Mentre i tempi cambiano con i palcoscenici, cresce l’esercito di ‘esemplari da palco telematico’ disposti a mettere in scena anche la ‘finzione del banale quotidiano’ per quei sopravvalutati cinque minuti di celebrità, a scapito di quello spirito bohémien (o Bohemien), eccentrico, anticonvenzionale, anarchico e perennemente sulla scena, che ha finito per influenzare artisti e opere fino ad oggi.
Quella ‘teatralica mondanità’ condivisa da pittori, scultori, scrittori e attori, che si sposta dalla letteratura al palco, da La Bohème di Henry Murger alla lirica di Piccini, dallo schermo a quella fotografia che ha contribuito ad esporre, documentare e tramandare ai posteri, scene di interni ed esterni, lavoro e tempo libero, tra palco e realtà.
Dagherrotipi e fotografie di pionieri come Nadar, Alois Löcherer, Wilkie Wynfield, JM Cameron, August Sander e Lux Feininger, e “maestri” sconosciuti, tra uomini insetto e relax tra gentiluomini, Paul Gauguin al piano senza pantaloni e Nadar in volo.
Mu’ammar Gheddafi, Mu?ammar Ab? Minyar al-Qadhdh?f?, continua a mantenere il potere almeno di facciata.
Ogni giorno sentiamo di scontri in varie città e ci vengono riportate notizie delle defezioni di alcuni parti dell’esercito che lui guida da più di 40 anni. Nonostante questo la conta dei morti di questa vera e propria guerra civile continua a salire. Un altro dittatore che si affaccia sul mediterraneo che non vuole mollare il potere nonostante la popolazione lo voglia cacciare a costo della propria vita.
Le notizie filtrano con difficoltà così come le foto, ma In Focus ha raccolto una serie di immagini per farci capire meglio la situazione. Tutto il mondo sta condannando quello che avviene in Libia e l’Italia è l’unico popolo che viene condannato da entrambe le fazioni. Gheddafi dice che i rivoltosi sono pagati dagli italiani, mentre i rivoltosi ci condannano per la troppo stretta amicizia fra il governo italiano e quello libico.
Questo mese l’Afghanistan è tornato al centro dell’attenzione per le decine di migliaia di documenti riservati che sono apparsi sul sito WikiLeaks.
L’esercito americano da questi documenti non fa una bella figura e si riescono ad evincere informazioni più precise su come vadano realmente le operazioni militari.
Nella galleria di BigPicture potrete vedere alcune delle immagini di come si svolge la vita sul fronte.
Ieri sono stati consegnati annunciati i vincitori dei premi Pulitzer. Il vincitore è stato ProPublica, un’agenzia no profit, che ha approfondito il problema delle morti misteriose a New Orleans dopo l’uragano Katrina.
Per la sezione fotogiornalismo a vincere sono stati Mary Chind del The Des Moines Register e Craig F. Walker del The Denver Post. Mary Chind ha immortalato un operaio che si calava attaccato ad una catena sopra alle rapide di una diga per soccorrere una persona in difficoltà.
Walker ha vinto per il foto racconto, lungo 27 mesi, di Ian Fisher, un giovane statunitense che si è arruolato nell’esercito, è stato spedito in Iraq ed è tornato a casa.
Giovedì 4 giugno Un ponte per… organizza un presidio davanti all’Ambasciata Turca di Roma in Via Palestro 28, dalle ore 10,00 alle 14,00, per protestare contro la sistematica violazione dei diritti della minoranza curda di Turchia e denunciare l’ondata repressiva attuata nelle ultime settimane dal governo di Ankara.
Sabato 30 maggio 2009 wavephotogallery inaugura alle ore 19,00 presso la sua sede di via Trieste 32/a la mostra fotografica di Romano Cagnoni:
Romano Cagnoni “CONTENUTI”.
Una sessantina di immagini esposte documentano la storia di alcuni dei principali avvenimenti mondiali, come la guerra in Vietnam del Nord nel 1965, in Biafra dal 1968 al 1970 e in Jugoslavia dal 1991 al 1999. In mostra anche le impressionanti immagini a colori dei guerriglieri ceceni, ritratti nel centro di Grozny, mentre infuriavano i combattimenti nel 1995.
