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Articoli marcati con tag ‘il cuore’

Un 900mm fatto in casa

lunedì, 15 novembre 2010
listen it it Un 900mm fatto in casa

06434a37c97ddcef82b0ba7c7f1702eb Un 900mm fatto in casa

Nel Leica User Forum due utenti hanno pubblicato alcuni dei passaggi che hanno eseguito per costruirsi in casa un superteleobiettivo con una lunghezza focale di 900mm.

Il barilotto è stato autocostruito, come potete vedere in copertina, mentre le tre lenti che costituiscono il cuore dell’obiettivo sono state comprate a basso costo da pezzi in disuso. Il costo complessivo? Qualche centinaio di euro. Economico alla fine.

Dopo il salto potete vedere una foto dell’obiettivo finito.

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Via | Reddit

Un 900mm fatto in casa é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di lunedì 15 novembre 2010.

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Henri Cartier-Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

domenica, 19 settembre 2010
listen it it Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

eb52b664be62e5d27226aa0a5c284abb Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

“Mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio” non è cosa da poco, tanto meno da tutti, ma gli “attimi decisivi” colti da Henri Cartier-Bresson fanno venire voglia di provarci, soprattutto quando sono accompagnati da commenti autorevoli che arrivano da Balthus e Kundera, Jarmusch o Scianna.

Ampliando la selezione di immagini commentate nel 1988 per gli ottant’anni di Henri Cartier-Bresson, in occasione della seconda edizione di Bianco&Nero l’udinese Galleria del Progetto di Palazzo Morpurgo ospita fino al 19 settembre ben 44 Immagini e parole di e per Henri Cartier-Bresson, in collaborazione con Contrasto, Magnum e Fondation Henri Cartier-Bresson.

Una panoramica sintetica ed emozionante del mondo in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, accompagnata dalle 160 pagine di immagini e parole del volume omonimo edito da Contrasto, ricco di contributi tanto diversi quanti interessanti che contemplano tra gli altri, G. Aulenti, F. Bacon, Balthus, A. Baricco, P. Boulez, E.M. Cioran, R. Delpire, R. Doisneau, M. Giacomelli, E.H. Gombrich, J. Jarmusch, M. Kundera, A. Miller, F. Scianna, L. Sciascia, S. Steinberg, A. Varda, A. Tabucchi ..

Nella gallery un piccolo assaggio delle immagini esposte:

Henri Cartier Bresson Immagini e parole
0a8bbbff0dd28ef12dfc32f71dbdd7d3 Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero cf67c40df505ac2512802a21e51734fb Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero 50804d808c14d403ca5bf292702ca13f Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero 6ace41e6ac35f1f9d84bae01f8bb80b0 Henri Cartier Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero

Henri Cartier-Bresson, INDIA. Kashmir. Srinagar, 1948 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto,

Henri Cartier-Bresson, France. Paris. Gare Saint-Lazare, 1932 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto,

Henri Cartier-Bresson Mexico, 1934 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto,

Henri Cartier-Bresson SPAIN. Barcelona, 1933 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto

Henri Cartier-Bresson: Immagini e parole a Udine in Bianco&Nero é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 09 settembre 2010.

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Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica

martedì, 2 giugno 2009
listen it it Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica

pubblicato da Cut-tv in: Concorsi e Premi Mostre e gallerie Interviste

3aefcffc31a39bee97f35e20833933a8 Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione SovieticaDavide Monteleone è il fotografo italiano che ha attraversato per anni i paesi dell’ex Unione Sovietica, respirandone le atmosfere, l’aura ruvida e le complesse sfumature, cogliendone i colori e quella dimensione ‘fuori dal tempo’ che è il cuore di “Dusha”, l’intenso reportage capace di farti guardare un paese che per anni abbiamo creduto di conoscere, con occhi completamente diversi.

Fotoreporter dal 1998, attento ai fatti di cronaca quanto alla dimensione sociale ed emotiva della realtà che inquadra in giro per il mondo, membro dell’Agenzia Contrasto dal 2001, i reportage di Davide Monteleone hanno ricevuto molti premi, fino a quello recente nella categoria General News Stories del 52° World Press Photo per il reportage realizzato in Abkhazia, in mostra contemporaneamente al Museo di Roma in Trastevere (fino al 28 maggio) e alla Galleria Carla Sozzani di Milano (fino al 7 giugno).

Un altro viaggio in quei paesi che hanno segnato il suo modo di guardare, sentire, fotografare, ma non l’ultimo … curiosi di sapere di più, ci siamo rivolti a Davide, che si è rivelato sincero e concreto, quanto le sue fotografie.

