Articoli marcati con tag ‘Lavoro’
domenica, 17 aprile 2011
Aperte le iscrizioni per la nuova edizione di “Immagini in Scena”.
L’ormai famosa Mostra di Pittura, Scultura e Fotografia organizzata dall’Associazione SenzaSipario di Torino giunge alla sua QUARTA edizione e quest’anno si inserisce all’interno dello SMAE, il megaevento organizzato a San Mauro Torinese nei giorni 11 e 12 giugno 2011.
Anche quest’anno la Location dell’esposizione sarà il “Ponte Vecchio” di San Mauro Torinese.
Le modalità di partecipazione sono semplicissime.
LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA!!!!
E per iscriversi è sufficiente mandare una mail a questo indirizzo indicando i tuoi recapiti e inviando un esempio del tuo lavoro.
N.B: le iscrizioni scadono il 20 maggio 2011
Cosa aspetti?
Immagini in Scena è una bella vetrina per i tuoi lavori!!
Location spettacolare, 2 giorni di eventi correlati e PARTECIPAZIONE GRATUITA!!!!
Fai passaparola!!
Per maggiori info:
Sito web dell’associazione
Nuova pagina di Facebook dell’associazione
Tags:
Dell,
facebook,
Il Ponte Vecchio,
immagini,
Lavoro,
Mail,
mostra,
Ponte Vecchio,
Quot,
San Mauro Torinese,
scena,
torino
Tag:Dell, facebook, Il Ponte Vecchio, immagini, Lavoro, Mail, mostra, Ponte Vecchio, Quot, San Mauro Torinese, scena, torino
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
giovedì, 14 aprile 2011
Strumento imprescindibile per la lettura del paesaggio urbano contemporaneo la fotografia è consente di misurarsi con le categorie del reale e riflettere intorno ad esse a partire da condizioni concrete. La conformazione delle città, la dimensione degli isolati, così come la singolarità degli edifici, costituiscono i frammenti di uno stesso insieme, i brani di un paesaggio disponibile a rinnovarsi, ogni giorno, attraverso le consuetudini dei suoi abitanti. La fotografia invita perciò a osservare il ritmo del quotidiano e a interpretare, superando la dimensione superficiale degli oggetti, le relazioni che intrinsecamente instauriamo con i luoghi. Piccoli o grandi interventi dell’uomo, progetti di riqualificazione o rigenerazione urbana, mostrano un costante mutare dei luoghi a cui si legano implicitamente identità sempre nuove.
Il workshop intende fornire gli strumenti utili all’acquisizione di una struttura metodologica finalizzata all’indagine fotografica. Il tema assunto come oggetto di studio è un brano della città di Roma, un microcosmo del quotidiano che mostri con evidenza i processi di trasformazione in atto. Alle lezioni teoriche, propedeutiche alla breve campagna fotografica, seguirà una discussione sui singoli lavori. Le considerazioni sulle immagini prodotte saranno orientate alla selezione di una sequenza fotografica compiuta e mirata alla costruzione di un progetto fotografico.
Programma
Venerdì 20 maggio
Ore 16:00 – 19:00
Incontro e presentazione degli autori e introduzione al lavoro
Sabato 21 maggio
Ore 10:00 / 13:00 e 15:30 18:00
Parte pratica su un percorso individuato dai Master
Domenica 22 maggio
10:00 / 13:00
Analisi e commento dei Master al lavoro selezionato dai partecipanti
Costi: 180,00
Partecipanti: Min. 8 Max. 15
Per informazioni e prenotazioni: of@officinefotografiche.org |www.officinefotografiche.org Tel. +39 065125019

