Articoli marcati con tag ‘Era’
sabato, 21 maggio 2011

È da tempo che è stata annunciata la Sigma SD1, ma ancora non si è vista sul mercato.
La scorsa settimana avevamo notato che era stato messo in palio un esemplare da Sigma e da questo avevamo ipotizzato che l’arrivo effettivo sul mercato non poteva essere molto lontano.
Oggi l’azienda ha diramato un comunicato stampa in cui afferma che all’inizio di giugno la SD1 sarà finalmente disponibile. Tutti contenti quindi? Non proprio perché nell’annuncio è stato anche indicato il prezzo suggerito ai rivenditori 9.700$ che trasformato in euro fa circa 6770€.
Ad una cifra simile questa reflex si impone come prodotto per soli professionisti, però qui si pone il dubbio su quanti fotografi possano passare dal loro sistema al nuovo di Sigma. Chi ha già un corredo fotografico non cambia certamente senza pensarci attentamente. Se l’azienda punta sui professionisti vuol dire che sono proprio convinti della qualità a cui può arrivare il loro prodotto.
Non vediamo l’ora di poter provare questo ritrovato della tecnologia e confrontarlo con le ammiraglie degli altri produttori per vedere come sono i rapporti di forza. Sicuramente questo prodotto ha la possibilità di diventare un grande successo per l’azienda, ma anche di essere un buco nell’acqua nel caso venisse snobbato dai professionisti.
Via | PhotographyBay
Sigma SD1 in arrivo a giugno é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di venerdì 20 maggio 2011.



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giovedì, 19 maggio 2011
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| L’unica frase su cui potrei essere d’accordo |
C’è questo post di Austin Kleon, artista, blogger, redattore, che da qualche giorno viene “rimpallato” da un blog all’altro, su Twitter, ecc. Una valanga di commenti e sicuramente di visualizzazioni. Eppure non mi convince.
Non mi convince innanzitutto, perché il suddetto nel post si riferisce a se stesso, 3-4 volte, chiamandosi “artista” – cosa che già mi fa stortare la canappia – ma soprattutto perché mi sembra un elenco di massime già dette, ridette, stradette. A parte che non capisco questa fissa di dover “decalogare” a destra e a sinistra: i 10 consigli per chi vuole fare il fotografo, le 10 cose da sapere prima di fare un servizio di matrimonio, le 10 regole del perfetto assistente, le 10 domande da evitare, tra un po’ ci sarà il decalogo dei decaloghi. Ma a parte ciò, mi pare che i concetti siano stati già espressi da altri, con qualche piccola variante sul tema, e che il suo post abbia drizzato le antenne a così tanti per due ragioni: 1) perché ha quel tono americanississimo da “Massì basta crederci e ce la puoi fare anche tu! Yes we can! Fa la cosa giusta e la cosa giusta si farà da sé!!” 2) perché usa una grafica e uno stile da tipo easy going che-ci-piace-un-sacco-a-noi-blogger, con le scritte minimaliste su fondo nero, i disegnini sul tovagliolo di carta, il quaderno con gli appunti (cagate) scritti fitti fitti.
“Artists aren’t magicians. There’s no penalty for revealing your secrets”. Ecco prova ad andare al pub e dirgli “Hey amico, ho letto il tuo blog, figo! posso farti vedere il mio album di disegni e mi dai qualche dritta?” Secondo me vi risponde con il corrispondente americano di “foera di ball”, ma sicuramente sono io malfidente e malfidata che lo penso… Voi no…
Nel 2011 c’era bisogno di Kleon che ci venisse a spiegare che per essere artisti occorre farsi il mazzo, amare ciò che si fa, scrivere il libro che si vorrebbe leggere, la musica che si vorrebbe ascoltare, essere determinati, nessuna idea è davvero originale ed è necessario imparare da tutti? Perché è questo il sunto. Poi tutta quella parte del “volemose bbene” sinceramente la trovo insopportabile: parlate bene dei colleghi, siate disponibili, siate “nice”… Io credo invece che per parlare di arte, ma anche in generale, bisogni rischiare di essere impopolari e dire a chiare lettere: “Devi accettare la possibilità che forse non sei così portato come pensi per un lavoro artistico e devi accettare la possibilità che, pur essendo magari un genio, non riuscirai a realizzare il tuo sogno o se non altro a vivere di quello. Ci sono dei talenti là fuori che fanno i vigili urbani ed altri che producono croste vendute da Sotheby,s”. Vorrei aggiungere tantissime parole, tantissimi concetti ed esempi personali, ma mi limito a citare due amici, due persone che reputo sagge. Il primo è Luca, che insegna all’università, e una volta mi ha detto, riferendosi agli studenti: “Se non studi, di sicuro non passi l’esame, ma il fatto che tu abbia studiato non ti dà la sicurezza di passare l’esame.”. Il secondo è Giovanni, il mio primo Art Director, la prima persona che ha creduto in me, che era solito ripetermi: “Nella vita è il caso che decide, per quanto sia la tua determinazione, il tuo impegno, se quello non è il tuo momento, non lo è; e lo stesso vale per quando invece lo è.”. Ecco credo che nel mezzo ci sia la giusta via.

