delle stampe a partire da qualsiasi immagine digitale: foto, grafica o persino filmati.

Inoltre il tempo per realizzare una stampa è poco.

E viene bene.

Come provare a realizzare un laptopogram in casa (regolazioni monitor, tempi di esposizione, ecc..)?
Il minimo che vi serve sono i reagenti chimici, la carta fotografica ed una stanza buia.

Tutto il resto è variabile.

Ha usato una padella del mio forno per lo sviluppo, una lampadina rossa della mia bicicletta per vedere al buio ed a volte utilizzo il caffè per fare stampe.

Quali consigli daresti per chi ha voglia di provare a realizzare un laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

Come prevedi di migliorare la tecnica del laptogram?
Con la pratica.

Risposte in inglese.

How did the idea came to you?
I’m terribly lazy and was lying down in the sun and the idea just came into my head.

Can you explain how the system works?
Photopaper is sensitive to any kind of light. The amount and quality of light, and the time for which you shine light on the paper determine the image.

Laptograms are made by taking a sheet of photo paper, pressing it against the monitor of a computer, and turning on the screen for a little while. After exposing you develop the print in a standard manner.

You dont need a laptop, of course. You can use a television, or an iPhone for example. You can use any kind of screen.

What are the advantages of a laptopogram?
This technique allows me to quickly make prints from any digital image: either photo, or graphics, even movies.

Plus the time period to make a print is smaller.

And it looks good.

How can somebody do a laptopogram at home (screen, calibration, exposure time, etc)?
The minimum you will need is chemicals (for developing and fixing) and photopaper and a dark space.

Everything else is variable.

I used a tray from my forno for developer, red light from my bicicletta for seeing in the dark, sometimes I use coffee to make prints.

What advice would you give to those who want to try out a laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

How do you plan to improve the technique of laptogram?
By practice.

UPDATE: EXTENDED INTERVIEW FOLLOWS

1. What is your history as a photographer?

I remember taking one photo when I was eight or nine. I was in the lounge of our home and my mother sat in front of the fireplace. This photo is perhaps from the same period as well. I found the scratched up negative two years ago when I went home.

A few years ago I stopped making darkroom prints. I scanned all my negatives on drumbeds and emailed myself the files. Laptopograms are the exact inverse; I take photos digitally and print them analogue. Its good to start again.

I started digital photography fairly recently. I now use my camera as a notebook of sorts, taking photos of everything. I put CHDK on it. Now my thoughts are distorted by this camera. Its like having memory you can grep.

2 – Can you tell you more about your previous experiments?

I like thinking of certain kinds of photography-as-performances.

Once I made casein prints and put them on little pieces of bread. The negatives had been developed with mint. Someone told me horse urine was the best toner but I didn’t find any horses in Helsinki so I used my own. I then walked around offering these foto-biscotti to people. Some people ate them. Some saw them for a little while, and then ate
them. Potassium bichromate is not good for you. Please don’t eat it.

At the PKBB in Jakarta I found an old Xerox machine. Now Bahasa Indonesia is quite fun; ‘foto’ means ‘photo’ ‘kopi’ is ‘coffee’, and ’susu’ is ‘milk’. ‘fotokopi’ is ‘photocopy’ and ‘kopisusu’ is ‘coffee with milk’.

My performance was called ‘fotokopisusu’. I developed some negatives in caffenol (which is coffee with washing soda) and made casein prints (casein extracted from milk). The audience was given the use of the Xerox machine. Some people made photocopies of the kopisusu prints. Some took my prints and left xeroxes behind.

In school I did a piece called ‘Aha! Oho!’ by asking people to imagine photographs. I would do this by placing an imaginary camera at a certain spot and asking people what they thought of the results. Sometimes I’d place the camera right atop our heads or in my shoe. Sometimes behind imaginary walls or in my mouth. I remember talking to Valentino Braitenberg about imaginary cameras and it was most jolly. He gave me those glasses you see in the picture. They have polarised lenses.

I would like to repeat these performances someday.

Here are two other pieces i did: here on Vimeo. The latter involves a rather lovely pianola roll given to me by Andy Cameron.

