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Articoli marcati con tag ‘impatto’

I riflessi di un fotografo professionista

mercoledì, 1 dicembre 2010
listen it it I riflessi di un fotografo professionista

I fotografi farebbero di tutto per riuscire ad ottenere lo scatto perfetto, a volte anche con sprezzo del pericolo.

Quello che vedete in copertina è un filmato che mostra il famoso fotografo Joe McNally all’opera mentre fotografa un atleta su longboard che poi finirà per investirlo. Come un vero professionista Joe non si muove fino all’ultimo e sposta di mano la reflex per impedire che impatti sull’asfalto.

L’impatto è stato lieve, ma appena in piedi, da vero pro, l’unica cosa che gli interessa è controllare le foto appena scattate. Altre volte i fotografi non sono così fortunati come in Russia o durante i matrimoni.

Via | PetaPixel

I riflessi di un fotografo professionista é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di mercoledì 01 dicembre 2010.

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New York Times, foto da iPhone in copertina

mercoledì, 24 novembre 2010
listen it it New York Times, foto da iPhone in copertina

27170a854cee649bb4a9a3741f9c0298 New York Times, foto da iPhone in copertina

Ieri il New York Times ha pubblicato in copertina alcune fotografie scattate in Iraq come quella che vedete qui sopra.

Le foto sono state realizzate dal fotografo del giornale, Damon Winter, con un semplice iPhone e poi sono state elaborate applicando un filtro artistico con il programma Hipstamatic. Nel suo viaggio fotografico ha realizzato altre foto e video con una Canon 5D mark II.

Le foto realizzate con le reflex vengono vendute come istantanea della realtà e con finalità documentaristiche, mentre con le foto fatte dal cellulare è più facile giocare manipolando i toni e le atmosfere per arrivare all’impatto emotivo pensato. Probabilmente in futuro vedremo molti altri esperimenti di questo tipo anche da parte di altri fotografi.

Via | Gizmodo

New York Times, foto da iPhone in copertina é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di mercoledì 24 novembre 2010.

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"Sena" l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski

giovedì, 19 agosto 2010
listen it it "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

7204fb31d60f5765772625f8f84efeb8 "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

Uomini e donne, vecchi e bambini, famiglie ed esistenze intere immerse in acque bianche e lattiginose, quasi primordiali, come quelle del fiume sacro e vitale che sta per inondare le loro terre costringendoli a migrare per fare spazio ad una diga idroelettrica.

“Sena” (Dove? In lingua Nafaanra) di Devin Tepleski, in mostra fino al 4 settembre (prorogata) nella nuova sede della canadese Lúz Gallery, ritrae il popolo del Ghena che nel 2011 a causa della nuova diga perderà la propria terra, insieme a quel panorama economico e spirituale che li accompagna da secoli.

Un popolo dell’Africa nera immerso in un bianco abbagliante come la disgregazione del loro spazio vitale, un popolo che l’artista canadese ha inquadrato nel suo ampio progetto di laurea antropologica, con lo scopo di mettere in evidenza le proporzioni dell’impatto umano di tali cambiamenti, e di raccogliere fondi per sostenere la sopravvivenza di questi popoli.

L’acquisto di ogni bellissima stampa in edizione limitata, andrà quindi a sostenere i progetti di microfinanza locale e le iniziative educative così importanti per il sostentamento della comunità.

“Sena” l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 19 agosto 2010.

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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Workshop fotografici in alta quota

sabato, 4 luglio 2009
listen it it Workshop fotografici in alta quota

ea1155556cbe4aba0252c30e183d7ff2 Workshop fotografici in alta quotaWorkshop Reportage Alpinistico Punta Castore
Dal 23 al 24 Agosto 2009
Con Mirko Sotgiu e la guida alpina Luca Machetto

