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lunedì, 23 maggio 2011

La foto che potete vedere qui sopra è stata realizzata da Steve Richards. Non ci vuole molta fantasia per intravedere le sembianze di un drago blu.
Uno scatto fatto durante un viaggio aereo da Cardiff a Faro e su Flickr ha già superato i 70.000 visitatori. L’autore assicura che l’immagine non è un falso ed i colori sono stati manipolati semplicemente usando Topaz Adjust 4.
Per chi volesse controllare l’effettiva esistenza di una zona simile non resta che fare un salto su Google Maps.
Via | PhotoWeeklyOnline
I draghi esistono davvero é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di lunedì 23 maggio 2011.



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giovedì, 19 maggio 2011
Stavolta parlo di uno sconosciuto che quasi sicuramente conoscete tutti: Noah Kalina. So che ne hanno già parlato in tantissimi, ecc. pazienza.
Fotografo newyorkese di 31 anni che per 6 anni si è scattato un autoritratto al giorno, raggruppano il lavoro nello slideshow che potete vedere cliccando qui sopra, accompagnato dalla stupenda musica di Carly Comando.
2356 giorni, corrispondenti a 2356 immagini. 18913119 visualizzazioni a questo momento. Centinaia di articoli in tutto il mondo, un sito internet, migliaia di commenti e di fan in tutti i social network, i Simpson lo hanno citato (consacrazione ultima). Un lavoro ancora in corso. C’è chi parla di “visione quasi metafisica”, chi nota la sua posizione immobile, da statua, davanti al passare degli anni (dai 20 ai 26 non è che proprio sia un cambiamento epocale…), chi lo definisce “genio” e buonanotte al secchio.
Io ho visto il video e sinceramente mi sono stupita quando, ricercandolo su Google, ho scoperto che è un professionista (qualunque cosa ciò significhi nel 2011), che fa pure dei servizi interessanti e ha una buona base culturale. Mi chiedo quanti siano andati a cercare notizie su di lui prima di definirlo “genio”, ma va bhe… Me ne sono stupita perché credevo di stare osservando il classico “buddy” con tendenze un po’ ossessive ed ego riferito che faceva un esperimento divertente e se ci fa pure su dei soldi – mi son detta – buon per lui! Ma se io prendo una singola di quelle fotografie, senza pensare a tutto il resto, cosa vedo? Un ragazzo che si è autoritratto con una macchina fotografica, intuisco la stagione dell’anno dal colletto della maglietta/maglione/camicia, lo sfondo di un ambiente lavorativo, piuttosto che casalingo. Nient’altro. Mi si risponde “Anna ma tu sbagli, ci sono progetti artistici che vanno valutati nella loro totalità, giudicarne una singola parte sarebbe come giudicare un romanzo leggendo una pagina a caso.”. Non concordo e non trovo calzante l’esempio: è vero non posso giudicare un libro da una pagina, come una foto da un pixel, ma posso tranquillamente dire se uno scrittore mi piace o meno leggendo una sola sua opera e non 15. E se quell’opera per “stare in piedi” ha bisogno delle altre 14, bhe c’è qualcosa che non va… Comunque, ammettiamo pure il ragionamento del guardare il progetto (che parola inflazionata però…) nell’intero, mi rimangono dei dubbi… Se io ogni giorno per 6 anni cucino e mangio il filetto al pepe verde, questo fa di me una grande cuoca o una grande gastronoma o esperta di carni? Se io ogni giorno annoto che tempo fa e descrivo le mie sensazioni rapportate alle condizioni meteo, questo fa di me una grande scrittrice? Adesso non vorrei metterla giù troppo spessa, ma tempo fa avevo scritto un articolo su una designer che faceva gioielli con il ghiaccio: incastonava cubetti in fili d’oro, naturalmente il ghiaccio si scioglieva in poco tempo e rimaneva il supporto. Ora, se io sono un fruitore d’arte mi aspetto da un gioiello che sia un gioiello, è quasi una questione di onestà ontologica (l’ho scritto veramente!), non che sia del ghiaccio che si scioglie e “mi riflettere su quanto sia effimera la vanità”; così da una foto mi aspetto che sia una foto non che qui hai la barba e nella foto dopo no. Niente a che vedere, per esempio, con il lavoro che fa Cristina Nuñez con l’autoritratto.
Poi è pure interessante riflettere sul fatto che quasi 20 milioni di persone l’abbiano guardato: fanno più impressione i suoi 6 anni di autoscatti di un minuto al giorno, che i 12 anni che ha impiegato Proust per scrivere la Ricerca del tempo perduto oppure le 3 ore che Stieglitz passò nel 1893 sotto una tempesta di neve nella Fifth Avenue per scattare la celeberrima Winter on Fifth Avenue.
La mia non vuole essere una provocazione (non sono provocatoria, sono diversamente ironica), vorrei davvero confrontarmi con voi su questo tema. Chi passa ogni tanto di qua sa che non amo la fotografia perfetta tecnicamente ma sterile, solo che sono ancora legata all’idea che l’artista non è uno che fa cose strane, tanto per farle, è… chi è l’artista? Scusate le tante parole e i tanti puntini…
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| N. Kalina, dalla serie Scenes |
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| N. Kalina, dalla serie Portraits |
Autore Articolo: Anna Mole
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giovedì, 19 maggio 2011
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Questa scritta mi ha sempre fatto sorridere, nel caso specifico
