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Articoli marcati con tag ‘la natura’

Barriere coralline artificiali

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it Barriere coralline artificiali

29c935d663d74b63dd03ad6355f74ac5 Barriere coralline artificiali

Cosa fareste con una vecchia nave della marina statunitense nata durante la seconda guerra mondiale?

A parte qualche servizio fotografico a bordo un bestione (159 metri) di questo genere rappresenta un grosso corpo inquinante che va smaltito. Il governo degli Stati Uniti ha deciso di bonificarla, eliminando tutti i possibili componenti inquinanti e l’ha poi fatta affondare, quasi due anni fa, al largo delle sue coste.

Non si tratta del primo vascello affondato in questo modo e lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo di una barriera corallina per offrire un rifugio ad alcune specie di pesci. Il National Geographic ha mandato una spedizione a controllare la formazione della barriera e non si può non rimanere impressionati da come la natura marina è riuscita a trasformare un semplice ammasso di ruggine in una vera e propria opera d’arte.

Via | NationalGeographic

Barriere coralline artificiali é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 20 gennaio 2011.

 Barriere coralline artificiali
 Barriere coralline artificiali

 Barriere coralline artificiali  Barriere coralline artificiali

 Barriere coralline artificiali

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Il solstizio d’inverno per BigPicture

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it Il solstizio dinverno per BigPicture

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Il solstizio d’inverno decreta l’inizio “ufficiale” dell’interno e della stagione fredda. Quest’anno si è verificato anche un’eclissi di luna che non si verificava in questa giornata dal 1638.

Per chi odia il freddo si tratta di qualche mese di sofferenza in attesa che torni il caldo, ma anche in questo periodo di può ammirare il bello che la natura ci offre sotto una luce un po’ diversa.

BigPicture ha raccolto una bellissima galleria delle migliori immagini disponibili per raccontare il solstizio e l’eclissi di luna.

Via | BigPicture

Il solstizio d’inverno per BigPicture é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di giovedì 23 dicembre 2010.

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Una fotocamera in testa ad una gallina

giovedì, 9 dicembre 2010
listen it it Una fotocamera in testa ad una gallina

Qualche giorno fa vi avevamo mostrato un video dove si potevano notare la testa stabilizzata che la natura aveva donato alle galline.

Scherzando lo abbiamo definito il miglior stabilizzatore del mondo, ma c’è qualcuno che ha veramente provato a montare una fotocamera sulla testa di diverse galline per testarne le qualità. Alla fine però la natura si prende anche la rivincita icon wink Una fotocamera in testa ad una gallina

Via | PetaPixel

Una fotocamera in testa ad una gallina é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 09 dicembre 2010.

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Lo stabilizzatore migliore al mondo? Una gallina

venerdì, 3 dicembre 2010
listen it it Lo stabilizzatore migliore al mondo? Una gallina

La Natura ha spesso costruito delle soluzione migliori di quanto la nostra tecnologia riesca ancora a fare.

I produttori di fotocamere ed obiettivi cercano soluzioni sempre più efficienti per costruire stabilizzatori da inserire negli obiettivi o su cui montare sensori in grado di correggere movimenti involontari sempre più grandi.

La Natura anche in questo caso è decisamente inarrivabile. La povera gallina che fa da cavia in questo video ne è la dimostrazione. La sua testa resta nella stessa posizione guardandola da tutti e tre gli assi. I costruttori hanno una strada molto lunga davanti a loro icon wink Lo stabilizzatore migliore al mondo? Una gallina

Via | Reddit

Lo stabilizzatore migliore al mondo? Una gallina é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di venerdì 03 dicembre 2010.

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The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes

lunedì, 29 novembre 2010
listen it it The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes

6ddb8d3c6f29e212fe75a218bb4d0a7d The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes

L’inverno già annunciato da freddo pungente, chicchi di grandine grossa come zigulì, raffiche di vento fino a 30 nodi, gelo e neve, sta arrivando, pronto a stravolgere il volto ‘urbano’ delle nostre città con scorci selvaggiamente sorprendenti, come quelli fotografati da Joseph O. Holmes a Prospect Park dopo una nevicata.

Immagini del parco newyorkese completamente trasfigurato, o meglio trasformato da una coltre di candida neve in una sorta di foresta delle fiabe, che piccoli elementi contribuiscono a ricondurre alla grande mela piena di contraddizioni.

