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Articoli marcati con tag ‘inghilterra’

Bruce Gilden in Inghilterra

domenica, 17 aprile 2011
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Bruce Gilden è un grande fotografo che si dedica alla Street Photography. In questo video lo potete vedere in azione nella città di Derby.

Lui segue alla lettera quel che disse Robert Capa: “se non è venuta bene, non eri abbastanza vicino”. Si avvicina agli ignari passanti senza che si accorgano della sua presenza mentre sono immersi nei loro pensieri ed al momento più opportuno sfodera fotocamera e flash per immortalare l’espressione dei loro volti prima che si tramuti per la sorpresa di una foto rubata così.

Il modo in cui fotografa richiede molta precisione, allenamento e velocità per poter scattare al momento giusto, illuminando correttamente il soggetto con il flash.

Via | BJPOnline

Bruce Gilden in Inghilterra é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di venerdì 15 aprile 2011.

 Bruce Gilden in Inghilterra
 Bruce Gilden in Inghilterra

 Bruce Gilden in Inghilterra  Bruce Gilden in Inghilterra

 Bruce Gilden in Inghilterra

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Uccelli marini tra Scozia e Inghilterra

martedì, 23 novembre 2010
listen it it Uccelli marini tra Scozia e Inghilterra

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La situazione del Pakistan

mercoledì, 8 settembre 2010
listen it it La situazione del Pakistan

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Le inondazioni che hanno investito il Pakistan per oltre un mese ora hanno lasciato una zona grande quando l’Inghilterra devastata.

In maniera più o meno grave sono state colpite 167 milioni di persone con danni che si ipotizzano attorno ai 43 miliardi di dollari e quasi 2000 morti. La distruzione di 3,6 milioni di ettari di campi, 1,2 milioni capi di bestiame e 6 milioni di capi di pollame rendono tragica anche la ricerca del cibo.

BigPicture ha realizzato un’ottima galleria che vi mostra la situazione attuale con foto recenti.

Via | BigPicture

La situazione del Pakistan é stato pubblicato su clickblog alle 09:30 di martedì 07 settembre 2010.

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La foto più taggata

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it La foto più taggata

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Durante il Glastonbury Festival è stata scattata una fotografia panoramica in cui si possono vedere le circa 70.000 persone durante la pausa fra i due tempi di Inghilterra-Slovenia.

Da quanto è stata caricata online grazie al Facebook Connect sono già più di 2.500 le persone che si sono taggate rendendo questa la foto più taggata di tutta la storia.

Un’idea carina per sfruttare le nuove tecnologie.

Via | Mashable

La foto più taggata é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di giovedì 01 luglio 2010.

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Relics of the Cold War di Martin Roemers

domenica, 6 giugno 2010
listen it it Relics of the Cold War di Martin Roemers

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Ogni guerra e conflitto lascia tracce indelebili e macerie più o meno visibili, anche la cosiddetta guerra fredda, che pur senza sfociare mai in un vero conflitto armato, per un quarantennio ha diviso la storia, la cultura e i destini dell’est da quelli dell’ovest.

Con la caduta del muro di Berlino, a partire dal 1989 le reliquie della guerra fredda hanno cominciato ad acquisire un valore differente, prezioso per un futuro che cerca di ricostruire per la pace, anche grazie a progetti come Relics of the Cold War di Martin Roemers, edito da Hatje Cantz.

Il libro raccoglie 73 fotografie di queste “tracce”, realizzate dal fotografo olandese in entrambi i lati della cortina di ferro, dalle caserme agli aerodromi, dai campi di addestramento ai ripari di incursione aerea, dai rifugi anti atomici ai siti per i missili nucleari.

Relics of the Cold War by Martin Roemers
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Fotografie davvero eloquenti raccolte da Martin Roemers per oltre un decennio ad est e ovest della cortina, dalla Germania all’Inghilterra, dai Paesi Bassi al Belgio, dalla Polonia alla Repubblica ceca, dall’Ucraina alla Russia, dalla Lituania alla Latria.

Un libro davvero interessante e immagini esposte al Krasnoyarsk Museum Center russo fino al 15 settembre 2010 con “P.S. Distress” dedicato 65 ° Anniversario della fine della II Guerra Mondiale e della vittoria sovietica sulla Germania nazista, alle quali Daylight Magazine ha dedicato un video, e in definita qualcosa di rilevante sul quale riflettere.

Relics of the Cold War di Martin Roemers é stato pubblicato su clickblog alle 14:00 di domenica 06 giugno 2010.