Nota Biografica
NOTA BIOGRAFICA
Massimo Sordi si è laureato in Architettura allo IUAV con il prof. Italo Zannier. Dal 2001 è professore a contratto dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena, dove insegna Storia e Tecnica della Fotografia e gestisce tutte le attività legate alla fotografia. Coordinatore del Comitato Scientifico di SIFEST, Savignano Immagini Festival, per il quale ha curato importanti mostre monografiche e collettive e seguito progetti fotografici sul territorio e workshops. Curatore insieme a Stefania Rössl del progetto sulla giovane fotografia internazionale Global Photography, presentato in molte città italiane con mostre e cataloghi nel 2009, 2010 e 2011.
Il suo lavoro fotografico, esposto presso gallerie e festival, è stato pubblicato su libri, riviste e cataloghi italiani ed internazionali. Nel 2008 è stato uno degli artisti scelti da Linea di Confine per una campagna territoriale nell’ambito della costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità TAV Milano-Bologna. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca ministeriali volti ad indagare la realtà del territorio italiano.
La sua prima monografia “Indian photographs” è stata pubblicata a settembre 2010.
Stefania Rössl (Liestal 1965) si laurea in Architettura allo IUAV. Frequenta il D.E.A. Projet architectural et urbain, presso l’École d’Architecture di Paris Belleville. Dal 2001 è ricercatore presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dove insegna Composizione Architettonica e Urbana, affianca all’attività didattica quella di responsabile scientifico del Laboratorio di Fotografia. Dal 2004 collabora con Fondazioni di Ricerca e Università indiane approfondendo il tema della trasformazione del paesaggio e della città. Ha ideato e organizzato il progetto Sguardi sul paesaggio italiano; in qualità di membro del comitato di Savignano immagini dal 2007, ha curato diversi progetti di ricerca e workshop. Coordinatrice del Comitato Scientifico di SIFEST assieme Massimo Sordi, ha affiancato all’elaborazione di progetti sul territorio la curatela di importanti mostre monografiche e collettive: Roger Ballen, Joakim Eskildsen, Simon Roberts, Marco Zanta, Andrew Phelps, Global Photography, etc.
Tags:
acquisizione,
Alla Breve,
campagna,
considerazioni,
dimensione,
immagini,
indagine,
Lavori,
Lavoro,
massimo,
mirata,
Orientate,
paesaggio urbano,
prodotte,
progetti,
progetto,
selezione,
sequenza,
Strumenti,
struttura
Tag:acquisizione, Alla Breve, campagna, considerazioni, dimensione, immagini, indagine, Lavori, Lavoro, massimo, mirata, Orientate, paesaggio urbano, prodotte, progetti, progetto, selezione, sequenza, Strumenti, struttura
Pubblicato in Workshop Fotografia | Nessun commento »
domenica, 10 aprile 2011
TERRE DES LIONS by Laurent Baheux WILDLIFE IN… di pseudololo
Laurent Baheux non è il primo fotografo conquistato dall’Africa e dai ritmi della natura selvaggia minacciata dall’uomo, ma è tra quelli che con il proprio lavoro contribuisce a sostenere iniziative e organizzazioni impegnate a preservarla.
Sostegno fornito alla conservazione della biodiversità, e alla protezione di quel regno animale protagonista incontrastato dei suoi intensi scatti in bianco e nero, e di quella Terre des Lions, raccolta anche in una edizione tutta da sfogliare edita da Altus.
Nella slide video e nella gallery potete fare un piccolo viaggio nel cuore del continente bianco/nero del fotografo francese, insieme a leoni, elefanti, leopardi, bufali, zebre, giraffe, ippopotami, iene, scimmie … che non devono scomparire …
Laurent Baheux


Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux é stato pubblicato su clickblog alle 09:09 di sabato 09 aprile 2011.



Tags:
africa,
Altus,
bianco e nero,
bianco nero,
conservazione,
continente,
cuore,
Dei,
Giraffe,
Lavoro,
Lions,
raccolta,
Scimmie,
Terra,
viaggio,
Video Gallery
Tag:africa, Altus, bianco e nero, bianco nero, conservazione, continente, cuore, Dei, Giraffe, Lavoro, Lions, raccolta, Scimmie, Terra, viaggio, Video Gallery
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
mercoledì, 30 marzo 2011