3. What are the techniques you enjoyed the most and appreciated in master’s works.

The Ungaro-Serbian photographer Andrea Palasti showed me Moholy-Nagy’s device. I liked it. The interwar period was good.

I make prints in my bathroom. And since my laptop is my lightsource I had internet in my darkroom. It was new.

4. What is the philosophy behind Laptograms, is ther anything behind it or is it just an impromptu discovery? Similarities and genealogic links with the history of photo printing?

Memory is funny. I usually have a backlog of film to be developed in a bag. Its all mixed. I developed some photos last week that I took two years ago. Its funny seeing old film that you shot. It triggers all these memories and sensations. Sometimes you do not remember taking this photo and this alters your memory of the past. Sometimes you go ‘Ah! so.’ Its like dental floss.

Early photography is interesting. You see it being used as an anthropometric tool, as an instrument. It becomes artistic later on.

A laptopogram is a mnemonic, as some photos are. It is a sign to remember the quotidian.

5. Where do you see Laptograms evolving in a year? Is there any specific subject where they might find anatural habitat and offer unique experience to the enthusiast?

Hmm. Laptopograms with Polaroid film is top on my list. You dont need any chemicals. You simply need a dark space.

Laptopograms of websites, of computer interfaces, of email inboxes, of internet porn – of these spaces we inhabit for eight hours a day.

Perhaps prints from movies; by playing cinema instead of displaying a static image.

I got hold of an iPhone yesterday. Its fun to use it like a stamp. Its a perverted scanner.

There are some websites which describe the shell script I used as a ‘virtual shutter’ or a ’shutter’. This is a flawed analogy. The script simply turns on the monitor. It is a timer. The nature of this technique is to ‘fold down’ the negative and the light source into a single object.

6. What were your feelings while watching this phenomenon grow like wildfire on the web in 36 hours?

Bemusement. Fabrizio Urettini and Alexandre Saumier-Demers were with me while this happened and we laughed.

7. What are you doing now?

I’m doing a series of prints for Fabrica. They are prints of the desktop screenshots of resident Fabricanti. I wrote to some of them and asked them to email me screenshots. Some responded immediately; some were shy; some rearranged things on their desktop; some said it was unfair because their desktops were not cool. It’s
been fun.

I might do something with Fabrizio’s gallery XYZ. A public darkroom perhaps,a circus sideshow.

8. Anything else?

Some people thought arachide+coriandolo=good was a chemical formula for developer. I meant to say that I like peanuts with coriander, its tasty.

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Michael Kenna "Immagini del settimo giorno"

mercoledì, 28 aprile 2010
listen it it Michael Kenna "Immagini del settimo giorno"

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La maestà dei paesaggi di Michael Kenna, innaturalmente silenziosi e poeticamente eloquenti, sarà la protagonista della ricca antologia Immagini del settimo giorno, inaugurata l’8 maggio a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, in occasione della quinta edizione di Fotografia Europea.

La mostra curata da Sandro Parmiggiani, ripercorre l’iter creativo del grande maestro inglese attraverso 290 immagini in bianco e nero, di cui 60 inedite, in parte dedicate alle sfumature del paesaggio reggiano, in parte ai riflessi e alle geometrie di quello lagunare veneziano.

Le Immagini del settimo giorno abbondano di nebbie del crepuscolo, brume dell’alba, orizzonti infiniti, cupe silhouette, dei paesaggi urbani e rurali, dell’Inghilterra degli anni ‘70 e ‘80, ma anche delle piramidi egizie e maya, delle statue dell’Isola di Pasqua, dei mulini a vento contro cui combatté Don Chisciotte nella sua Mancia.

Michael Kenna Immagini del settimo giorno
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Fino al 18 luglio 2010, l’occasione davvero imperdibile sarà propizia per evocare memorie lontane e sfiorare con lo sguardo il profilo del monastero di Mont-Saint-Michel, le statue abbandonate a se stesse nei giardini di Francia, il carro di Apollo a Versailles, le sinistre rovine del Désert de Retz, le costruzioni solitarie di San Pietroburgo, ma anche “L’impossibile oblio” dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.