Reportage in alta quota! Oltre 4000m, una vera salita alpinistica, assistiti da guida alpina, solo a quote cosi alte possiamo realizzare immagini di sicuro impatto visivo, ampi spazi aperti, creste affilate, giochi di luce fra i pendii ripidi, ampie distese glaciali, aree crepacciate offrono incredibili spunti fotografici. Qui la natura offre il suo lato più estremo, zone non vivibili per la maggior parte di animali. Durante la salita del primo giorno vedremo come l’ambiente dal pascolo d’alta quota diventa sempre più aspro e desertico. L’alta ha sempre affascinato l’uomo e la creatività del fotografo. Non sono molti i fotografi che si spingono fino a queste quote, occorre oltre ad una preparazione tecnica anche una conoscenza dell’ambiente montano e buone capacità alpinistiche. Fotografare in alta quota permette di scoprire un ambiente, oggi a rischio, dove la natura conserva sapientemente la sua forza, l’acqua, il ghiaccio.
Dopo il successo dei workshop in Vallee Blanche a 3800m, questa volta vi proponiamo un workshop foto/alpinistico di due giorni oltre 4000m raggiungendo punta Castore a 4221m.
Il Castore è una vetta di facile ascensione in condizioni climatiche normali, la lunga cresta finale è un balcone su tutte le vette del massiccio del Monte Rosa. La posizione centrale di questa vetta permette di spaziare lo sguardo dal Cervino, Monte Bianco, Gran Paradiso, Gran Combin, Alpi Bernesi.
Si consiglia prima di effettuare il workshop un minimo di acclimatamento a quote intermedie, si tratta di una salita in due tappe, una escursionistica il primo giorno ed una alpinisitica a quote elevate il secondo. Le salite sono assistite da Luca Machetto guida alpina.

Luogo: Gressoney (Staffal)
Corso: 23 e 24 Agosto 2009
Pernottamento al Rifugio Quintino Sella 3585m ( http://web.tiscali.it/rifugioquintinosella/)
Prenotazioni entro 25 Luglio 2009

1° Giorno: incontro ore 9:30 presso il piazzale funivia a Staffal breve briefing. Salita al Colle Bettaforca 2800m e inizio della salita escursionistica, ci fermeremo nei punti più interessanti, la prima parte di corso prevede teniche di esposizione in digitale/pellicola, trucchi in alta montagna, composizione, scelta degli obiettivi, uso del flash in fill-in. La salita offre panorami molto ampi, la flora che incontreremo lungo il percorso è quella che per prima colonizza le aree lasciate dai ghiacciai come la Linarea alpina e i licheni.
Arrivo al rifugio Quintino Sella 3585m, sistemazione, briefing, accorgimenti su come preparare lo zaino, fotografia della morena glaciale e tramonto. Dopo cena fotografia notturna.
Dislivello in salita: 1400 m
Tempo di percorrenza: 4/4:30h (i tempi sono escursionistici con pause ma non comprendono le pause fotografiche)
Difficoltà: EE

2° Giorno: Partenza presto la mattina, prima che il sole sorga, le cordate lungo il ghiacciaio creeranno interessanti disegni di luce, una volta pronti percorreremo il ghiacciaio fino al colle del Felik da dove potremo fotografare l’alba con vista sui Lyskamm e il ghiacciaio del Felik, la vetta del Castore e la sua cresta.
Assisti fotograficamente, vi verranno consigliati, trucchi, come esporre e comporre, filtri e impostazioni della macchina fotografica per non perdere lo spettacolo del crepuscolo a quote elevate.
Una volta salito il sole continueremo la salita dedicandoci al reportage alpinistico, l’uso della profondità di campo, accorgimenti per fotografare in cresta/vetta. Rientro per la via di salita.
Sia la discesa che la salita prevedono pause per fotografare che saranno scelte dal fotografo/guida nei momenti e luoghi più interessanti. Rientro al rifugio Q.Sella, de-briefing, pausa riposo, rientro a Bettaforca per sera. (Discesa in funivia o jeep a Gressoney)
Quota partenza: 3585 m Rif Q.Sella
Quota arrivo: 4221 m
Dislivello: 636 m in salita e discesa + discesa dal rifugio con altri 649 m (totale discesa 1285m)
Tempi: 4h per la salita (consideranto pause fotografiche)
Difficoltà: F (alpinistico)

Precauzioni: A differenza del workshop Alta Quota in Vallee Blanche, questo corso prevede una buona esperienza escursionistica e una minima alpinistica, nonostante l’assistenza della guida è necessario avere un buon allenamento dato il particolare dislivello del primo giorno e la quota del secondo. Giorni prima del corso via forum/skype si terrà un briefing su come preparare lo zaino/pesi, scelta dell’attrezzatura fotografica, abbigliamento.
Il percorso verrà deciso a seconda delle caratteristiche del ghiacciaio.

Abbigliamento richiesto di montagna, vestirsi a strati, ghette, crema solare e occhiali con protezione UV.