In copertina potete vedere la foto che ha vinto il premio International News Image al recente Swedish Picture of the Year Awards. Ritrae la quindicenne Fabienne Cherisma che è stata uccisa dalla polizia nel pomeriggio del 19 gennaio 2010 mentre scappava dopo aver compiuto un piccolo furto. Siamo ad una sola settimana dal terribile terremoto che ha distrutto Haiti.
La foto è stata scattata da Paul Hansen e si potrebbe riproporre il dilemma etico su cosa fare in casi come questo che sono difficili da giudicare. Come potrebbe cambiare la vostra opinione su questo scatto se vedeste anche la foto che è presente dopo il salto e nella quale si vede una serie di fotografi che ritraggono la stessa immagine cambiando solo l’inquadratura? Non sembrano dei paparazzi di fronte a qualche personaggio famoso?
Qualcuno potrebbe vedere un semplice, anche se poco piacevole, aspetto del lavoro del fotoreporter, mentre altri potrebbero vedere tutti i presenti come dei moderni avvoltoi che si “cibano” della morte di questa persona che fino a poco tempo prima, magari lungo la strada, avrebbero guardato di sfuggita.
Quel che è successo è comunque un fatto e come tale va raccontato affinché tutti gli interessati possano sapere cosa accade veramente in queste situazioni. Può sembrare brutale e tragico, ma è necessario che qualcuno svolga questo compito per l’informazione di tutti. Quali sono i vostri sentimenti in questo caso?

Via | PetaPixel
Il dilemma etico sulla foto di Fabienne Cherisma é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di mercoledì 30 marzo 2011.



Tags:
19 gennaio,
Che,
Dei,
Dilemma,
foto,
Fotografi,
Haiti,
immagine,
International News,
Lavoro,
Paparazzi,
Paul Hansen,
Polizia,
premio,
Tempo,
terremoto
Tag:19 gennaio, Che, Dei, Dilemma, foto, Fotografi, Haiti, immagine, International News, Lavoro, Paparazzi, Paul Hansen, Polizia, premio, Tempo, terremoto
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
mercoledì, 16 marzo 2011

I Giapponesi sono già stati piegati da due importanti eventi naturali ed ora sono sotto la minaccia di una catastrofe nucleare a causa dei danni riportati dalla centrale di Fukushima.
Fortunatamente per ora la situazione non è sfuggita di mano grazie al lavoro dei tecnici che stanno facendo il possibile per scongiurare il peggio. Secondo informazioni recenti della Tepco, l’ente gestore del nucleare giapponese, sembra che la temperatura del reattore numero 2 stia scendendo anche se non ci sono dati certi sui primi 4. Il pericolo maggiore continua ad essere, però, rappresentato dal numero 3.
Mentre i tecnici lavorano alla centrale la popolazione è stata evacuata e si sta provvedendo a dare loro aiuto come ci mostrano le immagini di BigPicture.
Altre squadre stanno lavorando alla ricerca dei sopravvissuti sotto le macerie prima che sia troppo tardi. Un lavoro non certo facile per la devastazione causata dalla combinazione di terremoto e tsunami che ha spazzato via molte infrastrutture e come se non tutto ciò non fosse sufficiente si sono registrate più di 400 scosse di assestamento e fra queste più di 30 avevano una magnitudo superiore a 6.
Per avere un’idea precisa della potenza di quello che è successo e di quali sono state le conseguenze potete dare un’occhiata alle foto di ABC che vi permettono una comparazione più intuitiva del prima e dopo grazie ad una tendina che mostra le due foto sovrapposte.
I giapponesi però sono abituati ai terremoti perché ci convivono da sempre e nel 1923 si verificò una catastrofe ancora peggiore nella quale morirono più di 100.000 persone. Un numero spaventoso causato da un terremoto di magnitudo 7,9 che si è verificato all’ora del pranzo ed ha causato violenti incendi in vaste aree. In Focus ha raccolto una gallerie di immagini che mostrano questa tragedia che è rimasta impressa nella coscienza nazionale.
Giappone, continua la paura é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di mercoledì 16 marzo 2011.



