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Articoli marcati con tag ‘fotografo’

STATO D’ITALIA, fotografie di Emiliano Mancuso

giovedì, 3 novembre 2011
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Stato d’Italia è un viaggio lungo tre anni attraverso il Paese, quello dei nostri giorni, alla ricerca di storie, cronache e volti della crisi economica e sociale che stiamo vivendo: dagli sbarchi di Lampedusa alla vita nei palazzi della politica romana, passando per Rosarno e la rivolta dei braccianti africani, fino ai ragazzi di Taranto che vogliono rimanere lontani dai fumi delle acciaierie Ilva. Le fotografie di Emiliano Mancuso ripercorrono alcuni dei più importanti fatti di cronaca della recente storia italiana.

Inaugura l’8 novembre presso Officine fotografiche, la mostra Stato D’Italia fotografie di Emiliano Mancuso. La mostra, a cura di Renata Ferri, resterà aperta fino al 9 dicembre.

L’inaugurazione sarà accompagnata dagli interventi di Renata Ferri, photo editor, Emiliano Mancuso, fotografo, Laura Eduati, Andrea Milluzzi e Angela Mauro, autori dei testi di Stato d’Italia, Claudio Corrivetti, editore Postcart, Matteo Orfini, responsabile nazionale Cultura e Informazione del Partito Democratico.

« C’è un tempo perfetto per la fotografia documentaria, è quello del cambiamento: tensioni, stati di crisi, guerre, rivolte, migrazioni, diaspore, emergenze ambientali e umanitarie. Per i fotografi il mondo è sempre a portata di mano, non ci sono confini e ostacoli al desiderio di andare a vedere; solo la censura e la violenza, figlie dei regimi totalitari creati dagli uomini, possono impedire loro il movimento della curiosità.

A volte però non è necessario andare lontano, Emiliano Mancuso si è fermato qui, nel suo Paese, per guardare e cercare di capire. E la fotografia può aiutare, lui ne è consapevole. Strumento narrativo efficace, sa come farlo: immediata, personale, coinvolta e partecipe. Pone domande, induce al dubbio. Registra i cambiamenti. Punta al cuore, lo sappiamo. Il bianco e nero, della più alta tradizione documentaria, rafforza la visione delle difficoltà di questo tempo. Il fotografo filtra e sceglie, così come fanno gli autori dei testi. Il risultato è un lavoro corale, svolto come un compito necessario, guardando la realtà e scegliendone dei frammenti e selezionando storie.

Un viaggio lungo tre anni attraverso l’Italia.

Paesaggi struggenti e violati aprono alla visione del territorio, alternano storie di uomini e di donne e della loro vulnerabilità. Queste immagini scorrono con un movimento circolare nel tempo presente, dense di citazioni e di riferimenti alla fotografia neorealista italiana.

C’è davvero un Paese che va a due velocità: un’Italia antica con facce di ieri e problemi irrisolti e una che guarda altrove e cerca di assomigliare a chi non è. Le storie dei senzacasa, dei disoccupati, degli immigrati sono frutto di quell’ “occhio testimone” che la fotografia sa conservare così bene e che così romanticamente ci congiunge con la storia passata, recente o remota che sia: di questa, ora più che mai, abbiamo bisogno.

Questo libro è un tentativo di comprendere chi siamo stati, ma soprattutto chi saremo. Perché siamo in trasformazione: ricominciamo a dire o a urlare ciò che non ci va più bene, sovvertendo previsioni e ordini.

In questa mostra sono più che mai evidenti i contrasti in cui si consuma il nostro paese. Commuovono le piccole storie, sconcertano i luoghi, i volti e le notizie; l’autore segue un filo invisibile e soggettivo, noi sappiamo che tutto è qui e ora.

Le immagini parlano con urgenza e passione, non dobbiamo aggiungere altro »Renata Ferri

 

Stato d’Italia è anche un libro edito da Postcart, con la prefazione di Lucia Annunziata, a cura di Renata Ferri e testi di Laura Eduati, Andrea Milluzzi, Angela Mauro e Davide Varì.