Autore Articolo: Anna Mole
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sabato, 14 maggio 2011
Quante volte avete sentito parlare o visto un progetto 365 qualcosa? Per chi non sappia di cosa si parla si intende un progetto fotografico in cui ogni giorno si scatta una foto per un anno intero.
A volte un progetto fotografico può avere dei risvolti insperati. Hailey Bartholomew è una fotografa che nel 2008 sta passando un brutto periodo di depressione ed ha provato a cimentarsi nella prova di scattare una foto al giorno per un anno intero nella quale illustrava qualcosa di cui era grata: 365 grateful.
Grazie a questo esercizio mentale è riuscita a notare tante piccole cose che rendono la vita di ognuno di noi gioiosa e che spesso lo stress o cattivi pensieri ci impediscono di notare. Il suo esempio è servito a molte altre persone che seguendo le sue stesse orme sono riuscite a migliorare il loro atteggiamento rispetto alla vita ed a fare molte belle foto.
Via | DigitalPhotographySchool
365 grateful é stato pubblicato su Clickblog.it alle 13:59 di giovedì 12 maggio 2011.



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domenica, 1 maggio 2011

Alcune reflex Nikon hanno un sistema che firma digitalmente le foto per consentire di capire se la foto è stata alterata in qualsiasi modo grazie ad un software messo a disposizione dall’azienda.
ElcomSoft è riuscita ad estrapolare la chiave utilizzata e quindi riutilizzarla per generare delle firme che sembrano corrette, ma su foto evidentemente contraffatte. Questo di fatto mette fuori gioco in sistema di Nikon com’era già successo lo scorso dicembre per il Canon Original Data Security. In entrambi i casi il successo dell’attacco di ElcomSoft è stato facilitato dalla non corretta gestione delle chiavi da parte del firmware scritto dall’azienda.
Le reflex interessate dal problema sono: Nikon D3X, D3, D700, D300S, D300, D2Xs, D2X, D2Hs e D200. Dopo il salto potete vedere un esempio pratico di una foto evidentemente falsa.

Via | NikonRumors
ElcomSoft fa fuori anche il Nikon Image Authentication System é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:00 di venerdì 29 aprile 2011.



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mercoledì, 27 aprile 2011

Durante lo sbarco degli Alleati in Normandia il 6 giugno del 1944 il fotografo Robert Capa era fra i soldati ed anche lui sfidò la morte per arrivare sulla spiaggia. Non era però la prima volta per Capa che era sempre in prima linea anche in altri conflitti come nella guerra civile spagnola dove ha scattato la famosa e controversa fotografia del nazionalista colpito a morte.
Una volta arrivato sulla erra ferma si è fermato e dopo aver tolto la protezione dalla sua fotocamera si è messo a scattare quello che accadeva attorno a lui. Dopo istanti che potevano sembrare un’eternità si è allontanato dalla spiaggia e dai combattimenti verso un veicolo da sbarco.
Il suo bottino ammontava a 106 immagini su 3 diversi rullini. Purtroppo il tecnico della camera oscura era così ansioso di vedere le immagini dell’invasione che distrusse ben 96 di quelle preziose foto. Purtroppo solo 10 rimangono di quei tragici momenti.
Via | SkyLighters
La storia di Robert Capa durante il D Day é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di mercoledì 27 aprile 2011.