Tags:
Abc,
aree,
Coscienza Nazionale,
Gallerie Di Immagini,
Gestore,
giappone,
giapponese,
impressa,
Informazioni,
Infrastrutture,
Lavoro,
mano,
persone,
pranzo,
Quello Che,
Sia,
Tepco,
Terremoti,
Tragedia,
Tsunami
Tag:Abc, aree, Coscienza Nazionale, Gallerie Di Immagini, Gestore, giappone, giapponese, impressa, Informazioni, Infrastrutture, Lavoro, mano, persone, pranzo, Quello Che, Sia, Tepco, Terremoti, Tragedia, Tsunami
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
lunedì, 14 marzo 2011

Che siate dei professionisti o dei fotoamatori è sempre importante mettere al sicuro le vostre foto facendo dei backup regolari per evitare brutte sorprese in futuro.
Troppe persone tengono le foto su un singolo hard disk. Purtroppo all’interno ci sono delle componenti meccaniche che possono lasciarvi per strada in qualsiasi momento. Quando si verificano problemi può diventare impossibile accedere ai dati salvati o si deve ricorrere ad aziende specializzate con costi non certo economici. Discorso diverso se si utilizzano i nuovi dischi a stato solido. Sono più resistenti, ma hanno un rapporto fra spazio disponibile e costo decisamente sfavorevole rispetto ai modelli tradizionali.
Oltre ai problemi specifici dei dischi cos’altro può capitare? C’è proprio l’imbarazzo della scelta. Possiamo pensare ai virus che vi obbligano a tenere aggiornato l’antivirus, il sistema operativo ed il browser che un’importante veicolo di rischio.
Un altro problema spesso sottovalutato è la possibilità di essere colpiti da eventi naturali. Che siano fulmini, terremoti, o inondazioni causate da argini o dighe che cedono, sono tutti eventi poco probabili, ma per i quali è sempre meglio essere preparati.
Ultimo punto a cui fare attenzione è il furto fisico. Che succede se vi portano via tutto? L’hardware è rimpiazzabile facilmente, ma se non avete una copia dei dati da cui ripartire avrete perso tutto il vostro lavoro. Quelli esposti sono tutti buoni motivi per i quali è opportuno effettuare un backup regolare in modo da evitare brutte sorprese. Vedremo di approfondire in futuro le varie opzioni disponibili.
Foto | barnoid
L’importanza del backup é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 14 marzo 2011.



Tags:
Ai Virus,
Antivirus,
Che,
Componenti Meccaniche,
costo,
Dei,
Eventi,
foto,
Fulmini,
Hard Disk,
Hardware,
Importanza,
Lavoro,
Modelli Tradizionali,
professionisti,
Salvati,
Spazio Disponibile,
Strada,
Succede,
Terremoti
Tag:Ai Virus, Antivirus, Che, Componenti Meccaniche, costo, Dei, Eventi, foto, Fulmini, Hard Disk, Hardware, Importanza, Lavoro, Modelli Tradizionali, professionisti, Salvati, Spazio Disponibile, Strada, Succede, Terremoti
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
venerdì, 11 marzo 2011

Da un po’ gira l’indiscrezione che Olympus possa uscire sul mercato con una versione professionale del suo sistema Olympus PEN. Una nuova fotocamera evil dotata di un qualità più alta e che dovrebbe avere come target i professionisti. Thom Hogan ha provato a valutare la fattibilità di un’idea simile.
I professionisti hanno bisogno di varie funzionalità piuttosto spinte per poter portare a casa il lavoro in base all’ambiente in cui si scatta. Chi fotografa eventi o sport in interni ha bisogno di sensibilità molto alta ed obiettivi luminosi, mentre chi lavora nel mondo della pubblicità deve poter produrre file con un’elevata risoluzione per non rimanere schiacciato dalla concorrenza che usa le medio formato e per finire. Chi fotografa in esterni, invece, deve poter contare su un’ampia gamma dinamica. E non dimentichiamo chi ha bisogno di controllare flash e luci.
Secondo Thom i professionisti sono già dotati di un buon corredo di obiettivi e quindi come potrebbero Olympus o Panasonic riuscire a superare sia le caratteristiche degli obiettivi sia le prestazioni dei sensori dei marchi più blasonati tanto da invoglia i professionisti a cambiare?
Forse non ha tutti i torti quando dice che questo sistema sarebbe una nicchia all’interno di una nicchia. Sarebbe meglio se quindi si procedesse con un approccio più graduale ed anziché puntare direttamente ai professionisti veri e proprio si corteggiasse prima i fotoamatori evoluti dandogli qualcosa che sia contemporaneamente piccolo, leggero, flessibile, solido e di qualità.
Inizialmente il sistema PEN è nato come alternativa alle reflex per chi arriva dalle compatte, ma c’è bisogno di una gamma di modelli più varia. Qualcosa che possa accompagnare gli utenti dai modelli più di base per chi arriva dalle punta e clicca, ma che dia la possibilità in futuro di passare ad un modello più performante. Qualcosa di simile a quanto già disponibile nel segmento delle reflex, ma che si fermi al segmento semi pro. In questo modo si potrebbero incrementare gli utili e gli utenti nelle fasce più vendute e con la calma opportuna proporre un vero sistema Pro. Voi cosa ne pensate?
Via | 43Rumors
Olympus PEN Pro, è ipotizzabile? é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di giovedì 10 marzo 2011.



