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ROMA CITTÀ DIALETTICA. ARCHITETTURA, PAESAGGIO, FOTOGRAFIA A CURA DI STEFANIA RÖSSI, MASSIMO SORDI

giovedì, 14 aprile 2011
listen it it ROMA CITTÀ DIALETTICA. ARCHITETTURA, PAESAGGIO, FOTOGRAFIA A CURA DI STEFANIA RÖSSI, MASSIMO SORDI

Strumento imprescindibile per la lettura del paesaggio urbano contemporaneo la fotografia è consente di misurarsi con le categorie del reale e riflettere intorno ad esse a partire da condizioni concrete. La conformazione delle città, la dimensione degli isolati, così come la singolarità degli edifici, costituiscono i frammenti di uno stesso insieme, i brani di un paesaggio disponibile a rinnovarsi, ogni giorno, attraverso le consuetudini dei suoi abitanti. La fotografia invita perciò a osservare il ritmo del quotidiano e a interpretare, superando la dimensione superficiale degli oggetti, le relazioni che intrinsecamente instauriamo con i luoghi. Piccoli o grandi interventi dell’uomo, progetti di riqualificazione o rigenerazione urbana, mostrano un costante mutare dei luoghi a cui si legano implicitamente identità sempre nuove.

Il workshop intende fornire gli strumenti utili all’acquisizione di una struttura metodologica finalizzata all’indagine fotografica. Il tema assunto come oggetto di studio è un brano della città di Roma, un microcosmo del quotidiano che mostri con evidenza i processi di trasformazione in atto. Alle lezioni teoriche, propedeutiche alla breve campagna fotografica, seguirà una discussione sui singoli lavori. Le considerazioni sulle immagini prodotte saranno orientate alla selezione di una sequenza fotografica compiuta e mirata alla costruzione di un progetto fotografico.

Programma

Venerdì 20 maggio

Ore 16:00 – 19:00

Incontro e presentazione degli autori e introduzione al lavoro

Sabato 21 maggio

Ore 10:00 / 13:00 e 15:30 18:00

Parte pratica su un percorso individuato dai Master

Domenica 22 maggio

10:00 / 13:00

Analisi e commento dei Master al lavoro selezionato dai partecipanti

Costi: 180,00

Partecipanti: Min. 8 Max. 15

Per informazioni e prenotazioni: of@officinefotografiche.org |www.officinefotografiche.org Tel. +39 065125019

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Nota Biografica

NOTA BIOGRAFICA

Massimo Sordi si è laureato in Architettura allo IUAV con il prof. Italo Zannier. Dal 2001 è professore a contratto dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena, dove insegna Storia e Tecnica della Fotografia e gestisce tutte le attività legate alla fotografia.  Coordinatore del Comitato Scientifico di SIFEST, Savignano Immagini Festival, per il quale ha curato importanti mostre monografiche e collettive e seguito progetti fotografici sul territorio e workshops.  Curatore insieme a Stefania Rössl del progetto sulla giovane fotografia internazionale Global Photography, presentato in molte città italiane con mostre e cataloghi nel 2009, 2010 e 2011.
Il suo lavoro fotografico, esposto presso gallerie e festival, è stato pubblicato su libri, riviste e cataloghi italiani ed internazionali. Nel 2008 è stato uno degli artisti scelti da Linea di Confine per una campagna territoriale nell’ambito della costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità TAV Milano-Bologna. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca ministeriali volti ad indagare la realtà del territorio italiano.
La sua prima monografia “Indian photographs” è stata pubblicata a settembre 2010.

Stefania Rössl (Liestal 1965) si laurea in Architettura allo IUAV. Frequenta il D.E.A. Projet architectural et urbain, presso l’École d’Architecture di Paris Belleville. Dal 2001 è ricercatore presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dove insegna Composizione Architettonica e Urbana, affianca all’attività didattica quella di responsabile scientifico del Laboratorio di Fotografia. Dal 2004 collabora con Fondazioni di Ricerca e Università indiane approfondendo il tema della trasformazione del paesaggio e della città. Ha ideato e organizzato il progetto Sguardi sul paesaggio italiano; in qualità di membro del comitato di Savignano immagini dal 2007, ha curato diversi progetti di ricerca e workshop. Coordinatrice del Comitato Scientifico di SIFEST assieme Massimo Sordi, ha affiancato all’elaborazione di progetti sul territorio la curatela di importanti mostre monografiche e collettive: Roger Ballen, Joakim Eskildsen, Simon Roberts, Marco Zanta, Andrew Phelps, Global Photography, etc.

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PIÚ FALSO DEL VERO

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it PIÚ FALSO DEL VERO

Fotografie di Tommaso Bonaventura, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa, Angelo R. Turetta

29 marzo – 23 aprile 2011

Officine fotografiche

Inaugura martedì 29 marzo alle 18:30 presso la sede di Officine fotografiche a Roma la mostra Più falso del vero. Fotografie di Tommaso Bonaventura, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa, Angelo R. Turetta. La mostra, a cura di Alessandra Mauro, è organizzata da Soluzioni Arte in collaborazione con Contrasto. 7c36574d70aa32fb6d95cbf025a7cf7e PIÚ FALSO DEL VERO

Le diciotto immagini esposte propongono una serie di progetti visivi che giocano con la sottile linea di confine tra la verità e l’illusione.

