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Articoli marcati con tag ‘lato’

Workshop fotografia naturalistica nel parco Monti Simbruini, Lazio

domenica, 31 gennaio 2010

Ricchissimo d’ acqua, il nome delle “montagne di Roma” deriva da latino “sub imbribus”, “sotto le piogge” e si estende per oltre 300 ettari fra la Valle dell’Aniene, il confine abruzzese e i Monti Ernici. L’ambiente del Parco dei Monti Simbruini è quello tipico delle montagne appenniniche, con vette che toccano i 2000 m di altezza, grandi boschi di faggi, estesi altopiani e un gran numero di ruscelli, molti dei quali confluiscono nell’Aniene. Popolato da una fauna varia ed affascinante, con segnalazioni frequenti dell’ marsicano e la presenza certa di lupi, cervi, caprioli (recentemente reintrodotti) e aquile; troviamo inoltre sia il granchio che l’ormai poco comune gambero di fiume. Particolarmente interessante anche la flora, con fioriture di alta quota e molte specie tipiche degli ambienti umidi.
Cosa vedremo e fotograferemo durante il week-end sui Monti Simbruini:
• Le faggete sopra Jenne
• La grotta dell’Inferniglio
• Il fiume Aniene di notte
• Lo stagno delle libellule
• Il vecchio mulino sull’Aniene
• I fiori selvatici e gli insetti nei pascoli di alta quota
• I cervi che vivono nel parco (o almeno ci proveremo!)
• Le tante cascate di Fiumata, alle sergenti dell’Aniene
• I cavalli bradi che vivono nel parco

Per informazioni:
Roberto Nistri | Tel. 3384670822
Web: www.robertonistri.com |
E-mail: informazioni@robertonistri.com
Per prenotazioni / Direzione tecnica:
Elly Travel srl – M.T.B. Management of Tourism and Biodiversity |Tel. 0676968744 Fax. 0676983798
Via Papiria, 66 – 00175 Roma
Web: www.ellytravel.com | E-mail: info@ellytravel.com

Scheda dettagliata: http://ellytravel.com/2010/05/28/workshop-di--naturalistica-lazio-parco-dei-monti-simbruini/
Altri corsi e workshop di naturalistica 2010: http://www.robertonistri.com/corsi.html

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante -proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’ alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di : della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia -proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’ alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’ , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’ alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la .

Immagine della locandina di "Tra la perduta gente"

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concorso fotografico promosso da Cidiu SpA e Arforma SpA con la collaborazione dell’associazione Vado al minimo lancia la seconda edizione 2009 dal titolo “Scatta la nuova energia”

sabato, 5 settembre 2009
vadoalminimo
Tra le nostre attività, per il secondo consecutivo, dopo il successo della prima edizione 2007, che ha visto oltre 630 partecipanti, 24.655 votanti on line, 32.724 visitatori del sito dedicato al concorso e 41.250 visitatori delle 40 migliori selezionate ed esposte in presso la Sacra di San Michele, in Provincia di Torino, il concorso fotografico promosso da Cidiu SpA e Arforma SpA con la collaborazione dell’associazione Vado al minimo lancia la seconda edizione 2009 dal titolo “Scatta la nuova energia”. Molte le novità, a partire dal fatto che la nuova edizione diventa internazionale. Grazie anche all’impegno dell’Agenzia fotografica Grazia Neri, che da quest’ entra ufficialmente a far parte dello staff organizzativo di Ecofocus, verranno infatti contattati circoli, forum e associazioni fotografiche in tutto il mondo. Il sito verrà integralmente rinnovato e, anche su suggerimento dei numerosi partecipanti del 2007, sarà bilingue, italiano e inglese. Il sistema di voto on-line si avvarrà inoltre di nuove tecnologie.
Il tema di Ecofocus 2.0 sarà l’energia, cioè soluzioni innovative da fonti rinnovabili, proposte nuove e originali, anche divertenti per illustrare in quanti modi è possibile produrre e utilizzare l’energia. Le fotografie dovranno essere inviate esclusivamente via mail, unitamente al modulo di iscrizione debitamente compilato, da venerdì 24 ottobre 2008 a martedì 5 maggio 2009 entro le ore 24 al seguente indirizzo: ecofocus@vadoalminimo.org.Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Il concorso è completamente gratuito. Basta iscriversi sul sito www.vadoalminimo.org
I premi sono:
-  primo premio: Viaggio della durata di 10 giorni per due persone in Senegal
(ECOTURISMO-TURISMO RESPONSABILE: Alla scoperta del Parco del Saloum)
-    secondo premio: Macchina fotografica digitale (reflex Canon 450 D + obiettivo)
-    terzo premio: Weekend per due persone in Veneto (Week End sul Monte Pasubio
-     Strada delle 52 gallerie e Zona Sacra – Tour di conoscenza)
-   premio del pubblico Cesto di prodotti piemontesi (che verrà assegnato secondo le
modalità espresse nel punto 9. del presente Regolamento e, in caso coincidesse, potrà
essere cumulato  con gli altri premi, se invece fosse annullato per irregolarità potrà
essere inserito nel monte premi di ECOFOCUS 2.0 come quarto premio ).


