Il fascino intramontabile delle istantanee Polaroid, della superficie che si impressiona lentamente sotto lo sguardo, questa volta in grande formato, colorate a mano ed in parte inedite, si rinnova con le Polaroids di Julian Schnabel, tra luoghi familiari e abbracci intimi con colleghi e amici.
Un viaggio suggestivo negli studi del pittore e fuori dal set del regista (Basquiat, Prima che sia notte, Lo scafandro e la farfalla, Miral), con Lou Reed e Mickey Rourke, Takashi Muratami e Christopher Walken, l’appena scomparso Dennis Hopper e l’amato cane, tra self volutamente sfocati e ritratti quasi spettrali, come quello di Plácido Domingo nei panni di Simon Boccanegra.
Polaroid gigantesche che si spingono in una dimensione lontana dalle coordinate spazio-temporali più convenzionali, anche se sono state realizzate in pieno giorno con una vecchia e ingombrante macchina fotografica fatta a mano, nello studio newyorkese di Palazzo Chupi, progettato e decorato dall’artista stesso. Nel video a seguire.
Immagini delle quali potete avere un assaggio in questa gallery (Julian Schnabel / Courtesy Bernheimer Fine Art Photography, 20 x 24 ins Polaroid Camera), raccolte in una edizione Prestel tutta da sfogliare, ed in mostra ancora per qualche giorno con Polaroids: Beyond Infinity and Grandview alla galleria Colnaghi di Londra.
Lo sguardo di Marc Stanes non è solo rivolto al Sud Africa, a leader come Nelson Mandela che continua a ritrarre come fotografo ufficiale della Mandela Rhodes Foundation, e osservatore di realtà che contribuisce a sostenere con gli introiti del proprio lavoro.
Lo sguardo e l’obiettivo dell’acclamato fotografo che si divide tra Londra e Cape Town, è rivolto in modo esteso ad ogni forme di vita e paesaggio, come quelli floreali raccolti nel nuovo libro ‘In Still Light’ disponibile da settembre, in concomitanza con l’esibizione di quelli umani di Naked Sculpture alla londinese Cooper Park Walk Gallery, dal 15 settembre al 2 ottobre 2010.
La mostra offrirà una panoramica suggestiva su linee, forme e paesaggi di corpi, nudi maschili e femminili, singoli, in gruppo, fusi .. ispirati dallo studio delle forme scultoree romane, della pittura rinascimentale e dell’iconografia tardo-bizantina. Panorami vivi e vitali che ne sostengono altri, poiché il 5% della vendita di ogni scatto di grande formato stampato su gelatina d’argento (in cinque copie) andrà alla South African AIDS Charity Positive Heroes.
Dopo una campagna primavera-estate tutta ‘caldo’ focolare domestico, pizzi e vestagliette, che potete ammirare in grande formato sul sito, per la campagna autunno-inverno 2010-2011 Dolce & Gabbana puntano ancora sul fascino incurante del tempo e delle mode (che contribuisce a lanciare) di Madonna, e le atmosfere in bianco e nero immortalate da Steven Klein.
La nuova campagna, come si può evincere da questa prima immagine in anteprima, punta su atmosfere dal sapore neorealista, con un forte richiamo all’immaginario della famiglia italiana d’altri tempi e di quella Sicilia da sempre nel cuore e nelle collezioni degli stilisti italiani, omaggiata anche dalla super trasformista Miss Sicily, la bag cult del momento in primo piano.
Che vi piaccia o meno il risultato, e ammetto che a me non dispiace affatto, Steven Klein si rende complice e testimone dell’ennesima trasformazione della camaleontica diva, sempre più giovanile e maliarda, perfettamente a suo agio con giovanotti affabili e servizievoli.
Come potete vedere in copertina, dal confronto con il Canon 50mm f/1.4 si intuiscono fin da subito le generose dimensioni di questa lente venduta a 250$ a persone che hanno particolari esigenze.
Stephen lo ha comprato per sperimentare nuovi limiti della profondità di campo con una grande formato. Sulla sua fotocamera, infatti, l’obiettivo risulta equivalente ad un ipotetico 50mm f/0,35 montato su una normale reflex full frame.
Un’occasione eccellente per contemplare le immagini in grande formato della sfera più intima e familiare della fotografa americana, che ritrae i tre figli Emmet, Jessie e Virginia, senza il minimo pudore per sentimenti o nudità, e che per questo fecero scalpore.