STATO D’ITALIA

Inaugurazione, martedì 8 novembre ore 18.30

dal 9 novembre al 9 dicembre 2011

Dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.00 | 15.00 – 19.301450b77dced77e7f6ac41b0d7cf652a7 STATO DITALIA, fotografie di Emiliano Mancuso

Ingresso gratuito

Officine Fotografiche via G. Libetta, 1 00154 – Roma Tel. 06 5124019

www.officinefotografiche.org

 

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Trekking fotografico nel parco nazionale dello Stelvio

martedì, 19 luglio 2011
listen it it Trekking fotografico nel parco nazionale dello Stelvio
 Trekking fotografico nel parco nazionale dello Stelvio

Nel cuore del Parco dello Stelvio una traversata sotto il Gran Zebrù, semplice e ricca di panorami grandiosi, conduce dalla rocciosa val Zebrù alla val Cedec circondata dai ghiacciai delle 13 cime. Ambiente davvero maestoso, ricchissimo di spunti naturalistici. Il workshop date le possibilità che offre il parco è dedicato alla fotografia di paesaggio alpino in formato panoramico, oltre a tecniche speciali quali il focus stitching, utilizzando slitte e teste panoramiche VR in grado di realizzare immagini sia panoramiche che di grande formato. Lungo il trekking sarà anche possibile avvistare e fotografare animali e le ultime piante fiorite della stagione.

Focus del corso

  • Briefing sull’attrezzatura ideale per la fotografia in montagna.
  • Ripasso: l’esposizione in digitale ottimizzata per il file RAW.
  • Regole di composizione, la grammatica della fotografia e l’arte di comunicare.
  • Uso creativo degli obbiettivi dal grandangolo a tele per il paesaggio.
  • Uso delle teste panoramiche e VR, slitte micrometriche per macro e decentratura.
  • La Fotografia panoramica
  • Il focus stitching, basculaggio e decentratura delle ottiche.
  • Fotografare al tramonto e alba.
  • Fotografia notturna in alta quota.
  • Cenni di elaborazione (post-produzione) in rifugio la sera.
  • Esercitazioni.

Docente: Mirko Sotgiu

Partner tecnico: Manfrotto

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Guide alpine: Mountain Kingdom

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In collaborazione con

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Quota di partecipazione

Costo del corso per 2 giorni e 1 notte

240€ per fotografo, 125€ accompagnatore

Numero massimo partecipanti 8.

Scadenza prenotazioni:

Entro 10gg dalla data del corso.

Superata la data di scadenza la quota può subire variazioni di prezzo.

INFO e ISCRIZIONIPRENOTAGALLERY FOTOGRAFICA

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Due foto particolari allo Shuttle

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Due foto particolari allo Shuttle

48e18 shuttle Due foto particolari allo Shuttle

Quando si fotografa qualche evento non si può mai sapere cosa succederà veramente e qual è il modo migliore di inquadrare il soggetto.

In copertina potete vedere due scatti molto particolari realizzati a pochi istanti l’uno dall’altro. Il soggetto è lo Space Shuttle Endeavour che è partito per la sua missione finale. A destra potete vedere la foto scattata dal fotografo Trey Ratcliff che ha utilizzato la Nikon D3s con un 50mm mentre per le prime fasi della partenza ha utilizzato una Nikon D3X con un 28-300mm. L’effetto finale è qualcosa di magico e molto suggestivo.

La foto a sinistra però non è da meno anche se è stata realizzata da Stefanie Gordon da un aereo con un iPhone. Un occhio attento che si è trovato al posto giusto al momento giusto.

Via | PetaPixel

Due foto particolari allo Shuttle é stato pubblicato su Clickblog.it alle 15:00 di venerdì 20 maggio 2011.

 Due foto particolari allo Shuttle
 Due foto particolari allo Shuttle

 Due foto particolari allo Shuttle  Due foto particolari allo Shuttle

 Due foto particolari allo Shuttle

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Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte

 Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte

Il mitico trio newyorkese altezza strada di Felix Gladys and Rover, quel bacio rubato dallo specchietto ad un romantico paesaggio marino, le gioie della lettura di Marilyn Monroe o quelle scatenata all’ombra della Torre Eiffel, sono solo alcune delle perle colte dall’obiettivo errante di Elliott Erwitt.