Davide Monteleone
67103bce9cf6bc9cccf5b43c21712276 Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica e65541813d11c9de2cd491a038121eba Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica 541014fc3b26b849a2b8251ad2fba6b5 Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica ea3ea84a1cac339a638dd5dbc79c8c8a Davide Monteleone. Lo sguardo di un fotoreporter sui paesi dell’ex Unione Sovietica

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Maestri della fotografia a Bologna: Fontana, Berengo Gardin, Scianna

sabato, 30 maggio 2009
listen it it Maestri della fotografia a Bologna: Fontana, Berengo Gardin, Scianna

FONTANA, BERENGO GARDIN, SCIANNA:

I MAESTRI DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA A BOLOGNA

Alla Cineteca di Bologna l’anteprima delle proiezioni integrali dei documentari dedicati a Franco Fontana, Mimmo Jodice, Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Ferdinando Scianna

Il 29, 30 e 31 maggio al Cinema Lumière,

alla presenza di Fontana, Berengo Gardin, Scianna

(continua…)

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AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” CON ASTA DI BENEFICENZA

venerdì, 29 maggio 2009
listen it it AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZA

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri,
di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la
mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero.
La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli
tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata,
in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in
maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto ,
con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci.
Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San
Benedetto del Tronto al
SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal.
E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o
abbandonati.
Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale .
Associazioni di volontariato
internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani.
Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri,
sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un
complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco:
all’interno di esso gli anziani possono pregare,
ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari
sostanziosi.
Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni.
“Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e
il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità .
Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta,
conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.”

IL RIENTRO DAL TIBET
“Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere
tutto: bagaglio e salute.
I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi,
carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista.
Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore
della generosità tibetana,
e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che
seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) .
La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i
gestori tibetani dell’albergo mi
hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si
sono mobilitate pronte a spedirmi
soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti,
dal profondo del mio cuore”
“Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il
governo nepalese e mi sono trovata
tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai
nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.”

L’AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San
Benedetto del Tronto,
indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti
carichi di intenso significato emozionale.
«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano
che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere
dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa
incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi
assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica,
perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto
sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
“La mia è street photography, pura fotografia di strada.
Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia.
L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha
all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa,
Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui
suoi viaggi.

Per comunicazioni e contatti 335 6126630
email info@europrinters.it

17de1f5554c90b0964c1c6f74ef5f4a3 AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZA2defb374946e42ab9ad357daebe68d56 AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZA

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NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI SU FACEBOOK E MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” PER IL FESTIVAL DELLA PACE

domenica, 26 aprile 2009
listen it it NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI  SU FACEBOOK E MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE PER IL FESTIVAL DELLA PACE

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri,

di San Benedetto del Tronto, che sta preparando la mostra fotografica

“Imagine” per fine maggio 2009, parte martedì 28 aprile per un viaggio tra Nepal e Tibet.

2da254b97ef95c762676f460b6d61a18 NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI  SU FACEBOOK E MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE PER IL FESTIVAL DELLA PACE
LA MOSTRA
"Imagine" di Raffaella Milandri,
ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata,
in una tensione carica di dignità, aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante.
La mostra farà parte  delle molteplici e interessanti manifestazioni del 1° Festival della Pace
organizzato dal Comune di  San Benedetto, e sarà allestita all'interno dell'Hotel Calabresi, in Piazza della Rotonda (Piazza Giorgini)
dal 29 maggio al 7 giugno 2009. Durante la mostra sarà allestita una asta di beneficenza,
il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto.
IL VIAGGIO
Rigorosamente in solitaria, senza alcuna prenotazione tranne l'aereo,
questo viaggio di Raffaella Milandri la vedrà indagare nella realtà del Nepal e del Tibet,
alla ricerca di immagini e di emozioni."Mi spoglio degli agi quotidiani, solo una valigia
e niente cellulare. Il mio cammino sarà costruito giorno per giorno.
Unico bagaglio sostanzioso: macchina fotografica, videocamera per mettere su Youtube alcuni filmati , e una webcam con la quale mi collegherò su Facebook per raccontare le mie giornate ."
"Prima di partire ho prestato servizio con il Gruppo di Protezione Civile Comunale e con il FIR SER di Ascoli per aiutare la popolazione aquilana, auguro un buon lavoro a tutti  e invio un saluto speciale alle persone attendate al campo di Tempera(AQ) dove ho lasciato il cuore: forza e coraggio"
L'AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto,
indaga tra popoli e culture con estrema curiosità, ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale.