Siamo portati a credere che la fotografia sia rappresentazione fedele della realtà, quando invece il confine fra inganno e finzione, vero e autentico, è molto più labile e si nasconde dietro le lenti dell’obiettivo e nelle scelte delle inquadrature. È invece necessario superare l’idea che la fotografia riproduca l’oggetto della sua indagine così com’è poiché, come dice Michele Smargiassi, questo linguaggio “non è in grado di mentire negando il vero” ma più spesso lo fa affermando il falso, creando delle visioni che se per certi aspetti restano fedeli al reale, per altri sono terribilmente infedeli.

In mostra ci sono i bagnanti di Cicconi Massi, che fluttuano per le spiagge dell’Adriatico in una luce tanto abbagliante da renderli forme visibili, quasi senza dimensione fisica; le ville e i giardini di Massimo Siragusa, sempre in bilico tra rappresentazioni oniriche e visioni della realtà.

Del resto, i sosia di Mao ritratti da Tommaso Bonaventura sono certamente veri, come veri sono gli edifici che Stefano Cerio ha ripreso nelle periferie delle nostre città ma che risultano talmente falsi da finire per esserlo veramente.

E se siamo disposti a riconoscere come finzione la messa in scena dei set cinematografici di Angelo Turetta, possiamo dichiarare veramente false anche le immagini di Daniele Dainelli, che riprendono scene bucoliche incollate in grandi poster metropolitani, lungo i muri di una città caotica come Pechino.

Ognuno a suo modo, i sei diversi autori hanno cercato di raccontare l’ambiguità ma anche la meraviglia che l’illusione della realtà può creare davanti all’obiettivo fotografico per la gioia dei nostri sensi, pronti a lasciarsi consapevolmente ingannare dalla fotografia. “Vi chiedo di non credere più ciecamente alle fotografie, vi chiedo però di credere ancora nelle fotografie”

Inaugurazione 29 Marzo ore 18,30

OFFICINE FOTOGRAFICHE

Via Libetta 1, Roma. Ingresso gratuito

INFO: 06.5125019

www.officinefotografiche.org


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La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

venerdì, 6 agosto 2010
listen it it La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

def8a6f2265a29d5ae5c172748554940 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado è la mano che raccoglie, scava, costruisce,è il simbolo di culture, lavori ed esistenze raccontate dall’obiettivo e dallo sguardo del grande fotografo brasiliano in più di trenta reportage in giro per il mondo.

Sono mani di uomini, donne e bambini, che raccolgono tè nelle piantagioni del Ruanda e canna da zucchero a Cuba e in Brasile, mani che costruiscono l’Eurotunnel e canali d’irrigazione del Rajasthan. Sono le mani che scendono nelle miniere d’oro della Serra Pelada in Brasile e in quella di zolfo in Indonesia, che si temprano nelle acciaierie in Kazakhstan e in mare, nella tonnara siciliana.

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado rimane una preziosa indagine antropologica, consacrata nel 1993 con una mostra ed un libro edito in Italia da Contrasto, che dopo aver fatto il giro del mondo, resterà in mostra con oltre sessanta fotografie in bianco e nero a Palazzo Pardi di Colonnella (TE).

Sebastia?o Salgado La mano dell’uomo
e1495d025465abd3b9cc5047c76f2a0b La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 92c8f9808c349657d18319386087ca50 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado ad107783078dbad23b4ab2b83a2bf822 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 0d6ff4b633678b9d995470b120b56f87 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

Una mostra ancora più preziosa alla luce di un’epoca in cui macchine e tecnologia prendono il posto delle mani, curata da Amazonas Images, la struttura autonoma fondata dallo stesso Salgado, e organizzata dal Comune di Colonnella in collaborazione con Contrasto, visitabile fino al 31 agosto 2010.

In questa piccola gallery:

1_La raccoltà del te vicino a Cyangugu, Rwanda, 1991
2_Un gruppo di pescatori partono al mattino presto per la mattanza, Trapani, Sicilia, 1991
3_Una famiglia partecipa, come da tradizione, alla costruzione del canale, Rajasthan, India, 1989
4_le immagini esposte a Palazzo Pardi di Colonnella
5_la locandina della mostra affiancata dalla copertina del libro edito da contrasto

La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado é stato pubblicato su clickblog alle 11:27 di venerdì 06 agosto 2010.

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Gabriele Basilico Istanbul 05.010

martedì, 6 luglio 2010
listen it it Gabriele Basilico Istanbul 05.010

98864b60593ebc4131c69c2a0585e1b2 Gabriele Basilico Istanbul 05.010

Dopo la periferia industriale di Milano, la trasformazione del paesaggio francese e l’indagine su quello urbano di Mosca, o di una Beirut devastata dalla guerra civile, il contributo iconografico dello spazio urbano indagato da Gabriele Basilico sarà in mostra con Istanbul 05.010.

Da 16 settembre al 31 ottobre 2010, la Fondazione Stelline di Milano ospiterà le immagini di una megalopoli in cui convivono aree storiche consolidate e nuove dinamiche evolutive, tradizioni radicate e aspettative per il futuro.

Fotografie che documentano la trasformazione della città che scandisce il ‘ritmo dell’identità urbana’, realizzate nel 2005 per la IX Biennale Internazionale di Istanbul, e nel 2010 in occasione di Istanbul Capitale Europea della Cultura.

