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Articoli marcati con tag ‘luce’

Come creare sfondi interessanti

sabato, 23 aprile 2011
listen it it Come creare sfondi interessanti

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Uno sfondo particolare può essere utile in certe foto ed il fotografo Karl Zemlin ha realizzato un’interessante progetto fai-da-te per creare dei background particolari.

Come potete vedere nella foto di copertina è molto semplice da realizzare. Vi serve una scatola, qualche lente fresnel e dei vetri decorati come quelli che si usano, per esempio, nelle docce. L’idea di base è sfruttare la luce del flash per proiettare la fantasia del vetro su uno sfondo bianco e con una semplice gelatina potrete anche ottenere l’effetto nel colore più adatto.

Per rendere questo accessorio ancora più utile in uno studio non poteva mancare anche la possibilità di montarlo su un treppiedi grazie ad una basetta di legno posizionata sul fondo.

Via | DIYPhotography

Come creare sfondi interessanti é stato pubblicato su Clickblog.it alle 13:00 di venerdì 22 aprile 2011.

 Come creare sfondi interessanti
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 Come creare sfondi interessanti

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NightVision, una fotocamera agli infrarossi

sabato, 23 aprile 2011
listen it it NightVision, una fotocamera agli infrarossi

22bc7caf5eed87b1d7efacebdecf7e96 NightVision, una fotocamera agli infrarossi

La Midnight Shot NV-1 Night Vision è una fotocamera che viene venduta su ThinkGeek e che permette di effettuare foto agli infrarossi.

Anziché rimuovere permanentemente il filtro che blocca gli infrarossi questa modello adotta una strategia molto diversa. Il filtro è montato su una slitta e si può togliere o rimettere davanti al sensore in base alla modalità selezionata. Per fotografare di notte è presente anche un illuminatore a luce infrarossa che vi permetterà di scattare anche nel buio più assoluta.

Il sensore è da 5 megapixel e si possono registrare video VGA.

Via | BoingBoing

NightVision, una fotocamera agli infrarossi é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di venerdì 22 aprile 2011.

 NightVision, una fotocamera agli infrarossi
 NightVision, una fotocamera agli infrarossi

 NightVision, una fotocamera agli infrarossi  NightVision, una fotocamera agli infrarossi

 NightVision, una fotocamera agli infrarossi

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Incendium: l’incontro degli elementi in slow motion

domenica, 17 aprile 2011
listen it it Incendium: lincontro degli elementi in slow motion

Incendium from Danny Cooke on Vimeo.

Mescolare gli elementi è prometeico quanto giocare con il fuoco, e la slow motion di Incendium sembra intenzionata a coniugare entrambe, mescolando il fuoco con l’acqua, la potenza spettacolare delle fiamme con quella delle gocce.

I suggestivi effetti di luce soffiati da un mangiatore di fuoco, e quelli che zampillano da una fontana, si fondono ad un ritmo rallentato che l’appassionato di giochi di fuoco Danny Cooke e Elliott Montello, hanno ripreso nei Pavilion Gardens di Torquay con una Canon 7D, e la colonna sonora di Blear Moon rende ancora più suggestiva.

Incendium: l’incontro degli elementi in slow motion é stato pubblicato su Clickblog.it alle 17:09 di giovedì 14 aprile 2011.

 Incendium: lincontro degli elementi in slow motion
 Incendium: lincontro degli elementi in slow motion

 Incendium: lincontro degli elementi in slow motion  Incendium: lincontro degli elementi in slow motion

 Incendium: lincontro degli elementi in slow motion

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Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero

2de1cf32314938ce96f98addcda4cdc3 Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero

Una piccola fotocamera con un grande sensore. Un sogno per molti, ma che non è sicuramente facile da realizzare. Si tratta di un vero e proprio problema fisico. Un sensore grande può raccogliere più luce ed avere più sensibilità alle tonalità dei colori ed ai dettagli, ma si è costretti ad utilizzare obiettivi proporzionati che tenderanno, quindi, ad essere più grandi.

Per anni il mondo è sempre stato così. Compattine con sensori piccoli che fanno foto piuttosto rumorose e reflex con sensori più grandi, ma anche obiettivi più grandi che però consentono di ottenere una qualità non eguagliabile.

