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dickerson pittore

Articoli marcati con tag ‘fotografie in bianco e nero’

Little River by Guangzhi

domenica, 23 gennaio 2011
listen it it Little River by Guangzhi

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Proprio come i negativi di una pellicola richiedono allo sguardo uno sforzo di immaginazione, Little River di Shi Guangzhi dedica le sue pagine a scatti aperti ad un mondo di possibilità e viaggi che partono con un nave, finiscono in un treno, e in mezzo scorre il fiume ..

70 fotografie in bianco e nero stampate su 140 pagine di carta arancione, edite dalla cinese Latecomer art book publishing in un’edizione limitata di 200 copie, pronte a raccontarvi tutte le storie che questo puzzle di immagini sarà in grado dei suggerire alla fantasia ..


this book start in a ship and end in a train
this book not about story
this book not about landscape
this book even not about river
please cautious buy if you not patient to read it

Little River by Guangzhi é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di domenica 23 gennaio 2011.

 Little River by Guangzhi
 Little River by Guangzhi

 Little River by Guangzhi  Little River by Guangzhi

 Little River by Guangzhi

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La Nouvelle Vague di Kulte

mercoledì, 8 settembre 2010
listen it it La Nouvelle Vague di Kulte

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A palese dimostrazione che la Nouvelle Vague francese non ha mai smesso di ispirare e stimolare creatività e linguaggi di diverso genere, vi invito a gustare le atmosfere di quella evocata dalla nuova collezione maschile Autunno/Inverno 2010 di Kulte.

Ad arricchire l’immaginario della collezione d’abbigliamento del brand francese contribuisce in modo suggestivo il corollario iconografico del progetto artistico “Second Souffle” ispirato al film culto “A bout de souffle” di Godard.

Il tutto attraverso le fotografie in bianco e nero di Cedric Viollet, il making off di José Lamali, una locandina che fa il verso a “Les Cahiers du Cinema”, una colonna sonora dedicata, ed il video di Eve Le Cardonnel a seguire.

Nouvelle Vogue by Kulte
694ad89498bacc79daf190c022119240 La Nouvelle Vague di Kulte 71ffe3c534cf4cdaaf03c8120ed8cc90 La Nouvelle Vague di Kulte b79625253e3d21f2fd7df370539c605a La Nouvelle Vague di Kulte f216c84186c00ba47d795440a50c3608 La Nouvelle Vague di Kulte

81542ab42250d38d51519e8d3a024bb5 La Nouvelle Vague di Kulte 8fa005b482945e537bf9abf8b704368c La Nouvelle Vague di Kulte 713989af06fa001910f8cd67bfa385dd La Nouvelle Vague di Kulte 4b12a853b995051779336df11466d503 La Nouvelle Vague di Kulte

f196fa23b29413e88bdd56a68bcf6985 La Nouvelle Vague di Kulte 2d5323d9a162766e4a966e3b2f15d258 La Nouvelle Vague di Kulte 122a2cbd324ebd3679edce569325f98e La Nouvelle Vague di Kulte 688597c5e63c954b0823f90d03e6c5c1 La Nouvelle Vague di Kulte

La Nouvelle Vague di Kulte é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di mercoledì 08 settembre 2010.

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La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

venerdì, 6 agosto 2010
listen it it La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

def8a6f2265a29d5ae5c172748554940 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado è la mano che raccoglie, scava, costruisce,è il simbolo di culture, lavori ed esistenze raccontate dall’obiettivo e dallo sguardo del grande fotografo brasiliano in più di trenta reportage in giro per il mondo.

Sono mani di uomini, donne e bambini, che raccolgono tè nelle piantagioni del Ruanda e canna da zucchero a Cuba e in Brasile, mani che costruiscono l’Eurotunnel e canali d’irrigazione del Rajasthan. Sono le mani che scendono nelle miniere d’oro della Serra Pelada in Brasile e in quella di zolfo in Indonesia, che si temprano nelle acciaierie in Kazakhstan e in mare, nella tonnara siciliana.

