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America a colori 1939-1943

lunedì, 27 dicembre 2010
listen it it America a colori 1939 1943

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In questo articolo voglio farvi vedere alcune belle foto che raccontano un’epoca che non c’è più, l’America sul finire degli anni ‘30 e l’inizio degli anni ‘40.

Realtà rurali di campagna e piccole cittadine che ci fanno vedere come si coltivavano i prodotti della terra prima della meccanizzazione di massa e come si viveva in quegli anni. Lentamente ci si avvicina all’industrializzazione con la creazione delle dighe ed il miglioramento dei trasporti su rotaia fino ad arrivare al capitolo dell’aviazione che molto ha contato nel secondo conflitto mondiale.

Queste foto sono state pubblicate dalla Biblioteca del Congresso statunitense.

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Via | DenverPost

America a colori 1939-1943 é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di lunedì 27 dicembre 2010.

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The Language of Water di John Grant

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it The Language of Water di John Grant

The Language of Water from John Grant on Vimeo.

Vernice, olio, inchiostro, tutto quello che viene in contatto con l’acqua senza mescolarsi con essa, genera paesaggi liquidi e forme meravigliose da guardare, intriganti da identificare, ipnotiche da contemplare.

È quello che è successo con l’ultimo esperimento di John Grant, fotografo americano appassionato di metafore ‘distillate’ da paesaggi botanici e naturali.

La colonna sonora che sfiora le corde dell’anima insieme a quelle del violino, il montaggio sincopato di mondi mutevoli e misteriosi, rendono The Language of Water di John Grant qualcosa da guardare, ancora, e ancora, per andare alla scoperta di immagini ed emozioni sempre nuove.

The Language of Water di John Grant é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di giovedì 02 dicembre 2010.

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workshop donald weber

mercoledì, 24 novembre 2010
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Titolo Evento: workshop donald weber
Autore: SCUOLAROMANADIFOTOGRAFIA
Data Evento: 26 Novembre 2010 17:30 (Evento singolo giornaliero)

WORKSHOP DONALD WEBER
Venerdì 26 Novembre 2010 ore 16:30-20:30
Sabato 27 Novembre 2010 ore 10:00-14:00

Scuola Romana di Fotografia
Via degli Ausoni 7/A
00185 – Roma

Donald Weber, nato a Toronto, è un fotografo rappresentato da VII Network, fondata da James Nachtway. Ha vinto numerosi premi tra cui: Guggenheim Fellowship, Lange -Taylor documentary Grant, World PressPhoto, Duke and Duchess of York Photography Prize, PDN’s 30. E’ stato nominato Emerging Photo Pioneer dalla rivista American Photo.I suoi lavori sono stati pubblicati su numerose riviste internazionali come Der Spiegel, The Guardian, Newsweek, Mew York Times e New York Times Magzine, Rolling Stone, Stern, time e Walrus.

Weber presenterà un’anteprima del suo nuovo libro “Interrogations“, che sarà pubblicato il prossimo anno. Questo libro è frutto di cinque anni di lavoro in Russia e Ucraina. Il suo intervento servirà a spiegare come si gestisce un progetto fotografico a lungo termine, sia in termini economici che di difficoltà logistiche e creative.

Il secondo giorno parlerà dei punti essenziali per scrivere proposte di successo per i vari grants e premi fotografici.

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010

martedì, 16 novembre 2010
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La caccia, l’intimità spudoratamente casuale ed esplicita, l’obesità infantile, la prostituzione, si sono aggiudicati i primi premi dell’ultima edizione del Taylor Wessing Photographic Portrait Prize, ma sono dolo alcune delle suggestioni presenti nelle 60 fotografie del tour espositivo organizzato dal National Portrait Gallery.