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Eadweard Muybridge in mostra alla Tate Britain in autunno

lunedì, 3 maggio 2010
listen it it Eadweard Muybridge in mostra alla Tate Britain in autunno

0a3a0c7ca85a6d19311aba6f065257a3 Eadweard Muybridge in mostra alla Tate Britain in autunno

Eadweard Muybridge è stato un pioniere della fotografia, soprattutto della fotodinamica. Alle sue ricerche, condotte nella seconda metà dell’800, sui soggetti in movimento la storia della fotografia deve ancora moltissimo. Persino l’anatomia gli è in parte debitrice visto che è solo grazie ai suoi studi fotografici sui cavalli al galoppo che si è scoperto che per un brevissimo istante tutte e quattro le zampe del cavallo non toccano il suolo durante la corsa.

Eppure, anche per via di una storia personale piuttosto travagliata e dell’aver lavorato e vissuto perlopiù negli Stati Uniti, il suo paese d’origine, l’Inghilterra, non gli aveva mai dedicato una mostra davvero completa. Rimedierà nel prossimo autunno la Tate Britain con un’esibizione dei suoi lavori che si promette monumentale e pressoché completa. Oltre 150 i lavori esposti, molti dei quali mai visti in precedenza dal pubblico europeo.

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L’importanza della fotografia per gli studi pittorici di Francis Bacon

lunedì, 3 maggio 2010
listen it it Limportanza della fotografia per gli studi pittorici di Francis Bacon

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A Compton Verney, nello Warwickshire, Inghilterra, è stata allestita una piccola mostra per dimostrare un punto importante nella pittura di Francis Bacon e quindi per la percezione da parte del pubblico dei suoi lavori, e cioè il ruolo che la fotografia ha ricoperto negli studi preparatori pittorici dell’artista.

Bacon, il cui tema prevalente è stata la figura umana, raramente dipingeva dal vivo i nudi, piuttosto dipingeva direttamente sulla tela senza disegni preparatori. Si è spesso detto che il risultato finale fosse l’espressione di sue immagini inconsce.

La mostra, Francis Bacon: In Camera, vuole dimostrare come in realtà l’artista, per ogni nuova tela, partissse sempre da un’immagine preesistente trovata in una rivista o in un libro fotografico. Una volta trovata l’immagine ispiratrice, Bacon la utilizzava come stimolo o come mezzo per accedere al suo inconscio.

E’ la prima volta che una mostra si focalizza sul metodo di lavoro e sull’origine del materiale impiegato da Bacon. A parte alcuni dipinti significativi realizzati tra il 1944 e il 1989, l’esposizione comprende materiale d’archivio dello studio dell’artista, che si trovano oggi a Dublino, presso la City Gallery The Hugh Lane, oltre a spezzoni di video e still fotografici. Scatti di Muybridge e John Deakin sono stati disposti accanto ai dipinti, come punti di riferimento per capire il percorso di Bacon. Fino al 20 giugno.

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Michael Kenna "Immagini del settimo giorno"

mercoledì, 28 aprile 2010
listen it it Michael Kenna "Immagini del settimo giorno"

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La maestà dei paesaggi di Michael Kenna, innaturalmente silenziosi e poeticamente eloquenti, sarà la protagonista della ricca antologia Immagini del settimo giorno, inaugurata l’8 maggio a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, in occasione della quinta edizione di Fotografia Europea.

La mostra curata da Sandro Parmiggiani, ripercorre l’iter creativo del grande maestro inglese attraverso 290 immagini in bianco e nero, di cui 60 inedite, in parte dedicate alle sfumature del paesaggio reggiano, in parte ai riflessi e alle geometrie di quello lagunare veneziano.

Le Immagini del settimo giorno abbondano di nebbie del crepuscolo, brume dell’alba, orizzonti infiniti, cupe silhouette, dei paesaggi urbani e rurali, dell’Inghilterra degli anni ‘70 e ‘80, ma anche delle piramidi egizie e maya, delle statue dell’Isola di Pasqua, dei mulini a vento contro cui combatté Don Chisciotte nella sua Mancia.

Michael Kenna Immagini del settimo giorno
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Fino al 18 luglio 2010, l’occasione davvero imperdibile sarà propizia per evocare memorie lontane e sfiorare con lo sguardo il profilo del monastero di Mont-Saint-Michel, le statue abbandonate a se stesse nei giardini di Francia, il carro di Apollo a Versailles, le sinistre rovine del Désert de Retz, le costruzioni solitarie di San Pietroburgo, ma anche “L’impossibile oblio” dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.