Titolo: Cento obiettivi sull’Esercito Italiano. La fotografia nelle istituzioni militari Testi di: W. Settimelli Editore: Fratelli Alinari Pagine: 210 Fotografie: 220
Rilegato in tela Formato: 24,5 x 30 cm Prezzo (di copertina): 41,32 Euro
Il volume si propone di colmare una lacuna della sterografia fotografica, che per un lungo tempo non si è posta il problema di sistematizzare l’analisi dei materiali nati dall’incontro tra la fotografia e il mondo militare. Dai ritratti alle foto ricordo, dalle enfatiche immagini celebrative scattate dai fotografi militari alle fotografie di denuncia degli orrori della guerra, dai reportage alle foto documentarie di tecnica militare, il percorso storico critico che viene tracciato racconta e classifica attraverso le immagini di illustri fotografi ed innumerevoli dilettanti dell’Ottocento ai giorni nostri, i diversi aspetti della vita militare.
Titolo: Esercito e scienza. Storia, applicazioni e ricadute della ricerca militare Testi di: AA. VV. A cura di: Stato Maggiore dell’Esercito Italiano Editore: Fratelli Alinari Pagine: 240 Fotografie: 237 e tavole in quadricomia e in dualtone
Rilegato in brossura Formato: 25 x 30 cm Prezzo (di copertina): 51,56 Euro
La ricerca militare è l’oggetto di questo volume che illustra i rapporti tra esercito e scienza nella storia, a partire dalla tradizione militare romane fino alle sfide tecnologiche dell’informatica. I saggi e le fotografie illustrano la storia dell’industria militare italiana e l’importanza civile delle ricerche e delle realizzazioni militari, soprattutto nel campo delle radiocomunicazione e della radionavigazione. Le fotografie documentano sia la parte storica, con un ricco apparato che attinge ai più importanti archivi fotografici italiani, che gli strumenti e le applicazioni moderne in campo scientifico e militare.
Venne ucciso in un agguato assieme a Ilaria Alpi, il 20 marzo 1994, mentre si trovava a Mogadiscio per rai3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali che vedeva coinvolti anche l’esercito ed altre istituzioni italiane.
Le suo origini lucane sono da ricondurre al paese di Ginestra, paese abbandonato a soli due anni quando con la famiglia si trasferì a Milano. Laureato in medicina cominciò a fare il fotografo nei primi anni Novanta, lavorando per la rivista “Motociclismo”.
È alla copertura nel 1991 della Parigi-Dakar che nasce l’amore per l’Africa che lo porterà come fotoreporter di guerra freelance in Somalia nel 1993.
A soli 42 anni Raffaele Ciriello resta ucciso a Ramallah, in Palestina da sei colpi di un tank israeliano, diventando così il primo giornalista straniero caduto nell’Intifada.
Pur non essendo state chiarite le dell’uccisione del fotografo italiano, il vice ministro israeliano della Difesa, Dalia Rabin-Pelosoff (figlia del premier Yitzhak Rabin) ha espresso il cordoglio del governo e del Parlamento israeliano per la morte di Ciriello.
Noto fotografo di guerra e collaboratore del Corriere della Sera. Il 13 marzo 2002, a Ramallah, mentre sta documentando un rastrellamento dell’esercito israeliano, viene inquadrato e ucciso da una raffica sparata da un carro armato. È il quarto giornalista occidentale ad essere ucciso dall’IDF nei territori occupati. Il governo israeliano, richiesto dal governo e dalla magistratura italiani, che ha aperto un fascicolo penale, di far conoscere il nome dei militari che compongonmo l’equipaggio del carro armato, si rifiuta di farlo nonostante il trattato di collaborazione giudiziaria stipulato tra i due paesi. Il procedimento penale viene perciò archiviato.
Contrariamente a quanto si è verificato in casi simili (Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Nicola Calipari) la memoria di Ciriello è stata cancellata dai mezzi di informazione italiani.