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Articoli marcati con tag ‘fotografo’

Workshop fotografia naturalistica nel parco Monti Simbruini, Lazio

domenica, 31 gennaio 2010

Ricchissimo d’ acqua, il nome delle “montagne di Roma” deriva da latino “sub imbribus”, “sotto le piogge” e si estende per oltre 300 ettari fra la Valle dell’Aniene, il confine abruzzese e i Monti Ernici. L’ambiente del Parco dei Monti Simbruini è quello tipico delle montagne appenniniche, con vette che toccano i 2000 m di altezza, grandi boschi di faggi, estesi altopiani e un gran numero di ruscelli, molti dei quali confluiscono nell’Aniene. Popolato da una fauna varia ed affascinante, con segnalazioni frequenti dell’ marsicano e la presenza certa di lupi, cervi, caprioli (recentemente reintrodotti) e aquile; troviamo inoltre sia il granchio che l’ormai poco comune gambero di fiume. Particolarmente interessante anche la flora, con fioriture di alta quota e molte specie tipiche degli ambienti umidi.
Cosa vedremo e fotograferemo durante il week-end sui Monti Simbruini:
• Le faggete sopra Jenne
• La grotta dell’Inferniglio
• Il fiume Aniene di notte
• Lo stagno delle libellule
• Il vecchio mulino sull’Aniene
• I fiori selvatici e gli insetti nei pascoli di alta quota
• I cervi che vivono nel parco (o almeno ci proveremo!)
• Le tante cascate di Fiumata, alle sergenti dell’Aniene
• I cavalli bradi che vivono nel parco

Per informazioni:
Roberto Nistri | Tel. 3384670822
Web: www.robertonistri.com |
E-mail: informazioni@robertonistri.com
Per prenotazioni / Direzione tecnica:
Elly Travel srl – M.T.B. Management of Tourism and Biodiversity |Tel. 0676968744 Fax. 0676983798
Via Papiria, 66 – 00175 Roma
Web: www.ellytravel.com | E-mail: info@ellytravel.com

Scheda dettagliata: http://ellytravel.com/2010/05/28/workshop-di--naturalistica-lazio-parco-dei-monti-simbruini/
Altri corsi e workshop di naturalistica 2010: http://www.robertonistri.com/corsi.html

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PREMIO FOTOGRAFICO INTERNAZIONALE WINEPHOTO 2010

giovedì, 28 gennaio 2010

WP2010-banner

WINEPHOTO 2010
SETTIMA EDIZIONE

On line il regolamento della settima edizione DEL PREMIO INTERNAZIONALE WINEPHOTO

www.winephoto.it

L’edizione 2010 ha per tema Impressioni di convivialità domestica

La giuria 2010 è composta da David Alan Harvey (fotografo, Magnum Photos), Kent J. Kobersteen (già direttore della del National Geographic), Antonin Kratochvil (fotografo, VII), Alex Majoli (fotografo, Magnum Photos), Paolo Pellegrin (fotografo, Magnum Photos), Barbara Stauss (photo editor, Mare Magazine).

Una speciale menzione (Menzione Speciale Food Writers) verrà conferita dai giornalisti Paolo Marchi e Regina Schrambling e un altro giornalista di prestigio internazionale.

Il termine per la consegna dei lavori è il 29 aprile 2010.

L’ammontare complessivo dei primi premi è di 8000 euro. La partecipazione al concorso è gratuita.

La premiazione si svolgerà a Mogliano Veneto il giorno 30 maggio durante il Winephoto Festival 2010

Winephoto è un progetto congiunto tra la Vinicola Balan e il comune di Mogliano Veneto; l’iniziativa è ideata e coordinata da Diego Orlando e da Fabio Balan in collaborazione con DRBartstudio, il Toscana Photographic Workshop ed Eniweb.

Il premio WINEPHOTO è patrocinato dal Comune di Mogliano Veneto (TV), Provincia di Treviso e dalla Regione Veneto.

Il sito da cui scaricare il bando è www.winephoto.it.