Quota di partecipazione: 390 euro (sconto per soci CAI / partecipanti che possiedono attrezzatura) La quota comprende, corso, assistenza guida alpina per due giorni, eventuale noleggio imbrago e ramponi, attrezzatura alpinistica quali corde, picozze/bastoni, trattamento in rifugio pernottamento e mezza pensione (cena e colazione), funivia/jeep. Non comprende abbigliamento tecnico per la montagna, scarponi, pranzi al sacco/rifugio, extra e tutto cio che non è menzionato in “la quota comprende”

Mirko Sotgiu fotografo di natura, montagna e viaggi
http://www.alpinfoto.it – E-mail: info@alpinfoto.it
PhotoFarm scuola di Fotografia naturalistica e reportage – http://www.photofarm.it
Mirko Sotgiu – Alpinfoto  Via Stazione 41a – 20040 Usmate – Velate (MB)
Ph. +39 039  5989854 – +39 328 9275353
P.IVA 05405240960

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STEFANO LUPATINI – I WAS A FOOTBALL PLAYER

sabato, 4 luglio 2009
listen it it STEFANO LUPATINI   I WAS A FOOTBALL PLAYER

STEFANO LUPATINI – I WAS A FOOTBALL PLAYER

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 25 DALLE 19.00
ASSAB ONE
VIA ASSAB 1
DAL 25 GIUGNO al 17 Luglio 2009
da martedì a venerdì 15.00/ 19.00
ASSAB ONE
associazione promozione arte contemporanea

tel +39 02 2828546 | fax +39 02 26111752 | info@assab-one.org

Ambrosia e Nowhere Gallery Presentano ad ASSAB ONE l’esposizione conclusiva del progetto di Stefano Lupatini a sostegno della ONLUS: Campagna Italiana Contro le Mine.
A cura di Francesca Pasini.
Interventi Critici di: Teresa Iannotta, Francesca Pasini, Giorgio Verzotti.
Durante la serata verrà presentato l’omonimo libro d’Artista e il video-documentario PAZI SARAJEVO con musiche di Michelangelo Carbonara.
Stefano Lupatini ha lavorato a questo progetto per tre anni; questa quarta ed ultima fase documenterà per intero tutto il progetto, dall’apertura della prima mostra fino alle proiezioni del video-reportage realizzato in Bosnia-Erzegovina. Per tutto il periodo dell’esposizione saranno raccolti fondi da destinare a Campagna contro le mine.
Linea temporale del progetto:
2007.6 Ottobre, I WAS A FOOTBALL PLAYER, Gestalt Gallery, Pietrasanta.
2008. 21 Febbraio, I WAS A FOOTBALL PLAYER, Nowhere Gallery, Milano.
2008. Giugno, prima donazione a Campagna Italiana contro le Mine e viaggio in Bosnia-Erzegovina.

I WAS A FOOTBALL PLAYER è l’arte che diventa mezzo di denuncia e che sostiene opere d’impatto sociale, produrre una mina costa pochi euro bonificarla circa mille.
I WAS A FOOTBALL PLAYER è la forza e la capacità di riuscire a riunire attraverso l’Arte, di cui la stessa raccolta fondi è parte integrante, un numero indefinito di persone che assieme si muovono e lavorano per perseguire lo stesso obiettivo.

“…Lupatini parla della guerra ma si tiene lontano da ogni spettacolarizzazione: il “paesaggio con naufragio”
è pur sempre una scena avvincente, un eroe negativo è pur sempre un eroe, e quindi se ne tiene alla larga.
Parla invece di qualcosa di molto più prosaico e banale, le mine antiuomo, che si continuano a produrre
nonostante un trattato (Ottawa, 1997) le abbia messe al bando. Le guerre o guerriglie finiscono, ma le mine
antiuomo restano e fanno strame di arti……” Giorgio Verzotti per I was a football player.

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Galleria Aus18_Die Lücke_Donatella Simonetti_Giovedì 18 giugno 2009

domenica, 14 giugno 2009
listen it it Galleria Aus18 Die Lücke Donatella Simonetti Giovedì 18 giugno 2009

e37163c7a5fa0c490b2eccdd64905d7b Galleria Aus18 Die Lücke Donatella Simonetti Giovedì 18 giugno 2009

Die Lücke

Donatella Simonetti

a cura di Barbara Meneghel

Inaugurazione
giovedì 18 giugno 2009
ore 19.00
via Ausonio, 18 _ Milano

18 giugno – 25 luglio 2009

Nella fotografia figurativa contemporanea, una città può essere letta come un campo quasi-neutro di forze visive ed emozionali. Per la sua prima personale da Aus18, Donatella Simonetti presenta una serie di scatti urbani il cui impatto formale si colloca al limite dell’astrazione, cromatica e geometrica. Realizzate a Berlino nell’arco dell’ultimo anno, le immagini raccontano angoli della città scarnificati ma d’impatto, strappano al contesto squarci di colore e di forme essenziali, e privilegiano un cromatismo piatto e deciso.

