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PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mercoledì, 11 novembre 2009

mostra pilatsro-milano

Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “ sociale” interpretando la come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una impregnata da un’intensa umanità.” La “ sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.

Espongono: Roberto Brandoli, Filippo Carnevali, Lorenzo Ciancaglini, Sabrina Flocco, Laura Luppi, Enrico Migotto, Eleonora Minler, Nicola Sacco, Alessia Scarpa, Alberto Sola e Emanuele Vesentini.
Ecuador
Il sostegno alle comunità locali – cibo, ambiente e salute
Ucodep è impegnata dal 1995 in Ecuador, nell’area andina di Cotacachi (provincia di Imbabura) nella realizzazione di interventi di miglioramento dell’alimentazione e della produzione agricola delle comunità indigene. Nel 2002 si è iniziato a lavorare anche nella regione amazzonica nord orientale del paese al confine con la Colombia, la provincia di Sucumbios, dove si estende l’importante riserva naturale del Cuyabeno, nel settore della difesa dell’ambiente e della tutela della salute.
L’intervento di Ucodep in Ecuador è strettamente legato all’attività agricola e alla conservazione del patrimonio naturalistico della Foresta Amazzonica. Nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo ha diminuito la propria redditività e la popolazione rurale ha dovuto fronteggiare l’aumento della povertà, l’impoverimento del suolo, il peggioramento delle condizioni ambientali e la riduzione della possibilità di accedere a servizi primari quali educazione e sanità. Inoltre, nella provincia di Sucumbios si è registrata una crescita dell’attività di estrazione del petrolio con gravi conseguenze ambientali. Sebbene esista un regime democratico fin dal 1979, il contesto socio economico dell’Ecuador è caratterizzato da instabilità politica cronica, da fratture interne al paese e forti influenze regionali nei partiti. Dal punto di vista ambientale l’Ecuador presenta un’immensa ricchezza naturale, una grande biodiversità e numerose risorse idrogeologiche e minerarie, tutto ciò minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente sfruttamento delle risorse energetiche, soprattutto del petrolio.
Tenuto conto di tutto ciò, Ucodep è intervenuta in Ecuador con sostegno all’agricoltura e alle comunità locali per lo sviluppo rurale e valorizzazione delle risorse del territorio, di tutela dell’ambiente e della biodiversità locale e di lotta alla povertà.
Nella regione Andina di Cotacachi vivono numerose comunità di Indios (circa il 60% della popolazione residente nella zona) che, tradizionalmente, si dedicano all’agricoltura di sussistenza. Tuttavia, in seguito alla riforma agraria introdotta negli ’60 dal governo militare, tali popolazioni si sono trovate costrette a coltivare terreni sempre più ridotti e in posizioni sfavorevoli, con il conseguente progressivo impoverimento dei campi e la riduzione delle varietà prodotte e della qualità dei prodotti. La conseguenza di tutto ciò è stato l’indebolimento del settore agricolo, la scarsa differenziazione alimentare e l’insorgere di malattie legate alla malnutrizione, l’emigrazione dalla campagna alla città, l’abbandono dei figli per ragioni lavorative e quindi la riduzione della frequenza scolastica.
L’area della Riserva del Cuyabeno presenta un altissimo valore naturalistico, floristico e faunistico. A causa della difficoltà di accesso a questa zona l’accesso ai servizi di base, tra i quali l’uso di acqua potabile e l’assistenza medica, è molto limitato. Lo sfruttamento delle risorse naturali, per molti degli abitanti della zona, rappresenta l’unica possibilità di reddito. Gli interventi di Ucodep si concentrano quindi in queste due zone con un approccio che mira, quindi, allo sviluppo agricolo nel rispetto delle risorse locali, della valorizzazione delle stesse, della difesa dell’ambiente e del rafforzamento dei piccoli produttori locali. Ucodep si dedica anche al supporto all’educazione primaria e alla tutela della salute locale, in un’ottica integrata di sviluppo locale.
Attualmente l’intervento di Ucodep in Ecuador è realizzato tramite gli uffici di Cotacachi e Lago Agrio. La fotografica Ecuador: Colori e Volti, organizzata dai volontari Ucodep di Milano, vuole ripercorrere appunto l’esperienza di 15 di Ucodep in Ecuador attraverso la natura, le persone e i colori che caratterizzano questo affascinante e variegato Paese. Il gruppo dei volontari Ucodep di Milano organizza e propone attività a sostegno dei progetti di Ucodep in Ecuador.
Per saperne di più di Ucodep e delle attività dei gruppo di Milano:
gtmilano@ucodep.org – www.ucodep.org
credits : Andrea Cianferoni, Ilaria Lazzarini, Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

