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Articoli marcati con tag ‘internazionale’

Oreste Pipolo ospite di “Lezioni di Fotografia”

giovedì, 14 gennaio 2010

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Il magazine online ziguline.it in collaborazione con il Forum della Gioventù e l’Associazione Fotonica, presenta il secondo appuntamento del ciclo di incontri con i protagonisti della italiana ed internazionale dal titolo “Lezioni di ” che si terrà domenica 21 febbraio ad Ariano Irpino nella sala conferenze di Palazzo Forte. Dopo il primo appuntamento tenutosi a novembre e che ha visto una platea di quasi cento persone seguire la lezione del fotografo partenopeo Augusto De Luca impegnato a svelare i segreti della composizione d’immagine, domenica 21 febbraio sarà la volta di un altro fotografo napoletano considerato uno degli esponenti di rilievo per quel che riguarda la da cerimonia. Stiamo parlando di Oreste Pipolo, fotografo professionista fin dagli settanta, tra i più noti ed ambiti fotografi di matrimoni. La sua specializzazione e notorietà in questo campo è stata consacrata alla fine degli novanta dal film documentario “Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni” del regista Matteo Garrone. Viene più volte chiamato a curare seminari specializzati per fotografi desiderosi di arricchire il proprio curriculum professionale. Menzionato in saggi ed opuscoli tascabili, apprezzato da personaggi come Peppe Alario, Mimmo Iodice e Giancarlo Giannini.

Domenica 21febbraio Oreste Pipolo accompagnerà professionisti ed appassionati di verso le tecniche più raffinate inerenti la da cerimonia, attraverso il racconto della propria esperienza professionale, la condivisione del proprio bagaglio tecnico e la proiezione ragionata di alcuni dei suoi scatti più famosi.

All’incontro Interverrà il fotografo Augusto De Luca chiamato a condurre il programma della giornata e a presentare il corso di che verrà attivato ad Ariano Irpino a partire dal mese di aprile e che lo vedrà protagonista in qualità di docente di un corso di avvicinamento alla della durata di 10 settimane.

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MIMA PRESENTA – INCONTRO CON DANIEL LEE – 26/11 ORE 16 BIBLIOTECA CIVICA VERONA

mercoledì, 25 novembre 2009

28 NOVEMBRE 2009
Workshop Fotografico: “METAMORPHOSIS”
Autore: Daniel Lee

Il nuovo workshop organizzato da MiMA International Image District, in collaborazione con la rivista fotografica ZOOM, si terrà il 28 novembre e sarà dedicato all’artista e fotografo Daniel Lee.
UN WORKSHOP CON UN ARTISTA CHE DA UN DECENNIO, CON TECNICHE RAFFINATE, DEFORMA VOLTI UMANI INSIEME A QUELLI DI BESTIE E FIERE, FINO A OTTENERE CREATURE IBRIDE, ASESSUATE E COSI’ ETEREE DA SEMBRARE IMMATERIALI. UN FOTOGRAFO CONOSCIUTO E ACCLAMATO A LIVELLO INTERNAZIONALE. LE SUE OPERE HANNO PORTATO L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA PER LA MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA A LIVELLI MAI SPERIMENTATI PRIMA.

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
L’ultimo workshop fotografico del 2009 vedrà come protagonista il grande fotografo Daniel Lee. Un artista eclettico ed innovativo, autore di creazioni come “Manimals” (ossia morphing antropomorfi fotografici fra uomini e animali), di cui la virtualità delle opere è tanto più forte, quanto si pensa che queste sintetiche racchiudono corpi immaginari e velleitari, del tutto simili agli avatar e alle descrizioni che i chatter danno di sè. Un uso stressato delle tecniche di fotoritocco, che eleva ad l’uso del PC per stravolgere le identità così come le conosciamo: immobili e durature.
per informazioni: www.mima.cc / info@terzomillennium.net