Gabriele Basilico, Istanbul 05.010
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Gabriele Basilico Istanbul 05.010 é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 06 luglio 2010.

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IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

venerdì, 28 maggio 2010
listen it it IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

La prima edizione della Festa dell’Architettura, Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo è un evento che celebra lo spazio, la progettazione e la costruzione degli edifici. La rassegna che si svolge dal 9 al 12 giugno 2010, propone una lettura della città e dell’architettura contemporanea. Un fitto programma di appuntamenti fatto di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti, sarà presentato alla stampa venerdì 4 giugno 2010, alle ore 12.00, in Campidoglio.

I luoghi della Festa sono quattro: la casa dell’architettura – acquario romano, l’auditorium parco della musica, il maxxi museo nazionale delle arti del XXI secolo e il macro testaccio cui si aggiungono oltre cinquanta eventi collaterali.  Tra questi anche Officine Fotografiche con un gruppo di fotografi i quali attraverso sequenze di immagini hanno ripercorso e interpretato il territorio metropolitano dell’Eur, un quartiere della Capitale che tanto ha ispirato architetti, registi, artisti e fotografi.

L’EUR è un acronimo che ricorda che il quartiere fu ideato in occasione dell’esposizione universale di Roma. Nel quartiere Europa, così come indicato nella toponomastica del Comune di Roma, l’uomo è stato sempre figura di secondo piano rispetto agli elementi architettonici del paesaggio monumentale. IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA è un’indagine volta a fermare un periodo storico significativo del cambiamento in atto. Il rumore delle idrovore che pescano acqua dal fondo degli scavi, le sirene delle gru, il ferro che batte contro il ferro, il ruggito dei camion che entrano ed escono dai cantieri, il vociare lontano degli operai, rompono oggi quel silenzio assordante del passato proiettando il nuovo E2010 verso il futuro. La maestosità delle opere contemporanee si andrà a confrontare con un’idea del passato, frutto della volontà di grandezza di un regime, al pari di un avvenente modello che entra nella stessa vetrina dove un altro, un po’ datato, fa bella mostra di sé. La Nuvola di Fuksas, la Torre Giardino di Renzo Piano, l’Europarco, l’Acquarium virtuale Mare Nostrum, la Città dell’Acqua, sono gli ambiziosi progetti che segneranno la fine dell’epoca dei colletti bianchi rinchiusi nei loro cubi di travertino di vetro e ferro; del Velodromo Olimpico e del Parco Luneur, che hanno fatto gioire tanti giovani della seconda metà del secolo scorso. La mostra scaturita da questo impegno è l’insieme delle idee di dodici fotografi che hanno affidato ad articolate sequenze di tre fotogrammi, anziché a singoli scatti, sintesi documentarie, narrative e creative dei diversi stati d’animo che un quartiere come l’EUR è in grado di suscitare.

L‘evento promosso dall‘Associazione Culturale Officine Fotografiche è patrocinato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

MOSTRA FOTOGRAFICA COLLETTIVA:

Partecipanti:

Massimo Bottarelli; Maurice Carucci; Luisa Cobianchi; Giuseppe D’Amico; Fulvia Delfino; Milka Gangemi; Luca Guerri; Daniele Loi; Giorgio Mazzacurati; Ernesto Notarantonio;  Alberto Placidoli; Angela Villari; Fabio Viscardi.

Curatori: Alberto Placidoli

Informazioni tecniche:

Dal 12 al 25 giugno  2010 – Dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle 20

Ingresso libero

Presso la sala espositiva di Officine Fotografiche

Via casale de Merode 17/A, 00147 –Roma

Tel/Fax 06 5125019

of@officinefotografiche.org

www.officinefotografiche.org

Tutte le informazioni sono anche sul sito internet ufficiale della Festa dell’Architettura di Roma www.indexurbis.it

Comunicazione e Ufficio Stampa

Ass. ne Culturale Officine Fotografiche

Renata De Renzo

Cell. +39 380 4356552

press@officinefotografiche.org

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“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

lunedì, 24 maggio 2010
listen it it “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

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Quando hai tutto ma ti sembra di aver perduto le cose importanti, è il momento di guardare altrove, lontano, o forse solo con più attenzione quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, alla quotidianità che non mente mai sulla nostra natura, sui bisogni imprescindibili che ci fanno percorrere tutti i giorni la strada giusta o quella sbagliata.

Questo bisogno di arricchire il proprio sguardo di quotidianità e punti di vista diversi può condurre ovunque, dal marciapiede sotto casa al villaggio aborigeno, ma puntare lo sguardo sul profondo legame che abbiamo con la terra, il territorio e quelle pratiche millenarie che hanno attraversato le soglie del tempo e resistito alle derive del progresso, ha il potere di mostrare l’essenziale, quello di cui abbiamo sempre avuto bisogno e dovremmo riscoprire o non dimenticare.