Dal 13 al 28 Novembre 2009

Centro Sociale Barrio’s
via Barona, ang. via Boffalora, Milano
Per Info: tel.0289159255 – fax0289158280 – barrios@comunitanuova.it – www.barrios.it

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Lucca Digital Photo Fest

domenica, 9 agosto 2009

Lucca Digital Photo Fest
Dal 14 novembre all’8 dicembre 2009

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di Nancy Fina

Ulteriori informazioni ed : www.studioesseci.net

Comunicato Stampa

70 tra anteprime assolute a livello mondiale, continentale o italiano, grandi conferme, concorsi, workshop con maestri consacrati e talenti nuovi, gli stimoli di scambi personali e delle proposte del Photocafè e delle Letture Portofolio. E tutto intorno, uno dei centri storici più belli del mondo, una cornice-salotto che stupisce ogni volta gli ospiti, che li fa sentire bene, che dispone tutti a scambiarsi idee, esperienze, emozioni.

Questo è il Lucca Digital Photo Fest, semplicemente LDPF per gli appassionati di di tutto il mondo, un punto impedibile di incontro, più che un semplice festival, dove si sanno mixare, con intelligenza, garbo, misura, novità e conferme, nuove tendenze guardando anche oltre, sino a prefigurare, e per certi versi persino creare, possibili futuri. Proposte diversissime, connotate tutte da un profilo molto alto, ricercato, avulso però da snobismi, come conviene ad una realtà che guarda dentro i confini e insieme spazia nel mondo.

Non c’è da stupirsi quindi se con questi “ingredienti” il LDPF si sia conquistato, in soli 4 (quella che aprirà il prossimo novembre sarà la quinta edizione) un posto di rilievo tra le manifestazioni nazionali con reale respiro internazionale proposte in Europa.

L’evento – che coinvolgerà dal 14 novembre all’8 dicembre, l’intera città, i suoi palazzi più segreti, la fitta trama di luoghi dello stare insieme – è realizzato dall’Associazione Toscana Fotografiche e dal Comune di Lucca con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ed è sostenuto dalla Provincia di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca. Partners del Festival sono Leica, , Ducato, Canson e Roberto Del Carlo, prestigioso marchio della moda italiana. A “firmare” il LDPF sono, con i curatori, Enrico Stefanelli (direttore artistico), Jessica Di Costanzo e Susanna Ferrari, ideatori ed organizzatori del Festival.