Le cose in questi ultimi anni stanno cambiando. Fra questi due contendenti si è infilato un nuovo gruppo di fotocamere il cui sensore e corpo macchina sta più o meno in mezzo ai due storici rivali. Rappresentano la ricerca verso quello che sono in molti a volere: una macchina piccola, ma con un grande sensore.

Due delle più piccole in questa nuova classe sono la Panasonic Lumix GF2 (la più piccola dotata di flash) e la Sony NEX5 che si porta a casa il premio per le dimensioni più contenute. Non siamo ancora ai livelli di una compatta, ma si possono portare piuttosto comodamente in tasche capienti anche grazie agli obiettivi pancake che riescono ad occupare poco spazio.

Un corpo così piccolo pone però il problema di come gestire l’interazione con l’utente. O si mettono tasti piccoli che inevitabilmente dovranno essere multifunzione o si passa direttamente allo schermo touchscreen che però non tutti apprezzano.

Altro problema di un corpo con dimensioni ridotte riguarda la durata della batteria che per riduzione degli ingombri devono occupare poco spazio. Il risultato è un numero di scatti non certamente impressionante. Per concludere non si può non citare la questione del mirino. Quando presente nelle evil è di tipo elettronico che non può ancora rivaleggiare con il tradizionale mirino ottico soprattutto in casi limite come condizione di luce scarsa. La tecnologia avanza e vedremo cosa riuscirà a produrre anche se sono interessanti approcci come quello della X100.

Nonostante questo genere di compromessi questa nuova gamma di fotocamera rappresentano un buon bilanciamento di pregi e difetti per chi ne è consapevole. Siamo vicini al Sacro Graal di cui parlavamo all’inizio. Fotocamere piccole con grandi sensori. Infatti si possono scattare delle bellissime foto dotate di una buona qualità, risoluzione, bokeh apprezzabile e con la possibilità di scegliere l’obiettivo più adatto alla situazione.

In generale possiamo sicuramente dire che le evil e tutto questo genere di fotocamere sono qui per rimanere. Non si tratta di un fenomeno passeggero o di moda come qualcuno ipotizza perché, in realtà, solo solo il primo passo verso l’obiettivo di ottenere fotocamere con piccoli corpi e sensori grandi.

Via | NYTimes

Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 08 aprile 2011.

 Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero
 Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero

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 Perché le Evil non sono un fenomeno passeggero

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Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android

giovedì, 7 aprile 2011
listen it it Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android

f87938980304dc57f49ca67b47cf1042 Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android

LightTrac è un’applicazione per Android che vi consente di calcolare la posizione del sole in qualsiasi momento ed in qualsiasi posizione nel mondo per conoscere alla perfezione in quali orari potrete ottenere la luce più adatta per i vostri scatti. Il tutto viene mostrato comodamente attraverso una mappa satellitare.

Questo programma è la versione Android del medesimo già disponibile da qualche mese per iPhone ed iPad. La piattaforma Android è partita in sordina, ma recentemente ha messo il turbo e sta macinando record su record arrivando anche a superare come vendite il leader degli smartphone, Apple.

Grazie a questi risultati finalmente chi ha un telefonino di questo tipo potrà sfruttare molte app come LightTrac.

Via | PhotographyBlog

Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di giovedì 07 aprile 2011.

 Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android
 Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android

 Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android  Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android

 Lighttrac, conoscere la posizione del sole con Android

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Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

4e30a5179745aeeb722addc764d6d03d Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

Hasselblad è un nome magico per chiunque si occupi di fotografia. Noi abbiamo avuto modo di tenere in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno, ma soprattutto di darla a qualcuno che la sapesse usare. E abbiamo scelto Nadia Moro, fotografa di moda già in passato apparsa su queste pagine.

Partiamo però introducendo la Hasselblad H4D 40: una medio formato con sensore CCD 33×44 da 40 megapixel – qui le specifiche – destinata a professionisti di alto livello, anche in virtù di un prezzo non certo per tutti, come ricordava Derfy nel febbraio scorso, 12mila euro + Iva, con obiettivo 80mm incluso.