Tags:
ambiente,
ampia gamma,
Che,
Lavoro,
mercato,
modelli,
Nato,
nel mondo,
Nicchia,
Olympus Pen,
panasonic,
reflex,
simile,
target,
thom hogan,
Varia
Tag:ambiente, ampia gamma, Che, Lavoro, mercato, modelli, Nato, nel mondo, Nicchia, Olympus Pen, panasonic, reflex, simile, target, thom hogan, Varia
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
venerdì, 11 marzo 2011

Quelle che noi chiamiamo App, intendendo piccole applicazioni, hanno ormai invaso il mondo attraverso tablet, smartphone e persino portatili e netbook. Ci riproponiamo allora una domanda che ci gira in testa da un po’ di tempo. Perché le fotocamere, nonostante la tecnologia di cui sono dotate, ne sono prive?
Tutti i sistemi attuali sono in realtà dei sistemi chiusi. Il software è sviluppato solo dal produttore e nessuno può metterci mano, anche se non mancano alcuni casi di modding esterno riusciti come il CHDK per le compatte Canon, Magic Lantern per la Canon 5D mark II ed il firmware modificato per le Panasonic GH1. Purtroppo rappresentano una rarità anziché una normalità.
Provate ad immaginare la possibilità di poter installare app anche sulla vostra fotocamera (reflex, evil o compattona) scegliendo quella che meglio si adatta alle vostre esigenze. Gli sviluppatori indipendenti o software house potrebbero proporre delle applicazioni in grado di aggiungere funzionalità, mentre i fotografi avrebbero la possibilità di far fare alla propria fotocamera esattamente quello che desiderano.
Il risultato sarebbe piuttosto ovvio. Più scelta, più funzioni e la possibilità di limare il nostro workflow perdendo meno tempo. Pensate magari ad un HDR fatto con un numero di scatti scelto da voi, oppure il bracketing per espandere la profondità di campo e perché non qualche opzione per creare dei bianco e nero direttamente dalla fotocamera? I limiti sono solo la vostra fantasia e le prestazioni hardware.
Il lavoro di sviluppo non sarebbe neanche così impegnativo perché esistono già sistemi operativi che si possono usare senza troppi problemi per l’adattamento come Android. Basterebbe scrivere qualche libreria che consenta di accedere al sistema di messa a fuoco automatico, alle funzioni che regolano l’esposizione ed i supporti fisici su cui scrivere. A quel punto lo schermo diventerebbe obbligatoriamente touch-screen, ma sulla reflex sarebbe opportuno mantenere comunque tasti funzione rapidi per non dover staccare l’occhio dal mirino.
Si potrebbe pensare anche all’integrazione di una scheda WiFi per una maggiore integrazione con i software di elaborazione che girano sul proprio computer. Le possibilità sono decisamente interessanti non appena si inizia a vedere il software che gira sulla fotocamera come un elemento personalizzabile a piacimento.
Alla base della questa scelta di mantenere le fotocamere come delle scatole chiuse ed impenetrabili potrebbe esserci il nazionalismo giapponese che non vede di buon occhio i prodotti esterni. Già ora con l’elettronica l’import, anche se viene rimarchiato, supera la produzione interna. Basterebbe essere un po’ lungimiranti per venire premiati dai fotografi e fotoamatori di tutto il mondo.
Portando questo all’estremo si può vedere la fotocamera come un semplice gruppo di obiettivo e sensore che si collega, via WiFi, al vostro portatile o computer per l’elaborazione vera e propria. Qualcosa di simile a quello che abbiamo già visto con il Wireless Viewfinder Interchangeable Lens
.
Continuando su questo filone i fotografi di eventi potrebbero, quindi, posizionare fotocamere più economiche e gestirle tutte da una singola posizione attraverso un portatile od un tablet.
Alla fine la domanda è molto semplice. Se con i cellulari si può fare quel che si vuole, perché le altre fotocamere non offrono lo stesso grado di flessibilità? Voi cosa vorreste poter fare con la vostra macchina fotografica?
Via | Hp
È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 10 marzo 2011.