The Urban Wilderness, Critical Mass 2010, alla Jen Bekman Gallery di New York dal 10 dicembre al 23 gennaio 2011, mostra un esempio molto suggestivo del mix di contraddizioni generate dall’incontro tra la città e la natura, i riti urbani e lo scorrere implacabile delle stagioni, che arricchisce lo sguardo, la gallery e il blog del fotografo, puntati da anni su una città che cambia in continuazione.

The Urban Wilderness
6b4b24e7a40a396b0b10157e1c962007 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes e5892f896d288aa790639e9933447ac0 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes 6a4c300bfd27cbd0cdd8ed9ec9f6a0c3 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes 960b4c42dffee0185ee8b493466c81ad The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes

5af41600dc685ef4dabffac011b21844 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes 957ed2faf75b51c9ade8a5340374c261 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes bc72c6d375a09cce8949e75df9c912e1 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes 743a5127420cb529d0ec0178b9297759 The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes

The Urban Wilderness di Joseph O. Holmes é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di lunedì 29 novembre 2010.

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ART IN-BOX

sabato, 20 novembre 2010
listen it it ART IN BOX

Titolo Evento: ART IN-BOX
Autore: susanna h.
Data Evento: 13 Dicembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

ART IN-BOX
mostra collettiva italo ceca
nell’ambito del ciclo di incontri Marginalíe
presso la Casa dell’Arte della cittá di Brno / Dům Umění města Brna

Curatrici: Susanna Horvatovičová – Tereza Rullerová

Inaugurazione della mostra: lunedí 13. dicembre 2010 – ore 18:00
presso la Casa dei signori di Kunstát / Dům pánů z Kunštátu
Dominikánská 9, Brno

15. 12. 2010 – 30. 01. 2011

Il progetto artistico ART IN-BOX è nato da un’idea di Susanna Horvatovičová come un’iniziativa espositiva destinata a viaggiare per il mondo. La prima mostra collettiva italo ceca ART IN-BOX è stata organizzata dalle curatrici Susanna Horvatovičová e Tereza Rullerová nell’ambito del ciclo di incontri dedicati all’arte Marginalie, in occasione del centenario della Casa dell’Arte della cittá di Brno nella Repubblica Ceca.
L’inaugurazione della mostra si aprirà presso il Dům pánů z Kunštátu (la Casa dei signori di Kunstát, una delle sedi della Casa dell’Arte di Brno) lunedí 13 novembre 2010 alle ore 18:00 con le performances degli artisti cechi Darina Alster a Milan Salak.

BOX MADE IN CZ: Darina Alster, Michal Cab, Jiří David, Jaro Dufek, Petr Krátký, Radim Labuda, Milan Salák, Lucie Skřivánková, Dagmar Šubrtová, Klára Vystrčilová. Filip Nerad, Anna Balážová, Ondřej Homola, Jan Šrámek, Tereza Rullerová & Vít Musil.

La mostra italo ceca ART IN-BOX è concepita come un’unica installazione composta da diverse scatole create come un lavoro di postproduzione. L’installazione vuole essere uno spazio misterioso, simbolo dell’identità tra la forma, il contenuto e la funzione dell’opera, ma anche il metro di misura dello sviluppo dell’arte e dell’architettura al giorno d’oggi. Il tema principale del progetto è dedicato alle relazioni che intercorrono tra la città e la natura. Gioca inoltre sulla misura esatta della scatola: 20x20x20 come.
ART IN-BOX presuppone, infatti, il gioco bivalente che si può instaurare tra la scatola e il suo contenuto, ed anche quello tra la grandezza reale della sala espositiva ed i singoli lavori realizzati in miniatura.

Il concetto della mostra è ispirato al noto ready-made di Marcel Duchamp e ai successivi Fluxus Boxes. Nel corso della storia da M. Duchamp a J. Cornell il motivo della scatola ha assunto numerose forme, dal montaggio al collage fino al ready-made. La scatola, più tardi, è anche diventata un elemento mutifunzionale nell’ambito della pubblicità e del design. Per esempio, nel ciclo dei Fluxus Boxes sono state inserite le cose più disparate, dagli oggetti al rebus e alle lettere fino alla pubblicità, dai ricordi personali fino a beni di consumo quotidiano.

Secondo la Teoria del sistema degli oggetti di Jean Baudrillard e il fenomeno artistico odierno legato alla Teoria della postproduzione del critico Nicolas Bourriaud, la nostra società “è posseduta“ dagli oggetti, così come al contrario gli oggetti sono manipolati dalla società. In questo senso, ART IN-BOX gioca sull’ambiguità tra l’opera concettuale e l’oggetto concreta, combina la tecnica tradizionale con media sperimentali, come il video ed i lavori di postproduzione. La mostra italo ceca mette in moto un processo e un fenomeno artistico e mette in relazione le sue singole parti: la scatola diviene, in questa maniera, un contenitore virtuale di installazioni multimediali, ma anche un pacco postale o uno scrigno di ricordi personali.