Ciao Nadia, abbiamo già scritto di te in passato, ma presentati lo stesso ai lettori di ClickBlog

Sono una fotografa, anche se i miei genitori non lo hanno ancora capito. Biologicamente ho 32 anni. Lavoro e vivo da 7 anni qui a Milano. Emotivamente adoro il mio lavoro. Siamo sinceri: è un gioco fatto di immagini e luce… Ma quando si diventa adulti è difficile continuare a “giocare”, per questo talvolta mi esaurisce. Ma anche questo fa parte del gioco.

fd1972d7ad17145eef4b08f260057d37 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro0562349f1b2e2715cfb55abd99c8fe9a Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro898222afd3dc541aa72a17bbff2da6c8 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro3a7082c5316dd5244e0c25dbaecae697 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

A che cosa stai lavorando in questo periodo?

Qui a Milano lavoro a progetti commerciali commissionati dai miei clienti, e lavoro periodicamente al mio portfolio personale scattando servizi redazionali per riviste nazionali e/o internazionali, o per progetti personali. Oltre a questo insegno all’Istituto Europeo di Design ad all’Istituto Marangoni: mi dà soddisfazione e mi diverte. Il settore in cui lavoro maggiormente ad oggi è la moda, oltre ad un immaginario di ricerca personale che scatto senza pressioni, liberamente e che rimane quindi mio malgrado nel cassetto.

Hai avuto in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno: raccontaci il primo impatto con la macchina, l’unboxing, le prime sensazioni

Ammetto di averla presa in mano con l’iniziale e sconsolato pregiudizio che dirigo solitamente verso tutte le fotocamere digitali con cui ho scattato fino ad ora. L’ho considerata da subito un “evoluto mezzo di lavoro tecnologicamente affidabile quanto sterile”. Mi sono ricreduta dopo poco, ed il rumore dello specchio è stato il primo elemento a farmi piacevolmente sorridere: mi riportò infatti al rumore dello specchio della mia fotocamera medio formato analogica. E la cosa diventò piacevole.

Immagino che per lavoro però tu scatterai solo in digitale

Per esigenze del mercato scatto in digitale, ma per le mie ricerche personali prediligo l’analogico.

Dove l’hai collaudata la Hasselblad H4D 40? Mi dicevi che in molti reagivano fotografando te e la macchina… roba da Sartorialist!

L’ho provata nel breve tempo che ho avuto a disposizione fotografando qualche “soggetto” da sfilata, durante la settimana moda donna qui a Milano a febbraio. L’ho fatto come faccio solitamente nelle mie immagini di ricerca analogiche: sfocando e ovattando la resa dell’immagine.

Scatti normalmente utilizzando Canon Eos 1 Mark II e/o Mark III, macchine straordinarie e professionali. Secondo te a che genere di professionista si può rivolgere una macchina come la H4D 40?

Ho trovato la H4D 40 più maneggevole del previsto, per questo ritengo si possa rivolgere a qualsiasi professionista che non abbia particolari esigenze di rapidità di scatto in sequenza, e di economia dello spazio fisico e digitale.

Prima al telefono mi spiegavi che è una macchina con un’anima “analogica”, che ti ha fatto ricordare i tuoi lavori personali in pellicola e medio formato. Raccontaci meglio…

Posso solo aggiungere che rispetto ad una reflex digitale piccolo formato di nuova generazione, mi sono sentita dentro il mondo della pellicola anche per l’economia dello scatto, o rispetto dello scatto (forse funziona di più come definizione): con una macchina simile mi sento di fare più attenzione al numero degli scatti realizzati per un singolo soggetto; di ragionare di più su quello che ho davanti ed evitare la raffiche di file. Nella pellicola lavoro con lo stesso principio: scatto un’immagine che rimarrà, e che non getterò. Dovrà quindi essere un’immagine dignitosa nella peggiore delle ipotesi, che rappresenta quello che stavo cercando nella migliore.

Quanto pesa l’angoscia di maneggiare uno strumento che costa come un’automobile nuova? Dopo quanto passa?

Mah, dipende da dove ti trovi e quante fotocamere ti sono state rubate prima… icon smile Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro Si impara a tenerla in mano in modo sicuro, a farsi vedere esperti della materia. In alcuni casi si inizia a ponderare l’ansia prima di uscire allo scoperto: non si esce nel caso la situazione dovesse risultare particolarmente scomoda…

Potendo, la compreresti?

Sì, ma soprattutto comprerei le ottiche fisse.

Secondo te vale la cifra per la quale è in vendita?

