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Articoli marcati con tag ‘del consiglio’

Nessuno fotografi il cenacolo! Ma se sei il presidente del consiglio…

martedì, 27 luglio 2010
listen it it Nessuno fotografi il cenacolo! Ma se sei il presidente del consiglio...

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Chiunque abbia visitato personalmente il Cenacolo, l’opera di Leonardo da Vinci, saprà che non possibile fotografare l’affresco per la possibilità di rovinarlo.

Questa regola non vale se si fa parte della Casta, quell’insieme di persone che dovrebbero rappresentarci, ma che negli ultimi mesi sta mostrando il peggio di sé. Silvio Berlusconi e Dmitrij Medvedev si sono messi in posa davanti al Cenacolo e sono stati fotografati con i flash dai fotografi presenti con tanto di assenso da parte del responsabile:

Il presidente russo ha espresso il desiderio di una foto ricordo – si è giustificato il sovrintendente per i Beni Architettonici di Milano Alberto Artioli, presente alla visita – e considerato che io sono la persona in grado di dare l’autorizzazione, ho detto che non c’erano problemi.

Si potrebbe commentare che siamo tutti uguali davanti alla legge, ma “qualcuno” è più uguale di altri. Come se si sentisse la mancanza dell’ennesima ed insulsa foto in stile famiglia rossi in vacanza. Il problema è un altro. Se una cosa è vietata, dev’esserci un buon motivo e quindi tutti devono seguire le regole. Soprattutto chi dovrebbe dare il buon esempio.

Con le reflex moderne, poi, non sarebbe stato tanto difficile fare delle foto senza usare i flash, ma nessuno sembra averci pensato. Intanto abbiamo portato a casa l’ennesima figuraccia internazionale. Cosa ne pensate di questa vicenda?

Via | Repubblica

Nessuno fotografi il cenacolo! Ma se sei il presidente del consiglio… é stato pubblicato su clickblog alle 10:30 di martedì 27 luglio 2010.

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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DEAPHOTO EXPO > A1/ EFFETTO CANTIERE 09

sabato, 21 marzo 2009
listen it it DEAPHOTO EXPO > A1/ EFFETTO CANTIERE 09

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Comune di Firenze
Consiglio di Quartiere 3

Comunicato Stampa con preghiera di pubblicazione e diffusione.

A1 / Effetto Cantiere
Mostra fotografica sulle trasformazioni del Territorio
nelle aree di Cascine del Riccio e del Galluzzo (2008-2009)

Un progetto Deaphoto Staff in collaborazione con
Consiglio di Quartiere 3 – Commissione Politiche del Territorio

Si inaugura Sabato 23 Maggio alle ore 18 presso il C.R.C. “Le Cascine del Riccio” a Firenze, A1/ Effetto Cantiere. La mostra fotografica presenta 16 immagini a colori formato cm 50×70 che documentano le trasformazioni del Territorio di Cascine del Riccio e del Galluzzo in seguito ai lavori di ampliamento dell’A1 nel tratto di Firenze Sud dal 2008 fino al primo semestre del 2009. Il Progetto, nato dalla collaborazione dell’Associazione Culturale Deaphoto con la Commissione Politiche del Territorio del Consiglio di Quartiere 3 del Comune di Firenze, intende monitorare lo stato di progressivo avanzamento dei lavori ed il loro impatto ambientale. L’analisi fotografica procederà attraverso la realizzazione di una serie regolare di reportage e mostre sulle aree interessate (con la creazione parallela di un archivio fotografico in progress) in modo da sensibilizzare la collettività verso le problematiche del rispetto e della tutela ambientale. Una volta stabilite le aree e gli obbiettivi della ricerca gli otto fotografi del Deaphoto Staff si sono mossi liberamente, sulle zone loro affidate, alla ricerca di punti di vista che mettessero in evidenza le modifiche del territorio. Confidando nella capacità culturale e professionale e nella esperienza e sensibilità ambientale nella lettura degli spazi (maturate in precedenti campagne di documentazione) i fotografi Deaphoto hanno raccontato la loro esperienza sul campo, la loro relazione con il paesaggio, depositando in immagine la visione personale di un’importante trasformazione in atto.