Capolavori con i quali i grande fotografo ha arricchito l’immaginario condiviso e l’iconografia internazionale, e ai quali l’International Center of Photography (ICO) di New York dedica un’ampia retrospettiva ‘Personal Best’ di 100 immagini, con alcune stampe inedite dei suoi primi lavori, da oggi al 28 agosto 2011.

Più piccola, ma non meno preziosa, sarà la retrospettiva Elliott Erwitt Icons, ospitata nell’edificio della Cassa di Risparmio di Merano Arte, dal 24 giugno al 25 settembre 2011, e la selezione di 40 fotografie esposte nella retrospettiva italiana che potete sbirciare in questa gallery:

Elliott Erwitt. Icons
 Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte  Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte a73d3 thn 04 ElliottErwittUsa.NorthCarolina.1950 Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte a73d3 thn 05 ElliottErwittFrance.Paris.1989TourEiffel100thanniversary Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte

Elliott Erwitt, Usa. New York. 1974. Felix Gladys and Rover
Elliott Erwitt, Usa. California. 1955
Elliott Erwitt, Usa. North Carolina. 1950
Elliott Erwitt, France. Paris. 1989 Tour Eiffel 100th anniversary
Elliott Erwitt, Usa. New York. Us actress Marilyn Monroe. 1956

Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:07 di venerdì 20 maggio 2011.

 Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte
 Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte

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 Elliott Erwitt: da Personal Best a Icons da New York a Merano Arte

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90.000 fan tutti in una foto

sabato, 21 maggio 2011
listen it it 90.000 fan tutti in una foto

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In passato abbiamo visto qualche esempio di fotografie da gigapixel che consentivano di vedere dal panorama al singolo dettaglio di una importante città.

Jeffrey Martin, lo stesso fotografo che ha realizzato la più grande foto in interni ed il fondatore di 360cities, ha scatto una foto panoramica da 20 gigapixel a 360° dello stadio di Wembley. L’occasione era quella della finale della FA Cup.

Per elaborare ha usato una workstation con 192 GB di ram e 24 core divisi in vari processori. L’immagine può essere ingrandita e potete vedere il volto di tutti i presenti, alcuni dei quali sono persino stati “taggati” nella versione interattiva.

Via | RobGalbraith

90.000 fan tutti in una foto é stato pubblicato su Clickblog.it alle 13:59 di giovedì 19 maggio 2011.

 90.000 fan tutti in una foto
 90.000 fan tutti in una foto

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 90.000 fan tutti in una foto

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Una foto che non sembra tale

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Una foto che non sembra tale

c626c camelthorntreesnamibia Una foto che non sembra tale

In copertina potete vedere un’immagine un po’ particolare. A prima vista per i colori, i dettagli e le tonalità sembra un normale dipinto.

In realtà si tratta di una fotografia che ritrae alcuni alberi di Acacia erioloba in quel breve periodo in cui perdono le foglie. Lo scatto è stato realizzato nel parco nazionale di Namib-Naukluft nel deserto del Namib.

Il fotografo è Frans Lanting ed il fatto che viene definita come foto dal National Geographic fuga ogni dubbio.

Via | PetaPixel

Una foto che non sembra tale é stato pubblicato su Clickblog.it alle 09:00 di giovedì 19 maggio 2011.

 Una foto che non sembra tale
 Una foto che non sembra tale

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 Una foto che non sembra tale

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About il "caso" Noah Kalina

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it About il "caso" Noah Kalina
Stavolta parlo di uno sconosciuto che quasi sicuramente conoscete tutti: Noah Kalina. So che ne hanno già parlato in tantissimi, ecc. pazienza.
Fotografo newyorkese di 31 anni che per 6 anni si è scattato un autoritratto al giorno, raggruppano il lavoro nello slideshow che potete vedere cliccando qui sopra, accompagnato dalla stupenda musica di Carly Comando.