Informazioni winephoto.staff@gmail.com e info@winephoto.it

ufficio stampa Germana Lavagna press.office@winephoto.it

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Workshop di fotografia naturalistica in Sardegna, Penisola del Sinis

sabato, 23 gennaio 2010
Workshop di fotografia naturalistica in Sardegna, Penisola del Sinis

Workshop di naturalistica in Sardegna, Penisola del Sinis

02 aprile – 11 aprile 2010
La Sardegna più selvaggia e sconosciuta con il biologo e fotografo Roberto Nistri
www.robertonistri.com
Lontana dal clamore del turismo modaiolo, la costa occidentale della Sardegna ha mantenute tutte le sue caratteristiche di terra selvaggia e dalle grandi attrattive naturalistiche. All’interno del parco della Penisola del Sinis ritroviamo paesaggi aspri e spettacolari lungo le coste rocciose battute dal vento di maestrale, ma anche esplosioni primaverili di fiori nell’isola di Mal di Ventre. E, sulle coste, l’incanto delle spiagge deserte di sabbia granitica bianca, le centinaia di fenicotteri e altri uccelli acquatici che popolano le lagune di cui è ricco il suo territorio, costellato dai resti di antichi nuraghi. E ancora, a poco più di un’ora e mezza di macchina, il fascino catalano di Alghero, i cavalli selvaggi delle Giare di Gesturi e Tuili e le incredibili dune fossili di Piscinas, popolate dal raro cervo sardo.

Programma *
Mer. 31 marzo: ore 18,30 breafing introduttivo al workshop presso i locali di Sabatini Fotoforniture, Via Germanico, Roma, uno dei più noti e qualificati negozi di attrezzature fotografiche della Capitale.
Ven. 2 aprile: partenza da Civitavecchia alle ore 22.30. Sistemazione nelle cabine prenotate. Cena libera.
Sab. 3 aprile: arrivo ad Olbia alle ore 06.00. Spostamento a Putzu Idu con auto privata. Putzi Idu è raggiungibile con circa due ore di macchine seguendo la comoda superstrada SS 131, che attraversa l’intera isola, collegandone le principali città. Arrivo e sistemazione nelle camere riservate presso agriturismo o hotel. Pranzo libero. Attività fotografica. Cena e pernottamento.
Dom. 4 aprile – Ven. 9 aprile: Giornate dedicata ad attività fotografica. Pranzo libero. Cena e pernottamento in agriturismo o hotel.
Sab. 10 aprile: partenza da Olbia alle ore 22.30. Sistemazione nelle cabine prenotate. Cena libera.
Dom. 11 aprile: arrivo a Civitavecchia alle ore 06.00. Proseguimento per Roma con auto privata.

Cosa vedremo e fotograferemo durante la settimana in Sardegna:
Le scogliere e il faro di Capo Mannu. – Le falesie di Su Tingiosu, le lagune retrodunali e le spiagge di Mare Sueddi.
I cavalli selvaggi nella Giara di Tuili e di Gesturi.
Le dune fossili alla foce del Rio Piscinas, il più esteso sistema d’Europa, che si addentra fino a 1,5 km nell’entroterra.
L’isola di Mal di Ventre. – Le spiagge di Sa Mesa Longa, Isa Arutas, Isa Arenas
Le rovine dell’antica città fenicio-punica di Tharros, il promontorio di Capo S. Marco.
Le lagune popolate di fenicotteri e molti altri uccelli acquatici di Sa Porcu, Putzu Idu, Isa Arenas.
L’antichissima chiesa di San Giovanni di Sinis, l’ipogeo S. Salvatore del Sinis.
I nuraghi di Isa Arenas e S. Vero Milis.
Le scogliere di Bosa Marina, dove volano i grifoni.
La città di Alghero.

Informazioni:
Roberto Nistri | Tel. 3384670822
Web: www.robertonistri.com | E-mail: robnistri@tiscali.it
Per prenotazioni / Direzione tecnica:
Elly Travel srl – M.T.B. Management of Tourism and Biodiversity |Tel. 0676968744 Fax. 0676983798
Via Papiria, 66 – 00175 Roma
Web: www.ellytravel.com | E-mail: info@ellytravel.com