Il Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010 è andato a Huntress and Buck di David Cancelliere, e alla giovane amazzone americana a caccia in Sudafrica con bottino di Antilope al seguito, mentre il secondo premio lo ha ‘guadagnato’ il momento intimo condiviso da Panayiotis Lamprou con Portrait of my British wife, il nudo integrale che state guardando nella versione ‘epurata’, senza vagina, resti di pranzo, riferimenti alla casualità del contesto, e invita a riflettere sui confini tra arte, voyeurismo e pornografia, o se preferite tra quello che è lecito e proibito.

Il prestigioso premio ha riconosciuto un terzo posto alle gemelle tossicodipendenti (da farmaci per l’insonnia?) e prostitute Tic Tac and Tootsie (twin sisters Carroll and Shelly McKean) di Jeffrey Stockbridge, e il quarto all’obesità infantile ritratta da Abbie Trayler-Smith, mentre il primo premio della sezione Elle 2010 è andato a Chiara Shilland con il ritratto di Merel. A vincere sembrano quindi essere le provocazioni di ogni genere ..

Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010 é stato pubblicato su clickblog alle 11:11 di giovedì 11 novembre 2010.

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Larry Clark: Kiss the past hello

martedì, 16 novembre 2010
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Cultura di strada e musica rock, droga, sesso, pistole e ricerca di se… sono parte integrante della confusione dirompente e violenta che caratterizza la generazione adolescente ritratta in modo ‘esplicito’ da Larry Clark nell’ultimo quarantennio.

Dalla fotografia al cinema, da Kids (1995), Bully (2001) e Ken Park (2002), agli scatti senza veli e ipocrisie di Tulsa (1971) e Teenage Lust (1983), dagli Skateboarders di New York al ghetto latino di Los Angeles, Larry Clark ha inquadrato per anni quello che l’America conformista e perbenista non vuole guardare, e sembra avere il potere di “scandalizzare” il comune di Parigi.

Ora questo patrimonio iconografico inestimabile “vietato ai minori”, che tiene gli occhi aperti e la coscienza sveglia sulla stagione della vita che sarebbe bene non dimenticare mai e guardare in faccia senza ipocrisie e scandalizzati perbenismi, si arricchisce di materiale ‘ancora’ inedito (forse questo è davvero scandaloso), tra scatti e il film realizzato in 16mm sulla vita dei tossicodipendenti a Tulsa nel 1968, in mostra con Kiss the past hello al Musée d’art moderne de la ville de Paris, fino al 2 Gennaio 2010.

Larry Clark Kiss the past hello
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Larry Clark: Kiss the past hello é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 09 novembre 2010.

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Tom Stone: American Outsiders

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it Tom Stone: American Outsiders

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Volti segnati dagli stenti e dalla strada, sguardi sopraffatti da bisogni ed mozioni, dalla Patrizia di Matteo Bastianelli agli American Outsiders di Tom Stone, una delle cose più difficili è guardare in faccia la realtà e le facce che la portano impressa.

Tom Stone ha raccolto per anni una gallery strabiliante di ritratti dei poveri che vivono sulle strade di San Francisco, volti e storie di ogni uomini e donne di ogni età, invecchiati e stanchi, o solo debilitati da handicap, di giovani allo sbando o alla ricerca di qualcosa di migliore, ma anche famiglie con bambini che si sono ritrovate senza un tetto sulla testa.

Vite ai margini come quella di “Beavis”, a braccia grondanti sangue nella home page del fotografo, che al momento si è liberato dell’eroina ma continuerà a portarne i segni per tutta la vita, volti in mostra dal 6 al 9 novembre 2010 alla DNJ Gallery di Los Angeles, per non dimenticarci di guardare in faccia tutti quelli che incrociamo lungo la strada.

American Outsiders
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Tom Stone: American Outsiders é stato pubblicato su clickblog alle 12:49 di venerdì 05 novembre 2010.

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Lost Worlds: tra rovine e archeologie del paesaggio con Arthur Drooke

mercoledì, 3 novembre 2010
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Io adoro i vecchi edifici, pieni di storia, crepe, ombre, misteri, e assenze che riempiono i vuoti, come quelli protagonisti da anni degli scatti quasi ultraterreni di Arthur Drooke.