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mercoledì, 6 aprile 2011

Oggi voglio raccontarvi una storia che mostra un lampante esempio di scarsa lungimiranza da parte di alcune aziende.
Nel corso del 1988 al MacWorld show il team d Nikon fu avvicinato da due fratelli che cercavano un accordo con il quale avrebbero fornito all’azienda la possibilità di distribuire il loro software di elaborazione grafica. Questi due ragazzi erano Thomas e John Knoll e l’applicazione era niente meno che Photoshop. Nonostante il grande entusiasmo mostrato sia dalla sezione europea sia da quella statunitense il management nipponico scelse di non portare avanti l’accordo perché Nikon “non era un’azienda di software” e quindi non ne intuivano il potenziale mercato.
Non fu solo Nikon, però, a rigettare l’offerta, ma anche altri grandi del settore come Kodak. Adobe acquisì le licenze per la distribuzione di Photoshop nel settembre del 1988 e Photoshop 1.0 per Macintosh fu rilasciato nel 1990.
Ora è facile dire che fu una miopia, ma non si può certamente sapere se il programma avrebbe avuto il medesimo sviluppo e successo all’interno di un’altra azienda.
Via | NikonWeb
Nikon rifiutò Photoshop nel 1988 é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di mercoledì 06 aprile 2011.



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mercoledì, 6 aprile 2011

Continua la gara a suon di numeri fra Canon e Nikon. Proprio quest’ultima ha annunciato ieri di aver tagliato il traguardo dei 60 milioni di obiettivi Nikkor nel corso dello scorso mese, mentre Canon aveva raggiunto lo stesso traguardo proprio nel corso dello scorso gennaio.
Nikon ha raggiunto questa cifra considerevole contando tutti gli obiettivi prodotti a partire dal 1959 quando venne svelata la sua prima reflex. A contorno di tutto questo possiamo anche notare come il volume di produzione dell’azienda sia in aumento. La soglia dei 50 milioni si era raggiunta nel settembre 2009, mentre ai 55 milioni è arrivata lo scorso agosto.
Un incremento che è dovuto sia alla fine della crisi in molti paesi sia all’espansione di molti nuovi mercati.
Via | DPReview
60 milioni di obiettivi Nikkor é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 06 aprile 2011.



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venerdì, 18 marzo 2011

Siamo da tempo schierati contro l’insana corsa a chi produce sensori con più megapixel nonostante negli ultimi tempi sembra che il mercato si stia calmando. Nonostante questo fa sempre bene ricordare che avere più megapixel non è un fatto sempre positivo.
Questa premessa per parlare di una storia raccontata da David Pogue sul New York Times. Prima di iniziare ricordiamo a chi non fosse pratico che le agenzie che vendono foto microstock accettano solo foto presenti in un ristretto elenco di reflex e/o con una determinata risoluzione in megapixel.
Qualche anno fa un fotografo aveva provato ad inviare alcune foto ad un’agenzia che però le aveva scartate senza tanti convenevoli perché le immagini non arrivavano alla risoluzione minima di 10 megapixel, mentre la reflex usata per gli scatti produceva file con, all’incirca, la metà della risoluzione. Convinto che la foto sarebbe andata bene a tutti i clienti, il fotografo ha fatto un esperimento tanto semplice quanto disarmante.
Ha preso l’immagine scattate con un’ammiraglia Canon e ci ha copiato sopra la sua foto all’interno di un programma di fotoritocco ingrandendola per arrivare alla risoluzione indicata nei metadati exif. Sono proprio questi metadati l’oggetto della storia perché grazie a questo trucco il file che è stato inviato all’agenzia era identico a quello che avrebbe generato una reflex professionale, ma in realtà era sempre il medesimo scartato precedentemente.
Saltando al finale della storia sembra che nessuno si sia mai lamentato della qualità dell’immagine dopo l’acquisto. Questa è la storia di una singola foto, ma chissà in quanti hanno utilizzato un trucco simile data l’alta quantità di foto disponibili online per la vendita. Un esempio che dimostra ancora una volta che una gran quantità di megapixel non sia sempre indispensabile, la fortuna di trovare clienti poco esigenti o tutte e due queste possibilità messe insieme? Voi cosa ne pensate?
Foto | jbylund
Via | PetaPixel
Exif falsi contro il mito dei megapixel é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 18 marzo 2011.