Tags:
bianco e nero,
canon,
canon 5d,
Compatte Canon,
fantasia,
fotocamera reflex,
Gh1,
Hardware,
il tempo,
Lavoro,
libreria,
Magic Lantern,
mano,
panasonic,
profondità di campo,
Quelle,
Solo,
testa,
touch screen,
workflow
Tag:bianco e nero, canon, canon 5d, Compatte Canon, fantasia, fotocamera reflex, Gh1, Hardware, il tempo, Lavoro, libreria, Magic Lantern, mano, panasonic, profondità di campo, Quelle, Solo, testa, touch screen, workflow
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
sabato, 5 marzo 2011
La Nikon D7000 è una reflex molto ricercata dal mercato ed a fine gennaio abbiamo scoperto che monta un sensore prodotto da Sony grazie al lavoro di un’azienda specializzata nell’analisi di dispositivi elettronici.
Oggi vi mostro come si smonta e quindi l’interno di questo modello, grazie alle riprese effettuate ad un thailandese che lavora in un prestigioso centro di riparazione della nazione. Purtroppo l’audio è disponibile solo nella sua lingua nativa, ma la parte più interessante di quel che dice è che le uniche parti in lega di magnesio sono quella posteriore e quella superiore.
A parte questo un’ottima occasione per dare un’occhiata a come è costruita all’interno una delle reflex più vendute sul mercato senza dover sacrificare il proprio modello.
Via | NikonRumors
Nikon D7000, smontata e vista all’interno é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di venerdì 04 marzo 2011.



Tags:
Azienda Specializzata,
Dispositivi Elettronici,
Lavoro,
mercato,
nazione,
nikon,
occasione,
Parti,
reflex,
sensore,
sony,
Vista
Tag:Azienda Specializzata, Dispositivi Elettronici, Lavoro, mercato, nazione, nikon, occasione, Parti, reflex, sensore, sony, Vista
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
sabato, 5 marzo 2011

Oggi per molti inizia il weekend, una pausa dal lavoro e dagli impegni del tram tram quotidiano (tran tran sarebbe in effetti la forma corretta per questa espressione, ma non ditelo al mio cervello ‘errante’ che ogni volta che la sente sente sferragliare i tram), ma anche un momento da dedicare a se stessi e a tutto quello che abbiamo trascurato durante la settimana, e se sei reduce da separazioni anche quella famiglia che condividi con l’ex partner.
Io non so cosa significa essere figlio di una coppia divisa perché i miei hanno continuato a farsi la guerra senza mai lasciarsi, e forse anche per questo non saprò mai cosa significa essere un genitore divorziato, però tutti quelli che conosco e hanno sperimentato una delle due condizioni o entrambe, sembrano aver accusato il colpo, e spesso condiviso weekend e quotidianità a senso alternato.
Figlio di separati dall’età di sei anni, senza un rapporto con il padre, e genitore divorziato con figli, Warren Harold sembra il candidato ideale per esplorare consuetudini, sfumature e stati d’animo di questa particolare condizione degli affetti familiari, attraverso un progetto in progress dedicato proprio a questi Alternating Weekends, che condivide con un figlio nato dal suo precedente matrimonio.
Alternating Weekends

Un weekend di circa 28 ore che Warren trascorre con il suo bambino che vive a 50 miglia di distanza, in un rapporto che cerca di recuperare quello padre-figlio che lui da figlio non mai avuto e suo figlio non deve assolutamente perdere, un rapporto tanto nuovo per entrambi da spingere l’uomo e il fotografo a documentarlo con questi scatti in bianco e nero, per coglierne e assaporarne dinamiche e peculiarità. In bocca al lupo Warren!