Scatti realizzati con una fotocamera equipaggiata per fotografare ad infrarossi, in grado di cogliere l’alone quasi etereo di edifici fatiscenti e abbandonati quanto l’atmosfera suggestiva che affiora dalle superfici screpolate, vetuste e dimenticate.

Fotografie di antichi edifici e storie americane, archeologie del paesaggio e visioni suggestive, protagoniste dell’acclamato American Ruins nel 2007, e di Lost Worlds – Ruins of the Americas nel 2011, che potete intanto sbirciare on line o nelle 50 stampe in mostra al Virgina Center for Architecture fino al 28 novembre, perfette per un bel viaggio nella storia, geografia e architettura di un paese pieno di rovine e città fantasma, da Santo Domingo a Panama.

Lost Worlds: tra rovine e archeologie del paesaggio con Arthur Drooke é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di mercoledì 03 novembre 2010.

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Scomode verità: multireportage di Raffaella Milandri

lunedì, 25 ottobre 2010
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L’ultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri:

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Raffaella Milandri

“Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

Si preannuncia un evento molto seguito il multireportage-conferenza “Scomode verità: solidarietà e riflessione sui popoli indigeni”, di Raffaella Milandri, che si terrà ad Ascoli Piceno il 31 ottobre.
“E’ un incredibile viaggio che tocca vari popoli indigeni e feroci discriminazioni dei diritti umani
nonchè veri e propri genocidi. Per chi partecipa sarà come essere testimone oculare delle mie esperienze in solitaria ” dice la Milandri

Questo incontro con la fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni
Raffaella Milandri è una piccola rassegna di scomode verità raccolte durante i suoi viaggi in solitaria nelle realtà tribali. Foto, filmati e interviste denunciano situazioni che sono state riportate anche al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU.

Attraverso mezzi di comunicazione e social network la Milandri lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui anche Sonia Gandhi.

L’appuntamento, organizzato dal Lions Club Ascoli Piceno Urbs Turrita e in particolare dal Presidente Marisa Cozza.è per il 31 ottobre 2010 ore 17,30 ad Ascoli Piceno, alla Sala Docens in Piazza Roma 6, nell’ occasione vi sarà la cerimonia per il conferimento della borsa di Studio “Simona Orlini”.

Dagli indiani d’America, agli aborigeni australiani, agli indios amazzonici, ai boscimani del Kalahari, agli adivasi dell’India e tante altre etnie, questi popoli indigeni sono fratelli nel condividere una storia tragicamente simile.

Culture antiche, radicate alle loro terre ancestrali, tradizioni e linguaggi unici patrimonio dell’Umanità. Ogniqualvolta in queste terre, tutt’oggi, viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa da sfruttare-petrolio, foreste- incomincia la distruzione, la cancellazione, la persecuzione per questi popoli , in nome del “Progresso” .

Durante questo multireportage, tra gli altri popoli, si parlerà in particolare dei boscimani del Kalahari, allontanati con la forza dalle loro terre a causa di miniere di diamanti che, sulla base di un comunicato di ottobre 2010, hanno fatto registrare un surplus di 22 milioni di euro nelle casse del Botswana. ” I boscimani rischiano l’estinzione, gli interessi in gioco sono troppo rilevanti” dice la Milandri e aggiunge: “Questo multireportage sarà in programmazione in alcune città italiane e sono disponibile a ulteriori divulgazioni presso scuole e associazioni: come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

“Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , che è contenuto in un appello divulgato dalla fotografa .

Link ad un filmato su Raffaella Milandri :

http://www.youreporter.it/video_Il_lavoro_di_testimone_e_attivista_per_i_diritti_umani_1

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Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993 – 2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

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Dopo innumerevoli sguardi e reportage sull’Afghanistan, tanti quanti possono essere i modi di guardare e vivere un paese così controverso, Afghanistan: the Perils of Freedom 1993-2009, ospitato all’Australian Centre for Photography di Sydney fino al 20 novembre, consente di approfondire anche quello di Stephen Dupont.