ancora più del solito! |
Impazza la bufera nel mondo della fotografia. Un’altra volta. Ormai lo saprete già tutti: Oliviero Toscani ha realizzato il calendario Consorzio vera pelle conciata al vegetale e per ogni mese ha immortalato una vagina. Senza razzismi, nel pieno stile Toscani: nere, bionde, rosse e tutte al naturale, senza “potature” all’ultimo pelo. Scandalo: “è una provocazione”, “la donna, anzi il corpo della donna nuovamente strumentalizzato!”, “vergogna”, “perbenisti!”, “è arte”. Dunque, bypassando luoghi comuni e lance spezzate da entrambe le parti, diciamoci la verità: ogni volta che si tratta di figa e di cazzo e di soldi – un bel po’ di soldi – ecco spuntare il faccione dell’Oliviero nazionale.
In questo caso specifico: il Consorzio ci ha messo i soldi, Rolling Stones allegherà il calendario alla rivista, al Pitti è stata organizzata la conferenza stampa, con tanto di Sgarbi indignato per le indignazioni e la Carfagna che, scandalizzata, ha segnalato e ottenuto dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) lo stop alla pubblicità dell’iniziativa. Bingo: a meno di 24 ore dalla presentazione ufficiale, se cerchi su Google “oliviero toscani calendario 2011”, compaiono 157000 risultati in 0,09 secondi. Ora, ragioniamo con calma: a parte il gusto o cattivo gusto dell’idea, a parte le considerazioni etiche ed estetiche, che ognuno fa per sé, ma possibile che nessuno faccia caso al fatto che tutte questi progetti “a scopo sociale”, “anti-razzisti”, “mentalmente aperti” siano sempre matematicamente legati a sponsor? Vedi i ritratti dei ragazzi bianchi e neri per i manifesti Benetton, la modella Isabelle Caro, testimonial per Anorexia, (che tra l’altro è recentemente scomparsa, senza che il nostro dicesse una sola parola di cordoglio), per Nolita. Io mi ricordo che qualche anno fa, nelle vetrine degli ottici, erano esposti in prima fila delle montature tonde di vari colori, col cartello dietro che diceva più o meno: “Indossa anche tu gli occhiali di Oliviero Toscani”. Perfino quello era riuscito a monetizzare! Toscani è un fotografo molto famoso che lavora su commissione per marchi altrettanto famosi o che vorrebbero esserlo e in questo non c’è nulla di male, però per piacere non facciamolo passare per un artista al servizio della sensibilizzazione o anche semplicemente uno “scuotitore di coscienze” o un “creativo del nudo artistico”: quelli sono altri e lavorano in altro modo, certamente fanno meno rumore. Vogliamo parlare di queste foto? Sono primi piani, piuttosto ravvicinati, luce chiara diffusa e ben disposta. Insomma queste vagine sono fotografate come still life di bottiglie di cognac, niente di più, niente di sconvolgentemente artistico, niente di nuovo sotto il sole.
Questo blog è dedicato a illustri sconosciuti fotografi e quindi concludo con 2 riflessioni: una sui blogger e una sull’immagine. Spesso guardo su You Tube il canale di Maddalena Balsamo, un’attrice che da un paio d’anni inserisce video con i suoi pensieri sulla vita, la politica, il teatro, le donne ecc. In questo video, lei ragiona in modo profondo, piacevole, originale sulla luce e il buio e la loro capacità di creare atmosfere, situazioni, facendo anche un omaggio a Mario Monicelli, ha avuto 4618 visualizzazioni. Quest’altro video, che ha girato in mutande per fare una provocazione in risposta al suddetto calendario, è stato visto 57212 volte e da oggi bisogna pure iscriversi per vederlo, perché qualcuno l’ha segnalato come inappropriato. È un video molto meno raffinato mentalmente del primo, molto più facile di comprensione e anche un po’ scontato e banale, secondo me, ma tant’è. Seconda riflessione: tempo fa, ho scritto qui un post sull’autore di questa foto: Ermanno Ivone, a mio parere ignorato quanto bravo. Questa è un’immagine molto forte, però ci sono delle scelte qui: il bianco e nero, la luce bianca “esasperata”, che diventa quasi un acquarello nella parte superiore, le ombre perfettamente sfumate, l’attenzione alla forma, alla linea morbida. Si ammetterà che c’è oggettivamente una ricerca più complessa rispetto a quella di Toscani. Ma anche questa è una vagina! Come mai qui non c’è stato tutto questo baccano? Siamo sicuri di essere così coerenti?
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| E. Ivone, N.T., Pura][Mente |
Autore Articolo: Anna Mole
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sabato, 7 maggio 2011
Ormai conosciamo tutti Google Street View e lo scorso anno Big G aveva annunciato un servizio per entrare a fotografare all’interno dei negozi.
Ecco ora arrivare Google Business Photos il nuovo progetto che consente ai proprietari di attività aperte al pubblico di mostrare il proprio locale in modo da attirare nuovi clienti o promuovere il proprio lavoro. Al momento in alcuni stati è possibile iscriversi il programma ed un fotografo andrà direttamente a scattare l’interno del locale.
In Italia non c’è ancora la copertura del servizio, ma i proprietari dei locali possono caricare direttamente le foto su Google Places e quindi chi è in cerca di nuove idee lavorative in ambito fotografico potrebbe provare ad esplorare questo ambiente.
Via | ReadWriteWeb
Google Business Photos, un’opportunità per i fotografi é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di venerdì 06 maggio 2011.