Un legame che la sensibilità di alcuni fotografi individua meglio di altri, e alle volte finisce per caratterizzarne lo sguardo e gli obiettivi, come nel caso dell’ingegnere e fotografo trentino Christian Cristoforetti, Mountain Forum Global Prize 2007 “ICIMOD”, che collaborando con istituti di ricerca etnografica e sociale e case editrici nazionali ed internazionali, ha ritratto tradizioni artigianali ed esistenze profondamente legate alla terra e ai suoi frutti, ha seguito le tracce dei grandi greggi transumanti dell’arco alpino, e raccontato la quotidianità dell’Africa rurale nel progetto in progress “PENTH-MI. Piazza della parola”.

PENTH-MI
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Dopo un ampio lavoro di indagine condotto tra i pastori “nomadi” dell’arco alpino nel quadro del progetto Alpinet Gheep, raccolto nel volume edito da Giunti “PASTORI NELLE ALPI. Storia e testimonianze” e in mostra al 57° Trento Film Festival, Christian Cristoforetti è partito per l’Africa, con l’obiettivo di condividere con il mondo intero le immagini, i ritmi e i rituali di un paese profondamente legato alla madre terra, sicuramente in antitesi con quello occidentale, ma forse proprio per questo da salvaguardare.

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Mentre una parte del mondo muore per far vivere a pochi un vita effimera, e l’Africa si impoverisce a causa di politiche economiche e sociali votate al profitto di paesi che contraccambiano con briciole e rifiuti, PENTH-MI, in lingua wolof (o Uolof) “piazza della parola” e nome della storica radio che nel corso degli anni settanta ha dato voce ai contadini del sud del Senegal, si propone di mostrare da una prospettiva diversa modelli di esistenza alternativi a quelli occidentali.

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Nel progetto rivolto alle comunità senegalesi che orbitano attorno al villaggio di Burukundà, nella fascia semi-desertica del Sahel, dove i villaggi rurali sorgono attorno al pozzo comune dell’acqua, e la comunità di agricoltori, pastori, pescatori, lavoratori stagionali e piccoli artigiani di popolazioni indigene provvede ad ogni bisogno, lontana anni luce da asfalto, illuminazione, criminalità e discriminazione, la fotografia in bianco e nero di Christian Cristoforetti, scelta per riproporre toni e atmosfere dei villaggi rurali africani di oggi come nelle immagini di inizio secolo, mostra le emozioni e i ritmi della quotidianità, rafforzata da interviste, leggende, proverbi e canzoni locali, nel tentativo di salvaguardarne una cultura tradizionale esclusivamente orale.

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Un grande progetto con l’obiettivo di “distribuire farmaci e vestiario di prima necessità, favorire la scolarizzazione di base, sviluppare un percorso di mediazione culturale, avviare un progetto di indipendenza alimentare che punta sullo sviluppo dell’allevamento e dell’agricoltura sostenibile, la realizzazione un nuovo pozzo comunitario per i villaggi, la costruzione di un piccolo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti comuni dell’agricoltura, e la fornitura di bestiame e sementi per sanare la situazione di insufficienza alimentare, che interessa l’intera regione sin dalla siccità degli anni Settanta”.

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Un progetto in progress che beneficia del sostegno dell’associazione rurale Box Suxali Sunu Gox, partner locale del progetto “KOM – KOM”, promosso dalla Onlus di volontariato “La Savana”, che opera in Senegal con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza.

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Una selezione di immagini del reportage di “PENTH-MI”, è stata recentemente esposta nell’ambito della manifestazione di arte e giornalismo “Rintracciarti CARTA BIANCA: il diritto di sapere, il dovere di informare”, presso il Palazzo della Ragione di Mantova.

Dal 3 al 18 giugno, il Festival ECONOMIA di Trento ospiterà 37 stampe fine art (Epson Professional bianco nero, 50×70 cm) montate su lastra composita di alluminio (dibond) e 7 gigantografie su tela pittorica (180×180 cm) del reportage di Christian Cristoforetti negli spazi di palazzo Saracini Cresseri, ma le immagini itineranti a caccia di spazi pronti ad accoglierle e occhi desiderosi di guardare, potrebbero anche essere presto raccolte in un libro.

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Le fotografie raccontano l’arrivo nel villaggio di Burukundà e i ritmi della comunità nei giorni immediatamente successivi, e in un certo senso sono anche un omaggio a Mamadou, presidente della onlus “La Savana”, un tempo pastore peul del sud del Senegal, che la siccità ha spinto ad affrontare un viaggio clandestino attraverso l’Algeria, la Libia, la Grecia e infine l’Italia, e dopo quasi quaranta anni può far ritorno al suo villaggio portando con se un fotografo (Christian Cristoforetti), tanti progetti e un nuovo pozzo …

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CORPI MACCHINA:
Nikon D2X e D200

OBIETTIVI:
Nikon 10.5/2.8; 12-24/4; 18-200/3.5 – 5.6 VRII; 50/1.2; 300/2.8

LAMPEGGIATORI:
Flash Nikon SB900 e SB600

“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 24 maggio 2010.

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Berlino: città senza confini – workshop di reportage con Marco Vacca

venerdì, 2 ottobre 2009
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In occasione del 20 anniversario della caduta del muro di Berlino phlibero propone un’indagine fotografica sui luoghi simbolo dell’unificazione tra Germania Est ed Ovest: Checkpoint Charlie,  Alexanderplatz, il quartiere Mitte, Potsdamer Platz. Uno sguardo al passato per cogliere il senso della trasformazione avvenuta in questi vent’anni e aprire un finestra sul presente.

