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Articoli marcati con tag ‘germania’

Intervista agli ingegneri Samsung

sabato, 7 maggio 2011
listen it it Intervista agli ingegneri Samsung

Quando di parla di lenti ed obiettivi si pensa quasi sempre ai leader di mercato che hanno sede in Giappone o in Germania.

Qui sopra potete vedere un video in cui gli ingegneri della coreana Samsung parlano del loro lavoro e dei loro prodotti. Una rincorsa nei confronti di marchi storici che disponevano di tutta la tecnologia e del know how necessario per produrre obiettivi di prima qualità. Ora secondo loro la partita si gioca su un piano diverso perché le loro fabbriche non sono assolutamente inferiori a quelle giapponesi e sperano di dimostrarlo con i prodotti creati per il sistema NX.

Come curiosità all’interno del filmato è possibile vedere anche un Samsung 300mm f2.8 XF ED che al momento non è ancora stato presentato sul mercato.

Via | 1001NoisyCameras

Intervista agli ingegneri Samsung é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di giovedì 05 maggio 2011.

 Intervista agli ingegneri Samsung
 Intervista agli ingegneri Samsung

 Intervista agli ingegneri Samsung  Intervista agli ingegneri Samsung

 Intervista agli ingegneri Samsung

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CCCP- Cosmic Communist Constructions Photographed di Frédéric Chaubin

giovedì, 13 gennaio 2011
listen it it CCCP  Cosmic Communist Constructions Photographed di Frédéric Chaubin

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Dopo tanta fantascienza, cartoni animati e reality show più artefatti degli effetti speciali, è quasi normale rimanere affascinati dalle architetture futuristiche edificate in tutto il mondo, che non risparmiano neanche le chiese, atterrate nei quartiere periferici delle città come astronavi fatta per stare in terra ed non in cielo.

Architetture stravaganti che sperimentano con i sogni e desideri degli esseri umani, con le ideologie e le correnti artistiche, come quelle fotografate per anni da Frédéric Chaubin e raccolte in CCCP- Cosmic Communist Constructions Photographed edito da Taschen, in libreria da febbraio.

90 edifici realizzati dal 1970 al 1990 nelle ex-repubbliche sovietiche, dall’Armenia alla Russia, da architetti spesso sconosciuti che hanno giocato con le forme ispirate dai film di fantascienza e dall’Espressionismo, dal Modernismo e dal Suprematismo russo, in un puzzle di stili che sintetizza l’eclettico cocktail di sogni ed ideologie che ha caratterizzato un grande paese isolato dal resto del mondo e il collasso dello stesso.

Il Prometheus youth camp di Bogatyr ispirato da un prototipo di base lunare, fiamme di cemento armato per il Crematorium di Kiev, o il disco volante atterrato sul tetto dell’Institute of Scientific Research ucraino, sono solo alcuni dei sorprendenti edifici fotografati dal 2003 al 2010 dall’editor-in-chief del magazine francese Citizen K, ed esposti in tutto il mondo, prima di approdare al ZKM | Museum of Contemporary Art di Karlsruhe (Germania), dal 29 gennaio al 27 marzo 2011, che ora potete anche sfogliare on line nella gustosa anteprima di 100 pagine.

CCCP- Cosmic Communist Constructions Photographed di Frédéric Chaubin é stato pubblicato su clickblog alle 10:10 di giovedì 13 gennaio 2011.

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Workshop di fotografia naturalistica al Bayerischer Wald (Germania)

domenica, 12 dicembre 2010
listen it it Workshop di fotografia naturalistica al Bayerischer Wald (Germania)

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Workshop di fotografia naturalistica al Bayerischer Wald (Germania) dal 17 al 20 febbraio 2011

martedì, 9 novembre 2010
listen it it Workshop di fotografia naturalistica al Bayerischer Wald (Germania) dal 17 al 20 febbraio 2011

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Relics of the Cold War di Martin Roemers

domenica, 6 giugno 2010
listen it it Relics of the Cold War di Martin Roemers

2025c068f92e663d31db64bf039cc1d8 Relics of the Cold War di Martin Roemers

Ogni guerra e conflitto lascia tracce indelebili e macerie più o meno visibili, anche la cosiddetta guerra fredda, che pur senza sfociare mai in un vero conflitto armato, per un quarantennio ha diviso la storia, la cultura e i destini dell’est da quelli dell’ovest.

Con la caduta del muro di Berlino, a partire dal 1989 le reliquie della guerra fredda hanno cominciato ad acquisire un valore differente, prezioso per un futuro che cerca di ricostruire per la pace, anche grazie a progetti come Relics of the Cold War di Martin Roemers, edito da Hatje Cantz.