Ma vediamo almeno alcune delle proposte del LDPF 2009. A cominciare dall’Ospite d’Onore, quest’ il grande Eikoh Hosoe che il 28 novembre, al Teatro del Giglio, riceverà il LUCCAdigitalPHOTOaward, mentre una grande (la prima in ) sarà ospitata a Villa Bottini, curata da Giuliana Scimè.
A Palazzo Tucci, saranno presentati, con i suoi più famosi scatti, le di “In memory of the late Mr. And Mrs. Comfort. A Fable in 24 episodes”. Il surreale servizio di Richard Avedon apparso sul New Yorker e qui presentato in anteprima italiana, insieme ad una selezione dei suoi più celebri scatti di moda.
Un’anteprima mondiale è “Cuba” di Ernesto Bazan a Palazzo Guinigi: d’amore per l’isola con cui Bazan ha ottenuto il W. Eugene Smith Fund considerato l’Oscar della documentaristica mondiale e un primo premio al World Press Photo.
A proposito del World Press Photo va segnalato che il LDPF è diventato uno degli appuntamenti fissi del più grande concorso di fotogiornalismo del mondo. In una delle più suggestive sedi del Festival, 200 , le più significative tra le oltre 96.000 pervenute alla World Press Foundation.
Nella stesa sede, The Giant’s Rooms, un’installazione emotivamente pregante di Maïmouna Patrizia.
E ancora, a Palazzo Guinigi, le “Natura Morta” di Giacomo Costa, artista molto apprezzato alla Biennale di quest’.
Anteprima assoluta è anche “Schermo nero, notti bianche” un viaggio nel cinema italiano e, insieme, nelle proprie radici, dell’italo-francese Claude Nori. Parallelamente, a Villa Bottini, Alex Majoli presenta celebri e inedite in anteprima assoluta con la “Cronache da Fonti Autorevoli”. Così farà anche Fabio Zonta con la “Trasfigurazioni” prevista al Baluardo di San Regolo.
Una produzione del Festival in anteprima assoluta è anche la di Nancy Fina, grintosa, fantasiosa, iperbolica artista americana che nelle sue di moda esprime glamour, forza espressiva e trasgressione, colori saturi e una personalità debordante.
La delicatezza e la ricerca del dettaglio è invece il tratto distintivo dell’opera di Marco Cardelli presente con l’anteprima assoluta di Ab Solutum.
Storm Thorgerson, il mitico fondatore di Hipgnosis, propone le sue sui mitici Pink Floyd.
Un omaggio, doveroso e intelligente, all’Abruzzo è quello che propone un grande maestro come Gianni Berego Gardin attraverso le sue de “L’Aquila”prima del terremoto.
Saranno certamente delle sorprese quelle che riserveranno i due concorsi del LDPF, il primo è quello del “LUCCAdigitalPHOTOcontest ‘09″ Categoria “Tema libero” del “LUCCAdigitalPHOTOcontest ‘09″ Categoria “Moda” , importante new entry del Festival, novità realizzata in collaborazione con Roberto Del Carlo, prestigioso marchio della moda italiana. Ai vincitori di entrambe le rassegne verrà dedicata una personale.
Il programma, davvero molto articolato, prevede poi le video istallazioni di grandi interpreti: Debora Vrizzi, Lucile Vrignaud, Laura Serani, invece sarà la curatrice del”POM” Petit Objet Multimédia, la produzione di LDPF del video del vincitore del premio Ponchielli 2009. LDPF è fatto anche da un tessuto di eventi tecnici: 4 workshop fotografici con altrettante personalità della nuova : Ernesto Bazan, Claude Nori e Alex Majoli e con Enrico Minasso sul “foro stenopeico”ed una serie di incontri tecnici:, Antonio Manta sulle tecniche di stampa, con Apple e .
Tutti i sabati e le domeniche tornano gli incontri e dibattiti del Photocafè, mentre per Portfolio interverranno, tra gli altri, Paola Brivio, Franco Carlisi Elena Ceratti, Mariateresa Cerretelli, Claudia HInterseer, Roberto Mutti, Augusto Pieroni, Muriel Prandato, Susanna Scafuri.
Tutto questo e molto di più è LDPF 2009, appuntamento da segnare sin d’ora in agenda.


Tutte le informazioni sul Festival su HYPERLINK http://www.luccadigitalphotofest.it“www.ldpf.it
tel. 0583 1800106



Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo, Padova
Tel. 049.663499 info@studioesseci.net

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WEEK-END AL MUSEO/QUARTO APPUNTAMENTO: sabato 25 (Ca’ Pesaro) e domenica 26 luglio 2009 (Museo Fortuny)

sabato, 25 luglio 2009

WEEK-END AL MUSEO/ GIUGNO – DICEMBRE 2009

libero tra e natura

QUARTO APPUNTAMENTO

I MATINÉE: LE MOSTRE (ore 11)

Sabato 25 luglio, Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance

Domenica 26 luglio, Palazzo Fortuny, In-finitum

Ancora due matinèe dedicati alle mostre, nell’ambito della rassegna Week-end al museo, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia. Sabato 25 luglio, dalle ore 11, è prevista la visita alla allestita al primo piano di Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance, mentre domenica 26, sempre con lo stesso orario, appuntamento al Museo Fortuny con una nuova visita alla Infinitum.
Di seguito le descrizioni dettagliate:

Sabato 25 luglio, Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance

Progetto concepito da Bernardí Roig, uno degli esponenti più importanti dell’attuale scena artistica spagnola, per Ca’ Pesaro: 15 sue opere – principalmente sculture, ma anche installazioni, disegni e video – messe in relazione con gli spazi e i capolavori del museo. Un dialogo attivo tra del presente e del passato, che genera una trama di significati inediti e una nuova dinamica emozionale making shadows dance again.