2356 giorni, corrispondenti a 2356 immagini. 18913119 visualizzazioni a questo momento. Centinaia di articoli in tutto il mondo, un sito internet, migliaia di commenti e di fan in tutti i social network, i Simpson lo hanno citato (consacrazione ultima). Un lavoro ancora in corso. C’è chi parla di “visione quasi metafisica”, chi nota la sua posizione immobile, da statua, davanti al passare degli anni (dai 20 ai 26 non è che proprio sia un cambiamento epocale…), chi lo definisce “genio” e buonanotte al secchio.

Io ho visto il video e sinceramente mi sono stupita quando, ricercandolo su Google, ho scoperto che è un professionista (qualunque cosa ciò significhi nel 2011), che fa pure dei servizi interessanti e ha una buona base culturale. Mi chiedo quanti siano andati a cercare notizie su di lui prima di definirlo “genio”, ma va bhe… Me ne sono stupita perché credevo di stare osservando il classico “buddy” con tendenze un po’ ossessive ed ego riferito che faceva un esperimento divertente e se ci fa pure su dei soldi – mi son detta – buon per lui! Ma se io prendo una singola di quelle fotografie, senza pensare a tutto il resto, cosa vedo? Un ragazzo che si è autoritratto con una macchina fotografica, intuisco la stagione dell’anno dal colletto della maglietta/maglione/camicia, lo sfondo di un ambiente lavorativo, piuttosto che casalingo. Nient’altro. Mi si risponde “Anna ma tu sbagli, ci sono progetti artistici che vanno valutati nella loro totalità, giudicarne una singola parte sarebbe come giudicare un romanzo leggendo una pagina a caso.”. Non concordo e non trovo calzante l’esempio: è vero non posso giudicare un libro da una pagina, come una foto da un pixel, ma posso tranquillamente dire se uno scrittore mi piace o meno leggendo una sola sua opera e non 15. E se quell’opera per “stare in piedi” ha bisogno delle altre 14, bhe c’è qualcosa che non va… Comunque, ammettiamo pure il ragionamento del guardare il progetto (che parola inflazionata però…) nell’intero, mi rimangono dei dubbi… Se io ogni giorno per 6 anni cucino e mangio il filetto al pepe verde, questo fa di me una grande cuoca o una grande gastronoma o esperta di carni? Se io ogni giorno annoto che tempo fa e descrivo le mie sensazioni rapportate alle condizioni meteo, questo fa di me una grande scrittrice? Adesso non vorrei metterla giù troppo spessa, ma tempo fa avevo scritto un articolo su una designer che faceva gioielli con il ghiaccio: incastonava cubetti in fili d’oro, naturalmente il ghiaccio si scioglieva in poco tempo e rimaneva il supporto. Ora, se io sono un fruitore d’arte mi aspetto da un gioiello che sia un gioiello, è quasi una questione di onestà ontologica (l’ho scritto veramente!), non che sia del ghiaccio che si scioglie e “mi riflettere su quanto sia effimera la vanità”; così da una foto mi aspetto che sia una foto non che qui hai la barba e nella foto dopo no. Niente a che vedere, per esempio, con il lavoro che fa Cristina Nuñez con l’autoritratto.
Poi è pure interessante riflettere sul fatto che quasi 20 milioni di persone l’abbiano guardato: fanno più impressione i suoi 6 anni di autoscatti di un minuto al giorno, che i 12 anni che ha impiegato Proust per scrivere la Ricerca del tempo perduto oppure le 3 ore che Stieglitz passò nel 1893 sotto una tempesta di neve nella Fifth Avenue per scattare la celeberrima Winter on Fifth Avenue.
La mia non vuole essere una provocazione (non sono provocatoria, sono diversamente ironica), vorrei davvero confrontarmi con voi su questo tema. Chi passa ogni tanto di qua sa che non amo la fotografia perfetta tecnicamente ma sterile, solo che sono ancora legata all’idea che l’artista non è uno che fa cose strane, tanto per farle, è… chi è l’artista? Scusate le tante parole e i tanti puntini…