Il catalogo Skira accompagna la mostra con testi di Pierre Bonhomme, Ferdinando Scianna, Sandro Parmiggiani, mentre alle recenti immagini di Venezia è dedicato il volume edito dall’americana Nazraeli Press.

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sabato, 25 luglio 2009
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Saranno affrontate le problematiche legate alla conservazione e al restauro dei materiali fotografici dalle prime tecniche dagherrotipiche fino ai supporti fotografici contemporanei, con particolare attenzione riservata alla pratica in laboratorio.
Il corso, diviso in 160 ore di lezioni complessive, è articolato in cinque settimane, distribuite tra novembre 2009 e aprile 2010. Esperti del settore esporranno le diverse metodologie di intervento idonee ad una corretta manipolazione e gestione sia dei materiali fotografici che dei cosiddetti elementi aggiuntivi, come album e montaggi particolari, in cui il supporto cartaceo è particolarmente importante, con approfondimenti mirati al riconoscimento delle tecniche, all’archiviazione, alla catalogazione e all’esposizione. Verranno inoltre illustrate le nuove tecnologie sulla diagnostica e sul restauro della Fotografia, sull’acquisizione digitale e la conservazione di memorie digitali.
Allo stesso tempo, ampio spazio verrà dato alla preparazione storico- fotografica necessaria per decodificare i valori intrinseci all’oggetto fotografico di cui sarà possibile consultare tutte le tipologie in originale, dal calotipo all’autocromia, dall’album fotografico ai negativi al collodio, etc. conservate nelle Raccolte Museali Alinari. Le lezioni saranno quindi sia teoriche che pratiche, coadiuvate con esperienze dirette nei laboratori di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure e della Fratelli Alinari.
Le materie
Il corso si articola nelle seguenti lezioni:
Teoria:
·         Storia della fotografia: dalle origini al contemporaneo
·         Le tecniche fotografiche e fotomeccaniche
·         Principi del restauro
·         Storia della carta
·         Storia dell’album fotografico
·         Chimica del degrado e deterioramento chimico-fisico
·         Il problema degli inquinanti
·         Attacchi microbiologici
·         Aspetti microclimatici e conservazione preventiva
·         Conservazione ed esposizione
·         Procedure per la fotografia in esposizione
·         Digitalizzazione e gestione su web di materiali fotografici
·         Archiviazione e stoccaggio
Pratica:
·         Storia delle tecniche fotografiche: esercitazioni in laboratorio
·         Il restauro cartaceo
·         Diagnostica nel restauro e conservazione della fotografia
·         Identificazione, caratteristiche chimico-fisiche, fattori di degrado, conservazione e restauro di:
Oggetti in astuccio (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi)
Primi procedimenti su carta (carte salate, calotipi, albumine)
Procedimenti del periodo della gelatina (stampe ai sali d’argento,
platinotipie, carboni, gomme…)
Negativi fotografici
Fotografie a colori (autocromie e stampe moderne)
Album fotografico
·         Fotografie digitali: digitalizzazione e ritocco fotografico; software di gestione del restauro
·         La documentazione fotografica e la scheda di restauro
·         Interventi di restauro
Obiettivi e destinatari
Il corso intende affrontare le problematiche legate alla conservazione e al restauro dei materiali fotografici nella prospettiva di un aggiornamento professionale, presentando recenti progetti tecnologici su restauro e conservazione. E’ indirizzato a coloro che hanno già una preparazione di base di storia della fotografia o che in ogni caso nel loro Curriculum Vitae si siano già trovati ad affrontare le problematiche riferite alla  conservazione e restauro di archivi, raccolte e materiali fotografici in genere.
Il programma formativo si rivolge a: restauratori, archivisti, conservatori e operatori nel campo della conservazione dei beni artistici.
Struttura e orario
Il corso è strutturato in 160 ore suddivise in cinque settimane, una per mese tra novembre 2009 e aprile 2010, a partire dal pomeriggio di lunedì alle ore 14,00 e con termine il venerdì alle ore 13,00, per complessive 32 ore settimanali.
Modalità di iscrizione
Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 12 partecipanti, con una selezione delle domande di partecipazione da parte del Comitato Scientifico in base alla valutazione dei Curriculum Vitae inviati con la domanda.
Le domande dovranno essere inviate alla Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia entro e non oltre la scadenza del 30 settembre 2009.
Verrà data conferma dell’accettazione della domanda entro 15 giorni dal termine della scadenza.
La quota di partecipazione al corso è di € 3.200,00 (esente IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72) che dovrà essere versata al momento della conferma dell’iscrizione tramite Bonifico Bancario o tramite Assegno Circolare.

