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Articoli marcati con tag ‘essenza’

MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA

sabato, 4 luglio 2009

image0063MIGNON

e

IL CONSIGLIO DI QUARTIERE 3 – EST
Sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro:

“MEDITAZIONE E

Di

DIEGO MORMORIO
Presenterà l’autore il Prof. Angelo Maggi

interverranno Sara Munari (Stazione Fotografica – Lecco) e Giampaolo Romagnosi (Mignon)
Giovedi 2 Luglio 2009, ore 21

SALA CONSILIARE “FORCELLINI”

ingresso libero
Giovedì 2 Luglio: “MEDITAZIONE E ”. Diego Mormorio presenterà a Padova presso la sala Consiliare “Forcellini”, il suo recente saggio incentrato sulla proposta di relazione tra la meditazione e la .

Il libro è nato da un’idea suggerita da un suo grande maestro tibetano, ora tornato in India, con il quale l’autore ha studiato e praticato meditazione per , proprio questo maestro lo ha indotto a riflettere sulla contiguità tra la e la meditazione. Il timore iniziale, secondo la spiegazione dell’autore, era da una parte quello di sfigurare con una delle persone più importanti della sua vita, e dall’altra la difficoltà di trattare una tematica così particolare. Il dubbio si è stemperato nella volontà di trasmissione di ciò che gli è stato donato dai suoi stessi maestri. Pertanto Diego Mormorio definisce questo libro “un dono che dona”.

L’autore che si occupa di da circa trent’ spiega che lo stimolo per la scrittura di questo libro è di dimostrare come la , che nasce dalla cultura materialistica, possa essere trasformata in uno strumento spirituale. Ecco dunque la necessità di coniugare e meditazione.

“Non è necessario fotografare molto”, esorta l’autore, “non dobbiamo cadere nel consumismo del fare tutto in grande quantità”. Secondo la sua riflessione occorre imparare a osservare e a condensare l’essenza in pochi scatti.

“Noi vediamo la luce perché esiste l’atmosfera, il pulviscolo atmosferico. Quando raggiunge questi piccoli corpi la luce di diffonde, altrimenti vedremmo i corpi illuminati, ma intorno ci sarebbe buio. Senza le piccole cose le grandi non esistono: tutto è interdipendente”.

Il saggio di Diego Mormorio offre un punto di vista singolare che può essere oggetto stesso di meditazione, e numerose sollecitazioni e riferimenti per chi voglia approfondire le tante tematiche affrontate.
Diego Mormorio è nato a Caracas da genitori siciliani. Il suo lavoro è dedicato soprattutto al rapporto tra la e la cultura filosofica e letteraria. Da si interessa in modo particolare al tema della rappresentazione della bellezza, della natura, del paesaggio. Tra le sue pubblicazioni citiamo “Gli scrittori e la ” (1988), “Storia della ” (1996), “L`isola dei siciliani” (1995), “Vestiti. Lo stile degli italiani in un secolo di fotografie” (1999), “La lunga vacanza del barone Gloeden” (2002), “La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo Papa Re” (2006), “W Garibaldo. Tre racconti garibaldini” (2007).

Tratto da www.contrasto.it

Angelo Maggi è nato a Hitchin (Gran Bretagna) nel 1968, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca (Ph.D.) presso la Herriot-Watt University di Edimburgo. Ha maturato esperienze a livello internazionale nell’ideazione e organizzazione di mostre fotografiche, stringendo rapporti di collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura in Gran Bretagna, con le National Galleries of Scotland di Edimburgo, e con il Museo di Storia della Fratelli Alinari a Firenze. Dal 1999 al 2002 ha insegnato Storia della e Storia dell’Architettura presso l’Edimburg College of – Heriot-Watt University. Attualmente insegna Storia della presso la Facoltà di Architettura dell’Università Iuav di Venezia, e presso le Facoltà di Lettere e Filosofia delle Università degli Studi di Trento e Venezia. Vive e lavora a Padova.

Per qualsiasi informazioni inerenti al gruppo Mignon, alle iniziative dello stesso o alla “Street Photography”, scrivere a: info@mignon.it

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Galleria Aus18_Die Lücke_Donatella Simonetti_Giovedì 18 giugno 2009

domenica, 14 giugno 2009

att2

Die Lücke

Donatella Simonetti

a cura di Barbara Meneghel

Inaugurazione
giovedì 18 giugno 2009
ore 19.00
via Ausonio, 18 _ Milano

18 giugno – 25 luglio 2009

Nella figurativa contemporanea, una città può essere letta come un campo quasi-neutro di forze visive ed emozionali. Per la sua prima personale da Aus18, Donatella Simonetti presenta una serie di scatti urbani il cui impatto formale si colloca al limite dell’astrazione, cromatica e geometrica. Realizzate a Berlino nell’arco dell’ultimo , le raccontano angoli della città scarnificati ma d’impatto, strappano al contesto squarci di colore e di forme essenziali, e privilegiano un cromatismo piatto e deciso.