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado rimane una preziosa indagine antropologica, consacrata nel 1993 con una mostra ed un libro edito in Italia da Contrasto, che dopo aver fatto il giro del mondo, resterà in mostra con oltre sessanta fotografie in bianco e nero a Palazzo Pardi di Colonnella (TE).

Sebastia?o Salgado La mano dell’uomo
e1495d025465abd3b9cc5047c76f2a0b La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 92c8f9808c349657d18319386087ca50 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado ad107783078dbad23b4ab2b83a2bf822 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 0d6ff4b633678b9d995470b120b56f87 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

Una mostra ancora più preziosa alla luce di un’epoca in cui macchine e tecnologia prendono il posto delle mani, curata da Amazonas Images, la struttura autonoma fondata dallo stesso Salgado, e organizzata dal Comune di Colonnella in collaborazione con Contrasto, visitabile fino al 31 agosto 2010.

In questa piccola gallery:

1_La raccoltà del te vicino a Cyangugu, Rwanda, 1991
2_Un gruppo di pescatori partono al mattino presto per la mattanza, Trapani, Sicilia, 1991
3_Una famiglia partecipa, come da tradizione, alla costruzione del canale, Rajasthan, India, 1989
4_le immagini esposte a Palazzo Pardi di Colonnella
5_la locandina della mostra affiancata dalla copertina del libro edito da contrasto

La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado é stato pubblicato su clickblog alle 11:27 di venerdì 06 agosto 2010.

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Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

19489a06186f115a5991422558cd0d10 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

Pensare all’Australia senza evocare la spiaggia ed il fragore delle onde giganti amate dai surfisti è praticamente impossibile, per questo le Dickerson Gallery di Melbourne e Sydney hanno deciso di dedicare una panoramica storica all’inconfondibile Australian beach culture, affiancando due fotografi con due punti di vista molto diversi sull’argomento.

Da una parte le fotografie in bianco e nero di Max Dupain, che hanno contribuito ad identificare le spiaggia come un tratto distintivo della cultura australiana, quando negli anni ‘30 e ‘40, signore e signori frequentavano ancora il bagnasciuga con costumi castigati o addirittura vestiti.

Dall’altra la sub-cultura da spiaggia degli anni ‘60 e ‘70 ed i surfisti che hanno fatto la storia di questo stile di vita, fotografati dal surfista e fotografo australiano John Witzig, da un punto di vista decisamente inedito per quei tempi.

Max Dupain
5bab602fb41d85fa24f64a7760ab8aaa Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 05815b4461d9a524b0e4dedd26f9f7a8 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery e5f388c3936fc4b032ccee100135549a Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery e48db67a84c446a8e2077e22a6fb720d Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

Un bel viaggio nell’evoluzione dell’identità australiana debitrice alla cultura della spiaggia, ospitato con Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture, dal 31 Marzo al 17 aprile 2010 alla galleria Dickerson Gallery di Melbourne, e dal 28 aprile al 15 maggio 2010 alla Dickerson Gallery di Sydney.

7b37929312e5082deb7c7094c662cd46 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 0ba7236cdb8f79ba8c295e9be9ffad80 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 2108528b999d9b9a154523ece281c3b1 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery 1ec79c9d41d80f8698158cf9c3c63649 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

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Aaron Hegert

lunedì, 1 giugno 2009
listen it it Aaron Hegert

pubblicato da naomi in: Giovani fotografi Società

e48ddc104d4d91d715916f095af1d129 Aaron HegertL’interpretazione del lavoro fotografico di Aaron Hegert è singolare e molto interessante dove la città, in diverse sue sfaccettature, fa da padrona assoluta delle sue ricerche estetiche. Americano di origini ma residente a Parigi, Hegert sviluppa uno spiccato e curioso interesse per tutto quello che fa parte della città, esplorandola in maniera attenta e descrittiva.