(continua…)

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XXX Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet

sabato, 28 febbraio 2009
listen it it XXX Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet

Siamo giunti alla XXX edizione del
Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet

Ideato da Fabrizio Fratangeli, B.F.I. (Benemerito della Fotografia Italiana), nel marzo 1980.

Scadenza presentazione foto 30  settembre 2009

Riunione giuria 10 ottobre 2009

Cerimonia di premiazione 14 novembre 2009 a Palazzo Valentini

Tema fisso b/n e colore VITA, TU SEI:…

(ovvero fotografare la vita nella sua universalità e globalità…)

Tema libero sezione unica a colori

Premio Speciale under 29

Premio Speciale I bambini nello sport

Premio Speciale Foto Natura

Premio Speciale Tina Modotti

Premio Speciale Alessandro Pavia

La Giuria sarà composta da:

Roberto Zuccalà: B.F.I. A.F.I. Presidente Fotoclub L’IMMAGINE B.F.I. – S.M.F.

Luciano Freddi: A.F.I.

Mariano Fanini: B.F.I. Presidente Fotoclub Castelli

Walter Gaberthuel: E.F.I.A.P.

Antonio Fiorenza: fotografo e docente di fotografia

Luca Pagni: fotografo e critico della fotografia

Andrea Berettoni: fotogiornalista

Ogni autore può partecipare con massimo 4 opere per sezione.
La quota di partecipazione è unica
di 18,00 Euro
per i soci F.i.a.f. 16,00 Euro
per gli autori under 29 9,00 Euro

Ulteriori informazioni sul sito: http://www.photographers.it/articoli/bachelet.htm

Nel corso della cerimonia sarà conferito il Premio Solidarietà Vittorio Bachelet,
al fotografo Francesco Zizola,
con queste motivazioni che ci sono state offerte da Luca Pagni,
fotografo e critico della fotografia, promotore del C.P.F.
“Comitato per la promozione della fotografia”:

“Francesco Zizola, con il suo sguardo attento e solidale, mette a fuoco e denuncia al mondo le situazioni di solitudine umana e di crudeltà del mondo civile le cui prime vittime innocenti sono i bambini, molti dei quali hanno imparato che la vita è un gioco di vita o di morte. Zizola ha infatti fotografato le maggiori crisi ed i conflitti che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, e le sue immagini fotografiche portano i segni della catastrofe di ogni giorno, ma anche il segno della speranza. Negli occhi dei bambini che sfilano nei suoi libri e nelle sue mostre fotografiche si evidenziano delle scintille di speranza, come se la vita fosse un gioco che spesso finisce male, anche per la poca solidarietà e per il profondo egoismo di molti . Anche per questo Francesco Zizola ha collaborato attivamente con molti enti ed istituzioni solidali tra i quali evidenziamo la Comunità Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, l’Unicef, Amnesty International e Medici Senza Frontiere, che il Premio di Solidarietà Vittorio Bachelet ha visto protagonisti nelle sue passate edizioni. Il nostro auspicio è che le foto di Francesco Zizola possano far sì che qualcuno tolga la mano dal fucile per porla sul cuore.”