Il workshop si svolgerà a cavallo del Festival of Freedom culmine di un anno di eventi commemorativi http://www.mauerfall09.de/en/home  tra cui la grande mostra in Potsdammerplatz Peaceful Revolution 1989/90  (700 fotografie e documenti che per ricordare le proteste della primavera dell’89 organizzate dagli attivisti per i diritti civili, che portarono alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre ’89 e alla riunificazione della Germania nell’autunno del ’90) e Perspectives – 20 Years of Changing Berlin (un info box itinerante che focalizza l’attenzione sui luoghi emblematici dei cambiamenti della capitale dalla caduta del muro).

Il 9 novembre nel contesto del Festival si svolgerà Domino Action, l’abbattimento di un simbolico muro, di 2 km sito tra il Palazzo del Reichstag e Potsdamer Plaz, composto da oltre 1000 tessere del domino alte 2,5 metri l’una e decorate da giovani berlinesi.

In questa frizzante atmosfera di festa e di commemorazione, sotto l’esperta guida di Marco Vacca i partecipanti avranno modo di sviluppare un progetto fotografico sulla mutazione del simbolo di un cambiamento epocale per tutto il Vecchio Continente.

Berlino raccontata attraverso i suoi protagonisti: la città, la sua gente, la Storia.

L’impianto generale del workshop è basato sulla proiezione e discussione quotidiana del materiale prodotto da ogni studente per la verifica e la comprensione delle regole di composizione e narrative della fotografia. 

Verranno svolte esercitazioni necessarie allo sviluppo della capacità di editing fotografico fondamentali per la comprensione e l’omogeneità del lavoro.  

Vista la struttura dinamica delle lezioni e degli argomenti è richiesto l’uso di apparecchiatura fotografica digitale ed è caldamente consigliato l’uso di un pc portatile.

Marco Vacca è nato a Roma, è laureato in Filosofia e Storia e vive a Milano

Fotoreporter dal 1990 dopo aver lavorato in altri ambiti della fotografia professionale, ha prodotto storie su Israele, Iraq, Medio oriente, Rwanda, Kosovo, Sud Sudan, Darfur, Ciad, 9/11, Ghana, Japan, Dubai e molto altro ancora.

Ha al suo attivo una ricerca sulla passione degli italiani per il fitness da cui sono scaturiti una mostra ed un libro dal titolo Body in Italy. Ha pubblicato Refugees: un lavoro sulla condizione delle popolazioni del Darfur esposto ai musei del Vittoriano a Roma e successivamente in diverse altre città d’Italia.

Nel 1999 il suo lavoro sulla carestia in Sud Sudan è stato premiato nel WORLD PRESS PHOTO.

E’ presidente di Fotografia&Informazione, un’associazione nata per lo sviluppo e la diffusione della cultura foto giornalistica in Italia.

Dal 6 al 10 novembre 2009 – max 12 partecipanti – costo € 460.

Il costo non include le spese di pernottamento, i pasti, i trasporti e il viaggio.

È consigliabile formalizzare l’iscrizione quanto prima per poter usufruire di tariffe vantaggiose su voli aerei e pernottamento.

Lezioni tecniche e pernottamento (a partire da 12 € a notte) presso l’ostello Pfefferbett – http://www.pfefferbett.de/en/

Linee aeree:

www.airberlin.com da Milano – Roma – Venezia – Napoli – Catania – Lamezia Terme

www.lufthansa.it da Torino – Milano

www.ryanair.com da Bergamo

www.easyjet.com da Milano – Roma – Venezia

 

Per info: phlibero a.p.s. -  corsi@phlibero.itwww.phlibero.it – 011 19505351 -  via Principessa Clotilde, 85 – Torino

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CHANGING FLORENCE

sabato, 5 settembre 2009
listen it it CHANGING FLORENCE

DEAPHOTO STAFF – CHANGING FLORENCE

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Trasformazioni dell’area metropolitana fiorentina.
Si inaugura Giovedì 15 Ottobre alle ore 19 presso il Padiglione Fureria della
Fortezza da Basso di Firenze, la mostra fotografica “CHANGING FLORENCE”.
Il progetto, a cura di Deaphoto Expo, presenta nell’ambito del Festival della
Creatività 2009 “Città – Future City” (dal 15 al 18 Ottobre alla Fortezza da
Basso di Firenze), una indagine visiva sulle trasformazioni architettoniche,
urbanistiche, economiche e sociali dell’area metropolitana fiorentina. I progetti degli
otto fotografi del Deaphoto Staff (Sandro Bini, Giovanni De Leo, Simone Cecchi,
Paolo Contaldo, Filippo Brinati, Michelangelo Chiaramida, Lorenzo Rugiati, Silvia
Berretta) cercano di cogliere le dinamiche del mutamento in atto, in relazione
all’importante tessuto storico del territorio, in modo da sviluppare una visione e una
conoscenza critica sulla possibile città del futuro. Nell’ambito di un coordinamento
generale, ciascun fotografo ha individuato un tema e un’area di ricerca, e ha
sviluppato in autonomia il proprio lavoro (dalle modalità di ripresa, fino alle
procedure di allestimento finale). La mostra è accompagnata da un testo di
presentazione critica generale e da testi di presentazione individuali che
indicheranno le aree tematiche e geografiche delle diverse ricerche e le finalità
progettuali delle singole indagini. Il titolo del progetto, è un omaggio al celebre libro
della fotografa americana Berenice Abbott (Changing New York, 1940) che portò
avanti un progetto simile, per quasi un decennio, sulle trasformazioni della metropoli
americana negli anni ‘30.
15-18 Ottobre
Festival della Creatività 2009 – Città Future City
Fortezza da Basso – Firenze – Padiglione Fureria
Giov 15 ore 15-24 – Ven 16, Sab 17 ore 10-24 – Dom 18 ore 10-21
Inaugurazione: Giovedì 15 Ottobre ore 19
ASSOCIAZIONE CULTURALE DEAPHOTO / Didattica e progettazione
fotografica – Via Pisana 224r – 50143 Firenze -Tel Fax 055707187 – Cell. 3388572459-
www.deaphoto.it – deaphoto@tin.it