Docente: Silvio Fuso

Domenica 26 luglio, Palazzo Fortuny, IN-FINITUM

In-finitum esplora la categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui , scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano.

Molti sono gli artisti che si sono misurati con il tema dell’infinito, interpretandolo secondo concetti e rappresentazioni proprie alla cultura di appartenenza. In sono presenti, tra le altre, opere di Francis Bacon, Joseph Beuys, Pierre Bonnard, Alexander Calder, Antonio Canova, Gérard Gasiorowski, Alberto Giacometti, Francesco Hayez, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Yves Klein, Francesco Lo Savio, Piero Manzoni, Mario Merz, Joan Miró, George Romney, Pablo Picasso, Auguste Rodin, Medardo Rosso, Diego Velasquez e molti altri, ma molteplici, quasi infiniti, sono gli stimoli, gli accostamenti, le interazioni con esiti diversi del pensiero e del fare artistico di tutti i tempi e i continenti. L’esperienza proposta seguirà le linee guida dell’esposizione che suggeriscono una lettura multidisciplinare del concetto di infinito inteso come percorso di conoscenza e viaggio spirituale.
Docenti: Caterina De March e Vittorio Pajusco

Le attività di Week-end al museo si suddividono come sempre in corsi e matinée: più impegnativi i corsi, che si svolgono in due giorni (sabato dalle 11 alle 17 e domenica dalle 10 alle 14), e offrono un primo approccio a tecniche artistiche diverse, più rapidi ma non meno stimolanti i matinée (sabato e domenica mattina) che, in due ore, offrono itinerari esclusivi anche in aree non aperte al pubblico, o visite guidate a particolari aspetti delle collezioni o alle mostre temporanee.
Come partecipare

Prenotazioni (obbligatorie) e informazioni: Fondazione Musei Civici di Venezia, Ufficio Attività educative, tel 0415236830 – 0412715911, dal lunedì al venerdì h. 9.00 /14.00 oppure education.musei@comune.venezia.it – Posti limitati

Costi

Corsi: 50 euro (compreso spuntino del sabato nelle caffetterie dei musei)

Matinée 15 euro per i due itinerari previsti ciascun week-end.

Info su modalità di pagamento: education.musei@comune.venezia.it; www.museiciviciveneziani.it

In allegato due delle mostre al Museo Fortuny e a Ca’ Pesaro.

GLI ALTRI APPUNTAMENTI:

I MATINÉE (sabato e domenica, ore 11)

Il mito di Venezia a Palazzo Ducale: 12 e 13 settembre

Le mostre: 3 ottobre, Bernardì Roig – Shadows Must Dance; 4 ottobre, Museo Correr – Futurismo 100

Percorsi settecenteschi: 17 (Casa di Carlo Goldoni) e 18 ottobre (Ca’ Rezzonico)

Nei depositi del museo: 19 (Palazzo Mocenigo) e 20 dicembre (Museo di Storia Naturale)

I CORSI (sabato, ore 11 /17; domenica, ore 10 /14)

Palazzo Mocenigo – Il monogramma: laboratorio di pittura e ricamo: 19 e 20 settembre; 10 e 11 ottobre
Ca’ Pesaro – La stampa a matrice a rilevo. La tecnica della xilografia: 26 e 27 settembre; 12 e 13 dicembre

Museo Correr – Il libro d’artista: 24 e 25 ottobre; 28 e 29 novembre;
Ca’ Rezzonico – L’arcadia ritrovata: 7 e 8 novembre

Palazzo Mocenigo – Tessuti annodati. I tappeti Gabbeh

14 e 15 novembre

Fondazione Musei Civici di Venezia, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Piero Calore, Silvia Negretti, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi tel. +39 0412747607/08/14/18 fax /04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it – www.museiciviciveneziani.it

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Assab One ospita una tappa di Balena Project di Claudia Losi

lunedì, 13 luglio 2009

Assab One ospita una tappa di Balena Project di Claudia LosiClaudia Losi
Balena Project
Linee annodate/Argille disciolte


Ad Assab One avrà luogo una tappa del progetto, che durerà quattro giorni, con la partecipazìone di circa 130 bambini accompagnati dai loro insegnanti.