ART IN-BOX non è un progetto espositivo Fluxus, nè una tradizionale mostra di pittura e di scultura. Mette semplicemente in mostra quella mutevole “magica scatola“, che si può trovare ad ogni angolo della strada, come nei progetti di urbanistica e nelle gallerie. E’ solo un magico gioco di combinazioni tra caso e necessità, che utilizziamo quotidianamente: Post Box – Mailbox – Artbox – Eco Box – Kits Box – White Box – Box In Box – Art In Box …

Dům pánů z Kunštátu
Dominikánská 9, 602 00, Brno
martedì – domenica 10–18, 
ingresso 60 Kč (2,5 EUR), ridotto 30 Kč (1,5 EUR)
www.dum-umeni.cz

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

martedì, 19 ottobre 2010
listen it it Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

164aaa8da8320ebf0c53240e4cb6157f Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

Anche se non siete alla ricerca del respiro silenzioso delle foreste, o in sintonia spirituale con l’anima della natura più profonda, sono certa che lo spettacolo contemplato da Silent Respiration of Forests di Takeshi Shikama non vi lascerà indifferenti.

Una fitta vegetazione della quale si può quasi sentire scorrere la forza della linfa insieme al concerto di suoni vicini e lontani, mentre l’occhio si perde nel groviglio di forme e sfumature senza inizio o fine, e l’olfatto come la pelle al contatto, sono alla mercé di un fresco afflato che li avviluppa come un abbraccio oscuro e viscerale.

Sensazioni ed emozioni che emergono delle nebbie del foresta, dalla sinuosità dei tronchi d’alberi e delle intricate radici, che rotolano via come gocce di rugiada su una foglia di loto .. e rendono ogni foto un viaggio emozionante, in mostra alla Corden Potts Gallery di San Francisco, dal 2 novembre al 31 dicembre.

Silent Respiration of Forests
333609c0ee6403ac4ab09736ce67efba Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests 30dd4de493f3200b5dc62902556d56d9 Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests 4e1648191f8738f41c5bae8e8617986e Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests e83248868dde23d5c58bed47819bbc86 Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

Silent Respiration of Forests

An endless stretch
Of tree columns overlapping one another,
Ever so rhythmic to the eye.
There pervades a deep silence.
Yet, listening carefully to the surging, undulating sea of trees,
A slight murmur can be heard.
Beckoned by this voice,
I step inside this unknown world,
Wondering to myself:
Is this really the entrance to a blissful paradise?
Between the cluster of trees, I catch a glimpse of a huge tree.
As if magnetized,
Step by step, I find myself approaching this tree,
Tilting its enormous trunk at a slight angle,
Wearing a lofty air befitting the lord of the forest…
Suddenly,
I sensed a voice from deep within the curtain of silence
Warning me not to go any further,
And I stopped.
The depth of the forest was filled with an uncanny air
For something seemed to be lurking there.

Takeshi Shikama

Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 19 ottobre 2010.

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Workshop fotografico "L’autunno"

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Workshop fotografico "Lautunno"

Titolo Evento: Workshop fotografico “L’autunno”
Autore: Nimahel
Data Evento: 13 Novembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

[INCONTRO] Fotografiamo l’autunno – Oriolo Romano, 13 novembre

L’Associazione culturale Prospettiva 8 propone “Le nostre stagioni”, un ciclo di quattro workshop fotografici con la fotografa Paola Casali al fine di riprendere il paesaggio che costantemente muta intorno a noi, così come mutano le atmosfere, i colori, la luce.
Dal tiepido autunno che prepara al rigido freddo dell’ inverno, al dolce risveglio della primavera che preannuncia l’esplosione di vita dell’estate; ogni stagione è in grado di suscitare in noi grandi emozioni.

Obiettivo di ciascun workshop è di osservare lo spettacolo variegato che la natura ci offre e di raccontare attraverso la fotocamera le molteplici sensazioni che proviamo davanti allo scenario che si presenta ai nostri occhi: malinconia, gioia, vitalità, meraviglia.
Per partecipare ai workshop è necessario possedere una
fotocamera reflex ed una preparazione tecnica almeno di base.