«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo “abbandono” al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa “incontaminata” nella loro cultura e respirarne l'essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perché mi vedano come una di loro - non come un forestiero - adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
L'autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all'attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi.
Per contatti info@europrinters.it.


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Renato D’Agostin – “Metropolis”

sabato, 14 marzo 2009
listen it it Renato DAgostin   Metropolis

adc984222aeffced371d5652eb2e91d9 Renato DAgostin   Metropolis

Renato D’Agostin – “Metropolis”

Inaugurazione: giovedì 12 marzo 2009 dalle ore 18.00 alle ore 21.00

Periodo: 13 marzo 2009 – 19 aprile 2009

Sedi: VISION QUEST, Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova

Tel.: +39 339 7534993, +39 010 265629

Orario: dal mercoledì al sabato ore 15.30 – 19.30

e su appuntamento (tel. +39 3397534993)

Sito web: www.visionquest.it

Informazioni e-mail: info@visionquest.it

In collaborazione con MC2 Gallery

VISION QUEST Contemporary Photography è lieta di presentare la mostra personale di Renato D’Agostin “Metropolis”

(continua…)

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Vision Quest Contemporay Photography presenta “Metropolis” di Renato D’Agostin

giovedì, 5 marzo 2009
listen it it Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

b5c447e536f62ee5205c3880dc51f1a6 Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

 Il vortice frenetico che avviluppa normalmente le nostre esistenze impedisce l’attenzione di soffermarsi sul mondo in cui viviamo causando un pericoloso deficit di riflessioni indispensabili per una vita serena e costruttiva.
Atomi di cosmo impazzito, rimbalziamo senza una ragione plausibile perdendo di vista la bellezza di quei particolare che quotidianamente  si presentano innanzi ai nostri occhi e con i quali potremmo arricchire il tesoro dell’anima. Fino a quando qualcuno, con calma e purezza, questo compito lo svolge in nostra vece regalandoci immagini che riportano i sensi in quella realtà spesso inafferrabile.
Renato D’Agostin è il demiurgo di questa apparentemente nuova esistenza e, con il silenzio della fotografia, recupera la nostra attenzione ammantandola di pace e serenità. Infatti, non è soltanto la bellezza di queste opere a stupirci: con la stessa intensità, il messaggio in esse contenuto, diventa immediatamente un invito a riprendere l’autentico controllo dell’esistenza. Scatti che da un’anima provengono e a tante altre si rivolgono, arricchendole con il garbo, la raffinatezza e l’esperienza e l’esperienza che, nonostante la giovane età, il nostro artista ha già accumulato riscuotendo successo e gratificazioni degne di chi, oltre che con la testa, lavora con il cuore.
Fabrizio Boggiano

“Anestetizzato dal tempo che mi rende costantemente cosciente del momento reale delle cose, ascolto il silenzio che mi porta lontano dalle forme come scontate cornici degli oggetti, dai momenti come scontati attimi di una successione reale, dalla sintonia degli elementi che caratterizzano tutto ciò che mi circonda. Attimi di silenzio lineare e costante mi spingono ad indagare su qualcosa che ho visto altre volte, in altre prospettive, ma non ancora in quella, non ancora da quel punto di vista che mi emoziona, che suscita stupore per il non conosciuto, non vissuto, o non visto.
Escludo elementi che possano datare le due dimensioni dell’immagine, che possano far riferimento a quel luogo e momento, comprendendone altri che ne sintetizzano la forma.
Percezioni provenienti dalla strada e rielaborate in termini di spazio, forma, tonalità.
Percezioni dal mondo dove la realtà oggettiva, fisica dei luoghi perde i suoi contorni allineandosi ad all’altro mondo dai contorni sfocati dove vi è la ricerca di uno spazio immaginario, dove corpi mossi meccanicamente oscillano o ruotano, descrivendo figure per via cinetica.
E tutto rimane ovattato nello stesso silenzio.”
Renato D’Agostin