Li vale ora, ma purtroppo ne varrà molti meno in breve tempo. E con quella cifra hai “solo” la scatola, ma non hai il buco da cui far entrare la luce…

Pensi che sia un investimento ammortizzabile per che genere di fotografo?

Per un fotografo che lavora molto nel settore pubblicitario, commerciale in genere a buoni ritmi.

Grazie mille Nadia, ciao e a presto.

172576274323be6afdab5445d37f785c Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro2fdc520e4525e9928145dbafb8edce29 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro é stato pubblicato su clickblog alle 00:01 di mercoledì 06 aprile 2011.

 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro
 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

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 Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

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O2 Stories

lunedì, 4 aprile 2011
listen it it O2 Stories

b77c1fed316a09ed1902da09bb26e453 O2 Stories

O2 Stories è un sito di fotografia collaborativa un po’ particolare.

Lo scopo è quello di realizzare due storie attraverso le fotografie degli utenti che sono ambientati in scenari completamente diversi. La prima è un viaggio in una terra lontana piena di luce e caratterizzato da atmosfere gioiose e divertenti, mentre la seconda sarà un thriller dalle ambientazioni scure e cupe.

Entrambe le storie iniziano con una foto. Per partecipare dovrete solo vedere cosa è stato fatto finora, scattare una foto che potrebbe diventare il prossimo paragrafo e poi pubblicarla su Twitter usando l’hashtag #o2sunlight o #o2shadows. Ogni lunedì, mercoledì e venerdì gli autori sceglieranno un’immagine che ispirerà loro come continuare a scrivere la storia. Non ci sono particolari premi in palio, ma se useranno una delle vostre foto riceverete a casa gratuitamente il libro una volta stampato.

Via | O2Stories

O2 Stories é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 04 aprile 2011.

 O2 Stories
 O2 Stories

 O2 Stories  O2 Stories

 O2 Stories

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Come funziona una reflex

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Come funziona una reflex

Vi siete mai chiesti come funziona una reflex ed il sensore al suo interno?

In questo video, realizzato da Canon, potete vedere come la luce arrivare al sensore ed in particolare come quest’ultimo trasforma i fotoni della luce in segnali elettrici e poi nell’immagine finale a colori.

Nella seconda parte del filmato possiamo curiosare all’interno di una delle fabbriche dell’azienda durante la preparazione dei sensori. Dopo il salto, invece, potete trovare un filmato che illustra le varie fasi che portano dal wafer iniziale al sensore CCD finale.

Via | PetaPixel

Come funziona una reflex é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 01 aprile 2011.

 Come funziona una reflex
 Come funziona una reflex

 Come funziona una reflex  Come funziona una reflex

 Come funziona una reflex

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Better Beamer, un accessorio per il flash

mercoledì, 30 marzo 2011
listen it it Better Beamer, un accessorio per il flash

a50298bb7625baa3667f8b8776b208da Better Beamer, un accessorio per il flash

Nella fotografia naturalistica è normale utilizzare il flash. Chi è più attento si chiederà immediatamente come sia possibile utilizzare i normali flash a slitta che hanno una determinata copertura luminosa con i teleobiettivi che normalmente hanno una lunghezza focale che va oltre la zona illuminata?

Il segreto sta nell’utilizzo di un semplice accessorio che si chiama better beamer e che è semplicemente una lente fresnel montata su un semplice supporto. Grazie a questo accessorio è possibile concentrare, e quindi restringere, il fascio luminoso in modo che sia meno ampio poiché la zona inquadrata dal nostro teleobiettivo è piuttosto piccola. Non possiamo certamente aspettarci miracoli però può essere molto utile luce di schiarita.

Online potete trovare molti prodotti di questo tipo, ma, in realtà, potreste anche costruirvene uno direttamente in casa per adattarlo meglio alle vostre esigenze. Tutto quel che vi serve è un lente fresnel che si può anche trovare come sottile pellicola. In copertina potete vedere un esemplare autocostruito dall’utente lonelyhome di Flickr, mentre dopo il salto potete trovare un esempio della differenza durante l’uso.

1c0cfc26bef3ada34492f73e32a5aed8 Better Beamer, un accessorio per il flash

Via | DIYPhotography

Better Beamer, un accessorio per il flash é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di mercoledì 30 marzo 2011.