In mostra 15 anni di vite, volti e avventure afghane, raccontati dal fotoreporter australiano attraverso scatti, video ed estratti del suo diario, raccolti nel corso di un viaggio iniziato ben prima dell’11 settembre, e bel lungi dall’essere terminato.

Un lungo viaggio accompagnato da estratti di diario e libri artigianali, costellato da testimonianze e filmati video, scandito da fotografie che mostrano il volto dei campi profughi quanto quello delle braccia armate in prima linea, le conseguenze delle guerre quanto quelle di conflitti mai sanati, in un paese che deve convivere con Talebani e forze armate statunitensi.

Stephen Dupont Gallery
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Foto intense come lo sguardo di Ahmad Shah Massoud, leader e speranza di pace per il popolo afgano ucciso due giorni prima dell’11 settembre, il burqa gonfiato dal vento come un fiore nel deserto dei campi per rifugiati, dei ritratti anonimi di Axe Me Biggie, or Mr Take My Picture, realizzati lungo le strade di Kabul con la fedele Polaroid.

Axe Me Biggie, or Mr Take My Picture from Stephen Dupont on Vimeo.

Polaroid che continua ad usare, fino a quando la sua scorta di pellicole non sarà esaurita, fedele più alla pellicola che al digitale, con i Marines americani in Afghanistan come nel resto del mondo, a Jakarta, Mumbai, o tra le gang di Papua Nuova Guinea.

Stephen Dupont per le sue fotografie ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti, che contemplano il W. Eugene Smith Grant 2007 per il progetto afgano in progress, e il recente Gardner Photography 2010 dell’Harvard’s Peabody Museum of Archaeology & Ethnology per i ritratti polaroid scattati in Papua Nuova Guinea, ma sono certa che a questo punto avete anche capito perché. In ogni caso vi lascio con questo video ‘illuminante’.

Generation AK Teaser from Stephen Dupont on Vimeo.

Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993 – 2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 18 ottobre 2010.

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America by Car: on the road con Lee Friedlander

sabato, 16 ottobre 2010
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794c479e0c5bc9c03cf09d6f7e5fc9c8 America by Car: on the road con Lee Friedlander

Ancora un viaggio on the road lungo le strade americane, da sfogliare on line nel libro edito da D.A.P. & Fraenkel nel 2010, o sbirciare negli scatti in mostra al Whitney Museum di New York fino al 28 novembre.

America by car di Lee Friedlander, regala scorci e prospettive dinamiche del paesaggio, incorniciato dai finestrini di un auto e riflesso sugli specchietti retrovisori.

Un paesaggio sospeso nello sguardo errante del viaggiatore, ancorato ad insegne di ogni genere e forma, motel, chiese, monumenti, e in tutto quello che ‘arreda’ il paesaggio lungo la strada dei 50 stati del paese, attraversati dal fotografo negli ultimi 15 anni, su automobili a noleggio in compagnia della sua Hasselblad Superwide.

Nel video il libro da sfogliare, tanti scorci da guardare, paesaggi da contemplare, pagina dopo pagina, una foto dopo l’altra, e una gran voglia di mettersi in macchina per lasciar vagare sguardo e immaginazione. Per la colonna sonora fate voi, da quella pescata a caso da una stazione radiofonica alla compilation scelta accuratamente … va bene tutto.

America by Car: on the road con Lee Friedlander é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di sabato 16 ottobre 2010.

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Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

502b371de9359e24247936e4e5e678d1 Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

Karen e Frank Taylor sono una coppia sposata con figli che nel 2002 comprò una barca ed intraprese un viaggio dal North Carolina alle coste dell’America Centrale. Un anno in mare visitando posti magnifici. Quell’avventura li segnò tanto da decidere di ripetere l’esperienza non appena i figli fossero partiti per motivi di studio.