Una mostra molto intensa che tocca i cicli della vita e le passioni di Sally Mann insieme a misteri universali come l’amore e la morte, che parte dai ritratti dei figli di Immediate Family (1984 – 94), contempla la madre terra dei paesaggi della Virginia e della Georgia, luoghi significativi della guerra civile americana con la serie Deep South (1996 – 98), per giungere ad una sintesi di entrambi con le immagini di corpi in decomposizione che tornano alla terra, nella serie più recente What Remains (2000-04).
Contemporaneamente alla stupefacente personale senza tabù di Sally Mann, il Musée de l’Elysée di Losanna ospita anche una collezione di Polaroid molto interessante, le due ultime mostre curata dal direttore uscente William A. Ewing, alla guida del prestigioso museo di Losanna dal 1996.
Dal 19 Ottobre al’11 Novenbre l’Istituto di Cultura Italiana di Grenoble 47, Avenue Alsace Lorraine ospiterà la mostra di Franco Franceschi Bologna 20th Century. La mostra si compone di 33 immagini di grande formato ed ha per oggetto l’interpretazione dell’autore sull’architettura bolognese del ’900. Fissando dettagli delle strutture più rappresentative del secolo, Franceschi ci rende una città monocromatica più simile al disegno dell’architetto. Questa mostra, proposta per la prima volta a Bologna nel 2000, è stata esposta in diversi Paesi europei oltre che negli Stati Uniti e in Sud America. Una parte delle immagini, oltre alla rassegna stampa, può essere vista nel sito dell’autore www.francofranceschi.it
Inaugurazione
giovedì 18 giugno 2009
ore 19.00
via Ausonio, 18 _ Milano
18 giugno – 25 luglio 2009
Nella fotografia figurativa contemporanea, una città può essere letta come un campo quasi-neutro di forze visive ed emozionali. Per la sua prima personale da Aus18, Donatella Simonetti presenta una serie di scatti urbani il cui impatto formale si colloca al limite dell’astrazione, cromatica e geometrica. Realizzate a Berlino nell’arco dell’ultimo anno, le immagini raccontano angoli della città scarnificati ma d’impatto, strappano al contesto squarci di colore e di forme essenziali, e privilegiano un cromatismo piatto e deciso.
Proseguendo la sua linea di ricerca sull’architettura contemporanea (dopo aver studiato, in passato, le città spagnole e Milano), l’artista propone un approccio essenziale e asciutto alla capitale tedesca, di cui sembra nello stesso tempo voler succhiare l’essenza visiva ed esistenziale. Se quindi prevalgono nell’immagine il rigore delle linee geometriche e la purezza del colore, gli scatti assumono anche un significato emotivo che rimanda alle connotazioni di vuoto spaziale, imponenza, e vastità proprie di alcune metropoli contemporanee, di Berlino in particolare.
Una parete colorata, il dettaglio di un aeroporto, le scie allucinate dei fari delle auto di notte sono universali e particolari al tempo stesso, rimandano a un non-luogo che appartiene al mondo esterno e interno. La figura umana è del tutto assente: il senso di vuoto e di angoscia heideggeriana, mescolati a sensazioni positive di dinamismo e rigore contemporaneo, sono delegati alla sensibilità dello spettatore, che ritrova nel grande formato quello stesso senso di sublime e imponenza che avverte tra le strade di alcune capitali. Godendo nel frattempo della perfezione tecnica della fotografia pura.
La Berlino notturna e diurna in mostra diventa quindi uno spazio asettico artistico ed emotivo, che gioca sul confine tra la fotografia narrativa della tradizione (Gabriele Basilico, Luigi Ghirri) e arte contemporanea.
Donatella Simonetti è nata a Urbino nel 1982.
Vive e lavora tra Como, Berlino e la Svizzera.
Tra le principali mostre ricordiamo:
Das Weiche – Galerie Foto-Shop, Berlin (2009);
Com’On – Giovani artisti comaschi interpretano l’architettura – a cura di Roberto Borghi (2008);
Blu sospesi, Ex chiesa di San Pietro in Atrio, Como (2008);
Impressioni Spagnole, Spazio Tasca, Milano (2007).