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mercoledì, 6 aprile 2011
Un collezionista polacco ha annunciato di aver trovato un dagherrotipo che dovrebbe ritrarre il compositore e pianista Frederic Chopin subito dopo la sua morte avvenuta nel 1849.
Il dagherrotipo è originale e sarebbe anche il solo che raffigura Chopin, mentre le altre immagini che ci sono arrivate del compositore sarebbe solo delle copie di cui si sono persi gli originali. Il collezionista avrebbe acquistato questa immagine in Scopia e poi fatta restaurare a Londra. Sembrerebbe che a fotografare Chopin sia stato Louis-Auguste Bisson un famoso fotografo dell’epoca che aveva già scattato altre immagini del compositore.
Probabilmente il luogo in cui si trovava il corpo al momento dello scatto la chiesa Madeleine a Parigi dove fu trasportato dopo la morte prima di essere sepolto nel cimitero Pere-Lachaise. La foto potrebbe essere stata ordinata da Jane Sterling, ammiratrice scozzese e pupilla di Chopin.
Nonostante la foto sia un’autentica immagine del 19° secolo qualche esperto rimane dubbioso sull’effettiva persona raffigurata. Gli studiosi affermano che il fotografo Bisson non era solito firmare le sue immagini come in questo caso.
Via | Google
Lo strano caso della foto a Chopin é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di mercoledì 06 aprile 2011.



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martedì, 1 marzo 2011

Le città in continua trasformazione sotto gli occhi di chi le vive, le abita e le guarda cambiare, sono da tempo oggetto di uno dei progetti in progress dello Street Artist JR, che dopo Los Surcos de la Ciudad di Cartagena nel 2008, e Wrinkles of the City ???? a Shanghai nel 2010, ha scelto di portare le “rughe urbane” a Los Angeles nel 2011, come terza tappa del suo viaggio nelle città.
Non una città qualsiasi quindi, una ma botox valley allevata nel mito di Hollywood, dove la chirurgia plastica è diventata uno stile di vita, e gli sviluppi urbani sono considerati da pianificatori e geografi un modello ed un esempio per lo sviluppo delle metropoli americane.
JR ha scelto la città che cancella le rughe a colpi di bisturi e punturine di botox, per incollare le rughe e gli sguardi dell’uomo della strada, e dei suoi abitanti più anziani, non più su edifici in rovina o in costruzione, ma sulle superfici di una delle gallery a cielo aperto più ‘postmoderne’, segnalate, installazione dopo installazione, da una Google map. Ma gli sguardi sono ancora tanti quanti le città, e il viaggio di JR continua, fino alla prossima tappa.
JR The Wrinkles of the City in Los Angeles



JR The Wrinkles of the City in Los Angeles é stato pubblicato su clickblog alle 11:10 di lunedì 28 febbraio 2011.