Proseguendo la sua linea di ricerca sull’architettura contemporanea (dopo aver studiato, in passato, le città spagnole e Milano), l’artista propone un approccio essenziale e asciutto alla capitale tedesca, di cui sembra nello stesso voler succhiare l’essenza visiva ed esistenziale. Se quindi prevalgono nell’immagine il rigore delle linee geometriche e la purezza del colore, gli scatti assumono anche un significato emotivo che rimanda alle connotazioni di vuoto spaziale, imponenza, e vastità proprie di alcune metropoli contemporanee, di Berlino in particolare.
Una parete colorata, il dettaglio di un aeroporto, le scie allucinate dei fari delle auto di notte sono universali e particolari al stesso, rimandano a un non-luogo che appartiene al mondo esterno e interno. La figura umana è del tutto assente: il senso di vuoto e di angoscia heideggeriana, mescolati a sensazioni positive di dinamismo e rigore contemporaneo, sono delegati alla sensibilità dello spettatore, che ritrova nel grande formato quello stesso senso di sublime e imponenza che avverte tra le strade di alcune capitali. Godendo nel frattempo della perfezione tecnica della pura.

La Berlino notturna e diurna in diventa quindi uno spazio asettico artistico ed emotivo, che gioca sul confine tra la narrativa della tradizione (Gabriele Basilico, Luigi Ghirri) e contemporanea.

Donatella Simonetti è nata a Urbino nel 1982.
Vive e lavora tra Como, Berlino e la Svizzera.

Tra le principali mostre ricordiamo:

Das Weiche – Galerie -Shop, Berlin (2009);

Com’On – Giovani artisti comaschi interpretano l’architettura – a cura di Roberto Borghi (2008);

Blu sospesi, Ex chiesa di San Pietro in Atrio, Como (2008);

Impressioni Spagnole, Spazio Tasca, Milano (2007).

18 giugno – 25 luglio 2009

Lun/Ven 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Sabato su appuntamento _ Domenica chiuso

Galleria Aus18
Via Ausonio, 18 – Milano
+39.02.8375436
+39.339.4739699
www.aus18.it info@aus18.it
c.p. Via Ariberto, 19
20123 milano

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AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” CON ASTA DI BENEFICENZA

venerdì, 29 maggio 2009

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri,
di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la
“Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero.
La ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli
tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata,
in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in
maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle ,
con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci.
Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San
Benedetto del Tronto al
SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal.
E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o
abbandonati.
Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale .
Associazioni di volontariato
internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani.
Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri,
sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un
complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco:
all’interno di esso gli anziani possono pregare,
ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari
sostanziosi.
Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni.
“Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e
il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità .
Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta,
conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.”

IL RIENTRO DAL TIBET
“Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere
tutto: bagaglio e salute.
I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi,
carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista.
Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore
della generosità tibetana,
e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che
seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) .
La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i
gestori tibetani dell’albergo mi
hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si
sono mobilitate pronte a spedirmi
soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti,
dal profondo del mio cuore”
“Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il
governo nepalese e mi sono trovata
tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai
nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.”

L’AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San
Benedetto del Tronto,
indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti
carichi di intenso significato emozionale.
«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano
che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere
dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa
incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi
assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica,
perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto
sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
“La mia è street photography, pura di strada.
Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una e sapere la loro storia.
L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha
all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa,
Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui
suoi viaggi.

Per comunicazioni e contatti 335 6126630
email info@europrinters.it

manifesto-della-mostraraffaella-milandri-e-alcune-nonnine-del-centro

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NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI SU FACEBOOK E MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” PER IL FESTIVAL DELLA PACE

domenica, 26 aprile 2009

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri,

di San Benedetto del Tronto, che sta preparando la fotografica

“Imagine” per fine maggio 2009, parte martedì 28 aprile per un viaggio tra Nepal e Tibet.