Il libro raccoglie 73 fotografie di queste “tracce”, realizzate dal fotografo olandese in entrambi i lati della cortina di ferro, dalle caserme agli aerodromi, dai campi di addestramento ai ripari di incursione aerea, dai rifugi anti atomici ai siti per i missili nucleari.

Relics of the Cold War by Martin Roemers
0cfa8ada2fa857564f31069c20444dff Relics of the Cold War di Martin Roemers 77d0a458e1d8f14327218f976663008f Relics of the Cold War di Martin Roemers a0af9830f43a1d677256e4241a76d368 Relics of the Cold War di Martin Roemers e93ca6262b283a9cf30478ad1a9a1d31 Relics of the Cold War di Martin Roemers

Fotografie davvero eloquenti raccolte da Martin Roemers per oltre un decennio ad est e ovest della cortina, dalla Germania all’Inghilterra, dai Paesi Bassi al Belgio, dalla Polonia alla Repubblica ceca, dall’Ucraina alla Russia, dalla Lituania alla Latria.

Un libro davvero interessante e immagini esposte al Krasnoyarsk Museum Center russo fino al 15 settembre 2010 con “P.S. Distress” dedicato 65 ° Anniversario della fine della II Guerra Mondiale e della vittoria sovietica sulla Germania nazista, alle quali Daylight Magazine ha dedicato un video, e in definita qualcosa di rilevante sul quale riflettere.

Relics of the Cold War di Martin Roemers é stato pubblicato su clickblog alle 14:00 di domenica 06 giugno 2010.

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Una fotocamera ti salva la vita! Cronaca dalla Germania

venerdì, 12 febbraio 2010
listen it it Una fotocamera ti salva la vita! Cronaca dalla Germania

Curiosità

717013aedee770407153ff156f3c3c88 Una fotocamera ti salva la vita! Cronaca dalla Germania

Per ammirare il tramonto nel nord della Germania un uomo si è avventurato sul mare ghiacciato. Purtroppo al momento di rientrare non era più in grado di capire da che parte doveva andare avendo perso l’orientamento.

Per cercare di richiamare l’attenzione si è messo ad utilizzare il flash della propria fotocamera sperando che qualcuno lo notasse. Fortunatamente una donna nel sud della Germania stava proprio guardando quel paesaggio come tutti i giorni attraverso una webcam.

Sapendo che gli abitanti della zona sono consapevoli dei rischi dell’avventurarsi sul ghiaccio e della bellezza del tramonto che attira qualche visitatore ad allontanarsi dalla costa ha avvertito le autorità.

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Berlino: città senza confini – workshop di reportage con Marco Vacca

venerdì, 2 ottobre 2009
listen it it Berlino: città senza confini   workshop di reportage con Marco Vacca

In occasione del 20 anniversario della caduta del muro di Berlino phlibero propone un’indagine fotografica sui luoghi simbolo dell’unificazione tra Germania Est ed Ovest: Checkpoint Charlie,  Alexanderplatz, il quartiere Mitte, Potsdamer Platz. Uno sguardo al passato per cogliere il senso della trasformazione avvenuta in questi vent’anni e aprire un finestra sul presente.

Il workshop si svolgerà a cavallo del Festival of Freedom culmine di un anno di eventi commemorativi http://www.mauerfall09.de/en/home  tra cui la grande mostra in Potsdammerplatz Peaceful Revolution 1989/90  (700 fotografie e documenti che per ricordare le proteste della primavera dell’89 organizzate dagli attivisti per i diritti civili, che portarono alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre ’89 e alla riunificazione della Germania nell’autunno del ’90) e Perspectives – 20 Years of Changing Berlin (un info box itinerante che focalizza l’attenzione sui luoghi emblematici dei cambiamenti della capitale dalla caduta del muro).

Il 9 novembre nel contesto del Festival si svolgerà Domino Action, l’abbattimento di un simbolico muro, di 2 km sito tra il Palazzo del Reichstag e Potsdamer Plaz, composto da oltre 1000 tessere del domino alte 2,5 metri l’una e decorate da giovani berlinesi.

In questa frizzante atmosfera di festa e di commemorazione, sotto l’esperta guida di Marco Vacca i partecipanti avranno modo di sviluppare un progetto fotografico sulla mutazione del simbolo di un cambiamento epocale per tutto il Vecchio Continente.

Berlino raccontata attraverso i suoi protagonisti: la città, la sua gente, la Storia.

