sabato, 25 luglio 2009
PARADOSSI E DISARMONIE NELLE SCIENZE E NELLE ARTI
A cura di: Mimma Bresciani Califano
Editore: Olschki
Collana: Fondazione Carlo Marchi – Quaderni, vol. 35
Pagine: X – 204
Illustrazioni: 33 figure nel testo
Formato: 17 × 24 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5750-5
Prezzo (di copertina): 22,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lfcalifano.htm
Dal paradosso del mentitore al paradosso di Russell fino al paradosso EPR al quale si lega l’enigmatico mondo dei quanti. Dall’importanza della simmetria nella struttura degli oggetti del mondo naturale al problema della rottura della simmetria e ai rapporti tra materia e antimateria. La modernità linguistica e paradossale di Queneau e una lettura filosofica della Meditazione milanese di Gadda. I fenomeni artistici, una contraddittoria analisi intellettuale. Il comico e il tragico in filosofia. Aspetti contraddittori nello studio dell’identità personale.
SOMMARIO
Mimma Bresciani Califano, Introduzione. Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle arti
Sergio Bernini, Paradossi logici
Maria Luisa Dalla Chiara, Roberto Giuntini, Giuliano Toraldo Di Francia, Paradossi e enigmi nel mondo dei quanti
Salvatore Califano, Simmetrie e asimmetrie nel mondo fisico
Piero Tani, Alcuni paradossi nella teoria delle decisioni
Mimma Bresciani, Raymond Queneau e il gusto del paradosso
Manlio Iofrida, Le disarmonie di Gadda: una lettura della meditazione milanese
Roberto Casati, Che cosa spiega una teoria dell’arte?
Alessandro Pagnini, Il filosofo e il comico
Arnaldo Ballerini, I paradossi della identità personale
Elena Esposito, I paradossi della moda
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sabato, 4 luglio 2009
MIGNON
e
IL CONSIGLIO DI QUARTIERE 3 – EST
Sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro:
“MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA”
Di
DIEGO MORMORIO
Presenterà l’autore il Prof. Angelo Maggi
interverranno Sara Munari (Stazione Fotografica – Lecco) e Giampaolo Romagnosi (Mignon)
Giovedi 2 Luglio 2009, ore 21
SALA CONSILIARE “FORCELLINI”
ingresso libero
Giovedì 2 Luglio: “MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA”. Diego Mormorio presenterà a Padova presso la sala Consiliare “Forcellini”, il suo recente saggio incentrato sulla proposta di relazione tra la meditazione e la fotografia.
Il libro è nato da un’idea suggerita da un suo grande maestro tibetano, ora tornato in India, con il quale l’autore ha studiato e praticato meditazione per anni, proprio questo maestro lo ha indotto a riflettere sulla contiguità tra la fotografia e la meditazione. Il timore iniziale, secondo la spiegazione dell’autore, era da una parte quello di sfigurare con una delle persone più importanti della sua vita, e dall’altra la difficoltà di trattare una tematica così particolare. Il dubbio si è stemperato nella volontà di trasmissione di ciò che gli è stato donato dai suoi stessi maestri. Pertanto Diego Mormorio definisce questo libro “un dono che dona”.
L’autore che si occupa di fotografia da circa trent’anni spiega che lo stimolo per la scrittura di questo libro è di dimostrare come la fotografia, che nasce dalla cultura materialistica, possa essere trasformata in uno strumento spirituale. Ecco dunque la necessità di coniugare fotografia e meditazione.
“Non è necessario fotografare molto”, esorta l’autore, “non dobbiamo cadere nel consumismo del fare tutto in grande quantità ”. Secondo la sua riflessione occorre imparare a osservare e a condensare l’essenza in pochi scatti.
“Noi vediamo la luce perché esiste l’atmosfera, il pulviscolo atmosferico. Quando raggiunge questi piccoli corpi la luce di diffonde, altrimenti vedremmo i corpi illuminati, ma intorno ci sarebbe buio. Senza le piccole cose le grandi non esistono: tutto è interdipendente”.