2a55fb5e8052ca7c671e87b0f0bbe8d4 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Scenes
71080f8c32fab230a432cba89736fe11 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Scenes
c117cf3caf24cfd181fa19283b46d0c5 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Portraits

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Autore Articolo: Anna Mole
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Pezzi di strada (I)

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Pezzi di strada (I)
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London Summer
Una serie di coincidenze (a me le coincidenze piacciono) mi porta a scrivere questo post, forse una serie di post. La prima è che ieri sera ho finito di leggere La strada di Cormac McCarthy, libro che mi ha regalato la Manu e che, sopratutto nel finale letto tutto d’un fiato, mi ha sconvolta; la seconda è che ho appena rivisto la persona di cui sto per parlare. Per la prima volta su questo blog scrivo di qualcuno che ho conosciuto prima come persona e poi come fotografo, una persona con cui ho lavorato e con cui ho percorso un tratto di strada e io penso che bisogni sempre rendere onore a chi ci cammina a fianco per un po’ senza metterci i bastoni fra le ruote.
Mauro, al secolo Ishmael78 (forse si dovrebbe dire al contrario, ma chissene) è una delle persone più entusiaste e più umili che io abbia mai conosciuto, a livello di fotografia, ma non solo. Ha una grande capacità di interpretare ciò ha davanti che esplode mano a mano che non la controlla. Inoltre possiede una raffinatezza innata. Mentre quando fotografa per lavoro, a mio avviso, perde un po’ di quella spontaneità che lo contraddistinguerebbe. Il punto è proprio questo: perché non ha un sito vero? perché non parla mai delle sue foto? perché quando gli fanno un complimento fa spallucce? Perché lui è convinto di non essere bravo, di non essere capace, di non essere abbastanza. Mentre io, al contrario, credo che ci metta cuore, ironia, pensiero, voglia di mettersi in gioco. Credo che la foto qui sopra sia un lampo di genio e vada pubblicata, mostrata da qualche parte, quindi lo faccio qui, anche se non vale più di tanto questo blog. Credo che quando guardi le sue foto, capisci che tipo è: gli piace leggere, gli piace viaggiare, gli piace leggere storie di viaggio. Anche se non te l’ho mai detto, credo tu scommetterei su di te, perché sei bravo. Fattene una ragione.

P.S.: Lo so che arrivato alla 2a riga ti chiederai: “Lo conosco? (se no) perché non lo conosco? Mentre arrivato all’ultima riga potresti fare il sorrisone… magari addirittura potresti mandarmi quelle famose foto…
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Anthony Bourdain – Kitchen Confidential 880781868X
f78845ed5b9c8cf54ceffad2abeb9b42 Pezzi di strada (I)
Old Times
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Northern Lights (2)
2ca8e02a9381eb3f31ed5e8db8201f6f Pezzi di strada (I)
N.T.
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Thru 6. Corso Vittorio Emanuele, saturday morning 
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Autore Articolo: Anna Mole
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Basta un poco di zucchero!

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Basta un poco di zucchero!
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Cover del libro

Mi diverte molto il libro con le ricette dell’Ikea e quindi trovo il modo di parlarne un attimo sul blog.
Qualche mese fa è uscito questo “ricettario” di dolci svedesi, che si intitola Hembakat är Bast (Fatti in casa è meglio) edito da Ikea e fin qui… Piccoli particolari: il libro è distribuito gratuitamente, per ora solo in Svezia… ma soprattutto, non ci sono ricette, grammature, consigli, tempi di cottura e quant’altro avrebbe fatto Suor Germana. Nono Signori, qui solo foto, belle foto con gli ingredienti disposti in still life che rasentano la precisione dei quadri di Mondrian e basta: li guardi e poi li assembli: nel pieno stile Ikea!
Per realizzare queste immagini è stato chiamato il bravissimissimo Carl Kleiner, con l’aiuto di Evelina Bratell. Fotografo svedese che della composizione simmetrica, minimalista e ordinata ha fatto una filosofia, risultando adorabile, scusate non saprei proprio come altro definirlo. Bhe se non lo conoscete, fate un giro sul suo sito e comincerete a dire “ohhhhhhh”. C’è perfino un video con il backstage del libro: ancora più “ohhhhhhh”.