L’impianto generale del workshop è basato sulla proiezione e discussione quotidiana del materiale prodotto da ogni studente per la verifica e la comprensione delle regole di composizione e narrative della fotografia. 

Verranno svolte esercitazioni necessarie allo sviluppo della capacità di editing fotografico fondamentali per la comprensione e l’omogeneità del lavoro.  

Vista la struttura dinamica delle lezioni e degli argomenti è richiesto l’uso di apparecchiatura fotografica digitale ed è caldamente consigliato l’uso di un pc portatile.

Marco Vacca è nato a Roma, è laureato in Filosofia e Storia e vive a Milano

Fotoreporter dal 1990 dopo aver lavorato in altri ambiti della fotografia professionale, ha prodotto storie su Israele, Iraq, Medio oriente, Rwanda, Kosovo, Sud Sudan, Darfur, Ciad, 9/11, Ghana, Japan, Dubai e molto altro ancora.

Ha al suo attivo una ricerca sulla passione degli italiani per il fitness da cui sono scaturiti una mostra ed un libro dal titolo Body in Italy. Ha pubblicato Refugees: un lavoro sulla condizione delle popolazioni del Darfur esposto ai musei del Vittoriano a Roma e successivamente in diverse altre città d’Italia.

Nel 1999 il suo lavoro sulla carestia in Sud Sudan è stato premiato nel WORLD PRESS PHOTO.

E’ presidente di Fotografia&Informazione, un’associazione nata per lo sviluppo e la diffusione della cultura foto giornalistica in Italia.

Dal 6 al 10 novembre 2009 – max 12 partecipanti – costo € 460.

Il costo non include le spese di pernottamento, i pasti, i trasporti e il viaggio.

È consigliabile formalizzare l’iscrizione quanto prima per poter usufruire di tariffe vantaggiose su voli aerei e pernottamento.

Lezioni tecniche e pernottamento (a partire da 12 € a notte) presso l’ostello Pfefferbett – http://www.pfefferbett.de/en/

Linee aeree:

www.airberlin.com da Milano – Roma – Venezia – Napoli – Catania – Lamezia Terme

www.lufthansa.it da Torino – Milano

www.ryanair.com da Bergamo

www.easyjet.com da Milano – Roma – Venezia

 

Per info: phlibero a.p.s. -  corsi@phlibero.itwww.phlibero.it – 011 19505351 -  via Principessa Clotilde, 85 – Torino

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
listen it it La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri  a favore della ILO 169
353e29203aea7c0f01afdfef119ff684 La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri  a favore della ILO 169

La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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[invito] 25 luglio: mostra Schiavocampo al Civico Museo Parisi-Valle Maccagno

sabato, 25 luglio 2009
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PAOLO SCHIAVOCAMPO – ANGELI AL CONFINO

Il calendario di attività del Museo Civico di Maccagno, dopo alcune mostre tematiche e collettive, riprende il percorso espositivo monografico rivolto a personalità artistiche del nostro tempo e nel territorio dedicando una mostra personale a Paolo Schiavocampo.

Nato nel 1924 a Palermo, Schiavocampo dapprima studia Architettura a Roma e a Milano, poi, preferito l’indirizzo d’Arte, si forma all’Accademia di Venezia, alla Scuola di Pittura di Guido Cadorin, e, allievo di Manzù, all’Accademia di Brera a Milano. L’esordio risale al 1950 a Roma alla Mostra Nazionale della Giovane Pittura Italiana. Inizia da allora un percorso lungo e intenso in campo internazionale e istituzionale con lunghi soggiorni all’estero a New York nel 1964 e in Germania a fine Anni ’90. Il percorso in pittura evolve dall’adesione poetica al Realismo Esistenziale degli Anni ’50 sino all’espressione informale, nell’assenza figurativa e nell’immediatezza di gesto e segno. Al sodalizio artistico con Salvatore Scarpitta e Giuseppe Spagnulo, coniuga anche una forte partecipazione intellettuale al fermento innovatore degli Anni ’60 e ’70, maturando sempre più i caratteri di una personalità nitida che, dagli Anni ’80 si rende isolata nella riservatezza del lavoro.