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venerdì, 4 febbraio 2011

Google ha svelato un nuovo ed interessante servizio: Art Project.
Ora sarà possibile osservare le più belle opere d’arte presenti nei più grandi musei del mondo nello stesso modo in cui si esplora una città con la funzonalità Street View di Google Maps. Al momento sono disponibili 17 musei, tra i quali troviamo anche la Galleria degli Uffizi .
Oltre a poter visitare in maniera virtuali queste collezioni sono disponibili anche alcune foto ad altissima definizione, 7 gigapixel, per le più importanti opere. Dopo il salto potete vedere qualche esempio di come sono state registrare le immagini.
Via | GoogleBlog
Google Art ci porta dentro ai musei é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 03 febbraio 2011.



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sabato, 22 gennaio 2011
Lo scorso ottobre Flickr aveva abilitato la possibilità di registrarsi attraverso OpenID per chi possedeva un account Google.
Poiché creare un nuovo account per ogni nuovo servizio è snervante ecco arrivare la possibilità di registrarsi direttamente utilizzando il proprio account Facebook. Non finisce però qui. Tutti gli account potranno abilitare il login utilizzando il proprio account Google o Facebook senza dover ricordare la password di Yahoo.
Sarà anche possibile, dalle impostazioni, abilitare la pubblicazione di ogni nuova foto anche sul profilo facebook. Una mossa, questa, per invogliare la stragrande utenza dell’ormai rete sociale per eccellenza.
Via | FlickrBlog
Flickr abilita il login con account Facebook é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di venerdì 21 gennaio 2011.



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martedì, 21 dicembre 2010

Le statistiche possono darci la possibilità di trovare informazioni interessanti da dati che presi singolarmente non avrebbero molto senso.
Michael Zhang ha provato il nuovo servizio di Google, Books Ngram Viewer, che effettua una ricerca e consente di vedere come l’utilizzo di una parola è variato nel tempo. Cercando Photography, come vedete nell’immagine in copertina, si notano la crescita nel tempo ed alcuni picchi nel corso dell’ultimo secolo.
La salita degli anni ‘30 può essere dovuta all’arrivo delle 35mm nel mercato di massa e del primo fotogiornalismo, mentre per quella degli anni ‘60 il motivo potrebbe essere il pensiero diffuso della fotografia come arte. Se l’ultimo picco può essere spiegato con l’arrivo in tutte le famiglie delle compatte, cosa può aver causato il declino negli ultimi 10 anni?
Via | PetaPixel
La storia della fotografia nei libri é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 21 dicembre 2010.
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mercoledì, 17 novembre 2010

Non sempre le cose sono quelle che appaiono, anche se il turismo al quale fa riferimento Nicholas Dhervillers con Tourist 1 e Tourist 2, sembra comunque perfetto per esplorare tutti quei non luoghi incastrati tra realismo e artificio.
Luoghi ‘naturali’ distorti da ombre discrete e concentrazioni luminose, che accolgono le immagini di turisti sui generis estrapolati a loro insaputa dal web e dal contesto originario, per restituire la migliore illusione di realtà e paesaggi inquietanti a “spettatori” avventurosi.
Turisti sbarcati su Google da ogni angolo di mondo e finiti nei fotomontaggi dei Tourist di Nicholas Dhervillers, che invitano a riflettere sulla questione del diritto d’autore e sul proliferare di immagini, moltiplicate, replicate e a disposizione di tutti con un click, premiati con una menzione speciale della giuria del Premio ARCIMBOLDO 2010.
Tourists 2

Turisti di non luoghi intriganti che trovate in mostra al Photo Levallois dal 23 novembre al 18 dicembre 2010, e con una collettiva votata al turismo alla Galerie du Jour Agnès B’ fino all’8 gennaio 2011. A questo punto non posso che augurarvi ‘buon viaggio’.