Alternating Weekends di Warren Harold é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 04 marzo 2011.



Tags:
bianco e nero,
Cervello,
Che,
conosco,
dedicato,
famiglia,
Lavoro,
Matrimonio,
miglia,
molti,
Nato,
Padre Figlio,
pausa,
Sei,
Volta
Tag:bianco e nero, Cervello, Che, conosco, dedicato, famiglia, Lavoro, Matrimonio, miglia, molti, Nato, Padre Figlio, pausa, Sei, Volta
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
martedì, 1 marzo 2011

Qui in copertina vedete una foto che è stata scattata da un agente in borghese del servizio segreto inglese ad un arabo sotto sorveglianza nel 2004. Entrambi i soggetti raffigurati sono responsabili degli attacchi terroristici del 7 luglio del 2005 a Londra. Addirittura il personaggio sulla destra era il capo della cellula terroristica.
La foto in bianco e nero e malamente scontornata è quella inviata all’FBI per farla vedere ad un infiltrato in Al Queda. È evidente che era praticamente impossibile riconoscere qualcuno con un lavoro del genere. Quello che si sta cercando di capire in Gran Bretagna è perché sia stata inviata un’immagine del genere quando sappiamo tutti che nel 2004 anche i software più economici erano in grado di effettuare lavori migliori.
Evitando questo errore si sarebbero potute salvare tutte le persone vittime degli attacchi del 7/7.
Via | AmateurPhotographer
Una foto che poteva salvare molte vite é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 28 febbraio 2011.



Tags:
Al Queda,
bianco e nero,
capo,
Cellula,
Era,
Fbi,
foto in bianco e nero,
gran bretagna,
immagine,
inviata,
Lavoro,
Quello Che,
Sia
Tag:Al Queda, bianco e nero, capo, Cellula, Era, Fbi, foto in bianco e nero, gran bretagna, immagine, inviata, Lavoro, Quello Che, Sia
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »
martedì, 1 marzo 2011
… perché tutti sono fotografi oggi. Due parti di una frase che sono in apparente contraddizione fanno da soggetto per il film di prossima presentazione “Press Pause Play”.
Qui sopra potete trovare un trailer, mentre dopo il salto c’è un pezzo dell’intervista a Seth Godin. Internet ha cambiato completamente il modo di comunicare e grazie alle nuove tecnologie ognuno di noi può essere quello che vuole quando vuole senza essere sfruttato da qualche grosso industriale.
Creare contenuti sta diventando sempre più facile ed alla portata di tutti ed ancora più rapida è la possibilità di distribuire il frutto del nostro lavoro arrivando a persone che normalmente non avrebbero mai visto cosa siamo in grado di fare. L’unica cosa che rimane difficile e dove si fa la vera differenza rimane la capacità di generare qualcosa di originale, interessante o magari sconvolgente rispetto a tutti gli altri. Qualcosa che diceva anche Chase Jarvis durante il suo Keynote.
Via | APhotoEditor
Non c’è mai stato un momento migliore per essere un artista é stato pubblicato su clickblog alle 12:30 di lunedì 28 febbraio 2011.



Tags:
Chase Jarvis,
Dell,
Diceva,
due parti,
Frase,
intervista,
Keynote,
Lavoro,
Mai,
nuove tecnologie,
persone,
Quello Che,
Seth Godin
Tag:Chase Jarvis, Dell, Diceva, due parti, Frase, intervista, Keynote, Lavoro, Mai, nuove tecnologie, persone, Quello Che, Seth Godin
Pubblicato in Circolo Fotografico, Nikon News | Nessun commento »