Il loro nuovo viaggio è iniziato il 14 novembre 2009 a bordo di un catamarano che hanno acquistato vendendo casa, auto e tutte le loro proprietà. La durata prevista questa volta è di ben 5 anni con l’idea di girare attorno al mondo.

Quel che veramente è interessante è il fatto che Google sia uno dei partner di questa viaggio che prende il nome di Spedizione Tahina. Tutti i contenuti generati dalla coppia saranno utilizzati da Big G all’interno dei propri prodotti.

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Tra questi contenuti sono anche presenti delle foto scattate utilizzando la tecnica della kite aerial photography, nella quale la fotocamera viene trasportata in aria con vari sistemi e mantenuta all’altezza desiderata per scattare fotografie in automatico a distanza di qualche secondo o manualmente attraverso un controllo remoto.

Recentemente Google ha inglobato questo tipo di foto scattate a Manihi, Polinesia francese, all’interno di Google Maps. Grazie a queste immagini il dettaglio che si ottiene è decisamente superiore a quello che garantiscono i satelliti.

Come potete vedere in galleria la copertura non è completa perché il sole che stava tramontando, pali e cavi sospesi rendevano le operazioni particolarmente complicate. L’idea di poter andare a scandagliare certe aree del mondo con questo dettaglio è molto interessante.

In futuro vedremo degli omini con la casacca di Google che scattano foto dall’alto con la Kite aerial photography nelle principali località turistiche del mondo? Non si può dire, ma conoscendo l’azienda non si può escludere nulla. Per il momento però potremo consolarci seguendo il viaggio di questa eccentrica coppia.

Via | Cnet

Google Maps sfrutta la Kite aerial photography é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 13 ottobre 2010.

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Blanco – Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010

martedì, 12 ottobre 2010
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Avete mai guardato qualcuno negli occhi per vederlo? Anche se spesso guardare non significa vedere, immaginate per un attimo di non poter disporre degli occhi e dello sguardo per esplorare lo spazio, e ancora di più l’intangibile che lo attraversa e riempie.

Un universo poco visibile, profondamente nero e oscuro per molti, bianco per il protagonista del romanzo “Cecità” di José Saramago, Blanco per il reportage di Stefano De Luigi, che in collaborazione con la ONG Christoffel Blindenmission International in 5 anni ha fotografato i centri oftalmici e le scuole per ciechi di 16 paesi in 4 diversi continenti.

Blanco – Visions of blindness raccoglie immagini di ragazzi senza bulbi oculari e bambine alle prese con le prime ombre dopo un trapianto di cornea, di occhi che non vedono, di mani che sentono e corpi che percepiscono lo spazio che li circonda, in Asia come in Africa, nell’Europa Orientale come in Sudamerica.

Blanco Vision of Blindness
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Immagini che ricordano a noi ‘ciechi per scelta’ tutto quello possiamo e non vogliamo vedere, insignite dall’Eugene Smith Fellowship Grant nel 2007, e raccolte nel volume Blanco come la copertina, edito da Trolley Books, con testi di Philippe Dagen, Giovanna Calvenzi ed estratti del Nobel per la letteratura José Saramag.

Immagini dalla forte valenza simbolica in mostra nello scorso aprile/maggio 2010 nella galleria della celebre agenzia VII di New York che rappresenta il fotografo, e da oggi 14 ottobre nella Giornata Mondiale della Vista, anche alla 10b Photography di Roma, dove saranno visitabili fino al 30 novembre, come uno dei preziosi frammenti di vite e mondi itineranti di fotoleggendo 2010.

Ricordo a tutti gli interessati che il fotografo sarà presente in galleria anche venerdì 15 ottobre alle 18.00 per un incontro, libero e gratuito con aperitivo, di presentazione del workshop Classici & outsider del fotogiornalismo e del viaggio attraverso la storia del reportage e dei suoi interpreti principali che De Luigi terrà in galleria sabato 16 e domenica 17 ottobre dalle 10.30 alle 18.30.

Blanco – Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010 é stato pubblicato su clickblog alle 09:30 di martedì 12 ottobre 2010.

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