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mercoledì, 25 novembre 2009

28 NOVEMBRE 2009
Workshop Fotografico: “METAMORPHOSIS”
Autore: Daniel Lee

Il nuovo workshop organizzato da MiMA International Image District, in collaborazione con la rivista fotografica ZOOM, si terrà il 28 novembre e sarà dedicato all’artista e fotografo Daniel Lee.
UN WORKSHOP CON UN ARTISTA CHE DA UN DECENNIO, CON TECNICHE RAFFINATE, DEFORMA VOLTI UMANI INSIEME A QUELLI DI BESTIE E FIERE, FINO A OTTENERE CREATURE IBRIDE, ASESSUATE E COSI’ ETEREE DA SEMBRARE IMMATERIALI. UN FOTOGRAFO CONOSCIUTO E ACCLAMATO A LIVELLO INTERNAZIONALE. LE SUE OPERE HANNO PORTATO L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA PER LA MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA A LIVELLI MAI SPERIMENTATI PRIMA.

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
L’ultimo workshop fotografico del 2009 vedrà come protagonista il grande fotografo Daniel Lee. Un artista eclettico ed innovativo, autore di creazioni come “Manimals” (ossia morphing antropomorfi fotografici fra uomini e animali), di cui la virtualità delle opere è tanto più forte, quanto si pensa che queste sintetiche racchiudono corpi immaginari e velleitari, del tutto simili agli avatar e alle descrizioni che i chatter danno di sè. Un uso stressato delle tecniche di fotoritocco, che eleva ad l’uso del PC per stravolgere le identità così come le conosciamo: immobili e durature.
per informazioni: www.mima.cc / info@terzomillennium.net

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mercoledì, 25 novembre 2009

28 NOVEMBRE 2009
Workshop Fotografico: “METAMORPHOSIS”
Autore: Daniel Lee

Il nuovo workshop organizzato da MiMA International Image District, in collaborazione con la rivista fotografica ZOOM, si terrà il 28 novembre e sarà dedicato all’artista e fotografo Daniel Lee.
UN WORKSHOP CON UN ARTISTA CHE DA UN DECENNIO, CON TECNICHE RAFFINATE, DEFORMA VOLTI UMANI INSIEME A QUELLI DI BESTIE E FIERE, FINO A OTTENERE CREATURE IBRIDE, ASESSUATE E COSI’ ETEREE DA SEMBRARE IMMATERIALI. UN FOTOGRAFO CONOSCIUTO E ACCLAMATO A LIVELLO INTERNAZIONALE. LE SUE OPERE HANNO PORTATO L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA PER LA MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA A LIVELLI MAI SPERIMENTATI PRIMA.

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
L’ultimo workshop fotografico del 2009 vedrà come protagonista il grande fotografo Daniel Lee. Un artista eclettico ed innovativo, autore di creazioni come “Manimals” (ossia morphing antropomorfi fotografici fra uomini e animali), di cui la virtualità delle opere è tanto più forte, quanto si pensa che queste sintetiche racchiudono corpi immaginari e velleitari, del tutto simili agli avatar e alle descrizioni che i chatter danno di sè. Un uso stressato delle tecniche di fotoritocco, che eleva ad l’uso del PC per stravolgere le identità così come le conosciamo: immobili e durature.
per informazioni: www.mima.cc / info@terzomillennium.net

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante -proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’ alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di : della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia -proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’ alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’ , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’ alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la .

Immagine della locandina di "Tra la perduta gente"

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una sul lavoro minorile in India e di una con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’ alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’ è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’ nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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“Sognare di Donne”

sabato, 5 settembre 2009
Fasolo_padova_2006_2
La  Galleria Fotografica
“Luigi  Ghirri”
di  Caltagirone (CT)
Inaugura
Sabato 5 Settembre 2009 ore 18,30
Una  fotografica  di
MIGNON
“Sognare di  Donne”
Presenta:
Giuseppe Pappalardo
Fotografie di:
Fatima  Abbadi
Ferdinando  Fasolo
Roberta  Lotto
Mauro  Minotto
Giorgio  Pandolfo
Giampaolo  Romagnosi
Angelo  Tassitano
Marco  Turetta
Giovanni  Umicini
Presentazione   e Libro fotografico “Mignon - Sognare di  Donne”  (POLYORAMA EDITORE – GENTE DI )