>inattovisivo< mostra fotografica collettiva allievi Scuolafotografia di Carla Cinelli
8-9-10 maggio, sala Cristo Re (Borgo Trento – Brescia)
Nell’ambito delle iniziative “Maggio Culturale†organizzate dalla Parrocchia Cristo Re di Brescia, Scuolafotografia della fotografa bresciana Carla Cinelli promuove, in collaborazione con Photogroup e Le8Quinte Galleries, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, una collettiva fotografica dal titolo >inattovisivo<.
>inattovisivo< prende spunto dall’idea di dare maggior visibilità ai numerosi giovani fotografi bresciani che hanno fatto dell’atto visivo, ovvero dello scatto che fissa la propria personale lettura del mondo in una fotografia, il proprio naturale linguaggio espressivo.
In mostra saranno esposte 33 stampe di grande formato (h. cm 150 x 120) e qualità , sia a colori che in bianco e nero, sia in pellicola che digitale ma anche Polaroid, tutte realizzate da allievi ed ex allievi della Scuolafotografia di Carla Cinelli. Gli autori, anch’essi 33, avranno modo di svelare al pubblico, attraverso la scelta accurata di un’unica immagine, la propria cifra stilistica.
Numerose le tecniche utilizzate dagli autori per eseguire lo scatto: higt key, lomografia, montaggio digitale, shallow depth of field, mosso creativo, defocalizzazione, tilt shift; come numerosi gli stili fotografici con cui si sono confrontati: dal ritratto all’autoscatto, dalla fotografia di reportage alla fotografia concettuale, dalla moda alla fotografia naturalistica, dalla macrofotografia alla foto di studio, dal paesaggio alla streetphotograpy, dalla fotografia di ricerca a quella di denuncia sociale, dal minimalismo all’immagine ridondante di particolari.
I motivi di interesse sono quindi molteplici, e l’occasione è ottima per tutti gli appassionati (e non) di arte fotografica che volessero toccare con mano il livello di avanzamento della produzione bresciana dell’immagine.
Autori in mostra:
Antonella Alberti, Roberta Alghisi, Alberto Alghisi, Alberto Aloisi, Marco Cataudo, Ivano Catini, Cristina Chiarini,Marco Ciccolella, Maurizio Cominotti,Cosimo Concilio, Paola De Giuseppe, Ernersto Di Betta, Igor Donati, Giorgio Festa, Igor Gabusi, Ivana Giangualano, Eleonora Incani, Mauro Maffina, Natascia Manessi, Michele Marchetti, Ezio Mereghetti, Valentina Massetti, Roberto Massini, Marco Oprescu, Emanuela Piardi, Laura Predolini, Paola Rassega,Giuseppe Reboldi, Stefano Rocco, Alice Tognazzi, Luciano Torri, Gabriele Verzeletti e Cristian Zambelli.
Curatori della mostra:
Scuolafotografia: Carla Cinelli, Ezio Mereghetti e Ivano Catini;
PhotoGroup e Le8Quinte Galleries: Mauro Maffina.
L’inaugurazione della mostra >inattovisivo<è prevista per venerdì 8 maggio alle ore 18:00, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, ed è aperta a tutti.
La mostra rimarrà aperta al pubblico sabato 9 maggio dalle ore 15:00 alle ore 20:00 e domenica 10 maggio dalle ore 9:00 alle ore 20:00.
Si ringrazia per il contributo alla realizzazione Parrocchia Cristo Re di Brescia.
To Patrick Mimran, 2009, lambdaprint montata su forex e sotto plexiglass, cm 60 x 94,5, edizione di 3
Daniela Carati /All All and All
a cura di Valeria De Simoni
4 aprile > 23 maggio 2009
Inaugurazione: sabato 4 aprile 2009, ore 18.00 > 21.00
Sabato 4 aprile 2009 la galleria DAC inaugura All All and All, personale di Daniela
Carati. Il titolo della mostra è tratto dall’omonima poesia dello scrittore gallese Dylan Thomas.
L’artista presenta una serie inedita di opere fotografiche di medio e grande formato che indagano tutte (in inglese all) le possibilità del conoscibile. Si tratta di scatti inediti realizzati negli ultimi due anni tra Genova, New York e Lipsia, stampe lambda montate su forex e sotto plexiglass.