Proseguendo la sua linea di ricerca sull’architettura contemporanea (dopo aver studiato, in passato, le città spagnole e Milano), l’artista propone un approccio essenziale e asciutto alla capitale tedesca, di cui sembra nello stesso tempo voler succhiare l’essenza visiva ed esistenziale. Se quindi prevalgono nell’immagine il rigore delle linee geometriche e la purezza del colore, gli scatti assumono anche un significato emotivo che rimanda alle connotazioni di vuoto spaziale, imponenza, e vastità proprie di alcune metropoli contemporanee, di Berlino in particolare.
Una parete colorata, il dettaglio di un aeroporto, le scie allucinate dei fari delle auto di notte sono universali e particolari al tempo stesso, rimandano a un non-luogo che appartiene al mondo esterno e interno. La figura umana è del tutto assente: il senso di vuoto e di angoscia heideggeriana, mescolati a sensazioni positive di dinamismo e rigore contemporaneo, sono delegati alla sensibilità dello spettatore, che ritrova nel grande formato quello stesso senso di sublime e imponenza che avverte tra le strade di alcune capitali. Godendo nel frattempo della perfezione tecnica della fotografia pura.

La Berlino notturna e diurna in mostra diventa quindi uno spazio asettico artistico ed emotivo, che gioca sul confine tra la fotografia narrativa della tradizione (Gabriele Basilico, Luigi Ghirri) e arte contemporanea.

Donatella Simonetti è nata a Urbino nel 1982.
Vive e lavora tra Como, Berlino e la Svizzera.

Tra le principali mostre ricordiamo:

Das Weiche – Galerie Foto-Shop, Berlin (2009);

Com’On – Giovani artisti comaschi interpretano l’architettura – a cura di Roberto Borghi (2008);

Blu sospesi, Ex chiesa di San Pietro in Atrio, Como (2008);

Impressioni Spagnole, Spazio Tasca, Milano (2007).

18 giugno – 25 luglio 2009

Lun/Ven 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Sabato su appuntamento _ Domenica chiuso

Galleria Aus18
Via Ausonio, 18 – Milano
+39.02.8375436
+39.339.4739699
www.aus18.it info@aus18.it
c.p. Via Ariberto, 19
20123 milano

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Diane Arbus in mostra a Londra e Cardiff

lunedì, 1 giugno 2009
listen it it Diane Arbus in mostra a Londra e Cardiff

pubblicato da Cut-tv in: Grandi fotografi Mostre e gallerie

15662d3226d19c6a3b9d5d6c8a443cf0 Diane Arbus in mostra a Londra e CardiffHo scelto le piccole gemelle, che sono certa tutti avrete riconosciuto, per segnalare agli appassionati voyeur ed estimatori del patrimonio iconografico lasciato da Diana Arbus, generosamente donato dai suoi eredi al Metropolitan Museum of Art di New York (qualcosa potete sfogliare on line qui), due mostre che consentono di guardare da vicino le sue opere fotografiche morbosamente conturbanti.

Ai preziosi scatti che hanno avuto un grosso impatto sull’immaginario condiviso, la Timothy Taylor Gallery di Londra fino al 27 giugno e il gallese National Museum di Cardiff, fino al 31 agosto 2009, dedicano infatti due retrospettive che vi consiglio di non perdere.

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Workshop in montagna con Photofarm!

sabato, 30 maggio 2009
listen it it Workshop in montagna con Photofarm!

Vi segnaliamo i corsi di Photofarm scuola di fotografia.

Workshop in montagna con Photofarm!

Trekking fotografici

in collaborazione con
Oltre la Montagna
http://www.photofarm.ithttp://www.oltrelamontagna.com
Organizzazione di Mirko Sotgiu – Alpinfoto http://www.alpinfoto.it

489c3d5b3436fbd8db7114f9e97ed97b Workshop in montagna con Photofarm!