Maurizio Dematteis
—————————-
Vado al minimo:
spreco meno, vivo meglio
c Trieste 73A
10024 Torino
ph. + 39 0112766263
www.vadoalminimo.org

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Lucca Digital Photo Fest

domenica, 9 agosto 2009

Lucca Digital Photo Fest
Dal 14 novembre all’8 dicembre 2009

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di Nancy Fina

Ulteriori informazioni ed : www.studioesseci.net

Comunicato Stampa

70 tra anteprime assolute a livello mondiale, continentale o italiano, grandi conferme, concorsi, workshop con maestri consacrati e talenti nuovi, gli stimoli di scambi personali e delle proposte del Photocafè e delle Letture Portofolio. E tutto intorno, uno dei centri storici più belli del mondo, una cornice-salotto che stupisce ogni volta gli ospiti, che li fa sentire bene, che dispone tutti a scambiarsi idee, esperienze, emozioni.

Questo è il Lucca Digital Photo Fest, semplicemente LDPF per gli appassionati di di tutto il mondo, un punto impedibile di incontro, più che un semplice festival, dove si sanno mixare, con intelligenza, garbo, misura, novità e conferme, nuove tendenze guardando anche oltre, sino a prefigurare, e per certi versi persino creare, possibili futuri. Proposte diversissime, connotate tutte da un profilo molto alto, ricercato, avulso però da snobismi, come conviene ad una realtà che guarda dentro i confini e insieme spazia nel mondo.

Non c’è da stupirsi quindi se con questi “ingredienti” il LDPF si sia conquistato, in soli 4 (quella che aprirà il prossimo novembre sarà la quinta edizione) un posto di rilievo tra le manifestazioni nazionali con reale respiro internazionale proposte in Europa.

L’evento – che coinvolgerà dal 14 novembre all’8 dicembre, l’intera città, i suoi palazzi più segreti, la fitta trama di luoghi dello stare insieme – è realizzato dall’Associazione Toscana Fotografiche e dal Comune di Lucca con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ed è sostenuto dalla Provincia di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca. Partners del Festival sono Leica, , Ducato, Canson e Roberto Del Carlo, prestigioso marchio della moda italiana. A “firmare” il LDPF sono, con i curatori, Enrico Stefanelli (direttore artistico), Jessica Di Costanzo e Susanna Ferrari, ideatori ed organizzatori del Festival.