Ho trovato, a questo proposito, una fotografa un po’ meno conosciuta ma che ha avuto un’idea simile, però facendo uno step in più: al posto dei semplici ingredienti nudi e crudi, Marina Aurora (che per altro ha uno stile molto raffinato) mostra i vari momenti di realizzazione di una ricetta, fino al piatto finale, tutti in un’unica immagine. Così vediamo: il burro fuso, crema di uovo, farina, latte per arrivare al ciambellone nel piatto o ai cioccolatini nelle formine a cuore. Ha in comune con Kleiner la prospettiva (dall’alto), i colori tenui, l’eleganza del tutto. Qui in più, a livello fotografico, c’è quel senso “casalingo” che dà un po’ l’idea di “mamma spostati un attimo che faccio la foto”, poi di sicuro non è così, ma riescono a creare questa atmosfera e io trovo delizioso questo lavoro e certamente anche quello made in Ikea: ne sento il profumo e mi mettono di buon umore. Tanto mi basta per augurarvi buona settimana!

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C. Kleiner

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C. Kleiner
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M. Aurora
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M. Aurora
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M. Aurora

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Autore Articolo: Anna Mole
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Come funziona un workshop fotografico

sabato, 14 maggio 2011
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I workshop sono un’occasione per crescere come fotografo o per provare ad insegnare qualcosa a chi ne sa meno di noi, ma non sono in molti ad aver mai partecipato ad un vero e proprio viaggio fotografico.

In questo video di Video7 potete vedere un workshop in Giordania con Canon eXperience per capire cosa accade e come ci si comporta in queste occasioni.

Via | PmStudioNews

Come funziona un workshop fotografico é stato pubblicato su Clickblog.it alle 09:00 di venerdì 13 maggio 2011.

 Come funziona un workshop fotografico
 Come funziona un workshop fotografico

 Come funziona un workshop fotografico  Come funziona un workshop fotografico

 Come funziona un workshop fotografico

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Video per un matrimonio

lunedì, 9 maggio 2011
listen it it Video per un matrimonio

Ogni settimana chissà quanti matrimoni si celebrano fra religiosi e civili in ogni città italiana, ma come può fare un fotografo per distinguersi dalla massa degli altri fotografi?

David Robin ha realizzato un bellissimo video per il matrimonio di Joya ed Emre creando un vero e proprio video musicale sulle note di “The Time (dirty bit)” dei Black Eyed Peas. Il risultato scenico è sicuramente spettacolare e sicuramente più interessante da vedere rispetto alle tradizionali produzioni che si realizzano in occasione di questi eventi.

Via | PhotoWeeklyOnline

Video per un matrimonio é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di lunedì 09 maggio 2011.

 Video per un matrimonio
 Video per un matrimonio

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 Video per un matrimonio

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Google Business Photos, un’opportunità per i fotografi

sabato, 7 maggio 2011
listen it it Google Business Photos, unopportunità per i fotografi

Ormai conosciamo tutti Google Street View e lo scorso anno Big G aveva annunciato un servizio per entrare a fotografare all’interno dei negozi.

Ecco ora arrivare Google Business Photos il nuovo progetto che consente ai proprietari di attività aperte al pubblico di mostrare il proprio locale in modo da attirare nuovi clienti o promuovere il proprio lavoro. Al momento in alcuni stati è possibile iscriversi il programma ed un fotografo andrà direttamente a scattare l’interno del locale.

In Italia non c’è ancora la copertura del servizio, ma i proprietari dei locali possono caricare direttamente le foto su Google Places e quindi chi è in cerca di nuove idee lavorative in ambito fotografico potrebbe provare ad esplorare questo ambiente.

Via | ReadWriteWeb

Google Business Photos, un’opportunità per i fotografi é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di venerdì 06 maggio 2011.

 Google Business Photos, unopportunità per i fotografi
 Google Business Photos, unopportunità per i fotografi

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 Google Business Photos, unopportunità per i fotografi

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