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MIMA PRESENTA – INCONTRO CON DANIEL LEE – 26/11 ORE 16 BIBLIOTECA CIVICA VERONA

mercoledì, 25 novembre 2009

28 NOVEMBRE 2009
Workshop Fotografico: “METAMORPHOSIS”
Autore: Daniel Lee

Il nuovo workshop organizzato da MiMA International Image District, in collaborazione con la rivista fotografica ZOOM, si terrà il 28 novembre e sarà dedicato all’artista e fotografo Daniel Lee.
UN WORKSHOP CON UN ARTISTA CHE DA UN DECENNIO, CON TECNICHE RAFFINATE, DEFORMA VOLTI UMANI INSIEME A QUELLI DI BESTIE E FIERE, FINO A OTTENERE CREATURE IBRIDE, ASESSUATE E COSI’ ETEREE DA SEMBRARE IMMATERIALI. UN FOTOGRAFO CONOSCIUTO E ACCLAMATO A LIVELLO INTERNAZIONALE. LE SUE OPERE HANNO PORTATO L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA PER LA MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA A LIVELLI MAI SPERIMENTATI PRIMA.

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
L’ultimo workshop fotografico del 2009 vedrà come protagonista il grande fotografo Daniel Lee. Un artista eclettico ed innovativo, autore di creazioni come “Manimals” (ossia morphing antropomorfi fotografici fra uomini e animali), di cui la virtualità delle opere è tanto più forte, quanto si pensa che queste sintetiche racchiudono corpi immaginari e velleitari, del tutto simili agli avatar e alle descrizioni che i chatter danno di sè. Un uso stressato delle tecniche di fotoritocco, che eleva ad l’uso del PC per stravolgere le identità così come le conosciamo: immobili e durature.
per informazioni: www.mima.cc / info@terzomillennium.net

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mercoledì, 25 novembre 2009

28 NOVEMBRE 2009
Workshop Fotografico: “METAMORPHOSIS”
Autore: Daniel Lee

Il nuovo workshop organizzato da MiMA International Image District, in collaborazione con la rivista fotografica ZOOM, si terrà il 28 novembre e sarà dedicato all’artista e fotografo Daniel Lee.
UN WORKSHOP CON UN ARTISTA CHE DA UN DECENNIO, CON TECNICHE RAFFINATE, DEFORMA VOLTI UMANI INSIEME A QUELLI DI BESTIE E FIERE, FINO A OTTENERE CREATURE IBRIDE, ASESSUATE E COSI’ ETEREE DA SEMBRARE IMMATERIALI. UN FOTOGRAFO CONOSCIUTO E ACCLAMATO A LIVELLO INTERNAZIONALE. LE SUE OPERE HANNO PORTATO L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA PER LA MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA A LIVELLI MAI SPERIMENTATI PRIMA.

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
L’ultimo workshop fotografico del 2009 vedrà come protagonista il grande fotografo Daniel Lee. Un artista eclettico ed innovativo, autore di creazioni come “Manimals” (ossia morphing antropomorfi fotografici fra uomini e animali), di cui la virtualità delle opere è tanto più forte, quanto si pensa che queste sintetiche racchiudono corpi immaginari e velleitari, del tutto simili agli avatar e alle descrizioni che i chatter danno di sè. Un uso stressato delle tecniche di fotoritocco, che eleva ad l’uso del PC per stravolgere le identità così come le conosciamo: immobili e durature.
per informazioni: www.mima.cc / info@terzomillennium.net

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mercoledì, 25 novembre 2009

28 NOVEMBRE 2009
Workshop Fotografico: “METAMORPHOSIS”
Autore: Daniel Lee

Il nuovo workshop organizzato da MiMA International Image District, in collaborazione con la rivista fotografica ZOOM, si terrà il 28 novembre e sarà dedicato all’artista e fotografo Daniel Lee.
UN WORKSHOP CON UN ARTISTA CHE DA UN DECENNIO, CON TECNICHE RAFFINATE, DEFORMA VOLTI UMANI INSIEME A QUELLI DI BESTIE E FIERE, FINO A OTTENERE CREATURE IBRIDE, ASESSUATE E COSI’ ETEREE DA SEMBRARE IMMATERIALI. UN FOTOGRAFO CONOSCIUTO E ACCLAMATO A LIVELLO INTERNAZIONALE. LE SUE OPERE HANNO PORTATO L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA PER LA MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA A LIVELLI MAI SPERIMENTATI PRIMA.