Ma vediamo almeno alcune delle proposte del LDPF 2009. A cominciare dall’Ospite d’Onore, quest’ il grande Eikoh Hosoe che il 28 novembre, al Teatro del Giglio, riceverà il LUCCAdigitalPHOTOaward, mentre una grande (la prima in ) sarà ospitata a Villa Bottini, curata da Giuliana Scimè.
A Palazzo Tucci, saranno presentati, con i suoi più famosi scatti, le di “In memory of the late Mr. And Mrs. Comfort. A Fable in 24 episodes”. Il surreale servizio di Richard Avedon apparso sul New Yorker e qui presentato in anteprima italiana, insieme ad una selezione dei suoi più celebri scatti di moda.
Un’anteprima mondiale è “Cuba” di Ernesto Bazan a Palazzo Guinigi: d’amore per l’isola con cui Bazan ha ottenuto il W. Eugene Smith Fund considerato l’Oscar della documentaristica mondiale e un primo premio al World Press Photo.
A proposito del World Press Photo va segnalato che il LDPF è diventato uno degli appuntamenti fissi del più grande concorso di fotogiornalismo del mondo. In una delle più suggestive sedi del Festival, 200 , le più significative tra le oltre 96.000 pervenute alla World Press Foundation.
Nella stesa sede, The Giant’s Rooms, un’installazione emotivamente pregante di Maïmouna Patrizia.
E ancora, a Palazzo Guinigi, le “Natura Morta” di Giacomo Costa, artista molto apprezzato alla Biennale di quest’.
Anteprima assoluta è anche “Schermo nero, notti bianche” un viaggio nel cinema italiano e, insieme, nelle proprie radici, dell’italo-francese Claude Nori. Parallelamente, a Villa Bottini, Alex Majoli presenta celebri e inedite in anteprima assoluta con la “Cronache da Fonti Autorevoli”. Così farà anche Fabio Zonta con la “Trasfigurazioni” prevista al Baluardo di San Regolo.
Una produzione del Festival in anteprima assoluta è anche la di Nancy Fina, grintosa, fantasiosa, iperbolica artista americana che nelle sue di moda esprime glamour, forza espressiva e trasgressione, colori saturi e una personalità debordante.
La delicatezza e la ricerca del dettaglio è invece il tratto distintivo dell’opera di Marco Cardelli presente con l’anteprima assoluta di Ab Solutum.
Storm Thorgerson, il mitico fondatore di Hipgnosis, propone le sue sui mitici Pink Floyd.
Un omaggio, doveroso e intelligente, all’Abruzzo è quello che propone un grande maestro come Gianni Berego Gardin attraverso le sue de “L’Aquila”prima del terremoto.
Saranno certamente delle sorprese quelle che riserveranno i due concorsi del LDPF, il primo è quello del “LUCCAdigitalPHOTOcontest ‘09″ Categoria “Tema libero” del “LUCCAdigitalPHOTOcontest ‘09″ Categoria “Moda” , importante new entry del Festival, novità realizzata in collaborazione con Roberto Del Carlo, prestigioso marchio della moda italiana. Ai vincitori di entrambe le rassegne verrà dedicata una personale.
Il programma, davvero molto articolato, prevede poi le video istallazioni di grandi interpreti: Debora Vrizzi, Lucile Vrignaud, Laura Serani, invece sarà la curatrice del”POM” Petit Objet Multimédia, la produzione di LDPF del video del vincitore del premio Ponchielli 2009. LDPF è fatto anche da un tessuto di eventi tecnici: 4 workshop fotografici con altrettante personalità della nuova : Ernesto Bazan, Claude Nori e Alex Majoli e con Enrico Minasso sul “foro stenopeico”ed una serie di incontri tecnici:, Antonio Manta sulle tecniche di stampa, con Apple e .
Tutti i sabati e le domeniche tornano gli incontri e dibattiti del Photocafè, mentre per Portfolio interverranno, tra gli altri, Paola Brivio, Franco Carlisi Elena Ceratti, Mariateresa Cerretelli, Claudia HInterseer, Roberto Mutti, Augusto Pieroni, Muriel Prandato, Susanna Scafuri.
Tutto questo e molto di più è LDPF 2009, appuntamento da segnare sin d’ora in agenda.