Comitato Scientifico
·         Isabella Lapi Ballerini
Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
·         Letizia Montalbano
Direttore della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre
Dure di Firenze
·         Alessandra Griffo
Vice Direttore della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
·         Claudio de Polo
Presidente della Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze
·         Emanuela Sesti
Dirigente Responsabile Corsi di Formazione e AIM-Alinari Images Museum Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze
·         Luigi Tomassini
Università degli Studi di Bologna

Docenza
La didattica è affidata a:
·         Docenti Universitari
·         Docenti della Scuola di Alta Formazione dell’OPD
·         Funzionari del Ministero dei Beni Culturali
·         Tecnici specializzati nel restauro del Laboratorio della Fratelli Alinari
·         Esperti del settore

Le sedi
I Corsi di Gestione di Archivi Fotografici e di Conservazione e Restauro della Fotografia si svolgeranno nelle sedi delle due prestigiose e storiche istituzioni fiorentine, l’Opificio delle Pietre Dure, nelle sue sedi di via degli Alfani 78 e della Fortezza da Basso, viale Strozzi 1, e la Fratelli Alinari nella sua sede in Largo Alinari 15 e al MNAF-Museo Nazionale Alinari di Fotografia in piazza Santa Maria Novella 14a.

Attestato di partecipazione
Alla fine dei corsi verrà rilasciato dai due Istituti promotori un attestato di partecipazione.

Per ulteriori informazioni sul corso rivolgersi a:
Vincenzo Circosta,
Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia,
Largo Alinari 15, 50123 Firenze
tel. 055.216310 – fax. 055.2646990
circosta@alinari.it
oppure fondazione@alinari.it
www.alinarifondazione.it

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Simboli e segreti nei giardini di Firenze. Storie, aneddoti, personaggi

domenica, 7 giugno 2009
listen it it Simboli e segreti nei giardini di Firenze. Storie, aneddoti, personaggi

SIMBOLI E SEGRETI NEI GIARDINI DI FIRENZE. STORIE, ANEDDOTI, PERSONAGGI
Autore: Paola Maresca
Editore: Angelo Pontecorboli
Formato: 14×20 cm
Pagine: 136
Illustrato
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-88461-69-4
Prezzo (di copertina): 13,80 Euro

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbsegrefirenze.htm

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corsi alinari-opd 2009-2010

domenica, 17 maggio 2009
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OPD Opificio delle Pietre Dure               F.lli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia

Corsi in
Gestione di Archivi Fotografici
Conservazione e Restauro della Fotografia  2009-2010

L’Opificio delle Pietre Dure
Istituto centrale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali finalizzato alla ricerca, alla operatività e alla formazione nel campo del restauro, l’Opificio ha origine nel 1588 come manifattura granducale, voluta da Ferdinando I de’ Medici e dedita alla lavorazione di opere d’arte realizzate in pietre dure.
Nel corso dell’Ottocento l’impegno produttivo venne gradualmente trasformandosi in attività di manutenzione e restauro dei manufatti legati alla plurisecolare storia dell’Istituto. In seguito le competenze si sono ampliate fino a raggiungere l’attuale articolazione in undici laboratori organizzati per materiali costitutivi e destinati a Mosaico e commesso in pietre dure, Materiali lapidei, Bronzi, Oreficerie, Terracotte, Arazzi, Dipinti su tela e tavola, Dipinti murali, Scultura lignea, Tessili e Carta. A questi si aggiungono i Laboratori scientifici, un servizio di Climatologia e Conservazione Preventiva, il Museo, l’Archivio, la Biblioteca e la Scuola di Alta Formazione. I Corsi sono tenuti presso la sede ospitata nella rinascimentale Fortezza da Basso in Viale Filippo Strozzi ma è prevista anche una visita ai laboratori ed al Museo collocati in quella storica di via degli Alfani.