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
L’ultimo workshop fotografico del 2009 vedrà come protagonista il grande fotografo Daniel Lee. Un artista eclettico ed innovativo, autore di creazioni come “Manimals” (ossia morphing antropomorfi fotografici fra uomini e animali), di cui la virtualità delle opere è tanto più forte, quanto si pensa che queste sintetiche racchiudono corpi immaginari e velleitari, del tutto simili agli avatar e alle descrizioni che i chatter danno di sè. Un uso stressato delle tecniche di fotoritocco, che eleva ad l’uso del PC per stravolgere le identità così come le conosciamo: immobili e durature.
per informazioni: www.mima.cc / info@terzomillennium.net

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PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mercoledì, 11 novembre 2009

mostra pilatsro-milano

Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “ sociale” interpretando la come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una impregnata da un’intensa umanità.” La “ sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.

Espongono: Roberto Brandoli, Filippo Carnevali, Lorenzo Ciancaglini, Sabrina Flocco, Laura Luppi, Enrico Migotto, Eleonora Minler, Nicola Sacco, Alessia Scarpa, Alberto Sola e Emanuele Vesentini.
Ecuador
Il sostegno alle comunità locali – cibo, ambiente e salute
Ucodep è impegnata dal 1995 in Ecuador, nell’area andina di Cotacachi (provincia di Imbabura) nella realizzazione di interventi di miglioramento dell’alimentazione e della produzione agricola delle comunità indigene. Nel 2002 si è iniziato a lavorare anche nella regione amazzonica nord orientale del paese al confine con la Colombia, la provincia di Sucumbios, dove si estende l’importante riserva naturale del Cuyabeno, nel settore della difesa dell’ambiente e della tutela della salute.
L’intervento di Ucodep in Ecuador è strettamente legato all’attività agricola e alla conservazione del patrimonio naturalistico della Foresta Amazzonica. Nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo ha diminuito la propria redditività e la popolazione rurale ha dovuto fronteggiare l’aumento della povertà, l’impoverimento del suolo, il peggioramento delle condizioni ambientali e la riduzione della possibilità di accedere a servizi primari quali educazione e sanità. Inoltre, nella provincia di Sucumbios si è registrata una crescita dell’attività di estrazione del petrolio con gravi conseguenze ambientali. Sebbene esista un regime democratico fin dal 1979, il contesto socio economico dell’Ecuador è caratterizzato da instabilità politica cronica, da fratture interne al paese e forti influenze regionali nei partiti. Dal punto di vista ambientale l’Ecuador presenta un’immensa ricchezza naturale, una grande biodiversità e numerose risorse idrogeologiche e minerarie, tutto ciò minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente sfruttamento delle risorse energetiche, soprattutto del petrolio.
Tenuto conto di tutto ciò, Ucodep è intervenuta in Ecuador con sostegno all’agricoltura e alle comunità locali per lo sviluppo rurale e valorizzazione delle risorse del territorio, di tutela dell’ambiente e della biodiversità locale e di lotta alla povertà.
Nella regione Andina di Cotacachi vivono numerose comunità di Indios (circa il 60% della popolazione residente nella zona) che, tradizionalmente, si dedicano all’agricoltura di sussistenza. Tuttavia, in seguito alla riforma agraria introdotta negli ’60 dal governo militare, tali popolazioni si sono trovate costrette a coltivare terreni sempre più ridotti e in posizioni sfavorevoli, con il conseguente progressivo impoverimento dei campi e la riduzione delle varietà prodotte e della qualità dei prodotti. La conseguenza di tutto ciò è stato l’indebolimento del settore agricolo, la scarsa differenziazione alimentare e l’insorgere di malattie legate alla malnutrizione, l’emigrazione dalla campagna alla città, l’abbandono dei figli per ragioni lavorative e quindi la riduzione della frequenza scolastica.
L’area della Riserva del Cuyabeno presenta un altissimo valore naturalistico, floristico e faunistico. A causa della difficoltà di accesso a questa zona l’accesso ai servizi di base, tra i quali l’uso di acqua potabile e l’assistenza medica, è molto limitato. Lo sfruttamento delle risorse naturali, per molti degli abitanti della zona, rappresenta l’unica possibilità di reddito. Gli interventi di Ucodep si concentrano quindi in queste due zone con un approccio che mira, quindi, allo sviluppo agricolo nel rispetto delle risorse locali, della valorizzazione delle stesse, della difesa dell’ambiente e del rafforzamento dei piccoli produttori locali. Ucodep si dedica anche al supporto all’educazione primaria e alla tutela della salute locale, in un’ottica integrata di sviluppo locale.
Attualmente l’intervento di Ucodep in Ecuador è realizzato tramite gli uffici di Cotacachi e Lago Agrio. La fotografica Ecuador: Colori e Volti, organizzata dai volontari Ucodep di Milano, vuole ripercorrere appunto l’esperienza di 15 di Ucodep in Ecuador attraverso la natura, le persone e i colori che caratterizzano questo affascinante e variegato Paese. Il gruppo dei volontari Ucodep di Milano organizza e propone attività a sostegno dei progetti di Ucodep in Ecuador.
Per saperne di più di Ucodep e delle attività dei gruppo di Milano:
gtmilano@ucodep.org – www.ucodep.org
credits : Andrea Cianferoni, Ilaria Lazzarini, Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