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La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana

sabato, 25 luglio 2009
listen it it   La fotografia degli anni 70. Lesperienza e la testimonianza quotidiana

MAN DI NUORO
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La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana

Dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010
Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net

Comunicato Stampa

Anni Settanta, anni fatidici: eredi di un decennio tra i più rivoluzionari del dopoguerra e momento di incubazione di ciò che connoterà il poi e che disegna l’oggi.

Il MAN di Nuoro, diretto da Cristiana Collu, li “racconta” attraverso un mezzo, la fotografia, che in quel decennio si trovò a vivere un momento del tutto particolare, così come particolare è ciò che l’obiettivo ha inteso catturare: la quotidianità, lembi di vita reale e proprio per questo straordinaria testimonianza.

Fotografia e quotidianità sono termini il cui legame con gli anni ’70 è del tutto specifico. È stato in quel decennio, infatti, che la vita quotidiana irrompeva nella fotografia e, mentre si andava componendo la dicotomia arte/fotografia, nascevano nuove relazioni tra fotografia e arte contemporanea, superando divisioni prima marcate e trasformandole in contaminazioni e commistioni.

“La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana”, grazie ad una co-produzione internazionale che ha unito il polo espositivo sardo a La Fabrica/ PhotoEspaña 2009 e al Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia, propone dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010 uno sguardo retrospettivo su un gruppo di opere e di autori che contribuirono a definire gli anni Settanta come i più importanti e fecondi della storia recente della fotografia. Uno degli aspetti più singolari di questo periodo è il privilegio di cui la fotografia gode e che rende possibile una convergenza, non consueta in quel momento, tra l’ambito più specifico della fotografia e quello più vasto delle arti plastiche, testimoniato anche dal notevole numero di artisti. Prova ne sia il fatto che alla fotografia faranno ricorso tutti indistintamente. È importante sottolineare che questo rinnovato interesse per la fotografia passa soprattutto per la valorizzazione dell’idea di documento e dello stile documentale, come modello privilegiato e legittimo per la rappresentazione della quotidianità in combinazione tra la sfera pubblica e quella privata.

Al MAN saranno presenti circa 200 sceltissime opere di una ventina di artisti che realmente hanno fatto la differenza nel campo delle arti visive di questo periodo, offrendo un ampio e diversificato ventaglio di immagini paradigmatiche e nello stesso tempo di attitudini estetiche e concettuali.
Tra loro, nomi di rilievo internazionale come David Goldblatt, Christian Boltanski, Anders Petersen, Cindy Sherman, insieme ad altri che, come Robert Adams, Laurie Anderson, Claudia Andújar, Victor Burgin, Sophie Calle, William Eggleston, Hans Peter Feldman, Alberto García-Alix, Karen Knorr, Víctor Kolár, Ana Mendieta, Fina Miralles, Gabriele & Helmut Nothhelfer, J.D. Okhai Ojeikere, Carlos Pazos, Eugene Richards, Allan Sekula, Malick Sidibé, Ed van der Elsken, Kohei Yoshiyuki, hanno percorso strade del tutto personali, di interesse assoluto. Ad uno solo di loro, Goldblatt, la mostra offre due diverse “isole”: nella prima l’artista si misura con il tema dell’apartheid, nella seconda conduce una ricerca sulle mani come altro viso di una persona.

La selezione di autori per questa mostra è “esemplare”, nell’accezione del termine “esempio”: sarebbe potuta essere qualunque altra, privilegiando però solo i “grandi”, coloro che hanno lasciato un’impronta nella storia della fotografia del decennio, lungo un percorso che prende idealmente inizio dalla serie di Eugene Richards Giorni di Rochester per concludersi con Víctor Burgin e le sue proposte di una vita differente.
Tutte ed ognuna delle immagini raccontano una storia “quotidiana”: la quotidiana monotonia dell’uscita degli operai da una fabbrica (Allan Sekula), oppure l’indagine sulle abitudini sociali, come fa il nigeriano Ojeikere con il rito della pettinatura; o la manifestazione dell’indifferenza sociale davanti ai problemi degli altri, come la serie di persone che guardano il sangue che esce sotto la porta di una casa, di Ana Mendieta. Sguardi sulle infinite quotidianità di un tempo che già mentre veniva catturato diventava passato.

MAN, Nuoro, via Satta 27, 08100 Nuoro

Orario: 10:00/13:00 – 16:30/20:30 dal martedì alla domenica.