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Romantic: Valeria Lamonea – Elisa Laraia – Paola Risoli

domenica, 26 aprile 2009
listen it it Romantic: Valeria Lamonea   Elisa Laraia   Paola Risoli

94fb410493a756a77c23c2c9a0375075 Romantic: Valeria Lamonea   Elisa Laraia   Paola Risoli

con
Valeria Lamonea – Elisa Laraia – Paola Risoli

cura e testi
Gloria Gradassi

L’inaugurazione si terrà domenica 3 maggio alle 18:00
La mostra termina il 31 maggio
La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica

Valeria Lamonea e Elisa Laraia courtesy galleria Tekné di Potenza, Paola Risoli courtesy galleria Gas di Torino

Domenica 3 maggio alle 18.00, la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta la collettiva Romantic, con i lavori di Valeria Lamonea, Elisa Laraia e Paola Risoli. La mostra, a cura di Gloria Gradassi, conclude la rassegna Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
“In Romantic, tre giovani artiste, percorrendo strade diverse per interessi e linguaggio, segnalano un comune bisogno di sentimento ed emotività.
Le loro opere attraggono perché vibrano di sensazioni, ricordi, verità che movimentano le percezioni.
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DEAPHOTO EXPO > FOTOPROGETTI 09

sabato, 21 marzo 2009
listen it it DEAPHOTO EXPO > FOTOPROGETTI 09

c47dff35d930e1cf5b79d43ab666e2ea DEAPHOTO EXPO > FOTOPROGETTI 09Comune di Firenze
Consiglio di Quartiere 1

Comunicato Stampa con preghiera di pubblicazione e diffusione
DEAPHOTO EXPO
FOTOPROGETTI 09
Esposizione finale delle Opere dei partecipanti ai Corsi di Progettazione Fotografica

Si inaugura Sabato 9 Maggio alle ore 19 presso la Ex Chiesa di San Carlo dei Barnabiti a Firenze, Fotoprogetti 09. L’esposizione – a cura dell’Associazione Culturale Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 1 del Comune di Firenze – presenta in Mostra le opere degli dieci partecipanti ai Corsi di Progettazione Fotografica organizzati da Deaphoto nella stagione 2008-2009, più i progetti personali di Sandro Bini Docente del Corso e dei Tutors (Michelangelo Chiaramida, Simone Cecchi, Francesca Ronconi, Giovanni De Leo). L’esito espositivo finalizza quello didattico incentrato sullo sviluppo delle capacità progettuali degli studenti, attraverso un progressivo affinamento di elaborazione visiva e lettura critica della realtà e delle immagini, la riflessione teorica sul medium e la stimolante conoscenza delle tendenze e degli autori della fotografia contemporanea. I percorsi progettuali, partiti dalla definizione personale dei temi della ricerca, sono proseguiti con la realizzazione delle immagini, fino alla definizione delle procedure di installazione e valorizzazione espositiva e alla redazione dei testi di presentazione delle opere. I lavori presentati sono indicativi, così, di alcune delle tendenze principali della fotografia contemporanea.

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ROBERTA LOTTO – “I custodi del mito del combattimento”

sabato, 7 marzo 2009
listen it it ROBERTA LOTTO   I custodi del mito del combattimento

669adf70638ab606bb3cd3ec169b84b6 ROBERTA LOTTO   I custodi del mito del combattimento

COMUNE DI PADOVA – QUARTIERE 1 PADOVA CENTRO -

COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ – CONTROLUCE

Presentano una mostra Fotografica di

ROBERTA LOTTO – “I custodi del mito del combattimento”

Presso la Galleria “Rinascente”

Piazza Garibaldi – PADOVA

Inaugurazione Giovedì 5 Marzo 2009 ore 18.00

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