Il catalogo Skira accompagna la mostra con testi di Pierre Bonhomme, Ferdinando Scianna, Sandro Parmiggiani, mentre alle recenti immagini di Venezia è dedicato il volume edito dall’americana Nazraeli Press.

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Josh Murfitt

lunedì, 1 giugno 2009
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pubblicato da naomi in: Giovani fotografi

a9fe1dcb16c5a9e247f5bdbe39505e7a Josh MurfittQuesto giovane fotografo britannico è nato nel Keighley e ora vive a South Shropshire, in Inghilterra. Le fotografie presenti sul suo sito personale sono divise in tre macro categorie e sono semplicemente denominate come One, Two e Three.

Josh Murfitt racconta i luoghi e il mondo che gli gira attorno descrivendoci, attraverso suggestive immagini di paesaggio e di scorci naturali, il suo Paese e la bellezza della natura. In One ad esempio abbiamo immagini della Scozia, dove dettagli di stanze e camere si alternano agli scorci naturali che si possono presumibilmente ammirare da queste abitazioni.

Nella sezione Two abbiamo invece la prevalenza di paesaggi “selvaggi” e con una visione più ampia e distesa. Infine in Three ritorniamo ad alternare l’opera dell’uomo inserita nella natura, sempre tenendo un occhio di riguardo a scorci paesaggistici interessanti e suggestivi. Se volete vedere ulteriori immagini di questo fotografo, vi consiglio di fare un salto sul suo account di Flickr.

Via | balcony smoker

Fotografie di Josh Murfitt

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Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

sabato, 14 marzo 2009
listen it it Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo Vedute e Visioni presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

aa2282522c22454d2f95cf3e78245490 Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo Vedute e Visioni presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

Venerdì 20 Marzo 2009 alle ore 20,00 sara inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).

La mostra, alla presenza dell’Autore, sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF), da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF) e da Pippo Pappalardo (Critico Fotografico); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino al 6 Aprile 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.

Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it

(continua…)

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MamtaArt.com

giovedì, 21 febbraio 2008
listen it it MamtaArt.com

0845df95f5bc6864778eb9a093eff301 MamtaArt.comMamta Baruah Herland è un’artista proveniente dall’India trapiantata ad Oslo dopo una parentesi di studio delle arti visivi al college di Sidney, in Australia e pittura presso l’università di Southampton in Inghilterra.
Fotografia, pittura, scultura ed arte digitale, si mescolano nel portfolio Mamta, senza soluzione di continuità.

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Edward Sheriff Curtis

mercoledì, 20 febbraio 2008
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acefa07b20ed80d514caef8568c3d2ed Edward Sheriff Curtis « È un sogno così grande, che non riesco a vederlo tutto! »
(Edward Sheriff Curtis)
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Il più conosciuto autoritratto di Edward Sheriff Curtis

Edward Sheriff Curtis (Whitewater, 16 febbraio 1868 – Los Angeles, 19 ottobre 1952) è stato un esploratore, etnologo e fotografo statunitense. Ha legato il suo nome allo studio dell’epopea del West e dei nativi americani, popolo del quale è stato un profondo conoscitore.

Figlio del reverendo Johnson Asahel Curtis (1840-1887), veterano della guerra di secessione americana, e di Ellen Sheriff (1844-1912), Curtis nacque a Whitewater, nello stato del Wisconsin. I suoi genitori erano originari, il padre, dell’Ohio, e la madre della Pennsylvania.

Gli avi della madre provenivano dall’Inghilterra mentre quelli del padre risiedevano in Canada. Ebbe un’infanzia tranquilla, trascorsa in buona parte ad accompagnare lungo i fiumi il padre che raggiungeva in canoa le località nelle quali si recava a predicare.

Mise la sua macchina fotografica al servizio di quello che si rivelerà lo scopo primario della sua esistenza, ovvero fotografare – tanto in senso etimologico quanto filosofico – i volti e le situazioni che segnavano la forzata decadenza dei nativi americani appartenenti alle ottanta tribù ancora esistenti fra la fine dell’Ottocento e gli albori del XX secolo. Avrebbe, alla fine, raggiunto il suo scopo: compilare una sorta di inventario ragionato – e per immagini – del fenomeno che di lì a poco sarebbe di fatto scomparso e che riguardava l’intero popolo dei pellerossa stimato solo un secolo prima, in piena età dei lumi, in oltre un milione di persone, ma che sarebbe sceso – quando l’opera di Curtis vedrà la luce – a meno di quarantamila.

(continua…)

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