Il saggio di Diego Mormorio offre un punto di vista singolare che può essere oggetto stesso di meditazione, e numerose sollecitazioni e riferimenti per chi voglia approfondire le tante tematiche affrontate.
Diego Mormorio è nato a Caracas da genitori siciliani. Il suo lavoro è dedicato soprattutto al rapporto tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria. Da tempo si interessa in modo particolare al tema della rappresentazione della bellezza, della natura, del paesaggio. Tra le sue pubblicazioni citiamo “Gli scrittori e la fotografia” (1988), “Storia della fotografia” (1996), “L`isola dei siciliani” (1995), “Vestiti. Lo stile degli italiani in un secolo di fotografie” (1999), “La lunga vacanza del barone Gloeden” (2002), “La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo Papa Re” (2006), “W Garibaldo. Tre racconti garibaldini” (2007).
Tratto da www.contrasto.it
Angelo Maggi è nato a Hitchin (Gran Bretagna) nel 1968, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca (Ph.D.) presso la Herriot-Watt University di Edimburgo. Ha maturato esperienze a livello internazionale nell’ideazione e organizzazione di mostre fotografiche, stringendo rapporti di collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura in Gran Bretagna, con le National Galleries of Scotland di Edimburgo, e con il Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari a Firenze. Dal 1999 al 2002 ha insegnato Storia della Fotografia e Storia dell’Architettura presso l’Edimburg College of Art – Heriot-Watt University. Attualmente insegna Storia della Fotografia presso la Facoltà di Architettura dell’Università Iuav di Venezia, e presso le Facoltà di Lettere e Filosofia delle Università degli Studi di Trento e Venezia. Vive e lavora a Padova.
Per qualsiasi informazioni inerenti al gruppo Mignon, alle iniziative dello stesso o alla “Street Photography”, scrivere a: info@mignon.it
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giovedì, 12 febbraio 2009

DEAPHOTO EXPO + LA FELTRINELLI EVENTI FIRENZE
Comunicato stampa/invito con preghiera di pubblicazione e diffusione
SCRITTURE DI LUCE
APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI
(in allegato Flyer con il Programma Completo)
Sabato 14 Febbraio ore 17:30
la Feltrinelli | International – Via Cavour 12r / FIRENZE
DIEGO MORMORIO presenta il suo saggio
Meditazione e fotografia. Vedendo e ascoltando passare l’attimo (Contrasto)
(continua…)
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domenica, 15 ottobre 2006
Cari Amici, eccoci ritornati con un nuovo seminario di autoguarigione con le forze del vulcano e della natura dell’ETNA in Sicilia. Nel seminario di Settembre i partecipanti hanno imparato a collegarsi con la coscienza delle rocce e a comunicare con la natura, abbiamo incontrato la volpe ed alcuni hanno sperimentato la comunicazione con gli spiriti della natura affinando la loro percezione e armonizzando il chakra della radice. Alcune foto hanno avuto delle rivelazioni particolari. Adesso ripartiamo per divertirci ancora di piú e quest’incontro é integrato di giochi creativi e nuove tecniche.
(continua…)
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domenica, 3 settembre 2006
GUIDO GUIDI
VITALIANO TREVISAN
VOL. I
vernice.jpg
48 fotografie di Guido Guidi
con un reading di Vitaliano Trevisan
a cura di Antonello Frongia
Jarach Gallery
San Marco 1997 (di fronte al Teatro La Fenice)
www.jarachgallery.com
Vernice venerdì 28 luglio 2006 18.00-20.00
Fino al 30 settembre 2006
Catalogo Electa 30x28cm, 96pp., 48 fotografie a colori, testi di Vitaliano Trevisan e Antonello Frongia
La Jarach Gallery di Venezia inaugura la propria attività espositiva sulla fotografia contemporanea con una mostra di lavori inediti di Guido Guidi e un reading dello scrittore Vitaliano Trevisan. La mostra e il volume che l’accompagna sono l’esito di un dialogo tra il fotografo e lo scrittore, che da prospettive differenti hanno riflettuto sul rapporto tra esterno e interno, sulla “superficialità ” del nostro paesaggio quotidiano e sulle possibilità di una riappropriazione attraverso il lavoro parallelo della memoria visiva e verbale.