Attraverso la sua camera analogica Daniela Carati ha esplorato diversi tipi di soggetti – dal paesaggio al ritratto – facendo della fotografia una forma di esperienza della realtà . La sua ricerca ha rappresentato, sin dagli esordi, una limpida testimonianza del comportamento dell’uomo contemporaneo, un’analisi sociale operata con una totale franchezza nella rivelazione dell’essenza dei soggetti. Sfumata in varie declinazioni, la poetica dell’artista è tutta giocata su scansioni immediate, pulite, quasi asettiche, della realtà . Tuttavia, una sottile e tagliente vena ironica percorre tutta la produzione. Nel tentativo di recuperare l’autenticità delle cose Daniela ripensa il rapporto che sussiste tra mente e realtà esterna alla mente.
Compiaciuta di un gusto vagamente surrealista, in questi nuovi lavori, e per la prima volta, utilizza la manipolazione digitale dell’immagine praticando una sorta di “copia” e “incolla” di personaggi e oggetti in bilico tra fantasia e informazione. Sullo sfondo di scenografie diverse – Broadway, la campagna sassone, la spiaggia ligure – Daniela registra, conserva, denuncia, consacra, piccole folle di attori. I suoi montaggi sono abbreviazioni, sintesi, citazioni di appunti personali. L’atmosfera che ne deriva è irreale, trasognata, non sense. La consueta obiettività dello stile viene meno. A livello percettivo realtà e finzione si (con)fondono dando adito qualsiasi interpretazione.
In questo ultimo ciclo di opere l’artista introduce un elemento assolutamente nuovo, racconta se stessa, la sua personale visione del mondo. La sua attitudine nei confronti dello scenario contemporaneo non è semplicemente intuibile ma volontariamente palesata. Attraverso la fotografia Daniela ha confezionato la realtà con indizi e allusioni che testimoniano il bisogno personale, tuttavia collettivo, di guardare il mondo con occhi nuovi.
Daniela Carati è nata a Bologna nel 1964, vive e lavora a Genova.
L’A.F.I. – Archivio Fotografico Italiano e l’Associazione Culturale Click Art’sfotografia, sempre più attive nel promuovere la fotografia di ricerca e la giovane fotografia, in collaborazione con  EPSON-Sponsor Tecnologicoe con il patrocinio del COMUNE DI CASTELLANZA (VA), organizzano dal 24 maggio al 7 giugno 2009 la 7a Festa della Fotografia d’Autore.L’iniziativa si terrà presso l’antica Villa Pomini, sita in via Don Luigi Testori 14 a Castellanza, noto centro d’arte e cultura della provincia di Varese, con il seguente programma:
Dal 19 Ottobre al’11 Novenbre l’Istituto di Cultura Italiana di Grenoble 47, Avenue Alsace Lorraine ospiterà la mostra di Franco Franceschi Bologna 20th Century. La mostra si compone di 33 immagini di grande formato ed ha per oggetto l’interpretazione dell’autore sull’architettura bolognese del ’900. Fissando dettagli delle strutture più rappresentative del secolo, Franceschi ci rende una città monocromatica più simile al disegno dell’architetto. Questa mostra, proposta per la prima volta a Bologna nel 2000, è stata esposta in diversi Paesi europei oltre che negli Stati Uniti e in Sud America. Una parte delle immagini, oltre alla rassegna stampa, può essere vista nel sito dell’autore www.francofranceschi.it
Titolo: Come si fa una fotografia digitale Autore: Enzo M. G. Borri Editore: Tecniche Nuove Pagine: 192 Rilegatura: brossura Formato: 11 x 18 cm Anno: maggio 2004 ISBN: 88-481-1650-7 Prezzo (di copertina): 9,90 Euro
Facili, comode e pratiche Le macchine fotografiche digitali sono diventate il compagno di viaggio e di lavoro ideale per fotografi dilettanti e professionisti Scattare in libertà senza preoccuparsi di rullini e stampe grazie alle memory card, condividere con amici e parenti le immagini digitali, ritoccare e migliorare la qualità delle fotografie sono solo alcuni dei vantaggi della fotografia digitale.
Nel libro troverete tutte le informazioni necessarie per acquistare la macchina digitale che fa al caso vostro, capirete quali accessori vi serviranno per aumentarne le capacità , imparerete come usare al meglio le vostre conoscenze di fotografia tradizionale e come migliorare la qualità dei vostri scatti attraverso il fotoritocco.
L’autore
Enzo Borri prima di trasferire le elaborazioni fotomeccaniche al digitale ha operato come fotografo e tecnico di camera oscura sin dall’adolescenza Attualmente, scatta foto sia in digitale che su pellicola per elaborarle in Photoshop, programma di cui è betatester ufficiale dal 1994.