Il programma previsto è il seguente:

dal 13 al 15 luglio
laboratorio con i bambini a porte chiuse

su una grande parete viene proiettato Balena Project_ knotted lines, 2008, una video- animazione, nella quale appaiono, in successione e senza un ordine preciso, dei disegni. Ogni disegno riproduce tutti o quasi tutti coloro che dal 2004 a oggi hanno partecipato a Balena Project. I disegni sono stati pazientemente animati da Francesca Dainotto, che ha reso la linea che li compone come un filo che si annoda e annodandosi forma nuove figure su uno sfondo senza dimensione, totalmente bianco. Un intreccio continuo tra persone, luoghi e tempi diversi. Il sonoro invece è stato realizzato dagli amici Invernomuto

Nell’area in cui avviene la proiezione, è collocata una “montagna” di argilla dalla quale i bambini possono “strappare” un pugno di terra e modellarlo realizzando micro sculture “balena”.

Le sculture vengono poi sistemate, dai bimbi stessi, in un’area tutelata dove possano seccare.A conclusione del laboratorio le piccole balene verranno portate e “liberate”, in questo caso, su un tratto del greto di un fiume del piacentino (fiumi Trebbia o Arda). Lì verranno abbandonate tra i sassi e fotografate via via finché non scompariranno naturalmente.

Questa “liberazione” si lega virtualmente ad una campagna di tutela delle aree in questione, a grave rischio ambientale fino a non molto fa.

il 16 luglio, dalle 19 alle 21
apertura al pubblico

I visitatori potranno accedere allo spazio per vedere in anteprima il video e, prima della loro “ liberazione”, le piccole balene create dai bambini. Sarà presente Claudia Losi.

In collaborazione con  We Care, Cooperativa Sociale ONLUS e Comune di Milano, Settore Educazione e Diritto allo Studio.

Balena Project parte nel 2004 ma già da qualche prima aveva preso corpo l’idea di una grande balena di stoffa, arenata in uno spazio troppo piccolo per contenerla tutta.

Questo progetto è in parte legato a una suggestione storica. Nel XIX secolo furono infatti rinvenute parti di scheletro di grandi cetacei nei calanchi di sabbia, proprio nella valle del piacentino dove l’artista aveva trascorso molte estati, in cerca di conchiglie fossili, fragili come la stessa sabbia che le aveva conservate. Quella pianura un era sommersa dall’acqua salata. Invece di vigneti e campi di mais vi crescevano distese di alghe, sedimentavano molluschi e castelli di carbonato di calcio prendevano forma. Invece di stormi d’uccelli, come disse Leonardo, nuotavano pesci dalle forme più strane e i grandi mammiferi marini.

Infine una storia riportata da più amici dell’artista ha fornito un altro spunto: GOLIATH, agli inizi degli ’70, una vera balena,  eviscerata e conservata sotto strati di formalina, veniva mostrata nelle piazze italiane ed europee come attrazione di un circo macabro. Trasportata in un container illuminato da luci arancioni si presentava come un animale maleodorante e raggrinzito. Un’immagine mortifera che attraeva adulti e bambini, che ricordano ancora i suoi occhi enormi spalancati verso il nulla.

Il progetto emerge dalla necessità di costruire una narrazione che contenga un’affermazione di senso: l’immagine di un grande animale arenato a rischio d’estinzione appare in luoghi inaspettati e diventa, per l’artista, strumento per attivare situazioni collaterali.

La conclusione di Balena Project, ancora aperta, trasformerà la “balena di lana” in tanti altri oggetti, la sua non sarà una fine ma una trasformazione in altre piccole storie. Non si getta via nulla. Neppure un pensiero.

In allegato il comunicato stampa. Sono disponibili in alta risoluzione.