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Rencontre avec Nicolas Dhervillers, lauréat des Zooms from Photographie on Vimeo.
Tourist 1 e 2: in viaggio nei non luoghi di Nicholas Dhervillers é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 17 novembre 2010.
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mercoledì, 13 ottobre 2010
Titolo Evento: Visioni musicali
Autore: Roberto Arleo
Data Evento: 1 Ottobre 2010 (Evento singolo giornaliero)
Visioni musicali è il titolo della mostra fotografica collettiva in cui i quindici fotografi raccontano e interpretano il tema della musica, ognuno in modo personale e unico.
La mostra, promossa dall’associazione culturale Prospettiva 8 e allestita da Roberta Bertini, verrà inaugurata il primo ottobre presso la Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi di Roma e chiuderà i battenti il prossimo 13 ottobre.
[img]http://picasaweb.google.it/lh/photo/7iUu9kLhvcOHfwWlEgJQ5g?feat=directlink[/img]
Gli artisti/fotografi protagonisti della mostra sono: Maria Andreano, Roberto Arleo, Paolo Bramati, Giovanna Caiati, Carla Carinci, Romina Ceccani, Sara Dal Pont, Valentina Desideri, Francesca Filomia, Fabio Ghidini, Daniele Giovannoni, Luigi Orrù, Edoardo Papargiriou, Corine Veysselier, Giorgia Vincenti.
Un progetto che ha coinvolto 15 fotografi in una esposizione di foto-racconto-arte di alta valenza poetica.
La mostra attraverso le immagini che interpretano il tema della musica, mira a finanziare, tramite la vendita del catalogo, l’acquisto di una tac 64 multistrato da devolvere all’Ospedale del Bambino Gesù di Roma.
Per il vernissage sono previste le esibizioni del violinista Pierluigi Pietroniro, del chitarrista jazz Romualdo Panebianco e della danzatrice del ventre Alma de Flores.
dal 1 ottobre 2010 al 13 ottobre 2010
Visioni musicali
a cura di Prospettiva8
Autori: Maria Andreano, Roberto Arleo, Paolo Bramati, Giovanna Caiati, Carla Carinci, Romina Ceccani, Sara Dal Pont, Valentina Desideri, Francesca Filomia, Fabio Ghidini, Daniele Giovannoni, Luigi Orrù, Edoardo Papargiriou, Corine Veysselier, Giorgia Vincenti
Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi
Via Gerolamo Cardano, 135 – 00146 Roma
Orario: lunedì ore 15.00-19.00; dal martedì al venerdì ore 9.00-19.00; sabato ore 9.00- 13.00
Ingresso: gratuito
Genere: fotografia
Info: Associazione culturale Prospettiva 8 info@prospettivaotto.it
Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario
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mercoledì, 13 ottobre 2010

Karen e Frank Taylor sono una coppia sposata con figli che nel 2002 comprò una barca ed intraprese un viaggio dal North Carolina alle coste dell’America Centrale. Un anno in mare visitando posti magnifici. Quell’avventura li segnò tanto da decidere di ripetere l’esperienza non appena i figli fossero partiti per motivi di studio.
Il loro nuovo viaggio è iniziato il 14 novembre 2009 a bordo di un catamarano che hanno acquistato vendendo casa, auto e tutte le loro proprietà. La durata prevista questa volta è di ben 5 anni con l’idea di girare attorno al mondo.
Quel che veramente è interessante è il fatto che Google sia uno dei partner di questa viaggio che prende il nome di Spedizione Tahina. Tutti i contenuti generati dalla coppia saranno utilizzati da Big G all’interno dei propri prodotti.




Tra questi contenuti sono anche presenti delle foto scattate utilizzando la tecnica della kite aerial photography, nella quale la fotocamera viene trasportata in aria con vari sistemi e mantenuta all’altezza desiderata per scattare fotografie in automatico a distanza di qualche secondo o manualmente attraverso un controllo remoto.
Recentemente Google ha inglobato questo tipo di foto scattate a Manihi, Polinesia francese, all’interno di Google Maps. Grazie a queste immagini il dettaglio che si ottiene è decisamente superiore a quello che garantiscono i satelliti.
Come potete vedere in galleria la copertura non è completa perché il sole che stava tramontando, pali e cavi sospesi rendevano le operazioni particolarmente complicate. L’idea di poter andare a scandagliare certe aree del mondo con questo dettaglio è molto interessante.
In futuro vedremo degli omini con la casacca di Google che scattano foto dall’alto con la Kite aerial photography nelle principali località turistiche del mondo? Non si può dire, ma conoscendo l’azienda non si può escludere nulla. Per il momento però potremo consolarci seguendo il viaggio di questa eccentrica coppia.
Via | Cnet
Google Maps sfrutta la Kite aerial photography é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 13 ottobre 2010.
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