Le sue serie sono infatti divise per categorie molto specifiche, dove ogni volta la sua attenzione si focalizza su elementi semplici e onnipresenti in determinati luoghi della città. Ad esempio nella serie The Money Makers abbiamo delle fotografie in bianco e nero di manifesti pubblicitari presenti alle fermate degli autobus, i quali sono stati attentamente modificati in post produzione, togliendo a ogni singola immagine scritte e spot pubblicitari, e lasciando semplicemente le fotografie che sovrastano ogni manifesto.

Grazie al gioco di riflessi del vetro che si pone davanti a ogni manifesto, il fotografo ci fa riflettere sull’artificiosità di queste immagini le quali, senza alcuna didascalia e parola di riferimento, diventano semplicemente icone vuote e senza spessore, dove la città si riflette sopra in modo incontrastato.

Continua a leggere: Aaron Hegert

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Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

sabato, 14 marzo 2009
listen it it Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo Vedute e Visioni presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

aa2282522c22454d2f95cf3e78245490 Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo Vedute e Visioni presso la Galleria FIAF   Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT)

Venerdì 20 Marzo 2009 alle ore 20,00 sara inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).

La mostra, alla presenza dell’Autore, sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF), da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF) e da Pippo Pappalardo (Critico Fotografico); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino al 6 Aprile 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.

Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it

(continua…)

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PRESENZE. PAESAGGI ITALIANI – 76 scatti di GEORGE TATGE al Museo di Roma in Trastevere

lunedì, 2 marzo 2009
listen it it PRESENZE. PAESAGGI ITALIANI   76 scatti di GEORGE TATGE al Museo di Roma in Trastevere

Arriva al Museo di Roma in Trastevere, dal 6 marzo al 5 aprile 2009, la mostra fotografica del grande fotografo di origini italo-americane George Tatge “Presenze. Paesaggi Italiani”. L’esposizione, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Sovraintendenza ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Admira Milano, è un percorso di 76 fotografie in bianco e nero, di cui 10 inedite su Roma, che descrive il paesaggio italiano attraverso i suoi segni naturali o quelli lasciati dall’uomo: le voragini scavate nel calcare, una buca nel terreno, i resti di un’edilizia selvaggia…
Una visione spesso lirica, a volte impietosa, del nostro territorio.

George Tatge è nato a Istanbul nel 1951 da madre italiana e padre americano. Le sue opere fanno parte di collezioni tra cui quella del Metropolitan Museum di New York, della George Eastman House di Rochester, del Houston Museum of Fine Arts, della Bibliothèque Nationale de France e della Maison Européenne de la Photographie di Parigi.

Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio, 1/b
www.museodiromaintrastevere.it
info@museodiromaintrastevere.it

Orario
Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietto d’ingresso
€ 4,50 intero
€ 3,00 ridotto
Ingresso gratuito sotto i 18 e sopra i 65 anni

Informazioni
060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.30

Con la collaborazione di
Associazione Culturale Officine Fotografiche, BNL-Gruppo BNP PARIBAS, Banca di Roma – Unicredit Group, Monte dei Paschi di Siena-Gruppo MPS, Vodafone

Con il contributo tecnico di
La Repubblica

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Oltre il fango. Firenze 1966. L’alluvione nelle immagini delle collezioni Alinari e dei vigili del Fuoco

giovedì, 8 gennaio 2009
listen it it Oltre il fango. Firenze 1966. Lalluvione nelle immagini delle collezioni Alinari e dei vigili del Fuoco

Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

d242573ef663d01779049b27235004b3 Oltre il fango. Firenze 1966. Lalluvione nelle immagini delle collezioni Alinari e dei vigili del Fuoco