ASSAB ONE
associazione promozione contemporanea
Via Assab, 1
20132  Milano
tel +39 02 2828546 – + 39 348 2925085
fax +39 02 26111752
info@assab-one.org
http://www.assab-one.org

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WEEK-END AL MUSEO/ GIUGNO – DICEMBRE 2009

lunedì, 13 luglio 2009

WEEK-END AL MUSEO/ GIUGNO – DICEMBRE 2009

libero tra e natura

TERZO APPUNTAMENTO

I MATINÉE: LE MOSTRE

Sabato 11 luglio, Palazzo Fortuny, In-finitum, ore 11

Domenica 12 luglio, Ca’ Pesaro, il Secondo piano e Non Voltarti Adesso. / Don’t Look Now, ore 11

Continuano con successo gli appuntamenti con i Week-end al museo, organizzati dalla Fondazione Musei Civici di Venezia. In programma sabato e domenica prossima altri due matinèe questa volta dedicati alla Infinitum, al Museo Fortuny e alla riapertura del II piano di Ca’ Pesaro, con la Non voltarti adesso/ Don’t Look Now.

Di seguito le descrizioni dettagliate:

Sabato 11 luglio, Palazzo Fortuny, IN-FINITUM

In-finitum esplora la categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui , scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano.

Molti sono gli artisti che si sono misurati con il tema dell’infinito, interpretandolo secondo concetti e rappresentazioni proprie alla cultura di appartenenza. In sono presenti, tra le altre, opere di Francis Bacon, Joseph Beuys, Pierre Bonnard, Alexander Calder, Antonio Canova, Gérard Gasiorowski, Alberto Giacometti, Francesco Hayez, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Yves Klein, Francesco Lo Savio, Piero Manzoni, Mario Merz, Joan Miró, George Romney, Pablo Picasso, Auguste Rodin, Medardo Rosso, Diego Velasquez e molti altri, ma molteplici, quasi infiniti, sono gli stimoli, gli accostamenti, le interazioni con esiti diversi del pensiero e del fare artistico di tutti i tempi e i continenti. L’esperienza proposta seguirà le linee guida dell’esposizione che suggeriscono una lettura multidisciplinare del concetto di infinito inteso come percorso di conoscenza e viaggio spirituale.

Docenti: Caterina De March e Vittorio Pajusco

Domenica 12 luglio, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’ Moderna, il Secondo piano e Non Voltarti Adesso / Don’t Look Now

Riapre uno degli spazi espositivi più monumentali e prestigiosi di Venezia: il secondo piano di Ca’ Pesaro. Oltre mille metri quadri di eccezionale pregio architettonico e di impagabile qualità luminosa, con sette ampie sale utilizzabili e ventiquattro finestre sul Canal Grande e sui tetti della città. Per più di trent’ adibito a deposito delle oltre duemila opere della Galleria Internazionale d’ Moderna, è ora restituito alla funzione museale, con un allestimento minimalista e un nucleo d’opere di grandi dimensioni e straordinaria importanza nella storia artistica della città e del paese. In questi spazi, fino al 4 ottobre, è ospitata la Non Voltarti Adesso, che presenta una selezione di opere di dieci artisti italiani, a 100 dalle riunioni in queste stesse sale degli artisti “capesarini”. É organizzata in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa e si realizza con il sostegno di Vhernier e con il contributo della Fondazione Nicoletta Fiorucci.

Docente: Silvio Fuso

Le attività di Week-end al museo si suddividono come sempre in corsi e matinée: più impegnativi i corsi, che si svolgono in due giorni (sabato dalle 11 alle 17 e domenica dalle 10 alle 14), e offrono un primo approccio a tecniche artistiche diverse, più rapidi ma non meno stimolanti i matinée (sabato e domenica mattina) che, in due ore, offrono itinerari esclusivi anche in aree non aperte al pubblico, o visite guidate a particolari aspetti delle collezioni o alle mostre temporanee.

Come partecipare

Prenotazioni (obbligatorie) e informazioni: Fondazione Musei Civici di Venezia, Ufficio Attività educative, tel 0415236830 – 0412715911, dal lunedì al venerdì h. 9.00 /14.00 oppure education.musei@comune.venezia.it - Posti limitati

Costi

Corsi: 50 euro (compreso spuntino del sabato nelle caffetterie dei musei)

Matinée 15 euro per i due itinerari previsti ciascun week-end.

Info su modalità di pagamento: education.musei@comune.venezia.it; www.museiciviciveneziani.it

In allegato due degli allestimenti al Museo Fortuny e a Ca’ Pesaro.

