Proprio come i negativi di una pellicola richiedono allo sguardo uno sforzo di immaginazione, Little River di Shi Guangzhi dedica le sue pagine a scatti aperti ad un mondo di possibilità e viaggi che partono con un nave, finiscono in un treno, e in mezzo scorre il fiume ..
70 fotografie in bianco e nero stampate su 140 pagine di carta arancione, edite dalla cinese Latecomer art book publishing in un’edizione limitata di 200 copie, pronte a raccontarvi tutte le storie che questo puzzle di immagini sarà in grado dei suggerire alla fantasia ..
this book start in a ship and end in a train
this book not about story
this book not about landscape
this book even not about river
please cautious buy if you not patient to read it
A palese dimostrazione che la Nouvelle Vague francese non ha mai smesso di ispirare e stimolare creatività e linguaggi di diverso genere, vi invito a gustare le atmosfere di quella evocata dalla nuova collezione maschile Autunno/Inverno 2010 di Kulte.
Ad arricchire l’immaginario della collezione d’abbigliamento del brand francese contribuisce in modo suggestivo il corollario iconografico del progetto artistico “Second Souffle” ispirato al film culto “A bout de souffle” di Godard.
La mano dell’uomo di Sebastião Salgado è la mano che raccoglie, scava, costruisce,è il simbolo di culture, lavori ed esistenze raccontate dall’obiettivo e dallo sguardo del grande fotografo brasiliano in più di trenta reportage in giro per il mondo.
Sono mani di uomini, donne e bambini, che raccolgono tè nelle piantagioni del Ruanda e canna da zucchero a Cuba e in Brasile, mani che costruiscono l’Eurotunnel e canali d’irrigazione del Rajasthan. Sono le mani che scendono nelle miniere d’oro della Serra Pelada in Brasile e in quella di zolfo in Indonesia, che si temprano nelle acciaierie in Kazakhstan e in mare, nella tonnara siciliana.
La mano dell’uomo di Sebastião Salgado rimane una preziosa indagine antropologica, consacrata nel 1993 con una mostra ed un libro edito in Italia da Contrasto, che dopo aver fatto il giro del mondo, resterà in mostra con oltre sessanta fotografie in bianco e nero a Palazzo Pardi di Colonnella (TE).
Una mostra ancora più preziosa alla luce di un’epoca in cui macchine e tecnologia prendono il posto delle mani, curata da Amazonas Images, la struttura autonoma fondata dallo stesso Salgado, e organizzata dal Comune di Colonnella in collaborazione con Contrasto, visitabile fino al 31 agosto 2010.
In questa piccola gallery:
1_La raccoltà del te vicino a Cyangugu, Rwanda, 1991
2_Un gruppo di pescatori partono al mattino presto per la mattanza, Trapani, Sicilia, 1991
3_Una famiglia partecipa, come da tradizione, alla costruzione del canale, Rajasthan, India, 1989
4_le immagini esposte a Palazzo Pardi di Colonnella
5_la locandina della mostra affiancata dalla copertina del libro edito da contrasto
Pensare all’Australia senza evocare la spiaggia ed il fragore delle onde giganti amate dai surfisti è praticamente impossibile, per questo le Dickerson Gallery di Melbourne e Sydney hanno deciso di dedicare una panoramica storica all’inconfondibile Australian beach culture, affiancando due fotografi con due punti di vista molto diversi sull’argomento.
Da una parte le fotografie in bianco e nero di Max Dupain, che hanno contribuito ad identificare le spiaggia come un tratto distintivo della cultura australiana, quando negli anni ‘30 e ‘40, signore e signori frequentavano ancora il bagnasciuga con costumi castigati o addirittura vestiti.
Un bel viaggio nell’evoluzione dell’identità australiana debitrice alla cultura della spiaggia, ospitato con Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture, dal 31 Marzo al 17 aprile 2010 alla galleria Dickerson Gallery di Melbourne, e dal 28 aprile al 15 maggio 2010 alla Dickerson Gallery di Sydney.
L’interpretazione del lavoro fotografico di Aaron Hegert è singolare e molto interessante dove la città , in diverse sue sfaccettature, fa da padrona assoluta delle sue ricerche estetiche. Americano di origini ma residente a Parigi, Hegert sviluppa uno spiccato e curioso interesse per tutto quello che fa parte della città , esplorandola in maniera attenta e descrittiva.
Le sue serie sono infatti divise per categorie molto specifiche, dove ogni volta la sua attenzione si focalizza su elementi semplici e onnipresenti in determinati luoghi della città . Ad esempio nella serie The Money Makers abbiamo delle fotografie in bianco e nero di manifesti pubblicitari presenti alle fermate degli autobus, i quali sono stati attentamente modificati in post produzione, togliendo a ogni singola immagine scritte e spot pubblicitari, e lasciando semplicemente le fotografie che sovrastano ogni manifesto.
Grazie al gioco di riflessi del vetro che si pone davanti a ogni manifesto, il fotografo ci fa riflettere sull’artificiosità di queste immagini le quali, senza alcuna didascalia e parola di riferimento, diventano semplicemente icone vuote e senza spessore, dove la città si riflette sopra in modo incontrastato.
Venerdì 20 Marzo 2009 alle ore 20,00 sara inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).
La mostra, alla presenza dell’Autore, sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF), da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF) e da Pippo Pappalardo (Critico Fotografico); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino al 6 Aprile 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.
Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it
Arriva al Museo di Roma in Trastevere, dal 6 marzo al 5 aprile 2009, la mostra fotografica del grande fotografo di origini italo-americane George Tatge “Presenze. Paesaggi Italiani”. L’esposizione, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Sovraintendenza ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Admira Milano, è un percorso di 76 fotografie in bianco e nero, di cui 10 inedite su Roma, che descrive il paesaggio italiano attraverso i suoi segni naturali o quelli lasciati dall’uomo: le voragini scavate nel calcare, una buca nel terreno, i resti di un’edilizia selvaggia…
Una visione spesso lirica, a volte impietosa, del nostro territorio.
Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio, 1/b
www.museodiromaintrastevere.it
info@museodiromaintrastevere.it
Orario
Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto d’ingresso
€ 4,50 intero
€ 3,00 ridotto
Ingresso gratuito sotto i 18 e sopra i 65 anni
Informazioni
060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.30
Con la collaborazione di
Associazione Culturale Officine Fotografiche, BNL-Gruppo BNP PARIBAS, Banca di Roma – Unicredit Group, Monte dei Paschi di Siena-Gruppo MPS, Vodafone
Titolo: Oltre il fango. Firenze 1966. L’alluvione nelle immagini delle collezioni Alinari e dei vigili del Fuoco Testi di: A. M. D’Ascenzo, P. F. Listri, G. Mazzini Editore: Fratelli Alinari Pagine: 104 Fotografie: 120 fotografie in bianco e nero
Rilegato in tela Formato: 21×20 cm Codice ISBN: 88-7292-505-3 Prezzo (di copertina): 20,00 Euro
L’alluvione di Firenze è un ricordo scolpito nella memoria e nella coscienza di ognuno di noi: seicentomila tonnellate di fango e di nafta bagnata che precipitano su una città fatta di pietre e trine medievali e custode di incommensurabili tesori d’arte sono quasi peggio di una guerra. La città che l’Arno restituì dopo due giorni dall’acqua era devastata, offesa nel suo splendore artistico dal duro affronto della natura. Questo volume nasce dalla convinzione che è alla forza delle immagini di quei terribili momenti che può essere affidato,. a distanza di quarant’anni, il compito di raccontare ciò che successe. La raccolta fotografica contenuta nel volume è frutto dell’importante collaborazione tra i Vigili del Fuoco e la Fratelli Alinari, che hanno saputo ricostruire insieme un appassionante resoconto, visionando e selezionando le tante immagini dell’alluvione presenti nei loro archivi.
Titolo: Castro Autore: Dario Bertuzzi Editore: Alinea Editrice s.r.l. Pagine: 80 Fotografie: in bianco e nero Lingua: Italiano – Francese Formato: 24 x 33,50 cm Anno: 2004 Prezzo di copertina: 22,00 Euro Prezzo archimagazine (sconto del 15%): 18,70 Euro
La galleria One Piece Art presenta, venerdì 28 novembre a Roma in Vicolo Orti di Napoli 5 – ore 18:30, la mostra “Una bocca del 68″ di Pino Settanni a cura di Giampiero Mughini.
Quarant’anni e non li dimostrano queste labbra che Settanni avrebbe potuto fotografare ieri.
Una bocca anonima, sensuale, ironica, invitante.
Undici fotografie in bianco e nero scattate con un mito del tempo, una Pentax, in anni in cui “eravamo tutti all’avvio di una ricerca e di un’iconografia che stava cambiando il mondo”.
È un’occasione per scoprire un Settanni che pescando nel suo archivio trae immagini di una costante felicità creativa che dimostrano ancora una volta l’assoluta in-attualità del suo talento visionario.
Pino Settanni inizia a fotografare nel 1966 nella Puglia in cui è nato. Vive e lavora a Roma dal 1973.
Fotografo difficile da incasellare in uno schema tradizionale, è noto per i suoi ritratti di personaggi famosi ed illustri come Marcello Mastroianni, Robert Mitchum, Federico Fellini, Rita Levi Montalcini, Italo Moscati, per i “Ritratti in Nero”, per la serie dei “Tarocchi”, quella dello “Zodiaco” e per la serie dei “Vizi Capitali”.
“L’Alfabeto dei Francesi a Roma”, è stato il primo lavoro commissionatogli da un museo: la MEP Maison Europèenne de la Photographie di Parigi nel 1996.
Dal 1998 al 2006, fotografa, al seguito dell’Esercito Italiano, citta’ ferite dalla guerra, come Mostar, Sarajevo, Pec, Kabul…
Instancabile sperimentatore, incuriosito dalla magia delle nuove tecnologie, elabora al computer alcune delle immagini dell’Afghanistan regalandoci di quei luoghi, una sua personale e affascinante interpretazione.
Altrettanto conosciute sono le sue elaborazioni grafico-pittoriche, iniziate trent’anni fa con la serie dei “Voligrammi” (diagrammi di volo) e dal 1995, con la serie “Archeologia del Futuro” attraverso la quale, mediando fra pittura e fotografia, immagina come potrebbero essere ritrovate le stampe fotografiche in un lontanissimo futuro. Con i panni stesi, fototele colorate a mano, vince il premio Lubiam nel 1982.
Nel libro: “La memoria le immagini”, quarant’anni del suo lavoro sono raccontati attraverso una lunga intervista di Giampiero Mughini e 150 fotografie.
È invitato alla Quadriennale di Roma per Proiezioni 2000 con un lavoro di grandi dimensioni dal titolo: Le tre eta’ della donna.
Nello stesso anno, pubblica il suo sito web ,”un libro on-line”, visitato da migliaia di appassionati e addetti ai lavori.
“Una bocca del 68″ – dal 28 novembre 2008 al 30 gennaio 2009 dal martedì al sabato, ore 15:30 – 19:30