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martedì, 1 marzo 2011

Qui in copertina vedete una foto che è stata scattata da un agente in borghese del servizio segreto inglese ad un arabo sotto sorveglianza nel 2004. Entrambi i soggetti raffigurati sono responsabili degli attacchi terroristici del 7 luglio del 2005 a Londra. Addirittura il personaggio sulla destra era il capo della cellula terroristica.
La foto in bianco e nero e malamente scontornata è quella inviata all’FBI per farla vedere ad un infiltrato in Al Queda. È evidente che era praticamente impossibile riconoscere qualcuno con un lavoro del genere. Quello che si sta cercando di capire in Gran Bretagna è perché sia stata inviata un’immagine del genere quando sappiamo tutti che nel 2004 anche i software più economici erano in grado di effettuare lavori migliori.
Evitando questo errore si sarebbero potute salvare tutte le persone vittime degli attacchi del 7/7.
Via | AmateurPhotographer
Una foto che poteva salvare molte vite é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 28 febbraio 2011.



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venerdì, 21 gennaio 2011
Todd Bieber stava sciando in giro per il Prospect Park di Brooklyn quando si è accorto che fra la neve c’era una rullino.
L’unico modo per scoprirne il proprietario era quello di svilupparlo e così ha fatto montando poi questo video che mostra tutte le foto presenti sulla pellicola per cercare di ritrovare il legittimo proprietario del rullino.
Vi è mai capitato di trovare per caso un rullino abbandonato da altri?
Via | PhotoWeeklyOnline
Un rullino perso é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di giovedì 20 gennaio 2011.



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lunedì, 17 gennaio 2011

Sembra che durante il 2010 si sia svolta un’informale gara per la realizzazione della fotografia più grande del mondo.
Al momento questa particolare gara sembra essere stata vinta dal fotografo Alfred Zhao che ha realizzato una panoramica di Shanghai con una risoluzione di 272 gigapixel. Per ottenere questa foto ha utilizzato GigaPan EPIC Pro su cui era montata una Canon 7D con un obiettivo 400mm f/5,6 ed un moltiplicatore di focale 2x.
Per elaborare le 12.000 foto scattate ha dovuto lavorare mesi prima di ottenere l’immagine complessiva che arriva ad occupare 1,09 TB. Di sicuro chi arriverà dopo Zhao non si fermerà qui, ma cercherà di superare il suo risultato. Chissà quanto tempo passerà prima di vedere qualcuno esaltare per essere arrivato alla soglia dei terapixel?
Via | PhotographyBay
272 Gigapixel per una foto di Shanghai é stato pubblicato su clickblog alle 10:30 di lunedì 17 gennaio 2011.



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lunedì, 10 gennaio 2011

Hang Son Doong è il nome delle caverne più grandi al mondo che si trovano in Vietnam vicino al confine con il Laos.
Sono diventate famose nel 2009 quando sono state visitate dagli speleogi del British Cave Research Association. Fino agli inizi del millennio le cave era rimaste inesplorate perché la popolazione locale che ne conosceva l’ubicazione era intimorita dai rumori che si sentivano fin dall’ingresso. Il responsabile è un grosso fiume sotterraneo che scorre molto velocemente producendo suoni caratteristici.
Il National Geographic ha pubblicato una raccolta di immagini scattate all’interno di questi paesaggi sotterranei mozzafiato. Se questi scatti non vi bastano potreste anche altri scatti realizzati sottoterra.




Via | Gizmodo
Le caverne più grandi al mondo su National Geographic é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 10 gennaio 2011.
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