Tutte le informazioni sul Festival su HYPERLINK http://www.luccadigitalphotofest.it“www.ldpf.it
tel. 0583 1800106



Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo, Padova
Tel. 049.663499 info@studioesseci.net

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Flickr: Nich Hance

sabato, 1 agosto 2009

pubblicato da naomi in: Giovani fotografi Siti e risorse utili Flickr

Foto di Nich Hance su Flickr

Questa è la volta di un giovane utente americano che vive in Alaska, il suo nome è Nicholas Hance McElroy, e sul portale di Flickr è conosciuto con il nome di Nich Hance. Il paesaggio è sicuramente una costante di molti suoi scatti, e di sicuro il fascino e la maestosità della natura di questo Stato contribuiscono a rafforzare la bellezza di ogni sua .

La caratteristica peculiare del suo modo di fare , ci restituisce un immaginario dei panorami di questo magnifico luogo ben diversi dalle solite “-cartolina” a cui siamo abituati.

L’abilità di questo utente è quella di contestualizzare ogni luogo che immortala, inserendo la presenza di una o più persone, creando un confronto tra la natura e l’uomo. Questo “accorgimento” ci permette di dare una nuova lettura a ogni e ad ogni paesaggio immortalato, e ci aiuta anche a riconoscere ed apprezzare di più lo stile di questo utente.

Foto di Nich Hance su Flickr

Foto di Nich Hance su Flickr Foto di Nich Hance su Flickr Foto di Nich Hance su Flickr Foto di Nich Hance su Flickr Foto di Nich Hance su Flickr Foto di Nich Hance su Flickr

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The Derveni Papyrus: il più antico libro in greco che si sia conservato. Per la prima volta le immagini e il testo integrale

sabato, 25 luglio 2009

THE DERVENI PAPYRUS
Introduction and Commentary by: T. Kouremenos, G.M. Parássoglou, K. Tsantsanoglou
Editore: Olschki
Lingua: Inglese
Collana: Studi e testi per il “Corpus dei papiri filosofici greci e latini”, vol. 13
Pagine: XVI-310
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: 30 tavole fuori testo
: 2006
Codice ISBN: 88-222-5567-4
Prezzo (di copertina): 37,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lgpapyrus.htm
Tra le ceneri di un rogo funebre sparse sopra una sepoltura del IV secolo a.C., scoperta casualmente nel corso di lavori stradali presso la località di Derveni (una decina di km a nord-est di Salonicco, in Macedonia), fu rinvenuto più di quarant’ fa, nel 1962, un rotolo carbonizzato di papiro, il primo che ci sia stato restituito dal suolo ellenico, e insieme il più antico “libro” in greco che, almeno parzialmente, si sia conservato.
Ricomposto in sequenza continuativa dai numerosi frammenti derivati dalle delicate operazioni di svolgimento, che ebbero luogo già negli immediatamente successivi alla scoperta, il rotolo si è rivelato essere un trattato, in cui lo sconosciuto autore espone le sue concezioni sul mondo e la natura delle cose, interpretando in chiave filosofica un testo cosmogonico in esametri di chiara matrice orfica. Evidente l’enorme importanza di questo testo per la storia dell’orfismo, della religione e del pensiero filosofico greco del periodo pre-aristotelico.
Dopo varie anticipazioni più o meno complete, ma comunque non autorizzate, che si sono succedute nel corso degli ultimi quarant’, quella che qui si presenta è la prima edizione ufficiale del rotolo.
Gli autori forniscono il testo integrale in doppia trascrizione (diplomatica e letteraria) con apparato papirologico, traduzione completa e commento puntuale, con indice delle parole.
Parte integrante del volume sono le tavole fotografiche, che offrono per la prima volta le

(continua…)

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“Sognare di Donne”

sabato, 25 luglio 2009

La Galleria Fotografica

“Luigi Ghirri”

di Caltagirone (CT)

Inaugura

Sabato 5 Settembre 2009 ore 18,30

Una fotografica di

MIGNON

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“Sognare di Donne”
Fotografie di:
Fatima Abbadi
Ferdinando Fasolo
Roberta Lotto
Mauro Minotto
Giorgio Pandolfo
Giampaolo Romagnosi
Angelo Tassitano
Marco Turetta
Giovanni Umicini
Intervengono:

Francesco Pignataro
Sindaco del comune di Caltagirone

Giuseppe Pappalardo
Storico e critico della

Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino
Curatori mostre della Galleria Fotografica “Luigi Ghirri”

Presentazione e Libro fotografico “Mignon – Sognare di Donne”
(POLYORAMA EDITORE – GENTE DI )

Dal 5 Settembre al 4 Ottobre 2009

(continua…)

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wavephotogallery: prossime inaugurazioni

sabato, 25 luglio 2009

PROSSIME INAUGURAZIONI:

Maurizio Marcato

NAMIBIA: One African Photoway

03 – 26 Settembre/September 2009

Opening: 03 Settembre/September 2009 h. 19.00

Un Paese affascinante, dagli scorci mozzafiato, dai contrasti accesi, raccontato attraverso l’obiettivo del fotografo Maurizio Marcato. suggestive ed emozionanti che diverranno un libro, un vero racconto di viaggio che, patrocinato dal Consolato della Namibia in , vuole trasmettere al grande pubblico la magia di questo meraviglioso luogo nel cuore dell’Africa.

A charming Country, with breathtaking glimpses and light contrasts, told through the camera lens of the photographer Maurizio Marcato. Suggestive and exciting that will become a book, a trip story that, supported by the Consulate of Namibia in Italy, aims to communicate to the audience the magic of this wonderful place,

located in the middle of Africa.

Cheyco Leidmann

THE CHEYCO LEIDMANN CODE

“SYZYGY”

03 Ottobre/October – 21 Novembre/November 2009

Opening: 03 Ottobre/October 2009 h. 18.00

Cheyco Leidmann è conosciuto per la forza delle sue , per l’esuberanza e per la qualità del suo lavoro. Le sue fotografie mostrano i misteri che ci circondano rendendo pubblici gli eccessi e le contraddizioni del mondo.

Negli ‘80, grazie alla pubblicazione “Foxy Lady”, divenuta poi libro di culto, l’opera di Leidmann diventa immediatamente riconoscibile per un nuovo stile fotografico all’avanguardia.

I colori surreali, la provocazione e l’impudenza diventano la sua firma.

A “Foxy Lady” seguono sette volumi monografici.

Oggi il suo lavoro colpisce ancora l’osservatore, anche se Cheyco Leidmann ci appare diverso da come lo conoscevamo: le sue hanno sostituito una certa ironia iniziale con un senso di “suspense inquietante”.

La sua nuova pubblicazione TOXYTT esplora il contesto sociale. Attraverso costruite, l’autore affronta il tema della pazzia, della violenza, dell’oscenità, della rabbia, del sesso e della furia in tutti i loro aspetti, dal reale al surreale. che appaiono talvolta “sublimi”, ma sempre conturbanti.

Il suo lavoro ha vinto numerosi premi, tra cui il New York Creative Directors Club Gold Award.

Cheyco Leidmann vive e lavora tra Parigi e gli Stati Uniti ed è aiutato, nel suo lavoro, dalla sua collaboratrice creativa Ypsitylla von Nazareth.

Cheyco Leidmann’s trademark name as a visual artist, stands for the strength and power of the and the quality and vigour of his work. Leidmann’s work revels in excess and contradiction; it explores the mysteries that surround him.

In the 1980s, with the publication of his worldwide cult bestseller, *Foxy Lady,* Leidmann established an immediately recognizable new visual style of cutting edge expressionism.

He marked the universe of photography with his hyper real colours, his impudence, and his provocations.

Seven monographs followed.

Today his work incites the viewer more than ever, but he has replaced his tongue-in-cheek playfulness with the hard edges of anguish and expectancy.

His newest publication *TOXYTT* are primarily staged visuals which explore their social context. Each composition, each image has an urgent appeal: to witness a world of insanity, violence, obsession, rage, sex and fury in all their aspects between fantasy and surrealism. The results are sometimes sublime, always disturbing.

His work has garnered several prestigious awards, amongst them the New York Creative Directors Club Gold Award.

Cheyco Leidmann lives and works between Paris and the USA.

Leidmann is accompanied by his creative collaborator Ypsitylla von Nazareth.

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