Ormai la stragrande maggioranza delle foto che scattiamo finiscono online su qualche per consentire una visione condivisa o privata. Quante volte però qualcuno vi ha chiesto di cancellare un’immagine in cui si è reso conto di non essere venuto al meglio? Magari una banalissima foto ricordo in qualche luogo.
Panasonic con l’arrivo del suo nuovo modello Panasonic FX77, svelato a fine gennaio, sta precorrendo i tempi nell’aprire un nuovo filone di mercato. La FX77 consente agli utenti di modificare alcuni dettagli del viso delle persone ritratte come potete vedere nel video di copertina.
Le operazioni permesse sono quelle più semplici come lo sbiancamento dei denti, la ripulitura delle pelle o l’aggiunta di trucco come, ad esempio, il rossetto. Il Giappone ha dimostrato di gradire questa novità e probabilmente non passerà molto tempo prima che questo tipo di funzionalità diventino qualcosa di comune per ogni produttore.
Anzi, con l’arrivo di processori sempre più potenti ed economici sarà sempre più facile consentire agli utenti di “giocare” con le foto direttamente nella fotocamera. Prima è arrivato il riconoscimento dei volti per la messa a fuoco, poi lo scatto quando si inquadrano delle facce sorridenti ed ora siamo al primo stadio di fotoritocco al viso.
Non siamo molto lontani dalla fusione fra la fotocamera compatta ed il cellulare. La strada che hanno intrapreso i vari produttori porta proprio nella direzione di un’interattività sempre più spinta. Il passo finale lo avremo quando qualche produttore deciderà di fare il grande salto e balzare sulla carrozza di Android.
Quella che vedete in copertina è una foto ricordo della famiglia Myers scattata con la loro Canon G7.
Uno scatto come tanti a prima vista, ma se guardate meglio sullo sfondo a destra c’è un uomo che allunga le mani sul borsone incustodito del quartetto ritratto. Quando si sono accorti del furto hanno riguardato le foto e si sono accorti che il ladro era stato colto con le mani sul fatto.
Dopo aver consegnato alla polizia le foto in poco tempo hanno ritrovato il ladro e recuperato la refurtiva.
Chiunque abbia visitato personalmente il Cenacolo, l’opera di Leonardo da Vinci, saprà che non possibile fotografare l’affresco per la possibilità di rovinarlo.
Questa regola non vale se si fa parte della Casta, quell’insieme di persone che dovrebbero rappresentarci, ma che negli ultimi mesi sta mostrando il peggio di sé. Silvio Berlusconi e Dmitrij Medvedev si sono messi in posa davanti al Cenacolo e sono stati fotografati con i flash dai fotografi presenti con tanto di assenso da parte del responsabile:
Il presidente russo ha espresso il desiderio di una foto ricordo – si è giustificato il sovrintendente per i Beni Architettonici di Milano Alberto Artioli, presente alla visita – e considerato che io sono la persona in grado di dare l’autorizzazione, ho detto che non c’erano problemi.
Si potrebbe commentare che siamo tutti uguali davanti alla legge, ma “qualcuno” è più uguale di altri. Come se si sentisse la mancanza dell’ennesima ed insulsa foto in stile famiglia rossi in vacanza. Il problema è un altro. Se una cosa è vietata, dev’esserci un buon motivo e quindi tutti devono seguire le regole. Soprattutto chi dovrebbe dare il buon esempio.
Con le reflex moderne, poi, non sarebbe stato tanto difficile fare delle foto senza usare i flash, ma nessuno sembra averci pensato. Intanto abbiamo portato a casa l’ennesima figuraccia internazionale. Cosa ne pensate di questa vicenda?
Titolo: Cento obiettivi sull’Esercito Italiano. La fotografia nelle istituzioni militari Testi di: W. Settimelli Editore: Fratelli Alinari Pagine: 210 Fotografie: 220
Rilegato in tela Formato: 24,5 x 30 cm Prezzo (di copertina): 41,32 Euro
Il volume si propone di colmare una lacuna della sterografia fotografica, che per un lungo tempo non si è posta il problema di sistematizzare l’analisi dei materiali nati dall’incontro tra la fotografia e il mondo militare. Dai ritratti alle foto ricordo, dalle enfatiche immagini celebrative scattate dai fotografi militari alle fotografie di denuncia degli orrori della guerra, dai reportage alle foto documentarie di tecnica militare, il percorso storico critico che viene tracciato racconta e classifica attraverso le immagini di illustri fotografi ed innumerevoli dilettanti dell’Ottocento ai giorni nostri, i diversi aspetti della vita militare.