Per la pace nel Tibet
LA
"Imagine" di Raffaella Milandri,
ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata,
in una tensione carica di dignità, aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante.
La farà parte  delle molteplici e interessanti manifestazioni del 1° Festival della Pace
organizzato dal Comune di  San Benedetto, e sarà allestita all'interno dell'Hotel Calabresi, in Piazza della Rotonda (Piazza Giorgini)
dal 29 maggio al 7 giugno 2009. Durante la sarà allestita una asta di beneficenza,
il ricavato della vendita delle sarà devoluto.
IL VIAGGIO
Rigorosamente in solitaria, senza alcuna prenotazione tranne l'aereo,
questo viaggio di Raffaella Milandri la vedrà indagare nella realtà del Nepal e del Tibet,
alla ricerca di e di emozioni."Mi spoglio degli agi quotidiani, solo una valigia
e niente cellulare. Il mio cammino sarà costruito giorno per giorno.
Unico bagaglio sostanzioso: macchina fotografica, videocamera per mettere su Youtube alcuni filmati , e una webcam con la quale mi collegherò su Facebook per raccontare le mie giornate ."
"Prima di partire ho prestato servizio con il Gruppo di Protezione Civile Comunale e con il FIR SER di Ascoli per aiutare la popolazione aquilana, auguro un buon lavoro a tutti  e invio un saluto speciale alle persone attendate al campo di Tempera(AQ) dove ho lasciato il cuore: forza e coraggio"
L'AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto,
indaga tra popoli e culture con estrema curiosità, ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale.

«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo “abbandono” al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa “incontaminata” nella loro cultura e respirarne l'essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perché mi vedano come una di loro - non come un forestiero - adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
L'autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all'attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi.
Per contatti info@europrinters.it.


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Gli incontri di Officine Fotografiche: Ernesto Bazan – 18 aprile 2009 ore 18.30

martedì, 14 aprile 2009

Cuba, di Ernesto Bazan
Cuba – un viaggio fotografico con Ernesto Bazan
Incontro, videoproiezione e book signing del libro

Sabato 18 aprile 2009 ore 18.30

Officine Fotografiche
Via Casale De Merode, 17/a – Roma

Officine Fotografiche ha organizzato un incontro d’eccezione con il fotografo Ernesto Bazan, per parlare di uno dei suoi lavori più intensi: Cuba. Un viaggio fotografico e un libro che saranno presentati sabato 18 aprile 2009 alle ore 18.30 presso la sede dell’associazione, con l’ausilio di una proiezione delle fotografie del suo lavoro.
Ci sono voluti 14 di vita e a Cuba, e poi due intensi di editing, messa in pagina e stampa, per dare alla luce il libro, che si intitola appunto Cuba.
Approdato sull’isola per la prima volta, quasi per caso, nell’autunno del 1992, Ernesto Bazan ha ritrovato per le strade dell’Avana la sua infanzia siciliana perduta e inconsciamente cercata invano durante molti viaggi in giro per il mondo.
“Per tanti Cuba l’avevo fortemente desiderata come si desidera una donna che incontri e non riesci più a togliertela dalla testa. Sono quasi certo d’esserci vissuto in un’altra vita” ha scritto nelle pagine del suo diario.
Il lavoro su Cuba coniuga l’approccio reportagistico, in cui Bazan cerca di cogliere la quintessenza del vivere quotidiano fotografando gente sconosciuta, incontrata per qualche secondo per le strade dell’isola, assieme ad un approccio più intimo e personale nelle che ritraggono vari momenti nella vita della sua famiglia e dei suoi amici contadini con cui ha condiviso lunghi periodi di nelle campagne cubane reminiscenti della terra natia.
Cuba ha fatto vincere a Bazan alcuni dei più importanti premi internazionali fra cui vale la pena menzionare: il W. Eugene Smith Fund, considerato l’Oscar della documentaristica mondiale; il primo premio nella categoria di vita quotidiana al World Press Photo; e una borsa di studio dalla prestigiosa Fondazione Guggenheim.

Ernesto Bazan è nato nel 1959 a Palermo. Ha ricevuto la sua prima macchina fotografica a 14 , quando iniziò a fotografare la vita quotidiana della sua città natale e le zone rurali della Sicilia. Da allora la è diventata una vera missione di vita.
I suoi lavori sono stati esposti in Europa, in America Latina e negli Stati Uniti. Le sue fotografie fanno parte di collezioni private e musei fra cui il MOMA e l’ICP di New York, il SFMOMA a San Francisco, il Museo di Fine Arts di Houston, il Center for Documentaire Studies all’università di Duke a Durham, il South East Museum of Photography a Daytona, la Fondazione Italiana della a Torino, la Biblioteque Nationale a Parigi e il Museo Rattau ad Arles.
Il lavoro su Cuba ha vinto alcuni fra i più prestigiosi premi internazionali: il W. Eugene Smith, il Mother Jones Foundation for Photojournalism, la Dorothe Lange – Paul Taylor prize, il World Press Photos, due borse di studio delle Fondazioni Alicia Patterson e una dalla fondazione Guggenheim. Vive attualmente in Messico, dove ha creato i BazanPhotos workshop, che danno una speciale enfasi all’America Latina.