(continua…)

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IL FUTURISMO NELLA FOTOGRAFIA

sabato, 5 settembre 2009

IL FUTURISMO NELLA


Edito da: Fratelli Alinari Fondazione  per la Storia della
Distribuito da: Alinari 24 ORE
Collana: Storia della
A cura di: Giovanni Lista

Caratteristiche tecniche: formato cm 24×29, 144 pagine, 126 fotografie.
Rilegato in brossura.

Si tratta dell’unico volume del Centenario che affronta il tema specifico dei rapporti intercorsi tra l’ambiente artistico della e il futurismo inteso come approccio globale dell’, esulando quindi dalla microsociologia del movimento fondato da Marinetti.
Attraverso 126 opere corredate da una documentazione storica originale, il catalogo indaga le prime intuizioni formaliste e antinaturaliste di fine Ottocento, per analizzare poi la rivoluzione del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e i successivi esiti creativi che le teorie futuriste hanno prodotto nella italiana, aprendola alla modernità internazionale.
I generi espressivi esplorati sono la multipla, la ritrattistica, il fotodinamismo, l’immagine di stato d’animo, il fotomontaggio, il fotocollage, la manipolazione iconografica, la composizione e il camuffamento d’oggetti, la ricerca iconica, la -performance, ma anche la come strumento sociologico e ideologico, e infine come memoria o possibilità di scandire e fissare l’ufficialità e la vita interna del movimento futurista, le sue occasioni sociali o i riti che cimentavano la complicità del gruppo.
La ricchezza e la varietà degli intenti futuristi in ambito fotografico, pur collegandosi alle attività delle altre avanguardie europee, rappresentano un’esperienza unica, che applica in maniera innovativa i principi dell’ futurista: antipassatismo, sperimentazione formale e estetica, ricerca di una restituzione visiva dei valori psichici, volontà di catturare il dinamismo e il vitalismo del mondo contemporaneo.
Al di là del futurismo costituitosi intorno alla figura di Marinetti, il libro tratta così anche delle di una “cultura futurista” che ha preso forma in modo libero e indipendente, nei termini di uno sperimentalismo o di uno spirito avanguardista, investendo coscientemente la in quanto medium per eccellenza di una modernità legittimata tanto nel gesto quotidiano quanto nell’atto creativo.
Il catalogo vuole quindi rappresentare, con fotografie tratte dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari e da molte importanti collezioni italiane sia pubbliche che private, un excursus fotografico attraverso uno dei movimenti artistici più significativi del Novecento.

Prezzo di copertina €uro 38,00                                      ISBN 978-88-95849-08-9 COD. EDV0061

Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
ALINARI 24 ORE
——————————-
tel. +39-055-2395203
fax +39-055-2382857
www.alinari.it

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si inaugura la collettiva di arte contemporanea Courtesy Galleria Marconi

sabato, 5 settembre 2009

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Domenica 30 agosto alle 18.00 a Monteprandone nelle sale di Palazzo Parissi si inaugura la collettiva di contemporanea Courtesy Galleria Marconi. La , a cura di Dario Ciferri, è organizzata dal Comune di Monteprandone in collaborazione con l’Associazione Culturale Officina S. Giacomo C.A.V. e la Galleria Marconi di Cupra Marittima, e il coordinamento di Nazareno Luciani.

Marco Bernacchia, Roberto Cicchinè, Peter De Boer, Francesca Gentili, Maicol e Mirco, Fabio Mantovani, Sabrina Muzi, Niba, Marco Scozzaro, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati sono gli artisti che espongono i propri lavori nello storico palazzo monteprandonese.