Schiavocampo è protagonista e testimone dell’evoluzione artistica italiana, in particolare in ambito lombardo, nella seconda metà del XX Secolo. Dalla tematica sociale intesa in lettura realistica ed esistenziale, nel corso del tempo, ha maturato in pittura una visione poetica dell’isolamento intellettuale, della solitudine della ragione dinnanzi alla roboanza delle cose, attingendo frequentemente al mondo classico e ai primordi della filosofia. La scultura, in parallelo, palesa attinenze al principio architettonico e sviluppa costantemente il concetto di aggregazione, dialogo e confronto collettivo, nel modello civile di agorà. L’opera, anche se risolta in dimensioni contenute, reca evidente in sé l’ideale di grande sviluppo, di opera civica, piazza o spazio d’incontro. In tale prospettiva si è realizzata buona parte del lavoro di Schiavocampo, approdato alla committenza di grandi monumenti. Personalità ricca e composita, dedita alla letteratura e alla musica, attraverso lunghi anni di insegnamento ha inciso nella maturazione delle più giovani generazioni e ancora oggi rappresenta un punto di riferimento nel corso dell’arte e del pensiero artistico nel nostro tempo.


A cura di Claudio Rizzi, con coordinamento Ad Acta e Patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Varese, la mostra propone al pubblico una selezione di opere dipinte, circa quaranta, partendo da alcune citazioni degli Anni ’80 per proseguire poi nella coerenza di continuità degli ultimi anni. Un catalogo appositamente edito da Silvia Editrice, dotato di ampi apparati e completa documentazione delle opere esposte, illustra la figura e l’opera dell’artista.

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INAUGURAZIONE:
Sabato 25 luglio 2009 ore 18
Maccagno (VA)
Civico Museo Parisi-Valle
Via Leopoldo Giampaolo, 1

Apertura al pubblico:
26 luglio – 20 settembre 2009
Orari:
giovedì, venerdì, sabato,
domenica e festivi 10-12 / 15-19

Clicca qui per scaricare
il COMUNICATO STAMPA.

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Vergine in trono, 2007 Renana, 2008 s.t., 2007 Scudo, 2007
Ulteriori informazioni:
Civico Museo Parisi-Valle – Maccagno – Tel. 0332/561202 – fax: 0332/562507

www.museoparisivalle.itinfo@museoparisivalle.it
www.claudiorizzi.comwww.arteadacta.comadacta@tiscali.it

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MATTEO MONTANI – ABBASSARE IL CIELO AGLI OCCHI

domenica, 29 marzo 2009
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1968ca1752fa77bc3769cbc62e592973 MATTEO MONTANI   ABBASSARE IL CIELO AGLI OCCHI

PaciArte contemporary

Via C. Cattaneo 20/b

25121 Brescia – Italy

Tel. Fax +39 030 2906352

info@paciarte.com

www.paciarte.com

martedì – sabato 10-13 / 15.30-19.30

Tuesday-Saturday 10/1p.m. – 3.30 p.m./

MATTEO MONTANI – ABBASSARE IL CIELO AGLI OCCHI

Fino al 20 Aprile -until 20th April 2009

ARAKI “POLAROID” – GROUP SHOW “WOMANLINESS”

Inaugurazione giovedì 23 Aprile 2009 19.00/21.00

Opening Thursday 23rd April h.7.00/9.00 p.m

Siamo lieti di comunicare i prossimi eventi:

(continua…)

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Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

sabato, 14 marzo 2009
listen it it Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo Vedute e Visioni presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

aa2282522c22454d2f95cf3e78245490 Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo Vedute e Visioni presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

Venerdì 20 Marzo 2009 alle ore 20,00 sara inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).

La mostra, alla presenza dell’Autore, sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF), da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF) e da Pippo Pappalardo (Critico Fotografico); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino al 6 Aprile 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.

Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it

(continua…)

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Family Portrait, fotografie di Angelina Chavez a Obbiettivo Donna 2009

mercoledì, 11 marzo 2009
listen it it Family Portrait, fotografie di Angelina Chavez a Obbiettivo Donna 2009

fa410124372bf2f9b4376a9bdd21e685 Family Portrait, fotografie di Angelina Chavez a Obbiettivo Donna 2009Dal 14 al 27 marzo 2009 Officine Fotografiche ospita la seconda mostra del programma di Obbiettivo Donna, la rassegna annuale dedicata interamente alle donne fotografo: il recente lavoro di Angelina Chavez, Family Portrait.
Ad inaugurare la mostra, sabato 14 marzo, ore 18.30, un incontro con l’autrice e Augusto Pieroni, storico e critico d’arte contemporanea.
Quasi in contrapposizione con la fotografia di reportage, al viaggio virtuale che questa fa compiere all’interno di culture straniere, spesso distanti, Angelina Chavez indaga soprattutto il mondo e le persone che la circondano. In questo lavoro, il più introspettivo, racconta della quotidianità di una famiglia “normale”, la sua – padre italiano, lei madre tedesca e figlio di 3 anni –, cercando di cogliere con l’autoscatto i momenti intimi vissuti ogni giorno.

(continua…)

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