Un evento organizzato da
Officine Fotografiche Associazione Culturale
via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
tel/fax 06 5125019
www.officinefotografiche.org
of@officinefotografiche.org
press@officinefotografiche.org

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All All and All

domenica, 29 marzo 2009

To Patrick Mimran, 2009, lambdaprint montata su forex e sotto plexiglass, cm 60 x 94,5, edizione di 3

Daniela Carati /All All and All
a cura di Valeria De Simoni
4 aprile > 23 maggio 2009
Inaugurazione: sabato 4 aprile 2009, ore 18.00 > 21.00

Sabato 4 aprile 2009 la galleria DAC inaugura All All and All, personale di Daniela
Carati. Il titolo della è tratto dall’omonima poesia dello scrittore gallese Dylan Thomas.
L’artista presenta una serie inedita di opere fotografiche di medio e grande formato che indagano tutte (in inglese all) le possibilità del conoscibile. Si tratta di scatti inediti realizzati negli ultimi due tra Genova, New York e Lipsia, stampe lambda montate su forex e sotto plexiglass.
Attraverso la sua camera analogica Daniela Carati ha esplorato diversi tipi di soggetti – dal paesaggio al ritratto – facendo della una forma di esperienza della realtà. La sua ricerca ha rappresentato, sin dagli esordi, una limpida testimonianza del comportamento dell’uomo contemporaneo, un’analisi sociale operata con una totale franchezza nella rivelazione dell’essenza dei soggetti. Sfumata in varie declinazioni, la poetica dell’artista è tutta giocata su scansioni immediate, pulite, quasi asettiche, della realtà. Tuttavia, una sottile e tagliente vena ironica percorre tutta la produzione. Nel tentativo di recuperare l’autenticità delle cose Daniela ripensa il rapporto che sussiste tra mente e realtà esterna alla mente.
Compiaciuta di un gusto vagamente surrealista, in questi nuovi lavori, e per la prima volta, utilizza la manipolazione digitale dell’immagine praticando una sorta di “copia” e “incolla” di personaggi e oggetti in bilico tra fantasia e informazione. Sullo sfondo di scenografie diverse – Broadway, la campagna sassone, la spiaggia ligure – Daniela registra, conserva, denuncia, consacra, piccole folle di attori. I suoi montaggi sono abbreviazioni, sintesi, citazioni di appunti personali. L’atmosfera che ne deriva è irreale, trasognata, non sense. La consueta obiettività dello stile viene meno. A livello percettivo realtà e finzione si (con)fondono dando adito qualsiasi interpretazione.
In questo ultimo ciclo di opere l’artista introduce un elemento assolutamente nuovo, racconta se stessa, la sua personale visione del mondo. La sua attitudine nei confronti dello scenario contemporaneo non è semplicemente intuibile ma volontariamente palesata. Attraverso la Daniela ha confezionato la realtà con indizi e allusioni che testimoniano il bisogno personale, tuttavia collettivo, di guardare il mondo con occhi nuovi.

Daniela Carati è nata a Bologna nel 1964, vive e lavora a Genova.

(continua…)

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Iconografie immaginarie e dissertazioni poetiche dell’inconscio

martedì, 23 dicembre 2008

locandina-mostra-arte-e-psiche2
www.artcamera.it
Il Centro Culturale ArtCamera
in collaborazione con

L’Assessorato alla Cultura della Provincia di Arezzo
con il Patrocinio del Comune di Arezzo
presentano
e Psiche
Iconografie immaginarie e dissertazioni poetiche dell’inconscio
di a cura di Rita Carioti
opere di
Rita Carioti – Laura Cirinei
Andrea Gasparro – Chiara Greci
Tommaso Musarra – Alessandro Marrone
Fabio Nucci – Giacomo Piazzesi
Sergio Poddighe – Andrea Roggi – Laura Serafini
Paolo Tranchina – Francesco Verdi
riflessioni poetiche di
Patrizia Buracchi – Vincenzo Enrico – Patrizia Fazzi
27 Dicembre 2008 – 24 Gennaio 2009

(continua…)

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Concorso fotografico sull’eccellenza sarda

domenica, 11 maggio 2008

Al via il concorso fotografico “La tua Sardegna” dedicato a tutti gli amanti della Sardegna e della . La vincitrice sarà esposta come affissione nella nuova campagna di Ichnusa nel comune di residenza del vincitore e le 20 più significative saranno oggetto di un’esposizione itinerante. Tema del concorso è l’eccellenza sarda.