L’autunno

Il primo appuntamento del ciclo “ Le nostre stagioni” è dedicato alle calde tonalità autunnali con un workshop fotografico alla faggeta e al borgo di Oriolo Romano.
Nulla più di un magico bosco di faggi ci può immergere nell’incanto dell’autunno: gli alti fusti lisci e chiari del faggio e le folte chiome gialle che spiccano contro il cielo, il manto di foglie rossastre a fare da morbido tappeto, i primi venti che lasciano ondulare le foglie a terra, il silenzio… la pace di un piccolo borgo lontano dalla frenesia della città.

Quando: Sabato 13 Novembre 2010
Dove: Oriolo Romano
Obiettivo: Documentare il luogo, l’atmosfera, le emozioni suscitate dal trionfo dei colori autunnali in un paesaggio affascinante e integro a pochi chilometri da Roma.

Programma

- h 8.30 Incontro con i partecipanti ad Oriolo Romano.
Introduzione e breve cenno su tecniche e attrezzature che si
possono utilizzare.

- h 9:30 Scatti in faggeta

- h 12:30 Ritorno nel borgo di Oriolo romano. Pausa pranzo.
Confronto tra partecipanti e docente

- h 13:30 Scatti liberi tra i vicoli del borgo.

- h 15:30 Saluti

Ciascun partecipante potrà successivamente inviare una selezione di 3/4 foto alla docente per un’analisi valutativa.
Per chi partecipa all’intero ciclo è previsto un incontro per selezionare le migliori immagini scattate durante i workshop al fine di valutare/progettare una mostra collettiva.

Modalità di iscrizione

Costi:
25 € per gli iscritti all’associazione Culturale Prospettiva 8
Per i non iscritti : 25 € + 30 € costo tessera associativa

Partecipanti:
Min: 6 – Max: 12

Docente: Paola Casali
Referenti: Valentina Ruco, Isabella Blasi

Per l’iscrizione al Workshop è necessario segnalare in questo post l’adesione, compilare la scheda di
iscrizione che trovate qui:

http://www.prospettivaotto.it/public/news/…38831681205.pdf

e trasmetterla a workshop@prospettivaotto.it, unitamente alla ricevuta del versamento di 25 € che dovrà essere effettuato entro e non oltre il 5 novembre 2010 sul conto intestato:

Associazione Culturale Prospettiva 8
IBAN: IT69W0300205119000401392715
(causale: WS del 13 novembre 2010)

Verranno accettate le iscrizioni in rigoroso ordine di arrivo della scheda e della ricevuta del bonifico

L’associazione culturale “Prospettiva 8″

Prospettiva 8 è un’associazione culturale con sede a Roma nata con l’intento di indagare e promuovere l’arte contemporanea nelle sue variegate espressioni con particolare attenzione al mondo della fotografia.

L’associazione culturale Prospettiva 8:

* organizza corsi di fotografia individuali e collettivi sia in autonomia sia in collaborazione con Enti pubblici e privati. Sono inoltre previsti workshop, seminari, dibattiti;

* organizza eventi espositivi (personali e collettivi) di autori affermati e/o emergenti offrendo un servizio professionale (selezione delle opere, individuazione e scelta di spazi espositivi, allestimento e presentazione critica del lavoro da parte di un nostro esperto). Il servizio prevede inoltre la realizzazione di materiale informativo e la sua diffusione (tramite newsletter, redazione e invio di comunicati stampa a giornali, a riviste e a siti specializzati), compilazione di un testo di presentazione critica del lavoro;

* promuove progetti fotografici finalizzati alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico con l’obiettivo di creare, altresì, un organico archivio fotografico che documenti e interpreti le trasformazioni del paesaggio urbano ed extraurbano.

A questo fine, l’Associazione ha costituito al proprio interno uno Staff operativo composto da fotografe, architetti, docenti di discipline artistiche e fotografiche che hanno maturato una profonda esperienza nel settore dell’arte e nella fotografia artistica.

http://www.prospettivaotto.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910

lunedì, 4 ottobre 2010
listen it it NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860 1910

8fb90bac3d515a4c640d94d45de6ab70 NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860 1910

Se le ragioni per invidiare la Svizzera sono tante, oltre a quelle sapientemente e ironicamente visualizzate dalla Switzerland vs the World edita da Riverboom, annovero la prossima stagione espositiva dedicata al Sol Levante.