Siamo in attesa di ricevere i Patrocini di
F.i.a.f., Presidenza del Consiglio della Regione Lazio e Provincia di Roma.
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La fotografia interprete e memoria dell’arte e del paesaggio

sabato, 28 giugno 2008
listen it it La fotografia interprete e memoria dell’arte e del paesaggio

Il patrimonio Europeo nel territorio Lombardo
La fotografia interprete e memoria dell’arte e del paesaggio
18-28 settembre 2008 – Villa Pomini – Castellanza (VA)

L’AFI, Archivio Fotografico Italiano, che ha come finalità quella di promuove iniziative fotografiche di rilievo e diffondere la cultura della conservazione, catalogazione e valorizzazione di immagini storiche, moderne e contemporanee, con il patrocinio del Comune di Castellanza (VA) e il supporto tecnologico di EPSON, organizza la mostra fotografica: “Il Patrimonio Europeo nel Territorio Lombardo”. Le ampie sale dell’antica villa Pomini di Castellanza (VA), riconosciuto e apprezzato punto di riferimento per la fotografia, l’arte e la cultura a livello regionale, ospiteranno il lavoro di 18 fotografi, che con il proprio sguardo hanno interpretato luoghi di particolare interesse in Lombardia, aderendo ad una proposta ideata dall’AFI, finalizzata alla valorizzazione dei beni architettonici, artistici e paesaggistici della regione.
Una Regione ricca di storia, arte, natura e preziose peculiarità da conoscere, documentare e diffondere.
Il progetto nasce prendendo spunto dall’Istituzione delle Giornate Europee del Patrimonio, approvate dai Ministri della Cultura del Consiglio d’Europa nel 1991, seguendo l’esempio francese, che dal 1984 promuove il proprio territorio attraverso l’apertura di beni monumentali, culturali e ambientali di particolare pregio, oltre ad una seria e ricorrente campagna di documentazione fotografica.
L’Italia partecipa alle giornate dal 1995, e ogni anno dedica all’iniziativa l’ultimo sabato e domenica del mese di settembre, a cui aderiscono vari Ministeri, e nel 2007 anche il FAI. Un appuntamento sempre più atteso dai cittadini italiani, grazie al numero crescente di luoghi aperti e visitabili gratuitamente.
Con questi propositi nasce l’iniziativa AFI, che propone un itinerario di particolare interesse descrittivo e visivo, che contribuirà a far conoscere e apprezzare un’ampia varietà di luoghi attraverso la fotografia d’Autore. Con questa iniziativa, inoltre, verrà costituito un nuovo fondo fotografico a tema, che andrà ad arricchire la collezione dell’Archivio Fotografico Italiano, creando un’apposita sezione dedicata alla Lombardia e al paesaggio italiano. Infatti, la ricerca si estende anche al paesaggio naturale, inteso come patrimonio di tutti, da preservare, valorizzare e serbare, mettendo in luce le bruttezze criticamente, se necessario.

(continua…)

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Notturni Urbani

lunedì, 19 maggio 2008
listen it it Notturni Urbani

DEAPHOTO STAFF

Notturni Urbani

Un progetto Deaphoto Expo in collaborazione con Il Consiglio Regionale Toscana

Si inaugura Giovedì 3 Luglio alle ore 17 presso l’Anticamera degli Affreschi al secondo piano del Palazzo del Consiglio Regionale della Toscana , di Via Cavour 4 a Firenze, Notturni Urbani. Il progetto fotografico, a cura di Deaphoto Expo, ha visto sette fotografi dello Staff Deaphoto (Sandro Bini, Michelangelo Chiaramida, Giovanni De Leo, Filippo Brinati, Simone Cecchi, Paolo Contaldo, Lorenzo Rugiati) confrontarsi e misurarsi con l’analisi notturna del paesaggio urbano di Firenze, secondo rigorose procedure tecniche di visualizzazione (cavalletto e pose lunghe) che hanno permesso una visione più lenta analitica e concentrata. Le visualizzazioni hanno interessato soprattutto le aree di comunicazione e transito cittadine recentemente interessate da interventi di ristrutturazione urbana, in sintonia con le più recenti tendenze della fotografia contemporanea del territorio, attenta ad analizzare le attuali condizioni di ri-strutturazione e fruizione del nostro paesaggio quotidiano.  Aperta fino al 12 Luglio dal Lunedì al Venerdì ore 15-18 e il Sabato ore 9-12.

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