CAGLIARI – L’eccellenza sarda come la più alta espressione della tipicità dell’Isola è stata scelta da Ichnusa, quale tema conduttore del concorso fotografico dal titolo “La tua Sardegna”, che, a partire dal prossimo 1° maggio, permetterà a chiunque vorrà partecipare, di inviare una che colga l’anima e l’essenza della “sardità”. Scene di vita quotidiana, paesaggi tipici, volti, figure,colori e tradizioni ogni soggetto/oggetto che richiami alla realtà isolana immortalato in uno scatto potrà essere inviato, entro il 31 maggio, registrandosi sull’apposito sito.

Una giuria di esperti, presieduta dal fotografo italo-argentino Pablo Volta, valuterà le pervenute e decreterà il vincitore del concorso che oltre a ricevere in premio una splendida macchina fotografica digitale ( modello D300 reflex a obiettivo singolo) vedrà la propria affissa, nel suo comune di residenza (oppure in quello del luogo ritratto), divenire il soggetto di una nuova campagna di affissioni firmata Ichnusa.

Anche il secondo e il terzo classificato riceveranno in regalo un apparecchio fotografico digitale ( modello D300 reflex a obiettivo singolo), mentre le 20 migliori diventeranno protagoniste di un’esposizione che sarà allestita nei mesi di luglio e agosto negli aeroporti di Cagliari e Olbia.

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“Ludoincontro” di Gianfranco Consiglio di Catania

sabato, 5 aprile 2008

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Venerdì 18 aprile 2008 alle ore 20,00 presso la Galleria FIAF, sede del Gruppo Fotografico Le Gru di Valverde (CT) – Corso Vitt. Emanuele 214 – sarà inaugurata, la fotografica personale dal titolo “Ludoincontro” di Gianfranco Consiglio di Catania.

La Ludoteca è un servizio centrato sul gioco, autogratificante, di immaginazione, di arricchimento ed anche un centro educativo, sociale e culturale, dove si favorisce la libera espressività creativa e l’ incontro tra bambini di età, capacità e condizioni sociali differenti e tra generazioni. E’ un luogo fantastico, nel quale un adulto entra in punta di piedi; nel quale gli occhi di un bimbo spaziano all’infinito. E’ l’età dell’innocenza, quella terra di mezzo tra la nascita e il mondo della scuola, nel quale si accendono le speranze e i sogni che ci porteremo dentro per la vita. In questo spazio di amore, di accoglienza e di scambio di emozioni, si è inserito Gianfranco Consiglio; questo luogo per lui è diventato un universo nel quale dare volto ai propri desideri di fotografo e anche di padre. La tecnica del bianco e nero, usata con sapienza e capacità, inserisce al tema un linguaggio asciutto, quasi cronachistico, con una scrittura della luce priva di preziosismi che si avvicina quasi ad una narrazione autobiografica e che mira all’essenza. Essa ci accompagna in questa visita guidata attraverso gli sguardi dei bambini, immersi nei loro pensieri gioiosi e intensi, e ci indica un fotografo giunto ad una maturità espressiva completa, che non ha timore di avvicinarsi a temi narrativi poco percorsi e battuti pur di esprimere, con profondità, un mondo ai più sconosciuto; quello dei nostri figli.  (Dalla presentazione del critico Michele Piazza Roxas)

La è possibile visitarla tutti i lunedì e venerdì fino al 26 maggio 2008 dalle ore 19,30 alle ore 21,30. Ulteriori info sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it

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Comunicato della mostra : Giuseppe Rado – A.I.KO (Artificial Intelligence Kombat)

venerdì, 22 febbraio 2008

Inaugurazione: venerdi 22 febbraio 2008 | ore 18,30

Venerdi 22 febbraio 2008 dalle ore 18,30 la galleria Artsinergy di Roma presenterà al pubblico il nuovo progetto espositivo di Giuseppe Rado dal titolo A.I.KO (Artificial Intelligence Kombat) curato da Gianluca Marziani.

Per cominciare spieghiamo A.I.Ko nei termini di un plot narrativo…

(continua…)

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