Ingresso gratuito. Servizio gratuito di visita guidata (attivo dal martedì al sabato dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30 e le ultime domeniche del mese).

Catalogo: Silvana editoriale

Informazioni e prenotazioni: MAN tel. & fax +39 0784 252110 info@museoman.it

Ufficio Stampa
MANUAL comunicazione informazione immaginazione / Paola Marino, tel. +39 3393449512 paola.manual@gmail.com
Studio ESSECI / Sergio Campagnolo, tel. +39 049 663499 / www.studioesseci.net / info@studioesseci.net

STUDIO ESSECI
Via San Mattia, 16
35121 Padova
Tel. 049 663499
WS: www.studioesseci.net

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DEAPHOTO EXPO + FESTIVAL DELLA CREATIVITA’ 2009 – “CITTA’ FUTURE CITY”

sabato, 25 luglio 2009
listen it it DEAPHOTO EXPO + FESTIVAL DELLA CREATIVITA 2009    CITTA FUTURE CITY

a5d8f95a34249175d3924c4e1f1d3456 DEAPHOTO EXPO + FESTIVAL DELLA CREATIVITA 2009    CITTA FUTURE CITY

DEAPHOTO STAFF
CHANGING FLORENCE
Trasformazioni dell’area metropolitana fiorentina.
Si inaugura Giovedì 15 Ottobre alle ore 19 presso il Padiglione Fureria della Fortezza da Basso di Firenze, la mostra fotografica “CHANGING FLORENCE”. Il progetto, a cura di Deaphoto Expo, presenta nell’ambito del Festival della Creatività 2009 “Città – Future City” (dal 15 al 18 Ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze), una indagine visiva sulle trasformazioni architettoniche, urbanistiche, economiche e sociali dell’area metropolitana fiorentina. I progetti degli otto fotografi del Deaphoto Staff (Sandro Bini, Giovanni De Leo, Simone Cecchi, Paolo Contaldo, Filippo Brinati, Michelangelo Chiaramida, Lorenzo Rugiati, Silvia Berretta) cercano di cogliere le dinamiche del mutamento in atto, in relazione all’importante tessuto storico del territorio, in modo da sviluppare una visione e una conoscenza critica sulla possibile città del futuro. Nell’ambito di un coordinamento generale, ciascun fotografo ha individuato un tema e un’area di ricerca, e ha sviluppato in autonomia il proprio lavoro (dalle modalità di ripresa, fino alle procedure di allestimento finale). La mostra è accompagnata da un testo di presentazione critica generale e da testi di presentazione individuali che indicheranno le aree tematiche e geografiche delle diverse ricerche e le finalità progettuali delle singole indagini. Il titolo del progetto, è un omaggio al celebre libro della fotografa americana Berenice Abbott (Changing New York, 1940) che portò avanti un progetto simile, per quasi un decennio, sulle trasformazioni della metropoli americana negli anni ’30.
15-18 Ottobre Festival della Creatività 2009 – Città Future City Fortezza da Basso – Firenze – Padiglione Fureria Giov 15 ore 15-24 – Ven 16, Sab 17 ore 10-24 – Dom 18 ore 10-21 Inaugurazione: Giovedì 15 Ottobre ore 19 ASSOCIAZIONE CULTURALE DEAPHOTO / Didattica e progettazione fotografica – Via Pisana 224r – 50143 Firenze -Tel Fax 055707187 – Cell. 3388572459- www.deaphoto.it – deaphoto@tin.it

comunicato-stampa (scarica il comunicato stampa in formato PDF)

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Impronte sull’acqua, di Pietro Millenotti – Officine Fotografiche, dal 4 al 19 giugno 2009

giovedì, 28 maggio 2009
listen it it Impronte sullacqua, di Pietro Millenotti   Officine Fotografiche, dal 4 al 19 giugno 2009
b7761a2d540fd8df84b63b4bc6bb829f Impronte sullacqua, di Pietro Millenotti   Officine Fotografiche, dal 4 al 19 giugno 2009

Brede

In occasione della VIII edizione di FotoGrafia – festival internazionale di Roma, Officine Fotografiche ospita nei suoi spazi la mostra del fotografo reggiano Pietro Millenotti, dal titolo “Impronte sull’acqua”. Inaugurazione il 4 giugno 2009 alle 19, alla presenza dell’autore.
Il lavoro è il risultato della indagine fotografica, lunga un anno, condotta da Pietro Millenotti sul territorio che va dalla provincia di Piacenza a quella di Ferrara, seguendo il tracciato del fiume Po. Il progetto è stato completamente realizzato sfruttando un punto d’osservazione privilegiato, quello degli argini maestri che, come mura naturali, separano un naturale da un contaminato. Il fotografo si è mosso su di essi, alla ricerca di simbologie, iconografie, tracce della presenza umana e delle sue attività, e di come queste hanno modificato e trasformato il paesaggio. Da qui ha preso corpo quello che è diventato il tema dominante del progetto: indagare luoghi della memoria, dove presente e passato, primigenio e acquisito coesistono e coabitano, in una sovrapposizione infinita.
Queste immagini si propongono come documentazione di un territorio con profondi bisogni e mancanze, su cui tutti si devono interrogare; fotografia che si pone come testimone che non giudica, ma permette di giudicare.