 Better Beamer, un accessorio per il flash
 Better Beamer, un accessorio per il flash

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 Better Beamer, un accessorio per il flash

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Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35

mercoledì, 16 marzo 2011
listen it it Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35

43ab6e43d9220d832ef0d4478f7df108 Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35

Tutti siamo preoccupati per quello che sta accadendo in questi giorni in Giappone, ma il mercato non ha intenzione di fermarsi.

Ecco che in pratica Sony ci svela, anche se in maniera non ufficiale, che la Sony A33 non è più in produzione. Non sappiamo se i disastri naturali possono aver causato un’accelerazione di questa decisione, ma sembra che già da aprile possa vedere la luce il nuovo modello A35 che porterà qualche piccola miglioria rispetto al modello ora dismesso.

Per quanto riguarda la A55 probabilmente continuerà ancora ad essere prodotta perché la nuova A77 è prevista per l’estate e si posizionerà in una fascia leggermente superiore.

Via | SonyAlphaRumors

Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35 é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di martedì 15 marzo 2011.

 Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35
 Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35

 Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35  Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35

 Sony A33, fuori produzione e presto la nuova A35

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Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

lunedì, 14 marzo 2011
listen it it Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

f7dddb582afb2e340abe14907e38636a Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

Guys? Hey-guys? This-ain’t funny! Guys-where-are-you? HELLO? .. con questo disperato e divertente appello, il nostro viaggio di oggi emerge da una nebbia fitta e ‘lattiginosa’ insieme al piccolo personaggio che ritroviamo sulla copertina di Lego on Hoth, e nelle 38 pagine di avventure ‘da brivido’ tutte da sfogliare.

Come un bambino grande che non ha perso il gusto di giocare e sperimentare, Vesa Lehtimäk aka Avanaut, ha lasciato il freddo e buio inverno finlandese per un pianeta con due soli, immaginato, realizzato, fotografato e raccolto in un libro pieno di storie e mondi in miniatura debitori della saga di Star Wars.

Con piccoli trucchi e spirito ludico, tra bufere di neve ottenute con la polvere di gesso e tutta la luce che può produrre ingegno e fantasia anche a Helsinki, il designer e illustratore ha reso gli stessi personaggi con i quali non abbiamo mai smesso di giocare, i protagonisti di grandi avventure, e quando Lord Vader si imbatte in un signore in rosso ci scappano anche gli auguri.

Guys? Hey-guys? .. forza ragazzi siamo solo a lunedì, e la stagione è ancora freddina .. che lo sforzo sia con noi! icon biggrin Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

Lego on Hoth
d240aea36521a48022d4ea98c79e46a2 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth fffee68cc3041c307fa853245d30e3c2 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth bc955d100ebefa87616bac7bb715d834 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth 76ae0cb73cd5fd3ea652bb79031b3998 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

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Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di lunedì 14 marzo 2011.

 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth
 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

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 Vesa Lehtimäki aka Avanaut: da Star Wars a Lego on Hoth

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Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura

56da7b06753552acdde59791c39c0624 Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura

Quando si fotografa in esterno e si vuole controllare meglio la luce che illumina la scena sono necessari molti accessori come ombrellini, pannelli, softbox, stativi e molto altro ancora. Se avete la fortuna di avere uno studio tutto per voi, vi potrà capitare più raramente di dover trasportare tutta la vostra attrezzatura in giro per qualche scatto, ma prima o poi capita a tutti.

Come trasportare tutta questa attrezzatura? La soluzione migliore potrebbe essere qualcosa che non viene dall’industria fotografica, ma da quella musicale: la custodia del basso. Dal punto di vista della comodità non si discute perché serve per trasportare un basso che ha un certo peso e di solito sono presenti sia maniglie sia spalline tipo zaino.

All’interno possono trovare posto sia gli stativi che sono notoriamente piuttosto lunghi anche richiusi sia accessori più corti come ombrellini, pannelli ed altro. La presenza di strisce di velcro assicura che tutto sia stabile durante il trasporto. Il costo poi è contenuto perché limitato alle decine di euro.

Nell’immagine di copertina trovano posto:

Via | DIYPhotography

Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 10 marzo 2011.

 Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura
 Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura

 Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura  Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura

 Custodia da basso per trasportare la vostra attrezzatura

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