Catturiamo il momento, portiamoci a casa il ricordo, ricostruiamo la storia del territorio percorso, con l’ausilio della fotografia e gli insegnamenti di esperti accompagnatori e fotografi. Questa iniziativa nasce grazie alla nuova collaborazione tra Oltrelamontagna e Photo Farm school of photography, con l’intento di dare uno spunto in più agli appassionati di montagna e fotografia. Gite studiate appositamente per fotografare nel modo migliore i luoghi visitati, corsi base per chi è alle prime armi ma anche spunti per chi già fotografa in montagna. I trekking fotografici sono una buona idea per un weekend di trekking con tempi basati sulla fotografia, dove viene dato il tempo giusto all’esecuzione degli scatti, seguiti dai fotografi professionisti specializzati in reportage geografico, etnico e naturalistico di PhotoFarm ( http://www.photofarm.it) Filosofia dei Trekking Fotografici è il cogliere l’attimo, respirare il luogo, conoscere gli aspetti, naturalistici, storici, leggendari, lo spirito del reportage giusto per poi rendere le fotografie uniche e comunicative.
(continua…)

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DEAPHOTO EXPO > A1/ EFFETTO CANTIERE (2008-2009)

giovedì, 21 maggio 2009
listen it it DEAPHOTO EXPO > A1/ EFFETTO CANTIERE (2008 2009)

a68bc4df085d7fc0ec39c3396e5b3d11 DEAPHOTO EXPO > A1/ EFFETTO CANTIERE (2008 2009)

A1 / Effetto Cantiere
Mostra fotografica sulle trasformazioni del Territorio
nelle aree di Cascine del Riccio e del Galluzzo (2008-2009)
Un progetto Deaphoto Staff in collaborazione con
Consiglio di Quartiere 3

(continua…)

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World Wide Artists Gallery

domenica, 17 maggio 2009
listen it it World Wide Artists Gallery

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World Wide Artists Gallery

23 maggio — 2 giugno 2009
Tempio di Adriano -Piazza di Pietra -Roma
Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l’uomo e la tecnologia

Roma. Oltre 40 milioni di ore di lavoro, più di 5 anni di lavoro, oltre 4.000 blocchi di svariate tonnellate tagliati e riposizionati 65 metri più in alto ed oltre 200 metri lateralmente,
2000 operai, quasi tutti locali, 150 tecnici provenienti da tutto il mondo, 50 famiglie, 20 bambini, oltre 40 milioni di ore di lavoro senza neanche un incidente mortale. Questi alcuni numeri di una grande vittoria dell’uomo che, dal 1964 al 1968, riuscì a salvare i Templi di Abu Simbel, in Egitto, destinati alla definitiva scomparsa in seguito alla costruzione del El

Saad El Aali, la grande diga di Aswan. Promotore di questo progetto fu l’U.N.E.S.C.O., a cui parteciparono 119 nazioni per salvare gran parte dei monumenti della Nubia, e che nel 1979 riconobbe Abu Simbel come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il complesso archeologico è composto da due grandi Templi scavati nella roccia, nel fianco della montagna, fatti erigere dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C. lungo il Nilo. Tra i molti monumenti eretti dal Faraone il Grande Tempio è generalmente considerato il più imponente ed il più bello. Sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri. (continua…)

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Workshop Estivi

domenica, 17 maggio 2009
listen it it Workshop Estivi

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Buongiorno
vi segnalo le prossime iniziative photofarm
Workshop Estivi

A breve il programma Travel fotografici e Trekking fotografici

Per info e costi visitate il sito http://www.photofarm.it o http://www.alpinfoto.it
info@photofarm.it

Workshop in campo tendato alla Bessa
20 e 21 Giugno 2009

Alla scoperta dell’universo del piccolo, un workshop unico in campo tendato sotto l’egida del parco. Il programma prevede un corso specifico sulla fotografia macro e la conoscenza del mondo degli insetti, ragni, flora. Il parco è un luogo unico, una specie di savana tutta italiana, dove la mattina presto e la notte potremo scoprire e imparare la macro fotografia. Il corso prevede l’uso del flash di obbiettivi macro. Si vivrà a stretto contatto con la natura in tenda, ci si muoverà alla scoperta dei piccoli esseri che popolano la terra di notte. Si vivrà come in un reportage a stretto contatto con l’ambiente che ci circonda uno stralcio di vita del fotografo naturalista professionista.

Il programma fotografico prevede oltre le uscite diurne per fotografare il paesaggio e la flora, anche uscite notturne per fotografare le specie attive durante la notte.
L’intero workshop si svolge in campo tendato, unico modo per poter vivere a pieno quest’esperienza naturale, il luogo del workshop verrà raggiunto mediante mezzi fuoristrada.

1° Giorno ritrovo ore 8:30 presso la sede della riserva della Bessa (Vermogno), trasporto mediante mezzi 4×4 autorizzati all’interno del parco e sistemazione. Briefing pre fotografico su tecniche base fotografiche, successivamente fotografia del paesaggio e macrofotografia. Uso del flash. La sera valutazione degli scatti e correzione degli errori, cenni di post-produzione.
La sera una volta calato il sole ci dedicheremo alla fotografia di paesaggio notturna e di insetti.

(continua…)

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