“Portare l’ contemporanea in un palazzo storico di un borgo medievale immerso tra le colline, ma con un occhio aperto verso il mare Adriatico, è la possibilità offerta dall’organizzare una a Monteprandone. La cittadina marchigiana da sempre è attenta all’ contemporanea, anche grazie all’azione continua dell’Associazione Culturale Officina S. Giacomo C.A.V. e del suo coordinatore Nazareno Luciani. Palazzo Parissi è stato un esempio splendido di questo incontro.

‘Courtesy Galleria Marconi’ si pone in questa tradizione, ovvero portare a Palazzo Parissi l’ contemporanea presentando uno spaccato dell’attività culturale della Galleria Marconi di Cupra Marittima, allestendo una collettiva con gli artisti che intorno ad essa ruotano, collaborando a farne crescere il progetto culturale. Una sfida interessante, proposta molte volte ma sempre affascinante, perché far convivere un edificio storico con opere contemporanee pone sempre la ricerca di un equilibrio. La collettiva è una nuova tappa di “Sfiorando l’orizzonte. Tra le suggestioni dell’ e gli incanti del paesaggio”, la rassegna di contemporanea che dal 2006 invita alla sosta e all’osservazione, a riflettere sulle possibilità di incontro di e paesaggio. […]

Courtesy Galleria Marconi è l’occasione per vedere le opere di alcuni degli artisti più interessanti del panorama nazionale, per gettare anche uno sguardo verso quello internazionale e per dare vita a collaborazioni che nascono da progetti di qualità in sintonia con la ricerca culturale della Galleria Marconi”. (Dario Ciferri)

La può essere visitata dal 30 agosto al 27 settembre dalle 17.00 alle 20.00

Scheda tecnica

Titolo: Courtesy Galleria Marconi

Curatore: Dario Ciferri

Artisti: Marco Bernacchia, Roberto Cicchinè, Peter De Boer, Francesca Gentili, Maicol e Mirco, Fabio Mantovani, Sabrina Muzi, Niba, Marco Scozzaro, Rita Soccio, Rita Vitali Rosati

Testo: Dario Ciferri

Dal 30 agosto al 27 settembre

Orario: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00

Palazzo Parissi

Vicolo della Dama

Monteprandone (AP)

Tel 0735 62545

Info

Galleria Marconi

c.so Vittorio Emanuele, 70

Cupra Marittima (AP)

0735 778703

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CONCORSO FOTOGRAFICO INTERNAZIONALE “CITTA’ DI CIAMPINO”, 7° ed. – TEMA: “COMUNICARE L’AMBIENTE”

sabato, 5 settembre 2009
Città di Ciampino
Regione Lazio
Associazione Officine Fotografiche
Bimestrale di e Video
Gli assessorati alla Comunicazione ed all’Ambiente della Città di Ciampino – con il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Roma, e la collaborazione tecnica di Officine Fotografiche e della rivista Tutto Digitale – presentano la settima edizione del Concorso Fotografico “Città di Ciampino”, quest’ internazionale.
Il tema del concorso è “Comunicare l’ambiente”. Il primo premio è di 2.500 euro; altri premi per la miglior proveniente dalla Regione Lazio e dal Comune di Ciampino, oltre che un premio per il miglior giovane.
I partecipanti dovranno inviare il proprio dossier  presso il Comune di Ciampino entro le ore 12.00 di lunedì 26 ottobre 2009. Al concorso è ammessa la partecipazione di cittadine e cittadini di ogni parte del mondo, sia professionisti che videoamatori.
Come ogni , la partecipazione al concorso è gratuita e l’invio delle può avvenire anche via mail.
La qualità delle opere e la professionalità della giuria, composta da professionisti del settore, è garantita dalle collaborazioni tecniche con l’associazione Officine Fotografiche e con la rivista specializzata Tutto Digitale.
Link: http://www.comune.ciampino.roma.it/home/index.php?option=com_content&task=view&id=1336&Itemid=11
Email address: ciampinoweb@comune.ciampino.roma.it
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