Titolo: Oltre il fango. Firenze 1966. L’alluvione nelle immagini delle collezioni Alinari e dei vigili del Fuoco
Testi di: A. M. D’Ascenzo, P. F. Listri, G. Mazzini
Editore: Fratelli Alinari
Pagine: 104
Fotografie: 120 fotografie in bianco e nero
Rilegato in tela
Formato: 21×20 cm
Codice ISBN: 88-7292-505-3
Prezzo (di copertina): 20,00 Euro

Clicca per procedere all’acquisto

L’alluvione di Firenze è un ricordo scolpito nella memoria e nella coscienza di ognuno di noi: seicentomila tonnellate di fango e di nafta bagnata che precipitano su una città fatta di pietre e trine medievali e custode di incommensurabili tesori d’arte sono quasi peggio di una guerra. La città che l’Arno restituì dopo due giorni dall’acqua era devastata, offesa nel suo splendore artistico dal duro affronto della natura. Questo volume nasce dalla convinzione che è alla forza delle immagini di quei terribili momenti che può essere affidato,. a distanza di quarant’anni, il compito di raccontare ciò che successe. La raccolta fotografica contenuta nel volume è frutto dell’importante collaborazione tra i Vigili del Fuoco e la Fratelli Alinari, che hanno saputo ricostruire insieme un appassionante resoconto, visionando e selezionando le tante immagini dell’alluvione presenti nei loro archivi.

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Castro – Dario Bertuzzi

giovedì, 8 gennaio 2009
listen it it Castro   Dario Bertuzzi

Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

456fd83e772d7ac2560dd1fc184829fa Castro   Dario Bertuzzi

Titolo: Castro
Autore: Dario Bertuzzi
Editore: Alinea Editrice s.r.l.
Pagine: 80
Fotografie: in bianco e nero
Lingua: Italiano – Francese
Formato: 24 x 33,50 cm
Anno: 2004
Prezzo di copertina: 22,00 Euro
Prezzo archimagazine (sconto del 15%): 18,70 Euro

Clicca per procedere all’acquisto

Al giorno d’oggi risulta difficile rivivere l’esperienza del Grand Tour. Allora, tra il XVIII e il XIX secolo, il viaggio poteva assumere il peso di un’impresa volta alla conquista della cultura presente in quel determinato territorio. I viaggiatori che attraversavano l’Italia dovevano affrontare le precarie condizioni della viabilità, fare i conti con le imboscate delle bande armate e con la difficoltà di organizzare il vitto, l’alloggio e i mezzi di trasporto. Erano viaggi vissuti come una “prova iniziatica” in grado di temprare il carattere del viaggiatore, di risvegliare in lui qualità umane assopite da una vita condotta nell’agio e nel benessere della civiltà. Viaggi che talvolta si spingono ben oltre i confini della rete viaria, laddove la natura prospera rigogliosa e affonda le proprie radici nelle fondamenta di qualche civiltà antica ancora da scoprire. È questa la meta estrema di numerosi artisti interessati a indagare col supporto di tecniche agili e corrive la grandezza del passato. La pratica del disegno poteva avvenire attraverso lo studio, l’accurata trascrizione di quel determinato frammento di realtà, o con lo schizzo, steso quasi di getto per fissare una prima idea, per catturare una fuggente impressione. Verso il 1850 numerosi artisti potranno fissare attraverso procedimenti fotografici i resti delle grandi civiltà del passato. Sono i tempi eroici della fotografia perché composta da attrezzature difficili da trasportare per il loro peso e ingombro; perché i procedimenti chimici per lo sviluppo e il fissaggio erano ancora molto elaborati e per certi versi incompatibili con le difficili condizioni climatiche di certe terre.
In questa prospettiva culturale si colloca l’esperienza fotografica di Dario Bertuzzi, anche se del tutto spoglia di quelle avventure che hanno reso celebre la letteratura di viaggio. Ormai il fenomeno del Grand Tour è del tutto tramontato e ha lasciato al suo posto il turismo di massa in grado di trasformare la meta dei suoi viaggi in una nuova geografia del consumismo. Eppure, nonostante il fenomeno si stia manifestando sia livello globale che locale, ci sono ancora terre sublimi sfuggite alla rete dell’industria turistica, anche se le sue maglie vanno restringendosi fino a comprendere entro la propria logica economica tutte le risorse presenti nel territorio. Bertuzzi è consapevole del processo in corso e avverte tutto il significato dell’azione fotografica che verifica l’esistenza di questa realtà dimenticata dalla recente storia dell’uomo e la vive con la stessa intensità dei primi fotografi delle civiltà antiche. Solo i tempi divergono e con loro i contesti culturali che attribuiscono valori diversi alla stessa dimensione archeologica. Le fotografie di Bertuzzi non intendono documentare in termini scientifici ed esaurienti i frammenti sparsi al suolo per poi ordinarli e ricomporli. La sua opera sembra piuttosto localizzarsi sulla dimensione archeologica del sito colta in tutta la sua profonda stratificazione.