Dal 13 al 28 Novembre 2009

Centro Sociale Barrio’s
via Barona, ang. via Boffalora, Milano
Per Info: tel.0289159255 – fax0289158280 – barrios@comunitanuova.it – www.barrios.it

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CALENDARIO PER I PROFUGHI SAHRAWI

mercoledì, 21 ottobre 2009

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“Obiettivo Sahrawi”

Il calendario è stato realizzato con l’intento di raccogliere fondi per riattivare l’arena cinematografica e per completare il laboratorio di digitale; entrambi situati nel campo di El Ayoun. La realizzazione di questi due progetti rientra nell’ambito delle nuove forme di cooperazione che l’Arcs, negli ultimi , sta cercando di portare avanti con il popolo Sahrawi, promuovendo “progetti di formazione” rivolti soprattutto ai giovani e destinati alla conoscenza e alla crescita nei settori delle visuali e della musica. Dalla volontà di realizzare un luogo di aggregazione e di far conoscere una forma di visuale ignota alla gran parte dei Sahrawi che vivono nella regione di Tindouf, nel 2004 è nata l’idea progettuale di costruire, nella zona adiacente al centro culturale della Wilaya di El Ayoun, un’arena cinematografica rivolta a tutta la popolazione. L’arena, finanziata dall’Arci e dalla provincia di Roma, è stata realizzata nell’estate del 2005 ed è dedicata alla memoria di Tom Benetollo e Otello Urso. Il successo di questo “cinema nel deserto” è stato immediato: un grande schermo diventato la finestra sul mondo per centinaia di sahrawi, giovani e adulti. A seguito di violenti temporali e all’usura inevitabilmente prodotta dalle difficili condizioni ambientali, il muro che fungeva da schermo si è deteriorato in maniera definitiva e il progetto si è purtroppo interrotto. Vista l’importanza che riveste per la popolazione saharawi, l’Unione Circoli Cinematografici Arci ha deciso di destinare un contributo significativo per rimettere in piedi l’arena cinematografica. L’altro progetto, legato alla e denominato “Deserto Rosa”, è nato da una collaborazione tra il fotografo Giulio Di Meo e l’Arcs, ed è stato avviato nell’Aprile 2009. Questo progetto prevedeva non solo la fornitura dell’attrezzatura utile a realizzare un laboratorio di stampa all’interno del centro di cultura Olof Palme, nella wilaya di El Ayoun, ma anche un breve corso rivolto ad un gruppo di donne degli accampamenti. L’intento era duplice: quello di dare ad un gruppo di ragazze sahrawi uno strumento per raccontare e denunciare le difficili realtà di vita nei campi profughi e nello stesso dare la possibilità agli abitanti della wilaya di stampare le formato-tessera necessarie per i loro documenti, evitando di percorrere chilometri di deserto. Nei villaggi non ci sono infatti studi fotografici e l’unica soluzione rimane quella di recarsi nella città più vicina (il necessario può variare da una a tre ore). Ciò comporta costi tali (taxi, stampa delle ) che anche una banale rappresenta un problema diventando quasi un miraggio irraggiungibile. I fondi raccolti con la vendita del calendario saranno utilizzati per il completamento dei due progetti. Questo è il nostro intento, questo è il nostro “Obiettivo Sahrawi”.
Ventina Roversi – Di Meo Giulio