GLI ALTRI APPUNTAMENTI:

I MATINÉE (sabato e domenica, ore 11)

Le mostre: 25 luglio, Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance; 26 luglio, Palazzo Fortuny, In-finitum; 3 ottobre, Bernardì Roig – Shadows Must Dance; 4 ottobre, Museo Correr – Futurismo 100

Il mito di Venezia a Palazzo Ducale: 12 e 13 settembre

Percorsi settecenteschi: 17 (Casa di Carlo Goldoni) e 18 ottobre (Ca’ Rezzonico)

Nei depositi del museo: 19 (Palazzo Mocenigo) e 20 dicembre (Museo di Storia Naturale)

I CORSI (sabato, ore 11 /17; domenica, ore 10 /14)

Palazzo MocenigoIl monogramma: laboratorio di pittura e ricamo: 19 e 20 settembre; 10 e 11 ottobre

Ca’ Pesaro – La stampa a matrice a rilevo. La tecnica della xilografia: 26 e 27 settembre; 12 e 13 dicembre

Museo Correr – Il libro d’artista: 24 e 25 ottobre; 28 e 29 novembre;

Ca’ RezzonicoL’arcadia ritrovata: 7 e 8 novembre

Palazzo MocenigoTessuti annodati. I tappeti Gabbeh

14 e 15 novembre

Fondazione Musei Civici di Venezia, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Piero Calore, Silvia Negretti, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi tel. +39 0412747607/08/14/18 fax /04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it – www.museiciviciveneziani.it

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CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!

sabato, 4 luglio 2009

cvmComunità Volontari per il Mondo

in collaborazione con

ADP – ASPeM – CELIM Milano – CISV – CMSR – CPS – MOCI -OSVIC -

Volontari nel Mondo FOCSIV
promuove

Concorso Nazionale

di video rivolto ad artisti under 30

CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!
LA SCADENZA E‘ PROROGATA AL 20 LUGLIO
La scadenza delle iscrizioni al Concorso nazionale di Video Contro l’AIDS… Taglia Corto! è stata prorogata al 20 luglio. Fino a tale data i giovani tra i 18 e i 30 potranno inviare i propri video.

Il concorso è stato promosso con l’intento di far riflettere i giovani sull’HIV e sull’AIDS, e sulle conseguenze drammatiche che questa malattia ha non solo nel sud del mondo ma anche in quello occidentale.

Lo scopo è rendere i ragazzi protagonisti della lotta globale contro la malattia, attraverso la realizzazione dei video, privilegiando temi quali:

la diffusione dell’HIV/AIDS nelle diverse regioni del mondo,
le cause (povertà, sottosviluppo) che rendono l’HIV/AIDS una questione sociale,
l’educazione sanitaria,
la prevenzione e l’accesso universale alle cure soprattutto per i giovani,
accesso all’informazione come strumento di conoscenza e prevenzione alla malattia,
l’adozione di stili di vita consapevoli per ridurre i rischi di contagio.
L’obiettivo è permettere a giovani ed adulti di conoscere le reali dimensioni dell’AIDS, di abbattere i pregiudizi che ruotano ancora intorno alla malattia, e di stimolare una presa di coscienza che spinga a valorizzare la salute e la vita come beni assoluti.

Le opere dovranno essere spedite in busta chiusa a CVM entro il 20 luglio rigorosamente in formato DVD.

Il concorso è una delle attività di “Per un futuro senza AIDS”, un progetto che è frutto di un’aggregazione della Federazione Volontari nel Mondo FOCSIV e che si realizza con il contributo del Ministero Affari Esteri DGCS, ufficio VII e il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale.

La manifestazione è organizzata dalla Comunità Volontari per il Mondo (CVM), in collaborazione con Amici dei Popoli (ADP), Associazione Solidarietà Paesi Emergenti (ASPeM), Centro Laici Italiani per le Missioni (CeLIM Milano), Comunità Impegno Servizio Volontariato (CISV), Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR), Comunità Promozione Sviluppo (CPS), Movimento per la Cooperazione Internazionale (MOCI) e Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC).
Il regolamento completo è in allegato a questo comunicato

Info

Comunità Volontari per il Mondo

Piazza Santa Maria 4 – 60121 Ancona

Tel/Fax 071 202074

Email cvm@cvm.an.it

Web http://www.cvm.an.it

Ufficio Stampa Dario Ciferri

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