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UNA BOCCA DEL 68

sabato, 22 novembre 2008
listen it it UNA BOCCA DEL 68

ONE PIECE CONTEMPORARY ART

UNA BOCCA DEL 68

Pino Settanni

A cura di Giampiero Mughini

Opening venerdì 28 novembre 2008 – ore 18:30

La galleria One Piece Art presenta, venerdì 28 novembre a Roma in Vicolo Orti di Napoli 5 – ore 18:30, la mostra “Una bocca del 68″ di Pino Settanni a cura di Giampiero Mughini.

Quarant’anni e non li dimostrano queste labbra che Settanni avrebbe potuto fotografare ieri.

Una bocca anonima, sensuale, ironica, invitante.

Undici fotografie in bianco e nero scattate con un mito del tempo, una Pentax, in anni in cui “eravamo tutti all’avvio di una ricerca e di un’iconografia che stava cambiando il mondo”.

È un’occasione per scoprire un Settanni che pescando nel suo archivio trae immagini di una costante felicità creativa che dimostrano ancora una volta l’assoluta in-attualità del suo talento visionario.

Pino Settanni inizia a fotografare nel 1966 nella Puglia in cui è nato. Vive e lavora a Roma dal 1973.

Fotografo difficile da incasellare in uno schema tradizionale, è noto per i suoi ritratti di personaggi famosi ed illustri come Marcello Mastroianni, Robert Mitchum, Federico Fellini, Rita Levi Montalcini, Italo Moscati, per i “Ritratti in Nero”, per la serie dei “Tarocchi”, quella dello “Zodiaco” e per la serie dei “Vizi Capitali”.

“L’Alfabeto dei Francesi a Roma”, è stato il primo lavoro commissionatogli da un museo: la MEP Maison Europèenne de la Photographie di Parigi nel 1996.

Dal 1998 al 2006, fotografa, al seguito dell’Esercito Italiano, citta’ ferite dalla guerra, come Mostar, Sarajevo, Pec, Kabul…

Instancabile sperimentatore, incuriosito dalla magia delle nuove tecnologie, elabora al computer alcune delle immagini dell’Afghanistan regalandoci di quei luoghi, una sua personale e affascinante interpretazione.

Altrettanto conosciute sono le sue elaborazioni grafico-pittoriche, iniziate trent’anni fa con la serie dei “Voligrammi” (diagrammi di volo) e dal 1995, con la serie “Archeologia del Futuro” attraverso la quale, mediando fra pittura e fotografia, immagina come potrebbero essere ritrovate le stampe fotografiche in un lontanissimo futuro. Con i panni stesi, fototele colorate a mano, vince il premio Lubiam nel 1982.

Nel libro: “La memoria le immagini”, quarant’anni del suo lavoro sono raccontati attraverso una lunga intervista di Giampiero Mughini e 150 fotografie.

È invitato alla Quadriennale di Roma per Proiezioni 2000 con un lavoro di grandi dimensioni dal titolo: Le tre eta’ della donna.