La serie di 48 fotografie di Guidi (realizzate in varie località dal 1997 ad oggi) riprende una ricerca avviata negli anni settanta sugli spazi domestici come luoghi di luce e di ombre, sulla casa come camera oscura dell’esistenza. Guidi rinnova questo suo “viaggio intorno alla mia stanza” portando la meditazione anche verso l’esterno, e anzi interiorizzando le superfici del paesaggio attraverso una meditazione geografica, biografica e metaforica. In questo lavoro è il mondo stesso ad essere visto come fotografia, materia sensibile animata dalla luce che la percorre. Guidi ricerca le diverse qualità della luce che trascolora su una parete o sulla pelle di una persona; interroga i palinsesti di segni e di scritte in un sottopassaggio, su un palo, in un’aula scolastica; ritrova nella cella di un carcere il bisogno di animare i luoghi con i desideri e con la presenza del corpo. Si tratta di immagini di luoghi comuni, che si inscrivono in una tradizione del vedere come tentativo di “chiarificazione”: dalla trasparenza di Mies van der Rohe evocata in un’immagine dello IIT di Chicago alla luce netta di Walker Evans, dai “primitivi” del quattrocento italiano alla pittura di Morandi.
Il racconto scritto per l’occasione da Vitaliano Trevisan anima la scena chiara di Guidi con la presenza di un personaggio che allo stesso tempo osserva, ricorda e agisce – e agisce precisamente modificando ciò che vede e ricorda. Anche per Trevisan si tratta di una meditazione avviata in lavori passati: spunti di questo racconto si trovano già in Standards vol. I e ne I quindicimila passi. Ma forse l’aspetto più interessante di questo esperimento tra fotografia e scrittura è la capacità della narrazione di sbalzare lo sguardo dalla sua pace contemplativa e di riattivare storie possibili a partire dalle tracce fotografiche. Trevisan ci indica come le fotografie di Guidi (e forse tutte le fotografie) siano fatte per essere riguardate e abitate, allo stesso tempo finestre sul mondo e specchi sensibili che attendono di essere animati dalle nostre proiezioni individuali.
Guido Guidi (1940) ha esposto nei maggiori musei internazionali e ha pubblicato numerose monografie, tra cui Lo spazio della quiete (1983), Varianti (1995), In Between Cities. Un itinerario attraverso l’Europa 1993/1996 (2003) e Bunker (2006). Insegna alla Facoltà di design e arti dell’Università Iuav di Venezia.
Vitaliano Trevisan (1960) è scrittore, musicista, sceneggiatore e attore. Tra i suoi ultimi libri si segnalano I quindicimila passi (2002), Standards. Vol. I (2002), Un mondo meraviglioso. Uno standard (2003), Wordstar(s). Trilogia della memoria (2004) e Shorts (2004). È stato co-sceneggiatore e protagonista del film Primo amore (2003) di Matteo Garrone.
La galleria
Jarach Gallery è un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia contemporanea che intende costruire un ponte tra Venezia e la scena internazionale attraverso un programma di mostre, eventi e pubblicazioni, promuovendo attività culturali e collaborando con le istituzioni cittadine. In uno spazio di oltre 170 mq attrezzato secondo gli standard museali, la galleria ospiterà mostre personali e tematiche, ma anche reading letterari, incontri con artisti e curatori internazionali, presentazioni di libri e di progetti in corso. Nello spazio virtuale del web sarà possibile accedere a una varietà di materiali visivi e testuali relativi agli eventi della galleria, agli autori esposti e alle opere in vendita.
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