Renato D’Agostin nasce nel 1983 a San Donà di Piave (Ve) e inizia la carriera di fotografo a Venezia nel 2001. L’atmosfera della città alimenta e accresce la sua curiosità nel catturare situazioni al limite del reale. Con lo stesso occhio fotografico nel 2002 compie un viaggio attraverso le capitali dell’Europa occidentale e rimane affascinato dalla città di Parigi. Tornato in Italia frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e inizia a collaborare con lo studio di produzione Maison Sabbatini. Nel 2005 frequenta il corso di Fine Print all’International Center of Photography di New York e nel 2006 è assistente di Ralph Gibson. Nel 2007 Renato D’Agostin presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. In Metropolis le cognizioni spaziali e temporali della città si trasfigurano, liberando immagini surreali e oniriche legate alle viscere emotive del nostro inconscio collettivo, spazio che Renato ha saputo cogliere e indagare con estrema acutezza. La purezza dei particolari sottolinea con forza aspetti che sfuggono alla visione comune, dimostrando come il bello risieda ovunque; anche nei luoghi inaspettati. Questa è la sua prima personale in Italia.

Inaugurazione giovedì 12 marzo dalle 18.00 alle 21.00
dal 13 marzo al 19 marzo 2009,  dal mercoledì al sabato  15.30 - 19.30 e su appuntamento
VISION QUEST Contemporary Photography
Piazza Invrea 4r, 16123 Genova
Tel. 010 265629 – 3397534993  
www.visionquest.it    info@visionquest.it

 

 

 

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WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

mercoledì, 18 febbraio 2009
listen it it WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

3fac3c2998eb33b885a826e8afb08ad3 WORKSHOP DI GIULIO DI MEO
Workshop di reportage fotografico Saharawi
di Giulio di Meo
Fotografia sociale. In un certo senso è strano rafforzare con il termine “sociale” uno strumento che in ogni caso racconta il mondo ai suoi abitanti. La fotografia è necessariamente sociale, anche se di strade per raccontare quello che succede intorno a noi ce ne sono diverse e purtroppo oggi se ne sceglie quasi sempre una banale, piena di clichè e di immagini che non ci fanno più stringere il cuore. Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa stessa società. Non è facile, ma ci si può riuscire. E’ questa quella che io amo definire la mia fotografia, ed è solo questa che cerco di insegnare durante i miei workshop. Vorrei semplicemente fornire uno strumento attraverso il quale ridare sollievo ai volti delle persone che incontro: si tratta di catturare in degli istanti sentimenti di lotta, rabbia, indignazione ma anche d’amore, passione, speranza…..Fotografare con uno spirito impregnato di intensa umanità è a mio avviso il solo modo per comprendere le storie delle persone che si incontrano per le strade del mondo, catturarle e restituirle dignitosamente agli occhi di chi non piange più quando si imbatte in una immagine che dovrebbe emozionare.

I Saharawi
Sarà a tutti gli effetti un viaggio attraverso il quale cercheremo di conoscere e raccontare la difficile realtà in cui sono costretti i Saharawi. L’odissea di questo popolo inizia nel 1975, quando il Marocco, nonostante il parere contrario delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia, invade il Sahara Occidentale ex spagnolo. I primi campi profughi, ancora in territorio Sahariano, vengono bombardati con napalm e fosforo bianco, nell’indifferenza quasi totale dei governi e dell’opinione pubblica internazionale, come da miglior tradizione dei conflitti africani. Questo spinge la popolazione saharawi a chiedere ospitalità all’Algeria, e solo sotto la sua ala protettrice comincia a riorganizzarsi. Vengono costruiti i campi profughi dove tuttora vivono più di 300000 persone nonostante le terribili condizioni ambientali. I prodotti che i Saharawi ne ricavano sono appena sufficienti ad integrare l’alimentazione dei bambini e degli anziani, ma la sopravvivenza di questo popolo è strettamente legata all’invio di aiuti umanitari da parte delle nazioni europee. Le scuole e gli ospedali costruiti in pieno deserto Algerino testimoniano la determinazione e la voglia di vivere dei saharawi ed allo stesso tempo garantiscono un livello di istruzione che stupisce se si considerano le enormi difficoltà logistiche ed economiche con cui questo popolo deve quotidianamente misurarsi.

Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’immagini la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.

Progetto “Deserto Rosa”
Una parte della quota sarà utilizzata per la realizzazione del progetto “Deserto Rosa”, che prevede la creazione di un laboratorio di fotografia digitale che sarà donato alla Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun. Il fotografo Giulio Di Meo terrà inoltre, un Corso di fotografia digitale per le donne e le ragazze saharawi. Le attrezzature indispensabili per la realizzazione del laboratorio di fotografia digitale sono: un computer portatile, 2 macchine fotografiche digitali, una stampante a sublimazione, carta e ricambi di cartucce.

Periodo: 4-11 Aprile 2009

Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it

campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

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