Nello stesso anno, pubblica il suo sito web ,”un libro on-line”, visitato da migliaia di appassionati e addetti ai lavori.

“Una bocca del 68″ – dal 28 novembre 2008 al 30 gennaio 2009 dal martedì al sabato, ore 15:30 – 19:30

Cordiali Saluti

One Piece Contemporary Art

SCHEDA MOSTRA

Artista: Pino Settanni

Titolo mostra: Una bocca del 1968

A cura di: Giampiero Mughini

Galleria: ONE PIECE Contemporary Art

Vicolo dell’Orto di Napoli, 5 (angolo via Margutta) 00187 Roma

Tel/fax: 06 3244575
Orari: dal martedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30
Periodo: dal 28 novembre 2008 al 30 gennaio 2009

Inaugurazione: venerdì 28 novembre 2008 – ore 18:30

E-mail: onepieceart@libero.it
Sito web: www.onepieceart.com

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Viaggio fotografico e letterario nella città dell’assenza

domenica, 26 ottobre 2008
listen it it Viaggio fotografico e letterario nella città dellassenza

Praga anni Ottanta
Viaggio fotografico e letterario nella città dell’assenza

Firenze, 14.10.2008 – La Praga che non c’è, così si potrebbe definire la città che emerge dal bel volume Da Praga 1983-1988. Immagini di una topografia letteraria (ed. Polistampa, pp. 184, euro 24), che raccoglie le fotografie in bianco e nero scattate da Francesco Jappelli nella capitale ceca. Il motivo di una simile definizione lo spiega bene il traduttore e massimo boemista italiano Sergio Corduas, secondo cui la Praga di Jappelli esula dalle due classiche facce, quella splendida e quella triste. “Jappelli – scrive nell’introduzione – ha fotografato una Praga né magica né tragica. Non fa muovere nessuno e niente, non propone oggetti e percorsi magici o tragici. La sua Praga è ferma e anche relativamente molto chiusa”. Sfogliando le foto a tutta pagina si percepisce effettivamente la mancanza: prima di tutto del colore e poi della vita, come se ogni scatto avesse colto la città al momento del risveglio, ancora assonnata. Il percorso è composto da immagini, come spiega l’autore, “di spazi urbani con rarissimi passanti, senza automobili e masse di turisti, di strade e piazze ancora solitarie, di edifici aggrediti dal tempo ma carichi per me di grande suggestione. Uno ‘spazio svuotato’, oggi impensabile”. Il viaggio in questa città fantasma a metà degli anni Ottanta è un viaggio non solo fotografico, ma anche topografico e letterario: topografico perché si snoda in sei percorsi attraverso i quartieri storici di Praga, letterario perché il volume costituisce anche una “narrazione per immagini”, nella quale alle foto sono associati brani di opere di letterati cechi e tedeschi (l’unico italiano dell’antologia è Angelo Ripellino con Praga magica), in maggioranza praghesi di nascita. Dal libro di Jappelli emerge in modo prepotente la complessità urbana che caratterizza Praga, la sua struttura così particolare, nella quale confluiscono non solo eventi e stratificazioni storiche, ma anche i prodotti di oltre un millennio di architettura europea, che l’hanno resa fascinosamente asimmetrica e assolutamente unica. (Daria Domenici)

Ufficio stampa / ed. Polistampa

055 7378736 – 335 1373722

(continua…)

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UNA BOCCA DEL 68 – Pino Settanni

sabato, 25 ottobre 2008
listen it it  UNA BOCCA DEL 68   Pino Settanni

ONE PIECE CONTEMPORARY ART

UNA BOCCA DEL 68 – Pino Settanni

A cura di Giampiero Mughini

Opening venerdì 28 novembre 2008 – ore 18:30

759fac74bb3009f63329445d28c42f2a  UNA BOCCA DEL 68   Pino Settanni

(continua…)

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