Pietro Millenotti è nato a Reggiolo (RE) nel 1973. Fotografo non-professionista, nel 2000 ha frequentato il Corso biennale di Regia presso l’Accademia Nazionale Arti Cinematografiche di Bologna. Nel 2007 è stato selezionato per esporre al MUSAE – Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente (Fidenza – collettiva). Nel 2008 ha esposto alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea del MuVi – Musei di Viadana ed a Fotografia Europea – Reggio Emilia 2008.

Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019
www.officinefotografiche.org

inaugurazione giovedì 4 giugno ore 19
dal 5 al 19 giugno 2009 ingresso gratuito con orario
dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30
sabato 10.00 – 13.00

Ufficio Stampa
Elena Giorgieri
press@officinefotografiche.org

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Presentazione del libro Atrapados di Olivio Argenti – giovedì 14 maggio 2009 ore 18 – Museo di Roma in Trastevere

venerdì, 8 maggio 2009
listen it it Presentazione del libro Atrapados di Olivio Argenti   giovedì 14 maggio 2009 ore 18   Museo di Roma in Trastevere
132fdbe16378cc7f1f442d2712f17c71 Presentazione del libro Atrapados di Olivio Argenti   giovedì 14 maggio 2009 ore 18   Museo di Roma in Trastevere

Atrapados di Olivio Argenti

In occasione del World Press Photo 2009, e con la collaborazione della Contrasto, Officine Fotografiche presenterà il volume fotografico “Atrapados. Violenza in famiglia e condotta deviante dei giovani di Lima”, di Olivio Argenti, il 14 maggio 2009 alle ore 18.00 presso la sala multimediale del Museo di Roma in Trastevere. Un evento patrocinato dall’UNICRI – United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute. Il libro è il risultato di un’indagine condotta tra il 2006 e il 2008 in Perù – in centri di recupero, case famiglia, penitenziari e per strada – che ha consentito di raccogliere, oltre al materiale fotografico, anche testimonianze dei protagonisti delle fotografie, e riflessioni di autorevoli esperti in tema di criminalità.

L’obiettivo del progetto è quello di sollevare interrogativi importanti: Perché troppo spesso la società considera i giovani che vivono per strada come persone senza diritti e da dimenticare? Qual’è la responsabilità della società rispetto a questi giovani? Cosa si deve fare per porre fine alla violenza che subiscono i bambini all’interno della famiglia? Quali sono le alternative alla prigione per i reati minori commessi dai giovani? Cosa devono fare le istituzioni per sostenere gli sforzi di numerose persone e delle organizzazioni che operano senza le condizioni necessarie?

Molti ragazzi e ragazze, fotografati nelle prigioni, nei centri di riabilitazione, negli asili per ragazze violentate o tra le bande urbane, hanno raccontato momenti della loro vita, grazie a concorsi di scrittura organizzati da Olivio Argenti. I loro testi selezionati appaiono accanto alle fotografie nel libro “Atrapados”.

La pubblicazione include inoltre riflessioni di: Andrea Di Nicola, Transcrime, Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università di Trento e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Giuseppina Maddaluno, Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI); Carmen Masías Claux, Centro de Información y Educación para la Prevención del Abuso de Drogas (CEDRO), Lima; Augusto Pieroni, Università di Roma “La Sapienza”, Corrispondente italiano di “Aperture”

Il progetto ha ricevuto il patrocinio istituzionale di: UNICEF (Lima), Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Lima), Municipalità metropolitana di Lima, CEDRO (ONG peruviana), Terre des Hommes (ONG svizzera), Ambasciata del Perù in Italia, Ambasciata d’Italia in Perù, Centro Italiano di Cultura (Lima), l’Istituto peruviano penitenziari (INPE) e dell’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI).

Le immagini del progetto Atrapados hanno ricevuto l’Excellence in Photography Award nel concorso internazionale 2008 della rivista “B&W Magazine for collectors of fine photography”.

La serata prevede la presentazione multimediale del contenuto del libro e del video “Espero que me entiendas” realizzato da Luciano Corvaglia, utilizzando le foto e le interviste filmate da Olivio Argenti a Lima. Seguirà un dibattito sul lavoro realizzato da Argenti, al quale interverrà Augusto Pieroni.

Il programma della serata al Museo di Roma in Trastevere è il seguente
18:05 Presentazione dell’evento
18:15 Presentazione video “Espero que me entiendas” di Luciano Corvaglia, ispirato al lavoro di Olivio Argenti
18:30 Presentazione multimediale “Atrapados” di Olivio Argenti
19:00 Panel di discussione
19:30 Book signing
19:45 Fine della serata

Il volume “Atrapados. Violenza in famiglia e condotta deviante dei giovani di Lima”, di Olivio Argenti, sarà in vendita presso il bookshop del Museo durante tutta la giornata del 14 maggio al prezzo di € 50,00.

Tutti i profitti derivati dalla vendita del libro saranno devoluti in beneficenza a Lima.

Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio 1/b – Roma
tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-22.30)
www.museodiromaintrastevere.it
info@museodiromaintrastevere.it

Ufficio stampa
Elena Giorgieri
Officine Fotografiche
press@officinefotografiche.org
www.officinefotografiche.org

Un evento organizzato da
Officine Fotografiche Ass.ne Culturale

con la collaborazione di
Contrasto

con il patrocinio di
UNICRI – Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia

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