Geishe e samurai, l’arte dell’amore e quella della guerra, rituali e tradizioni, dal 23 ottobre al 27 febbraio 2011 animeranno Lugano con la rassegna NIPPON. Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol levante, insieme a mostre, spettacoli live e corsi pratici per esplorare segreti e misteri di questa cultura millenaria capace di sedurre linguaggi e pratiche moderne, insieme alle arti marziali e quelle della vestizione, quella dell’origami e del bonsai…

Un lungo viaggio che parte da lontano, dipinge il tempo e lo spazio attraverso le vicende del movimento artistico Gutai al Museo Cantonale d’Arte e nel Parco di Villa Ciani, sfiora Arte ed Eros del periodo Edo con le “immagini della primavera” Shunga (??) al Museo delle Culture, Heleneum, ed esplora la storia iconografica del Giappone di ieri e di oggi attraverso due mostre fotografiche decisamente interessanti.

Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910
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Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910 a Villa Ciani e Araki Love and Death al Museo d’Arte, due mostre agli antipodi, che mettono a fuoco la visione di un paese e di una cultura controversa, che mixa sapientemente antico e moderno, millenario e contemporaneo.

Prima ancora di giungere però a dare uno sguardo all’iconografia contemporanea e alla mostra di Nobuyoshi Araki, questa gallery fornisce un assaggio delle 200 stampe in mostra a Villa Ciani, provenienti da una delle più grandi raccolte di fotografi della seconda metà dell’Ottocento.

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Parliamo perlopiù di colorate stampe all’albumina acquerellate a mano, che svelano la natura “educata” dalla cultura, il profondo legame della fotografia giapponese con le stampe del ukiyo-e, un gusto evidente per l’esotismo come per le numerose espressioni della femminilità, da quella casalinga a quella di piacere … insomma di una ‘ghiottoneria’ per palati sedotti da filosofie e culture orientali, quanto da setosi kimono e ciabattine infradito.

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NIPPON Lugano: Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910 é stato pubblicato su clickblog alle 15:46 di lunedì 04 ottobre 2010.

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Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

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La voglia di volare, di arrivare dove non possiamo, di scoprire e dominare quello che non è alla nostra portata, alimenta da anni l’estro di fabbricanti di sogni e piccole utopie come Robert & Shana ParkeHarrison.

Cucendo opere fotografiche capaci di spingersi al limite del razionale, in una dimensione onirica e surreale dove tutto sembra possibile e liricamente auspicabile, la coppia di fotografi americani con The Architect’s Brother ha messo a punto una poetica seducente dei tentativi umani di dominare la natura.

Una poetica arricchita da ingegnosi espedienti in mostra con Beginnings alla Catherine Edelman Gallery di Chicago, fino al 30 ottobre, che potete sbirciare nella Preview shows tutta da sfogliare del catalogo Blurb.

Beginnings
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Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison é stato pubblicato su clickblog alle 11:25 di giovedì 23 settembre 2010.

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Il ciclo della vita di Jane Fulton Alt

martedì, 21 settembre 2010
listen it it Il ciclo della vita di Jane Fulton Alt

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Ogni volta che perdiamo di vista il profondo legame che abbiamo con la natura e con i suoi cicli universali e ineluttabili, passiamo il tempo a raccogliere le macerie della nostra sconfitta, così come ogni volta che ci fermiamo a riflettere su questo genere di ‘catastrofi’ possiamo trarne considerazioni preziose per la nostra esistenza.

Con lo sguardo sedotto ed intimorito dalla forza primordiale e misteriosa della natura, quanto dalle inevitabili e spesso sorprendenti ricadute sul nostro vissuto personale ed emotivo, Jane Fulton Alt ha puntato l’obiettivo sul fuoco, sulla forza distruttiva e al contempo rigenerante delle fiamme e sull’antitesi vita-morte.

The Burn, in mostra alla Corden|Potts Gallery di San Francisco fino al 30 ottobre, è il frutto di tre anni di lavoro iniziati in concomitanza con la chemioterapia della sorella, un trattamento che come il fuoco rimuove la crescita indesiderata per consentire un ciclo di rinnovamento.

The Burn
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Il ciclo della vita e i misteri che lo regolano, vero leitmotiv di queste immagini, sembrano essere in realtà il filo conduttore dei progetti della fotografa americana, da Surviving Cancer a Crude Awakening sulla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, da On Womanhood a Katrina, raccolto in Look and Leave: Photographs and Stories from New Orleans’s Lower Ninth Ward (Center Books on the American South) Edito da University of Georgia Press, che potete sbirciare nel video a seguire.

Il ciclo della vita di Jane Fulton Alt é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di martedì 21 settembre 2010.

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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