01 gennaio 2010

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#001 LETTURA PORTFOLIO da phlibero a Torino

venerdì, 2 ottobre 2009

#001 LETTURA PORTFOLIO

sabato e domenica 17-18 ottobre 2009

phlibero – via Principessa Clotilde 85, Torino

phlibero, nell’ottica di promozione della e del suo linguaggio, propone un week end dedicato alla lettura portfolio. Una importante opportunità d’ incontro e confronto con professionisti del settore per avere suggerimenti e indicazioni sulla propria produzione fotografica. La visione dei portfolio è altresì un’occasione unica per far conoscere il proprio lavoro a diversi operatori del settore e creare nuovi contatti professionali.

Durante i due giorni di lettura portfolio sono previste una serie di iniziative volte a stimolare le capacità critiche e di editing dei partecipanti. Proprio per incoraggiare la progettualità fotografica,  phlibero offre all’autore con il miglior lavoro in fieri la possibilità di  essere seguito per un nello sviluppo del progetto e nella selezione delle . Il lavoro conclusivo verrà esposto in #002 Lettura Portfolio nel 2010.

Non mancherà inoltre un riconoscimento per il miglior portfolio 2009, ogni esperto potrà segnalare alcuni portfolio per la selezione finale che porterà alla pubblicazione del migliore sul sito di phlibero. 

La partecipazione è gratuita ma subordinata alla pre-iscrizione, entro il 12 ottobre 2009, via mail contenente il proprio recapito telefonico, il giorno o i giorni e la fascia oraria ( 10-13 oppure 15-18) in cui si intende partecipare. Ogni autore potrà sottoporre il portfolio (preferibilmente in formato cartaceo) a massimo 4 “lettori”.

 

Sabato 17 ottobre  – ore 10-13 e 15-18

Candido Baldacchino – fotografo  e Toy camera lover

Maura Banfo – artista, fotografa

Emanuela Costantini – giornalista free lance per Fotocult e Diario

Ugo Ricciardi – fotografo di moda e ritratto e docente phlibero

Luca Saini -  fotografo, artista e docente phlibero

Marco Vacca – fotoreporter e presidente di &Informazione

 

Domenica 18 ottobre – ore 10-13 e 15-18

Mariano Dallago – fotografo d’architettura e docente phlibero e NABA

Paola Emanuel – ritrattista e fotografa di scena

Mara Granzotto – critica e docente di educazione all’immagine

Nicoletta Massera – ricercatrice iconografica

Daniela Trunfio – photoeditor banca Porphirius e progetto Photo ltd 

Info e iscrizioni: phlibero a.p.s. – info@phlibero.it – tel 011 19505351

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Corso di Fotografia di Giulio di Meo

mercoledì, 30 settembre 2009

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Corso di reportage fotografico Saharawi di Giulio di Meo
Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’ la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. La quota di partecipazione è di 1.500 euro e comprende viaggio, vitto e alloggio, assicurazione e spostamenti interni e ogni altro costo riferito alla realizzazione del corso in loco (sono esclusi i materiali dei singoli partecipanti mentre sono compresi tutti i materiali di gruppo). Al rientro in , i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.

Progetto “Deserto Rosa”
Una parte della quota sarà utilizzata per la seconda parte del progetto “Deserto Rosa”, con il completamento del laboratorio di digitale nella Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun.
Contenuti del Corso:
Lezioni Teoriche (2 lezioni di due ore):
o Introduzione al reportage; definizione e distinzione delle forme in cui si sviluppa il reportage, cenni di storia del reportage, sviluppo della documentaria in Europa e in USA;
o Il reportage del quotidiano, il “fattore umano”, la di strada, il reportage delle piccole cose, il fotografo delle situazioni “normali” della gente “normale”;
o Il comportamento del fotografo, il rispetto di chi si fotografa, il dialogo e la socializzazione con i soggetti, la spontaneità dei soggetti;
o La costruzione della storia, la soggettività sociale e politica, l’oggettività;

Editing (4 lezioni di due ore):
• Sedute di critica e selezione.
Lezione Pratiche:
Uscite fotografiche giornaliere dalla mattina al tramonto.

Periodo: 26 Dicembre 2009- 03 Gennaio 2010
(date da confermare)

Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it

campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

biglietto 6

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